L’Avvento con Jesse e la sua discendenza . . . l’idea per un Avvento diverso!

Ho letto il post dell’amica “Una penna spuntata”, e ho pensato che sarebbe stata una bella idea per risvegliare questo blog e il mio cervello, in vista del Natale . . . Creare un “Albero di Jesse”.

Ho pensato di accompagnare questo Avvento in quasi “clausura” con le storie dei discendenti di Jesse dai quali, di padre in figlio, attraverso le generazioni, discenderà Gesù stesso.
Devo trovare un alberello o usare l’albero di casa, comunque, un albero di Natale dove poter appendere delle immagini che richiamino la storia che dalla Creazione ha portato alla nascita del Bambino di cui festeggiamo il Compleanno . . . malgrado o grazie il Covid!


Un’occasione anche per fare una cosa diversa per i nipoti (quelli di nonna, ma anche quelli di zia).
Ho guardato quello che che si può guardare dei libri consigliati da Lucia . . . e di uno ho potuto capire (Malgrado sia tutto scritto in inglese) qualcosa.

Particolare dal “Libro della caccia” di Gaston Fébus, inizi XV sec.

Poi, si legge il brano della Bibbia relativo . . . in questo caso:

Genesi 1,1-2,41,1
In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: 12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 26 E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
27 Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
28 Dio li benedisse e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra».
29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.2,1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 2 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. 4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo

Si cerca una figura che illustri il brano o il personaggio:

Cominciamo dall’inizio . . . dalla Genesi . . . dalla Terra

E dietro, ci si metterà una frase, un pensiero, che ci rendano l’idea sull’argomento, poi si farà stampare e plastificare l’immagine, ritagliandola in forma di cerchio (diventeranno “palle ” dell’albero . . .
Per questo argomento: “La Terra”, userà la figura qua sopra, ma prima ci metterò dietro un piccolo testo!

L’ho preso da una canzone scout che mi piace molto: L’acqua, la terra, il cielo


“In Principio la terra Dio creò
con i monti i prati e i suoi color
e il profumo dei suoi fior
che ogni giorno io rivedo intorno a me”







Finisce il “traking” di 3 cose belle . . . poeticamente!

Penso che la domenica sia tutta una giornata “bella” per il solo fatto di esistere . . . permetterci di fare una pausa dalle cose del mondo che viaggiano veloci
Certo, ci sono persone che lavorano anche alla domenica . . . ospedali, caserme, supermercati e CentriCommerciali e persino gli allevatori nelle stalle e i giornalisti (e tutta la truope) nei Tg . . . ma per la stragrande maggioranza della gente, la domenica è riposo dal solito tran tran!

Comunque, oggi le tre cose belle sono state un po’ difficili da trovare (ma questa è un’altra storia), ma, alla fine, scandagliando la giornata tra le situazioni vissute ho trovato qualcosa

1) Ho ascoltato della musica che mi piace . . . quella musica che ti riporta indietro di anni!

2) Mi sono concessa del tempo per un lavoro a maglia . . . che ne ho sempre uno in lavorazione, ma a volte mi aspetta invano nella borsa!

3) Mi sono rilassata in vista della prossima settimana, alla luce delle notizie di ieri sera . . .


Con questo, finiscono i post sulle 3 cose belle di cui parla Burabacio . . . continuerò a vedere il bello e il buono anche nelle giornate nere, ma non voglio annoiarvi oltre con i miei piccoli raggi di sole . . .
Condivido con voi una parte della mia filosofia . . . trovare la gioia non è una cosa difficile, come per la felicità, basta solo saper osservare intorno a noi e dentro di noi

Ecco cosa ne scrive Trilussa, noto poeta romano, famoso per i suoi versi in dialetto romanesco

Felicità

C’è un’ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.

Trilussa”



3 cose belle anche di sabato . . .

Il sabato è già di per se una cosa bella . . . ma vedo di scansionare la giornata per trovare le 3 cose belle che Burabacio consiglia di trovare ogni giorno (e che io ho cercato di raccontare in questo blog).

Andiamo a cominciare:

1) il sabato, anche se non lavoro più da anni, ha sempre quel fascino da ” Questo di sette è il piú gradito giorno, pien di speme e di gioia” (“Il sabato del villaggio” di Leopardi)

2) La visita del Figlio con i figli . . . mascherine, giochi all’aperto, distanze e tante risate, affetto e chiacchiere . . .

3) Essendo sabato . . . PIZZA!!! Ed è subito allegria!

Ci si sente domani, ultimo giorno di questo racconto a puntate!

3 anche oggi . . . Prosegue il tracciamento della gioia

Oggi è stata una giornata divisa a metà: il mattino è stato molto freddo e piovoso e chi doveva uscire, è uscito con felpa e giubbino, verso le 12 è uscito il sole e per le 13 e qualcosa, al rientro da scuola, MyLord stava solo con la polo perché il sole scaldava bene . . .

Già quello è stato motivo di gioia! Non sopporto bene il freddo e ancor meno il tempo umido e grigio . . . se devo sopportare il freddo, che almeno il cielo sia azzurro.
(Domanda per Lui, lassù: non si potrebbe far piovere solo nelle ore notturne? Chiedo per un’amica)


Passiamo a tenere traccia delle 3 cose belle che sono successe oggi, come consiglia Burabacio

1) MyLord e io abbiamo passato il pomeriggio senza troppi contrasti, facendo i compiti, lui e lavorando a maglia, io . . . mi ha detto: “Nonna, ti sei accorta che stiamo studiando senza nemmeno bisogno che tu mi continui a borbottare?”

