Qualche notizia di oggi e due chiacchiere su una pendola

Al controllo definitivo all’Allergologia della Città Gemella nella regione “forte e gentile”, la mia schiena appariva senza segni di reazione . . . per cui la diagnosi è stata: “allergia alla polvere” . . . tre mesi di cura anche per questo e poi, di nuovo una batteria di controlli.
Il viaggio è stato diverso da quello di ieri, tanto sole c’era ieri, tanta pioggia c’era oggi . . . si lo so che era previsto, ma io (in certi casi) spero sempre che quelli del meteo non ci prendano!
Oggi PiccoloLord è tornato da scuola e sbirciando nei suoi quaderni, ho scoperto che ieri hanno studiato le frazioni . . . il NonnoPapà non può ancora riprendersi da questa notizia.
Nel pomeriggio abbiamo avutola visita della Nuora e del PiccoloPrincipe, che comincia a farsi sentire, usando dei suoni decisi se vuole che qualcuno lo osservi. Ha anche un grande interesse per i nostri 3 pelosi e loro per lui (aspetto con ansia di vederlo “trottolare” in giro con i cani che gli fanno da scorta! Lo so perché facevano lo stesso col PiccoloLord)

Tra un viaggio e l’altro all’Ospedale, tra una spesa e l’altra, un nipote e l’altro, sono passata da un anziano artigiano, per ritirare un pendola, ricordo di famiglia. . . . . .

Quando due anni fa siamo stati nella città delle Orobie, lo ZioPadrino ha insistito perché mio padre prendesse la pendola del nonno V (in pratica, il mio bis nonno).
Con l’aiuto della “cuginetta”E l’abbiamo imballata bene bene e le abbiamo fatto fare un ennesimo lungo viaggio . . . fino alle colline che sovrastano la Città sulla Costa.

Questa pendola ha una lunga storia. Faceva bella mostra di sé nella casa del mio avo.
Quando lui e la moglie sono invecchiati e sono andati a vivere con i miei nonni (mio nonno era il suo figlio minore), come capita si son portati dietro quasi tutto quello che potevano: una serie di pentole di rame, quel che restava del corredo della bisnonna, un quadretto da mettere in capo al letto e il lettone, coi suoi materassi, di crine e di lana. Qualche rara fotografia, scattata dal fotografo nelle occasioni speciali. E la pendola.
Poche cose, che resteranno in casa per anni, all’epoca non c’era bisogno di fare “space clearing”, di spazio ce n’era poco, ma di roba ancora meno. Quello che c’era in casa era costato sacrifici, veniva usato con attenzione e tenuto con cura.
Ho ancora, del corredo della mia di nonna, un paio di asciugamani di tela operata, con lunghe frange, tassativamente bianchi.

La pendola, dicevamo, che segnava il passare del tempo con i suoi rintocchi.
La pendola funzionava, bene. Ma dopo un po’ di anni, morta la Nonna e anche il NonnoV, si fermò pure la pendola.
Mio Nonno, la fece aggiustare, da un orologiaio “piccoletto e della BassaItalia con un buffo accento”, questo è il ricordo di mio padre.
Se lo ricorda bene, il negozietto, l’artigiano che veniva da lontano e la pendola che nel giro di pochi giorni ritornò a casa funzionante e fui riportata dall’orologiaio per un nuovo assestamento. L’orologiaio l’aveva aggiustata così bene che scandiva le ore con un forte rintocco: “don don don . . . “, tanti rintocchi quante erano le ore. Il rintocco poteva essere ripetuto, tirando una cordicella . . . visto che i due figli si divertivano a tirare questa cordicella per sentire più e più volte i rintocchi, mio nonno ritornò dall’orologiaio con la pendola e gli fece togliere la cordicella.

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Sotto la lente d’ingrandimento, la fotografia di Frau Marta Linz . . . . .  nella didascalia quasi le stesse parole che ho trovato su Wikipedia

Doveva essere il lontano 1934 o, al massimo, il 1938. I ricordi sulle date sono contrastanti e poi vi spiego il perché, mio padre (ed è l’unico rimasto a poter dire qualcosa di quell’epoca) è convinto che fosse il 1938, in base a dei calcoli e ragionamenti su fatti accaduti in famiglia. Ma sul retro della pendola c’erano due fogli di giornale, scostando delicatamente le pieghe abbiamo scoperto che appartengono alla “Tribuna Illustrata” del 17 febbraio del XII Anno dell’era fascista  (che, grazie a Google, abbiamo scoperto “andare” dal 29 ottobre 1933 al 28 ottobre 1934), Due pagine che ci raccontano un po’ di storia, ma anche tanta pubblicità . . . l’articolo più interessante riguarda una donna, una musicista, la signora Marta Linz la cui storia sono andata subito a cercare. Ho trovato notizie, ma solo in tedesco . . . Comunque, un paragrafo, corrisponde esattamente all’articolo del giornale: “(…) Nel 1934 e nel 1935, Linz diresse la Berliner Philharmoniker, annunciata come la “prima donna” sul podio dell’orchestra, il che non era vero; c’erano almeno sei donne che avevano diretto l’ensemble prima di lei (…)”
Si parla anche dei programmi di una “Radio Rurale” e anche di questa abbiamo subito cercato e trovato notizie

Abbiamo potuto leggere questi “reperti” perché, purtroppo, la pendola, malgrado la sua storia quasi leggendaria in famiglia, non funziona più (da anni). L’abbiamo portata da più di un orologiaio, ognuno di loro si è defilato, indicandoci un anziano signore. L’unico, sono tutti concordi, che ha l’esperienza e gli attrezzi adatti a un meccanismo così antico.
Ci siamo andati e lui, dopo averla studiata per qualche giorno, ha sentenziato che, oltre agli ingranaggi della pendola (che lui potrebbe aggiustare con una spesa di circa 250€), bisognerebbe far aggiustare anche la “cassa” di legno da un restauratore . . . la pendola è tornata a casa e, visto che fa freddo e si prevede neve, resta qua ancora per qualche settimana, forse prima o poi la faccio vedere a un restauratore per un preventivo . . . Perché mi piacerebbe sentire quei rintocchi . . . anche solo di giorno!

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Qualche storia e un “coming out” . . .

