Archivio delle Categorie: tradizioni

È tempo di pulizie . . .

È tempo di pulizie . . .

Pulizie di Primavera (o di Pasqua, se preferite)  . . . dicasi di quelle pulizie "di fino" che sono un’antica consuetudine che si tramanda di generazione in generazione come un rito di purificazione che allontana lo sporco del freddo e fuliginoso inverno. L’arrivo della Pasqua coincide quasi sempre con l’arrivo della Primavera ed è tempo delle grandi pulizie. Grazie alla maggior luminosità del sole, si vede meglio lo sporco "nascosto" negli angolini, con l'aumento della temperatura si sentono di più gli odori di umido e di chiuso . . .
 


 


 

Quando le famiglie erano numerose pulire la casa per la Pasqua era una festa, un momento di aggregazione familiare e ognuno faceva la sua parte con gioiosa operosità, si svuotavano credenze e armadi, si lavavano tende e tendoni, si spostavano dal muro, per pulire bene anche il retro dalla polvere e dalle ragnatele, i mobili e per sera, era tutto in ordine e profumava di fresco, di pulito e di sole. Raccontava mia madre, come nei giorni di "grandi pulizie" sua nonna usasse mettere sul fuoco un pentolone d'acqua e carne, così che, mentre loro riordinavano e/o pulivano, si cuoceva, da solo, il bollito e per mezzogiorno c'era un bel brodo e la carne cotta per gli uomini che tornavano a casa dal lavoro!
 

 

Ricordo che quando ero piccola io, nelle maggioranza delle case c'era la stufa economica, a legna . . . la si accendeva per "i morti" (ai primi di Novembre) e la si spegneva a Pasqua (se poi faceva freddo o prima o dopo, ci si intabarrava in più maglie e si sopportava), spenta la stufa, tolto il tubo di scarico dei fumi (cannone della stufa) si provvedeva a togliere le ragnatele e a ridipingere i muri della cucina . . . ricordo che i teli delle tende, specialmente se bianchi, si stendevano sui prati, sopra l'erba ad asciugare. 
  


 

Mi piacerebbe proprio fare le pulizie come una volta . . . e aproffittarne per fare un ripulisti anche tra abiti e biancheria della casa, o sugli scaffali delle varie camerette tra libri e soprammobili, cianfrusaglierie e peluche . . . insomma, vorrei una casa più minimale, ordinata e facile da pulire, senza che diventi un museo! Ormai, sono sala soletta a fare le pulizie e ci metterò di sicuro più di un giorno. 


 

Per fortuna ho trovato in rete un pro memoria . . . che mi pare sia anche in linea con la legge sulla sicurezza sul lavoro . . .  
Prima di tutto armarsi degli attrezzi giusti come aspirapolvere, spazzoloni, battitappeto elettrico, carta da giornali, panni morbidi, spazzolino acrilico per la polvere, guanti e occhiali di protezione e poi :
- far arieggiare le stanze nelle ore più calde del giorno per sconfiggere gli acari della polvere
- battere i materassi e aspirare la polvere con l’aspirapolvere
- pulire sui guardaroba, sulle porte e sui battiscopa
- togliere la polvere dalle pareti partendo dall’alto verso il basso
- lavare le tende, pulire i bastoni
- lavare a secco i tappeti con bicarbonato di sodio
- lavare i vetri con i giornali per averli splendenti come specchi
- pulire le mattonelle del bagno e della cucina da cima a fondo con prodotti sgrassanti e lucidarle con panni morbidi
- sgrassare e lucidare i lampadari, spolverare le lampadine dopo aver staccato l’interruttore
- aspirare la polvere dei salotti in tessuto, lavare le parti sfoderabili in acqua  leggermente tiepida e sapone neutro
-  lavare e nutrire i salotti in pelle con gli opportuni accorgimenti
- pulire le cornici con le cure adeguate a seconda del materiale
- pulire i quadri
- pulire l’argenteria
- lavare i servizi di piatti e cristalleria
- spolverare con panni umidi l’interno dei mobili
- lavare l’interno dei mobili della cucina ed eliminare eventuali prodotti scaduti.
- pulire le fughe dei pavimenti , asportare la polvere e lavarli con prodotti specifici.
La stanchezza sarà tanta ma la soddisfazione di avere una casa rimessa a nuovo e che profuma di pulito in ogni angolo sarà altrettanto grande.

