Ricomincio da te . . . #MeToo & #quellavoltache

Ricominciare, raccontando i fatti, la cronaca della mia vita, raccontando le emozioni che provo e i sentimenti che vivo o raccontando le mie reazioni ai fatti del mondo . . .

Ricomincio da te . . . ragazza che hai subito abusi, che hai subito molestie, che hai saputo reagire a un uomo “predatore”, ma anche a quelle che, finora, sono solo la spalla sulla quale qualche amica piange dopo brutte esperienze

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Non sono e non sono mai “femminista” se femminista fa rima con “estremista” (“tremate tremate, le streghe son tornate”)
Sono “femminista”, quando s’essere femminista è sentirsi uguale agli uomini (a volte anche meglio), per come sono stata educata in famiglia, una famiglia di maschi e femmine che sapevano e potevano fare le stesse cose se solo serviva.

Sono stata giovane, prima, dopo e durante l’adolescenza, in un periodo dove sui giornali si parlava di Franca Viola e del suo “gran rifiuto” . . . di Milena Sutter, il suo rapimento e la sua morte . . . dei referendum sulla Legge 194 e sulla Legge Fortuna-Baslini”  argomenti come l’aborto e il divorzio, fino allora mai trattati in molte famiglie italiane.
Argomenti di cui poi si parlava sia a tavola con i genitori, sia a scuola con la Prof di Italiano (al sabato, lezione di “attualità”, per quei tempi, una prof rivoluzionaria) . . . non posso non dirmi “femminista”. Quello che non mi va, è che questa etichetta, a volte, comporta anche un’appartenenza politica . . . come dire che una non può essere femminista, ambientalista o altri “ista” senza essere anche politicizzata . . . o “estremista”!

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Ecco, io sono femminista, ma non schierata.

Tra l’altro, non ricordo di abusi subiti, non ricordo di apprezzamenti, di palpeggiamenti, di attenzioni particolari . . . sono stata fortunata! (o ero davvero così racchia?)

So che esistono i mostri, so che esistono i cretini, so che ci sono donne che non hanno nemmeno più il coraggio di uscire di casa. O che certe storie subite le hanno nascoste così bene, in fondo al cuore, che non hanno il coraggio di parlarne con nessuno.

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Ecco perché ho deciso di partecipare alla campagna per aiutare le donne a raccontare le loro brutte esperienze #MeToo  o #quellavoltache, perché non ci sia più vergogna per le donne e perché quella parte di uomini che ancora pensano che in qualche modo le donne “se la vanno a cercare” vengano emarginati e capiscano che è ora di cambiare atteggiamento. Per non parlare di quelle donne che sono più cattive degli uomini contro chi soffre già di suo.

E, ricordiamolo, certe violenze, certe umiliazioni, non riguardano solo le ragazze, le donne . . . 

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Ritornerai, ritornerai…

L’Estate sta finendo . . . l’Inverno sta arrivando!!!
Godiamoci intanto l’Autunno!

Si ricomincia a chiudere le finestre, a una certa ora . . . ma mentre sono aperte si può sentire ancora un po’ l’estate: sole brillante e aria piacevole, mentre si fanno i mestieri di casa si può stare ancora in mezze maniche.

FOGLIE

I ragazzi sono tornati all’orario ritmato della scuola. Un po’ di caos al pomeriggio, per via dei compiti . . . qua da noi PiccoloLord, che affronta le materie nuove della 3° elementare primaria ha un problema con la partenza, una volta che riesce a trovare il compromesso con la mamma, ecco che prende in mano penna e colori e si mette a fare i compiti in quasi piena autonomia.

Fior di Cactus ha deciso che è ora di ricominciare . . . e ha cambiato l’arredamento del blog. Colori autunnali, ma vivaci. Quei colori delle foglie morte, ma ancora piene di sole!
Tutti questi mesi, un sacco di vita (perché non ho trovato il tempo di raccontare?)
Tante cose nuove di cui mi sto interessando (che vorrei raccontare, prima a me che a quei miei venticinque lettori (come dice il Manzoni) ).
Tanti progetti in testa su cui fare un po’ d’ordine scrivendone e descrivendoli.

Le parole che sono lì, ferme, ma pronte a uscire, aspettano solo che io sia lì, pronta a scriverle!

Lettera

Certo, sono mesi che non scrivo . . . ma, come per andare in bici, basta poco e ci si riabitua facilmente! A volte penso che lo scrivere faccia parte di me, come il parlare e il respirare . . . ho cominciato anni fa, con la matita e poi con la “cannuccia” e il pennino e pian piano, di volta in volta, mi sono modernizzata!

 

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Pasqua, tra spiritualità e tutto il resto!

Mai come nelle festività vivo la vita come vorrei . . . come mi piacerebbe che fosse tutti i giorni.
L’allegra confusione delle visite, quella leggera ansia nel preparare cibo e accoglienza al meglio, le chiacchiere in libertà e i ricordi, i momenti seri e quelli allegri, conoscere realtà diverse e uguali (in fondo) alla nostra. La condivisione di pensieri, parole e vita.

Come sempre capita in certi periodi dell’anno c’è stata la parte spirituale. E sentire il sacerdote (nell’Omelia di Pasqua) ripetere, con altre parole, i concetti sentiti da un’amico (molto laico) la sera prima circa il saper guardare avanti, non aver paura del futuro, rinnovarsi e lasciare il passato indietro senza rimpianti è stato sconcertante!