Stamattina sono tornata all’Ospedale, nella regione vicina, dall’Allergologo . . . se non ricordate come è andata leggete qua . . . c’ero già stata martedì:
“Visto che avevamo paura di arrivare in ritardo, siamo arrivati in anticipo (di quasi un’ora).
Poi, dalle 8.30, è stato un continuo “soffia qua” e “soffia più forte”, “soffia lì e trattieni il fiato” un po’ per controllare la possibilità di un’intolleranza al lattosio e, alla fine, la spirometria, ogni 20 minuti più o meno. Nel frattempo, è toccato ai test sulle braccia . . . fino ad arrivare a mettermi sulla schiena i famosi “cerotti”!
E a mezzogiorno e 50, quando finalmente, finiti tutti i test, mi ha ricevuto, con davanti una piccola pila di fogli, l’Allergologo mi ha imposto 1 mese assolutamente senza latte e latticini, uno “spray” per i polmoni (di cui non sapevo di aver bisogno) per 3 mesi e più. Alcune analisi e ulteriori visite per controllare i risultati delle analisi, i miglioramenti della spirometria e per ricontrollare l’intolleranza al lattosio”

Oggi, al controllo dei “cerotti” non c’era nessun puntino rosso . . . ma domani ci sarà un’altro controllo!

Ora, l’ho detto anche alle infermiere, alla dottoressa della spirometria e al medico allergologo, non voglio essere ammalata per forza, ma vorrei capire cosa mi è successo in questi anni. Pare che anche questo sia l’intenzione di questi operatori sanitari. Mi fido, e spero in un risultato “serio” entro sabato!

Oggi la giornata è partita benissimo, il sole splendeva, di poco sopra l’orizzonte, sul mare, guidando verso l’Abruzzo, ho potuto ammirare, verso ovest le montagne innevate, il monteVettore, il Monte Piselli (Montagna dei Fiori o Montagna di Ascoli), la Montagna di Teramo e poi . . . il GranSasso! Se la montagna mi piace (è bella, questo lo ammettono anche le figlie che stravedono per il mare), quando è ricoperta di neve, su uno sfondo di cielo azzurro, è magnifica.
Sono andata e tornata in poco più di un’ora (la sosta all’Ospedale è stata breve), ho fatto la spesa e sono tornata a casa, poco dopo ha ripreso a piovere (grazie a Dio ho guidato tranquilla, con le strade asciutte).

Mentre aspettavo PiccoloLord che tornava con lo scuolabus ho telefonato alla Nuora per fare gli auguri al PiccoloPrincipe . . .
Ecco . . . ve lo dico!
Ve lo voglio dire!
Oggi faccio ComingOut . . . Da 6 mesi sono nonna felice di un altro nipotino: PiccoloPrincipe.
È un bambino simpatico, sveglio e gioioso!
Non metto foto (mamma e papà non vogliono), ma ve lo immaginate no? Un bebè, come dice PiccoloLord!
Un bebè che piange e strilla quando vuole il suo latte (è un bel mangione), ma che a pancia piena è sorridente, chiacchierone e socievole.

E con queste notizie, il diario di oggi è finito . . . buona notte! ❤

 

Fuori rete . . . per un po’!

Prendo spunto da un ritaglio di giornale che avevo messo da parte qualche tempo fa, il giornalista:  BeppeSevergnini (BSev per gli amici) nel 2012, è stato una settimana senza connettersi alla rete: “no Tw, no blog, no mail, no web”  . . .

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Ho deciso di emularlo . . . o quasi! 🙂

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Da qui a Pasqua, no mail, no messaggi col telefonino, no WhatsApp, no commenti e no visite ai gruppi su Facebook, no al giro dei blog amici per leggere e commentare, no giri oziosi sul web (magari alla ricerca delle ricette tradizionali dell’isola di Pasqua).

 

Incontrare gente o una bella telefonata col telefono di casa!

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Ma qua, sul blog, sì . . . un diario vecchio stile! Tutti i giorni!

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Diario! Pensieri! Parole! Filosofie! Varie & Eventuali!

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Nuove passioni . . . vecchi piatti

M’ha preso, di recente, una passione . . . quella per piatti, ciotole e stoviglie in genere, di origine inglese. 

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Dal web Pinterest

 

Ho “conosciuto” un nuovo blog, tramite una pagina su Fb . . . una conoscenza molto “social” . . . questo blog, o meglio la blogger, parla di stile, di storie e di casa.
Donna Bianca si presenta e tra le altre cose dice che è “una grande appassionata di ceramiche inglesi, in particolare del genere transferware.
In un post ci spiega cos’è il transferware:
“sotto il nome di Transferware va un genere di stoviglie e oggetti per la decorazione della casa caratterizzato dall’uso della stampa a decalcomania, secondo una tecnica sviluppata in Inghilterra intorno alla fine del XVIII secolo che ebbe il suo principale centro principale nella regione dello Staffordshire, in particolare attorno alla cittadina di Stoke-on-Trent. Si tratta di un processo decorativo che può essere applicato a una molteplicità di materiali, dalla terracotta alla porcellana, dal bone china all’Ironstone.”

 

Devo dire che, all’inizio mi hanno incantato i disegni e i colori . . . poi mi sono ricordata di un servizio da macedonia che aveva mia madre (e che, alla sua morte, abbiamo equamente diviso tra noi donne di casa)

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Il regalo del nonno a mia madre © Fiordicactus

E ho cominciato a guardarmi in giro! 
Sono persino andata ad un mercatino dell’antiquariato (ma ho scoperto che, come per le mode o i vini e cibi “doc”, anche questo particolare tipo di piatti ha delle zone dove è più presente e dove lo è meno! In questa zona, va meno! Ho trovato un solo piatto e me lo sono preso. Ma non mollo, terrò d’occhio altre date e vedrò di andare a scuriosare per altre bancarelle! 

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Trovato al mercatino . . .  © Fiordicactus

Son tutti piatti di qualche anno fa, i più giovani si fregiano della definizione “vintage”, ma ci sono anche pezzi che arrivano dagli ultimi anni dell’800! Un viaggio nella storia!

Per ora mi limito a “rifarmi” gli occhi, ammirando le belle foto che trovo in rete o le collezioni che hanno le altre partecipanti al gruppo di fans di queste particolari stoviglie.

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a casa di un’amica . . . © Fiordicactus 2017

 Ho scoperto che, in certe occasioni è anche bello usarle per una tavola o per un tè pomeridiano (ora, che io non beva più il tè non preclude la cosa) . . . 

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© Enjoy Coffee and More

Non è ancora “febbre da collezionista”, ma una tranquilla passione (senile?) per qualcosa di bello! E utile!  

 

 

Per chi volesse approfondire, in inglese, cos’è il “transferware”: http://www.transcollectorsclub.org/faqs/new_collector/whatistransferware.html

In cammino verso la Pasqua

Il cammino verso la Pasqua, si sa comincia oggi: “Mercoledì delle Ceneri” . . .

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Pasqua, per chi è credente (e non solo praticante) è la festa principale. Quel giorno è iniziato tutto! 

