Archivio delle Categorie: cibo

Cannella . . . non solo Vin brulè

Cannella . . . non solo Vin brulè

C come Cannella.
Quando sento la parola “cannella”, subito penso al cono di “latte e miele” che mia mamma ci comprava in via XX Settembre d’inverno (che poi era un cono diverso da quelli del gelato, e una bella dose di panna montata, con una spruzzata di cannella in polvere), da piccoli, se stavamo tranquilli mentre lei e la nonna guardavano le vetrine, ci provavamo senza capricci i vestiti da comprare e, in generale, se eravamo stati dei “bravi bambini”.


Come sento il profumo di cannella, spandersi all’apertura del vasetto dove stanno i “bastoncini”, penso al Vin brulé. Alle sere in montagna, rifugio o campeggio, estate e inverno. Ma anche a quelle sere di quel periodo che si ruppe la caldaia all’inizio dell’inverno, una quindicina di giorni senza riscaldamento, in un fine ottobre piovoso e nebbioso ai piedi delle Orobie.


Quando uso la cannella per impastare qualche torta, per preparare il vin brulè o per rifinire “l’uovo al tegamino” (finto e dolce) . . . sapete come si fa???
No??? Semplice, io ho imparato da ragazzina, ad un “campo invernale” della Guide (le ragazze scout) e adesso ve la spiego:
Montate a neve la panna (quanta, dipende da quanti siete e da quanto siete golosi) e aggiungete lo zucchero secondo il vostro gusto, mettetela su un piatto o nel tegamino, come nella foto . . . appoggiate (artisticamente) una mezza pesca sciroppata (sgocciolata) e una spruzzata di cannella sulla panna . . .  se poi volete la ricetta della foto cliccateci sopra, è un po’ più elaborata.

Poi, mi capita di sfogliare un giornale di qualche tempo fa e scopro che con la cannella si può fare anche molto altro . . . ma cominciamo a parlare di Storia . . .  La cannella vanta una storia millenaria, era già usata dagli antichi Egizi nel 3000 a.C. per le imbalsamazioni. Viene pure citata nella Bibbia, nel libro dell’Esodo, quando Dio ordina a Mosè di consacrare il Tempio con un misto di sostanze aromatiche. Pur provenendo dall’Oriente, Greci e Romani credeva che arrivasse dall’Arabia o dall’Etiopia. Nell’antichità era una pianta consacrata al Sole. Era considerata preziosa e divina al pari della mirra e dell’incenso.

Se dopo un pasto troppo pesante non riuscite a digerire . . . fate bollire 10 minut l’acqua di una tazza con un pezzetto di corteccia, berlo caldo e senza zucchero. In un attimo vi sentirete meglio!

Volete fare un scrub utile per il corpo? Sfruttiamo l’azione brucia-grassi della cannella . . . si mescola 1 cucchiaio di cacao amaro, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 1 pizzico di cannella in polvere e 3 gocce di oloi essenziale di cannella fino a creare un impasto omogeneo e compatto.
Si spalma il composto sulla pelle bagnata e si sfrega delicatamente su tutto il corpo. Si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga tamponando con un asciugamano pulito.

Per una serata speciale, volete labbra carnose e morbide? Eccovi un cosmetico fai da te . . . Bisogna esfoliare le labbra con uno spazzolino, mescolare poi 1 cucchiaino di cannella in polvere a un cucchianio di un gloss a tua scelta. Applica la miscela sulle labbra e attendi dai 5 ai 7 minuti. Sciacqua via la miscela e truccati a piacere. Attenzione, però,nonè da utilizzare con le labbra “ferite” o screpolate!

E per gli adolescenti (e non solo gli adolescenti) in lotta contro i brufoli, ecco un alleato sicuro . . . Si mescola 1/2cucchiaino di miele e 1/4 di cucchiaino di cannella in polvere. Si applica con un batuffolo dicotone il composto e si lascia agire la maschera per più tempo possibili (fino a quando si riesce a sopportare). Si risciacqua con acqua tiepida.

Rimedi “naturali”, ma ricordatevi di non avere allergie o intolleranze ai prodotti usati! :-)

Partenza ufficiosa – Dreaming Terre del Piceno

Partenza ufficiosa – Dreaming Terre del Piceno

Eccomi, finalmente, a raccontarvi, dal mio punto di vista, il Tour del Piceno da parte dei Travel Blogger di Travel Different. it accompagnati in questa avventura, come già detto, da 4 fotografi e 4 video maker, dal “sognatore” e ideatore Luca Marcelli di Terre del Piceno e dalla espertissima guida Lella Palumbi, più varie e svariate figure. A vario titolo “esperte” nei loro campi, di cui ignoro il nome.