Sono stati 3 giorni che hanno visto l’arrivo di Emily accompagnata da ReMida, le piacevoli conversazione sugli argomenti che ci accomunano: Outlander, figli, famiglia, la vita vissuta con entusiasmo, il lavoro fuori casa (anche se io, per quello, ormai ho tirato i remi in barca) , il piacere di viaggiare . . .
Tre giorni in cui era presente anche la FigliaPiccola, arrivata da Roma, che si fermerà (mirabile dictu) ancora qualche giorno.
Tre giorni che hanno visto la casa invasa da uova di pasqua, coloratissime! Regalate, comprate, da scambiare al PiccoloLord, alla PiccolaLady e alle piccole Masha e Lele. Ma ne è arrivato uno anche per me! Una bellissima sorpresa, un braccialettino col suo ciondolo!

Non vi sto a fare l’elenco di tutto quello che abbiamo preparato in cucina, di quello (molto di più) che abbiamo poi mangiato, vi dirò solo che per qualche giorno non avrò bisogno di fare la spesa.

Non so quale maligno pensiero mi ha portato a comprare 4 pagnotte di pane da 1/2  Kilo, che sono lì che occhieggiano e che la FigliaPiccola ha proposto di far diventare: Gnocchi di pane, torta di pane, panzanella e via riciclando! In questi giorni tutto si è mangiato, tranne che il pane (o almeno, poco poco), c’erano le “ciambelle strozzose” che di “strozzoso” non avevano molto, ma che si combinavano bene col pecorino abruzzese, col salame coi lardelli e col ciauscolo (marchigiano) e persino con la insalata “Olivier” (quella che in Italia è chiamata “insalata russa”) che ci ha portato l’amica Irina, ucraina Doc, preparata con la ricetta di sua madre.
E i dolci? Tra quelli confezionati, tipici di queste feste, le magnifiche paste portate dagli ospiti, quelli preparati dalla FigliaGrande per il suo PicNic con le famiglie della classe del PiccoloLord e quelli portati dall’amica A. Una felicità per gli occhi e le papille gustative (ho sentito chiaramente, in testa, l’invito: “pancia mia fatti capanna)!

Il tempo ci ha fatto preoccupare, ma alla fine si è risolto a darci un cielo “ttrecchi” come dice la Bice Piacentini (poetessa in vernacolo sambenedettese) nella poesia dedicata alla Città sulla Costa, che in questo vecchio post, potete trovare sia in vernacolo che tradotta.

Il sabato sera con Emily e Re Mida. In piacevole conversazione siamo arrivati alle 2 di notte senza nemmeno accorgercene.
Pasqua in gioiosa compagnia, con una parte consistente della famiglia, il NipoteF, momentaneamente “orfano” di mamma e sorella, proprio il giorno di Pasqua, Irina e le sue figlie . . . davvero una bel momento conviviale.
E “ultimo, ma non ultimo”, il pranzo della Pasquetta, sempre con Emily e il suo simpatico Re Mida, a chiudere le grandi “mangiate” delle feste . . . la sera, cena con una minestra con brodo vegetale e passato . . .

E ora? Ora si torna nei ranghi, in attesa di un’altra occasione per sentire le pentole che fan fracasso, per stare insieme a gente simpatica, senza troppi convenevoli, con delle belle chiacchierate, parlando di personaggi immaginari (libri, serie TV, film) o di blogger che si conoscono bene, senza nemmeno averle mai viste, pensando che ci si potrebbe rincontrare e quando.
Vivendo la vita di tutti i giorni come fosse una festa . . . malgrado i problemi che si possono incontrare.

(Ps. più tardi metto qualche foto! Ora, vado a far qualcosa! L’Udmv ha ricominciato a lavorare e ha i suoi orari! La cosa peggiore dei giorni feriali . . . gli orari!)

 

 

“Fioretti” di Quaresima

Oggi, mercoldì “delle Ceneri”, per i cattolici (quasi tutti, gli “ambrosiani” no, loro hanno dei tempi diversi) ci sarà la cerimonia durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli, accompagnata dalla formula «Convertitevi e credete al Vangelo» e comincerà la Quaresima . . .

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Tutti (anche i non credenti o non praticanti) sanno che “Quaresima” è, nel parlare comune, sinonimo di “digiuni e astinenze” . . . per questi momenti “forti” dell’anno,  fin da piccoli, ci viene insegnata l’abitudine dei “fioretti” (adeguati all’età e alla salute di ognuno), qualcosa da fare o non fare, qualcosa che ci costi un sacrificio consapevole. 
Una mia amica, signora di una certa età, per esempio ogni anno decide di astenersi dal mangiare dolci e dal mettere lo zucchero nel caffè. Ogni anno, da che la conosco, ci vuole convinzione e costanza! 

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Ho letto un post simpatico (l’ha scritto Lucyetta e non poteva essere diversamente), su vari spunti per “fioretti” moderni, da fare in Quaresima, ricordandoci, come scritto nel vangelo di Matteo: “E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano.”.