Per arrivare a Pasqua, da oggi, ci vogliono approssimativamente 40 giorni . Dico approssimativamente perché, in realtà, nel rito romano, il calcolo esatto arriva a quarantaquattro giorni. Alla fine del IV secolo, e ancora oggi nel rito ambrosiano, la quaresima iniziava di domenica (1º giorno), durava cinque settimane complete (5×7=35 giorni) e si concludeva il giovedì della settimana santa (altri cinque giorni), per un totale di quaranta giorni esatti” (da Wikipedia)  Gli Cristiani Ortodossi, durante “La Grande Quaresima” praticano il digiuno per sette settimane prima di Pasqua. Le confessioni religiose nate dal Protestantesimo, con l’eccezione degli Anglicani, respinsero l’obbligatorietà dei giorni di digiuno. (Cathopedia)

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In questo periodo (lo dice anche Wikipedia) siamo tenuti a fare dei piccoli sacrifici (detti anche “fioretti), a cominciare dal “digiuno” di oggi, Mercoldì delle Ceneri e del Venerdì Santo e dal “magro” di tutti i venerdì della Quaresima . . . qualcuno (ne conosco un paio) si attengono a pratiche più ristrette . . . ma eccovi qua, da una fonte autorevole, come funziona, questo spauracchio precetto della Quaresima:
La Conferenza Episcopale Italiana, secondo il potere conferitole dal decreto conciliare Christus Dominus[3], in data 4 ottobre 1994, ha decretato in materia:

  • La legge del digiuno “obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate”.
  • La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, a un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.
  • Il digiuno e l’astinenza, nel senso ora precisate, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (e il primo venerdì di Quaresima per il Rito Ambrosiano) e il venerdì della passione e morte del Signore nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino alla Veglia Pasquale.
  • L’astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 e il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l’astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.
  • Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni sino al 60° anno iniziato; alla legge dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.
  • Dall’osservanza dell’obbligo della legge del digiuno e dell’astinenza può scusare una ragione giusta, come ad es. la salute.

L’acqua, a differenza della prassi preconciliare, non rompe più il digiuno, ma le bevande diverse (caffè, thè, quelle dolcificate o gasate) sì, come anche quelle alcoliche. (http://it.cathopedia.org/wiki/Digiuno)

Ma soprattutto, ricordatevi che 
16E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 17Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, 18perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.   (Mt 6,16-18 )

Insomma . . . non riducetevi come questi poveretti! 😉


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Buon Cammino verso la Pasqua 

 

 

 

“Nebraska” di Alexander Payne

Ho ritrovato, in questi giorni, un foglietto promemoria. C’era segnato il titolo di un film, con la postilla: “da guardare”, sono andata a cercare lumi su Google e mi sono ricordata di averlo già guardato tempo fa!

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il film: “Nebraska“, non mi piaciuto, non mi è dispiaciuto! Ne ho un ricordo, segno che l’ho guardato con attenzione

C’è raccontata l’illusione di una vincita milionaria, il viaggio nella provincia americana,  viaggio compiuto da generazioni diverse, in conflitto tra loro. Malinconia per il passato, amici e parenti ritrovati e presto persi di nuovo . . . un finale con i giovani che accontentano i loro genitori non so se per vero affetto o perché sono stati testimoni della fragilità dell’età e dei legami con gli altri parenti, zii ormai lontani sia come mentalità che come modo di vivere. 

Bravi gli attori (e non lo dico solo io, ci sono premi e nomination che lo confermeno), tutti molto “reali”.

Sapete cosa faccio, lo vado a cercare e lo rivedo! Giusto per darmi una seconda occasione per capirlo meglio!

 

 

E poi all’improvviso . . .

E poi, all’improvviso ti trovi nello studio di un’allergologo
Che, contrariamente a quello che ti ha detto il MedicodiBase (MdB), ti toglie tutte le illusioni di avere avuto un forte attacco allergico . . . “Lei ha preso un qualche virus, intestinale, polmonare o che so io e solo successivamente, avendo le difese basse, le è arrivata l’allergia. I sintomi che lei mi racconta NON sono da allergia! Le ghiandole sotto le ascelle e sotto la mascella non si gonfiano per l’allergia!”  (il discorso l’ho riportato come l’ho capito!)

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Così cosa fai??? Vai a prendere la sostituta della sostituta del MdB e gli chiedi dove ha preso la laurea? Una Dottoressa che è più giovane della FigliaPiccola? 
Vai di corsa negli uffici della Usl e cambi MedicodiBase? Ma chi si sceglie? Dove ti informi? Senti i parenti che, poco o tanto, si lamentano di qualche pecca di ognuno dei loro MdB . . .
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Ci pensi . . . aspetti . . . ti prepari ad andare a parlare con la dottoressa giovane e disponibile per vedere se, dopo quasi 20 giorni dal primo “star male” riesce a ricavare qualcosa dagli indizi di cui ho tenuto un diario. 

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Per altro, in questi 20 giorni sono stata in studio almeno 5 volte, tra i miei fastidi e le ricette per le medicine del NonnoPapà, abbiamo parlato ampiamente di me e dei disturbi che mi affliggevano in quei giorni (e che ora, pare si siano quietati), sempre imputati a una generica “allergia” . . . 

AAA Dott House cercasi . . . un medico che davvero si concentri sul paziente e non solo sulle ricette, prescrizioni, impegnative e non pensi: “alle 10.30 chiudo lo studio!” 

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Intanto, ho l’ordine di non prendere altre medicine, sopportare dolori e fastidi, fino a nuovo ordine. Sto in attesa di una data, quella in cui il luminare delle allergie mi farà dei test per stabilire (non una volta per tutte, perché, mi dicono , le allergie sono “ballerine”) a cosa sono allergica in questo periodo, onde evitare certi “incontri” e vivere felice! 

Pare che “vivere con le allergie” non sia facile, ma possibile sì! 

 

 

Che palle!

Che palle!
No, non parlerò dell’imprecazione che, a volte, capita di dire in momenti in cui la pazienza se n’è scappata o l’esasperazione ci soffoca . . .
Che palle!
Un’esclamazione di meraviglia che mi viene alle labbra dopo aver visto come tre sole palline da tennis: gialle, spompate e vecchie sanno fare per i mie panni, dalla lavatrice all’asciugatrice . . .

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Tre palle, regalatemi da un vicino tennista per “far correre i cani”, visto che i cani corrono anche da soli, erano state messe da qualche parte nel Caos Primigenio che si ostinano a chiamare Garage e Cantina . . . ma le ho trovate subito e usate!

