Gioia – un passo indietro per fare una corsa in avanti

Vi ripropongo un post che a me è piaciuto, sia scrivere che leggere, un post che è stato una sfida, per me, all’inizio del mio cammino di blogger . . . siccome, dopo questa pausa di riflessione ho deciso di rimettermi in moto e stamattina, dopo una settimana di influenza mi sento decisamente meglio, fuori c’è il sole, mi sento piena di gioia . . . ho pensato di ricominciare da qua!

La Gioia, non su Wikipedia, ma sul Dizionario Garzanti, che hanno usato i miei figli a scuola, è definita: sentimento di piena e viva letizia; sinonimi : allegrezza, gaudio, esultanza; contrario tristezza. Mi piace questa definizione, più di quella che ho trovato su uno di quei dizionari che vendevano con i giornali : senso di contentezza, di piacere; sinonimi: felicità, allegria.
Per me la gioia, subito dopo l’amore, è la molla che dovrebbe muovere il mondo.


Già, io la penso come Pollyanna, qualcuno se la ricorda? Nel film che ne fece la Disney, è una bambina che in ogni occasione cerca di trovare un motivo di gioia. Pollyanna, dice, che nella Bibbia la parola “gioia” ripetuta ben 800 volte, io non le ho contate, ma in fondo alla Bibbia che ho, ci sono un sacco di numeri di versetti, per chi ha pazienza di contarli . . . si incomincia con “gioia per i beni della terra, espressa nelle preghiere, per la salvezza, per i tempi nuovi, nelle tribolazioni, celeste, presente e futura, gioia presente in vista del futuro”, appena ho tempo, li conto tutti! Certo qualcuno mi può obbiettare che è un po’ da ebeti, trovare la gioia anche nei momenti brutti? Ma se vi sforzate, anche i momenti più bui verranno illuminati dalla gioia . . . qualche tempo fa, leggevo, mentre facevo fotocopie per una cliente, (perciò riporto a braccio e non so di che libro si trattasse), che il dolore, serve in quanto ci fa apprezzare di più la gioia nel vivere. Ho avuto la suocera con l’Alzheimer, e trovare la gioia lì, è stata ardua, ma poteva andarci peggio . . . e poi, volete mettere la gioia di aiutare una persona cara, che ha fatto tanto per noi?, Accudirla, col muso o sgarbatamente, mi sarebbe costato (in termini di tempo) come accudirla con gioia, con un sorriso, ma mi sarebbe pesato di più . . . ridere di qualche situazione paradossale, anche con lei, o con le cognate . . . ci ha aiutate, non solo a sentirci più vicine, più unite, ma a non farci deprimere (la situazione, non è idilliaca ed è durata più di 4 anni e l’ultimo mese in Ospedale).


Io vivo a stretto contatto con la gioia fin da piccola, mia madre, e anche mia nonna, che per un bambino sono fondamentali, erano sempre allegre, gioiose! Quelle donne di una volta, che cantavano facendo le faccende di casa! Mia nonna, me lo ricordo, mi faceva ballare con lei . . ., e non è che non avessero dei problemi, solo non si lasciavano travolgere dalla tristezza! Sia i miei genitori che i miei nonni, trovavano tanti modi per farci vivere con gioia, a me e ai miei fratelli. Crescendo ho conosciuto le mie maestre, delle suore veramente fantastiche . . . e anche per loro la gioia era importante . . . E più grande, ho imparato una canzone, che guarda caso, nel ritornello, dice così: “Vivi la vita con gioia e con amor, vivi cantando la tua felicità!”

Poi, c’è la perfetta letizia, di San Francesco . . . L’inno alla gioia . . . la gioia di un bambino tra le braccia dei suoi genitori . . . la gioia di veder crescer i propri figli . . . la gioia del ritrovarsi con le persone care. . . . la gioia degli sposi . . . la gioia di stare con gli amici . . . gioia, gioia, gioia, A questo ho cercato di ispirarmi, anche se la vita ti mette alla prova. . . e spero di aver aiutato qualcun altro a ritrovare la gioia, nelle piccole cose, e anche nel dolore!

Spero di non avere annoiato nessuno, ma oggi è una così bella giornata, che mi viene da cantare: “ Grazie, di questo buon mattino, grazie di questo nuovo giorno, grazie perché quest’oggi posso ringraziare Te!”

La prima versione  è del 9 settembre 2007

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19 thoughts on “Gioia – un passo indietro per fare una corsa in avanti

  1. Ma come mipiace questo tuo post… Ci ho rivisto mia nonna quando affrontava le sue giornate no con il sorriso nelle labbra. Sono convinta pure io che affrontare i problemi della vita con gioia significhi dimezzarli del loro peso. Allora cara Fiore, tanta gioia e avanti tuta. Un abbraccio dalla Toscana alla mia cara amica “marchigiana” 🙂
    p.s.: Mi hai fatto tornare in mente, leggendoti, la poesia “Ama la vita così com’é” di Madre Teresa.

