La poesia dialettale . . . gran finale

Eccoci al terzo (e ultimo) appuntamento con la poesia dialettale!  Per il gran finale, 2 poesie. Queste di oggi, sono umoristiche, almeno per me!

Nella prima, c’è una suocera che parla della nuora, una suocera non proprio gentile, ma l’insieme è piacevole e persino attuale.

Mentre nella seconda, si parla dell’ipocrisia dei complimenti fatti appunto per complimento,fatemi sapere voi cosa ne pensate . . . a me piacciono, per la loro spontaneità e per l’attualità!

Sempre, per saperne di più, rifacciamoci al primo post di questa serie. La poetessa  ormai è nota, la Bice, come la chiamano familiarmente a San Benedetto, il traduttore, sono sempre io!

Prima la poesia in dialetto!

 

e, qui, la traduzione:

 

MIA NUORA 

 

                    Sarebbe proprio peccato a dirne male:

                            cattiva, non è cattiva, no . . . guarda!

                            Meglio di quella non ne trovava Pasquale!

                            Tanto non se ne può dire, per quanto è. 

 

Ha qualche difetto, sì . . . non sarebbe reale,

mettiamo . . . non è di cuore come me . . .

è molto scorbutica di natura:

Dio te ne liberi quando le rivengono * 

 

Non è di casa, mettiamo . . . non è accomodante,

un punto non lo sa mettere  . . . non sa pulire . . .

bisogna sempre rifare quello che ha fatto  . . . 

 

Il soldo non lo risparmia . . . è spendacciona,

il bere e il mangiare le piaciono, sì! . . .

Ma dirne male, poi, sarebbe peccato!

* . . . se le rivengono, sottointeso, le sue “regole” (NdT) 

 

Ditemi voi, se non è carina? Certo, se fossi una giovane donna che deve conoscere la suocera, avrei un po’ di timore!

E adesso, gustatevi l’altra :

 

e la traduzione . . .

HA FATTO IL MASCHIO, ANDIAMOLO A VEDERE! 

 

Caro, prezioso mio! Guarda Annunziata,

        Non ci si crederebbe che è nato adesso.

            Gesù! Il padre non ci si raccapezzerà;

            quello ci muore di contentezza! 

 

Gli assomiglia, e poi come . . . guarda un po’

        Adesso che gira gli occhietti in qua

        Se non è proprio spiccicato Antonio?

            Parente mio! Pare che voglia parlare! 

 

Povera me! E’ mezzogiorno suonato

            Ci vediamo, comare, andiamo via

          adesso torna quello* e non ho cucinato! 

 

. . . Nunziata, ti piace? – No! – Neanche a me!

            Non è una bruttezza spaventosa il bambino?

            Fosse il mio, non lo farei vedere!

* “quello”, è il marito . . .  (NdT)

Cosa ne pensate voi? Sono un po’ perfide le due comari? Però, simpatiche !!!

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14 thoughts on “La poesia dialettale . . . gran finale

  1. Giuro, l’impaginazione era più curata, e l’ho corretta già 4 volte, ma Splinder non mi ascolta e la rimanda così . . .:-(
    Non so che fare???
    Si legge bene lostesso, ma non è elegante come volevo! Scusate
    baci R

  2. veramente le linguacce ‘ pzzit ci stanno pure mo’ sai quante ne sento !!! e sulla poesia della nuora…lascemo perde ! però mi domando: possibile che non ce ne sta manco una sulle suocere ! ahhhhh !baci
    la nr.1
    ps.salutami i nr.2 e 3 che non si fanno sentie mai !

  3. Si legge bene, non ti preoccupare… Le trovo veramente straordinarie e molto efficaci. Al giorno d’oggi non è cambiato granchè (anche se io non mi posso certo lamentare delle mie due suocere). Buona settimana!

