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Aiutare la ricerca

Aiutare la ricerca

Questa volta non è stato chiesto di fare un versamento, un’offerta . . . questa volta, per aiutare la ricerca, basta qualche click . . . e un po’ del vostro tempo!
È una richiesta che parte dall’Italia, rimbalza sulla Costa Orientale degli USA e torna qua da noi . . . Camu, un blogger che ho conosciuto tempo fa e che poi ho preso a seguire, per la sua simpatia nel trattare i vari argomenti, è stato contattato da Jacopo, un giovane studente universitario della Facoltà di Economia di Genova, che ha bisongo del nostro aiuto per completare la sua tesi sul Data Mining.
Non ci vuole molto, un piccolo tour del sito, una decina di click per rispondere alle domande ed è fatto! 
Un modo semplice per aiutare la ricerca!

Ah, non sapete da dove cominciare??? Iniziate da qui che è il post sull’argomento.
O da qui, che è il questionario da compilare!

Aspetto di vedere i vostri commenti di conferma! È inutile parlare di bamboccioni e precariato se poi non li aiutiamo ‘sti ragazzi!!! :-)

Si comincia? Si comincia!

Si comincia? Si comincia!

È da quasi una settimana che sono arrivata qua, armi e bagagli . . . veramente mi ha molto aiutato il Filosofo (dei Pensierini) praticamente ha fatto il trasloco tutto da solo.

Qui mi pare tutto strano, rispetto a Splinder, tutto un po’ più complicato, anche per il fatto che la metà (e forse più) delle parole sono in inglese, lingua in cui io, parafrasando una grande attrice del passato, posso affermare di sapere dire solo “I love you”! Ma non demordo, pian piano, potrei anche imparare l’inglese!

Non ho ancora iniziato a “usare” questo blog, non per mancanza di voglia o per mancanza di cose da dire . . . eh, eh, eh, sono una che ha voglia di chiacchiere . . . ma perchè con la testa in altre faccende affaccendata.

Bando agli indugi, si comincia questa avventura su questa nuova piattaforma . . . in questa nuova casa con vecchi e (si spera) nuovi lettori, spero buoni interlocutori e perché no, che possano diventare nuovi amici.

Inutile che vi racconti di me, chi mi conosce già, mi conosce bene. Per chi arriva solo adesso e vuole saper qualcosa, c’è tutto un “archivio” di ben 4 anni e 3 mesi che mi racconta.
Chi mi conosce già vi potrà raccontare che sono “sono una persona normale, che sogna un mondo migliore, che vive una vita reale” e che usa l’ironia per raccontare le difficoltà giornaliere . . . che sono una classica “mamma/nonna italiana”, ma non “italiota”, che ama la famiglia, la cucina e gli hobby femminili . . . che sono poco tecnologica, ma mi piace scoprire, con l’aiuto degli amici-blogger cose nuove in questo nuovo mondo web . . . Ultimo, ma non ultimo, sono cattolica, praticante senza essere bigotta.

Se qualcuna delle mie caratteristiche vi urta, vi prego, non fermatevi qua a far polemiche, questo dovrebbe un angolo di relax per me,  c’è tanto mondo altro da scoprire.

Ricorda che : “I commenti agli articoli del mio blog saranno sottoposti ad una precisa politica di post-moderazione (ed occasionalmente di pre-moderazione se vado via per vari giorni). Non si tratta assolutamente di censura: i commenti che esprimono idee politiche o posizioni ideologiche, verranno regolarmente pubblicati. Mi riservo però il diritto di cancellare i commenti offensivi, fuori argomento, che usano un linguaggio scarso ed incomprensibile, che includono attacchi personali o minacce di morte. Analogamente non saranno tollerati i messaggi a sfondo razzista, sessista (se non evidentemente umoristici), omofobici e via dicendo. In genere, se vuoi solo esprimere il tuo parere, sentiti libero di dire ciò che desideri senza timore, a meno che il tuo intento non sia quello di produrre spam.” (Grazie a Camu)

Approccio agile alla gestione delle email

Approccio agile alla gestione delle email

 Nel tentativo di non far precipitare questo blog nella spirale "casalinga quasi disperata/mamma italiana ansiosa & ansiogena/nonna sbavante davanti a nipotino sbavante/signora agée in attesa di menopausa che non arriva ma rompe/moglie rompi di marito quasi santo e, per questo, quasi odioso", oggi, vi lascio (ma è un modo per appuntarmelo), a meditare su questo post dell'amico (virtuale) Camu. Ve lo copio pari pari, persino nel titolo, così, non sbaglio a riportare!  