2) Tutto il pomeriggio permeato dall’emozione della vigilia . . . domani è il compleanno di MyLord . . . “Mamma!” . . . “Nonna!” . . . è tutto un continuo chiedere dei festeggiamenti, dei ricordi . . . chissà come sarà domani?

3) E poi una divertente chat, differita, con la FigliaPiccola . . . differita, perché io scrivo quando mi ricordo qualcosa e lei mi risponde solo se ha tempo . . . “Io lavoro!”

Sono piccole gioie, quotidiane, di una signora di altri tempi!

Tracking o Challenge . . . ma devono essere 3

E anche il 14 di ottobre, mercoledì, sta finendo . . .
Continua il Tracking proposto da Burabacio
, oggi trovare 3 cose è forse un po’ difficile . . .
il freddo e la pioggia mi rendono più propensa a vedere il lato “grigio” della vita!

Proviamo a riflettere . . .


1) Stamattina ho cucinato come non mi capitava da un po’ (i problemi di avere in casa una cuoca diplomata durante il lockdown e l’estate), cucinare mi rende felice specialmente se quello che cucino mi piace e se poi quello che cucino viene “bene” sono ancora più contenta.

2) Ho passato più di un’ora ( il tempo che l’Uomodellamiavita ha passato a guardare la partita ) a setacciare un blog di maglia e uncinetto, dove avevo visto una coperta all’uncinetto. Sarà stato il freddo di oggi? Sarà stato il fatto che ho aperto l’armadio dei filati che tengo in cantina e ho pensato che ho troppi rimasugli di lana? Non so, ma m’è venuta voglia di un progetto di grande respiro (un ammazza tempo) tipo le coperte della nonna . . . anche questa attività, visto le mille idee belle e colorate, mi ha dato gioia!

3) Figlia Grande, al lavoro è rimasta chiusa in un montacarichi bloccato . . . si sono fatti tutti in quattro per aiutarla e l’hanno tirata fuori. Una signora, che nemmeno la conosceva, è rimasta vicina alla porta bloccata, le ha parlato per tutto il tempo, mantenendola calma quando si è accorta che era molto agitata . . . ci sono ancora persone speciali, angeli senza le ali. Quando l’ho saputo, è stata grande la mia gioia!

Infine, le solite chat da nonne, quella con la famiglia dove abbondano le foto dei nipotini, quella con le altre nonne o con le “ragazze” giovani e meno giovani con la passione dei lavori fatti a mano, con amore, per i nostri cari . . .
So di essere scontata e monotona, ma per una come me, le “cose belle” sono davvero facili da trovare . . .

Giornata grigia . . . 3 cose belle comunque!

E anche oggi, malgrado la giornata grigia e piovosa, sono riuscita a ritagliarmi il tempo di pensare alle tre cose belle (anche se sarebbero di più, forse, ne scelgo tre)
Vi ricordo che si tratta di una “sfida” contro la lamentazione quotidiana che, secondo Burabacio, diventa una “profezia che si autoavvera” o se preferite un momento di riflessione sugli accadimenti della giornata da cui trovare la “Bellezza” che ci aiuta a sentirci più gioiosi!

Comunque la vogliate prendere, bando alle ciance e vado a cominciare:

1) Oggi è l’Onomastico di MyLord (già PiccoloLord), per cui, una delle cose belle di questa giornata, compreso la torta . . . con noi che gli facevamo gli auguri di Buon Onomastico e lui che insisteva nel dire che non dovevamo farli!

2) Dal punto primo, deriva il secondo: essendo il suo Onomastico, ha scelto lui il menù di mezzogiorno . . . a parte il NonnoPapà che è super tradizionalista ( per tanto e sopratutto per quello che riguarda il cibo), abbiamo gustato degli ottimi ravioli cinesi (o giapponesi?) e poi, sushi, bocconcini ben scelti da FigliaGrande! Gustoso!

3) Un’altra cosa che mi ha riempito il cuore di emozioni gioiose è stato trovare sul telefonino la foto di mia cugina con in braccio la sua nipotina (nata qualche giorno fa) e, in un’altra foto, sempre mia cugina con in braccio la nipotina di mio cugino (nata qualche settimana fa) . . . Un grazie, di cuore, alle tecnologie moderne!

A domani . . .

Ricomincio da 3 . . . “cose belle”

Qualcosa di bello, in questi tempi così travagliati, ci serve . . . quando ho visto l’articolo di Burabacio, ho capito che serviva al doppio scopo: uno per obbligarmi a notare le cose belle che mi capitano e rimangono (a volte) coperte da mille impegni, notizie brutte, accadimenti che ci intristiscono e l’altro per avere l’imput (una volta si sarebbe detto “lo sprone”) per ricominciare a scrivere . . .

Ecco le tre cose del Lunedì 12 ottobre 2020
1) Ho ricominciato a leggere un libro cartaceo, un libro che avevo già letto anni fa e ci ho ritrovato la stessa emozione. Il libro è grosso, l’ho richiesto a chi l’aveva da anni, storico: quasi un saggio, ma così ben raccontato da lasciarlo solo per stanchezza . . . Si intitola “Sarum”, se qualcuno lo volesse cercare . . . Qui, trovate una bella recensione!