 


 

Certo, non tiene conto di 3 cani e un PiccoloLord e del fatto che io sono sovrappeso e fuori allenamento (magari, potrei anche calare di qualche etto). . . e che qui il tempo non è ancora stabile. Oggi, ha alternato cielo azzurro, sole e aria tiepida con nuvole grigie e aria freddina . . . ma ormai, da ieri è Primavera, è ufficiale, perciò, diamo il via alle pulizie! 

Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca (Lc 23,1-49)

In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme. . . . . . . . .


Il resto e il commento al vangelo, se volete, 
lo trovate sul blog della Diocesi di Torino -
  Il Tesoro nel campo

 

Domenica delle Palme: aprirsi a Dio

In occasione della domenica delle Palme le nostre chiese si affollano sempre più del solito, molti sono in cerca dell’ulivo benedetto, per molte e diverse ragioni. Mi colpiva da parroco ed ancora oggi da vescovo, come al termine della celebrazione ci fosse una vera e propria ressa di popolo per accaparrarsi il ramo migliore.

Nel nostro tempo, pur così progredito, ciò che rende difficile la vita personale e sociale è proprio l’egoismo, la mancanza di amore, di altruismo, di solidarietà. Quale ricetta adottare? La più efficace e forse: accogliere Gesù che viene a noi mite ed umile di cuore, crocifisso. Sforzandosi di aprirsi a Dio, che è amore e solo amore, impariamo piano piano ad aprirci agli altri, a non averne paura.

Con una grande ed affettuosa benedizione.

In giornate così importanti, mi affido alla parola degli esperti, per cui, oggi, oltre a copiare le foto dalla Diggiù, che in Terra Santa c'è stata davvero, ho voluto copiare due post da un blog che seguo abbastanza, il blog della Diocesi di Torino o del Seminario di Torino . . . comunque sia, un blog interessante per approfondire certe tematiche,  senza pregiudizi. tra l'altro, il pensiero del Cardinal Poletto, modestamente l'ho avuto spesso anch'io. . . e nel mio piccolo cerco di mettere in pratica altruismo e solidarietà . . .

Un'altra cosa a cui accenna il Cardinal Poletto è l'incetta dei rami d'ulivo, "per molte e diverse ragioni", una cosa che è secondo me, in certi casi ha del ridicolo, fasci e fasci di rami benedetti . . . e poi, magari dietro la porta di casa, anche il vischio di Natale, un cornetto rosso . . . a meno che, se ne prendano tanti per  quella tradizione contadina, (che i Suoceri seguivano e che continua) che vuole vengano piantate nei campi le croci, fatte (qui da noi) con 2 canne di bambù, alle estremità dei tre bracci, un rametto di "palma" che benedica anche i campi! 

Ravioli di pane e brodo, cioè Carnevale di qualche anno fa!

Ravioli di pane e brodo, cioè Carnevale di qualche anno fa!
 Oggi facciamo un salto nel tempo . . . all’indietro, indietro fino al secondo dopoguerra, ma forse potremmo andare ancora più in là, secondo me.

In quell’epoca, tra gli ultimi anni ’40 e i primi de ’50 mia cognata era bambina ma ricorda bene che a Carnevale gruppi di giovanotti mascherati, giravano di casa in casa chiedendo un "contributo" mangereccio . . . lei ricorda che ne passavano tanti, perchè in quell’epoca la fame era molta e la tradizione imponeva di preparare cibo in abbondanza per accontentare tutti!


Mia cognata con i suoi nonni, anni ’50

La casa, che allora era in mezzo alla campagna, abbastanza lontana dalla Strada era meta di buona parte di questi ragazzotti, si sapeva che c’era un "salatore", le cuoche erano di valore e il padrone di casa, simpatico e generoso. Ma questo padrone di casa, era anche prudente e non faceva entrare nessuno in casa, a meno che non si togliessero la maschera per farsi riconoscere come amici o parenti. Gli altri, aspettavano fuori e lui, da solo, portava loro un piatto con qualcosa da mangiare. Qualcosa di molto particolare, che si cucinava solo per Carnevale.