Così, siccome già stavo pensando a qualcosa da fare per questa Quaresima, qualcosa che mi facesse sentire davvero il “sacrificio” senza arrivare agli eccessi che poi non si riescono a mantenere e mi farebbero sentire una frana totale, me lo sono letto. Tutto e ci ho trovato quegli spunti che mi servivano.

Oh, siamo chiari, non lo scrivo per sentirmi dire “brava”! Lo scrivo perché questo è il mio diario e, se fossi in dubbio, passo di qua e faccio un ripasso . . .

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Mi piacciono il primo: Riscopri il piacere di qualche antica ricetta” e il secondo punto: Approfitta dell’astinenza per una dieta detox (e per l’anima, e per il corpo)” (tra quelli di Lucyetta). Vado a cercare quel libro in cui ci sono ricette antiche e vedo di fare lo sforzo di cucinare qualcosa di nuovo, anche se solo il venerdì, quando ci viene richiesta l’astinenza dalle carni  (che non proibisce di consumare pesce, uova e latticini, ma proibisce di consumare, oltre alla carne, cibi e bevande che ad un prudente giudizio sono da considerarsi come particolarmente ricercati o costosi.) E in oltre, potrei approfittarne per ricominciare a organizzare i menù,  impegnarmi nel cucinare qualcosa di curato nel pensarlo e nel prepararlo. In questi ultimi tempi ho trascurato la cucina (mea culpa). Qualche volta i miei se ne sono lamentati.

Per attuare il terzo punto: se puoi prenderti qualche giorno di ferie”, la cosa si fa difficile, ma lo potrei accorpare al nono: “fai una gita… ad alto tasso spirituale” . . . una domenica, lasciando la quotidianità della cura della casa, più spirituale.
Potrei anche “liberarmi” qualche ora, qualche pomeriggio di bel tempo, per andare, camminando, a quella chiesetta fuori mano . . .

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Se poi volessi attuare anche il quarto: “spegnendo o decidendo un tempo più “corto” per stare in Internet” (mail, Facebook, lettura di giornali on line o di blog amici, o saltellando da link in link), potrei darmi dei “tempi più lenti”, “dedicarmi a buone letture” e, mentre sono impegnata nelle mie incombenze, “ascoltare della musica classica” . . . (altri tre punti che ci consiglia Lucyetta)

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Un po’ più difficile mi sarebbe il punto otto: “Riprendi il contatto con quel amico che non sentivi da tempo”, per come sono io, non ho molti amici e quelli che ho, li sento, chiacchierona come sono, anche troppo! Ma vediamo cosa si può fare!

Non dimentico il punto dieci, “Poniti un obiettivo preciso, e fai di tutto per raggiungerlo”, che, anche se sembra uno di quei consigli dei vari libri di autoaiuto/motivatori per casalinghe deragliate,  richiamandoci all’autodisciplina ci ricorda che è una “virtù” che fa bene anche all’anima! La procrastinazione è un “peccato” in cui è facilissimo scivolare, come si fa presto a scivolare nell’accidia.

E ora . . . vado a cominciare . . . cerco di cambiare, sia nell’anima che nel corpo.

 

 

Tanto tu torni sempre – Venerdì del libro 11

Mi è stato offerto (a prezzo stracciato) dalle “offerte del Kindle” di Amazon. L’ho comprato per non più di 2,99 in formato e-book, qualche giorno primo o dopo la “giornata della Memoria”. Poi l’ho lasciato lì.

tanto-tu-torni-sempre-la-storia-di-ines-figin-l-bgvgqjCliccando qui potete vedere il video dove la Ines racconta di quei giorni

L’altra sera finito di controllare i messaggi di Whatsapp sul tablet, avevo ancora qualche neurone acceso e sono andata sulla biblioteca degli e-book. L’ultimo libro lasciato a metà, l’ultimo libro comprato a 0,99 (un romanzo rosa) e poi questo . . .  l’avevo preso perché quel periodo e quelle esperienze mi interessano tanto (qualcuno dice “troppo”!), l’avevo lascito intonso perché mi angoscio sempre a leggere, ma quella sera, quella copertina sembrava chiamarmi . . . l’ho iniziato e l’ho finito, compresa l’introduzione, l’appendice e i ringraziamenti! 🙂

La storia è presto raccontata:“Ines Figini aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Così finì nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück e infine in un ospedale militare, dove trascorse un anno e mezzo (…) È la storia di una persona a cui il lager non ha rubato l’anima e che ha ripreso a vivere. (…) che, nonostante tutto, ha perdonato. ”  Ma il bello è scoprirla pagina dopo pagina! 

Le 150 pagine del testo cartaceo, lievitano sul tablet (anche perché io siccome che so’ ciecata uso un carattere grande, leggendo la sera tardi, riposante), ma la lettura scorre veloce, non riesco a metterlo giù, intorno a me la casa silenziosa si riempie dei fantasmi di chi non è tornato, le urla dei deportati, dei condannati alle camere a gas, dei soldati tedeschi, dei parenti che la vedono tornare a casa . . . vado avanti con Ines, come fossi lì accanto a lei, fino alle ultime pagine. E mi addormento senza nemmeno controllare l’ora! 

