La poesia . . . dialettale

Non so scrivere poesie, non sono abbastanza introspettiva! Sono più per una chiacchierata, una tazza di tè, una torta che cuoce nel forno, un abbraccio consolatorio . . . una sgridata, quando ci vuole.

Ma mi piace leggere poesie, ultimamente mi sono affezionata ad un genere poetico, non quelle che si studiano a scuola: “ A Silvia” (che sai che è morta), “I sepolcri” (che allegria!), “Il 5 maggio” (che ogni anno, mi viene da recitare un “requiem” per ‘sto povero Napoleone, come fosse uno di casa). Mi sono trovata a leggere con piacere le poesie dialettali.

Le prime poesie in dialetto che ho letto, sono in dialetto bergamasco, ostico ai più, ma per me, anche se non lo parlo, facile da leggere e da imparare! Poi, ho scoperto, qualche decennio fa, le poesie in dialetto sambenedettese, e vi spiego il come e il perché!

Quell’anno la Banca Popolare della Città sulla Costa, ai suoi correntisti più importanti regalava, per Natale, un bel libro con le foto antiche del paese e dei personaggi più in vista, dagli anni ’20 in poi . . . Io, che non ero nemmeno correntista, presi il coraggio (o fu la sfacciataggine dei 20 anni?) a due mani e mi presentai alla sede della “bancarella” (com’era chiamata famigliarmente in paese) e feci un discorso al direttore, che suonava più o meno così: “Io sto per sposare un suo concittadino, di Bergamo, so le leggende, la storia, conosco i personaggi storici e fantastici, poesie, canzoni ecc, ma di San Benedetto, che gli racconto ai figli che verranno?”
Il Direttore, molto comprensivo, chiama un suo collega, e gli spiega il problema e aggiunge: ”Vedi un po’ se ci sono anche i libri, quelli degli anni passati . . . quelli con le poesie!” e così, sono entrata in possesso di alcuni libri sulla cultura sambenedettese, che non tutti, a San Benedetto, nemmeno i sambenedettese veraci, hanno!

Io, un po’ con mia suocera, un po’ con mio marito e con alcune amiche, ho imparato a leggere le poesie, me le sono tradotte e oggi, in onore del mio paese adottivo (dove ormai ho trascorso più di metà della mia vita) vi offro la poesia che la Bice Piacentini, ha dedicato alla cittadina di San Benedetto del Tronto: “Sambenedètte”

 

SAMMENEDETTE

Lu mònne ‘ntire pù pure ggerà,
lu mònne ‘ntire còmma sta piantate,
e quanne scìllu tutte reggerate,
revì jècche e tte sinte ricrià.

Quiste jè ‘nu paèse ‘ffatturate;
se lu scì viste ‘n te lu pù scurdà
e lu frastìre che cce ha capetate
ce revè, preste u tarde, ‘n ce penzà!

J’àtre pajìce ce pò pure dì!
Appitt’a nnuje, ccuse ‘nn’ arevènte:
jècche ji murte ji fa rebbevì!

Sammenedètte, care bbille mì,
lu mare, tùne jè lu ppiù lucènte,
lu cìle tùne jè lu ppiù ttrecchì!

-Bice Piacentini-

SAN BENEDETTO

 

             Il  mondo intero puoi pure girare

                   il mondo intero, come sta piantato,

                   e quando l’hai tutto rigirato,

                   torni qua e ti senti rinascere.

              

             Questo è un paese incantato;

                    se l’hai visto non lo puoi più scordare

                    e il forestiero che c’è capitato

                    ci torna, presto o tardi, non ti preoccupare!

 

             Gli altri paesi, possono pure dire!

                    di fronte a noi, cosa non diventano:

                    qui i morti li facciamo resuscitare!   

             San Benedetto, caro bello mio,

                     il tuo mare è il più lucente,

                     il tuo cielo è il più  turchino!

 

Tradotta, (da me) suona così, anche se si perdono un po’ di rime, e sicuramente l’italiano non è perfetto! 

