In attesa di tempi migliori, quando riuscirò a connettere e a stare in casa il tempo per riordinare link, racconti e idee . . . in attesa, dicevo, vi metto i link dove trovate i reportage di questi giovani travel blogger.
E potete seguirli anche su Twitter con l’hashtag #dreamingpiceno . . . o cliccando qui , come faccio io che ho un telefono che al massimo telefona e manda messaggi (e ha al suo interno un serpente pazzo che si mangia delle palline e sbatte via la testa!)
Eccomi, finalmente, a raccontarvi, dal mio punto di vista, il Tour del Piceno da parte dei Travel Blogger di Travel Different. itaccompagnati in questa avventura, come già detto, da 4 fotografi e 4 video maker, dal “sognatore” e ideatore Luca Marcelli di Terre del Picenoe dalla espertissima guida Lella Palumbi, più varie e svariate figure. A vario titolo “esperte” nei loro campi, di cui ignoro il nome.
Il giorno 24 (aprile) è stato un giorno “di corsa”. Per la FigliaPiccola le ultime spese da fare in vista della partenza per il Tour. Per me, oltre a seguire la FigliaPiccola nelle sue spese, una volta lasciata con i suoi nuovi amici, dalla FigliaGrande e PiccoloLord con virus intestinale! Spese, spostamenti vari.
Verso le 18.00 presso l’Hotel Excelsior, la FigliaPiccola ed io, abbiamo avuto l’occasione di conoscere gli altri “artisti”, e io quando hanno iniziato la loro riunione me ne sono andata per le mie commissioni.
Ci siamo rivisti per cena, una cena, o meglio un banchetto offerto (credo di aver capito) dal Comune della Città sulla Costa e preparato e servito pressol’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Filippo Buscemi” (per gli amici della Città sulla Costa, famigliarmente: “l’Alberghiero”). La cosa che mi ha emozionato (come solo una vecchia signora par mio, si può emozionare) è che in quel Istituto la FigliaGrande ha studiato. Vedere questi ragazzi in “divisa” (1° 2° e 3° classi tra servizio di sala, ricevimento e cuochi), mi ha riportato indietro di anni, ritrovare anche alcuni tra i professori che conoscevo, come il Prof Bani a capo dello staff di cucina, uno dei “miti” della FigliaGrande (e di altri compagni che da grandi volevano fare i cuochi), quando frequentava questa scuola e i professori Iezzi e Guardato che coordinavano i ragazzi di sala. La Prof che seguiva le ragazze del “ricevimento” non la conoscevo. Così come non conoscevo il Preside, dalla mie epoca ne sono cambiati almeno 2! Ho salutato chi conoscevo, sono stata presentata a chi non avevo ancora conosciuto e tra questi Nicola, uno dei Travel Blogger, che mi ha detto di aver letto il mio blogghettino, mi ha consigliato di scrivere con più frequenza e sistematicità e magari di parlare anche di più di questa nostra zona (e sarebbe una bella scusa per qualche escursione domenicale! Mi sono messa nella parte della tavolata (bellissima la “mise en place” di cui purtroppo non ho fatto la foto!) degli artisti, vicino alla persona che per prima ha creduto (e finanziato) in questo “sogno” . . . un progetto per promuovere il territorio della Provincia di Ascoli Piceno, il Sig Contisciani Luigi, Presidente del BIM Tronto (Bacino Imbrifero Montano del Tronto) . Abbiamo gustato, prima di sederci a tavola, delle tartine a buffet e poi, una volta a tavola: Insalata di farro con molluschi e crostacei, Gamberoni con zucchine e lardo di Colonnata, Trippa di mare con borlotti e pecorino di fossa, Campofilone in salsa di cicale, Pescatrice in brodetto e per finire una composta di frutta in un “cestino” di cialda. Vini: Passerina Brut, Marche Chardonnay I.G.P. e Offida asserina D.O.C.G. (ci sono le foto, ma non da me, le dovrebbe avere Mauro, prima o poi, le trovo!)
Alla fine del banchetto, abbaimo potuto applaudire tutti i ragazzi e i professori che hanno lavorato per la riuscita di questo convivio, due parole da parte delle autorità e pure da parte di Nicola, quale rappresentante dei travel blogger e poi tutti a casa, che tra l’altro si era fatto pure tardi.
Non abbastanza tardi per i giovani artisti, per Nicola e Luca, dovevano ancora raccontarsi un sacco di cose, dovevano “recuperare” quei blogger che ormai dovevano essere arrivati, dovevano “progettare” le cose da fare nei giorni a venire e poi . . . verso una certa ora, dovevano essere sistemati negli alberghi. Tutti in albergo, tranne la FigliaPiccola, lei è tornata a casa dalla mamma! E per fortuna! La mamma, nel mezzo della notte ha scoperto di ospitare un malefico virus intestinale! Che brutta compagnia!
Sono stata combattuta un po’ di giorni se scrivere o meno questo post . . . Non voglio passare per la Mamma Italiota che “sbava” per la recita del figlio . . . Non sono mai stata di quelle mamme che lodano e sbrodano i figli . . .
Però!