Lo consiglio! Vivamente. M’è piaciuto tanto.
Niente vittimismo, niente recriminazioni, ma scoprire che davvero, siamo tutti fratelli nella sventura e nella gioia . . .
Il “male” non seleziona chi deve soffrire . . .
Il male è ottuso e spietato.
Ma qualcuno è fortunato e ce la fa a batterlo.

Vi metto qui, il link a un’intervista alla protagonista di questa storia, se non trovate il libro, lei racconta tutta la sua peregrinazione.

Con questo post, Fiordicactus partecipa al Venerdì del libro di Homemademamma

Il mio cervello, il mio corpo . . . in lotta!

Perchè di cose da scrivere ne avrei molte, ma mi manca il tempo, ho trovato questo post che (solo a pensarci) mi fa sempre sorridere . . . 🙂
Il PiccoloLord adesso non lo prendo più in braccio, è diventato alto e si considera un “ragazzo”! 🙂

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Il mio cervello e il mio corpo, dovrebbero lavorare insieme, dovrebbero cooperare; eppure a volte li sento litigare . . . li sento discutere, discussioni interminabili e non sempre è il cervello che vince,  quel cervello che dovrebbe essere razionale, logico e perfezionista soccombe. Chi la spunta, a dispetto di tutto è questo corpo:  goloso, pigro e che a volte si dimentica l’età che ha.
Ci sono delle notti in cui il cervello si sveglia e sa, lui lo sa, che bisognerebbe alzarsi e andare in bagno, io sento che scuote il corpo e glielo spiega: “Sveglia, bisogna alzarsi, muoviti!” e poi si sente l’altro, il corpo, che risponde: “Uhmm aspetta, si sta così bene qui al calduccio, non posso aspettare ancora un po’, non  è così urgente . . .” (in effetti ha ragione, in certi orari, uscire dal letto è difficile).
Altre notti, quello stranito del cervello…

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Buon Anno . . .

Passato Natale . . . Non ancora l’Epifania . . . ma ecco, c’è ancora da festeggiare!
In famiglia, con gli amici, da soli (a volte capita) . . . qualcuno fuori casa, qualcuno in casa e qualcuno (povero lui), persino all’Ospedale.
Oggi il calendario del 2016 finisce, domani si comincia col 2017 . . . che sia un “buon” anno.attivitaMa poi, alla fine, anche le cose brutte aiutano a crescere, a gustare meglio i momenti belli, gustosi, simpatici. Se fosse sempre sereno, alla fine che noiaaaaaa!

Quest’anno ha visto scomparire alcune persone, tra parenti e amici, a cui tenevo tantissimo . . . li sento sempre vicini.

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Auguri a tutti voi!
Auguri a me, di poter vedere i sogni avverarsi. Di poter tener fede agli impegni presi con me stessa. Di poter godere dell’affetto dei miei cari per tutto il prossimo anno.

E poi, la promessa (a me stessa prima di tutto) di far ripartire questo blog!
Ne ho da raccontare . . .

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Ehi, ci sono ancora!!!

Ho vissuto mesi pieni di cose da fare e gente da incontrate
Ho fatto un bellissimo viaggio nella memoria
Ho festeggiato un compleanno importante
Ho dovuto cambiare un Pc e anche il monitor

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Ho voglia di ricominciare a raccontare e raccontarmi
Ho voglia di segnare su queste “pagine” le cose belle di cui essere grata
Ho voglia di farvi partecipi dei miei pensieri e delle mie avventure

Prossimamente . . .

Un animo romantico . . .

Una di queste mattina, PiccoloLord si è svegliato per andare in bagno . . . alla mamma che si era svegliata a ruota, ha chiesto: 
“Mamma è già domani?” (che nel suo linguaggio pittoresco equivale a “È arrivato finalmente l’ora di svegliarsi e scorrazzare libero e felice tra casa, cortile, giungla che si chiama giardino o di andare al mare? E, se avanza qualche quarto d’ora, di fare quelle paginette di compiti, giusto per accontentarti?” 

La risposta della mamma, ancora assonnata: 
“No, è ancora notte!” 

Il PiccoloTommasoMiscredente non si fida e rilancia:
“Mi fai vedere che il sole non c’è?” 

La mamma alza la tapparella e spiega:
“Vedi, il sole non si è ancora svegliato, andiamo a dormire ancora un po’!” 

Lui, PiccoloAstronomo, osserva dalla finestra e:
“Però non è più buio buio . . . ” 

E la mamma deve ammettere che:
“Manca poco all’alba . . .” 

“Alba?” Una luce si accese negli occhi del PiccoloEsploratore “Cos’è l’alba?”

Rassegnata alla propria sconfitta, la mamma decise di approfittare della situazione per una rapida lezione di astronomia:
“L’alba è il momento in cui il sole si sveglia, esce dal mare e diventa giorno!”

Con un sorriso dei suoi, quelli che affascina insegnanti, terapiste, mamma e, persino, qualche bambina PiccoloLord esclama:
“Voglio vedere l’alba!”

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Malgrado la mamma cerchi di convincerlo a tornare a letto ed aspettare tempi migliori per “fare l’alba”, lui non molla: l’alba è vicina, non l’ha mai vista, vuole vedere “la levée” del sole. Il cielo, fuori, schiarisce sempre più . . . 
La mamma, sconfitta (perché le mamme sanno quando sono sconfitte), lo riveste in fretta, oltre alla solita tenuta estiva, calzini e una felpa per infagottarlo bene. Perché, anche se siamo (tecnicamente) in estate, siamo stati visitati proprio durante la notte da una perturbazione, l’aria del primo mattino è freschetta.
Salgono i due piani di scale in tre, PiccoloLord, la Mamma e il fido cane Pik(kolo)

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Per fortuna il cielo è terso e dal terrazzo sopra la casa, guardando verso est, in basso si intravede il mare . . . La mamma vigila, i due “cucciolotti” stanno seduti lì vicino,  in attesa del momento fatale
E finalmente l’aurora si espande sempre più e il cielo prende un chiaro color latte mentre la notte se ne va, dietro le colline a ovest. Le nuvole sopra il mare si illuminano di un giallo dalle mille sfumature e, infine, quasi che qualcuno lo abbia lanciato, ecco il sole . . . 

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Pochi secondi ed è giorno, PiccoloLord soddisfatto si lascia convincere a coricarsi per recuperare, con un breve sonnellino, l’ora di stupore per poi raccontarla a tutti per tutto il giorno! 

Post Terremoto

Vi ricordo questa iniziativa, che . . . come si dice . . . parte “dal basso”!
È un’iniziativa per fare risorgere Arquata del Tronto, un paesino che si trova lungo la Salaria ai piedi del monte Vettore, da cui parte la strada che porta alle Piane di Castelluccio (così famose per la fioritura delle lenticchie) e per salire e fare le escursioni sul Vettore e verso il lago di Pilato, dove (unico al mondo) vive una colonia di Chirocefali dal Marchesoni, piccoli crostacei che hanno dei cugini solo sull’Himalaya!

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Sono persone che abitano lì, ci sono persone che sono già attive in altre importati e utili attività sociali! Io mi fido!

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Si è costituita ieri la Omnibus sede di Arquata del Tronto, composta da vittime del sisma di Arquata e circondario. La Omnibus di San Benedetto del Tronto, Presidente Raffaella Milandri, curerà la raccolta fondi e i soci di Arquata gestiranno i fondi. Presidente della Omnibus Arquata Maria Luisa Fiori, coordinatrice dalla sede di San Benedetto Paola Petrucci. INVITIAMO A PARTECIPARE COME DONATORI MA ANCHE A ISCRIVERVI DA ARQUATA, PESCARA E DINTORNI COME SOCI ONORARI BENEFICIARI, CONTATTARE 335 6126630 PER INFO
PER DONAZIONI c/c Unicredit IBAN IT 65M 02008 24404 000103706117

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Le fondatrici sono tutte donne   . . . chi meglio delle donne sa i bisogni della gente . . . le donne, da sempre le econome della famiglia

Un nuovo Anniversario . . . 9 anni di blog

Chi mi segue lo sa . . . oggi per me è un giorno triste! 
Chi mi legge da un po’ lo sa . . . oggi per me è un giorno da festeggiare!

Questa dicotomia mi segue da anni! Me la tengo stretta, fa parte di me! 

Sono 9 anni che questo blog è nato, nel giorno del ricordo della morte di mia madre. 

Non posso parlare di mia madre con la leggerezza e l’ironia che uso su queste pagine.
Non posso parlare dei miei sentimenti nei suoi confronti o nei confronti di quel giorno. Ne ho parlato una volta, velocemente.
Certe sensazioni sono presenti, sempre, in fondo al mio pensiero, le sento scorrere nei giorni allegri e in quelli tristi, nei momenti di gioia e in quelli di dolore, negli incontri con vecchi e nuovi amici, nei ricordi con chi l’ha conosciuta e nel racconto di aneddoti o di citazioni quando, a volte, se ne parla con chi non l’ha conosciuta.
Ma sono solo miei, non li condivido con nessuno.

Però, non posso non festeggiare la nascita di questo blog, un blog un po’ abbandonato, ma mai chiuso. (*)
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Allora, andiamo a cominciare . . . 9 è uno dei numeri “importanti” sia nella matematica, sia nella mitologia, sia nella religione e persino nella letteratuta . . .

9 sono i mesi di gestazione di noi umani e, infatti, nella “smorfia” il numero 9 è la figliolanza.

Nel Cristianesimo il numero nove è simbolo del miracolo in quanto quadrato di 3, simbolo della trinità e del sacrificio di Cristo per la salvezza degli uomini. Nei Vangeli, Gesù crocifisso alla terza ora, comincia l’agonia alla sesta ora, e spira alla nona.
Nove giorni e nove notti sono la misura del tempo che separa il cielo dalla terra e questa dall’inferno.
Novena . . . è un’attività di devozione cristiana che consiste principalmente nel recitare preghiere (come il Rosario) ripetute per nove giorni consecutivi.

Nove sono le Muse, personificazione per le scienze e le arti della somma delle conoscenze umane. In mitologia sono nate da Zeus in nove notti d’amore. Ecco i loro nomi e le espressioni a loro associate: 

 

Clio, colei che rende celebre, la Storia 
Euterpe, colei che rallegra, la Poesia lirica
Talia, colei che è festiva, la Commedia
Melpomene, colei che canta, la Tragedia
Tersicore, colei che si diletta nella danza, la Danza
Erato, colei che provoca desiderio, la Poesia amorosa 
Polimnia, colei che ha molti inni, la danza rituale e il canto sacro, ovvero il Mimo
Urania, colei che è celeste, l’Astronomia 
Calliope, colei che ha una bella voce, l’Elegia

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Nel rugby a 15 la maglia numero 9 è indossata dal mediano di mischia

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Il rugby è una buona occasione per tenere lontani trenta energumeni dal centro della città. (Oscar Wilde)

Dante identifica nel numero nove la massima espressione dell’amore divino. Al numero nove identifica anche Beatrice, simbolo divino, che gli apparve per la prima volta all’età di nove anni. Il secondo incontro avviene esattamente nove anni più tardi dove Beatrice rivolge a Dante il suo primo saluto nell’ora nona di quel giorno. Dante poi compila l’elenco delle sessanta donne più belle di Firenze e Beatrice significativamente compare non al primo posto, bensì al nono. 
Nella Divina Commedia di Dante nove è anche il numero dei cerchi infernali e simmetricamente nove sono le sfere celesti del paradiso.

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Novembre si chiama così perché, nel calendario romano, era il nono mese dell’anno

Che dire d’altro??? Non mi sento di promettere post a raffica, non mi sento di escludere nuovi post.  Intanto, festeggio . . . poi vedrò cosa mi viene voglia di fare in questo decimo anno da blogger che vado a cominciare! 🙂

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(*) Già qua ci vorrebbe una/o psichiatra che mi spiegasse perché non scrivo e non cancello tutto. Nella mia testa ci sono 101 giustificazioni per questa trascuratezza e 101 volte in cui ho provato a ricominciare a scrivere, per poi cancellare il post. Pensando tra me e me che di sicuro, l’argomento di cui volevo parlare non sarebbe stato interessante ad altri che me . . . 

Non sono mai stata brava a tenere un diario . . . ci sono cose che scrivendole mi sembrano più pesanti . . . e non voglio ritrovarmi, in futuro, massi e macigni che sono riuscita a superare, ancora tra i piedi! 

Sindrome da anniversario . . .

Lo ripropongo, anche se l’interessato dice che sono “sempre le stesse parole” . . . l’anno prossimo farò un post nuovo! 😉

 

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Per il figlio, che dice peste e corna del mio blog, che, dice, non lo guarderebbe “neanche morto”, ma lo fa vedere alle sue amiche!

Per il figlio che borbotta, borbotta, minaccia di andare al McDonald a mangiare e poi mi fa trovare la tavola apparecchiata, la cena pronta!

Per il figlio, che si lamenta sempre che io, con le sorelle, facciamo coalizione di donne, e lui e il padre, sono in minoranza!

Per il figlio, che ai cuginetti appena nati ha regalato modellini di macchine da corsa, perché, finalmente, non era più il solo nipote tra 5 femmine!

Per il figlio, che in una mattina di 25 anni fa . . . color mattone per l’ittero. . . incavolato nero con tutti quelli che per una settimana hanno cercato di “buttarlo fuori” dal suo nido . . . col “cordone a bandoliera” che minacciava di soffocarlo . . . ce l’ha fatta…

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L’uomo e altri animali (che si porta dentro)

Dio creò l’asino e gli disse: “Sarai ASINO, lavorerai instancabilmente, dall’alba al tramonto, portando pesi sulla groppa. Mangerai cardi spinosi, non avrai l’intelligenza e vivrai fino a cinquant’anni. Sarai ASINO!”

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L’asino gli soggiunse: “Sarò asino, ma vivere fino a cinquant’anni penso sia troppo visto la vita che dovrò fare. Concedimi solo 20 anni”.

Il Signore Iddio glielo concesse.

 

Dio creò il cane e gli disse: “Sarai CANE! Difenderai la casa dell’uomo, sarai il suo migliore amico, mangerai di quello che ti daranno e vivrai venticinque anni. Sarai CANE!”

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E il cane gli disse: “Va bene, Signore, sarò cane e farò quello che devo fare, ma vivere venticinque anni per me è troppo. Concedimi solo 10 anni”.

Il Signore lo accontentò.

 

Dio creò la scimmia e le disse: “Sarai SCIMMIA! Salterai di ramo in ramo tra gli alberi della foresta facendo pagliacciate, divertirai la gente e vivrai vent’anni. Sarai SCIMMIA!”

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La scimmia rispose: “Come posso vivere vent’anni saltando di ramo in ramo? Ti prego, dammene solamente 10”.

Il Signore glielo concesse.

 

Finalmente Dio creò l’uomo e gli disse: “Sarai UOMO! Sarai l’unico essere razionale sulla faccia della terra. Userai la tua intelligenza per dare il nome e per sottomettere gli animali. Dominerai il mondo e vivrai vent’anni.”people-silhouettes-different-ages-holding-letters-word-generations-white-background-46926474

E l’uomo rispose: “Signore, sarò UOMO, però vent’anni sono troppo pochi. Dammi, ti prego, i 30 che ha rifiutato l’asino, i 15 che non ha voluto il cane e i 20 che ha respinto la scimmia”.

Così fece il Signore e da allora l’uomo vive 20 anni da uomo. Poi si sposa e passa 30 anni da asino lavorando come un asino per mantenere tutta la famiglia. Quando i figli se ne vanno, vive 15 anni da cane, badando alla casa e mangiando quello che gli viene dato ed arriva quindi all’età della pensione per vivere 10 anni da scimmia, saltando di casa in casa, di figlio in figlia, facendo… pagliacciate per divertire i nipotini!

 

Autore ignoto

Oggi sposi . . .

Oggi . . . Gioia! 
Oggi . . .  Amici!
Oggi . . . Amore! 
Oggi . . . Parenti!
Oggi . . . Felicità!
Oggi . . . Sposi! 

x blog

” (…) L’amore è paziente,
è benigno l’amore;
non è invidioso l’amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell’ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L’amore non avrà mai fine”.

(san Paolo – Inno all’amore – dalla Prima Lettera ai Corinti)

1° Domenica d’Avvento – 2015

A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.

A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

2830

IN PREGHIERA CON IL SALMO 24 / 25

O Dio, buono e retto, che indichi ai peccatori la via della giustizia, insegnaci i tuoi precetti, perché conoscendo i tuoi sentieri di verità e di amore, possiamo con più fedeltà vivere secondo giustizia, custodire la tua alleanza e conseguire la salvezza.

La Madre dello Sposo . . . alle prese col dress code

Nota Bene, ricordarsi di leggere con un sorriso come con un sorriso è stato scritto! 

2 mesi e 22 giorni

calendario
ovvero: 82 giorni
ovvero: 11 settimane e 5 giorni

Non è il conto alla rovescia per l’impatto di un asteroide o il conto cervellotico di quanto manca alla fine del mondo in base a calendari svaniti nei secoli . . . è il tempo che scorrerà mentre io scelgo un vestito adeguato al mio ruolo di madre dello sposo e quando finalmente lo sfoggerò i due piccioncini convoleranno a giuste nozze.

wedding Procession

Di questo matrimonio si parla da qualche mese, siamo persino stati al ristorante dove si festeggerà il lieto evento. Abbiamo assaggiato primi e secondi con i consuoceri e la FigliaGrande (come esperta) per dare poi un parere sulla composizione del menù!
Di questo matrimonio ho sempre cercato di far capire che i veri protagonisti sono gli sposi, ma pare che anche la madre dello sposo abbia il suo cameo da recitare (spero non si pretenda da me un’interpretazione da Oscar) e perciò deve essere adeguatamente abbigliata.
Di questo matrimonio mi piacciono molte delle cose che sento raccontare, qualche scelta mi lascia perplessa (probabilmente è colpa dell’età). Ma la cosa che più mi mette in crisi è il dannatissimo benedetto vestito che dovrei portare quel giorno.

liz-taylor-con-spencer-tracy-nel-film-il-padre-della-sposa

So che ci sono molti film dove si parla del nervosismo di cui da segni il Padre della Sposa (so di padri della sposa a cui venivano propinati calmanti nelle ultime settimane prima del fatidico giorno).
Nessuno ha mai preso in considerazione la marea di pensieri che affollano le notti della Madre dello Sposo . . . il vestito, le scarpe, la borsa e (eventualmente) cappello o acconciatura. Questi pensieri non fanno parte degli elenchi dei fattori scatenanti lo stress per una dimenticanza dei relatori.

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Perché non analizzare lo stress da matrimonio di un/a figlio/a. Ai genitori vengono poste le domande più assurde: “devo invitare anche lo zio Casimiro, quello che si vede solo ai funerali e non ricorda mai di chi sono figlio???” (logicamente no). “Vuoi che inviti anche la tua compagna delle elementari, quella di cui parli sempre . . .” (se mi avessi ascoltato davvero, avresti capito che ne parlo solo per raccontarvi episodi di bullismo). “Tu come ti vesti??? (nooooooooooo . . . non me lo chiedere, non lo so! )

angela ariza

Ho letto blog e siti di “wedding planner”, ho visto foto su foto e mi sono chiesta se questi stilisti si rendono conto che la Madre dello Sposo ha, come minimo, 18/20  anni più di lui e non sempre, per colpa dei peccati di gola e di una passione per i piatti ben conditi, ha misure da Miss Mondo . . . e non mi venite a dire che, da gennaio a dicembre, potevo dimagrire di almeno 15 Kg, più facile a dirsi che a farsi.

Insomma, qualche chilo l’ho perso per strada, ma non sufficienti per entrare in una 44 . . . sto ancora sulle taglie dispari, diciamo che sono una “curvy” abbondante. È un bel problema, spero di risolverlo in tempo per quel dì, mica posso andare in chiesa in jeans, giubbotto e scarpe da ginnastica! Anche se mi piacerebbe . . . in fondo, tanti anni fa, la mia canzone preferita era “come un ragazzo”!

Decluttering selvaggio . . . lo space clearn “ha da veni'”!

Ho scoperto il servizio di ritiro dei “materiali ingombranti”.
Gratuito!
Su appuntamento!
Utilissimo per me che ho un intero piano di casa pieno di cose accumulate in parte da più di 10 anni e in massima parte negli ultimi 3 anni (son certa di questo, perché tre anni fa il Figlio preso da raptus, svuotò quasi tutto).  Non avete idea di quanta “mercanzia” si ammucchi in tre anni, ho persino il sospetto che qualcuno venga di notte (e di nascosto) a lasciarci le sue cianfrusaglie.

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Tre anni fa, mentre era in ferie, il Figlio creò una montagna di roba nel cortile davanti casa e, solo dopo, chiamò la ditta incaricata del ritiro, col risultato che per qualche settimana sembrava che casa nostra fosse una succursale della discarica comunale.
Questa volta l’organizzazione dipende da me! Ho scoperto che niente è cambiato in tre anni, cioè, se tu chiami (perché una domenica di sole ti è venuta la voglia di fare spazio e buttare parte di quelle cose che: “metti lì non si sa mai” e che, ormai, sono lì talmente piene di polvere da non riuscire nemmeno a riconoscerle senza un master in archeologia industriale), quelli del ritiro di materiali ingombranti NON vengono il giorno dopo a ritirare quel mucchio di roba ormai senza né arte né parte, ma dopo almeno 3 settimane . . . obbligandoti a tenere gli occhi aperti su due personaggi alquanto pericolosi:
a) sul PiccoloLord, che non sia mai, decida di darsi alla scalata di suddetto mucchio instabile.
b) sull’Uomodellamiavita, che, non sia mai, decida di imboscare qualcosa che fa parte della suddetta “roba senza né arte né parte”.
per non contare dei cani che si aggirano curiosi . . .

rifiuti_ingombranti

Dopo che ho chiuso il cancello dietro al primo carico, dove era presente un po’ di tutto . . . giusto il risultato di una domenica di “raptus” liberatorio . . .  ho telefonato per un nuovo appuntamento e ho segnato col pennarello rosso sul calendario il giorno indicatomi: più o meno un mese dopo.

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Nel frattempo, in quel mese, giravo tra il piano sopra e il garage/cantina (dove prima ci ballava un’auto e tre bici, o un’auto e tre motocicli, per capirci), guardandomi intorno e prendendo nota mentalmente di quello che era destinato al “sacrificio” sull’altare dei nuovi “Dei”: Spazio e Ordine . . . prendevo quello che era più leggero e lo sistemavo nella parte di cortile dove (secondo l’autista del camion) era più comodo raccoglierlo col “ragno”, aspettavo il fine settimana quando la FigliaGrande e l’Udmv (qualche volta persino il Figlio) riuscivano ad ammucchiare le cose più grosse e pesanti.
Insomma. in un mesetto, senza grandi sforzi, abbiamo sistemato (quasi) ordinatamente un bel po’ di quelle cose che in tanti anni non erano mai servite e che, dopo discussioni infinite attenta riflessione, sono state considerate inutili e obsolete.

litigio

Nel frattempo, tengo d’occhio, giorno giorno, gli scaffali della “lavanderia”, dove sono stipati i risultati di raccolte a punti di marche famose di pasta, merendine e latte . . . il risultato di “traslochi interni”, dovuti a riordini veloci, tinteggiatura di muri, spostamento di mobili (tenendo presente che in questi lunghi anni ci sono stati impegni di lavoro e di accudimento della Suocera con l’Alzehimer). Quest’anno, mi ha preso così, voglio liberarmi da quelle cose che, se pur nuove, nessuno vuole usare e hanno preso un aspetto di vecchio . . . È “catartico”!
Mi resta solo di trovare una collocazione a cose che persino la Caritas mi ha detto: “le tenga lì, magari ci manda le foto, se ci servono le facciamo sapere”

Adesso non mi resta che  svuotare quelle 4 o 5 scatole dove all’esterno c’è scritto “Cose mamma – non toccare”, in pratica la “ripulitura” annuale dei cassettini “rebelot” (che con la nuova cucina non ho più), e dei dintorni della scrivania dove si ammucchiano carte e cose senza altra destinazione.

Il Figlio e la FigliaPiccola saranno invitati a partecipare al gioco “scegli cosa tenere” una caccia al tesoro, nascosto negli scatoloni che hanno lasciato qua a casa da quando se ne sono andati, chi per studiare/lavorare, chi per formare una nuova famiglia.
La FigliaGrande sta già facendo “decluttering” per conto suo e spesso arriva con un sacco di cose sue e del PiccoloLord da destinare al sacco nero o a quelli per il riciclaggio della carta e della plastica. Altre volte, prende quelle borse capienti e robuste del supermercato e porta giochi che non si usano più alla ludoteca  . . .

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Lo zoccolo duro è l’Uomodellamiavita . . . lui è un irriducibile del “potrebbe servire” o del “mò vediamo!”.

Comunque, per ottobre abbiamo un nuovo appuntamento con gli uomini del trasporto materiali ingombranti, questa volta sarà dura, sono quasi tutte cose di ferro. Ci toccherà convincere l’Udmv dell’inutilità di vecchie reti da letto, di vecchi ferri arruginiti, di pezzi e pezzetti di materiale ferroso che non servono nemmeno a sostenere un ramo di pervinca!

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Senza parlare del progetto della FigliaGrande . . . ve ne parlerò quando l’avremo portato a termine . . . vuole rimettere ordine tra le palline di Natale, i fili luccicanti dell’albero di Natale, le luci intermittenti e persino fra i personaggi del Presepe (ormai tra arrivi, partenze, regali e altro che non so, abbiamo 3 capanne, una persino vuota).