Questo è post “spin off” . . . nel senso che deriva dal post di Lucyetta “La bambola sul letto” e non si parla di roba da sexy shop, si parla di quelle bambole di un tempo, che erano, in grande, come quella nella foto qui sotto. Forse qualcuno di voi, da piccolo le ha pure viste, o sul comò o in mezzo ai cuscini di un “lettone” ben rifatto.

questa è una bomboniera, quella di cui parla Lucy è molto più grande,
ma lo stile è quello, testa, mani e piedi di "bisquit" e tutto il vestiario molto curato
Parlando di bambole, e di regali, mi sono ricordata di una cosa che avevo nella scatola dei ricordi . . . una bambola/borsetta o una borsetta-bambola, di mia mamma, uno tra i primi regali che aveva ricevuto da mio padre. La storia del come e perché di quel regalo mi era ignota. Così, per rispondere alla curiosità di Lucyetta e alla mia, ho girato le domande a mio padre

Un primo piano della bambolina/borsetta, che secondo noi è vestita da "peruviana"
. . . ecco quello che mi ha raccontato:
"Mancavano 10 giorni al Natale del 1952, ero al Aeroporto Militare del 6° stormo caccia (Ghedi – BS), c'era una nebbia fitta e gli aerei (degli aerei americani) erano fermi in "linea di volo", cioè, fermi in attesa di una schiarita . . . io e il mio amico Dante, eravamo "capi aereo" (i sottufficiali che avevano in affidamento un aereo da tenere pronto per il volo) ingannavamo il tempo giocando a poker con due altri parigrado . . . Sulla porta del Circolo sottufficiali si affaccia il Maresciallo Maggiore L***, capo linea di volo (il nostro superiore) "P***** . . . R*****!!! Di servizio!!!" ("Fregatura in arrivo" è il commento del Dante, seguito da smoccolamenti vari) ci tocca caricare la Jeep con attrezzatura varia e si parte per l'Idroscalo di Desenzano del Garda per far partire un aereo in missione di addestramento.
La nebbia si tagliava col coltello, l'autista un giovane scavezzacollo, il Tenente "puzzetta sotto il naso" che "rompeva" al nostro aviere . . . "Vai piano! . . . Attento lì! . . . Attento là! . . .!", noi due, dietro, incavolati per via della trasferta che ci "fregava" la libera uscita del sabato pomeriggio.
Arrivati a Desenzano, un sole primaverile, un panorama da favola, il lago era stupendo e sembrava di essere in primavera invece che a dicembre.

Tutti per uno, uno per tutti . . . Aldo, Dante e mio padre, dalla "scuola" di Caserta
sempre insieme, anche dopo che è finita la ferma!
L'Idroscalo era una base per Idrovolanti siluranti, scuola aeronautica di guerra per piloti siluranti. L'aereo è presto allestito e decolla per un'esercitazione presso l'Idroscalo di Taranto . . . tempo previsto per il rientro, tra le 16 e 17. Fino a quell'ora, siamo liberi . . . dopo il pranzo, il Tenenete, l'aviere e noi due passeggiamo per Desenzano, soliti discorsi, battute, prese in giro e risate da bighelloni sfaccendati di poco più di 20 anni, poi, una sfida (scaturita dalle vanterie di quell'antipatico Tenente, che si riteneva il genio del biliardo), io e Dante accettiamo la sfida (eravamo allenati e anche noi appassionai della stecca), gioco forza, il Tenente fece squadra con l'aviere autista, un ragazzo che al biliardo non era un granché.
Trovato un bar con sala biliardo, si decide che la posta in gioco sarebbe stato (a discrezione del vincitore) uno degli articoli in esposizione: Panettoni, articoli da regalo, bottiglie di liquore, bigiotteria varia. Durata della sfida, 3 partite.

sotto, si vede la cerniera dove si apriva la borsetta. che è
tutta la parte nera (tutta la bambola è di pannolenci)
Il risultato fu a nostro favore (per pochi punti di spareggio), la prima vinta da loro, la seconda da noi (Dante fu magnifico, calma e gesso), la terza fu uno scontro epico, con soli 6 punti (un filotto), Dante in gran forma si aggiudicò la vittoria, gran bevuta, e poi, la scelta dei regali in esposizione.
Il Tenente si appellò al nostro buon cuore, temeva una bancarotta monetaria. Cominciammo la rassegna e Dante scelse per sé una bottiglia di grappa. Io, l'unico con la "Morosa", mi puntai con la bambola, mi aveva affascianto, per di più, era di moda in quel periodo. . .
Si accese una discussione tremenda fra me e il Tenente perchè io la volevo, imbottita di Baci Perugina (come andava preparata) inclusi, nel prezzo che, secondo me, doveva pagare il Tenente. Lui, non accettava di pagare i Baci, in quanto l'accordo era di un solo regalo, mentre, la bambola (che comunque era da riempire di cioccolatino o caramelle) con i Baci, diventano 2 regali.

La bambolina "appesa", il laccio si metteva al polso . . .
c'erano anche le mani, due "muffole" di pannolenci rosa,
attaccate con un fil di ferro leggero alle braccia . . .
Mi andò male, in questo caso fui sconfitto 3 a 1, perché, come "vermi traditori", sia l'amico Dante che l'aviere autista, si schierarono col Tenente . . . così, il Tenente pagò la bambolina e io i Baci che ci entrarono.
Rientrammo in Aeroporto alla sera e il giorno dopo portai il regalo ben confezionato a tua madre.
Fu molto gradito e il parentado, il giorno di Natale lo ammirò moltissimo, ma io non ebbi il coraggio di raccontare come era andata la storia, e tua madre non l'ha mai saputo!"

Mia madre e mio padre (che ancora non si conoscevano) a fine anni '40 o inizio anni '50
Nota Bene . . . Aiutatemi! L'ho buttata giù di corsa, leggendo gli appunti presi, se qualche Prof passa di qua e trova che le virgole non vanno bene e che i verbi non concordano, me lo dica, in privato, che correggo subito! Grazie! 