Gli addetti ai lavori già dal titolo avranno capito di cosa sto per parlare oggi, in questa terza ed ultima puntata della mia miniserie su come gestire al meglio un progetto. Nell’ambito dello sviluppo software, da anni, si è affermata una tecnica chiamata agile, che formalizza in maniera rigorosa i vari passi da seguire quando ci si appresta a scrivere un nuovo applicativo. Una tecnica che si contrappone a quelle classiche che ingegneri ed informatici imparano nei noiosi corsi di Ingegneria del Software, passando settimane a litigare con piattaforme come Rational Rose e a sviluppare lunghe e noiose liste dei requisiti e diagrammi vari. L’approccio agile, come la parola stessa lascia intuire, affronta il problema dal fronte opposto, scomponendo il progetto in piccole operazioni (task), creando un ciclo di sviluppo rapido per ognuna di esse, anticipando la prototipazione e ritardando la documentazione.

Questa metodologia si può applicare in tanti contesti diversi, come ad esempio la gestione delle propria casella di posta elettronica. Hai 1853 messaggi non letti nella tua inbox e non sai come venirne a capo? Ogni volta che ricevi una mail, finisci col perdere 30 minuti prima di capire cosa farne? Continui a procrastinare alcune mansioni perché ti manca il tempo materiale per evaderle? Bene, allora la soluzione si chiama Inbox Zero: non è un medicinale, ma curerà il sovraffollamento cronico della tua casella di posta elettronica.

All’ultimo corso di aggiornamento a cui ho partecipato, c’hanno spiegato come funziona, quindi non posso che condividere sul mio blog quella che ritengo una tecnica efficace per minimizzare il tempo perso con le email. Il concetto di base è quello di trasformare ogni email ricevuta in azioni, ovvero di “processare” tutti i nuovi messaggi ogni volta che si controlla la posta, applicando una delle seguenti regole:

  • Cancella la mail se non t’interessa quello che c’è scritto;
  • Archiviala, se si tratta di un avviso che non richiede un’azione diretta;
  • Delega il compito a qualcuno, inoltrando la mail, se l’azione richiesta può essere portata a termine da qualcun’altro;
  • Rispondi, se questo basta a concludere la richiesta;
  • Rimanda il compito, se ti servono più di 5 minuti per completarlo, mettendo la mail in una cartella “Cose da fare”, a cui dedicherai un’oretta al giorno;
  • Fai quello che c’è scritto nel messaggio, se è un tuo compito e ti bastano meno di 5 minuti. Quando hai finito, cancella il messaggio o archivialo in una cartellina delle cose fatte;

Io ho iniziato da qualche mese ad applicare questa tecnica, e devo dire che funziona abbastanza bene, per lo meno al lavoro, dove la mia casella di posta è sempre quasi vuota, con non più di 8 – 10 messaggi che tengo in evidenza. E tu, come gestisci le tue email?

Io, da quando ho letto questo post, ho iniziato a buttare via molte mail che tenevo lì, a non si sa che fare, da un po'! Voi, se volete, potete rispondere qua o da lui!

Adesso, vi saluto e vado da Camu, ad avvisarlo del "plagio" . . . "furto" . . . "condivisione"  . . . Ehmm, troverò la parola adatta! 

Migliorare il blog . . . studiamoci su!

Migliorare il blog . . . studiamoci su!

Ho sempre pensato . . . (oddio, sempre, l’ho pensato da quando ho scoperto il mondo dei blog, cioè circa 1.600 giorni fa) insomma, ho pensato spesso che scrivere un blog fosse un divertimento, un modo per esternare i propri pensieri, le proprie gioie e/o i propri problemi insomma, per come l’avevo capito io, era un diario che ti risponde (definizione che non è mia, ma che mi piace).
Poi, navigando in questo mare magnum che è Internet, ho trovato altri tipi di blog, quelli a tema, quelli aziendali, quelli delle adolescenti e tutti gli altri che potete trovare elencati
qui.

 

  

 Non ho pretese di insegnare agli altri a vivere, ma ho scoperto che mi piace scrivere, che mi piace curare la scrittura, trovare la parola esatta che definisce una sensazione, un sentimento (si fa presto a dire “sinonimo”, ogni parola ha un suo preciso significato). Ho scoperto che mi piace se gli altri leggono e commentano, ho scoperto che mi piace leggere di buffe storie personali, ma anche di consigli su come superare vari tipi di problemi e ho scoperto (nelle ultime settimane) le “Regole per Mantenere un Blog di Qualità Senza Stressarsi” e i vari link . . . ho deciso di studiarmi bene l’argomento, per divertirmi come sempre a raccontare di me e del mio mondo, dei miei pensieri e dei miei consigli non richiesti, ma in modo di divertire o essere utile anche agli altri. Non pretendo di cambiare la storia o la vita di qualcuno, ma se quello che scrivo farà nascere un sorriso in un giorno di pioggia, avrò ottenuto il mio scopo!  

