Accogliamo e curiamo la vita sofferente

Oggi – Festa della Madonna di Lourdes – Giornata del Malato


Dicevamo l'altro giorno, "educare all'accoglienza alla vita" . . . ma se poi la vita si fa sofferente?
Educhiamo all'accoglienza del malato, non condanniamolo a una morte civile prime di quella fisica. Curiamo questa vita che soffre,  con amore, con un sorriso . . . l'ho fatto (e con me altre persone della famiglia) prima per un Suocero con un operazione alla prostata e il diabete; anni dopo per mia Mamma, con un tumore al Pancreas;  dopo poco tempo, per la Suocera, con la malattia di Alzheimer e alla fine con un tumore non meglio precisato!
Nessuno dei tre si è mai lamentato, hanno affrontato operazioni, ricoveri e cure, sempre ringraziando e scusandosi per il disturbo che ci davano.
Nessuno di noi si è mai lamentato. Se qualche volta qualcuno si abbatteva, gli altri, con una battuta, con l'ascolto, con un sorriso erano pronti a fare da sostegno.
Nessuno di noi si è lasciato prendere dallo sconforto con l'aiuto della fede, col saper trovare di che ringraziare delle piccole gioie di ogni giorno e con l'aiuto dell'amore tra noi!

Mio Suocero e mia Suocera, in tempi diversi sono stati accuditi ciascuno per 4 anni, giornalmente . . . adattando noi la nostra vita sui loro bisogni, certo, la famiglia dell'Udmv è composta da parecchie persone, per cui siamo riusciti a fare tutto senza sacrificare troppo le nostre vite private.
Mia madre, è andata via più "velocemente" e per una cosa o per l'altra io sono stata più presente ed ero quella che teneva i contatti coi medici . . . per un motivo che non so, al mattino, mentre lei riposava ascoltando Radio Maria, mentre facevo quel poco di lavoro al Pc che dovevo fare (Eh! Eh! Eh! non ero ancora Internet Addicted, allora la pagavamo a minuti!), ho tenuto un mini diario! Specialmente all'inizio era roprio scarno, volevo integrarlo con i miei sentimenti e i miei pensieri di quei primi giorni, ma non l'ho più ripreso in mano . . . a parte copiarne un pezzetto qui, sul blog, qualche anno fa . . . anzi più volte ho pensato di buttarlo via . . . Ve ne lascio una parte. Se volete proseguite la lettura.

 


 


PRIMI DI DICEMBRE 2000
La mamma sente per 2 o 3 giorni un dolore notte e giorno, nella zona addominale, va dal medico che le consiglia una ecografia.
 
10 .12 .2000
Fa l'ecografia dal dott. D* L****** che le dice che ha una colite e non è consigliabile mangiare latte o derivati del latte per almeno 6 mesi.
 
QUALCHE GIORNO DOPO
Visionata l'ecografia il Medico di base, le prescrive URSILON, quale cura per una bile spessa (come da Ecografia)
 
INTORNO A NATALE
Incomincia a sentire un forte prurito su tutto il corpo
 
02 .01 .2001
Il Medico di base sospende URSILON e le fa fare analisi per la Bilirubina
 
06 .01 .2001
inizio dell'ittero
 
08 .01 .2001
Bilirubina a 5, il Medico di base richiede TAC urgente e consiglia un ricovero, che mia madre rifiuta, si ricorda che anche sua nonna ha avuto un "travaso di bile", ma si è risolto con la dieta!
Zio C***** (fratello di mia madre) consiglia i marker dell'epatite
 
10.01.2001
Toglie il sangue per i marker dell'epatite
Parlo con il radiologo della TAC, per legge ci vogliono certe analisi che non abbiamo
 
11/1/2001
Toglie il sangue per le analisi della TAC
Pomeriggio ritiro analisi per la TAC
 
12/1/2001
Ritiro analisi dei marker dell'epatite
 
13/1/2001
Viene in negozio il radiologo della TAC, guarda le analisi che ho sempre sottomano, dice di andare lunedì che mi da l'appuntamento in fretta.
 
