La parola alle donne . . . anzi alle sorelle

Volevo incominciare l’anno con alcune storie sui mie figli, da piccoli, ma ho pensato che possono aspettare!

 

Copio incollo dal blog di una donna, coraggiosa ed obbiettiva che vive in Israele . . . una donna che, come tutte noi, soffre per il pensiero dei civili, di ambedue le parti, che soffrono in questo nuovo conflitto! Non vi metto il link, perchè c’è gente veramente ignorante che poi, va e scrive cattiverie! Di cui, non si sente il bisogno!

"Stasera, invece di raccontare del nono giorno di guerra, vi racconterò delle sorelle di Henye, il premier di Hamas.

A qualche chilometro dalla città  Beer Sheva in Israele, c’è il villaggio beduino di Tel Sheva "Chiedo a tutti di smettere di sparare, anche a Hamas". Chi ha pronunciato queste parole è una delle tre sorelle israeliane di Ismail Henye, il leader di Hamas, che vive con il marito e dieci figli a Tel Sheva. Nello stesso villaggio, a parte Halida Abu Rakik di 59 anni, vive anche la seconda sorella, Leila Abu Rakik di 58 anni, vedova, madre di otto figli e Zavaah Henye di 42 anni senza figli. Tutte e tre hanno la carta d’identità azzurra, cioè sono di cittadinanza israeliana.

Qualche decina di anni fa le tre sorelle si sono sposate con beduini di cittadinanza israeliana che nel 1986 si sono installati con le loro tribù a Tel Sheva. Per legge, in qualità di mogli di cittadini israeliani, dopo un certo tempo hanno ricevuto la nazionalità israeliana. Lo scoppio dei razzi caduti nei dintorni di Beer Sheva si è sentito benissimo dal villaggio di Halida: "La situazione qui non è buona. I bambini sanno che adesso c’è la guerra a Beer Sheva e a Gaza. Noi abbiamo paura dei razzi, ma siamo impotenti, bisogna smettere questa guerra. Hamas deve smetterla di lanciare razzi su Beer Sheva , ma anche Israele deve smetterla di attaccare Gaza. Se qui i bambini hanno paura, allora, sicuramente, anche i bambini di Gaza soffrono molto".

Halida non sa l’ebraico, la figlia Hanan di 33 anni ha tradotto la conversazione.

 

In Israele vivono nelle tribù beduine del sud quindici mila donne nate e cresciute nella striscia di Gaza.

 Realtà israeliane, realtà palestinesi. 

                         
                                   Foto Lapalisse (non è Halida)"

E adesso, il "cretino di turno" passerà e ci dirà che sono state strumentalizzate . . . ma io sono una donna, moglie, madre e sorella, le capisco . . . gli uomini riescono a essere dei tali stupidi! A volte!

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9 pensieri su “La parola alle donne . . . anzi alle sorelle

  1. In realtà tutte le donne sono israeliane sono palestinesi, dove c’è una guerra, dove c’è ignoranza c’è sempre una donna che soffre, in questo siamo tutte sorelle

  2. E’ quello che voleva dire l’amica che ha scritto il post, ZiaCris, e che volevo dire io . . . la violenza, i conflitti, sono cose che poi lasciano indietro macerie, e chi deve rimettere insieme tutto ? Le donne . . . nel dolore, tutte sorelle! 😉
    Ciao, R

  3. Io direi che tutte le done sono donne e tutti gli uomini sono uomini. Al di là del credo politico, religioso, colore degli occhi ecc.
    E’ solo la stupidità umana che può trasformare queste cose in muri, in steccati, in “scuse” per discriminare o eliminare qualcuno.

  4. Per Marcello,
    come non essere d’accordo, di solito, sono i civili, che se presi al di fuori della politica, credo religioso ecc ecc, vanno d’accordo . . . e, in certi casi, vengono a trovarsi in mezzo a cose che non hanno cercato e non hanno voluto!
    Di solito sono le donne che, dopo, devono racogliere i cocci . . .
    Se le stesse donne palestinesi si sono mosse, chiedendo il cessate il fuoco, a quelli di Hamas, al loro stesso fratello, ci sarà un perchè!

    Ciao, R

  5. Scusa, AdamsRib, non ti avevo visto . . . 🙂
    Ho voluto ricordare che al di là della situazione politica e di guerra, là ci sono persone che soffrono, sia in un campo che nell’altro e le donne, i vecchi e i bambini, spesso di più!
    E basterebbe poco, e si potrebbe vivere in pace! 🙂

    Ciao, R

  6. la realtà è che intanto 1.000 persone ci sono morte. Magari poi faranno ancora una tregua, e tutto sembrerà ancora più assurdo, specie queste morti che scavano un solco più profondo di dolore ed odio …
    Chi paga sono sempre gli ultimi …

Benvenuti nel mio blog.

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