2) Ho finito il davanti di un maglioncino per MyLord. non è ancora finito, ma ci manca poco . . .
È un maglione che era stato proposto in un gruppo di “magliaie”, dicevano che era un modello di una “firma” importante (era presentato così : “Questo maglione di cachemire di Hermès costa 5400 dollari
“) . . . con l’aiuto di alcune amiche virtuali sono riuscita a capire come dovevo farlo e sono contenta del risultato. Domani inizio le maniche!

3) Ho fatto una bella telefonata con una amica virtual/reale. Peccato che un po’ il SarsCov19, un po’ gli impegni di tutte e due, non riesco ad andare a trovarla, ma anche solo per telefono e tramite i social siamo riuscite a parlare di tante cose e di una in particolare . . . un lavoro di ricamo “mano-macchina” di cui Antonella è una maestra!
Qui, il suo blog . . . un po’ trascurato, ma se volete potete trovare la pagina su Fb





Ps. con questo nuovo sistema, non so come mettere le foto . . . ci devo studiare un attimo!

Fiordicactus ai tempi del Coronavirus

Questa emergenza Corona Virus mi sta stressando . . . ascolto il luminare del Riza psicosomatica come ascolto gli oroscopi
Ho deciso di mettermi a scrivere qualche post, per scaricare l’ansia e per mantenere memoria di questi tempi apocalittici e, diciamocelo, storici . . . anche se adesso non ce ne accorgiamo, i nostri nipoti (bis o tris nipoti) potrebbero studiare questa epidemia/pandemia come noi abbiamo sentito parlare della “Peste  del ‘600” dal Manzoni e della “Spagnola”

Questi virus (Coronavirus) sono presenti sulla Terra da tempo immemore, visto che sono responsabili dei raffreddori . . . non vi ricordate gli inverni a letto con l’influenza? Erano “Coronavirus” . . . l’influenza “Hong Kong” o “L’Asiatica” hanno messo a terra l’Italia, era Coronavirus anche quello che ha dato avvio alla “SARS”
Anche quella di quest’anno è passata dagli animali all’uomo ed è più “cattiva”, supereremo anche questa! Lo voglio credere!

Avrei voluto tenere un diario, ma la vita di questi giorni mi hanno travolto . . . e i pensieri, le telefonate, la spesa, il medico, la farmacia . . . la scuola on line che si trasforma in home scooling!
Anche Fb e WA mi hanno tenuto lontana dal Pc . . . in quei social, bastano poche parole, qualche link e una faccina per raccontare, qui riesco a tirar fuori anche quello che c’è sotto le spine e la scorza dura . .  .

Per cui, oggi, che è stata dichiarata la Pandemia, Proprio oggi, in cui il nostro Primo Ministro ha deciso che anche le attività produttive devono restare chiuse, sento di dover cominciare a riprendere a scrivere sul mio diario . . . un po’ quello che succederà o quello che penserò, un po’ quello che ho pensato e che è successo nei giorni passati

A presto!

 

Di Lurker e Lurkering Day

In poche (sich!) parole, vi spiego cos’è un “Lurker

Secondo Wikipedia: “Il lurker è un soggetto che partecipa a una comunità virtuale (una mailing list, un newsgroup, un forum, un blog, una chat) leggendo e seguendo le attività e i messaggi, senza però scrivere o inviarne di propri, non rendendo palese la propria presenza, o perché non lo reputa necessario, o perché non lo desidera.”


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Teniamo presente che “Il termine lurker non ha connotazioni negative, non significa infatti “spiare”, anzi, la netiquette richiederebbe tra i suoi passi proprio un periodo di lurking, ascoltare senza parlare prima di iniziare a parlare,[2] un periodo di osservazione allo scopo di farsi un’idea di quali siano “le regole della casa”, quali siano gli argomenti e in che modo vengono trattati.”

Mammillaria-22un-pico22Quindi, adesso che lo sappiamo, vi spiego cosa mi ha portato a questo post . . . so di poter contare su un giro di amici di lunga data e su qualcuno nuovo, vedo che ci sono 98 followes, che ringrazio. Ho scoperto anche di avere una discreta massa di commenti spammosi . . . Avendo io una propensione alla chiacchiera e non al monologo, mi piacerebbe tornare ai bei giorni dei blog con tanti commenti, simpatici e ironici, personali e spiritosi sotto i post . . . è chiedere troppo, contro il logorio della vita moderna, un po’ di chiacchiere rilassanti nel salotto virtuale che è questo piccolo blog.

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Allora ho pensato che da oggi a lunedì, festeggerò il Delurking Day. Ovvero un fine settimana dove chiedo ai lurker di questo blog di palesarsi almeno una volta nei commenti.
Quindi, ecco l’appello del Delurking Day da parte della vostra Fiordicactus (nickname spiegato bene qua):
1. voi accaniti lettori che non avete mai commentato su questo blog
2. voi, lettori occasionali, che siete capitati qua per caso seguendo una ricerca che non c’entra niente con quello che avete trovato
3. voi, che passate ogni tanto e non avete mai pensato di lasciare un commento su questo blog
3. voi, che leggete questo blog e vi trovate qualche affinità con la sottoscritta
4. voi, che leggete da anni e pensavate che avessi deciso di lasciar perdere
5. voi, a cui di questo blog non importa niente, e lo vorreste dire . . . sempre con frasi gentili

Io son qua, vi aspetto e risponderò a ognuno di voi!!! ❤

Licenziata in tronco . . . e adesso?