Però alla fine ho deciso che sì, c’è implicata anche la FigliaPiccola, ma soprattutto la Terra che mi ospita da più di trent’anni, il territorio che ha dato i natali a quel sant’Uomodellamiavita e ai miei figli: il Piceno, secondo Sempronio Gracco (Charles Laughton, nel film “Spartaco” di Stanley Kubrick), la provincia più squallida dell’Impero, ma che io ho sempre trovato un bel mix tra arte e natura e anche un posto dove ancora si vive a misura d’uomo. Allora, visto che ne vale la pena . . . eccovi la storia di questo evento!
La storia è breve (spero per voi e per me) è stato deciso che il Piceno sarà analizzato e studiato da ben 8 blogger (e la sottoscritta non è stata nemmeno contattata . . . da deprimersi) che solitamente parlano di viaggi e scrivono su Travel Different che saranno accompagnati da 8 “artisti” marchigiani: 4 fotografi e 4 video operatori . . . Secondo voi chi ha presentato la sua candidatura all’insaputa della mamma? Ma la FigliaPiccola . . . e l’hanno pure presa!
Così, tra un viaggio a Roma e l’altro alla ricerca del film della strada che la porti all’Oscar (no, non un moroso nuovo, ma la statuetta che consegnano in California nel famoso Kodak Theatre), la FigliaPiccola sarà impegnata in una settimana massacrante interessante, vicina ad altri artisti come lei. Accompagnando gli 8 blogger che vengono da altre parti d’Italia, curiosi di scoprire le bellezze di questa terra di confine (una volta tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie, ora fra Marche e Abruzzo, tra il Centro e il Sud), scopriranno o riscopriranno posti nuovi e/o conosciuti, quei posti che sono la meta delle giornate di Pasquetta o delle calde domeniche d’estate e del giorno di Ferragosto quando i “nativi” della Città della Costa non vanno al mare. Quei posti, che sono lo sfondo per le feste dei “100 giorni” o delle “uscite” scout, ma vivrà anche esperienze nuove, come salire su un peschereccio . . . non so come saranno accoppiati questi ragazzi “artisti” marchigianicon questi blogger, ma spero di poter vedere qualcosa in esclusiva, ehm . . . anteprima e di potervelo girare!
Il Programma è ricco, non ve lo scrivo, vi indirizzo qua, dove è tutto spiegato e anche qua, dove tutto è iniziato, con un “sogno”.
Non ci crederete, ma ci sono posti che loro vedranno e che io, dopo 30 e più anni che sono qua, non ho MAI visto!
Venerdì, 23 settembre 2011 Ci sono un paio di film in bianco e nero dove una mamma, sapendo di avere una malattia incurabile, pian piano cerca di trovare (di nascosto dai suoi cari ) una sostituta per la sua famiglia, una ragazza in gamba che possa essere apprezzata sia dal marito che dai figli (spesso una figlioletta) . . . stasera ho guardato un film, di cui avevo sentito parlare un gran bene come di una storia di malattia e di amicizia e a metà ho avuto la sensazione che fosse la stessa storia di quei vecchi film, declinata al maschile!
Quello che mi è sembrato buffo è stato che a subentrare a un piacente Kim Rossi Stuart (che le mie figlie adorano da quando era "Romualdo" in "Fantighirò") fosse il simpatico, ma decisamente meno bello, Antonio Albanese!
Sabato, 24 settembre 2011 Dopo la spesa settimanale. Dopo una pausa acquisti in libreria. Mentre torniamo a casa pensando a come finirà in bellezza la nostra serata, davanti alla Tv guardando telefilm, arriva la telefonata di mio padre, che mi dice che ha sentito al telefono degli amici (amici americani, arrivati da poco col nipote per una vacanza), che vorrebbe salutare prima di partire per l'antica capitale. Questi amici, hanno invitato, lui e la Angela, a casa loro, ma lui non sa come fare perché la sua auto è fuori uso, gli chiedo se vogliono essere accompagnati. È proprio quello che sperava gli dicessi, visto che così potrei salutarli anch'io . . . mi dice lui e rimaniamo d'accordo di vederci dopo un'oretta.
Mi chiedo perché io capisco sempre la domanda nascosta nei discorsi degli altri e agli altri non sempre sono così svegli ???
Domenica, 25 settembre 2011 Messa alla "chiesina di legno" e, a seguire, passeggiata sul lungomare. Lungomare parzialmente chiuso per la "gara podistica Ascoli-San Benedetto" . . . così arriviamo senza fretta, fino all'inizio del molo attraversiamo e raggiungiamo l'isola pedonale, costeggiamo le antiche balaustre e le scale che scendevano a quelle che negli anni '20/'30 del ventesimo secolo era "La Spiaggia"
e arrivivamo finalmente alla rotonda con la sua fontana . . . tutto questo salutando ogni due passi qualche conoscente dell'Uomodellamiavita . . .
curiosiamo nei vari stand degli sponsor (salutando anche qui quasi tutti) e i mie passi vengono attirati da un profumino di pizza . . . "Wow! Si mangia!" pensano le mie papille guastative, pregustando (conoscendo anche questa volta lo sponsor), invece, che delusione, il banchetto è solo per gli atleti! Devo decidermi a seguire l'amico Toto nel suo peregrinare tra mare e colline!
l'arrivo della prima tra le donne, una sambenedettese!
