Il mio personale "giorno della memoria"!

Riordinando in una scatola piena di “carte”, qualcuna da buttare, qualcuna da tenere, ho ritrovato le fotocopie di alcune lettere che il mio nonno paterno scrisse, durante la 2° Guerra Mondiale, dal fronte del Don . . . sono ricordi dolorosi, ricordi di famiglia, ve ne lascio una.
Una tra le ultime arrivate, scritta al figlio maggiore, un figlio che aveva 16 anni.

2 Ottobre 1942 – XX  PM88


Caro figlio,

con tanto piacere ricevetti la tua lettera, ogni tanto ti ricordi vero? Basta che tu metta anche a nome di tuo fratello Lino i vostri saluti quando scrive la mamma.
Sento che ti sei iscritto alla scuola, benone, anzi bravo! Vedrai che se darai ascolto ai tuoi genitori ti troverai molto contento più tardi, capito?
Cerca di sacrificarti la sera, e non star su a sentire solo la Radio, insisti, cerca di riuscire, sai il tuo Osso Duro qual’è, dunque parti con quel principio, cioè rimani nel tuo intento, capito? Facendo ciò non solo nel tuo interesse, ma farai felice la mamma tua, per prima, poi contento e orgoglioso anche tuo padre, che tu sai ora si trova via cioè sul Don, ma non posso dirti di più, tu lo sai vero Ivan

Dunque, cerca di fare il buono, ubbidisci la mamma e questo non lo dubito, vero? Poi ora hai un’altra sorellina dunque la mamma avrà più ancora da fare. Sento anche che hai cambiato lampadine, bravo! Guarda però a non cadere dalla scala perché non sei assicurato, oltre alla disgrazia! Chiama (cognome) che ti aiuterà, per dipingerle in blu per l’oscuramento.

I conigli? Ammazzali come avevo già detto alla mamma, così meno da fare e mangerete bene, Ora c’è la tua sorellina Adele (Adelaide) di guardare, cioè aiutando la mamma più che puoi!
Ricordati che vi sarà anche la legna da preparare per quest’inverno cerca di vedere (cognome) il custode e chiedile (chiedigli) per il carbone dell’Istituto, che non vada mica perso.

La bicicletta cerca delle assicelle per mettere sotto le ruote e tienile gonfie, se no ti si rovinano.
Ti raccomando tieni la cantina chiusa, ricorda alla mamma di chiamare il (Cognome) se c’è bisogno per la luce.

Ora ti saluto tanto, con la speranza di avere presto tue nuove ti bacia tuo papà. Un bacio a
Linetto  come a Pina  e due a Adele, che la vedrò in fotografia di’ alla mamma di scrivere per via aerea.
Cara Elvira,

un saluto anche a te come vedi sto benone al presente, comincia a fare freschino. A toccare il ferro  alla notte è freddissimo! Si comincia a soffiare sulle dita. Ciao baci tanti scrivi presto metti cartine per sigarette.

Beppino

  (le parole tra parentesi e in blu, logicamente le ho aggiunte io . . . ho cercato di lasciare il testo il più aderente possibile a come era scritto, sulla lettera ci sono macchie, correzioni . . . e un sacco di ammonimenti stampati, del tipo: “Militari! Non riferite mai, a voce o per iscritto, notizie che riguardino il vostro servizio. Tacete con tutti; anche con i vostri cari!” .
  

Qualche mese dopo, mio nonno fu dato per disperso all’inizio del 1943 . . . qualche anno dopo (maggio 1997) “a seguito dei mutamenti politici avvenuti nell’Europa dell’Est ”  il Ministero della Difesa ci comunicò che, “dai riscontri effettuati nella documentazione (…) è emerso che”   mio nonno era “stato catturato dalle FF. AA. Russe, internato nel campo n° xx TEMNIKOV ove è deceduto il 19.02.1943“.

Quando mio nonno è stato dato per disperso, Ivan aveva circa 16 anni; Lino 12; la Pina 8 e l’ Adelaide pochi mesi.

Dopo pochi mesi morì anche mia nonna.

Ho scritto un pezzo di storia familiare, molto dolorosa . . . ecco perchè leggere “Il cavallo rosso” e l’altro libro: “I più non ritornano” mi ha cosi sconvolto!
 

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7 thoughts on “Il mio personale "giorno della memoria"!

  1. Questo è un pezzo di vera vita, sofferta e sacrificata.  Mio figlio il 2 febbraio prossimo sarà in quei luoghi dove la Brigata Julia fu annientata tra la battaglia di Stalingrado e il freddo Generale Inverno. E' un documento davvero toccante. Anche mia nonna ha aspettato invano, dal fronte russo, il ritorno del figlio di sua cugina Caterina. Questa signora, finchè non è morta, negli anni 80, ha sperato che suo figlio tornasse, ma non è riuscita a sapere niente sulla sua sorte, tra Croce Rossa e ministero esteri.
    Un abbraccione Fiore e grazie di questa testimonianza.

  2. Che belle queste parole che vengono da tanto lontano nel tempo. La nostra vita quotidiana è così altro rispetto a questa, che era dura, ma anche ingiusta come ingiusta è la guerra.
    Grazie di aver condiviso con noi questo tuo ricordo
    Ciao!

  3. Mio nonno c'è andato, in Russia.
    Fra i suoi incarichi c'era quello di piantare strada facendo i pali del telegrafo, in modo tale che le truppe potessero mandare notizie durante l'avanzata. Ovviamente, mio nonno aveva bisogno di un camion per potersi portare dietro pali, fili e quant'altro; e ovviamente, quando è stata data la ritirata, è salito sul suo camion ed è riuscito a tornare a casa, più o meno integro, a differenza di tanti altri soldati.
    Qualche tempo fa leggevo delle cifre circa la percentuale di soldati italiani che è effettivamente riuscita a salvarsi, e m'è quasi preso male: erano cifre bassissime! Mio nonno è stato davvero straordinariamente fortunato; se penso che sul quel camion avrebbe potuto esserci qualcun altro…

  4. Sono anchericordi sconvolgenti.
    anche mio suocero fece la campagna di Russia, ma lui tornò e ne ha empre parlato con le lacrime agli occhi.
    anche mio nonno fece la campagna di Russia, tornò e non ne parlava mai, chissà cosa vide!

  5. Grazie a tutte voi . . .
    l'ho voluto mettere perchè spesso si parla di questa guerra per via delle ideologie, ma ci si dimentica che la Storia e le Guerre sono fatte da gente, gente che lascia a casa genitori, mogli e figli, fratelli, amici!
    Ho appena letto un libro sull'unità d'Italia, e anche lì, battaglie e pianti nelle famiglie . . . poi, per quei casi della vita, ritrovo queste lettere! Non ho saputo resistere, anche se sarebbero state meglio vicino al post sul libro che parla appunto di quel periodo! "Il cavallo di fuoco" 

    Ho sentito di molta gente che non ha voluto mai parlarne, anche gente che si è fatta la prigionia in Russia o in Germania dopo l'8 settembre! Chissà che ricordi strazianti, perchè rivangarli dopo essere riusciti a venirne a patti (hanno fatto così anche tanti ebrei scampati ai campi di concentramento).

    Ciao, R

  6. Molto commuoventi e importanti queste testimonianze che hai riportato perchè si conservi la memoria delle atrocità passate e siano un monito, non devono più ripetersi avvenimenti simili in futuro. Ciao cara Fiore

  7. Pingback: Diario di guerra | hovogliadichiacchiere

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