La “colpa” è della FigliaGrande, è lei che, dopo avermi sentito borbottare contro il distino cinico e baro che mi aveva fatto togliere dalla lavatrice, per l’ennesima volta, lenzuola e tovaglie tutte stropicciate, mi ha detto “Tre palle! Devi trovare tre palle da tennis da mettere in lavatrice e nell’asciugatrice!”
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Dove l’abbia letto, chi gliel’abbia detto, non lo so, ma so che tutta quella roba che dovevo poi tirare e allisciare, ha cominciato a uscire dal ciclo lavaggio, asciugatura (a volte totale a volte parziale) bella liscia, senza pieghe orrende che necessitavano di un minimo di cura del ferro da stiro. E per me, che da anni ho abbracciato la filosofia del “no stiro”, se non in caso di camicie eleganti, è un un bel traguardo!

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Adesso, che mi sono documentata, mi sorge il dubbio sul fatto che le palline da tennis non siano proprio “naturali” e neutre come piacerebbe a me! Devo studiarci su! Sacrificare un paio di gomitoli di lana 100% vergine o fare palline con la carta stagnola che si usa in cucina . . . voi che ne pensate???

Comunque, se le condizioni meteo me lo consentono, cerco di far fare un programma leggero/corto, in modo che posso stendere al sole i panni e la biancheria, sfruttando questa energia gratuita e che, quando li raccolgo, racchiudano in sé un po’ di aria invernale, frizzante e il profumo del sole! pannistesi04

Attenzione! Può creare dipendenza

L’ho vista, per la prima volta, anni fa in casa di una parente, nelle fredde lande lombarde . . .
L’ho vista, ancora, qualche tempo dopo, in casa di un’amica, nell’umida Città sulla Costa . . .
L’ho vista, un giorno, tutta ancora impacchettata e con il nome del negozio da cui è uscita, sulla bacheca di uno di quei gruppi dove si scambia o si vende (di solito a prezzo accessibile) quello che in casa è di troppo e ho deciso che era giunto il momento, per noi, di fare conoscenza.

Mi sono ritrovata, con poco (rispetto ai prezzi che c’erano in quel momento) con questo elettrodomestico, utile e futile. Accoglie una mole considerevole di panni, in un grosso cestello così profondo (o son io che sono piccina?) che a volte, per prendere un calzino dispettoso bloccato contro la parete, devo infilarmi con la testa nel grande oblò, sentendomi molto la Strega di Hansel e Gretel quando infila la testa nel forno . . .

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Utile in una casa con grandi e piccoli, cani e umani. In una zona d’Italia dove le giornate di sole non sono mai “asciutte”, dove la “nebbia agli irti colli piovviginando sale”. Durante le corte giornate invernali quando i panni tolti dalla lavatrice sono ancora troppo carichi di acqua (un giorno parleremo delle caratteristiche della mia lavastoviglie, comprata troppo di corsa).+

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Futile, perché, diciamocelo, siamo in CentroItalia e le giornate di sole sono decisamente superiori a quelle di pioggia o di nebbia. Perché, poco o tanto, si consuma la corrente che si risparmia non stirando. Perché alla fine, non sempre li tolgo del tutto “secchi” e perciò, qualche oretta al sole è meglio che stiano, per cui vanno sempre stesi (e su questo punto c’è una diatriba tra me e la FigliaGrande, con me che “tifo” sempre e comunque per un po’ di sole e aria fresca e lei che non capisce perché non far partire il programma “asciutti nell’armadio” e limitarsi a piegarli e via)

Ma la cosa più grave è che, non ve lo dicono, ma l’asciugatrice crea dipendenza
All’inizio mi ero data delle regole:
Solo in caso di assoluta necessità
Solo se il meteo conferma un periodo di maltempo
Solo asciugature “brevi”,  giusto per “strizzarli” un po’ più della centrifuga

E invece, si è rivelata così comoda che a volte ci si dimentica delle regole . . . tranne quella legata alla tariffa “bio-oraria”, per fortuna al giorno d’oggi tutti questi utili ausili della vita domestica hanno la possibilità di programmare l’accensioni ritardata. Utile perché mi permette di togliere i panni al mattino, pronti per la carezza del sole (o, in alternativa, un ulteriore piccolo programma che li asciughi definitivamente
Ci si abitua alle comodità, ci si abitua all’abbattimento dei “tempi morti”, si può fare a meno di far diventare ogni termosifone un porta panni bagnati, la casa ne acquista in salute e io in meno stress da sindrome della “bella lavanderina” 

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Ci sono dei momenti in cui, un’asciugatrice ti rallegra la vita . . . m’è successo quando qualcuno, inavvertitamente come capita sempre, ha lasciato in tasca un fazzoletto di carta, ed erano logicamente panni neri. Messi nell’asciugatrice, li ha “ripuliti” da ogni traccia di “bianco”. 
L’altro “incidente” che può succedere in questa casa è che a volte, qualche pelo biondo del cagnolone svolazzi qua e là  . . . con l’asciugatrice siamo sicuri che ogni cosa che esce dal suo grande oblò è priva di peli canini. 

Un compleanno . . . ben riuscito

Capita una volta sola all’anno e in casa è sempre una grande festa! 
Lui è davvero una persona speciale, malgrado a volte mi faccia innervosire, lo meritava! 
Loro li vediamo abbastanza spesso, ma sempre in momenti “di corsa”: c’è da portare o da prendere qualcosa, c’è da dare o ricevere una mano, ci sono cinque minuti e passiamo sotto casa, andiamo a trovarli . . . sono anni che non riusciamo a stare (come prima, quando era viva la Suocera e ci voleva in casa sua alla Domenica) tutti insieme attorno ad un tavolo e parlare con calma tutti quanti insieme. 

Così, durante le feste di Natale la FigliaGrande ne ha parlato con i fratelli e poi mi ha comunicato che per il compleanno del padre avremmo invitato gli zii (i suo fratelli e i relativi consorti) e cucinato un pranzo “a richiesta” . . . del festeggiato.

Detto fatto

Contattati gli zii, visto che la festa cadeva di domenica, confermata la festa.

Richiesta al padre sulle sue preferenze culinari . . .la cosa principale che l’Uomodellamiavita voleva assaggiare erano “i Maccheroncini di Campofilone, col sugo come li faceva la nonna” . . . semplice da dire ma non da fare (anche secondo la zia/sorella), pare che la carne non sia più quella di una volta e, l’osso di manzo con midollo e nervetti acclusi non è più consigliato per i nostri stomaci del 21° secolo.