Ritornardo verso l'auto, sotto il sole di mezzogiorno, chiacchieriamo (e non per invidia) di una delle atlete, magra magra e secca, ma con la parte alta della schiena e le spalle così sviluppate da farla sembrare un essere alieno . . . l'ho vista all'arrivo e ne sono rimasta così impressionata che non sono riuscita a farle una foto prima che si perdesse tra la folla.
Questo post di Lucyette è stato lo spunto per scrivere oggi. Lucyette, giusto per la cronaca, scrive degli ultimi giorni di agosto al mare, della malinconia dei saluti, dal punto di vista di una "bagnante" che sta per chiudere la casa del mare per per tanti, tanti mesi.
Qui da me, invece leggerete altro . . . perchè io, pur non essendo un'autoctona, vivo nella Città sulla Costa da più anni di quelli che ho passato nella Città ai piedi delle Orobie! Faccio parte di quella massa di cittadini che la folla dei turisti, bagnanti o forestieri che dir si voglia, e tutto quello che ne consegue, la subisce . . . e in certi casi la detesta.
L’ultima settimana d’agosto, finalmente il caldo africano ha lasciato un po’ di spazio anche a un’arietta frizzante di prima mattina. Si vedono rincorrersi nel cielo sfilacci di nuvole che fanno sperare in qualche scroscio d’acqua che ti liberi dalla schiavitù di dover bagnare l’orto e le piantine più delicate di quella giungla che chiamano giardino, tutti i santi giorni. . . sì, amo il caldo, ma quando è troppo e per troppo tempo, si incomincia ad aspettare qualche giornata di pioggia, si incomincia a rimpiangere quella leggera nebbiolina di certe mattine, la brina sul margine del fosso del pieno inverno . . .
L’ultima settimana d’agosto, qua e là si vedono le persone che scendono in strada o nei parcheggi e iniziano a riempire le loro automobili, quelle stesse automobili che hanno riempito tutte le strade, i parcheggi e persino il marciapiede davanti al portoncino dell’amica Maria che, povera lei, ha ricevuto dai suoceri l’uso della casa sul lungomare, come regalo di matrimonio. Automobili che vengono parcheggiate e mai più tolte da lì fino al momento del rientro a casa dei turisti che, useranno le biciclette loro o quelle messe a disposizione dagli alberghi . . . facendo lo slalom nel traffico, o, stile chioccia, con al seguito 2 o 3 figli a cui tu, che magari giri per la città di fretta per le tue faccende, devi fare attenzione.
L’ultima settimana d’agosto, quando ti può capitare di incontrare li amici imbufaliti, perché è da giugno che devono parcheggiare l’auto lontana da casa (fanno i nonni a tempo pieno e hanno l’orto in collina, ma rientrano a sera nella loro casa, appena di qua della ferrovia), con tutti i disagi del caso. Quando ti può capitare di sentire l’amica (che ha il negozio aperto 12 ore al giorno 7 giorni su 7 e deve barcamenarsi tra casa e figli e una commessa che costa più di quello che rende), sbottare: “non ce la faccio più, sono maleducati, sono arroganti, pensano che perché arrivano da fuori e spendono i loro soldi tutto gli sia permesso!” (per esperienza vi dico che succede sia con quelli del Nord che con quelli del Sud e persino con molti stranieri!) .
L’ultima settimana d’agosto, i bagnanti si salutano, in spiaggia. Il bagnino incomincia a ritirare le sdraio e a lavarle e farle asciugare sul tetto dello “chalet a mare” e i bambini lì, incantati a guardarlo. I ragazzi che pensavano di racimolare facilmente qualche soldino per l’inverno (e nello stesso tempo divertirsi al mare e magari vivere qualche romantico intermezzo con le ragazze “di fuori”) finalmente, possono riposare, perché non è andata davvero come pensavano: lavoro tanto, soldi pochi, stanchezza tanta, tempo libero, quasi zero!
L’ultima settimana d’agosto, quando i negozio diventano vivibili, non ci sono più le code infinite alle casse, anche se, i prezzi rialzati a fine maggio non si abbasseranno. Quando il traffico diventa gestibile, quando anche quelli che arrivano dai paesi intorno o dal Capoluogo, in auto, in moto o in autobus, stanno a casa, perché tutto dev’essere pronto per il rientro a scuola. Quando si può tornare a godersi la spiaggia o la passeggiata al molo senza dover chiedere sempre: “permesso” e senza essere spintonati e non sentirsi dire nemmeno: “scusi!”