Il giorno 24 (aprile) è stato un giorno “di corsa”. Per la FigliaPiccola le ultime spese da fare in vista della partenza per il Tour. Per me, oltre a seguire la FigliaPiccola nelle sue spese, una volta lasciata con i suoi nuovi amici, dalla FigliaGrande e PiccoloLord con virus intestinale! Spese, spostamenti vari.

Verso le 18.00 presso l’Hotel Excelsior, la FigliaPiccola ed io, abbiamo avuto l’occasione di conoscere gli altri “artisti”, e io quando hanno iniziato la loro riunione me ne sono andata per le mie commissioni.

Ci siamo rivisti per cena, una cena, o meglio un banchetto offerto (credo di aver capito) dal Comune della Città sulla Costa e preparato e servito presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Filippo Buscemi” (per gli amici della Città sulla Costa, famigliarmente: “l’Alberghiero”).
La cosa che mi ha emozionato (come solo una vecchia signora par mio, si può emozionare) è che in quel Istituto la FigliaGrande ha studiato. Vedere questi ragazzi in “divisa” (1° 2° e 3° classi tra servizio di sala, ricevimento e cuochi), mi ha riportato indietro di anni, ritrovare anche alcuni tra i professori che conoscevo, come il Prof Bani a capo dello staff di cucina, uno dei “miti” della FigliaGrande (e di altri compagni che da grandi volevano fare i cuochi), quando frequentava questa scuola e i professori Iezzi e Guardato che coordinavano i ragazzi di sala. La Prof che seguiva le ragazze del “ricevimento” non la conoscevo. Così come non conoscevo il Preside, dalla mie epoca ne sono cambiati almeno 2!
Ho salutato chi conoscevo, sono stata presentata a chi non avevo ancora conosciuto e tra questi Nicola, uno dei Travel Blogger, che mi ha detto di aver letto il mio blogghettino, mi ha consigliato di scrivere con più frequenza e sistematicità e magari di parlare anche di più di questa nostra zona (e sarebbe una bella scusa per qualche escursione domenicale!
Mi sono messa nella parte della tavolata (bellissima la “mise en place” di cui purtroppo non ho fatto la foto!) degli artisti, vicino alla persona che per prima ha creduto (e finanziato) in questo “sogno” . . . un progetto per promuovere il territorio della Provincia di Ascoli Piceno, il Sig Contisciani Luigi, Presidente del BIM Tronto (Bacino Imbrifero Montano del Tronto) .
Abbiamo gustato, prima di sederci a tavola, delle tartine a buffet e poi, una volta a tavola: Insalata di farro con molluschi e crostacei, Gamberoni con zucchine e lardo di Colonnata, Trippa di mare con borlotti e pecorino di fossa, Campofilone in salsa di cicale, Pescatrice in brodetto e per finire una composta di frutta in un “cestino” di cialda. Vini: Passerina Brut, Marche Chardonnay I.G.P. e Offida asserina D.O.C.G. (ci sono le foto, ma non da me, le dovrebbe avere Mauro, prima o poi, le trovo!)

Alla fine del banchetto, abbaimo potuto applaudire tutti i ragazzi e i professori che hanno lavorato per la riuscita di questo convivio, due parole da parte delle autorità e pure da parte di Nicola, quale rappresentante dei travel blogger e poi tutti a casa, che tra l’altro si era fatto pure tardi.

Non abbastanza tardi per i giovani artisti, per Nicola e Luca, dovevano ancora raccontarsi un sacco di cose, dovevano “recuperare” quei blogger che ormai dovevano essere arrivati, dovevano “progettare” le cose da fare nei giorni a venire e poi . . . verso una certa ora, dovevano essere sistemati negli alberghi.
Tutti in albergo, tranne la FigliaPiccola, lei è tornata a casa dalla mamma! E per fortuna! La mamma,  nel mezzo della notte ha scoperto di ospitare un malefico virus intestinale! Che brutta compagnia!

(Seguitemi che vi racconto ancora qualcosa)

15 giorni a Natale . . . Consigli (in controtendenza) per i pranzi delle Feste

15 giorni a Natale . . . Consigli (in controtendenza) per i pranzi delle Feste

Eccomi qua, a 15 giorni dal Natale a pensare al menu . . . avrò gente, ma ancora non so quanta, sia alla cena della Vigilia, sia al Pranzo di Natale, sia per una Merenda Sinoira nel pomeriggio di Santo Stefano.