15/1/2001
Mattina, con la mamma dal Medico di base, per fare la carta di richiesta della TAC. Il medico ribadisce che ci vuole un ricovero, io lo riferisco a mio padre che dice: "Se tua madre non vuole andare in Ospedale, voi non dovete intromettervi!"
Pomeriggio, in ospedale, appuntamento per sabato mattina ore 8 per la TAC  
       
17/1/2001
Notte insonne sia la mamma che il papà, mattina dal Medico di base per il ricovero, poi in ospedale, Dott. N****** (gastroenterologo) fa l'ecografia, diagnosi : forse un calcolo impedisce la fuoriuscita regolare della bile, altrimenti è un tumore al pancreas!
Ricovero in chirurgia.
 
18/1/2001
Pomeriggio la portano in Ancona (clinica universitaria), fanno un esplorazione interna, cercano il calcolo che non trovano, mettono un sondino per far uscire la bile dal naso.
 
20/01/2001
Il primario di chirurgia, nella stanza delle infermiere, dice a me e a mia sorella, che è quasi certo trattarsi di un tumore alla testa del pancreas, inoperabile vista l'età e lo stato fisico.
Nel palazzo dove abita mia madre, grazie ad un inquilino che è infermiere in Ospedale, circola la voce che ha l'Epatite e perciò può essere contagiosa.
Parlo con la zia M******* e piangiamo insieme.
 
23/01/2001
Mattino, le fanno la TAC  (mentre torno a casa, nell'atrio incontro il radiologo che mi dice che ha visto una macchia, potrebbe essere la bile, ma lui è quasi sicuro che è un tumore, gli dico, ridendo che spero proprio che si sbalgi, mi risponde che lo spera anche lui) e al pomeriggio, il primario di Chirurgia, ci conferma quello che ci ha detto. A me e al papà, in corridoio, con la donna delle pulizie che continua a struasciare la stessa zona per ascoltare.  La porteranno ad Ancona per fare un innesto tra la cistifellea e l'intestino per drenare la bile.
 
24/01/2001
Arriva lo zio C******, riesce a vedere la mamma prima che la portino ad Ancona, e poi alle 21,30 appena è tornata. L'autista dell'ambulanza è un amico dell'Udmv. l'infermiere che l'accompagna è un cliente del negozio. Andiamo dal Primario, che ci tratta da cani. (e il giorno dopo farà un tale casino durante la visita in ccamera, che mia madre ci proibisce anche solo di pensare di portarla in altri ospedali). Lo Zio parla con un medico di Ancona che conosce gente in Ospedale e s'informerà presso il medico gastroenterologo che le sta facendo questo intervento, ritelefona e ci dice che lunedì dovremmo avere una risposta dell'esame istologico.
 
25/01/2001
Dott. N****** (gastroenterologo dell'Ospedale) e il Medico di base, la vanno a visitare in reparto, dott. N***** ordina di darle minestrina molto brodosa  ad ogni pasto (è stata a digiuno da quando è entrata in Ospedale, solo flebo di fisiologica e/o glucosata)
 
26/01/2001
La mamma è meno gialla,  mio fratello A, ha parlato con la dott.ssa P***** loro amica, che, dopo aver parlato con un Dott. del reparto che lei conosce bene, gli ha detto che non è così grave come ci ha detto il primario …  
 
In questi giorni ho parlato con tutti i parenti e gli amici, chi più chi meno, tutti hanno sentito di casi simili, tutti hanno parole di conforto, tutti vogliono venire giù.
 
29/1/2001
Il primario, mi dice (sempre in corridoio) che c'è un grave rischio di blocco renale, se non cala la bilirubina a fine settimana la dimette e aspettiamo…..  aiutarla ancora con i farmaci sarebbe “accanimento terapeutico”. Appena mi è possibile vado al centro diabetico e mi faccio dare una dieta compatibile con il male, per vedere di alimentarla al meglio quando viene a casa. 
 
30/1/2001
Arrivano Lo zio C (l'altro fratello di mia madre) con la Cicci, la A*** (la cugina del Piemonte), suo marito e suo fratello, la trovano meglio di come se l'aspettavano, baci abbracci e raccomandazioni.  
 