L’ultima settimana d’agosto, quando passeggiando sul lungomare vedi le baracchette del mercatino chiuse e incominci a notare, negli angoli o vicino ai bidoni dell’immondizia, quei cartelloni, quelle bandiere, tutte quegli ammennicoli di “scenografia” che faceva così allegria, così aria di vita vissuta come una lunga festa ormai sbiaditi, graffiati, gli angoli ammaccati . . . il segno che la festa è finita. Vedi i tavolini e le sedie dei bar e delle gelaterie in attesa di qualche allegra brigata che ormai è partita. Qualche coppia anziana, di quelle che hanno casa qui da tanti anni, finalmente partiti i figli e i nipotini (che hanno allietato le loro giornate, ma che li hanno anche stancati) restano quaggiù fino ai primi freddi, di solito impegnati a sovrintendere ai piccoli o grandi lavori di manutenzione.
Ancora qualche settimana e spunteranno attorno agli stabilimenti balneari le reti e tutte le vetrine, comprese le grandi vetrate degli alberghi, saranno coperte da pannelli più o meno belli, come se ci si preparasse a una guerra o un uragano, le piante verranno protette con reti e pali, tutte le sedie, tavolini, sdraio, lettini, ombrelloni verranno rimessi in garage e scantinati, accatastati accuratamente per il letargo invernale . . . e la zona del lungomare si preparerà alle mareggiate, alla nebbia sul mare, alle magnifiche albe in una giornata tersa e gelida, a quel mare d’inverno che raramente i turisti apprezzano . . .
Grande commozione al Riviera per il trentennale del rogo del Ballarin
Nella mattinata di oggi, 5 giugno, è stata inaugurata la targa che ricorda la scomparsa di Maria Teresa Napolioni e Carla Bisirri nell'incendio del vecchio stadio prima della partita Samb-Matera (continua qui)
Il vice presidente rossoblu Claudio Bartolomei e Il Sindaco Giovanni Gaspari
scoprono la targa commemorativa
Leggo sul giornale on line "Il Segnale", un giornale locale, che parla molto più della cronaca di "casa" che di quella nazionale, l'articolo di cui ho copiato titolo e sottotitolo qui sopra e i ricordi cominciano a viaggiare . . . come si dice: "io c'ero!" . . . precisiamo, non ero allo stadio, non ci sono mai andata, ma la tragedia l'ho vissuta e la ricordo bene.
Era una domenica di giugno, avevo una bimba che era nata da meno di un mese, faceva caldo e giravo per casa con un grembiule di quelli incrociati davanti, poco elegante, ma comodo per allattare a richiesta. C'erano a farmi compagnia l'Uomodellamiavita e mia madre . . . mio fratello, il più piccolo, giocava per strada con gli altri bambini e mia sorella, adolescente, era a passeggiare al Corso. Abitavamo in centro, lontani dallo stadio che era a ridosso del Porto . . . a un certo punto si iniziarono a sentire sirene di ambulanze (ma allora non c'erano così tante ambulanze come adesso e dopo un po' smisero), mia madre si mise a pregare, come era sua abitudine al suono delle sirene e l'Udmv si affacciò verso la strada per controllare il piccolo di casa, io continuai a fare la "mucca da latte" e la FigliaGrande ciucciava ignara . . . Dopo, quando arrivò mia sorella, chiedemmo se era successo qualcosa, ma anche lei era all'oscuro di tutto . . .
Ecco la squadra appena prima della tragedia . . . Lo sguardo preoccupato di Walter Zenga verso la Curva Sud del "Ballarin": l'incendio comincia a svilupparsi
Il giorno dopo, verso metà mattina si cominciò a sentire un via vai di elicotteri sopra i tetti della città . . . "chissà cos'è?" ci chiedevamo io e mia madre, di solito un paio di elicotteri si sentivano, durante la corsa Tirreno Adriatica, a marzo. Ma non c'era ancora la Tv del mattino . . . solo quando arrivò l'Uomodellamiavita, ci porto i pochi fatti scarni che aveva sentito, riportati dai colleghi e dai clienti . . . si sapeva che c'era stato un incendio allo Stadio; si sapeva che la colpa era del mucchio di carta che si sarebbe dovuto usare per festeggiare la vittoria della Sambenedettese, che sarebbe "tornata" in "B"; si pensava che il solito scemo, aveva buttato la cicca della sigaretta . . . o forse, un altro stupido aveva tirato un petardo.
Si sapeva, questo era certo, che c'erano dei feriti, ustionati, qualcuno più grave, qualcuno meno . . .
Io me ne stavo lì, con la bimba da accudire e pensavo a tutte quelle persone, alle loro mamme, alle loro famiglie . . . solo col passare dei giorni qualcosa in più si seppe da Tv e giornali . . . si seppe che l'innesco dell'incendio fu causato dai fumogeni, si snociolarono i nomi dei feriti . . . mia sorella e l'Udmv raccolsero notizie dai racconti di chi allo stadio c'era stato, ci raccontarono qualcosa in più sui feriti, perchè a leggere i nomi sul giornale, non ci dicevano niente . . . le frasi iniziavano sempre così: "Ti ricordi quel mio amico . . .?" oppure: "Hai presente il cugino di quel tale . . .?" e ancora: "Mamma, il mio compagnodi scuola . . . ". La Città sulla Costa, 30 anni fa era ancora una città dove ci si conosceva un po' tutti e tra scuola e lavoro, potevi conoscere bene almeno uno che era imparentato con uno dei feriti (anche perchè di feriti ce ne furono ben 60) . . . Purtroppo di questi 60 feriti, due ragazze non ce la fecero, troppo ustionate, morirono nel giro di qualche giorno. Gli altri, riuscirono a salvarsi, dopo perpezie in vari ospedali, ma rimasero segnati per tutta la vita!