Abbiamo risolto il secondo pensando a qualcosa che non fosse da cuocere “al volo” e, ricordando che agli zii piaceva molto mangiare qualcosa della cucina lombarda, abbiamo optato per una piccola porzione di polenta che accompagnasse ossibuchi con funghi e/o con piselli.

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Un antipasto tradizionale e semplice: lonza, olive ripiene e fritte all’ascolana, cremini fritti, pecorino e una fettina di bruschetta semplice, per accompagnare, ma non appesantire. 

FigliaGrande, la chéf di casa, si è messa a spignattare dalla mattina del sabato,  le bottiglie di pomodori dell’estate, carne trita e carne a pezzi per il sugo; ossibuchi, piselli, funghi, pentole e pentoloni . . .

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Alla domenica il pentolone della nonna (la mamma dell’Udmv), che da anni, confidenzialmente, viene chiamato “la pentola delle streghe” è stato riempito di acqua e messo sul fuoco appena tornati da Messa alle 11.00 (si sa, tanta acqua ha bisogno di tempo per scaldarsi). Mentre l’acqua nella “polentina” è stata messa più tardi. L’aggeggio ha fatto il suo lavoro con precisione, anche se abbandonata a se stessa per quasi un’ora.

E poi, alla fine, sono arrivati tutti e quattro gli ospiti: baci e abbracci, “dove appoggio la giacca e la borsa?”, “ecco, questo è il regalo per te!”, “Oh! Ecco il piccolino! Quanto è cresciuto!” (i due nipoti più grandi, PiccoloLord e PiccolaLady, erano a casa dei rispettivi padri)
Ci hanno sistemati, noi “vecchi”, sul tavolo più lontano dalla cucina, i miei giovani (più il PiccoloPrincipe sul seggiolone) dall’altra parte perché avrebbero pensato loro al servizio . . . come regalo per la festa del capofamiglia.

Abbiamo cercato di preparare la tavola un po’ diversa dal solito, semplice, ma nel miglior modo possibile. E per questa volta è stato molto semplice . . . La tavola, anzi le tavole, sono state coperte da due tovaglie gemelle e abbellite con una striscia colorata. Calcolando che poi, la mole delle pentole da appoggiare era ingombrante, non si è voluto creare disagi ai commensali . . . 

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Abbiamo messo in tavola le pentole (e non travasato il cibo su vassoi di portata) per permettere a ognuno di servirsi con libertà, come meglio credeva. E per non far raffreddare del cibo che, caldo rilascia aromi e gusti squisiti.

È stato tutto gradito, qualche bis, qualche brindisi, tanti racconti e ricordi dell’infanzia e filastrocche del tempo che fu, quelle che la zia (la sorella dell’Udmv) custode delle tradizioni di famiglia usava per intrattenere i bambini nelle sere invernali vicino al fuoco a casa della nonna. Gliele hanno richieste e filmate, per non perdere le memorie e poterci giocare con i piccoli di casa . . . ai miei figli piace la cultura vintage! 

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Arrivato il tempo della torta (una grande e bella, oltre che buona, Saint Honoré) e del caffè, sono arrivati anche i consuoceri per festeggiare con noi.
Siamo andati avanti in chiacchiere per un bel po’, poi il NonnoPapà se n’è andato a fare un pisolino, ma il pomeriggio è continuato con due gruppi e due conversazioni distinte, uomini e donne, con i figli e la nuora che ascoltavano e ridacchiavano commentando tra loro. 

Poi, è stato come un turbinio di vento . . . Sono arrivate le tre nipoti grandi (figlie dei miei fratelli). Per un attimo c’è stata un po’ di caos. Tutti che chiacchieravano con tutti.

C’è stato un tempo, anni fa, in cui era più semplice incontrarsi tutti insieme, la mia famiglia di origine e quella di mio marito, figli e nipoti erano ragazzi o bambini e giocavano tutti assieme. Per cui i miei nipoti chiamano “zii” gli zii dei miei figli e i miei cognati considerano quasi dei nipoti i miei . . .

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I cognati e i consuoceri se ne sono andati e i giovani si sono messi a giocare con un gioco da tavolo: Monopoly “Trono di Spade”. . . poi sono arrivati CognataGiovane con mio FratelloGiovane . . . è tornato a casa PiccoloLord, che viste tutte le cugine grandi e gli zii si è emozionato e non sapeva da chi cominciare a salutare . . . FigliaPiccola con le due cugine più grandi sono uscite insieme, la nipote n° 3 che deve prepararsi ad un esame, giudiziosamente, è rimasta con noi . . . e abbiamo riapparecchiato la tavola! E non è rimasto che una ciotola di funghi col sugo . . . giusto per condire la pasta il lunedì.
Gli impegni del lunedì mattina hanno consigliato il coprifuoco verso le 23.00 e quando è tornata anche la FigliaPiccola abbiamo chiuso tutto e persino i cani si sono messi buoni e tranquilli . . . 

Stanchi, ma felici, l’Udmv ed io ce ne siamo andati a letto . . . 

 

 

Matite levate per Upi – unapersonaintorno

Oggi se n’è andata un’amica di lunga data, con cui siamo passate dalla conoscenza tramite il monitor e i blog ad alcuni incontri nella vita reale . . . Ciao UPI, che la terra ti sia lieve! ❤

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Sì, credo sia questo il modo migliore per salutarti.

Nel mondo di Harry  Potter levavano le bacchette magiche, e tra le tue mani non ci poteva essere nulla di più legato a te, quanto magico, che non fosse proprio una matita, sufficiente per creare i più mirabolanti ponti di comunicazione tra te e il mondo.

Tu che ci hai insegnato a conoscere la vita segreta delle pallottole di carta;

tu che ti sei avventurata nei meandri della tua personalità per semplificarla fino a mostrarcela una-e-trina in ogni circostanza, e persino sull’altare;

tu che sei riuscita a restituire vigore persino all’antica usanza della maglia della salute infilata fin dentro le mutande quasi a incastro con il resto della biancheria;

sei arrivata in cima alla tua montagna per unirti a ciò che è Oltre, e diventare tutt’uno con l’azzurro che, da sempre, è parte di te.

Insegna agli angeli a disegnare ed…

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Si chiude l’anno . . . in bellezza

Con tutti i “pulcini” nello stesso “pollaio”, mamma chioccia Fior è davvero soddisfatta!

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Non fa niente se non tutti festeggeranno lo scoccare della mezzanotte con lei, lei sa dove saranno e prevede che si divertiranno con persone simpatiche (qualcuno persino con gente che anche lei conosce bene) e che il primo giorno dell’anno saranno tutti intorno al tavolo della sala a gustare cose nuove o della tradizione famigliare insieme . . . se Dio vuole!