 

 

 

 
Mi accorgo che, già scrivendo (e pubblicando) oggi, contravvengo a una delle regole di un’altra serie di consigli . . .
Blogging: 10 Consigli Per Grandi Risultati In Pochi Minuti
Pubblica i tuoi post migliori nei momenti migliori della settimana
Per capitalizzare l’audience dei tuoi post migliori scegli attentamente il giorno della settimana migliore (evita festivi e pre-festivi). Pubblicare un ottimo post di sabato ad esempio potrebbe voler dire gettarlo al vento (o quasi). 
 
La soluzione c’è, grazie alla tecnologia . . . scrivere due o tre post, quando ho l’ispirazione e il tempo per poi pubblicarli con date differite, per fare in modo che appaiano in giorni prestabiliti, evitando i festivi e i pre-festivi e su questo del fine settimana nel web, ci tornerò!. 

 

 

 


E vi ricordo che ho anche il blog "dependance" . . . che potete leggere alcuni miei interventi sul multiblog che parla di dialetti "Dialetticon" . . . che mi piacciono i commenti, ma se siete un lurker, mi piacete lo stesso.

  

Diamo i numeri

Diamo i numeri

Se vi capita di leggere nel blog di una simpatica e magnifica giovane mamma questo invito:

Quindi vi prego di fare una cosa inusuale.
Prendete il premio e lo copiate sul vostro blog.
Poi scriveteci sotto "Che storia! Un premio! Me l'ha dato Wondermamma! Mi vuole tanto bene…"
Mica mentite. Mica dite Roma per Toma. Mica scambiate zeppole per panzerotti.
Quindi fatelo!
E poi fatemi sapere…

Senza parole e senza video

Senza parole e senza video

Senza parole, perchè ce ne sono abbastanza nel video . . . parole su cui riflettere!

Senza parole, perchè certe notizie/immagini/situazioni ci mettono davanti alla domanda: "e se capitasse a me?"

Senza parole, solo un link : http://www.facebook.com/home.php#!/group.php?gid=148688521838634&ref=mf

Senza parole, non metto il video, in quanto è un video shok . . . vi metto il link, ma, vi avviso, ci vuole stomaco!

Qui trovate il video http://www.youtube.com/watch?v=c7zMiY44D1s

 

Comunicare! Nonna & Zia, ai tempi di Internet / 2

Comunicare! Nonna & Zia, ai tempi di Internet / 2

Sempre nel cercare di rispondere alle domande relative al mio essere nonna nell’epoca di Internet, riflettendo, pensando e riordinando le idee sono uscite altre cose. Veniva chiesto, tra l’altro,  cosa significa essere nonna . . . Per me essere nonna vuol dire tante cose: donare amore, smussare le regole, trasmettere le tradizioni e la cultura famigliare, strapazzare di coccole, introdurre in un mondo fantastico e traghettare nel mondo reale! E ancora: essere d’appoggio ai genitori, ma anche un po’ di trasgressione. Divertimento e complicità, a secondo del periodo di crescita dei nipoti! Il bello del vivere con i bambini perchè è più piacere che dovere.
 
Come ha detto un’amica-web,Adriana: “l'essere nonna, per me, non è tutto, lo confesso.. devo vergognarmi?”, anch’io non sono una nonna e basta, ho altri interessi e fb è uno dei mezzi per seguirne alcuni.

 

Mi sono iscritta a Facebook, perché avevano creato un gruppo che mi interessava, poi, ci sono rimasta perché ho un giro di parentele, qualche amico “reale” e altri, amici “virtuali” , blogger che ho conosciuto di persona .
Una delle mie amiche-blogger, si è inventata il gruppo dei nonni orgogliosi e mi ha invitato, speravo fosse un po’ più dinamico come gruppo, purtroppo, il limite di Facebook, per queste cose è, secondo me, come lo si usa. Comunque tramite questo gruppo ho conosciuto un paio di nonne interessanti, altre ne conosco tramite i blog, chissà che un giorno non si faccia un “incontro di cyber nonni!
So di nonni che sono arrivati su Facebook, per “colpa” dei nipoti “grandi”! Non dimenticando quelli che, come il mio “mitico” zio, si tengono in contatto con i nipoti, tramite le e-mail, e mi pare che a 85 anni, sia già tanto così!
 
