Sono triste

Si sa, sono una ottimista, per scelta . . . non di quelle beote, cui va bene tutto quello che capita, ma una che crede, fermamente, che nel cuore di ognuno ci sia un pezzettino di buono, quella piccola luce che riscatta anche la vita più bieca . . . eppure in questi giorni mi accorgo che forse c’è gente che è totalmente asservita al male . . . non faccio qui un discoro di politica, o di politica estera, parlo come mamma. parlo di figli . . . di quei due soldati israeliani, che sono stati fatti prigionieri da tempo, e sono stati scambiati l’altro ieri, con miliziani Hizboullah libanesi!
Due figli, che le madri hanno aspettato e pensato prigionieri, ma vivi, per ritrovarseli, morti . . . in questi giorni sono triste, per l’umanità intera!

Vi offro questa bella favola, che ho conosciuto tramite un’amica blogger, che vive in Israele, che vive i problemi di Israele, che vive le ansie di una mamma e di una nonna, come, sono sicura, tante mamme e nonne arabe . . .

Il primo incontro tra il pesciolino ed il pescecane

Nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico nuotava un piccolo e delicato pesciolino. All’improvviso il pesciolino ha visto un pescecane che voleva divorarlo. Si è dato alla fuga nuotando in fretta e così ha fatto anche il pescecane. Improvvisamente il pesciolino si è fermato ed ha detto al pescecane “ Perchè vuoi divorarmi? Possiamo giocare insieme!” Il pescecane si è messo a pensare ed ha pensato e pensato. Poi ha risposto “Va bene, giochiamo a nasconderello”. Il pescecane ed il pesciolino hanno giocato tutto il giorno fino al tramonto del sole. La sera il pescecane è tornato a casa, sua madre gli ha domandato “Come hai passato la giornata caro pescecane? Quanti animali hai divorato?”  “Oggi non ho divorato animali ma ho giocato con un animale che si chiama pesce”  “Il pesce è l’animale che noi mangiamo, non giocarci insieme!” Ha detto la mamma del pescecane. Nella casa del pesciolino è successo la stessa cosa “Come stai pesciolino caro, come hai trascorso la giornata nel mare?” Ha chiesto la mamma del pesciolino e lui ha risposto “ Oggi ho giocato con un animale che si chiama pescecane”. “ Il pescecane è l’animale che ha divorato tuo padre ed i tuoi fratelli. Non giocare più con quell’animale!” Ha esclamato la mamma del pesciolino.

L’indomani nel bel mezzo del mare non c’era ne’ il pescecane ne’ il pesciolino. Per molti giorni, settimane, mesi non si sono incontrati, dopo un anno intero il pescecane è uscito per una piacevole nuotata ed il pesciolino anche. Si sono incontrati ed il pescecane ha detto “Tu sei il mio nemico, ma che ne dici di fare la pace?”  Il pesciolino ha risposto “Va bene”. Hanno giocato di nascosto per giorni, settimane, mesi finchè un giorno sono andati, il pescecane ed il pesciolino, dalla mamma del pesciolino ed hanno parlato insieme. La stessa cosa hanno fatto con la mamma del pescecane. E da quel giorno i pescicane ed i pesciolini vivono d’accordo in pace.

 

Questa favola è stata scritta da Gilad Shalit quand’era in 5° elementare.

Ringrazio Ariela, che mi ha lasciato copiare la favola dal suo blog!

Aggiornamento . . . 18/07/2008 

Sono triste, ma mai senza speranza !

Sono triste, ma non senza speranza !

 

 Mi ero dimenticata di dirvi che questo racconto, è stato pubblicato, in un bel libro illustrato, e presentato alla fiera del libro di Torino . . . per adesso lo potete comprare solo qui, su Internet!

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21 pensieri su “Sono triste

  1. Grazie. Ci sono al mondo troppe mamme e nonne che soffrono, ce ne sono di tutte le religioni e di tutti i colori. Ma, a quanto pare, l’uomo ha perso il senso del valore, il valore morale, ha conservato invece il valore materiale, il denaro, il potere, il prestigio (che poi è considerato diversamente da cultura a cultura).
    Lo sai che il racconto di Ghilad Shalit è stato pubblicato e presentato/venduto alla Fiera del Libro di Torino quest’anno?
    Un abbraccio stretto,
    Ariela

  2. Troppo sensibile, cara cactus de la fleur.
    Ma io sono convinta, che la difficoltà di essere madri, padri, sia non tanto l’educare i figli, ma combattere contro la propria sensibilità e le paure che ogni giorno ci attanagliano.
    Io, lo sai, ho due figli piccoli, e la paura nei confronti del mondo, della cattiveria del mondo, mi accompagna tutti i giorni, a volte non mi fa respirare, e pensare a quelle madri, a quei padri che soffrono in maniera indicibile per le sorti dei loro figli mi fa star male come quella volta che è morto mio cugino(31 anni, ti ricordi?): soffrivo per mia zia, per mio zio, non per la mancanza di mio cugino!!
    Basta! Ora ti saluto baci baci( virtuali, non ti preoccupare).

