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La poesia dialettale . . . gran finale

La poesia dialettale . . . gran finale

Eccoci al terzo ( e ultimo) appuntamento con la poesia dialettale!  Per il gran finale, 2 poesie . . . Queste di oggi, sono umoristiche, almeno per me!

Mia suocera a 22 anni, foto inviata allo "sposo"

(fidanzato) che era a fare il bersagliere a Bologna!

Una suocera dNella prima, c’è una suocera che parla della nuora . . . , una suocera non proprio gentile, ma l’insieme è piacevole e persino attuale,  se poi leggiamo le storie raccontate qui, preferiamo di gran lunga questa suocera a quelle moderne!

Mentre nella seconda, si parla dell’ipocrisia dei complimenti fatti appunto per complimento . . ., fatemi sapere voi cosa ne pensate . . . a me piacciono, per la loro spontaneità e per l’attualità . . .!

Sempre, per saperne di più, rifacciamoci al primo post di questa serie. La poetessa  ormai è nota, la Bice, come la chiamano familiarmente a San Benedetto, il traduttore, sono sempre io!

Prima la poesia in dialetto, così si crea patos !!!

La nòra mine (mia nuora)

e, qui, la traduzione:

 

MIA NUORA 

 

Sarebbe proprio peccato a dirne male:

                            cattiva, non è cattiva, no . . . guarda!

                            Meglio di quella non ne trovava Pasquale!

                            Tanto non se ne può dire, per quanto è. 

 

Ha qualche difetto, sì . . . non sarebbe reale,

mettiamo . . . non è di cuore come me . . .

è molto scorbutica di natura:

Dio te ne liberi quando le rivengono * 

 

Non è di casa, mettiamo . . . non è accomodante,

un punto non lo sa mettere  . . . non sa pulire . . .

bisogna sempre rifare quello che ha fatto  . . . 

 

Il soldo non lo risparmia . . . è spendacciona,

il bere e il mangiare le piaciono, sì! . . .

Ma dirne male, poi, sarebbe peccato!

Le sue "cose" . . . (NdT) 

 

Ditemi voi, se non è carina, certo, se fossi una giovane donna che deve conoscere la suocera, avrei un po’ di timore . . .!

E adesso, gustatevi l’altra :

Ha fatte lu maschie

e la traduzione . . .

HA FATTO IL MASCHIO, ANDIAMOLO A VEDERE! 

 

Caro, prezioso mio! Guarda Annunziata,

        Non ci si crederebbe che è nato adesso.

            Gesù! Il padre non ci si raccapezzerà;

            quello ci muore di contentezza! 

 

Gli assomiglia, e poi come . . .guarda un po’

        Adesso che gira gli occhietti in qua

        Se non è proprio spiccicato Antonio?

            Parente mio! Pare che voglia parlare! 

 

Povera me! E’ mezzogiorno suonato

            Ci vediamo, comare, andiamo via

          adesso torna quello* e non ho cucinato! 

 

. . . Nunziata, ti piace? – No! – Neanche a me!

            Non è una bruttezza spaventosa il bambino?

            Fosse il mio, non lo farei vedere!

* "quello", è il marito . . .  (NdT)

Cosa ne pensate voi? . . . sono un po’ perfide le due comari? Però, simpatiche ! ! !

Aspetto, qualche poesia simpatica, umoristica in dialetto anche dalle vostre parti . . .! Con traduzione, che è meglio! Grazie!