  4. sei grande!!
    mi sembra persino superfluo dire che le suocere di oggi sono pari pari a quelle di allora.
    forse l’unica differenza è quella anagrafica: le suocere di oggi sono mediamente più vecchie, il che depone decisamente a favore di quelle di allora, considerato che quelle di oggi sono ugualmente insopportabili in qualunque periodo del mese, e senza scusanti fisiologiche da addurre…

  5. per la n° 1.
    le “lingue appuzzite”, ci sono sempre e dovunque . . ., vado a leggere quel libro, se trovo una poesia sulle suocere, te la faccio leggere, se no . . scrivila tu! :-*
    per Julia,
    niente di nuovo sotto il sole . . qualcuno è fortunata/o e le suocere “buone” esistono . . .! Come le mie, come le tue :-*
    per Giorgetto,
    hai una di quelle suocere da barzelletta? Prova a farle leggere la poesia, magari soride e si addolcisce!!! O se no, ti da una padellata in testa! 😉
    per Aleika,
    per quello che ne so io, quel bianco che semba un ventaglio, è un fiocco o un fazzoletto ricamato che copriva l’inizio di una scollatura quadrata . . . tra le mani ha una pochette . . . dovrei chiedere meglio a mia cognata . . . :-*
    Ciao a tutti R

  6. Cara Rosangela, poiché ho tolto quei versi di Trilussa (brava ad averlo riconosciuto!), te li piazzo qui, a mo’ di commento. Tanto è comunque poesia dialettale.

    C’era ‘na volta ‘n verme ‘nfreddolito, ar punto che diceva: “È fortunato
    puro l’abbacchio fatto a scottadito”.
    Sicché ‘na vacca, ‘n po’ arimescolata ar pensiero che finiva lì ‘na vita,
    andiede e lo coprì co’ ‘na cacata.
    Er verme allora volle fa’ ‘n saluto e fece capolino, tutto lieto,
    però faceva mejo a resta’ muto
    perché ‘n ucello, stufo de sta’ a dieta, volò diritto sopra a la fonduta
    e, doppo, se leccò puro le deta.
    Morale: nun lo dare pe’ scontato che si stai ne la merda sei fottuto.
    Arimorale: chi te cià levato pô esse’ anche un grandissimo cornuto.

    Mi vien da ridere se provo a paragonare il vermicello suddetto con chi è afflitto da una suocera insopportabile. Ma (me l’ero già chiesto per Juliaset) come fai ad avere due suocere? Non sei tipo da secondo marito.

  7. Per Ipo,
    grazie della poesia . . . In attesa della risposta di Julia, penso di poterti rispondere io . . ., anche qui da me non c’era: “la mamma” e “la suocera”, ma “le mamme” o “le suocere”!!! poi “le nonne” . . .!
    Ciao R

  8. Divertenti e ‘schiette’ entrambe, ci trovo il valore sociale della diplomazia: ossia, non sempre quello che si crede, si pensa, ecc. può esser detto, non sempre i complimenti sono sinceri, ma partono “in automatico”, per convenzione. E anche nel primo caso ci si potrebbe domandare quanto poi di quel che pensa seriamente la suocera lo esterni in presenza della nuora (un atto mancato, direbbe Freud).

  9. Sono bellissime e sicuramente espressione di un modo di rapportarsi con il prossimo (la diplomazia fra parenti soprattutto…) che oggi si è completamente perso.
    Grazie per i bei commenti che mi hai lasciato…diciamo che la bufera è passata e che il mio ottimismo si nutre proprio dell’amore che ho per la mia professione (come dice giorgetto del resto). E su questa strada proseguo…arriverà anche il mio momento 🙂 Un abbraccio 🙂

  10. per Tzugumi,
    e’ vero, al giorno d’oggi va di moda la “verità, sempre” e poi le famiglie si sfasciano e i rapporti si deteriorano . . ., ma non era meglio un po’ di sana “ipocrisia” o “diplomazia”? 😉
    per APOeTANO,
    Il pettegolezzo, quando lo facciamo noi, gente normale . . Gossip, se lo fanno i giornali. Io preferisco il primo, ascoltato con benevolenza! 😉
    per woodstock74,
    Queste che ho “pubblicato” da me, sono quelle che preferisco, e tra le 4 questa è quella che mi fa sorridere di più . . .!;-)

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