31/1/2001
Torna in Ancona per mettere altri due innesti, la bilirubina scende, ma ci vuole tempo e pazienza
 
03/02/2001
Il primario la vuole mandare in medicina
 
05/02/2001
Il primario la vuole dimettere, tanto, dice, morirà entro una settimana
 
07/02/2001
Torna a casa, in mattinata, con l'ambulanza; al pomeriggio arrivano gli zii C***** e M****** (sua moglie) con mio cugino. Iniziamo a darle da mangiare roba da bambini, senza scorie e si riprende un po'.
 
10/02/2001
Viene il Parroco per l'Unzione degli Infermi, la scusa è perché domani è la Madonna di Lourdes.
Inutile dire che tutti siamo col morale a terra, chi più chi meno riusciamo a far finta di niente.
La bilirubina è sempre alta, telefoniamo in Ancona al Dott conoscente dello Zio C*****  e lui parla con il Dott. M**** (che le ha fatto i vari interventi ) della clinica universitaria di gastroenterologia ci chiede di farle rifare delle analisi e di mandarle in fax . . .

Ecco, mentre rileggevo in cerca di errori, e per "censurare" i nomi e i cognomi, non sono riuscita a non specificare qualcosa . . . quello che è in blu, sono le aggiunte di oggi!

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7 thoughts on “Accogliamo e curiamo la vita sofferente

  1. Questo post è intenso e molto vero. I malati hanno ancora tanto bisogno e sono spesso soli nel loro cammino ed è giusto che ce ne ricordiamo sempre!
    Ho letto anche il tuo diario e mi sono molto commossa! Mi dispiace tanto e ti mando un abbraccio virtuale!

  2. La triste cronaca di una famiglia intorno ad una persona cara malata. Invece di pedine, dovremmo essere persone. Gli accertamenti in caso di tumore dubbio dovrebbero essere fatti nel giro di una settimana senza allungare i tempi di sofferenza della persona, in primis, e della famiglia poi.  La medicina non è la matematica ma la sintomatologia e l'esperienza di chi ci cura dovrebbero essere rendere quasi certa la diagnosi. Che dirti Fiore, leggendoti mi è venuta una gran tristezza, come se la mamma fosse stata mia.
    Un abbraccione e una preghiera per chi adesso sta vivendo il momento della tribolazione. Che la Mamma del cielo, li protegga e custodisca, specialmente se nella tribolazione ci sono bambini!

  3. davvero molto toccante il tuo post; grazie per questa testimonianza di periodi della vita che prima o poi la maggior parte delle persone si trovano a fronteggiare.

        Etta

  4. Grazie per il post, bello e toccante. Ho capito meglio il dramma che già mi avevi raccontato e ti sono vicina col pensiero e col cuore perchè, anche se è passato del tempo, la mancanza rimane.
    Un abbraccio.

  5. Grazie a tutte voi dei vostri commenti  e della vostra vicinanza. . . volevo mettere solo il pezzetto che riguardava il girno 11 febraio, ma poi ho pensato che non rendeva l'idea del perchè, questo giorno è stato per noi, così "pregnante". E per me, ogni anno, rinnova un pensiero dolce/amaro.

    Come dice Delphine, in quei momenti, è difficile essere sereni, allegri e riuscire a sdrammatizzare . . . provare e pensare che non ci sono solo le persone da accudire, ma anche quelli che "stanno bene", non stanno poi così "bene"!!!

    Il medico che disse "colite", cara ZiaCris, è un medico dal quale stare alla larga . . .  avendo amicizie in comune, appena è stata fatta la diagnosi definitiva gli fu chiesto (da un medico che conosce uno dei fratelli) cosa avesse visto di preciso, sai la risposta? "La zona quella, è difficile da vedere bene . . . dici che ha un cancro al pancreas? Be', il pancreas non l'ho viato bene, sta nascossto . . . di solito io nel dubbio li rimando al Medico di base, se i problemi continuano, lui li menderà dallo specialista!" (Sich!)
     

    Per fortuna, a parte questo medico ecografista e il primario di chirurgia, abbiamo trovato sempre personale medico e paramedico di alta sensibilità!

    Ciao, R
     

Benvenuti nel mio blog.

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