Maria Teresa Napoleoni Carla Bisirri (27 febbraio 1958-13 giugno 1981) (30 aprile 1960-17 giugno 1981)
Passarono pochi anni e le prime volte che accompagnavamo la nonna a "trovare il nonno", nella parte nuova del Cimitero, passavamo davanti a una cappellina, con una sola tomba. la cappellina era sempre piena di fiori. I bambini si sa, sono curiosi e io ne dovevo tenere buoni 3, un po' di curiosità l'avevo anch'io, andammo a vedere, e scoprimmo la tomba di Maria Teresa Napoleoni e raccontammo tutta la storia . . . da allora, non si salgono le scale che portano al nonno se non si fa una sosta davanti a questa tomba, per un pensiero, una preghiera . . . l'altra ragazza, non sappiamo dove è sepolta, ma un pensiero va sempre anche a lei.
Una bella immagine dello stadio F.lli Ballarin,
che adesso ospita la Croce Verde e i Carri del Carnevale,
che ha visto le partite della squadra di Rugby e che presto sarà smantellato
Tutto è cominciato tra le 4,30 e le 5,00 del 2 marzo . . . con la suoneria del telefonino che è entrata in un sogno, disturbandomi . . . poi ha smesso.
Poi, ho sentito ancora quel suono strano seguito da sommovimenti del letto e da una voce concitata che diceva "Che ha fatto? Ma, si sa quando arriva? E voi? Siete già lì? Va bene, arrivo, mò arrivo . . . mi vesto e vengo giù!" . . . io con gli occhi chiusi chiedo: "chi era, la vigilanza?" (a volte capita che per via di un gatto o di un "delinquente" in fuga, scatti l'allarme e lo chiamino per verificare, a qualsiasi ora della notte) . . . ma mentre lo dico il cervello ha elaborato le parole "quando arriva" e chiedo: "ma che, arriva un cliente di notte???" al che lui, mentre si veste in tutta fretta risponde: "Il Tronto . . . l'alluvione . . . sono giù da un'ora e mi hanno chiamato solo adesso . . . ci sono tutte le attrezzature da spostare . . . tutta la roba . . . *@*@*# . . . un'altra volta! Adesso vado. poi ti faccio sapere . . . Aspetta, la macchina fotografica, le pile . . . ciao!"
Io, ormai ben sveglia, con un pugno che mi stringe lo stomaco, mi alzo, e vado ad accendere il PC . . . penso . . . la Protezione Civile, l'Ansa, il Comune, qualcuno avrà notizie certe . . . se ne parlava già ieri sera, a Cupra, era esondato il Menocchia . . . il titolo del "quotidiano on line" della zona, diceva: "Maltempo: continuerà a piovere ma il Tronto non è a rischio esondazione", ecco, il giornale, l'avranno aggiornato!!!
Il sito della Protezione Civile ha scritto solo i bollettini uficiale, aggiornati alla sera del 1° marzo del tipo "Allarme meteo su tutta la Regione" . . . ne so più io dai telegiornali della sera.
Il sito del Comune, l'Ansa, non mi sono d'aiuto, sono tutti aggiornati a prima della mezzanotte.
Trovo un articolo sul Corriere Adriatico, a parte le notizie (contraddittorie) dei dispersi nel Fermano, si dice che il Tronto è tracimato appena dopo Ascoli, che ha allagato anche la zona dalla parte dell'Abruzzo, dove passa la strada (famosa per storie di "lucciole") della "Bonifica"(del Tronto, appunto).
Su Fb, scopro le prime richieste di informazione, scritte alle 3,00 del mattino . . . poi alle 6,00, ecco apparire un nuovo articolo del quotidiano “Il Segnale” . Ci tiene informati sulle strade chiuse per l’acqua che ha invaso sottopassi e svincoli dell’Ascoli/Mare . . . telefono a qualcuno che conosco . . . mi si dice che al momento non c’è ancora molta acqua, dove sono loro, ma che nel quartiere, “corre” e “cresce” e che per prudenza stanno finendo di portare via le auto, sopra la Salaria . . . leggo un'amica che abita nel quartiere più a sud . . . scrive: “e ci risiamo” . Alle 9, l’acqua si ferma poco sopra i 50 cm sulla via principale del quartiere Agraria e nelle vie limitrofe . . . su Fb chi chiede e chi da notizie. Chi se la prende con i politici, chi dice che non si può prevedere. L'unica cosa certa è che la vallata del Tronto è sconvolta. Di tre strade che vanno dalla Costa in Ascoli c’è aperta solo la Salaria (gli antichi romani avevano la vista lunga).