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L’anno che sta per finire e andare “in pensione”, tra una cosa e l’altra, è stato un bel anno. Ci sono stati giorni brutti, giorni così e così e giorni belli, il bilancio è positivo (Fiordicactus valuta i giorni belli con punti doppi!). Si è cercato di trovare la gioia anche nei momenti meno piacevoli . . . perché, se come dice il Vangelo, è facile perdonare chi si ama e facile anche trovare la gioia nelle situazioni più piacevoli e soddisfacenti, la sfida sta proprio nel cercare la gioia là dove meno te l’aspetti!

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E l’anno che arriva, fresco fresco, chissà cosa ci porterà . . . saremo all’altezza delle novità? In questi casi Fiordicactus si affida a Lui, come un bambino si affida al padre e alla madre. Fiduciosa che qualunque cosa succeda ci sarà il modo di affrontarla e l’aiuto per non perdersi d’animo.

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Se non fosse così tardi . . . che per me è già molto tardi . . . vi elencherei in ordine alfabetico tutto quello per cui devo rendere grazie
Se non fosse così tardi . . . e i neuroni già tutti in pigiama che cercano di abbassare le palpebre . . . vi elencherei in ordine di importanza tutti i buoni propositi per l’anno prossimo.

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Ma per stasera mi accontento di mandarvi i miei auguri per un Fine/Inizio d’Anno dei migliori . . . passatelo in gioiosa compagnia di quelli che amate e con cui state bene!

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Tra Natale e Capodanno . . . pensieri sparsi

Tra Natale e Capodanno la vita dovrebbe scorrere tranquilla, normale . . . sempre che “normale” sia uno standard fissato da qualche parte, perché, secondo me, di normale i miei giorni hanno solo il nome e la loro sequenza sempre uguale nei secoli dei secoli amen.

Ecco, già la questione dei nomi dei giorni durante queste feste diventa un caos: se la domenica è la Vigilia, il lunedì è Natale e il martedì è Santo Stefano . . . poi arriva un “lunedì” che in effetti è il mercoldì, ma siccome ci sono ancora provviste e avanzi nel forno, non siamo uscite a comprare nemmeno il pane (e così, per me era ancora “domenica”) . . . oggi, che è venerdì, ma è quasi una festa, dopo domani si finisce l’anno . . .  così, siamo ripartiti con i menù, le liste, le spese! 🙂

Quei tre giorni di festa sono stati davvero sotto l’influsso dello “Spirito del Natale” . . .

La Messa del Natale con la “corale” che ci ha aiutato a intonare i soliti canti, ma con un modo molto più “elegante”! E le Omelie, sia quella della Vigilia che quella di Natale, molto belle, di quelle che non annoiano ma, anzi, arrivano in fondo al cuore e ti smuovono qualcosa . . .

I pranzi e le cene dei giorni festivi, sono stati partecipati e graditi. Abbiamo riscoperto la bellezza dell’apparecchiare la tavola con tutto il garbo possibile. Del cucinare qualcosa di nuovo e qualcosa della tradizione.

Già si partiva dalla colazione, con una tovaglietta mooolto natalizia. E la solita colazione, ma arricchita dalla presenza del panettone . . .

A pranzo, in quei tre giorni non si è mangiato “abbondante”, ma molto vario e molto curato . . . ricette nuove, ricette della tradizione famigliare, tanti dolci 

Tutte le sere, in attesa della 12° notte, si è fatto tardi. Si è giocato a tombola, a carte, ai giochi da tavolo dei bambini che entusiasmano oltremodo anche i grandi! 

E così siamo arrivati a Capodanno . . . 

 

 

 

 

Prepariamoci al Natale (più sacro che profano)

Lc 2,1-14

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

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Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 6 gli Auguri

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Buon Natale 

Buon Natale
nel cuore e nelle case
Buon Natale
a chi cresce e chi si accontenta di invecchiare
Buon Natale
a chi arriva e a chi deve andare
Buon Natale
a chi aspetta i regali e a chi ama regalare
Buon Natale
a chi crede e a chi aspetta solo di mangiare
Buon Natale
anche a chi non ha niente da festeggiare
Buon Natale 

c’è un compleanno da festeggiare

da ©Fiordicactus per tutti voi

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Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 5 . . . e i regali?

Prepararsi al Natale è, secondo me, anche prepararsi a condividere la gioia dell’amore!
Ci si prepara a incontrare i soliti amici e parenti, ci si scambiano i regali che questo amore/affetto dimostrano.

E come ogni anno, in questi giorni, torna a galla l’annosa questione dei regali, gioia per qualcuno, dolore per altri! 

Per me (e lo dico subito, sono miei idee personali), i regali non hanno bisogno di aspettare le feste “dedicate”. Quelle feste che il marketing delle grandi e piccole aziende hanno talmente dilatato (in anticipo e anche con un lieve “post scriptum”) che ogni anno, il tempo mi pare rattrappirsi a sole 5 occasioni: Natale, Carnevale, san Valentino, Pasqua, Halloween . . . con un’estate che inizia (nei negozi) ad aprile, un periodo pensato per la scuola che (sempre nei negozi) comincia a luglio e una festa nuova nuova, che è quella del Ringraziamento (made in USA). 

Dicevo, non sono di quelle che si fossilizzano e aspettano Compleanni e Onomastici per fare un pensiero, un regalo o una telefonata! Seguo l’estro! 
Poi, arriva il Natale (e le altre feste regalecce) e più che un piacere, diventa un dovere . . . 
Il problema che mi pongo non è quanto spendere, anche se un’occhio al budget c’è sempre, visti i tempi, il problema è cosa piacerà davvero?
FigliaGrande con PiccoloLord si sono incontrati proprio oggi con altre mamme e compagni di scuola, per salutarsi, passarsi gli auguri di buone feste e scambiarsi qualche regalino . . . Come prima idea dei regali per i compagni di PiccoloLord, FigliaGrande si era orientata verso i libri, ma una telefonata con una mamma l’ha bloccata e si è rivolta agli eclettici mattoncini lego. 

Il pensiero che mi assilla da anni e a cui non ho ancora trovato una soluzione è: comprare qualcosa che potrebbe piacere a me . . . 
O comprare qualcosa di neutro che se anche non piace possa essere riciclato (ricordatevi di controllare, a me fu rifilato un libro con dedica per un’altra persona) . . .
O studiare tutto l’anno vizi e passioni dei vari destinatari e tenere segnato tutto (ho saputo che esiste anche chi ha un quaderno apposito) in attesa di acquistare i regali da mettere sotto l’albero.

