Oggi, Santa Geltrude Comensoli . . . ricordo la zia Gianna

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Bienno, Brescia, 18 gennaio 1847 – Bergamo, 18 febbraio 1903

 

Nata a Bienno, in provincia di Brescia, il 18 gennaio 1847 Caterina Comensoli vive un’infanzia serena, salta, gioca e frequenta la scuola elementare del paese nativo. In famiglia sono nati dieci figli dei quali sopravvivono solo tre femmine: Bartolomea !840, Cristina 1845 e Caterina 1847. Nasce da papà Carlo “fucinaro” e da mamma Anna Maria Milesi sarta. Rivela fin da bambina la sua sensibilità eucaristica, ricevendo la prima Comunione a solo sei anni. Nel 1867 entra nella Compagnia di Sant’Angela Merici. Nasce in lei l’idea di dar vita ad un Istituto di Adoratrici attente ai bisogni educativi della società del suo tempo. A Bergamo con il sacerdote, don Francesco Spinelli, il 15 dicembre 1882, fonda l’Istituto delle Suore Adoratrici del SS.mo Sacramento prendendo il nome di Suor Geltrude, ma nel 1889 un dissesto finanziario causa la separazione dei due Fondatori. Madre Geltrude con le 73 suore rimaste con lei continua la vita dell’Istituto Suore Sacramentine di Bergamo. Dal primo nucleo di Bergamo l’Istituto si espande in tutta Italia e in terre di missione. Madre Geltrude muore il 18 febbraio 1903. Viene proclamata beata da Giovanni Paolo II l’1 ottobre 1989.E’ stata proclamata Santa da Papa Benedetto XVI il 26 aprile 2009.

 

“Gesù amarti e farti amare” è stato il Leit Motiv di tutta la vita della Beata Geltrude e l’Eredità Spirituale lasciata a tutte le Suore Sacramentine nel mondo.   

(Santi e Beati)

 

Quando ero piccola io, si andava in Casa Madre, in via Sant’Antonino, per incontrare la Zia Gianna, Suora Sacramentina, che era Superiora in un convento di Roma, e arrivava a Bergamo, una o due volte l’anno, per gli "Esercizi spirituali",


 

La Casa Madre, nei miei ricordi, è un posto di sogno, porte grandi, alte, di legno lucido, bei giardini, all’italiana,  la "Cappella dell’Adorazione" con le suore, bianco vestite, sull’altare per la’ "Adorazione Perpetua", con la celebrazione piena di canti in latino e di incenso a profusione . . . e, la cosa più importante, la stanza delle medagliette, dove, ogni volta la zia Gianna, ci portava, solo noi pronipoti, per scegliere una immaginetta, una medaglietta . . .!

Poi, per comodità, la casa degli esercizi spirituali, fu trasferita a Colognola, fuori Bergamo, una struttura grande, nuova . . ., ma non aveva l’atmosfera della Casa Madre! La zia Gianna, fu trasferita a Brescia, e le visite si fecero più ravvicinate, più comode! Anche la casa di Brescia aveva un’atmosfera di altri tempi (come in tutte le "case" di  suore, di una certa epoca), ma mai come la Casa Madre!

La zia Gianna, era la sorella della mia nonna paterna , la più giovane, la più biricchina (parola della zia Giuseppina di Crema, con la quale, da bambine, andavano a "spigolare il grano") . . . so che è stata cacciata, o meglio, le è stato impedito di entrare all’Oratorio per un certo periodo, perchè, negli anni ’20 con una sua amica, si era fatta tagliare i capelli "alla maschietta" . . . un mezzo scandalo! Lavorava, era uno spirito allegro, vivace, altruista. Poi, a 20 anni, lascia tutto e va in convento.
Sui 30 anni era a Roma, durante la guerra, e quella mattina doveva andare per un impegno, fuori dal convento . . . si parla di possibili bombardamenti, e lei vorrebbe rimanere, ma le sua Superiora insiste, le dice di andare, gli impegni vanno rispettati . . . quando torna, il Convento non c’è più, è stato bombardato. Poi, la lunga permanenza in un convento di periferia, una periferia ostile, con lei che affronta i "capopopolo" e fa presente il bene di ragazzi e bambini e certi dissapori si stemperano.
Anche quando torna a Brescia, negli anni ’70, benchè ormai avanti con gli anni, si "inventa" delle nuove attività, per incrementare le poche rendite del convento, per aiutare mamme bisognose e giovanil lavoratrici che vengono dalla provincia a trovare un luogo dove passare le poche ore della "Pausa pranzo".

La zia Gianna, è stata la madrina di battesimo di mio padre . . . e per noi bis nipoti, quasi una nonna! 

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3 thoughts on “Oggi, Santa Geltrude Comensoli . . . ricordo la zia Gianna

  1. E’ sempre bello ricordare le persone care,ricordi di bambina che ci fanno bene al cuore quando parliamo di loro,anche io come te spesso mi faccio prendere dai ricordi e la mia mente vola lontano e mi sento felice di aver conosciuto e amato tutte quelle persone .Un sakuto Giagia,,,!!!!!!

  2. Eheheh hai  una zia che si chiama Gianna come la mia  (quante cose in comune)
    Mi hai fatto ricordare quando nonna mi portava a trovare una sua cugina, suora clarissa di clausura e mi meravigliavo sempre di come fosse forte il silenzio dentro quel posto che a me sembrava una prigione, però tutta linda e in ordine. Il colloquio era sottovoce, come se si dovesse svegliare qualcuno! Ricordo ancora il volto dolcissimo di Suor Anna e la sua mano che passava oltre la grata per darmi una carezza. Chiedevo sempre:" Perché suor Anna sta in prigione?" e nonna mi diceva che non era una prigione ma una casa dove con altre sorelle vivevano in preghiera e lavoro, per di più rammendi e ricami!
    Ancora esiste questo monastero e vi abitano sei suore. Quando ci passo davanti ricordo sia Suor Anna che mia nonna Anna!
    diggiu

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