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Pasqua . . . è veramente risorto!

Pasqua . . . è veramente risorto!
Resurrezione. Affresco di Piero della Francesca Pinacoteca Sansepolcro

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui.»  (Mt 28,5-6)

 

Copiato dall’amica Giudig e condiviso con tutti gli amici che conosco e quelli che non conosco, ma passano di qua . . . in questo giorno speciale: Buona Pasqua a tutti!

Venerdì Santo

Venerdì Santo


“Via! Via! Crocifiggilo!” (Gv 18,1-19,42)

“Povero Giuda. Che cosa gli sia passato nell’anima io non lo so. E’ uno dei personaggi più misteriosi che noi troviamo nella Passione del Signore. Non cercherò neanche di spiegarvelo, mi accontento di domandarvi un po’ di pietà per il nostro povero fratello Giuda. Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui. E chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore. Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani, il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo dimenticare: “Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo!” Amico! Questa parola che vi dice l’infinita tenerezza della carità del Signore, vi fa’ anche capire perché io l’ho chiamato in questo momento fratello. Aveva detto nel Cenacolo non vi chiamerò servi ma amici. Gli Apostoli son diventati gli amici del Signore: buoni o no, generosi o no, fedeli o no, rimangono sempre gli amici. Noi possiamo tradire l’amicizia del Cristo, Cristo non tradisce mai noi, i suoi amici; anche quando non lo meritiamo, anche quando ci rivoltiamo contro di Lui, anche quando lo neghiamo, davanti ai suoi occhi e al suo cuore, noi siamo sempre gli amici del Signore. Giuda è un amico del Signore anche nel momento in cui, baciandolo, consumava il tradimento del Maestro.” 

(don Primo Mazzolari)

Giovedì Santo

Giovedì Santo

“Li amò sino alla fine”  (Gv 13,1-15)

Per Giovanni i fatti sono chiari: Gesù non è vittima di un agguato ma il lucido interprete del capolavoro di Dio. Gesù sceglie di amare e va fino in fondo.

In questi giorni ascolto non poche persone che, riflettendo sulle proprie miserie e sui propri errori, sembrano dire: “Io sono il problema, io fallisco e cado continuamente!.” Ma le insidie che nascono dai nostri errori – in un certo senso – devono spaventarci meno dei nostri tentativi di amare. Amare sino alla fine: questo sì che ci mette in pericolo!
Eppure Gesù assume questo rischio ed è come se ci strizzasse l’occhio: “Fate anche voi come me!”. Lo dice non per proporci un’impresa impossibile, ma per farci vivere come figli liberi, che entrano volentieri in scena…perchè cercano di più.

Mercoldì Santo

Mercoldì Santo


“Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?” (Mt 26,14-25

Gesù si rende afferrabile, questo è ciò che mi colpisce di più! Non rimango impressionato dalla meschinità e dalla perversione del cuore umano, la vita ci ha svezzato a questi esempi (di cui siamo purtroppo interpreti in prima persona!), invece Dio …è lui che mi sorprende!

Che attraverso la debolezza di un gruppo di discepoli deludenti, penetri come lievito nella pasta del mondo e la cambi geneticamente.

L’Imperscrutabile si fa visibile,
l’Onnipotente si veste di impotenza
per lasciarsi afferrare da mano d’uomo e vincerci con la sua Pietà.

Martedì Santo

Martedì Santo

“Uno di voi mi tradirà” (Gv 13,21-38)

I tradimenti riguardano persone che si amano (o che si amavano).
E’ un peccato contro l’amore.
Che cosa lo perdona?
Un amore più grande.

L’amante ferito “trova giustizia” quando conduce nuovamente a sé il traditore.


Solo il Tradito può redimere il traditore.

Lunedì Santo

Lunedì Santo

Pubblicato da don Mario Aversano del sito “Il Tesoro”

“Tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo” (Gv 12,1-11) Maria, che donna straordinaria! Mi viene in mente una mia carissima zia. Al suo arrivo, in qualunque casa, tutto prende un’altra piega. Ha il dono innato di trasmettere calore a tutti, di diffondere luce intorno a sé, di far sbocciare parole e grazia anche dalle bocche più serrate e incarognite. Ha forse più problemi di molte altre persone, ma irresistibilmente porta con sé una forza vitale che contagia l’ambiente.

All’inizio della settimana santa, forse non tutti ci sentiamo così coinvolti dalla vicenda di Gesù. Ma se apri oggi il tuo vangelo, attiva prima di tutto l’olfatto. Da quelle pagine tracima il profumo dell’unguento di Maria.