Finché mia Suocera è stata la “Vergara” (*), si cucinava talmente tanta roba che gli avanzi, equamente distribuiti, giravano per casa giorni, facendo bramare alla gente un piatto di riso in bianco, un po’ di insalatina e mezza mozzarella . . . ma da un bel po’ di anni, ormai le cose sono cambiate, tradizioni nuove e vecchie si incrociano, nuove ricette, nuovi sapori.
Addirittura, qualche anno fa ho scoperto  Il manifesto del gusto per le feste di fine anno” scritto da uno che di cibo se ne intende  . . . uno che si occupa, da oltre vent’anni, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. E da allora, cerco di attenermi alle sue regole . . .

Paolo Massobrio scrive:
Oddio le feste, il pranzo di Natale e quello di Capodanno, il sovrappeso, lo stare tanto a tavola, il cerchio alla testa, dove vado poi a dormire quando è finito il pranzo?
Il disagio avanza, incombe, soprattutto quando si è ospiti. E la chiamavano festa…
Diciamola tutta, i festeggiamenti di fine anno sono un cumulo di stress e nel 90% risultano anacronistici, fuori misura e fuori attualità.
Dieci consigli? Eccoli

1- Non sia la quantità a ispirare un pranzo: lo fai solo per ostentazione, ma il dopoguerra è ormai lontano. Allora si doveva esorcizzare la fame; oggi siamo tutti ipernutriti e accanto a noi c’è sempre qualcuno che ha patologie legate all’alimentazione. Perché metterlo a disagio? Già la festa… per chi?

2- La donna di casa non stia più relegata tutto il tempo in cucina. Per celebrare il dio cibo, lui e lei si fanno in quattro, ma chi è venuto a casa nostra vuole stare insieme con noi, non con il bicchiere di vino in mano e la faraona in tavola, mentre chi ci ospita è in ritardo con i contorni o i dolci.

3- Abolire una volta per tutte il menu italiano (così detto “menu alla russa”) con la sequenza di portate: antipasti, primo, secondo, dessert (comprensivo di formaggi e dolci).

4- Mettere in tavola in due sequenze, come fossero due quadri, le pietanze.
Prima scena con antipasti e assaggi vari di cui ognuno possa servirsi a piacimento e in quantità desiderata. E anche i padroni di casa non siano impegnati a cuocere. Secondo scena, con zuppe, insalate varie e piatti di sostanza.

5- Durante i festeggiamenti sia uno il piatto importante che segni quella festa, il resto siano assaggi di contorno. Se è una faraona ripiena, si celebri la faraona con i contorni rinfrescanti di almeno tre verdure (una cotta e due fresche), e i vini adeguati. Ma non si ceda a far diventare importante anche il primo, che forse è un piatto in più nell’economia del menu.

6- A Natale e a Capodanno si uccidano i tempi morti a tavola con questo esempio di menu alla francese, già in uso alla corte dei Savoia nell’Ottocento.

7- Si aboliscano le paste ripiene. Anche perché la farcia nasce come recupero – il giorno dopo – del piatto importante della festa, avvolto nella pasta. Quindi rimandiamo questo piatto al suo posto: il giorno dopo.

8- Che in casa quando si fa festa ci sia musica (e anche musicanti), possibilità di giocare insieme, spazi socializzanti per i fumatori (almeno una volta l’anno facciamo loro un regalo), che non condizionino gli altri.

9- Il vino sia dosato al massimo in spumante come apertura, ma lasciando la possibilità a chiunque di concederselo a tutto pasto. Quindi un vino bianco e un vino rosso (importante quanto l’importanza del piatto) e infine si chiuda con un vino dolce leggero, un Asti, un Fior d’Arancio, una Malvasia, un Brachetto. Qualcuno può avere anche il disagio di mettersi in auto; in ogni caso aboliamo i vini passiti a fine pasto (si chiamano infatti – secondo Veronelli – “vini da conversazione” o “vini da meditazione”, non da fine pasto). Questi, alla fine, non fanno altro che appesantire un lauto pranzo.

10- Se con il panettone e i dolci vanno bevuto vini e spumanti dolci (errore e gusto stridente mettere un brut con un dolce), a Capodanno non fate il botto sciocco, ma per augurare ogni bene a chi vi sta accanto aprite la miglior bottiglia della vostra cantina. Non farà il botto, ma almeno sarà memorabile.