Mio Suocero, sotto naja, Bologna anni ’30


A questo piatto si incominciava a pensare intorno a Santa Lucia, i giorni in cui, a quell’epoca, per tradizione e per via della mancanza di frigor, si ammazzava e si "salava" il maiale. Maiale di cui, si sa, non si butta niente. L’attenzione con cui mio suocero "salava" il maiale era nota e molti lo chiamavano, perchè nel suo quadernino  aveva delle dosi così precise di quello che andava nelle salsicce, nelle lonze (coppa) e nei salami (per non parlare del ciausco) che non c’era pericolo che qualcosa si rovinasse nei mesi a venire,  i prosciutti che seguiva lui, non si rovinavano mai e il grasso era di un bel bianco, invitante. Preparava le orecchie, la cotenna e gli zampini in vista del Carnevale, infatti questi erano gli ingredienti principali deli "Ravioli di pane e brodo di maiale" che da secoli erano il piatto caratteristico del martedì grasso.

Si tagliava del pane raffermo in fette sottili e si bagnava col brodo che risultava dalla bollitura di orecchie, zampini e cotenna, si aggiungeva il rosso di un uovo, cannella, noce nmoscata, pepe e poco pecorino. La sfoglia era fatta con farina e acqua con l’aggiunta di poco brodo, poi, venivano bolliti, fatti asciugare e sistemati in una "fiamminga" coperti, strato a strato da abbondante pecorino

Dopo gli anni ’50 si cominciarono a gustare anche i ravioli ripieni di ricotta (di cui ho parlato), ma bolliti anche loro . . . e negli anni ’70, si cominciò a farli fritti . . . poi, si passò a fare quelli con la crema gialla e la storia continua . . . ma la Suocera, finchè ha potuto, ne ha sempre fatti un po’ di quelli di tradizione, perchè, magari uno, ma lo si mangiava tutti, a parte mio cognato che tralascia volentieri quelli dolci a favore di quelli di pane . . . non per niente è lui che adesso ha il quadernino di mio suocero e, sotto Natale, si prepara i suoi prosciutti, salami, lonze e lonzini e per la gioia di grandi e piccini, le salsicce!
 

PS. mio suocero era così ben conosciuto per la sua attività stagionale, che durante il mio fidanzamente e i primi anni del matrimonio, trovavamo sempre qualcuno che dopo le presentazioni mi spiegava come si ricordasse di mio Suocero alle prese con la "salatura" del maiale! E di mia suocera, che faceva la lattara, ma questa . . . è un’altra storia

Una domenica di sole, finalmente

Una domenica di sole, finalmente
Ieri, giornata di sole, il marito ha approfittato per andare lungo il torrente  più su in collina, dove la città si fa campagna e la campagna si fa "selvatico" ed è tornato verso l’ora di pranzo con un fascio di canne, chiamato in soccorso il figlio sono tornati con altri fasci di canne, belle lunghe, pulite e raccolte in fascine, che se fossimo in Offida, domani sarebbero trasformate in v’lurd,

invece qui da noi, come ogni anno, sono state appoggiate al muro più assolato, incatenate, perchè non cadano spezzandosi, staranno lì per un po’, a seccarsi prima di essere usate nell’orto come sostegno per pomodori o altre verdure bisognose di tutori!


Io nel frattempo mi ero preparata per il ritorno del lavoratore e del suo aiutante . . . essendomi rimasta, di tutto il raccolto, una mezza zucca, ho messo in tavola un buonissimo "risotto con zucca e scamorza affumicata", una ricetta facile, e gustosa, che ho trovato su un giornale . . . semplicemente, preparate la zucca cotta, o bollita, o stufata, come vi piace di più



fate a dadini la scamorza

avviate un risotto, nel vostro solito modo,


nel frattempo passate al passaverdura la zucca cotta, (l’acqua della cottura potete usarla per bagnare il riso, insieme al brodo),


e dopo circa 12 minuti, buttate prima il passato di zucca, e in seguito (io la metto quasi alla fine) la scamorza, controllare la cottura del riso, il sale . . . se volete, mantecate col burro e servite in tavola!