La FigliaGrande, che nel frattempo è arrivata, mi dice che sotto casa sua è un caos di macchine, sulla Salaria è una fila unica, e tutte le vie sono piene di auto, parcheggiate nei modi e nei posti più impensati . . . vigili dappertutto, ambulanze con la sirena che corrono di qua e di là! Tutti presi dalla frenesia di prevenire i problemi, memori dell’alluvione del 10 aprile del 1992. La Statale Adriatica, verso sud, è chiusa al traffico, da un certo punto in poi.
La cosa peggiore dell’essere a casa è non vedere, aspettare e sentire (o leggere) notizie e smentite, i “si dice” . . . è ricordare quei terribili giorni dell’alluvione del ’92, pensare che con questa crisi che c’è non sarebbe il massimo dover rimettere a nuovo gli impianti, i macchinari, gli attrezzi . . . rifare di nuovo pavimenti, porte, intonaci e tinteggiare pareti, ricomprare abiti, piatti e bicchieri e di nuovo tutti i mobili.
Richiamo qualcuno nel quartiere allagato, che mi rassicura, l’acqua sta scendendo, piano ma scende . . . e tutto quello che era da salvare, l’hanno messo in salvo, tranne le cose più grosse, ma per quelle, se succedesse il patatrac, ci dovrebbe essere un rimborso!
Telefonate di parenti e amici, telefonate da me all’Udmv, l’ansia che cresce . . . finalmente alle 17,00 con la FigliaGrande, vado verso sud, verso casa sua, e vedo questo sterminio di auto pargheggiate per ogni dove, dalla Salaria in sù, lungo strade che portano più in alto (se stanotte, il fiume o i torrenti decidessero di tracimare ancora, qualcosa è in salvo. In collina! Ben lontano dalle “piane del Tronto”.
Anche questa volta è andata bene, in altre zone della Provincia e della Regione, non sono stati così fortunati!
Inoltre, QUI trovate qualche notizia da parte di Valentina, che, abitando lì, si è trovata l'acqua fuori casa . . .
Qui, di solito lungo il muro è pieno di auto, da aggiustare, aggiustate . . .
in un frenetico primo mattino, sono state portate tutte in salvo, in vista della "piena" che
(si diceva) stesse arrivando!
Come si vede, la strada piena d'acqua!
L'acqua per la strada . . . si cerca di spostare più roba possibile
Qui si capisce la fortuna di qualcuno . . . il capannone (di 20 anni fa) è costruisto su un terreno che è stato rialzato, sia per "compattare" il terreno, sia perchè il massetto poggia su un graticcio di travi piene di ghiaia.
Ieri è bastato questo piccolo dislivello per salvare tutte le attività, altri non sono stati così fortunati!
Sempre la zona vista dalla parte opposta, qui e prima è stato fermato l'attimo quando l'acqua aveva cominciato a ritirarsi, il massimo è arrivato appena oltre i contattori, se fosse continuato a piovere anche solo per mezz'ora , passato un certo punto avrebbe allagato tutte le attività del cpannone!
Qualche ora dopo, quando l'acqua si era già abbondantemente ritirata, ma in fondo,
si vede la via principale, ancora bloccata dall'acqua!
un cantiere tra la Statale Adriatica e la ferrovia
Lo stesso, da sopra la rete!
. . .
Queste con l'ora, sono di un conoscente, lui ha girato di più, anche per lavoro . . .
infatti, ha una ditta di autodemolizioni . . . qui si vedono gli ulivi sott'acqua, e una delle
molte macchine andate sott'acqua e, purtroppo da rottamare . . . speriamo nel rimborso!
Ecco, l'acqua nella parte abitata, quartiere "Agraria" . . .
Questa è la via principale del quartiere, dopo le case, la campagna . . . dove si alternano
campi coltivati e capannoni di piccole imprese e artigianato . . .
Ieri, 2 marzo, pronti ad intervenire . . . oggi, 3 marzo, pare che l'allarme sia cessato (
Il Segnale – giornale on line)
Oggi, 3 marzo, quello che resta è un po' di fanghiglia, ieri era un sottopasso allagato
(Ilsegnale – giornale on line)
Il livello del fiume Tronto tornato nella normalità . . . ieri, ci sono i filmati, arrivava appena
sotto i pilastrini, ma prima che si potesse arrivare fin lì a filmare, era più alto!
(Il Segnale – quotidiano on line)
Mi sono "innamorata" della Città sulla Costa in anni lontani, quando mi capitò di vedere un paio di figure sul Sussidiario acompagnate dalle parole, che ancora adesso ricordo perfettamente: "San Benedetto del Tronto, principale porto peschereccio d’Italia e rinomata località balneare". Avevo subito cercato questo paese sulla cartina d’Italia.
Più giù del Rubicone non ero mai andata, a parte una gita durante un’estate fino a Gradara. Poi, mi sono trovata qui, più di trent’anni fa, e da allora quando leggo San Benedetto del Tronto, rizzo le orecchie e controllo subito cosa si dice!
