Lost in Translation . . . anche i nonni sbagliano

Ogni tanto stampo qualche post, di solito quelli inerenti alla famiglia, e li spedisco alle cugine che non amano (e non hanno) il Computer.
Ogni tanto li faccio leggere anche a mio padre, che non vuole la connessione a Internet per paura di crearsi una dipendenza.
Ogni tanto, questi miei raccontini, risvegliano dei ricordi, che il nonno si affretta a raccontare ai nipoti, in una specie di gara fra generazioni!

Scolaro

E’ successo allora, che un giorno, mentre si aspettava che fosse tutto pronto per pranzo in famiglia, dopo aver letto questo post , il nonno raccontasse di quella volta (anni ’30) che alla scuola elementare, durante il compito di italiano (forse un tema?)preso da un dubbio, chiese al suo vicino di banco, sussurrando:
“com a s’ dis “la cucia”?”
 Trad. “come si dice “la cuccia”( del cane)
La domanda venne mal capita e l’amico rispose:
“La gö
gia? L’ago!”
Il nonno, rimase un attimo pensoso su quella risposta, ma, diamine, l’amico era uno tra i più bravi della classe, se lo diceva lui. . . e continuò a scrivere il suo testo. 

La frase, che pensata in bergamasco suonava più o meno così: “ol cà, l’è ‘ndacc det in dela cucia” (Trad. il cane è entrato nella cuccia), risultò scritta così: “il cane è entrato nel lago”.

Non solo si era perso il significato della parole, nella traduzione, causa assonanza tra una parola e l’altra, ma si era perso anche l’apostrofo!!!

9 pensieri su “Lost in Translation . . . anche i nonni sbagliano

  1. Ora  non essere così pignola. Gli accenti, come le virgole, le punteggiature in genere sono optional!
    Leggi i quatidiani oppure il televideo, strafalcioni a go go!
    Ieri nel televideo hanno scritto borza anziché borsa!
    E quelli non hanno l’età dei nonni oppure sono dialettodipendenti!
    Abbraccione a tutta la banda!
    diggiu

  2. Peccato per quell’apostrofo mancato.
    Il cane che entra nell’ago mi sarebbe piaciuto moltissimo, ed avrebbe dato a molti ricchi più fiducia nelle possibilità del cammello.

  3. Accenti, virgole, punteggiature ecc. non sono optional : occorrono.
    Un esempio è quel lettore del TG5 delle 20, si chiama De Filippi.
    Sembra sempre che gli manchi il respiro, ma forse non è colpa sua.
    Può darsi che debba léggere uno scritto preparato senza punteggiatura.  Bisognerebbe abituarsi a scrivere come se si stesse
    parlando, le virgole vengono automaticamente, per respirare.
    Provare per credere, ed imparare.  Buona continuazione …

  4. Suvvìa che il cane nel lago è simpaticissima come traduzione 🙂

    In qualche modo mi hai ricordato del racconto che mi è stato tramandato, ovviamente proviene dal bisnonno milanese. Quand’era alle elementari, durante un dettato la maestra disse "fasoleto" – ora non so se lo spell di pronuncia milanese è giusto – "con due zz e due tt", e i bimbi si chiedevano dove andavano messe quelle lettere ;D

    Problema diametralmente opposto hanno certi bimbi della Sicilia. Questa è un’altra storia però 😉

  5. Per Diggiu,
    a volte leggere i giornali è uno strazio, davvero . . . pensare che dovrebbero avere almeno una laurea e scrivono così male!

    Per ziaCris,
    figurati che io ho letto "dividere il grano dall’olio" (dove "l’olio", condimento, doveva essere "Loglio", un’erba infestante!)!

    Per CuorediPizza,
    ma anche un bimbo delle elementari capisce che è più difficile per un cane entrare nella cruna di un AGO, molto più semplice il LAGO!

    Per Anonimo/a,
    Se ti riferisci alla battuta di Diggiu. Ok, anch’io a volte penso che questi giornalisti, abbiano il "gobbo" impostato male, che gli fa sbagliare le pause e il senso della frase; l’ho già detto, uno strazio, a volte, ascoltarli!
    Se "provare per credere e imparare" è rivolto a me, è un’annosa questione, la mia maestra all’elementari ci ha provato, come la proff delle medie . . . alle superiori non erano molto interessati. Io e la punteggiatura non siamo molto in amicizia, ma ci proverò . . . rileggere tutto e correggere!
    Una domanda, non sei Beppe Severgnini in incognito, vero? Da quando ho letto il suo libro, mi sento ancora di più un’ignorante!

    Per NightOwel87,
    il tuo aneddoto me ne ricorda un’altro, mio.
    Situazione: maestra siciliana, scolari bergamaschi . . . il problema erano le "e", ma ci farò un post, sperando che i siciliani non si offendano!
    Ricordi di bambina, sono!

    A tutti/e, salutoni, R sempre in attesa del nipotino!!!

Benvenuti nel mio blog.

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