4° Domenica di Quaresima

Disse ancora: “Un uomo aveva due figli, Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. ( . . . )

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. ( . . . )

Il figlio maggiore si trovava nei campi (. . . ) egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

(Vangelo di Luca, 15,11 -32 – anche se non c’è tutto . . . ma la storia è nota!)

FiglioProdigoIl ritorno del figlio prodigo – Rembrandt –  Museo dell’Ermitage – San Pietroburgo

“Poichè, in realtà, io sono il figlio minore, sono il figlio maggiore e sto per diventare il padre. (. . . ) spero e prego che possiate scoprire dentro voi stessi non solo il figlio perduto di Dio, ma anche il padre e la madre compassionevole qual’è Dio”

L’abbraccio benedicente – Henri J. M. Nouwen – pag 39 (consigliato da Don Mario)

Aggiornamento . . .
quello che volevo scrivere domenica, se non avessi avuto tra i piedi della gente che chiedeva tutta la mia attenzione! 🙂
Questa parabola, è stata quella che in tempi mooolto lontani mi ha permesso di rispondere alla domanda che avevo posto, l’anno prima, a mio padre, la domanda era: “Perchè ogni anno leggono sempre le stesse cose del Vangelo?” e questa la sua risposta: “Perchè, ogni anno, noi siamo un po’ diversi e capiamo meglio e ci troviamo cose diverse su cui riflettere!”. Da quella volta sono stata molto più attenta alle letture.
In quell’anno mooolto lontano, “aiutata” anche dal fatto di essere la primogenita, iniziai a spostare il mio interesse dal FigliolProdigo (di cui ormai, pensavo di sapere tutto, infatti, ci avevano fatto vedere anche  la storia a cartoni animati), al “povero” FiglioMaggiore, quello che per un bel po’ di anni ho definito “il fratello scemo del FigliolProdigo” . . . dove “scemo” indicava quello che secondo me era un po’ anche il mio modo d’essere: obbedire, non chiedere, non contestare . . . in quel periodo di grande contestazione, non solo adolescenziale, un sacco di ragazze/i, tra quelli  che conoscevo, scappavano di casa, occupavano le scuole e . . . iniziavano a drogarsi, ma stranamente, a me sembrava che questi novelli FigliProdighi avessero il meglio delle due posizioni . . . si divertivano, facevano quello che volevano e quando tornavano avevano mille attenzioni!

Mi ci è voluto un po’ di tempo, per capire che: queste/i ragazze/i avevano rischiato di non tornare a casa, queste esperienze non erano senza conseguenze, spesso trascinate negli anni . . . E io, in fin dei conti, dopo averci pensato e valutato i pro e i contro, non ero interessata a queste avventure estreme, mi andava bene il mio tram tram, e anno dopo anno, riconoscevo che messa davanti ad un bivio, avrei sempre scelto la strada che ritenevo la più giusta . . . e me ne facevo un vanto, io, brava ragazza, il FiglioMaggiore della parabola.

Sono passati gli anni, ho abbassato e di molto la cresta, scoperto che la vita è più comoda se hai capito cosa seguire, se hai presente la strada  per arrivarci, se hai qualcuno che la conosce e ti prende per mano e ti precede . . . e che non è un tuo merito, ma una grazia che ti è data,  gratuitamente!
Ho scoperto che ci vuole molto sforzo e molta fortuna per ritrovare la strada di casa e che questo, in molti casi, ti cambia davvero la vita.
Ho scoperto in fine, passati gli anni, che più che su i figli, il mio sguardo adesso è sul Padre (ma la Madre, dov’era???), su questo Padre accogliente, ma che poteva restare indifferente e chiudere la porta. Sul Padre misericordioso, ma che poteva accontentarlo, quel figlio e mandarlo nei campi a lavorare. Sul Padre,  che si fa mediatore tra i fratelli . . . perché capisce anche le rimostranze del FiglioMaggiore e gli fa capire che anche lui, nel suo perbenismo di facciata, sbaglia e deve cambiare. L’accettazione, senza riserve, del fratello è un primo passo. 

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6 pensieri su “4° Domenica di Quaresima

  1. Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;
    Quante volte siamo come il figlio maggiore. Non valutiamo assolutamente quello che significa l'Amore di Dio per noi. Viviamo solo facendo affidamento sulla  nostra autosufficienza per cui ci aspettiamo un premio.
    Se scendessimo da questo piedistallo e ci mettessimo nei panni del figlio minore che , caduto in disgrazia, apre gli occhi e ritorna a casa!! Inizialmente per il solo bisogno umano della fame. Ma non si aspettava un accoglienza così grande da quel Padre che aveva abbandonato per vivere a modo suo. Gli ridona la dignità di figlio La grandezza dell'Amore del Padre  la si scopre solo quando, ritorniamo a Lui e ci sentiamo riaccolti e amati!
    diggiu

  2. Grazie a Diggiu, per la sua riflessione . . . sai, io non ho fatto in tempo a completare il post (causa interferenze della FigliaGrande con Piccolo Lord al seguito, del Giglio e pure dell'Udmv) . . . spreo di fare un aggiornamento entro domenica! E da brava quasi gemella, vi dirò . . .sono d'accordo con Factum  . . . almeno, lo sono stata per un sacco d'anni . . . forse proprio quando ho cominciato a capire il padre, ho cominciato a ripensare a questo figlio maggiore, un po' polemico, tanto geloso e in effetti come dagli torto??? Poi, come mamma e ottimista, sono convinta che, come dicono i proverbi: "la ghianda non cade lontana dalla quercia" o anche "la quercia non fa le arance!". Secondo me, alla fine, il "fratello scemo del figliol prodigo" . . . è entrato, spavaldo, ha dato un cazzotto scherzoso sulla spalla del fratello e gli ha pure detto: "certo che sei stato un bel bastardo!" e poi, si sono abbracciati e la festa è stata completa! Ciao, R

  3. "certo che sei stato un bel bastardo!" e così il Padre che finora si era comportato benissimo uscì offeso dubitando della serietà della moglie 

  4. Ma dai Factum, quasi gemello, io cercavo di modernizzare l'incontro tra i due fratelli . . . prova a pensare ai giovani d'oggi!   . . . nel mio "racconto" i due, si abbracciano un po' rudemente come due rugbysti, il Padre, non ha sentito niente, ma li guarda compiaciuto!     La madre, figurati, tutta felice, ha tutti e due i suoi "bambini" a casa! Disfattista! Ciao, R

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