E adesso dovrò reinventarmi i pomeriggi! Va a finire che trovo il tempo di fare una passeggiata! Magari persino di finire centrini e sciarpe che ho da parte da qualche tempo! 

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Come ricorderete, PiccoloLord è seguito dalla sottoscritta fin da quando era piccolino (magari solo per un certo periodo di tempo giornaliero): ci siamo fatti tanti giochi insieme; abbiamo cominciato con i giochi “intelligenti”; con i cartoni visti insieme, nel lettone quando insieme eravamo influenzati; abbiamo appreso l’ABC della lingua italiana (chiamati “fonemi), e insieme abbiamo mosso i primi passi nel magico mondo dell’aritmetica/matematica.

 



Fin’ora abbiamo esplorato la geografia, da quella della sala all’Italia Centrale, abbiamo studiato la storia del mondo partendo dal BigBang fino ai Greci e alle varie popolazioni italiche e che dire di Scienze, di cui abbiamo esplorato ogni “mondo” fino al corpo umano (era solo l’altro giorno che stavamo ripetendo i nomi delle ossa e le toccavamo sul nostro corpo)! 

E ieri, dopo una settimana che manifestava un suo fastidio, un nervosismo alle mie interferenze o alle mie “ripetizioni” su qualche errore . . . Ieri, dicevo, mi ha detto:
“Oggi faccio da solo, tu non stare qua a guardarmi e non mi dire niente!”
Dopo un lasso di tempo neanche troppo lungo, mi ha chiamato e facendomi vedere il quaderno di matematica dove aveva appena finito di eseguire equivalenze ed operazioni, mi fa:
“To, guardaci, dimmi solo se va bene tutto o se ci sono degli errori, ma non mi dire quali sono gli errori . . . !”

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Il mio cuore di “nonna istitutrice” è un colpo basso, pensavo di essere “impegnata” almeno fino a giugno.
Il mio cuore di “nonna” è felice che sia arrivato a questa decisione, perché dall’inizio dell’anno mi ero accorta che era quasi pronto per volare da solo, non c’era più bisogno di ricordargli che era ora di fare i compiti: si sedeva con i libri, i quaderni, l’astuccio e il diario . . . e mi diceva: “Dai nonna, prendi i fogli di brutta, facciamo i compiti . . . “

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Mi ha concesso di aiutarlo, quando LUI si renderà conto che qualche compito potrebbe essere difficile! E per la prossima ricerca di Geografia, sono stata riassunta (a progetto).

Buon lavoro, PiccoloLord . . . anzi, da oggi: Milord, perché, mi ha spiegato che lui non è più piccolo (ma questa, come direbbe Kipling, è un’altra storia!)

2020 un anno nuovo nuovo

Inizio d’anno: promesse, buoni propositi  . . .
Inizio d’anno: tante cose da raccontare e tante cose da dimenticare . . .
Inizio d’anno: quante cose succederanno in questo 2020?

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Per ora, per questi 9 giorni, mi posso lamentare del gran freddo che si accompagna a bellissime giornate di sole!

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Buoni Propositi ce ne sono, ma metterli qua, nero su bianco, mi pare ridicolo: sono quelli di sempre, buoni propositi che restano lettera morta dopo poche settimane.
Per cui, niente scritto, mi impegno con me stessa e cerco di seguire consigli semplici  con lo scopo di migliorare mente e corpo . . . poi vediamo

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Le cose da raccontare, riguardano presente, passato e passato remoto, ma vorrei aggiungere anche un bel po’ di futuro . . . anche su questo ci sto lavorando e se purtroppo non dipende tutto da me, cercherò di far buon viso a cattivo gioco e trarre il meglio dalle situazioni che si presenteranno man mano

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Come credo di aver già detto, non sono tipo da diari, ma mi spiacerebbe lasciare questo diario “che risponde” (a volte) e che mi accompagna da anni . . . per cui, tra i buoni propositi, metterò anche quello di aggiornare il blog, come un diario giornaliero! 

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La famiglia cresce, le persone invecchiano, i giorni si ammucchiano e, siamo già alla seconda settimana dell’anno nuovo, per cui, bando alle ciance e andiamo a fare qualcosa, che poi vi racconto!  

 

 

Nipote e croissant

Metti un pomeriggio,
compiti impegnativi per PiccoloLord
mamma impegnata fuori casa
Nonna che non vuole vederlo col videogioco in mano
La promessa di qualcosa di “speciale” da fare dopo i compiti

Metti che nel giornalino del supermercato
ci sia la pagina dei bambini
con una ricetta facile
tutti gli ingredienti presenti in casa . . .

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PiccoloLord abbastanza interessato a
preparare un dolce per la cena
e si comincia . . .