Ci sono dei credenti accanto a te da cui “respirare” l’amore per il Signore?

Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

http://www.videoplayer.hu/videos/embed/49956

 La rappresentazione che si fa in questo film dell’entrata di Gesù a Gerusalemme, mi piace molto! Quest’esplosione di gioia, questo "Osanna"!
Non ho trovato un video, con la traduzione in italiano, per cui, non sono responsabile di quello che dicono, si accettano aiuti e/o consigli . . .

Aggiornamento: Volevo fare una settimana di silenzio web, ma visto le notizie del Tg, e le due o tre telefonate arrivate stamattina, vi avviso, a tutti: amici, parenti e conoscenti . . . stanotte l’Udmv ed io, abbiamo sentito chiaramente la "coda" del terremoto, il figlio, ha continuato imperterrito a dormire.
Tanto spavento, ma niente danni! Ringraziando Dio, invio un pensiero e una preghiera a quelli della zona dell’epicentro che invece hanno avuto un bel po’ di danni!

Quinta Domenica di Quaresima

Quinta Domenica di Quaresima

Stamattina, voglio esagerare, ma la lettura di oggi, mi ha fatto ricordare questa canzone, vi metto, musica e parole, anche se è conosciutissima! ;-)              

     

IL SEME

parole e musica di Claudio Chieffo

 

Il Signore ha messo un seme

nella terra del mio giardino,

il Signore ha messo un seme

nel profondo del mio mattino.

lo appena me ne sono accorto

sono sceso dal mio balcone

e volevo guardarci dentro

e volevo vedere il seme.

Ma il Signore ha messo il seme

nella terra del mio giardino,

il Signore ha messo il seme

all’inizio del mio cammino.

Io vorrei che fiorisse il seme

io vorrei che nascesse il fiore,

ma il tempo del germoglio

lo conosce il mio Signore.

Il Signore ha messo un seme

nella terra del mio giardino,

il Signore ha messo un seme

nel profondo del mio mattino.


 

 

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire, mi segua».

Giovanni (12,20-33)

Quarta Domenica di Quaresima

Quarta Domenica di Quaresima

Strettamente personali, tre riflessioni, che mi hanno colpito oggi!

Perché i lontani e gli indifferenti abbiano nel cuore la nostalgia di Dio e possano sperimentare il suo amor, che tutto perdona.
Signore, dona al nostro cuore la tua luce.

Perché il tempo quaresimanle ci faccia riscoprire il volto misericordioso di Dio Padre, che vuole la salvezza di tutti gli uomini.
Signore, dona al nostro cuore la tua luce.

Perché ciascuno di noi attento alla realtà che lo circonda, si faccia carico delle necessità dei fratelli.
Signore, dona al nostro cuore la tua luce.

Giovan Francesco Nagli detto il Centino, Mosé e il serpente di bronzo, Rimini Museo della Città
Giovan Francesco Nagli detto il Centino, Mosé e il serpente di bronzo, Rimini Museo della Città

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Giovanni (3,14-21)

Terza Domenica di Quaresima

Terza Domenica di Quaresima

Il 6 di questo mese è tornato alla casa del Padre, don Cesare Bonicelli.
Don Cesare era
 una di quelle persone che fanno parte della mia storia. L’ho sempre visto, fin da piccola, parlare con mio padre e i suoi amici, quando c’erano occasioni di incontri o cerimonie scouts.  Era un’amicizia, la loro, nata in epoca lontana, quando erano stati scouts insieme. Suo fratello è stato il nostro "dottore", fin quando siamo stati a Bergamo.
Quando passava, per andare e tornare a/da San Severo di Foggia, se aveva tempo, si fermava volentieri, un’oretta qui da noi, accompagnato da sua sorella, per chiacchierare dei tempi andati e delle novità, con mio padre e mia madre, e al citofono si annunciava semplicemente così: "Sono
don Cesare!".

Immagine di Silvio Cesare Bonicelli
La foto, da Wikipedia

Vi chiederete, perchè oggi? Perchè avevo già letto gli articoli on line come di una persona che si conosce. Ma oggi, mio padre mi ha portato i giornali, arrivati da Bergamo, e leggendo gli articoli, ho trovato quei nomi, che ho sentito pronunciare tante volte con la confidenza di un’amicizia nata anni e anni fa. Nella pagina dei necrologi, tra i tanti ho trovato quello delle "guide", ho letto i nomi, di quelle che, allora, erano le "mie coccinelle" e mi sono ricordata di tante cose! 

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». [...] Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».

Giovanni (2,13-25)