 

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36 thoughts on “La poesia . . . dialettale

  1. Mi piace perché ha la freschezza e l’ingenuità tipica della poesia dialettale. Ed esprime l’amore per il proprio luogo – una delle cose che ci portiamo dentro per tutta la vita 🙂

  2. Che magnifico espediente che hai trovato per entrare nel cuore della tua cittadina di adozione.
    Solo entrando nel vernacolo locale si possono capire le origini degli abitanti.
    Che bello San Benedetto del Tronto.
    Io ho due amici che ci stanno e un anno sono venuta al mare là. Ancora ricordo la bella vacanza.
    Un abbraccio.
    diggiu

  3. Per la tenda rossa,
    è davvero una bella poesia, un canto d’amore per la città! 🙂
    per Sayuri,
    la città . . ., ma i cittadini? 😉
    per Julia,
    Aggiungo due foto, per te e Diggiù! 🙂
    per Diggiù,
    Mi piace la storia della gente, e dei posti . . . so più io di SBT, che mio marito che ci è nato . . . 🙂
    Baci a tutti R

  4. Per Simo,
    Ma tu sai scrivere così bene, io, mi limito a leggere! 🙂
    Per Sayuri,
    mia suocera diceva : “Dio ha fatto Sammenèdette e noi ce lo semo capato!”, io aggiungevo, “poi ha creato i SanBenedettesi e ha rovinato tuto, ma volevo bene a lei, e voglio bene al mio sambenedettese . . . :-*
    Ciao a tutte e due

  5. chissà perchè ma tutti dialetti han più sapore … la poesia è ingenua, ma in italiano perde tutto il fascino semplice ….
    il tuo racconto di vita vissuta, come sempre, è pieno di vivacità e di ardimento … ciao G.

  6. Per Ortensia,
    Buon giorno a te, 🙂
    per Giovanna,
    I dialetti, come i cibi di una volta . . . sapori forti, unici e varieggiati . . . l’italiano come i cibi moderni, sapori soft, omologati . . . Purtroppo, io come traduttore e poeta . . . valgo così! 😉
    Si accettano consigli . . . anch perchè ne ho altre, carinissime . . .
    Per tutte e due, a presto, baci R

  7. Anch’io coltivo la poesia dialettale ed ho la fortuna di conoscere un poeta e commediografano, che nonostante l’età avanzata, scrive delle vere perle.
    La tua traduzione rende merito al testo originale.
    Ti ringrazio delle tue visite e dei graditi commenti.
    A presto.
    Angela

  8. Anche a me piace la poesia dialettale, mio nonno ne scriveva di bellissime.

    Io sono di Civitanova, ma devo ammettere che a volte mi sento un po’ insofferente…ma devo ammettere che con San Benedetto non c’è paragone…

  9. E’ davvero un invito al ritorno nel luogo dove ci sono le nostre radici e rimane sempre qualcosa di noi. A San Benedetto deln Tronto non sono ancora stata, ma mi è venuta volgia di venirci, ciao Giulia

  10. Siamo stati in vacanza a San Benedetto per due estati consecutive, pochi anni fa. Peperoncino e Sorrisone erano ancora piccoli piccoli, come si scatenavano felici in quelle spiagge immense!
    Grazie per avermi risvegliato bellissimi ricordi.

  11. Per lamaratoneta,
    fotuna davvero, grazie a te per visita e complimenti! :-)))
    per woodstock74,
    Grazie da parte di tutta la cittadinanza! 😉
    per Giulia,
    noi, siamo qua . . quando vuoi! 😉 per Aleike,
    eh! eh! eh! quando voglio so essere convincente, poi col mio accento, non mi dimentica nessuno, da queste parti! :-*
    per Pizza,
    non c’è di che . . ., spero ti siano paiciute le foto del lungomare nuovo! :-)))
    per Sayuri,
    Io, me lo sono “capato” bene !!! :-*
    per vino e mirra,
    sai, ho scoperto che i poeti dialettali, di solito sono anche dei fini umoristi! Anche il tuo? 😉
    Ciao a tutti, R