Qui da me ha riscosso un grande successo!
Di secondo, visto che c’era il sole, abbiamo guastato la carne di maiale arrosto, sul bracere con poca carbonella e più legna di olivo, rosmarino e allora . . . e sulla brace morente, abbiamo bruscato delle belle fette di pane, condite con l’olio della Sabina, regalo di certi amici nostri!

Frugalismo, nome nuovo per tecniche antiche

Frugalismo, nome nuovo per tecniche antiche

Mi arriva una mail al giorno dal Club Papillon, una "Rassegna stampa golosa", l’altro giorno ho trovato una notizia di quelle che ti fanno riflettere, sul fatto che davvero la storia ha corsi e ricorsi (qui si parla di storia domestica), ecco la notizia:

"Torna di moda la colazione di una volta a pane raffermo e latte. L’idea è venuta al proprietario di uno storico locale di tendenza di Brera, che ha rilanciato la colazione frugale a un euro. La proposta – come ha spiegato lo stesso titolare sulle pagine della Stampa di domenica scorsa – se da un lato voleva essere un aiuto per chi fatica ad arrivare alla quarta settimana, dall’altro è anche un nuovo trend, in linea con quel termine, frugalismo, che è entrato nel New Oxford American Dictionary fra i neologismi più significativi del 2009"

Chi ha qualche anno sulle spalle, si ricorda, come alla mattina, sul tavolo, ci fossero quelle belle scodelle, con tanto latte (caffè, caffè d’orzo o cacao) zucchero e il pane del giorno (o di due giorni) prima, a volte a pezzetti, a volte a fette, sulle quali spalmare la marmellata! Qualche rara volta, i biscotti! A Natale, festa, c’era il Panettone!

Poi, sono arrivate le fette biscottate, le tazze con il manico, porzioni di latte ridotte, tanti tipi di biscotti per tutti i gusti, e i vari preparati al cioccolato.

Adesso, per essere trendy (o per recuperare il pane avanzato) torniamo indietro! Abbiamo questa nuova tendenza, "Frugalismo", che altro non  è che la vecchia e cara abitudine di una volta del "non sprecare" . . . cosa ci proporrà ancora questa nuova corrente di pensiero: passarsi i vestiti fra fratelli; disfare i maglioni vecchi e recuperata la lana, creare coperte o copertine colorate o a pezzi; cucire una gonna da donna, con i pantaloni da uomo (che lui non porta più); ripulire o ripitturare la bici del fratello grande per il piccolo; mettere le toppe ai gomiti scuciti delle giacche;  far risuolare le scarpe, invece che buttarle???
Addio al "consumismo sfrenato" ben arrivato al "frugalismo" che altro non è se non il caro vecchio buon senso delle nonne! Delle mamme! Che in certe famiglie non è mai venuto meno!

Niente di nuovo sotto il sole!

Caro Diario 2 . . . fine/inzio anno!

Caro Diario 2 . . . fine/inzio anno!

Caro Diario,
c
ome saprai, non tutto il mondo festeggia l’inizio d’anno durante lo stesso periodo! Ma è poi così importante???
Per noi italiani, Europei e per una sacco di gente nel mondo (quelli che comunemente vengono chiamati "Occidentali", rispetto a cosa, non l’ho ancora capito!), l’anno ha la scansione di 12 mesi, con inizio al 1° gennaio, a questo ci siamo arrivati gradualmente. Per gli antichi Romani, infatti, l’anno iniziava col mese di Marzo.
Noi, adesso, festeggiamo il primo dell’anno in base al calendario che ci viene dalla riforma di Papa Gregorio XIII, quella, che ad un certo punto, fece addormentare la gente alla sera del 5 ottobre e la fece risvegliare la mattina del 15 ottobre, tutto in una notte! Fu una riforma  approvata dai matematici di tutta l’Europa. Ma, pensa, per questioni di principio, all’inizio fu rifiutata da molti Stati, soppratutto quelli a maggioranza protestante, solo perchè provveniva da Roma, e dal Papa! Così in Germania e nei Paesi Bassi venne adottata soltano nel 1700, in Gran Bretagna addirittura nel 1752, m’immagino che confusione nelle date delle lettere, o per mandarsi gli auguri di compleanno, se, per esempio uno aveva cugini in giro per l’Europa! 