1 – srotolare la pasta sfoglia
2 – coprire di zucchero al velo (noi, semolato)

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3 – tagliare a spicchi
(facile per uno che “gioca” felicemente con le frazioni e gli angoli)

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4 – sistemare alla base degli spicchi
marmellata o crema alla nocciola
(per accontentare i gusti di tutti)

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5 – arrotolare e dare la forma della mezzaluna
6 – spolverare di altro zucchero
(l’animo artistico/romantico del nipote si scatena )

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spolveriamo di cacao . . .
per distinguere i ripieni
(la nonna, non ha spirito artistico)

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7 – infiliamo in forno e facciamo cuocere a 200°
(PiccoloLord ci va cauto . . . non vuole scottarsi)

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8 – toglierli dal forno, dopo circa 30 min

Attenzione che finiscono in fretta,
tra provare la cottura, il sapore, la fragranza

La mamma, il Nonno e il NonnoPapà hanno molto gradito
PiccoloLord e la Nonna hanno messo da parte la ricetta . . . per la prossima volta

Pazza Sanità

Non voglio lamentarmi della Sanità

Vorrei solo raccontare un fatterello che dimostra come la Sanità sia diventata una cosa pazzerella . . .

Sanità: una corsia degli Ospedali Riuniti di Torrette con una barella nel corridoio

Per i problemi di salute del NonnoPapà, il caroDottorediBase mi compila quasi sempre delle impegnative “a tambur battente” (in burocratese: “U” come Urgente).
Ultimamente, visto che il NonnoPapà è stato ricoverato al ProntoSoccorso, i medici del quale gli hanno consigliato di fare un “Holter” (o elettrocardiogramma dinamico completo secondo Holter)  é un esame che permette di registrare e  memorizzare tutti i battiti del cuore, di solito per un periodo di 24 ore.), mi sono ritrovata con una di queste impegnative con la “U” . . . io da brava figlia/casalinga/badante prendo il telefono, compongo il numero verde del CUP (Centro Unico Prenotazioni) che nella Regione multipla è “regionale” . . . dopo essere partita dalla posizione 244, aver risalito faticosamente i numeri fino all’agognato 1 che ti da diritto di parlare con l’Operatore n° . . . dopo aver sillabato esattamente i dati anagrafici e i numeri del codice a barre, la signora di là del filo, con una voce gentile e sorridente mi spara la destinazione che ci potrebbe ricevere di lì a 2 giorni . . . a Fano.

Fano è a 136 Km dalla Città sulla Costa e io, gentilmente, ho rifiutato

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Sono stata invitata a ritelefonare il giorno dopo, presto (pare che le prenotazioni con la U di Urgente siano molte, ma i posti pochi) per vedere di trovare un Ospedale vicino casa che si prestasse all’opera.

Giorno nuovo, nuova telefonata e (sempre dopo essermi sciroppata almeno 25 minuti di musichette e annunci vari (sia ringraziato Dio per il tasto “vivavoce”) riesvo a parlare, ma, non ci crederete, non ci sono più “finestre” libere . . . mi dicono che c’è un nuovo servizio, mi mettono in una lista di attesa (così l’ho capita io) e, senza più telefonare io, verrò avvisata quando ci sarà un posto da qualche parte, negli Ospedali della Regione! Ok, accetto e metto giù!

Dopo 2 giorni telefona una gentile signora che, mi dice, è lì per risolvere il mio problema . . . i posti liberi, ci sono, tra una settimana in Ancona o a Fermo

Mumble! Mumble! Ci penso un po’, i viaggi saranno almeno 2 (uno per mettere l’apparecchio e uno per toglierlo), scoprirò che tocca tornare “dopo 15 giorni lavorativi” per la risposta che non può essere inviata con mail e nemmeno per posta . . . scelgo Fermo, a soli 34 Km

Per fortuna abbiamo un’auto a gas . . .

depositphotos_77455976-stock-photo-family-traveling-in-carAssurdo che abitando in una cittadina con un bel grande Ospedale e due cliniche, si debba “espatriare” nella provincia limitrofa . . .
Sicuramente, mi lamento di niente, ci saranno situazioni più catastrofiche . . .

Solo a a me sembra che la Sanità dovrebbe essere aiutata (dalla politica?) ad essere più vicina ai malati, specialmente se anziani con la salute traballante, che non debbano sottoporsi a trasferte!

Tu quanto vali?

Ricomincio da una domanda . . . trovata in un blog che mi piace!

Secondo una psicologa che conosco io mi valuto parecchio
Da quello che mi risulta, ogni tanto non vengo valutata per quello che merito
Ma come fare a valutare realmente quanto una persona vale??? Dipende dalla domanda e dall’offerta come per i bene di consumo???

Tu quanto vali?

Questa è una domanda SCOMODA ma le domande che ci fanno bene sono quelle che non ci permettono di sederci comodi ma ci lasciano un po’ sulle spine.

Sai darti VALORE?

Se c’è una cosa che ho capito analizzando la mia storia e riflettendo sulle storie di tante donne è che il genere femminile ha enormi problemi di autostima.
Non voglio analizzare le cause che portano così spesso le donne a valutarsi poco, come veniamo cresciute è uno dei tanti fattori ma anche la società patriarcale non scherza.
Se chiudo gli occhi sento ancora le parole: “sei solo una femmina”.

Ma ora ci fermeremo solo a questa considerazione: MOLTO SPESSO LE DONNE NON SI ATTRIBUISCONO VALORE ed è per questa ragione che che accantonano i loro sogni più facilmente, che quando hanno tanti impegni e figli piccoli rinunciano ad andare dal dottore o a fare le analisi, si accontentano…

View original post 390 altre parole

Scusate l’interruzione . . . Rimprenderò a scrivere più presto possibile!