Alla fine di tutto questo avremo recuperato:
- il senso della festa e dello stare insieme
- la simpatia dei nostri ospiti che non si saranno sentiti imbrigliati in una forma a cui dire di no
- il tempo dello stare insieme che veniva regalato solo alle mandibole (che palle!)
- e infine avremo anche risparmiato, il che non guasta in questi tempi.

Su tutto si scelga la qualità dei prodotti di stagione, senza far mancare la frutta fresca e le verdure. Si fa festa quando si mangia una cosa memorabile, non quando si segue una forma. Buone feste a tutti! “

 

Così, quest’anno devo trovare qualcosa per una Cena di magro per persone che non amano il pesce con le spine . . . un’idea per il Pranzo di Natale, che sia insolito, gustoso e apprezzato . . . e tante idee per la Merenda Sinoira per il pomeriggio del 26, quando i parenti vengono a trovarci per scambiarsi i regali, per stare insieme, raccontarsi aneddoti di lavoro e scuola, quest’anno abbiamo la NipoteBeatlesManiaca che ha iniziato l’Università, ci sarà chi arriva da vicino e qualcuno che arriva da lontano.
E voi, cosa preparate? O fate parte di quelli che sono invitati da mammà???
Comunque sia, cuochi o invitati, Buon Appetito!

(*) VERGARA: nel mondo contadino, detentrice della verga del comando, dispensatrice di vita, morte, scappellotti, vincisgrassi e vi’.

Quiche di peperoni, scamorza e pancetta affumicate

Quiche di peperoni, scamorza e pancetta affumicate

Seguendo le spiegazioni della pasta che avevo messo qui, per lo strudel salato. Oppure, come faccio io quando ho fretta, comprando la pasta pronta (a scelta tra sfoglia, frolla e brisée) . . . si può preparare anche la "quiche di peperoni, scamorza e pancetta affumicate" che, a secondo di quanto siete vegetariani, si può trasformare in una "quiche di peperoni e scamorza affumicata" oppure in una "quiche di peperoni " e basta! 

 


Occorrente:
2  peperoni grossi, (o se piccoli, in quantità maggiore!)
cipolla qb, (se ne avete voglia)
1 scamorza affumicata (o meno, se siete a dieta!)
1,50 gr pancetta affumicata (al netto)
un barattolino di panna da cucina
2 uova, sale pepe e noce moscata qb (se serve, qualche cucchiaio di latte)

Io ho preso alcuni peperoni dell'orto, non troppo grossi e colorati, uno per colore: giallo, rosso e verde, li ho puliti, togliendo quella parte bianca interna, li ho tagliati a bastoncini, e li ho fatti rosolare lentamente con poco olio, un po' di cipolla ( qua si cucina a "occhio" e a "gusto", niente dosi), mentre questi cucinavano un quarto d'ora circa, ho tagliato a cubetti una scamorza affumicata (previo lavaggio, che non mi fido mai), e pure la pancetta affumicata è stata ridotta a dadini . . .  togliendo prima la cotenna!

Tolti dal fuoco i peperoni, sistemato tutto sul tavolo, mentre la cugina che era venuta a trovarmi stendeva la pasta nella teglia, tirandola leggermente, e ci spandeva sopra scamora e pancetta, io in una ciotola ho sbattuto insieme: 2 uova, una manciata di parmigiano, sale, pepe, noce moscata (qb, cioè, in questo caso pochi perchè il sapore c'era) panna e latte.
 

Abbiamo sistemato "artisticamente" i peperoni, in modo che i colori fossero ben mischiati e ci ho versato sopra il miscuglio della ciotola, la cugina ha sistemato la pasta sopra la farcia, pizzicandola un po' qua e là! Mezz'ora in forno, con le altre due quiche, quella al prosciutto e ricotta e quella alle spinaci e presto un profumino invitante si è sparso per casa!
 


 

   
Presto (appena la rifaccio) le foto, infatti fin ora l'ho fatta 3 volte e non sono riuscita a fotografare, finita troppo in fretta!   

Dieta!

Dieta!

Dove mi giro c'è qualcuno a dieta . . . non sono sicura di rientrare nei panni dell'inverno . . . già in alcune cose estive che mettevo l'anno scorso ci sto stretta . . . tra un po' non vedrò più i miei piedi . . . mi lamentavo quando mi chiedevano se ero incinta, adesso con i kili in più, penseranno che sono una vecchia cicciona!  