E dopo questa dotta spiegazione del perchè l’altro ieri e ieri tutti si sono dati a festeggiare, con botti, pranzi e brindisi il nuovo anno . . . ti racconto, caro Diario, come abbiamo festeggiato noi, qui, sulla collina che guarda la Costa.
Dopo varie tira e molla, su quanti eravamo alla cena dell’Ultimo giorno del 2008, ci siamo trovati in quattro, padre, madre e i due figli piccoli, abbiamo gustato pochi antipasti semplici, ma gustosi . . . abbiamo abbondato con i primi, addirittura due! Ravioli in brodo e pasta con sugo allo scoglio (che io come tu sai, non amo e perciò, ho lasciato mangiare a loro), una pentolaccia di scampi, da aprire e intingere in una deliziosa salsetta "aurora" (gli scampi, gentilmente offerti dal moroso della figlia grande) e poi, frutta . . . come tradizione di casa, "datteri, crema di mascarpone e noci", ma rivisitata dalla figlia piccola, cioè, invece di star lì e aprire i datteri, metterci la crema, e poi la noce, li ha presentati divisi, come usa adesso! Quando abbiamo finito era ormai un bel po’ tardi, siamo passati al panettone e al fristingo, innaffiati da una bottiglia di buon Moscato naturale d’Asti, (regalo di un carissimo amico-bloger!), il figlio è uscito per unirsi ad un gruppo di amici/amiche e passare la notte a cavallo fra i due anni, in allegra compagnia, noi tre, abbiamo fatto qualche partitella a carte, fino allo scoccare della mezzanotte, e dopo un nuovo brindisi, io sono rimasta a fare la vestale del telefono, e a rassicurare i cani, l’Udmv, e la "bimba" sono saliti di sopra, da dove hanno potuto godersi la vista dei fuochi di tutti i vicini, e quelli della Città sulla Costa! A gratis!

La mattina del 1°, come tradizione famigliare, ha visto arrivare, per un pranzo in compagnia, tutti miei fratelli e famiglie . . . eccoti il menù:
Antipasti:  spuma di prosciutto (dalla Cognata Piccola), crocchette di patate (anche se dovevano essere per il secondo dei bambini . . .), salsicce varie e un po’ di salmone affumicato (da parte della Cognata Grande), insalata russa, preparta da noi!
A seguire, una bella polenta per accompagnare un po’ di zampone e tante lenticchie, ma sopratutto, il brasato . . . a cui tutti, quelli sul tavolo dei grandi, hanno fatto onore!  lo Zampone è stato un po’ snobbato! Vino bianco e rosso a profusione!
Per chiudere, marron glassée (Cognata Grande), salame dolce (Cognata Piccola)  e frutta. Spumante, per i grandi, con i piccoli che ormai, da un po’ avevano disertato la tavola . . . Caffè nelle solite tazzine spaiate, ricordandosi che la Cognata Piccola vuole "quella con i disegni cinesi"