Esiste anche un’altra diatriba . . .
Ci sono quelli che iniziano appena finito le feste (grazie ai saldi) a pensare ai regali del prossimo inverno.
Ci sono quelli che riescono a programmare un tot di regali da acquistare al mese, così diluiscono stress e spese.
Ci sono quelli che comprano compulsivamente tutto quello che pensano possa piacere a più persone e, verso metà novembre cominciano ad appaiare oggetti e cartellini dei nomi
E poi ci sono quelli che ti chiedono “Cosa ti serve?”  . . . Una volta ho risposto, ma mi è stato detto: “No, qualcosa di meno caro!” allora, mi chiedo, che me lo domandi a fare??? 😉

I regali, che rebus! Perché malgrado ci si pensi e ripensi, verso questa giornata, cioè a due giorni alla Festa (e io non vorrei uscire alla Vigilia a fare spese, anche se i supermercati saranno aperti) ho scoperto scopri con orrore che mancano ancora un po’ di regali . . . per persone a cui tieni! 

Risolverò, improvviserò, qualche idea avrò . . . ora chiudo e vado a letto,magari mentre dormo mi viene un’ispirazione! Potrei cominciare, domattina, rileggendo questo post! 

 

E, in questi ultimi frenetici giorni,  pressi dal tourbillons degli ultimi acquisti, impegnamoci e cerchiamo di essere gentili con commesse/i e cassiere/i, se noi siamo stanchi e stressati, immaginate loro!

 

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 4 . . . la tensione cresce

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Le feste si avvicinano e la tensione cresce . . .

Eppure . . .

Il Presepio è pronto . . . è stato il primo!
L’albero è pronto . . . ha seguito di poco il Presepio!
Le luci fuori, sotto il balcone, sono appese e funzionanti!
Persino in casa, in certi momenti, è tutto un lampeggiare di lucine colorate. Contornano i mobili, ammiccano tra i rami dell’albero, illuminano il presepio a giorno!
Sfere dorate, qualcuna colorata, oggetti di legno di forme e colori diversi ma tutti in tema invernal-natalizio!
Persino un vecchio e grosso vaso (dono di una zia) è stato riempito di luci e sfere, pigne, cuoricini . . . dorati (qualche anno fa ci fu una svendita, mi pare di ricordare)!

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Eppure, la tensione cresce . . .

Ci sono gli ultimi acquisti di cibarie e varie perché qua nessuno ha voglia di uscire per gli ultimi acquisti nelle ultime ore della Vigilia . . .
Ci sono ancora alcuni regali (tra cui due davvero importanti) da trovare, ma sono stati mandati messaggi qua e là per capire cosa è meglio e per chi . . .
Ci sono ben 6 menù, tra pranzi e cene. Ma ho stabilito con la mia chéf che il 27 mattina, prima di tutto, ancora in pigiama, faremo un bel “inventario” di quello che è rimasto e da quello cominciamo a stilare i vari menù dei giorni “neri”, ovviamente, neri sul calendario(*)
Ci sono le solite banalità quotidiane da affrontare, una casa da riordinare, gente e cani da accudire e per non farci mancare niente, abbiamo anche il cane (il più grosso) operato (ma di questo ne riparleremo)
Ci sono persino i pacchetti da fare e io aspetto la mia fida impacchettatrice, FigliaPiccola, che arriverà da Roma non si sa quando e nemmeno a che ora, ma ha promesso di essere qua “al massimo entro il 23” . . . ringraziamo Dio di questi piccoli miracoli! Anni fa (per gli impegni di lavoro), arrivava alle 23.15 del 24!

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Allora, la cosa è andata così: stamattina, all’improvviso, la FigliaGrande (Chéf al  comando di quest’allegra brigata) si è resa conto che ha un potente raffreddore, mal di gola, forse mal di denti, che si trascina da giorni. Ha scoperto che mancano solo 4 giorni alla fatidica data del 24 dicembre. Ha preso in mano carta e penna e ha scritto tutte le azioni (be’, forse non proprio tutte, ma le principali) che ci porteranno attorno alla tavola con la famiglia: buona compagnia, bella apparecchiatura e buon cibo . . . e l’è venuta l’ansia da prestazione, per un dieci minuti. Il tempo di ricordarle che ce l’abbiamo sempre fatta e che non siamo un ristorante, siamo una famiglia.
Poi ha preso la borsa, una teglia mini di “fristingo” e se n’è andata al lavoro. C’era in ballo una gara semi seria fra lei e il suo capo: tutti e due con la stessa ricetta, stessi ingredienti e stesso tempo di cottura. Giudice di gara: la bidella!

Quando è tornata a casa, il male alla guancia era aumentato (e fortunatamente il paese è piccolo e c’è sempre un’amica al posto giusto,  andrà dal dentista domani o dopo). Il mal di gola e il “raffreddore”, secondo il medico, hanno raggiunto livelli da antibiotico. Il cane operato voleva uscire e non può uscire (come al solito) da solo, ma solo al guinzaglio. PiccoloLord doveva finire i compiti e studiare la poesia di Natale . . . e l’ansia è sparita!

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Fatemi un piacere . . . pensatemi!

Che tutto vada come deve andare e che noi tutti si riesca a festeggiare il Compleanno di questo Bambino Gesù!
Che il raffreddore/mal di gola/mal di denti della FigliaGrande passi velocemente!
Che i punti dell’operazione del cane reggano malgrado lui salga e scenda dal divano!
Che il Figlio mi abbia dato la “dritta” giusta per il regalo alla Nuora, altrimenti  . . .
Che nessuno degli partecipanti abbia la malaugurata idea di beccarsi virus di passaggio!
Che la FigliaPiccola arrivi in tempo per cucinare quel piatto che ha visto fare e si è impegnata a fare lei!
Che io (ma il lavoro più grosso lo farà “lei” la Figliagrande) possa portare a tavola quel piatto che m’ha colpito la fantasia

Che noi tutti si possa festeggiare le Feste in famiglia con serenità, amore e allegria!

 

 

 

(*)  Quando ho tempo vi spiego la “Teoria dei cuochi”, sui giorni “rossi” e sui giorni “neri” sul calendario! 😉

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 3 Tradizioni che viaggiano

Come ogni anno, anche nella Città sulla Costa dove di solito arriva tranquilla la Befana, è arrivata santa Lucia.
Che io sappia arriva in poche famiglie, anzi, ormai arriva solo a casa di Fiordicactus. E solo perché da lei abita il NonnoPapà, suo grande amico!