Tra l’altro, in queste settimane a cavallo di Ferragosto ho letto in vari blog delle dichiarazioni d’intenti di altri blogger che si sono messi a dieta, ho ricevuto anche due inviti di “amicizia” di due nuove blogger, tutte due che litigano con la bilancia. Qualche amica/o nella vita reale aspetta giusto settembre per “buttar giù” i Kili accumulati durante le vacanze. Insomma, segni del destino lasciati qua e là sulla mia strada, per farmi capire che è ora di cambiare.
 
Hai voglia pensare a te stessa come una signora un po’ cicciotella . . . in Italia non rientri nei canoni estetici se non stai almeno sotto i 60 Kili. Con tutti quelli che ti porti addosso, dovresti andare in Botswana, dove saresti considerata una  signora dalla corporatura tradizionale, come sa bene chiunque legga  i simpatici gialli che hanno per protagonista l'arguta e umanissima
 Precious Ramotswe.
 
La decisione è presa,  si ricomincia, seriamente, la dieta.
Riprendo la cartellina che mi hanno dato al Centro di Diabetologia e Malattie del ricambio dell’Ospedale nel lontano ottobre 2007 . . . mi accorgo che, praticamente, il mio peso è aumentato di un Kilo all’anno e questi 4 Kili, accidenti, si sono piazzati tutti sulla pancia! Il divario fra il mio peso “XL” e quello dell’Udmv “M” si continua ad allargare, e tra un po’ sarò io che dirò di lui: “La mia metà!”  

Quando penso ai miei Kili di soprappeso mi avvilisco e si innesca quel perverso gioco al massacro per cui, per coccolarmi e alzarmi il morale, mangio qualcosa di “gustoso”  e “calorico”!  E non si deve fare.
Allora, proviamo anche qua, nel mio piccolo a tenere nota dei cambiamenti settimanali.
I Kili li conosco solo io (ci tengo alla loro privacy) ma vi farò sapere le variazioni del peso!

Intanto, vado a cercare conforto nella lettura dei “Consigli utili” :
1) Le grammature indicate in questa Dieta sono per cibi crudi, privati degli scarti. (che già, per una che cucina per una famiglia (e a volte anche per un PiccoloLord) non è cosa facile, tocca fare 3 cucine!
 . . .
Lo sguardo scorre veloce il foglio e trova, scritto in corpo doppio, sottolineato in rosso e con 3 punti esclamativi:
Fai attività fisica almeno 1 ora al giorno!!!
E qui casca l’asino (o meglio il mulo che è in me) . . . io sono pantofolaia, non mi piace fare “attività fisica" fuori di quello che è strettamente necessario . . . io ho le ginocchia “di un calciatore, ma un calciatore con le ginocchia rovinate”, come ha detto il Primario di Ortopedia quella volta . . . e la cosa peggiore è che i Kili in più, peggiorano il ginocchio! Un serpente che si morde la coda!

Questiti estivi . . .

Questiti estivi . . .

È tempo di ferie . . . è tempo di pensieri leggeri . . . è tempo di farvi un paio di domande essenziali per il proseguio della specie umana . . .
 


 


 

L'altra settimana passando a leggere le novità, da Camu, ho trovato questo post . . .  poi, dopo qualche giorno anche questo . . .

Per quelli troppo pigri per clikkare, riassumo il problema: dice Camu, che durante una cenetta estiva, là negli States sono scaturiti alcuni problemi da dibattere (quanto sono più avanti di noi questi americani) uno di questi è: "Nell’insalata si mette prima l’olio o l’aceto? Esistono a quanto pare due filosofie di pensiero. La prima sostiene che va messo l’aceto: l’olio crea una patina idrorepellente che non farebbe attaccare gli altri condimenti. All’angolo opposto del ring invece dicono che l’aceto messo prima viene assorbito in maniera maggiore, dando un sapore più aspro all’insalata. " . . .  

 
 

 Mentre, l'altro è: come sbucci la banana (e non è una domanda ambigua, qui si parla proprio di frutta . . . dice Camu: "Anche nel caso del frutto giallo, si sono formati due gruppi e due filosofie di pensiero. Gli uni, più numerosi, sostenevano che è più comodo sbucciare la banana dal “manico”, ovvero dalla parte in cui il frutto è attaccato al casco. Gli altri, agguerriti, facevano notare che in questo modo però si hanno due problemi: se il frutto è maturo si rischia di ridurre la punta in poltiglia, e non si ha un comodo manico (appunto) per tenere la banana quasi finita." 