Ci sono momenti nella vita in cui è difficile esprimersi a parole
Ci sono quei momenti nella vita in cui cerchi solo il silenzio dentro di te
Ci sono momenti nella vita in cui avresti tante parole da dire e sarebbero parole slegate, urlate
Ci sono quei momenti nella vita in cui preferisci non dire, piuttosto che dire troppo e/o in modo sbagliato

 

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Ci sono momenti in cui vorresti scrivere e scrivere, ma poi non scrivi . . . Ci sono quei momenti in cui vorresti avere la connessione, ma per varie ragioni hai staccato il filo che connette Internet . . . 

Ci sono momenti che devi ricordarti che, come diceva “Lei” . . . “La vita può essere selvaggiamente tragica delle volte, e ne ho avuto la mia parte. Ma qualunque cosa ti accada, devi mantenere una leggera attitudine comica. In ultima analisi, non devi dimenticare di ridere.” (Katharine Hepburn)

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Ci sono momenti nella vita in cui è difficile mantenere tutto il giorno un sorriso
Ci sono quei momenti nella vita in cui il sorriso c’è, ma i pensieri sono cupi

Quaresima 2019

Deserto

Deserto,
parola svuotata
impoverita e paurosa
impietrita strada
di soffocante silenzio
Deserto, strada polverosa
piccola traiettoria
di viandanti affaticati
che cercano oasi
per soddisfare
la sete bruciante
di camminatori
in cerca di meta

Deserto, di popolo
in cammino
Quaresima di pace
invocata e amata
esodo di deserto
meta pasquale da Gesù di Nazaret
che dona la vita
piena e colma
di gioia perenne

 don Virginio Colmegna 

 

Quaresima 1

Mercoledì delle Ceneri – 2019

Oggi, mercoledì delle Ceneri,  nella Chiesa cattolica di rito romano e in molte Chiese protestanti, ci si mette in cammino verso la Pasqua. (i fratelli di rito Ambrosiano, iniziano domenica)
È come un nuovo Capodanno, è un nuovo inizio, un cambiamento . . . o almeno, così dovrebbe essere. Oggi, a chi crede e va in chiesa, verrà posto sul capo un pizzico di cenere. Verrà pronunciata una piccola frase: “Convertiti e credi al Vangelo”.
Oggi è un giorno particolare anche in cucina (sempre per chi crede e “pratica”), tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l’astinenza dalle carni.

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Ora, siccome io non sono teologa o nemmeno catechista, vi lascio con alcune riflessioni di una che ne sa più di me!  

Il tema scelto da Papa Francesco per il tempo liturgico che iniziamo a vivere da oggi, è: “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” (Rm 8,19). In Terris, ne ha parlato con Suor Roberta Vinerba, teologa e prima donna a guidare l’Istituto superiore di scienze religiose (Issra) di Assisi, collegato alla Pontificia università lateranense.

Qual è il significato biblico delle Ceneri?
“La teologia biblica rivela un duplice significato dell’uso delle ceneri. Prima di tutto rappresentano la fragilità, la precarietà, dell’uomo: Abramo rivolgendosi a Dio dice: ‘Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere…’ (Gen 18,27). Questo non vuol dire però che Dio ci abbia creati manchevoli in qualcosa. E’ proprio la nostra condizione di creatura a renderci indigenti perché la vita la riceviamo in dono. Noi siamo creature amate che tutto ricevono e che su questa Terra sperimentano la propria condizione di precarietà. Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: ‘I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere’ (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: ‘Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore’ (Gdt 4,11).

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Che cosa rappresentano oggi?
“Oggi più che mai abbiamo bisogno di ‘qualcuno’ che ci ricordi che siamo cenere e cenere torneremo. L’uomo infatti nonostante i progressi della scienza, della tecnologia, resta sempre una creatura precaria, debole. Pertanto le ceneri sono una memoria che parla alla nostra superbia ogni volta che ci sentiamo onnipotenti e pensiamo di essere noi stessi gli autori della nostra vita. Ma anche un invito a rendere il nostro tempo pieno d’amore, proprio perché essendo così effimero, non sappiamo quando finirà”.

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“La cenere ci bruci sul capo, come fosse appena uscita dal cratere di un vulcano. Per spegnerne l’ardore, mettiamoci alla ricerca dell’acqua da versare… sui piedi degli altri”, scriveva don Tonino Bello in una riflessione sulla Quaresima, inquadrando ogni azione di questo tempo nella cornice di due segni, la cenere e l’acqua: due tra le infinite immagini che si accavallano e rincorrono in tanti componimenti poetici dedicati al tempo dei quaranta giorni: il deserto, la strada, il viandante, la croce e la prova, il calvario e la sete, la preghiera e la purificazione.” 

Sì viaggiare . . . due film in una settimana

Due film in una settimana, è da un po’ che non si andava al cinema e così, abbiamo esagerato!

Un film l’ho visto con la FigliaGrande e l’altro con la FigliaGrande e con il NonnoPapà (due dei tre che in famiglia hanno la stessa “malattia”, andare a vedere i film il giorno stesso che escono) anche se, NonnoPapà, ultimamente, ha dovuto accontentarsi di quello che passa la Tv o i nuovi “cinema” digitali.
I due film che abbiamo visto sono Green Book e Il corriere – The Mule”. Grandi attori al lavoro!  

