Piccolo mondo intorno a me

Giustamente, come mi è stato fatto notare, ci sono etichette ed etichette . . . e appiccicare addosso a qualcuno le giuste etichette, serve, nella vita, per rapportarsi meglio. Per etichetta, in questo caso, si intende la “sfumatura” che caratterizza il dipinto che ciascuna persona è e prosegue “Quelle che raccolgo sono tutte informazioni che mi servono per comportarmi al meglio con le persone gentili e amichevole, o possono servire a proteggermi da persone meno gentili e amichevoli” per finire con “L’importante è lasciare quello “spazio vuoto” che può sempre essere riempito da quella sfumatura che era sfuggita…

Credo si possa dire che le persone che creano etichette troppo rigide e restrittive sono persone che hanno una visione al massimo a 256 colori quando l’occhio umano ne può vedere circa 16milioni.”

A volte capita che “le etichette assomiglino di più a dei pregiudizi che prima rendono impossibile distinguere i vari tipi di sfumature, e poi rischiano di portare  a credere che il blu in realtà sia rosso, e quindi confondere la lava con il mare, e potrebbe essere pericoloso”.

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È tutto vero, consciamente o inconsciamente si etichettano le persone, e questo rende  più facile la vita, bisognerebbe ricordarsi che a volte è necessario correggere quell’etichetta. Ma capita che, forse per pigrizia, forse per abitudine o per comodità, proprio le persone che ti conoscono e che dovrebbero accorgersi dei cambiamenti, perché, se cambia la loro vita, anche la tua può avere un’evoluzione, siano quelle che ti vedono sempre uguale, si sono create cioè uno stereotipo. Ognuno di loro ti vede come ti pensa o forse come ti vorrebbe.

Se qualcuno ti conosce fin dalla prima infanzia, farà fatica a vederti per quello che sei diventato, avrà sempre nel suo “ricordo” un aneddoto su di te che combini qualche guaio . . . mentre se una persona ti conosce adesso, si fabbrica di te un’immagine più attuale, e forse nemmeno questa è vera . . . perché mancano le informazioni sul come ci sei arrivato ad essere così come sei. Sul  carico di gioie e dolori che ti porti dietro.

Bisogna che le persone che ci conoscono e/o quelle che ci incontrano vogliano veramente conoscerci o ri-conoscerci . . . ma in questo mondo che va veloce, c’è la voglia, c’è il tempo e da parte nostra, c’è la disponibilità a mostrarci?

 

In questi ultimi anni, non solo da quando frequento il web, sono cambiata è cambiata la mia vita: sono passata da avere un lavoro impegnativo che mi portava a contatto con tanta gente a tornare a fare la casalinga, praticamente per la maggior parte del tempo, siamo in casa io e due cani; dall’essere madre di figli adolescenti, ma che condividevano con me tante delle loro idee e della loro vita, ad avere figli adulti, che hanno una vita piena e indipendente; ho fatto nuove letture, ho visto nuovi film, ho frequentato i corsi su argomenti che mi interessavano e ho conosciuto gente nuova . . . ho ripreso in mano i ferri e l’uncinetto e penso che presto tirerò fuori la macchina da cucire. Parlo, chiedo consigli, racconto dei mie sogni, progetto viaggi con l’Udmv . . . ma in certe persone, tutto questo, ogni cosa nuova che faccio, viene presa per una stravaganza, per un’eccentricità! Se non il segno di inizio di una depressione dovuta alla imminente menopausa! 

Io, da parte mia, sempre come quella lumachina di ieri, mi trascino una bella scorta di gioie e la mia giusta parte di dolori. Le amarezze le scarico facilmente, i dolori cerco di tenerli in sottofondo,  per questo molta parte delle persone che mi conoscono è convinta che io sei un essere ilare senza preoccupazione alcuna, che ultimamente sta al computer, non si sa bene a fare cosa e se provo a parlarne, mi chiedono:
“ma tu, non hai niente da fare?” .