Il terzo quesito, è doppio ed è scaturito dai commenti (a cui ho partecipato con divertimento) verte sull'annoso problema dei "profumi" troppo forti . . . voi, come sbucciate la cipolla e come fate per non farvi rimanere l'odore sulle mani??? (che poi, la domanda può essere la stessa ma con l'aglio come protagonista).


 


Io ho risposto, a modo mio . . . e giro la domanda a voi . . . si sà, ognuno ha il suo sistema!

P.s. sì, lo so che qualcuno le ha già viste e ha già risposto su Fb . . . ma, repetita juvant, e ho deciso di porle anche qua!

Cosa si mangia oggi??? Marche a tavola

Cosa si mangia oggi??? Marche a tavola

Fa caldo, non si sa che mangiare, non si sa che fare, non so che scrivere (perchè ne avrei tante da scrivere, ma ho meno tempo libero adesso che non lavoro che prima, quando lavoravo), ho trovato questo bel post, da una simpatica ragazza . . . Dottoressa eccellente   (di cui dovrei seguire meglio i consigli!) e ve lo propongo tale e quale:

"Riporto un articolo scritto da Marco Leoni e da lui stesso segnalatomi. L'articolo è stato pubblicato da "Marche Guida – il portale delle marche" (http://www.guidamarche.it/section/articolo.asp?ID=8560#), regione dove vivo e svolgo la mia attività.

Si tratta di un percorso enogastronomico, dove vengono presentate le specialità di questa regione che si estende da mare all'Appennino.

"Le Marche sono uno scrigno di eccellenze: in periodo di rincari dei prezzi e ribassi dei salari, con conseguente aumento del caro vita, dovremmo trovare strategie per risparmiare e alcune sono queste:
1) Già buono sarebbe rispettare la stagionalità dei prodotti.
2) Ridurre il trasporto su gomme.
3) Acquistare i prodotti con la mentalità condominiale ,ossia con la strategia G. A.S. (gruppi acquisti solidali).
4) Preferire prodotti a Km 0

Dal libro: “Mangiare bene, spendendo poco “ edito da Touring editore, sappiamo che le eccellenze marchigiane sono svariate, eccone un nutrito elenco :

Formaggi:
Caciotta DOP di Urbino
Formaggio di Fossa di Talamello
Pecorino di botte
Pecorino dei Sibillini

Salumi:
Porchetta delle Marche
Prosciutto DOP di Carpegna
Salame di Fabriano
Salumi del Montefeltro

Paste e cereali:
Farro delle Marche
Maccheroncini di Campofilone

Ortaggi,salse e conserve:
Carciofo di Montelupo
Ortaggi di Jesi e Fano
Cicerchia dell’Appennino Marchigiano
Cipolla di Suasa
Olive (ripiene ) all’Ascolana
Olive (in salamoia ) all’Ascolana
Roveja dei Sibillini
Salsa di olive

Frutta e prodotti spontanei:
Funghi dell’Appennino Marchigiano
Fichi (secchi)
Marroni del Montefeltro

Condimenti :
Olio extra vergine DOP d’oliva di Cartoceto

Vini e liquori :
Falerio dei colli ascolani
Rosso Conero DOC / DOCG
Rosso Piceno DOC
Verdicchio dei castelli di Jesi
Verdicchio di Matelica
Mistrà (liquore di Anice )

Vi ho offerto sia un buon menù per una ricca cena ,sia un elenco di prodotti magari a lungo cercati e non ancora trovati. Al goloso ,al curioso dico: Vieni, vedi, magna, bevi, godi.

LEONI MARCO 2011"

Sarebbe interessante se ognuno di quelli che pasano di qua lasciassero il loro elenco di "eccellenze regionali", ognuno per la propria regione . . . Italia Unita a tavola!

 

Foglie di belga al salmone

Foglie di belga al salmone

Visto che Pierosky vuole utilizzare le ricette per la Befana, ecco anche il secondo antipasto che ho preparato alla Vigilia. La ricetta fa parte di quelle schede che ogni tanto arrivano per posta, per invogliarti a comprarne altre, ogni mese, nei secoli dei secoli . . . io, di solito, tengo quello che arriva e basta, sempre perchè tra libri, giornali e ritagli di giornali, oltre a cucinare per casa, potrei aprire anche un ristorante e preparare ogni volta una pietanza diversa, senza mai ripetermi!

Comunque, basta con le mie chiacchiere e incominciamo dalla base per questa facile ricetta:

Ingredienti (per 4 persone)

Indivia : 16 belle foglie
Salmone affumicato : 125 g
Formaggio molle tipo caprino : 125 g  
Panna : 2 o 3 cucchiai
Scalogno tritato : 1 cucchiaio
Erba cipollina tritata : 1 cucchiaino
Dragoncello tritato : 1 cucchiaino
Succo di limone : 1 cucchiaino
Sale e pepe : qb

Lavorate il caprino con lo scalogno, l’erba cipollina, e il dragoncello ( io non l’ho trovato, ma vi giuro, per la prossima volta, me ne procuro una pianta) aggiungete il succo di limone, sale, pepe e quel po’ di panna, per rendere più morbido il composto, assaggiate per controllare.
Tagliate il salmone a striscioline (o se l’avete comprato a ritagli, l’avrete già a pezzi e si mangia lo stesso) .
Lavate ed asciugate delicatamente le foglie di belga, e riempitene ognuna con 1 cucchiaio di composto.

Sopra il composto, sistemate il salmone affumicato . . .  buon appetito!


le "barchette" di belga, ripiene, sono riconoscibili, qui sopra!


La serie degli antipasti, comincia nell’altro post dedicato alle mie ricette della Vigilia e finisce con il "Cocktail di scampi" che io faccio velocemente, seguendo una ricetta familiare (non fa mai male avere una cuoca diplomata in casa). le dosi di questa ricetta, vanno fatte a occhio, a secondo di quante persone avete intorno al tavolo e del loro apprezzamento della vostra cucina.
Dunque, partendo dall’inizio, scampi e non gamberi, come nella ricetta classica, perchè le code di gamberi, prima bisogna pulirle una a una . . . e io non avevo abbastanza tempo!
Prendete le code di scampi (surgelate, vanno bene comunque), e fatele bollire in acqua salata, dove hanno già bollito carota, sedano, aglio e prezzemolo. non fatele cuocere troppo, 5 o 10 minuti al massimo (dipende molto dalla quantità di "code"), scolatele e fatele sfreddare, senza farvi venire in mente di passarle sotto l’acqua fredda (come ho visto fare, una volta), sciacquando via così, parte del sapore.
Nel frattempo in una ciotola mettete, maionese, qualche cucchiaio di ketchup
qualche schizzo di salsa Worcester che lavorerete delicatamente con una frusta, meglio se a mano (io uso una vecchia frustina il cui motorino è morto e defunto da un pezzo!), quando il composto è giusto di sapore e ha raggiunto un colore rosa-arancione, omogeneo, aggiungenteci le code di scampi, e fate in modo che si mischino col composto, aiutandovi con un mestolo di legno, devono essere code di scampi, "affogate" nella salsa, non spiaccicate!
Si possono presentare come nella foto o, più semplicemente, su una foglia di trocadero, o di belga (se ve n’è avanzata dall’altra ricetta), appoggiata sul piatto di ognuno!

Il tuo cocktail di gamberi
 

Mousse di Branzino affumicato

Mousse di Branzino affumicato
Ho trovato la ricetta originale "Bicchierini di mousse di storione affumicato" sul numero di dicembre di uno dei più conosciuti giornali di ricette, quei bei giornali con tante belle foto, quei bei giornali che solo a sfogliarli, ti fanno venire l’acquolina in bocca!
Deciso il menù della Vigilia, tutte ricette nuove, dovendolo testare, ho invitato a cena mio padre e la Sig.ra Angela, (facente funzioni di madre), per avere delle "cavie" più qualificate rispetto al Figlio (che manda giù tutto purchè sia tanto e saporito) e l’Udmv (che mangia tutto quello che preparo e dice sempre che è buono!)

Ingredienti (per 6 persone)
100 g. di storione affumicato (in panchina, branzino affumicato)
100 g. di robiola
un cucchiaino scarso di crema di rafano in vasetto (in panchina, scalogno)
un dl di panna fresca
2 fette di pan carré
10 g. di uova di salmone (pronte alla sostituzione, uova di lompo)
olio extravergine d’oliva
qualche foglia di dragoncello
sale qb


Il primo problema è stato trovare lo storione e la crema di rafano in vasetto, non sono andata in quei negozi di alimentari stile "boutique" dove gli alimenti sono presentati come gioielli e costano di conseguenza.
Nota Bene qui ce ne saranno due di questi negozi e in quei giorni erano inavvicinabili per il traffico del centro . . . e io non avevo tanto tempo libero, magari ci ritorno adesso, finite le feste e mi informo su presenza e prezzi, per la prossima volta!
Ho girato un po’ di supermercati, e all’Iper, mi sono azzardata a chiedere alle commesse se, per caso, avessero questo benedetto STORIONE . . . qualcuna voleva convincermi che Storione e Salmone fossero la stessa cosa . . . qualcuna mi ha guardato sbalordita e mi ha chiesto che tipo di animale fosse . . . una, finalmente mi ha accompagnata ad un frigor e mi ha mostrato tante belle confezioni di filetti di pesci affumicati: tonno, pesce spada, trota, aringa, salmone e branzino.
Il branzino era l’unico bianco, come la mousse della foto! Ho preso quello!