Sai, caro Diario, la prossima festa l’Udmv, ha deciso che serve solo acqua o al più quelle bibite dolciastre  nere o arancioni . . . e con le bollicine, tanto vituperate dal Sig. Bigazzi . . . in quanto, dopo un uso abbastanza moderato delgli alcolici presenti a tavola, si è passati allo spumante, e pian piano al resto! I fratelli maschi, il Cognato e la Cognata Grande, si sono messi a chiacchierare . . . e presto a discutere, sull’uso politicamente corretto di alcune parole, su razzismo, classismo ecc ecc, fino a che, il Cognato non ha preso la chitarra e ha iniziato a cantare la "Genesi" di Guccini . . . pausa, e per tutti un coro . . . poi, (forse, causa sbronza triste) ha continuato con "canzone per un’amica" e a seguire "il bambino nel vento" . . . io cercavo di proporre le amate canzoni deli alpini, ma non demordevano, avanti con "il pescatore" di De André, finchè la Sorella ha proposto: "non possiamo parlare di poitica? Così gli uomini di nuovo si mettono a discutere e la finiamo con queste lagne!" . . . Finalmente hanno capito l’antifona, e il figlio ha recuperato i bonghi e l’armonica, e con la chitarra si sono lanciati in una serie di "musica" inventata, per poi passare alle canzoni da "fuoco di bivacco" . . . quelle degli alpine, sempre scartate!
Un po’ di confusione l’hanno prodota i piccoletti, tutti intenti a "spararsi" addosso con le pistole giocattolo, sono riusciti a smontarle, per cui, pausa per il rimontaggio delle armi (notare che, chi più chi meno i genitori sono per la non violenza, ma i bambini, hanno chiesto espressamente per regalo "una pistola" e sono stati accontentati). E qualche muso lungo, le ragazze, per i ben noti problemi dell’età . . . risolto il tutto con una divisione di spazi, per i maschi la cameretta e il Pc del cugino . . . per le ragazze, un film musicale sul Pc, nella camera della cugina! I grandi sempre, tra un bicchierino e l’altro, in sala . . . tra canzoni e discussioni!
C’è stata una visita lampo della figlia grande, con le immancabili chiacchere con le zie, la foto di rito, per me, di tutti e tre i figli! (sono una mamma italiana, li voglio tutti e tre nel portafoglio), baci e abbracci e poi e riscappata via!
Tra una fette di panettone e l’altra, c’è stata bene una tazza di té, per noi "ragazze", pausa con le canzoni, e gli uomini hanno ripreso a discutere, loro non hanno bevuto il té, loro andavano a Rum . . . e più il Rum scendeva, più le voci si alzavano!!! E siamo arrivati agli argomenti che non bisognerebbe mai toccare intorno ad un tavolo . . . religione (o meglio gerarchie ecclesiastiche) e politica (o meglio, politici)! Quando sembrava che la situazione fosse compromessa, e fosse auspicabile l’intervento dei caschi blu . . . è arrivata una telefonata per il Fratello grande . . . la cui presenza, non disgiunta da quella della consorte e della famiglia era richiesta in un altra festa, una festa tra amici . . . A questo punto, tutti si sono accorti che erano ormai quasi le sette di sera, e raccolti i figli, i cappotti e le borse, sono partiti, lasciando sul campo di battaglia, tutti gli avanzi . . . con la giustificazione che "da domani, sto a dieta" . . . anch’io vorrei essere a dieta, ma, mica posso buttare gli avanzi, bon, la dieta la inizio dopo la Befana, ho calcolato che fino ad allora mi basterà comprare solo pane e latte!

Per le notizie riguardo al Calendario, sono andata a rileggermi il libro omonimo, di Alfredo Cattabiani, un libro molto interessante!

E' Natale . . .

E' Natale . . .

Natale
E’ nato il Bambin Gesù!
E’ nato per tutti noi!
Per tutti gli uomini di buona volontà!

A tutti voi, auguri di Pace e Serenità!

Il bue ha muggito piano, l’asina ha sbatacchiato forte le orecchie.
È stato un applauso di bestie il primo benvenuto al mondo di Ieshu, figlio mio.
Non ho chiamato Iosef. Gli avevo promesso un figlio all’alba ed era ancora notte.
Fino alla prima luce Ieshu è solamente mio.
È solamente mio: voglio cantare una canzone con queste tre parole e basta.
Stanotte qui a Bet Lèhem è solamente mio.

è una citazione da Erri De Luca, In nome della Madre, pagina 66 e seguente.

 

Per il testo, la nascita del figlio di Dio dal punto di vista di Sua Madre, Maria . . . ringrazio DonMario

V Facciamo il presepe . . . Capanna o Grotta?

V Facciamo il presepe . . . Capanna o Grotta?

