25 novembre – Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Uomini…?

“Il suo nome per favore”
“Cinzia”
“Racconti come si sono svolti i fatti per favore”

“Rientravo dal lavoro
Sono infermiera
Avevo il turno di notte
Ero attenta
Mi guardavo intorno
Glielo giuro appuntato davvero.
Ma da un cespuglio
Ad un tratto
Mi sono sentita afferrare.

Mi hanno trascinata dietro
Erano in tre
Mi hanno tenuta ferma
Uno mi urlava “zitta puttana!”
L’altro ha iniziato a picchiarmi
Il terzo mi ha sfilato i pantaloni
E poi…”

Poi solo paura e terrore
Sofferenza, umiliazione e dolore.

Un incubo infinito lungo un’eternità.

Altra storia
Lei è una bimba ha 12 anni
Lui di anni ne ha il quadruplo
Ma non poteva trattenersi“poverino”
Non poteva fermarsi
Doveva toccarla
Abusare di lei.
Perché lui è malato “poverino”

Dignità e rispetto stanno morendo
E le donne oggi più che mai
Sono oggetto di violenze e abusi
Una rivalsa vigliacca di chi non sa essere Uomo.

E poi c’è Lucia
Ogni sera picchiata dal marito
E costretta ad avere rapporti
Perché frustrato
Perché bevuto
O per entrambe le ragioni.

E poi….
Poi arriva lo Stato
Che le stupra una seconda volta

Processo alle vittime
Pene ridicole ai colpevoli
Patteggiamento
Poca prevenzione
Queste le brillanti ricette per disincentivare lo stupro.

E allora un Appello
A noi uomini
A quelli che davvero possono considerarsi tali

Che parta da noi l’intenzione di fermare tutto questo
Basta con ammicamenti volgari
Con atteggiamenti da bullo sfigato

Isoliamo chi nelle donne vede un oggetto
Chi nelle donne vede solo una possibilità di rivalsa personale
Contro le sue frustrazioni
Ed i suoi fallimenti.

METTIAMOCI IN AZIONE!

DIMOSTRIAMO DAVVERO DI ESSERE UOMINI.

DIMOSTRIAMOLO ADESSO.


Perché si pensa sempre che capiterà in famiglie “a rischio”.
Perché si pensa sempre che capiterà a persone che non conosci.
Perché si pensa sempre che sono cose che si sentono in Tv.
Perché si pensa sempre che  . . . potrebbero andarsene, che diamine, siamo nel 2011, se sei sposata vai dall’Avvocato, se convivi prendi su la tua roba e vai! Perché rimanere con un “uomo” che ti tratta male, che a volte ti mette le mani addosso, che ti impedisce di vivere in modo normale, che vuole decidere lui chi puoi frequentare e con chi devi parlare, quando puoi uscire e dove puoi andare quando sei da sola.
Perché se c’è di mezzo un figlio è ancora più difficile, perchè le minacce e i ricatti riguardano anche il figlio.
Perché ti cancella i numeri di telefono di chi non gli è gradito e i messaggi che ti ha scritto lui e ti dice che non vuole vedere sul tuo telefonino i suoi messaggi , perchè sono troppo brutti. Perché ha due faccie e una lingua biforcuta.
Perchè se vai a chiedere aiuto ti senti rispondere: “Non la prendo la denuncia, perchè so già che tra una settimana verrà a ritirarla . . .” e così ti senti sfiduciata e torni a casa a testa bassa in attesa di chi ti dice bugie per farti sentire sola e abbandonata anche dalla tua famiglia

La tua famiglia, la sola che ti vuole aiutare, che non ti giudica, ha le mani legate. Perchè certe scelte sono solo tue. Decidi! Non Mollare e chiama il 1522 del CentroAntiviolenza 

Oggi, 25 novembre, la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne proclamata dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 febbraio 1999 per invitare governi, organismi internazionali e ONG, a organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema. (leggi altro qui)

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5 pensieri su “25 novembre – Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

  1. Ma poi, peraltro.
    Lui supera decisamente il limite, lei trova la forza per fare il grande passo, e scatta la denuncia.
    Lui finisce in galera per alcuni anni.
    Lei prende i due figli e comincia a rifarsi una vita.
    Lui dopo un paio d’anni esce di galera, ANCOR PIU’ INCATTIVO DI PRIMA perché, pure comprensibilmente, c’ha il dente avvelenato con la tizia che l’ha fatto andare in carcere. Essendo peraltro padre dei due bambini ha anche tutti gli appigli legali per rientrare a forza nella vita di lei… e quindi?
    Lei si ritrova con lo stesso problema di prima, aumentato esponenzialmente dal fatto che lui, prima, era arrabbiato a un livello 10; adesso (anche prevedibilmente, al limite) è arrabbiato a un livello 2000.
    (Storia vera raccontatami da mia mamma che ci lavorava, con questi casi – assistente sociale).

    Ora, io non dico che si possa dare l’ergastolo per un reato di stalking pesante, per carità, però la situazione è seria: lo denunci, se ti va di lusso lo mettono dentro per qualche anno, poi lui esce…
    …e poi son fatti tuoi.

    Ci credo che le donne hanno paura a denunciare: ma avrei paura pure io, alla prospettiva di ritrovarmelo fra i piedi di lì a due anni ancor più incattivito di prima! :-S

Benvenuti nel mio blog.

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