Storie di ordinaria . . . amicizia

Qui, nel nostro piccolo Centro Commerciale, ci sono dei momenti di “stanca”  . . . momenti in cui, siamo aperti, ma i clienti hanno altro da fare! Poi, c’è la volta che hai bisogno di “cambiare” i soldi di grosso taglio per dare il resto, altri momenti in cui qualcuno chiede: “Mi guardi il negozio, che torno subito?” . . . insomma, si vive a stretto contatto e se una è disponibile alle chiacchiere, e le cose da fare, sono state fatte, o nell’ultima mezz’ora, quando ormai i clienti arrivano col contagocce, c’è tempo per due parole a volte serie, a volte scherzose, questi sono i momenti di socializzazione fra noi, operatori e lavoratori, i momenti che ti rendono di nuovo “umana” e non una “SSS” “Signorina Sempre Sorridente”!

Siamo quasi tutte donne, i pochi uomini che lavorano qua si dividono in due categorie : quelli che scherzano amichevolmente e quelli che “se la credono”! Non vi dico in quante categorie si dividono le donne, perché sarebbe troppo lunga, certe volte dipende anche dal tempo! La divisione principale può essere fra le “signore”, sposate, con figli e problemi d’orari, di spesa, di mutuo, di bollette ecc. ecc. E le “ragazze” beatamente inconsapevoli, abitano ancora con mamma e papà, lavorano e, nel tempo libero si divertono!

Una di queste ragazze, Ale, fa la commessa nel negozio di scarpe, è una ragazza di 25 anni, spiritosa, scanzonata, minuta! E’ simpatica e solare! Con una fluente chioma castana di capelli lisci, che le scappano dappertutto ogni volta che muove la testa, in un gesto meccanico, per rimandarli indietro o quando deve aiutare qualcuno a scegliere la scarpa giusta!

Per una serie di coincidenze e di motteggi, ha iniziato,  a chiamarmi “suocera”. . . e io, la chiamo “la nuora mia”!

Fino a qualche mese fa, Ale, era la “fidanzata” del mio ultimo nipote! Mi ricordo, che a un compleanno, (a casa mia) la sorella di mio marito, che è già nonna, scherzando, chiese al piccoletto : “Ma tu, ce l’hai la fidanzata?” e lui le rispose affermativamente, allora lei, sicura del fatto suo, gli chiese :”E’ una compagnuccia dell’asilo?”  e, lui, tranquillo : “No, lei lavora! . . . Sta al negozio delle scarpe!” mia cognata rimase a bocca aperta!

Tutto è andato bene, fino a quando, mio nipote,   si è accorto che la “sua ragazza” aveva un “ragazzo”, le ha scritto una lettera d’addio! (l’ ha dettata alla sorella, perché quest’estate sapeva scrivere solo il suo nome in stampatello!) Dopo aver scelto i termini migliori, per non ferirne troppo la sensibilità, le ha portato un messaggio che più o meno diceva così: “Non sono il ragazzo adatto per te! Con le lacrime agli occhi, ti dico che ti lascio!  Ma sono ancora innamorato di te! Baci L*****o” Inutile dirvi che il giorno dopo, è corso là, da lei e le ha detto : “Anche se ci siamo lasciati, tu mi vuoi ancora bene?”

Con lei, lavorano altre due ragazze, e io chiamo, tutte e tre, “le ragazzacce”, sono le più giovani tra tutti quelli che lavorano qui, e le più scanzonate, quelle che mi prendono, bonariamente, in giro per esempio, quando cerco delle scarpe “pratiche comode e che costino poco”, loro mi propongono quelle con il tacco altissimo!

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17 thoughts on “Storie di ordinaria . . . amicizia

  1. anche tu sai far vivere dentro le cose che racconti, piene di animazione e di vita vissuta. M’hai fatto pensare a mia figlia la più grande che da qualche mese lavora in un grosso centro commerciale in un negozio d’alta moda tre mezze giornate a settimana. Chissà se anche da loro si vanno creando di questi rapporti. Dipende da ognuno di noi che il luogo in cui si vive e si lavora diventi un posto veramente umano …
    ciao Giovanna

  2. La cosa piu’ bella del lavoro, dopo lo stipendio che, ahime’, ci e’ indispensabile, sono i rapporti umani che si riescono a creare e che riempono la giornata, ritagliando in essa dei piccoli momenti rifugio.Che bello!:o)