  3. ecco a me ha fatto molto male vedere quelle due bare coperte dalla bandiera bianca e azzurra e il silenzio e il dolore composto …

    che spreco queste morti inutili

  4. Mi unisco alla tristezza, ma con la certezza che sarà solo momentanea, infatti Dio per chi lo ascolta e lo vede da 1 motivo per piangere e 1000 per gioire.

    xPupanna: scusa ma non credo che esistano morti che possano essere definite inutili, ogni vita spezzata porta sempre un cambiamento, a volte immediato a volte diluito nel tempo, ma nessuna morte di uomini potrà mai essere senza conseguenze finchè l’uomo si considererà come tale.

  5. Mi viene sempre in mente la definizione di Pascoli, in questi casi, del nostro mondo: un atomo opaco del male.

    Un abbraccio grande e un bacino scaccia-tristezza (per quello che posso), ciao Rosy cara, buon weekend

  6. Bella, commovente, si stringe il cuore, si pensa a queste due madri, si cerca di immaginare il loro dolore, la loro pena, si asciuga una lacrima e si ricomincia aspiegare il bene ai nostri figli, ai nostri nipoti a coloro che ci circondano, sperando che capiscano.

  7. per UPU,
    è per quello che mi è piaciuta dalla prima volta che l’ho letta! 🙂
    Per Ludmilla,
    io credo nella gente, nella parte buona della gente! Ho fiducia nel bene! Idealista? ma non è una parolaccia! :-*
    Per Ariela,
    fatto l’aggiornamento!
    E se tutte le donne si mettessero in testa che deve esserci la pace, so che ci sono già dei passi in questo senso! :-*
    Per l’anonima (cognata piccola),
    finalmente ho capito chi è!!!
    lo strazio di vedere morire tuo figlio, prima di te, è grande! La disperazione, come nel caso di tua zia, è dovuta a tante cose che, penso cambiano da persona a persona . . . e poi, c’è l’età, io sono molto più sensibile adesso che qualche anno fa!
    Cosa dici? Non si nota? Lo nascondo bene! 😉
    Per Pupanna,
    anche a me . . .! :-*
    Per Kukuklan,
    Tutte noi, penso, sappiamo bene, che Dio “da 1 motivo per piangere e 1000 per gioire”, ma come mamme, possiamo permetterci di considerare “inutili” le morti di ragazzi giovani che potevano essere i nostri figli! 🙂
    Per Orty,
    grazie! :-*
    Per SimonaC,
    grazie per il grazie, ma non serviva, la mia sensibilità, la mia tristrezza, la mia allegria, la mia irruenza . . . sono così, fanno parte di me, spontanee! :-*
    Per ziaC,
    ecco, questo è perfetto, e con l’aiuto della favola, continuiamo a spiegarle questa cose, qualcosa nei figli!:-*

    A tutti voi, ciao e baci, virtuali, R

  8. a Kukulkan
    tutto porta un significato, ne sono convinta ed anche una morte porta anche a un positivo che nell’immediato è difficile da vedere.
    Ma è irrimediabile, è definitiva e poteva essere evitata …

  9. La speranza (l’utopia?) è che questa deliziosa favoletta possa diventare reale, un giorno. E’ difficile non solo che il pescecane e il pesciolino diventino amici – ma che il pescecani solidarizzi con altri pescecani.

  10. Hai visto? Ci sono arrivata a darmi un nome e questo mi è piaciuto!
    La tristezza fa parte della vita, rende sensibili, e la sensibilità deve essere parte fondamentale della vita di ogni essere ” umano”. Senza sensibilità saremmo dei mostri, ma giuro farei volentieri a meno della tristezza e tu sai quanto io sia facile alla tristezza, all’ansia, all’angoscia.

  11. Per Pupanna,
    grazie della precisazione! Penso che kukuklan, abbia un punto di vista più da figlio che da madre! 😉
    Per Simone B,
    credo che serva, per sopravvivere in questo mondo! 😉
    Per Latendarossa,
    l’utopia, no . . . le utopie, non si avverano! La speranza mi piace di più! 😉
    Per Gio’2Rock,
    la speranza appunto, e mi hai fatto ricordare . . . vedi il prossimo post! 🙂
    Per cognata,
    a volte la tristezza serva, l’ansia e l’angoscia, bisogna conviverci . . . senza farci troppo caso! 😉 :-*
    Ciao, a tutti, R

Benvenuti nel mio blog.

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