Come nonna, su Facebook, non interagisco col PiccoloLord decisamente troppo Piccolo, più che Lord . . . ma con cugine,  cognata, figlie, SimilGenero cineasta,  figlio  e i nipoti (figli dei mie fratelli), sì . . . qualche settimana fa, ho dato una sforbiciata all’elenco dei cosidetti “amici” e ho pensato che potevo essere una presenza ingombrante per le due nipoti più grandi, di 18 e 16 anni e avevo cancellato anche loro. Dopo due giorni, quella di 16 anni mi telefona e mi dice:” zia, scusa, ma non ho capito, perchè mi hai cancellato da Fb???” (con un tono tra lo scocciato e il risentito). Spiegato il mio motivo, sono stata sollecitata a “non fare la scema” e a rimandare la richiesta!
La più grande alla quale ho mandato gli auguri per il compleanno, in quei giorni, con un messaggio su Fb e poi l’ho ripetuto al telefono è cascata dalle nuvole e mi ha chiesto: “zia, ma perché non hai scritto “in bacheca”???” e quando le ho spiegato che non eravamo “amiche”, mi ha detto: ”Eppure . . . io ero convinta . . . davvero . . . credevo che noi  . . . ma, sei sicura che non fossimo “amiche”?”  . . . Ho capitolato e le ho risposto:” Ok! Ti mando la richiesta!”. Ci “rubiamo” i quiz e i link . . . pare che le loro amiche e i loro amici trovino simpatico che una “zia” stia su fb !
Quelli più piccoli mi inviano messaggi, mi omaggiano di “Friend Interview”, commentano le mie foto . . .

 

Lo so, qualcuno storcerà il naso. Quando ho cancellato molti dei miei contatti da Fb, spiegando che volevo tenerlo  come un “salotto” solo per qualche amico più vero e familiari, una persona mi ha scritto mi fa un po' sorridere l'idea del salotto mediatico; ma non li frequenti abbastanza a casa amici e parenti? Io pensavo che fB servisse più che altro per parlare con chi non possiamo raggiungere rapidamente e famigliarmente.”
Ma se ci riflettiamo, ogni “tempo” ha i suoi modi e i suoi sistemi di comunicare, e la mia idea è che Internet, i messaggini, il cellulare, sono un qualcosa in più, rispetto ai mezzi che c’erano prima . . . con i famigliari più stretti, anche se non stiamo molto lontani, abitiamo in tre comuni diversi, e ognuno ha i suoi orari, i suoi impegni e fb è una comodità, certe volte meglio del telefono! Ne approfittano anche le mamme, per comunicazioni di “servizio”. Dicono ai figli : “scrivi a tua zia, questo e quello!”.
Con gli altri parenti, basta che ci sia un modo per comunicare e io lo sfrutto! Per qualcuno dei parenti lontani c’è Internet (con tutte le sue offerte per parlarsi, vedersi, scriversi), per qualcuno basta una telefonata ogni tanto, a qualcun altro scrivo una letterina, un po’ al Pc, un po’ a mano!

Nonna! Nonni & nonnite ai tempi di Internet

Nonna! Nonni & nonnite ai tempi di Internet

Mese scorso, su una pagina di facebook dedicata ai nonni, è apparsa una nota, una ragazza, chiedeva che i nonni l'aiutassero per la sua tesi, tesi sui nonni moderni, di cui  "una parte su i nonni ed internet, i nonni nei blog, i nonni tramite webcam, come cambia il rapporto tra nonni e nipoti quando tra di loro c’è un computer?" . . .
Non so gli altri nonni, ma io ho trovata buona l'idea e ha risposo con slancio alla proposta. La ragazza, ha poi messo delle domande, come guida, e io, nel pensare la risposta adatta ad ogni domanda, mi sono trovata a riflettere sui miei nonni, sui miei genitori, i suoceri e sul mio essere nonna . . . e di conseguenza, ho scritto un sacco, perchè si sa, sono logorroica anche a scrivere . . . la Laureanda, è stata contenta di quello che le ho mandato.
Ho persino contagiato la Signora Angela, che da ben 5 anni è "facente funzione" di nonna per i nipoti di mio padre . . . diciamo che si è trovata dall'essere una mamma di figli adulti, ma non nonna, a diventare "nonna putativa" di ben 9 ragazzi che avevano un età compresa in un arco di 20 anni dalla più grande al più piccolo! E in più, in questi anni, si è trovata a diventare bis nonna putativa, sia di Carito, che del PiccoloLord . . .