  3. La grande distribuzione è ormai padrona del mercato, ma se da una parte sono quasi sempre grandi catene che aprono e gestiscono negozi, sono spesso i team di persone che li abitano a farli prosperare. E se la realtà del centro non segue i ritmi della vita normale (9-22, 7 giorni su 7) gli operatori riescono a tenere un pò di umanità laddove la legge del mercato prevede la robottizzazione dei comportamenti finalizzati alla vendita. Ci vuol poco ad essere gentili, ma spesso ce ne dimentichiamo a causa di turni pazzeschi, orari assurdi, pressioni inaudite.
    Se i clienti provassero un pò cosa significa lavorare la domenica mentre gli amici se la passano divertendosi….
    Ciao Fior….
    GB

  4. Per Giovanna,
    come dici tu, dipende da ognuno di noi, ma con una mamma come te, io non avrei timore, sarà una ragazza in gamba! :-*

    per Aleike,
    non posso che esser d’accordo con te! Oggi, siamo stae in ansia per la neva, ha nevicato “leggero” ma continuativo, stasera c’erano 4 fita di neve, e non tutti sanno guidare in queste scondizioni . . . :-*
    per Astrogigi,
    grazie e benvenuto, qui da me . . . anche con te sono d’accordo, penso che ogni lavoro, abbia il suo “lato oscuro”, e i clienti, che arrivano agli ultimi minuti prima della chiusura e si meravigliano se tu gli fai presente che devi chiudere, sarebbero da far star lì tutto il giorno dopo . . .;-)
    grazie a tutti e tre . . . e domani, se passate, io sono al lavoro! :-)))
    Ciao R

  5. Bello, R. il tuo racconto.
    Uno spaccato di cronache di ordinario….lavoro,che rendono l’impegno molto meno pesante.
    Il clima interno, nell’ambiente di lavoro è importante. Mi ricordo, quando lavoravo, che era la cosa più importante. Comunque non mi manca l’ambiente di lavoro, ma solo tre ex colleghe, con le quali sono stata in perfetta comunione di intenti.
    Un abbraccio.
    diggiu

  6. Per Paola,
    Certo, no sono tutte rose e fiori, dipende dai giorni, dallo stress . . . e dalla personalità di ognuno! Ho scoperto che con un sorriso e “sapere annusare l’aria”, si riescono a mantenere buoni rapporti con tutti e l’altro segreto, è appunto, tenere segreti i segreti . . 😉
    per Diggiù,
    anch’io vorrei poter stare a casa, sono frustrata nel mio “essere casalinga” . . , ma al giorno d’oggi, è un lusso di poche! Almeno, si sorride anche al lavoro! :-*
    Ciao a tutte e due, dalla costa, innevata e gelida, R

  7. Storie di straordinaria amicizia… Si, con i tempi che corrono, l’amicizia è diventata “straordinaria”.
    Bello come scrivi e bello quel che scrivi.
    Ti abbraccio forte. Bra

  8. Mi piace il tuo centro commerciale! Dove lavoro io i rapporti umani sono ridotti all’osso, almeno fra noi colleghi. Solo con gli alunni si dialoga nei momenti di “stanca”, ma non è quasi mai un dialogo alla pari. Anche se devo dire che mi insegnano spessissimo molte cose interessanti e mi offrono spunti di riflessione impensabili.

  9. che poi tutto dipende dalle persone 🙂
    anch’io avevo l’abitudine di dare il pacchetto di sigarette alla mia collega e le dicevo dammene una ogni ora, però dopo dieci minuti litigavo perchè volevo fumare e l’accordo cadeva miseramente, ma questo succedeva tanto tempo fa, oggi non fumo più 🙂

  10. Per Sayuri,
    tutto come nelle Soap Opera, ma non li racconto . . .mi spiace! :-*
    per Cicolita,
    d’accordo con te! :-*
    per Brancardo,
    bene arrivato, qui da me . . . grazie dei complimenti . . . :”> l’amicizia, come gli altri sentimenti bisogna “curarla” . . . non tutti ci si impegnano! 😉
    per Xelma,
    gli spunti di riflessione, arrivano da dove meno te l’aspetti . . . 😀
    per Dido,
    é vero, dipende da noi . . . come per i cioccolatini . . . 😉
    a tutti, ciao e grazie dei vostri commenti . . . sempre graditi, R

  11. Complimenti per il sito e per il tuo carettere, ho letto qua e la il tuo blog che bella famiglia che tieni 😉
    Sei simpaticissima
    Clà

Benvenuti nel mio blog.

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