Qualche mese fa, mi capita di leggere, sul "Italians" del Corriere della Sera, questa lettera: "Caro Beppe,
l’Italia è sempre più avanti degli altri, sapevi che abbiamo inventato il Bed NO Breakfast? E’ una interessante e innovativa variante del Bed & Breakfast, che è stata servita a me e a un gruppo di amiche l’estate scorsa a San Benedetto del Tronto. Le novità sono sempre interessanti, le vacanze sono fatte anche di emozioni, ma questa ci è stata servita senza preavviso e senza possibilità di scelta. Il "Bed NO Breakfast", come dice il nome, consiste nel fatto che, una volta prenotato un Bed & Breakfast, classificato come tale sulle guide e sul portone dello stesso, all’arrivo si scopre che la colazione non c’è. L’inventrice di questo simpatico servizio inoltre, il giorno stesso della partenza, informa gli ospiti via SMS che dovranno portarsi gli asciugamani da casa. Pazienza se chi è già in ufficio con la valigia pronta deve uscire per comprarseli. Sempre per dare agli ospiti la possibilità di riempire il tempo della breve vacanza, i letti non vengono rifatti e in bagno al posto di qualche mini-saponetta campeggia una bottiglia mezza vuota di Mastro Lindo con una vecchia spugnetta, a mo’ di invito a fare le pulizie da sé. . . . (continua)"
So che il Comune, che ha una vocazione turistica che non è improvvisata, ha creato una rete di B&B, che molte persone si sono date da fare perchè questa realtà prendesse piede qui da noi, ho persino partecipato ad alcune "lezioni", insomma, so che le cose sono state predisposte bene fin dall’inizio, e rimango male leggendo di una situazione così squallida.
Contatto l’autrice della lettera, scusandomi a nome della cittadina e rammaricandomi di non poter offrire ospitalità per fare ammenda . . . tra le altre cose nella risposta mi dice: " a essere fregati siamo stati in 7! ", ne parlo che amici, ne parlo al Comune, persino con un giornalista, ma, che io sappia, nessuno si è mosso!
Ne parlo sul mio blog, per ricordare ai sambenedettesi che passano di qua, che non è così che si attirano e mantengono gli ospiti turisti, che è controproducente, ricordo di aver letto che 1 cliente insoddisfatto, si calcola, sono 29 contatti persi, perchè ne parlerà con amici e parenti e non ne parlerà bene!
Ne parlo sul mio blog, per confermare agli amici che vorrebbero passare qualche giorno qua nel sud delle Marche che se mi fano sapere li posso indirizzare presso strutture di provata professionalità e cordialità.
Ne parlo sul mio blog, perchè se mai riuscissi, mi piacerebbe avere un B&B e m’impegnerei ad avere massima cura dei miei ospiti, per farli sentire come in famiglia. Perchè nella mia famiglia c’è sempre stata questa usanza di ospitalità tra parenti. Ricordo bellissime giornate d’estate passate con le cugine francesi, con le varie zie e cugini di tutte le età, tra spiaggia e cucina, tra bagni in mare e visite alle cittadine medioevali, o le giornate al fresco dei Sibillini, con l’immancabile pic nic con piatti pronti e castrato alla brace!
Al mattino, da quando anche i Tg Regionali hanno deciso di inondarci di notizie, l’Uomodellamiavita, oltre ai vari TG nazionale, su più canali, si guarda anche tutta la mezz’ora dedicata alle Marche, calcolando che sono le stesse notizie che poi ascolta alle 14 . . . da matti!
Ma ieri mattina, la tizia con vocina da Topolino, mi ha dato una dritta, per un post da "Promozione Turistica" . . . . . ci ha svelato che su You Tube c’è questo "corto" dell’Istituto Luce, dai lontani anni ’20
A me è piaciuto tantissimo, e mi sono messa alla ricerca di qualcosa di più attuale, per darvi l’idea di come è cambiata la "ridente Città sulla Costa", guarda che ti riguarda, ho trovato quest’altro video, che non è come avrei voluto io, ma vi da l’idea del tempo che passa, basta guardare quanto sono cresciute le palme.
Per la parte del Lungomare nuova, che, come dicono i politici "l’Italia e l’Europa ci invidiano", vi rimando a quando ho sottomano qualche volontario cineoperatore, e, soprattutto, ho imparato a mettere i video su You Tube! Per chi nel frattempo vuol vedere il lungomare nella sua interezza, di circa 6 Km, venite a trovarci!
Qui, un’assaggio:
Ieri la figlia grande mi dice: "Mamma, ti ricordi di Tiziano?" e poi, mi fa vedere questo sito, ma quello che la interessava era questo:
Basilica Cattedrale, San Benedetto del Tronto, 23/05/2009 11:11
Lettera di Tiziano Napoletani per l’Ordinazione diaconale
Vorrei scrivere questa lettera a tutte quelle persone che mi hanno voluto bene veramente e che hanno avuto la possibilità di vedere, in parte, realizzate le loro preghiere.
In questi fratelli e sorelle ho potuto vedere la bellezza e la grandezza degli insegnamenti di Gesù che si sono fatti carne. In loro ho potuto vedere la paziente attesa di Dio, che va in cerca della pecorella smarrita, che non si stanca mai di cercarla, anche se è andata lontano verso prati sconosciuti e rischiosi. La loro attesa è stata simile a quella della parabola del Padre misericordioso, che ha lasciato libero il figlio di fare le proprie scelte. Voglio immaginare il Padre che, con le lacrime agli occhi, implorava il figlio di rimanere, ammonendolo dei rischi che avrebbe corso lontano da Lui.