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10 pensieri su “Piccolo mondo intorno a me

  1.  Da Adri.. Veloce veloce: il tuo post dice – se non tutto – molto di quello che vorrei rispondere io, a chi mi ha detto la stessa cosa ( l’ultima frase ), non so quante volte, o esplicitamente, o sotto sotto. Inaccettabile!

    Le persone cosiffatte sono quelle che si vantano di essere concrete, coi piedi per terra, ecc. ecc: e non si rendono conto che sono dei superficiali, dei poveri di spirito, che non vedono l’ importanza della ricerca di se stessi.

    Guardandosi dentro, e cercando di vivere bene con se stessi, si fa sì che  vivano meglio anche quelli che ci stanno intorno: quando lo capiamo, il primo passo è fatto.. è solo l’inizio della strada che tutti dovremmo fare!

  2. Sulle "etichette" vorrei pensarci un po’. Mi hai dato lo spunto per riflettere su una persona che, quando l’ho conosciuto, mi sembrava un buon maestro, perché mi forniva le etichette giuste. Adesso continua a elargire etichette, e il suo ruolo di maestro inizia ad incrinarsi…

    Sulle gioie e dolori, sono convinto che le uniche persone capaci di gioia sono quelle capaci di soffrire. Non c’è gioia senza dolori. E quelli che cercano a tutti i costi di anestetizzarsi nel tentativo di evitare i dolori… be’, semplicemente non vivono.

  3. a me e al piccoletto fa piacere avere una nonna mamma come te ..fregatene degli altri perchè se dicono così è solo per invidia ..che loro non possono fare  come te ! magari però piega un po di panni nel frattempo ! ahahaha

  4. leggi bene quello che ha detto nelle prime rghe adri e ripensa a quello che ti ho detto io , lascia erdere e pensa a quelli a cui interessano i tuoi post le tue avventure e le tue scoperte ! baci da me e il piccolo lord …che vado a cambiare !!!!!!!!!!!!!!!
    la nr.1

  5. Per Adri,
    bene, adesso, rinfrancata dalla tua conferma, vado avanti per la mia strada e come consiglia Virgilio a Dante, "non RAGIONIAM di lor " e continuiamo la nostra vita come più ci piace!

    Per DonMario,
    anche i buoni maestri, crescendo cambiano ( o cambiamo noi?) e ogni tanto bisogna controllare le "etichette", aggiornarle.
    Sul vivere, sono d’accordo, altrimenti è una vita finta artificiale!

    Per Sayuri aka la n° 1,
    sono contenta che a te e  al PiccoloLord piaccia avere una nonna/mamma  così, ormai sono fuori garanzia, dovete tenemi come sono!
    Vado a piegare un po’ di panni!

    Ciao a tutti, R

  6. A beh… Ros, spero che tu abbia scelto per me l’etichetta "FRAGOLE", quella in italiano, non quella in inglese. 

    Ti dirò che io ho smesso di appiccicare etichette alle persone perché ci ho sempre preso enormi cantonate… e allora che gliele metto a fare? Le persone le prendo come sono, così al momento, anche perché come giustamente dici, si cambia. Delle etichette che mi mettono gli altri, beh, se non son "FRAGOLE" peggio per loro, non sanno quel che si perdono!
    Ciao, Cri

  7. Per Crosta,
    e FRAGOLE sia, sicuramente in italiano . . . io e l’inglese non andiamo proprio d’accordo!

    Io veramente, pensavo CROSTA, quella bella croccante e piena di gusto, e con un buon profumo di pane appena sformato.

    Ciao, R

  8. Anche Bennato dice "Voi persone serie, persone rispettate", e il tono in cui lo dice lui… è tutto un programma!!!
    Io vorrei Antipasto fantasia, se possibile.
    A volte le etichette ci fanno sentire sicuri, se si incontra e si riconosce un’etichetta come la nostra… Certe volte però vorremmo che non ci riconoscessero solo per quell’etichetta, anche perchè noi siamo uno nessuno e centomila, quindi 1 etichetta sola spesso non basta.

Benvenuti nel mio blog.

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