Carito, PiccoloLord e Gloria

La mia esperienza come nonna, (a parte Carito che è la mia nipote putativa)  é un esperienza che è iniziata da poco, il mio primo nipote, il PiccoloLord, è nato dopo la metà di ottobre!
Quando mi hanno detto che sarei diventata nonna, ho pensato:”Oh no!”!!! Il momento, per la situazione sentimentale e lavorativa di mia figlia, non mi pareva il momento adatto . . . ma, pensandoci, qual'è mai il momento adatto???
Forse nell’”Oh no!” c’era anche il fatto che sarei diventata nonna e non mi sentivo pronta!

Per me essere nonna vuol dire tante cose: donare amore, smussare le regole, trasmettere le tradizioni e la cultura famigliare, strapazzare di coccole, introdurre in un mondo fantastico e traghettare nel mondo reale! Appoggio ai genitori, ma anche un po’ di trasgressione. Divertimento e complicità, a secondo del periodo di crescita dei nipoti! Il bello del vivere con i bambini perchè è più piacere che dovere.


Per come vedo io i nonni intorno a me, di solito si dividono in due categorie o molto impegnati nell’accudimento dei nipoti e della nuova famiglia dei figli o totalmente  esclusi da tutto, considerati alla stregua di parenti qualunque, ai quali far vedere un po’ più spesso i nipoti, ma che non si impiccino oltre. Non so quale parte mi faranno recitare, per ora sono qua, disponibile, ma con riserva e poi vediamo.

La paura principale che avevo, era di non entrare in sintonia col PiccoloLord. A volte capita! Ma, devo dire che fin qua, tutto bene, quando mi vede ride da matto . . . ci facciamo dei lunghi discorsi a base di “gh gh gh!” o “uh! uh! uh!” qualche volta azzardo un “beee!” e lui ride, che sia un capretto? Ride anche se gli mando i baci e se gli faccio fare “tratta buratta” (sapete quei giochi che si fanno tenendo il bambino sulle ginocchia e  dondolandolo avanti e indietro, accompagnato da una filastrocca).

A volte queste cose si fanno su Skipe! In video chiamata!
Quando non c'è tempo per uscire, benedico i nuovi mezzi informatici . . . anche come zia, ho un sacco di contatti con i nipoti, che altrimenti vedrei poco, tra impegni di scuola, extra scuola e dei loro genitori . . . Trovo i mezzi multimediali e il mondo web una gran comodità, se usata bene, per cose intelligenti.

 

Evviva anche Skype

Evviva anche Skype
Pian piano da cyber-imbranata sto lavorando per diventare disinvolta fruitrice di tutti i lati positivi del mondo web! Ho iniziato ad usare Skype come una chat, con alcune amiche, poi sono passata ad una conversazione a tre, con le figlie . . . al momento, visto che il Pc è stato formattato, non tutto è tornato come prima, ma da ieri sera, sento la necessità di attivare la web cam, vi spiego il perché!

Ieri, tra una faccenda e l’altra, sedendomi un attimo davanti al Pc, su fb, due "chiacchiere" in chat con una delle cugine argentine, poi passiamo su skype, e le chiacchiere sono più fluenti e piacevoli.
Nel frattempo, le due figlie dell’altra cugina, con una velocità che è propria degli adolescenti, si iscrivono anche loro su Skype, e chiacchieriamo (quasi solo io, perchè loro sono timide), per una mezz’oretta. Mi chiedono se ho la web cam attivata, perchè vogliono vedermi! Ci lasciamo, dandoci appuntamento per la sera tardi in modo che si possa parlare, io e la loro madre, al suo rientro dall’ufficio.


Più facile a dirsi che a farsi, come tutte le donne del mondo sanno, l’orario di fine lavoro, a volte si dilata. Poi, le spese, due corse qua e là, un salto da un’altra parte e si sono fatte le 20, in Argentina . . . qui da noi, mezzanotte . . . proprio quando sto per gettare la spugna, sento il bip e leggo: "la mia mamma è arrivata", mi infilo le cuffie e incomincio a parlare con questa cugina, presto si scivola nei soliti argomenti di ogni donna: figli, casa, lavoro, cucina!
Calcolando che è appena tornata dal lavoro, e deve ancora cucinare, la lascio andare dopo un po’ e vado ad infilarmi a letto, pensando quanto sono utili e comode, queste nuove tecnologie. Dovrò parlarne allo zio, quello appassionato di Internet, chissà che si possa fargli sentire le nipoti di là dell’Oceano!