 

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Durante i preparativi di Natale (altra cosa rispetto all’Avvento), teniamo sempre conto di questa tappa intermedia.
Il problema è che se a Bergamo (almeno all’epoca in cui ero piccola io) i bambini trovavano i regali alla mattina del 13 dicembre, appunto il giorno dedicato alla santa. Qua nella Città sulla Costa bisogna lambiccarsi il cervello per trovare la giornata giusta che permetta a un papà e qualche mamma di portare i bambini che girano intorno a Fiordicactus a casa, dove, appunto, santa Lucia, nel ritornare a Siracusa da Bergamo, si ferma per due chiacchiere con il NonnoPapà e a lasciare quel poco di giocattoli restati nel suo sacco. Certo, anche l’asinello si ferma, regolarmente, a raccontare le sue avventure ai cani di casa!

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Anche quest’anno siamo giunti ad un compromesso . . . quest’anno, come un altro paio di volte, la santa è arrivata di pomeriggio, di sabato pomeriggio.

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PiccoloLord, l’unico che abita in pianta stabile qua da noi ha provveduto, con l’aiuto della mamma e del nonno a preparare una bella tavola accogliente e apparecchiata di tutto punto per la santa Lucia e il suo fido accompagnatore quadrupede. E poi è uscito, lo aspettavano per una tombolata.

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I bambini sono stati impegnati in altre attività fino verso le 18.00 e sono arrivati quasi tutti assieme . . . appena entrati, con la luce soffusa hanno notato subito che il tavolo che aveva loro descritto PiccoloLord era pieno di pacchi, sono rimasti tutti a bocca aperta . . . PiccoloLord faceva gli onori di casa, mentre PiccolaLady, Masha(senz’Orso) e Lele titubanti si muovevano con circospezione.

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Abbiamo acceso le luci e, finalmente hanno visto i pacchetti, i quaderni, i colori e i mucchietti di soldini di cioccolata, mandarini, torroncini e cioccolatini. C’è stato un po’ di confusione quando PiccoloLord ha aperto il suo pacco (o, quello che all’apparenza era il suo pacco), e ci ha trovato un pigiama grandissimo; a lui sarebbe anche andato bene il pigiama, ma il NonnoPapà ha protestato che il pigiama era stato promesso a lui e che nel suo pacco c’erano cose che a lui non interessavano . . .
Insomma, ripristinato l’ordine dei regali, abbiamo scoperto che santaLucia quest’anno ha privilegiato il lato glamour delle bimbe e ha regalato cerchietti, mentre all’unico maschietto della compagnia ha portato un bracciale e un calendario legati a una squadra di calcio da lui molto amata. (per il momento sospendo il pensiero femminista che mi è nato, solo perché conosco questi bambini e so che se sono stati “condizionati” non è stata una cosa voluta). Persino al PiccoloPrincipe è arrivata una piccola strenna.

Mentre loro si divertivano giocando, gli uomini di casa sono andati ad approvvigionarsi di scatole e scatole di pizza . . . . che non si sa come, è uno dei cibi preferiti da molti, in questa allegra compagnia.

 

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Risate, chiacchiere, racconti, ricordi e Tv spenta . . . e la cena è finita. Anche il PiccoloPrincipe ha avuto la sua razione di pizza, attraverso il latte della mamma.
E poi, siamo passati alla tombola . . . 20 centesimi a cartella.
Il cartellone della tombola napoletana in mano a PiccoloLord . . . vi lascio immaginare!
Il cartellone è passato di mano, tocca alla giovane Masha(senz’Orso), con più o meno gli stessi risultati

Lo dico con il rispetto dovuto ad un gioco antico, ma a me la tombola non mi piace . . .  mi fa dormire!

Alla fine i bambini se ne sono andati a giocare nella cameretta del PiccoloLord e il gioco ha preso un altro ritmo e siamo arrivati alle 10.30 . . .

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Bing Beng ha detto “Stop!” Chi doveva andare, si è messo la giacca, sciarpa, guanti e cappello e buona notte a tutti!

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 2 Decorare

Sono giorni di incontri/scontri, di accordi e di liste, di pensieri su cosa è meglio e su cosa non si farà assolutamente . . . decisioni da prendere

Tra tante cose da organizzare e da decidere, abbiamo anche deciso come saranno le tovaglie di quei giorni festivi . . .
Avendo deciso l’anno scorso, senza troppi rimpianti, che le tovaglie natalizie che giravano da anni per casa potevano venir pensionate senza troppi problemi, quest’anno ci saranno novità!

Nel frattempo vi devo confessare che ho scoperto un blog che mi affascina e mi ha dato nuove idee per la mia casalinghitudine(*) è il blog di Bianca, date un’occhiata, nel post che vi ho linkato ci sono altri link di tavole pronte per Natale, un sacco di suggerimenti.

 

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La tavola di Natale di Donna Bianca 

 

Abbiamo recuperato (che qua tra declutter e spaceclearing si va a rilento, ma si fà) una vecchio tessuto, pesante e damascato, bianco avorio, arrivato non ricordo da dove, grande abbastanza per due tavoli. Abbiamo deciso di comprate dei “runner”, anzi abbiamo comprato la stoffa, lunga e stretta, in varie fantasie natalizie . . . poi abbiamo fatto un orlo (alla meglio, tra me e la FigliaGrande) et voilà, ogni pranzo una tavola nuova!

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Per il resto delle decorazioni della tavola, abbiamo pensato ai vari oggettini che sono stati raccolti negli anni, porta candele e cose così e poi basta, perché deve restare lo spazio per mettere i piatti di portata, con le prelibatezze preparate con professionalità e amore dalla FigliaGrande.

Abbiamo addobbato il cancello che da sulla strada. 
Abbiamo applicato le luci sotto il balcone.
Abbiamo preparato l’albero e il presepe.

Tutto senza nuovi acquisti, perché ci siamo accorte che le cose che abbiamo negli scatoloni sono molte e anche simpatiche (qualcuna è lì ad aspettare da anni, perché 3 figli e quasi 40 anni di matrimonio, sono tanti ricordi) . . . l’unica pazzia l’ha fatta la FigliaGrande, ma è una sorpresa! A dir la verità, piacerebbe fare una pazzia anche a me . . . vediamo come posso fare! cena
Insomma, abbiamo preparato tutto per accogliere le persone che ci vogliono bene e a cui noi vogliamo bene. Ci prepariamo a festeggiare un compleanno speciale. Siamo pronti a vivere al meglio la festa, tra sacro e profano!

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(*) Il termine è usato da Fiordicactus nell’accezione più ironica possibile o, come viene riportato anche sulla Treccani on line, “che evoca il piacere di vivere nelle mura domestiche” e, aggiungerei, col piacere di creare per se e per la propria famiglia un ambiente gradevole da vivere dove stare con la famiglia, parenti ed amici in armonia.