Disarmante è stato vedere di quanta misericordia sono capaci gli esseri umani impregnati di Dio, che come Dio agiscono e amano.
Uomini e donne che si offrono e si fanno preghiera solo perché vogliono la tua felicità, senza mai puntare il dito, anche quando sei a pascolare i porci e manchi di tutto.
Tutto questo per dire che nel passato non sono stato mai un fervente uomo di chiesa, anzi, se potevo, essendo figlio di questa cultura, facevo la mia parte, gettando discredito sul papa con i suoi anelli d’oro ecc…, sulla chiesa e i suoi soldi, sul parroco di turno che commetteva errori, ed altro. Capisco molto bene i giovani quando mi parlano di queste problematiche, anche i giovani delle nostre parrocchie…
Nella mia vita c’è stato un prima e un dopo. E nel mezzo, dopo tanto cercare e soffrire, un incontro che ha segnato la mia vita – non lo posso racchiudere in poche righe – e l’ha indirizzata, per grazia, verso un’esperienza viva della persona di Cristo, che credevo morto circa 2000 anni fa.
Da li è iniziato un lungo processo di cambiamento interiore che mi ha fatto riflettere molto e mi ha portato a voler conoscere sempre più da vicino Gesù e la sua Chiesa, non solo per sentito dire o per quello che altri mi volevano far capire, ma attraverso un’esperienza diretta e personale, fatta di silenzi e meditazioni, di adorazione e preghiera comunitaria e di studio.
Insomma mi sono accorto che esiste un Dio di nome Gesù e una Chiesa diversa da quella che mi volevano far credere, certo non ancora perfetta, ma chi può dire di esserlo? Dio mi ha amato e continua ad amare ognuno di noi per primo e non aspetta che diveniamo perfetti per amarci, questo è quello che ho imparato dall’Amore. Esiste poi quella Chiesa di cui parlavo sopra, fatta di cristiani nel senso pieno della parola, che mi hanno saputo trasmettere l’amore stesso di Cristo. Non nego poi che in moltissimi momenti Egli stesso non manca di far sentire la Sua presenza. La bellezza del cristianesimo è che abbiamo un Dio vivo e vicino che ci accompagna passo passo, basta dargli fiducia, come ho potuto sperimentare nel corso di questi anni vicino a Lui, scoprendo che tutto è grazia. Non esiste un attimo della vita in cui non è presente Dio, occorre allenare le orecchie e gli occhi del cuore per saper ascoltare e vedere la Sua presenza. L’esperienza così vera di questo mistero, che nel corso del tempo ha attirato a Sé un numero incalcolabile di credenti che gli hanno consegnato la propria vita, ma ancor di più perché oggi Gesù si è reso presente nella mia vita, m’interpella ad una speciale dedizione, che significa un coinvolgimento totale per Lui e per i fratelli che il Signore mi mette davanti ogni giorno. Ho resistito tanti anni al Suo amore, alla fine ho deciso di seguirlo più da vicino iniziando il percorso in seminario. Passare dalla ruspa, mio vecchio lavoro, alla teologia non è stato facile e non lo è tutt’ora. A volte per scherzare con i ragazzi dico che, dopo le cinque prove di S. Tommaso sull’esistenza di Dio, c’è la sesta prova, che è il mio libretto d’esami, che grazie a Dio e solo a Dio non è poi così male!
A parte gli scherzi, ora non si scherza più, anche perché il 23 maggio alle ore 20:45 nella cattedrale di S. Benedetto del Tronto, riceverò l’ordinazione diaconale, grazie al nostro Vescovo Gervasio Gestori. Sono cosciente che sono frutto della preghiera e della fiducia che molti mi hanno accordato, non posso far altro che chiedervi preghiere di sostegno per il cammino futuro, non mancherò di contraccambiare, con la mia preghiera, per tutto il bene che mi avete voluto.
Vi aspetto sabato 23 maggio in cattedrale. Vi abbraccio.
Tiziano Napoletani
(Copiata tale e quale, perchè, lo sapete non ho ancora imparato un bel po’ di cose,in questo mondo del Web!)
Tiziano "il ruspista", è uno di quei "ragazzi grandi" che frequentavano la parrocchia, quando lei era un adolescente del "dopoCresima", uno di quei ragazzi simpatici, sorridenti e pieni di vita . . . lo vedete da voi nella foto, io ho le foto di quegli anni e il sorriso è sempre quello!
Stasera, penserò a lui, alla sua vocazione, e pregherò per lui, come ha chiesto, per la sua missione, in un mondo che ha bisogno di testimonianze così!
Aggiornamento: Se qualcuno se lo chiedesse, la chiesa sullo sfondo è la Chiesa Cattedrale, "S. Maria della Marina", da dove ogni anno l’ultimo fine settimana di giugno, parte una processione, che prosegue (sui pescherecci) in mare!