A casa, prendo il branzino affumicato, tolgo la pelle che stava sotto, metto nel bicchiere del mixer (come da ricetta) con 100 grammi di robiola, e un pizzico di sale, mixxo, e , , , si appollatta tuo, senza tritarsi. Allora, passo tutto nel frullatore piccolo, aggiungendo uno spicchio di scalogno e qualche cucchiaio di panna, trito tutto bene, tolgo le lame e copro.
Monto leggermente la panna da cucina (anche se non succede niente, forse ci voleva la panna per dolci???) e la incorporo al composto nel bicchiere del frullatore, tappo e metto in frigor.
Nel frattempo, secondo ricetta dovrei tostare dei dadini di pan carré nell’olio extravergine d’oliva "finchè il pane risulta dorato e croccante e suddividerlo nel fondo di 6 calici o coppette" , ma per i miei tempi e per i miei ospiti, preferisco tostare il pane, poco prima che ci si sieda a tavola, col caldo del forno.
Infatti, servo i crostini di pan carré (poi sostituiti dal pane toscano) belli caldi, con sopra la mousse e le uova di lompo (poi, avendole trovate, le uova di salmone) il dragoncello, non l’ho proprio cercato . . . visti i precedenti, non volevo scioccare troppo le commesse sotto Natale!

 

Lo vedete da voi, il risultato è in alto, verso la forchetta!

Risultato: la prova è stata salutata con commenti entusiasti, e gli avanzi, finiti il giorno dopo, dall’Udmv e dal Figlio . . . Figlio che ha consigliato, per la Vigilia di raddoppiare le dosi!
Alla Vigilia, con le stesse dosi, ma senza prepare le porzioni singole, ho messo in tavola, cestino con pane caldo e croccante, ciotola di mousse e ciotolino di uova di Salmone, finito tutto in un lampo, e reiterate richieste di bis!
La cuoca, soddisfatta !

Preparativi culinari

Preparativi culinari
Domani sera arrivano da Roma, la FigliaPiccola col suo AmatoBene e canina al seguito.
Il Figlio e l’Udmv, lavorano almeno fino alle 12,30 (il padre, forse qualcosa in più!).
Io, ho deciso di rimpinzarli ben bene, e domani sera offrirò loro un menù che ho sperimentato qualche domenica fa con giudizi e commenti della Angela (ricordate, la compagna di mio padre, facente funzione di nonna e a volte di mamma), per aiutarmi a migliorare le ricette.
Sia che siete curiosi sia che non ve ne importi niente, vi metto il menù . . . piatti liberamente ispirati da ricette trovate su vari giornali e adattati
.

Dunque, da domani mattina sarò impegnata a preparare per domani sera queste bontà, garantite:

Mousse di branzino e uova di salmone
Foglie di belga al salmone
Cocktail di scampi
Rotolini in bianco e verde
Trecce di platessa, su letto di patate
Spiedini arrosto

Spiedini di pesce

Penso di preparare anche questi altri piatti, che mangeremo al pranzo Natale, ricette prese qua e là, nel corso del tempo:
 

Vol au vent, ai funghi
Crostoni ai fegatini, della Diggiu
Fagottini al radicchio
Gesuiti
Arrotolato di tacchino, contornato da spinaci



Al pomeriggio, arriveranno i miei fratelli con i nipoti, la FigliaGrande e il PiccoloLord, e chi vorrà far merenda, troverà un té, qualche fetta di panettone e pandoro, da scegliere fra quelli che ci sono arrivati di regalo e un brindisi con lo spumante . . . se qualcuno rimane fino a tardi, per la cena preparo un brodo, da bere da solo con con i tortellini!

Nel frigor ho messo a marinare un bel pezzo di carne, perchè in un primo momento avevo proposto chal pranzo del 26 pensassero i giovani, ma dopo aver saputo che il loro pensiero era: "pasta al burro", ho deciso per una polenta con brasato . . . una cottura che non  impegna più di tanto.



Dopo queste feste, vi farò sapere il gradimento raggiunto. E se volete, vi svelerò le ricette i "segreti"!