E quasi ci siamo . . . manca solo dove accoglierla questa Sacra Famiglia . . . nella Capanna o nella Grotta?


La Capanna

 


La Grotta

  


Un po’ di musica per ricreare l’atmosfera

Se volete vedere tutto il presepio (virtuale), dovete andare indietro, in cerca di tutti gli elementi! Qui è l’inizio e poi, qui c’è un po’ di gente . . . altra roba ancora qui e, infine tutti questi pastori

IV Facciamo il presepe . . . Pastori e pecore

IV Facciamo il presepe . . . Pastori e pecore

Logicamente per il resto del Presepe virtuale, guardate gli ultimi post . . . vi metto i link . . . Qui, qua e ancora qua

  

Il pastore e il suo gregge

gregge e pastori tra le colline del Monferrato  (*)


"Giovani o anziani, ti catturano con i loro aneddoti, le loro storie"
Piero il pastore al colle del Nivolè in una piovosa e gelida giornata estiva (*) 

  


"Quante volte ho chiesto: "Ma se ti manca una pecora, te ne accorgi?""

 Titti e Flavio riconducono all’ovile le pecorelle smarrite a Bardonecchia (*)

 
"I miei ovini… mangiate, ovini, mangiate! Chi altri parla alle pecore così?  La pianura… Lui giù soffoca, su in alto sta bene, solo. Ma non sono mai solo, ci sono le mie bestie!"

il Pastore con i suoi cani in alpeggio… colui che ha fatto nascere in me l’amore per questo mondo! (*)

 


"Però ci sono quelle giornate in cui il pastore magari preferirebbe avere un tetto sopra alla testa."

primi giorni di alpeggio a Bardonecchia, nel mese di maggio (*)

 


Questo è  proprio un "Buon Pastore", come viene rappresentato in statuette e quadri . . .

 …l’avevo detto a Titti che quella era proprio una scena da Presepe!!! Il pastore porta a spalle l’agnello zoppo tra i pioppeti lungo il Po nell’Alessandrino (*)

  

Pecore, pecore, pecore . . .da disporre nel Presepe, come meglio credete!

 le pecore vengono condotte alla tosatura in alta Valle di Lanzo (*)

 

Ecco qua i veri protagonisti del mio presepe . . . e pastori e le loro greggi! quando per motivi logistici, di spazio e/o di bambini piccoli piccoli, ero costretta a ridurre il presepe al minimo, c’era la capanna, e la sacra famiglia, l’angelo e un pastore con almeno tre pecorelle!

Oggi, ho "saccheggiato" (ma ce n’erano ancora tante e anche molto belle), il blog di Blogger: blacksheep77 . . . un blog che parla di pastori e di pascolo vagante e che a una come me, che le pecore le vedeva passare davanti casa due volte all’anno e quando succedeva, restava affascinata senza curarsi della puzza, della polvere o degli insetti . . . leggere certe cose, fa scattare qualcosa dentro!

 

(*) Le didascalie in blu, sono dal commento di Blacksheep77,  che le ha scattate . . . 
quelle in arancione:  tra le virgolette sono dal suo blog, le altre sono mie!

III Facciamo il presepe . . . un po' di cose ancora

III Facciamo il presepe . . . un po' di cose ancora

Ecco, il presepio si sta formando, dopo i primi pezzi basilari, e dopo i personaggi che non potevano mancare, oggi un po’ di cose varie, ma importanti!

Oasi del Sahara - Sahara Acacus - Libia

Ed ecco, l’oasi, sullo sfondo . . .
verso il deserto, da dove arriveranno i Re Magi . . .
 

 


Le paperelle nel laghetto, non possono mancare . . .           

                                   

  
 Qualche gallina. . .  
da qualche parte, c’è anche la donna con il grambiule pieno di grano  . . .

 

Castello di Salemi - foto storica
Il Castello, sullo sfondo, c’è sempre . . .

 

Presepe in verina
E qui, c’è da scegliere quello che manca!

 

Per queste immagini ho chiesto aiuto a Google . . . dico grazie a chi le ha messe a disposizione! :-)

Se volete ancora un po’ si atmosfera . . . eccovi la musica: