Un animo romantico . . .

Una di queste mattina, PiccoloLord si è svegliato per andare in bagno . . . alla mamma che si era svegliata a ruota, ha chiesto: 
“Mamma è già domani?” (che nel suo linguaggio pittoresco equivale a “È arrivato finalmente l’ora di svegliarsi e scorrazzare libero e felice tra casa, cortile, giungla che si chiama giardino o di andare al mare? E, se avanza qualche quarto d’ora, di fare quelle paginette di compiti, giusto per accontentarti?” 

La risposta della mamma, ancora assonnata: 
“No, è ancora notte!” 

Il PiccoloTommasoMiscredente non si fida e rilancia:
“Mi fai vedere che il sole non c’è?” 

La mamma alza la tapparella e spiega:
“Vedi, il sole non si è ancora svegliato, andiamo a dormire ancora un po’!” 

Lui, PiccoloAstronomo, osserva dalla finestra e:
“Però non è più buio buio . . . ” 

E la mamma deve ammettere che:
“Manca poco all’alba . . .” 

“Alba?” Una luce si accese negli occhi del PiccoloEsploratore “Cos’è l’alba?”

Rassegnata alla propria sconfitta, la mamma decise di approfittare della situazione per una rapida lezione di astronomia:
“L’alba è il momento in cui il sole si sveglia, esce dal mare e diventa giorno!”

Con un sorriso dei suoi, quelli che affascina insegnanti, terapiste, mamma e, persino, qualche bambina PiccoloLord esclama:
“Voglio vedere l’alba!”

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Malgrado la mamma cerchi di convincerlo a tornare a letto ed aspettare tempi migliori per “fare l’alba”, lui non molla: l’alba è vicina, non l’ha mai vista, vuole vedere “la levée” del sole. Il cielo, fuori, schiarisce sempre più . . . 
La mamma, sconfitta (perché le mamme sanno quando sono sconfitte), lo riveste in fretta, oltre alla solita tenuta estiva, calzini e una felpa per infagottarlo bene. Perché, anche se siamo (tecnicamente) in estate, siamo stati visitati proprio durante la notte da una perturbazione, l’aria del primo mattino è freschetta.
Salgono i due piani di scale in tre, PiccoloLord, la Mamma e il fido cane Pik(kolo)

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Per fortuna il cielo è terso e dal terrazzo sopra la casa, guardando verso est, in basso si intravede il mare . . . La mamma vigila, i due “cucciolotti” stanno seduti lì vicino,  in attesa del momento fatale
E finalmente l’aurora si espande sempre più e il cielo prende un chiaro color latte mentre la notte se ne va, dietro le colline a ovest. Le nuvole sopra il mare si illuminano di un giallo dalle mille sfumature e, infine, quasi che qualcuno lo abbia lanciato, ecco il sole . . . 

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Pochi secondi ed è giorno, PiccoloLord soddisfatto si lascia convincere a coricarsi per recuperare, con un breve sonnellino, l’ora di stupore per poi raccontarla a tutti per tutto il giorno! 

Post Terremoto

Vi ricordo questa iniziativa, che . . . come si dice . . . parte “dal basso”!
È un’iniziativa per fare risorgere Arquata del Tronto, un paesino che si trova lungo la Salaria ai piedi del monte Vettore, da cui parte la strada che porta alle Piane di Castelluccio (così famose per la fioritura delle lenticchie) e per salire e fare le escursioni sul Vettore e verso il lago di Pilato, dove (unico al mondo) vive una colonia di Chirocefali dal Marchesoni, piccoli crostacei che hanno dei cugini solo sull’Himalaya!

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Sono persone che abitano lì, ci sono persone che sono già attive in altre importati e utili attività sociali! Io mi fido!

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Si è costituita ieri la Omnibus sede di Arquata del Tronto, composta da vittime del sisma di Arquata e circondario. La Omnibus di San Benedetto del Tronto, Presidente Raffaella Milandri, curerà la raccolta fondi e i soci di Arquata gestiranno i fondi. Presidente della Omnibus Arquata Maria Luisa Fiori, coordinatrice dalla sede di San Benedetto Paola Petrucci. INVITIAMO A PARTECIPARE COME DONATORI MA ANCHE A ISCRIVERVI DA ARQUATA, PESCARA E DINTORNI COME SOCI ONORARI BENEFICIARI, CONTATTARE 335 6126630 PER INFO
PER DONAZIONI c/c Unicredit IBAN IT 65M 02008 24404 000103706117

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Le fondatrici sono tutte donne   . . . chi meglio delle donne sa i bisogni della gente . . . le donne, da sempre le econome della famiglia

Un nuovo Anniversario . . . 9 anni di blog

Chi mi segue lo sa . . . oggi per me è un giorno triste! 
Chi mi legge da un po’ lo sa . . . oggi per me è un giorno da festeggiare!

Questa dicotomia mi segue da anni! Me la tengo stretta, fa parte di me! 

Sono 9 anni che questo blog è nato, nel giorno del ricordo della morte di mia madre. 

Non posso parlare di mia madre con la leggerezza e l’ironia che uso su queste pagine.
Non posso parlare dei miei sentimenti nei suoi confronti o nei confronti di quel giorno. Ne ho parlato una volta, velocemente.
Certe sensazioni sono presenti, sempre, in fondo al mio pensiero, le sento scorrere nei giorni allegri e in quelli tristi, nei momenti di gioia e in quelli di dolore, negli incontri con vecchi e nuovi amici, nei ricordi con chi l’ha conosciuta e nel racconto di aneddoti o di citazioni quando, a volte, se ne parla con chi non l’ha conosciuta.
Ma sono solo miei, non li condivido con nessuno.

Però, non posso non festeggiare la nascita di questo blog, un blog un po’ abbandonato, ma mai chiuso. (*)
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Allora, andiamo a cominciare . . . 9 è uno dei numeri “importanti” sia nella matematica, sia nella mitologia, sia nella religione e persino nella letteratuta . . .

9 sono i mesi di gestazione di noi umani e, infatti, nella “smorfia” il numero 9 è la figliolanza.

Nel Cristianesimo il numero nove è simbolo del miracolo in quanto quadrato di 3, simbolo della trinità e del sacrificio di Cristo per la salvezza degli uomini. Nei Vangeli, Gesù crocifisso alla terza ora, comincia l’agonia alla sesta ora, e spira alla nona.
Nove giorni e nove notti sono la misura del tempo che separa il cielo dalla terra e questa dall’inferno.
Novena . . . è un’attività di devozione cristiana che consiste principalmente nel recitare preghiere (come il Rosario) ripetute per nove giorni consecutivi.

Nove sono le Muse, personificazione per le scienze e le arti della somma delle conoscenze umane. In mitologia sono nate da Zeus in nove notti d’amore. Ecco i loro nomi e le espressioni a loro associate: 

 

Clio, colei che rende celebre, la Storia 
Euterpe, colei che rallegra, la Poesia lirica
Talia, colei che è festiva, la Commedia
Melpomene, colei che canta, la Tragedia
Tersicore, colei che si diletta nella danza, la Danza
Erato, colei che provoca desiderio, la Poesia amorosa 
Polimnia, colei che ha molti inni, la danza rituale e il canto sacro, ovvero il Mimo
Urania, colei che è celeste, l’Astronomia 
Calliope, colei che ha una bella voce, l’Elegia

Musae

Nel rugby a 15 la maglia numero 9 è indossata dal mediano di mischia

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Il rugby è una buona occasione per tenere lontani trenta energumeni dal centro della città. (Oscar Wilde)

Dante identifica nel numero nove la massima espressione dell’amore divino. Al numero nove identifica anche Beatrice, simbolo divino, che gli apparve per la prima volta all’età di nove anni. Il secondo incontro avviene esattamente nove anni più tardi dove Beatrice rivolge a Dante il suo primo saluto nell’ora nona di quel giorno. Dante poi compila l’elenco delle sessanta donne più belle di Firenze e Beatrice significativamente compare non al primo posto, bensì al nono. 
Nella Divina Commedia di Dante nove è anche il numero dei cerchi infernali e simmetricamente nove sono le sfere celesti del paradiso.

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Novembre si chiama così perché, nel calendario romano, era il nono mese dell’anno

Che dire d’altro??? Non mi sento di promettere post a raffica, non mi sento di escludere nuovi post.  Intanto, festeggio . . . poi vedrò cosa mi viene voglia di fare in questo decimo anno da blogger che vado a cominciare!🙂

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(*) Già qua ci vorrebbe una/o psichiatra che mi spiegasse perché non scrivo e non cancello tutto. Nella mia testa ci sono 101 giustificazioni per questa trascuratezza e 101 volte in cui ho provato a ricominciare a scrivere, per poi cancellare il post. Pensando tra me e me che di sicuro, l’argomento di cui volevo parlare non sarebbe stato interessante ad altri che me . . . 

Non sono mai stata brava a tenere un diario . . . ci sono cose che scrivendole mi sembrano più pesanti . . . e non voglio ritrovarmi, in futuro, massi e macigni che sono riuscita a superare, ancora tra i piedi! 

Sindrome da anniversario . . .

Lo ripropongo, anche se l’interessato dice che sono “sempre le stesse parole” . . . l’anno prossimo farò un post nuovo!😉

 

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Per il figlio, che dice peste e corna del mio blog, che, dice, non lo guarderebbe “neanche morto”, ma lo fa vedere alle sue amiche!

Per il figlio che borbotta, borbotta, minaccia di andare al McDonald a mangiare e poi mi fa trovare la tavola apparecchiata, la cena pronta!

Per il figlio, che si lamenta sempre che io, con le sorelle, facciamo coalizione di donne, e lui e il padre, sono in minoranza!

Per il figlio, che ai cuginetti appena nati ha regalato modellini di macchine da corsa, perché, finalmente, non era più il solo nipote tra 5 femmine!

Per il figlio, che in una mattina di 25 anni fa . . . color mattone per l’ittero. . . incavolato nero con tutti quelli che per una settimana hanno cercato di “buttarlo fuori” dal suo nido . . . col “cordone a bandoliera” che minacciava di soffocarlo . . . ce l’ha fatta…

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Buon Compleanno!

Buon Compleanno Alla figlia n° 3   Che da ben 23 anni, riempie la nostra vita con più gioia e allegria che pensieri e preoccupazioni . . .   Era una mattina, buia e tranquilla . . . Erano le 4,00 d…

Sorgente: Buon Compleanno!

L’uomo e altri animali (che si porta dentro)

Dio creò l’asino e gli disse: “Sarai ASINO, lavorerai instancabilmente, dall’alba al tramonto, portando pesi sulla groppa. Mangerai cardi spinosi, non avrai l’intelligenza e vivrai fino a cinquant’anni. Sarai ASINO!”

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L’asino gli soggiunse: “Sarò asino, ma vivere fino a cinquant’anni penso sia troppo visto la vita che dovrò fare. Concedimi solo 20 anni”.

Il Signore Iddio glielo concesse.

 

Dio creò il cane e gli disse: “Sarai CANE! Difenderai la casa dell’uomo, sarai il suo migliore amico, mangerai di quello che ti daranno e vivrai venticinque anni. Sarai CANE!”

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E il cane gli disse: “Va bene, Signore, sarò cane e farò quello che devo fare, ma vivere venticinque anni per me è troppo. Concedimi solo 10 anni”.

Il Signore lo accontentò.

 

Dio creò la scimmia e le disse: “Sarai SCIMMIA! Salterai di ramo in ramo tra gli alberi della foresta facendo pagliacciate, divertirai la gente e vivrai vent’anni. Sarai SCIMMIA!”

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La scimmia rispose: “Come posso vivere vent’anni saltando di ramo in ramo? Ti prego, dammene solamente 10”.

Il Signore glielo concesse.

 

Finalmente Dio creò l’uomo e gli disse: “Sarai UOMO! Sarai l’unico essere razionale sulla faccia della terra. Userai la tua intelligenza per dare il nome e per sottomettere gli animali. Dominerai il mondo e vivrai vent’anni.”people-silhouettes-different-ages-holding-letters-word-generations-white-background-46926474

E l’uomo rispose: “Signore, sarò UOMO, però vent’anni sono troppo pochi. Dammi, ti prego, i 30 che ha rifiutato l’asino, i 15 che non ha voluto il cane e i 20 che ha respinto la scimmia”.

Così fece il Signore e da allora l’uomo vive 20 anni da uomo. Poi si sposa e passa 30 anni da asino lavorando come un asino per mantenere tutta la famiglia. Quando i figli se ne vanno, vive 15 anni da cane, badando alla casa e mangiando quello che gli viene dato ed arriva quindi all’età della pensione per vivere 10 anni da scimmia, saltando di casa in casa, di figlio in figlia, facendo… pagliacciate per divertire i nipotini!

 

Autore ignoto