In effetti, il primo mi interessava per l’attore, uno dei miei preferiti di questi ultimi anni: Viggo Mortesen, ma anche per la storia e per il periodo in cui si svolge. L’argomento per me, all’epoca, era materia per dibattiti alle ultime due ore del sabato a scuola (ore di “Lettere” o, per meglio dire: ore di “Attualità”), alla fine degli anni ’60
M’è piaciuto per come la storia è narrata, con mano leggera, senza far vedere chissà che, cose solo accennate. La grande differenza tra il buttafuori italo americano e il pianista afroamericano . . . Davvero due bravissimi artisti (la loro recitazione non ha colpito solo me, visto che il film e uno dei due attori hanno preso l’Oscar). Ho letto anche le critiche della famiglia dell’artista, che hanno disconosciuto tutta la faccenda . . . be’, signori, se non è la pura verità, comunque è un bel acconto verosimile.
M’è piaciuto conoscere più da vicino la realtà degli Stati Uniti, i grandi panorami, le piccole cittadine, gli sceriffi un po’ ignoranti e molto razzisti. La differenza tra la “meschinità” dei ricchi signori del profondo sud e la “signorilità” cosmopolita del pianista afroamericano. Lo straniamento del suo autista newyorchese nel vedere nuove realtà mai immaginate . . . senza scordarci dei siparietti del momento in cui il compositore fa da “segretario galante” al rozzo autista/solving problem nell’aiutarlo a scrivere lettere un po’ più romantiche alla moglie che è a casa da sola con i bambini. Finisce con un pranzo di Natale tutti assieme, la famiglia dell’autista e il pianista che dalla sua famiglia si è allontanato . . . un bel finale alla “Frank Capra”!  

L’altro, con l’attore preferito dal NonnoPapà (dopo l’inarrivabile John Wayne), gli ha dato un’idea per incrementare la pensione, come a tutti gli altri 8 pensionati che stavano con noi nella sala . . . FigliaGrande, per fortuna abbassava la media dell’età!
Anche in questo film grandi panorami statunitensi, piccole cittadine, sceriffi con nuovi pregiudizi (visto che sono passati almeno 35/40 anni dalla storia narrata nell’altro film), narcotrafficanti con atteggiamenti alla “Capitan Fracassa” . . . la famiglia è sfasciata e il padre, si farà perdonare solo quando la moglie (ex moglie?) muore, ma questo riavvicinamento alla famiglia è causa di un pestaggio da parte dei suo “sorveglianti” che sono interessati solo ai soldi della droga, per fortuna arrivano i nostri ed arrestano tutti: cattivi cattivi e cattivi pro tempore   . . . il finale è quello che ci si aspetta da uno tutto di un pezzo come Clint Estwood,  invece di appellarsi alla sua età, alla sua ignoranza su quello che trasportava o sul bisogno di soldi che lo muoveva, alla sua venerabile età, si dichiara colpevole e si fa i suoi anni di carcere tornando a coltivare lillium!

La Morte ai tempi del Web

Post ad alto tasso di tristezza . . . ma quando certe parole bussano, devo aprire il cuore e farle uscire . . . Meno ironia del solito! 

Tutto è cominciato a . . . (No!)
Tutto è cominciato con . . . (No!)
Tutto è cominciato quando . . . (No! Nemmeno questo va bene!) . . .  ci sono tanti inizi in questa storia!

Ma per quello che riguarda il web parte da una foto su Facebook . . . era poco prima di ferragosto, tutti mettevano quelle foto in cui si vede un bellissimo panorama di sfondo e, in primo piano, parte di un paio di gambe con i piedi in bella vista, quella mattina appare la foto di un paio di gambe, due piedi e la testiera di un letto, riconoscibilmente un letto di ospedale . . .

Da lì, tutti gli amici e il parentado ha saputo che quest’uomo era in Ospedale . . . e son partiti i messaggi, le telefonate, le richieste di informazioni. I “come?” I “quando?” I “perché?”

A questo punto c’è stato un ripensamento da parte del malato, non voleva che i suoi problemi di salute fossero proclamati “urbi et orbi” . . . ma ormai la faccenda era sfuggita di mano, come si sa, il web non dimentica, anzi! Continuavano a scrivere e telefonare, parenti e amici da vicino e da lontano. Qualcuno voleva venire in visita. Stoppati tutti in attesa di notizie e/o tempi migliori.

Ma, possono esserci tempi migliori in una malattia che prima è stata confusa con altre e poi, dopo mesi, è stata “confermata” come una delle peggiori che possono colpire un uomo, maschio, over 50 e con un cervello?

E per un mesetto circa, si continuava a scrivere, leggere e telefonare con lui (oltre che ad andare a trovarlo). E lui che scrive, legge e telefona (e chiacchierava quando era orario di visite) . . . sempre in attesa del responso risolutivo, di quella manciata di medicine che si pensava dovesse prendere e di un ritorno a casa da tutti auspicato.

Invece la storia prosegue con medici che si scambiano mail e allegati, per velocizzare i tempi.
Con altri che, invece, hanno bisogno di spedire pacchetti da una regione all’altra e in fretta, per cui bisogna trovare un’autista, una persona di famiglia che firmi plichi di carte, una giornata di viaggio veloce, per poi scoprire che il luminare che si sperava controllasse al volo questi pacchetti non c’era, ma dal suo laboratorio avrebbero mandato presto delle mail . . . e di nuovo, allegati su allegati.
Con medici che dicono, tranquilli: “non c’è niente, non capisco!” E tutti di nuovo a scrivere e telefonare,  con il cuore combattuto tra speranze e paure.