  12. per Helen,
    grazie e baci anche a te :-)))
    per Dad,
    Eh! eh! eh!, qui ci vorrebbe un altro post . . ., qualcuno di più, qualcuno meno . . ., per la scuola, erano gli unici ad avere il supporto per due o tre dialetti, quando si studiava “dialetto” comparato all’italiano!!!
    Ciao, R

  13. Una lettrice di poesie, che rarità!

    te ne dono una di uno scrittore semi sconosciuto (per ora),

    SAN BENEDETTO LE RONDINI SUL TETTO

    A primavera
    sul rigo dell’antifonario
    si posano
    le rondini neumatiche.

    (Galeazzo Biadene)

    un bacio

  14. se vai sul mio blog , in merito a un tuo commento su ibridamenti, capirai da sola e potrei rispondere a tuo cognato sul fatto:”Così posso rispondere (in modo scientifico) a mio cognato che mi dice che quelli che scrivono sui blog sono quelli che non hanno niente da fare, o come me, donne che non hanno chi le ascolta (e non è vero) o, ancora, sfigati che nella vita reale non saprebbero avere rapporti con gli altri! ;-)” Chi ti parla è un professionista della scrittura e musicista jazz che, da più di trent’anni nella vita reale si rapporta con centinaia di persone.

    Un saluto
    MARCO SAYA

  15. Anche a me è sempre piaciuto leggere testi nel dialetto del paese di mia madre, in particolare anni fa mi ero appassionata alla lettura delle commedie vernacolari. Credo che sia importantissimo mantenere vivo l’interesse per delle vere e proprie lingue che in sè custodiscono tutto un mondo fatto di tradizioni e di saper fare.
    PS: ho notato che è molto simile al pescarese (ho vissuto in abruzzo gli anni dell’università) e non ho fatto grossa fatica a leggere la poesia in lingua originale 🙂

  16. Hai proprio ragione ad accostare la tradizione dialettale alla tradizione gastronomica. E’ bello sperimentare i piatti tradizionali dei luoghi che si visitano, ma non bisognerebbe dimenticare di sperimentarne anche i suoni, i ritmi e le espressioni.
    E’ davvero deliziosa San Benedetto, così come la poesia che ci hai regalato. Grazie.
    Un abbraccio, Cri

    Ps.: A proposito di tradizioni gastronomiche, visitando il sito ho visto che vicino a San Benedetto c’è Campofilone, famosa per i suoi deliziosi “maccheroncini” 🙂

  17. Per Ika,
    Grazie, ma le rondini . . neumatiche? Devo trovare il vocabolario! 😉
    per Maeco Saya,
    grazie di questa risposta . . ., passo a vedere il tuo blog! 🙂
    per APOeTANO,
    Come a detto Cuore di Pizza, è un posto ottimo per i bambini! 😉
    per Tzugumi,
    Hai fatto l’Università a Pescara? Anche l’architetto che ha progettato la mia casa! 😉 Però non dire ai sambenedettesi che il loro dialetto sembra quello pescarese, qui, la maggior parte è “sambenedetto-centrica”! :-*
    per Gio’,
    questa mi pare pure peggio del Leopardi! ,-)
    per Factum,
    qui da vivi, ti aspettiamo . . . pronto pure il paiolo della polenta . . . visto il tempo! 😉
    per Crosta,
    sono talmente d’accordo con te, che sono arrivata a un peso esagerato!!! Il massimo dello sperimentare, è stato nel lontano ’83, 30.000 lire, solo di tipi di pane e tipi di dolci, dal fornaio a Pescasseroli . . . 2 genitori, una figli di 2 anni e il maschio (lattante)!!!!
    A tutti, se volete venire a trovarmi . . . avvisate prima :-)))
    baci a tutti R

  18. Pingback: Pasqua, tra spiritualità e tutto il resto! | hovogliadichiacchiere . . .

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