Cambi di ospedale, seguendo i consigli dei medici o “contro il parere dei medici” . . .
Imparare nuove strade, percorrere corridoi sconosciuti, leggere messaggi che paiono codici: “P 4° dx 105”.
Sfruttare quell’oretta di “visita”, per poter vedere di persona i miglioramenti o i peggioramenti di cui ti hanno parlato o scritto. Per confondere gli uni con gli altri perché la speranza ci confonde la mente . . .

Corridoi di Ospedali percorsi con passi nervosi, ascoltando i pareri e i consigli, rispondendo gentilmente a medici e infermieri che ti guardano con faccia mesta . . . col telefono sempre in mano tra telefonate e messaggi in arrivo o in partenza. . .
Corridoi di Ospedali, che si riempiono di passi lenti, per digerire le notizie frammentarie e oscure che riesci a capire a malapena, i medici si trincerano dietro a parole tecniche, costruite con lingue antiche e morte . . . grazie o purtroppo, con Google ci vengono spiegate nei minimi particolari le possibili conseguenze . . . 
Corridoi di Ospedale con le suonerie dei telefonini tenute basse, con gente che, all’improvviso si allontana e parla sussurrando, piangendo, imprecando (ognuno reagisce al momento a modo suo) . . .

Momenti di rabbia e sconforto, quando ormai la malattia è “certificata” dalla biopsia, anche se ormai “a occhio” avevamo capito tutti che era grave . . . messaggi, tanti messaggi, perché la voce è incrinata. Quanta gente da informare: “Io avviso questo e quest’altro, tu quella e quell’altra . . .” ognuno secondo la maggior confidenza. Fino a quando si arriva al punto che: “No, non voglio parlare più con nessuno, pensaci tu”

Pianti nascosti perché c’è ancora un po’ di pudore a dire a qualcuno tutta la cruda verità.
E lui che scivola pian piano nell’incoscienza . . . molto lentamente verso la fine.

Sfogarsi con qualcuno di completamente esterno alla famiglia (sì, l’ho fatto e ora lo confesso), quando il magone rischia di sommergerti. Scrivere a qualche amicizia “virtuale”, sentirsi avvolta da abbracci “virtuali” che sono reali, senti che tutti quelli che ti scrivono sono sinceri (d’altra parte, chi non ha avuto a che fare con la malattia, la morte, il dolore), ti capiscono e ti sono vicini.

Messaggi che attraversano monti, mari e oceani . . . messaggi che cercano di raccontare la sua vita che se ne va, senza essere brutale, per non ferire troppo chi li riceverà e intanto, intorno, la vita che continua: gli impegni del quotidiano che ti prendono. Messaggi che parlano di altri morti, di bebè in arrivo, di festività invernali che sono in arrivo come tutti gli anni e, anche se non ne hai voglia, un minimo di preparativi vanno fatti . . . e la vita che continua! Ancora una volta, ti chiedi come mai il mondo non si sia fermato

Quella sera, dopo i pianti disperati, gli abbracci convulsi, la corsa degli infermieri e della dottoressa, i controlli del caso . . . ci siamo ritrovati in 5 col cellulare in mano, nel corridoio più o meno davanti alla porta chiusa di quella camera, perché volevamo essere lì vicini, non è venuto in mente a nessuno di andare nella stanza d’attesa in cerca di un po’ di privacy . . . privacy che abbiamo avuto in fretta: nel corridoio le porte delle altre stanze sono state chiuse, una alla volta, con discrezione . . . ho scoperto anni fa che, nei corridoi ospedalieri, le cattive notizie volano veloci.
Ci siamo trovati in 5 col cellulare in mano: chi ha chiamato i parenti più stretti, chi si è interessato di contattare l’azienda di pompe funebri, chi scriveva messaggi per avvisare i parenti lontani, chi si appartava per parlare e piangere in pace. Chi, come la sottoscritta, pasticciando con i messaggi si è sentita richiamare, poco più tardi, da un’amica che non sentiva da anni (io avevo ancora il suo numero di telefono. Lei, aveva perso tutti i numeri e non capiva chi le avesse mandato un messaggio di quel genere a quell’ora) e che, dopo lo choc di sapere che una persona che conosceva da sempre era morta, mi ha chiesto notizie di tutto il resto della famiglia, raccontandomi della sua famiglia, mente io cercavo di chiudere la telefonata in fretta (siparietto semi-comico in un momento tragico).

Il mattino dopo, ancora messaggi a cui rispondere. Messaggi in arrivo e partenza per concordare le cose da scrivere sul annuncio funebre. Messaggi da chi s’è messo in viaggio da lontano e avvisa che sta arrivando. Messaggi di chi non può partire, tanti sono i motivi.
Messaggi, messaggi, messaggi e qualche telefonata. La voglia di parlare è poca, la gola si blocca facilmente, basta una parola, uno sguardo e si ricomincia a piangere!

Sono passati due mesi, ma qualche volta si incontra ancora qualcuno che ti guarda con la faccia triste e ti dice, sommesso: “ho saputo . . .” e si prova a parlare disinvolti, ma basta un attimo e il fazzoletto è già in mano!