  2. Brava, mi piace la tua positività. A proposito della gioia si diceva anche, un tempo, “cuor contento il ciel l’aiuta”. Ti leggo volentieri e condivido tante tue riflessioni in merito alla vita. Da nonna a nonna un caro saluto Rita

  3. Anch’io sto accudendo, da sei anni, mia madre malata di Alzheimer e confermo che il trovare gioia lì è proprio arduo! Ma su tutto il resto sono pienamente d’ accordo 🙂

  4. purtroppo ci sono persone che pensano di vivere meglio crogiolandosi nel malumore, io ho appena concluso (temo) un carteggio con un’amica che si è autoingabbiata in un simil vicolo cieco e non sono riuscita a spronare a sufficienza, nell’arco di anni.. anzi, quando ci ho provato mi ha fatto sentire stupida e immatura perché rivendicavo il diritto a qualche momento di leggerezza mentre lei e solo lei conosceva la vera sofferenza…
    mah!
    scusa lo sfogo, è che combinazione è appena accaduto…^^

    • Ognuno ha il diritto di sentirsi come meglio le piace, ma il problema è proprio quello che dici tu, quando uno/a entra in questa spirale maliconica si autoingabbia e vorrebbe trascinarsi dietro tutti quelli che non sono come lui/lei . . . ne ho esperienza! 🙂
      È vero che non basta “pensare positivo” per uscire da una depressione (piccola o grande), ma anche vivere tutti i giorni senza entrarci è un lavoro. Non basta dirsi “sono allegra” per vedere il bicchiere mezzo pieno . . . come per tante altre cose, bisogna impegnarcisi costantemente. 🙂
      Forse è altrettanto faticoso vivere quei “momenti di leggerezza” ogni tanto che lasciarsi andare alla depressione! 🙂

      Ciao, Fior

  5. Concordo cara Fiore, se c’è amore c’è gioia anche nei momenti momenti bui, forse sono proprio questi a farci apprezzare il bello di ogni giorno nuovo.
    Un salto
    dalla solita nonna

    • certo, però il discorso che facevo alla mia amica è che la vita ci dà già di suo preoccupazioni e rogne, se noi ogni volta li affrontiamo come ci fosse crollato il mondo in testa e come se solo noi fossimo in grado di controllare la situazione, senza mai delegare un minimo, per forza ci si ritrova soffocati e sembra di vivere solo da un dolore all’altro, ed è estenuante. A parte che poi molti (specie famigliari) s ene approfittano, ma io mi son chiesta se effettivamente siano gli altri ad avere sempre bisogno di lei, o se sia un bisogno suo di sentirsi indispensabile… e con questo bisogno si è autocondannata…

      • Sì, ho paura che per sentirsi “viva” debba sentirsi indispensabile e qualcuno che ne approfitta ne trova sempre. . . dispiace, ma ci sono persone che avrebbero bisogno di un aiuto psicologico, ma non lo vogliono ammettere. :-/
        Oppure, come faccio io, avendo imparato dalla mia mamma, cerco aiuto anche negli altri e mi affido alla Divina Provvidenza! Ho notato (malgrado quello che dice molta gente) che se lo fai di cuore, funziona! 🙂

        Ciao, Fior

  6. Ma quanta GIOIA trapela da questo post!!!
    Condivido tutto, ma c’è e gusti la gioia, quando c’è la pace nel cuore, quando si riesce a vedere il senso della vita, il senso della sofferenza, il senso della Croce.

  7. Dai, dillo! Non hai resistito e hai voluto provare la funzione “reblog” eheheheh!

    Sono d’accordo con Tea. Quello che noi chiamiamo “trovare la gioia anche nei momenti difficili” che la vita ci riserva forse è invece più un “sapersi abbandonare nelle mani di Dio”, saper accettare le prove invece che tentare di contrastarle sapendo bene che è quasi sempre impossibile farlo. La gioia diventa allora una conseguenza della pace.
    Vorrei spiegarmi meglio ma ho troppo sonno, sto dando un po’ i numeri 😀
    Buonanotte, Cri

    • Ho visto “Reblog”, nella striscia in alto, ma dopo aver cliccato non ho capito cosa fare . . . No, quella di ripescare questo post è stata una scelta, copia/incolla e poi una piccola “editata” al post . . . ma adesso, devo decidere di scriverne altri . . . altrimenti torno in “blocco”, dello scrittore! 😉
      Per quello che riguarda l’argomento del tuo commento, è un percorso per qualcuno più corto, per altri più lungo . . . un percorso che ti porta, come ho detto a Madama Bavareisa, ad affidarti alla Divina Provvidenza perché alla fine ti accorgi che è meglio un “sia fatta la tua volontà” detto con convinzione, con totale abbandono di figlio a un “ghe pensi mi” che ti porterà a una depressione perché il tuo senso di onnipotenza è stato frustrato . . . Una volta l’avevo detto che volevo scrivere di questo, dell’abbandonarsi alla volontà di Dio, che non è essere bigotta o rassegnata, ma riconoscere che da soli non ce la si fa, riconoscere che un’aiuto può arrivare quando meno te lo aspetti, da chi meno te lo aspetti! 🙂
      Io no ho sonno, ma credo di essermi incartata! 😉

      Ciao, Fior

  8. Pingback: Giornata internazionale della Felicità | hovogliadichiacchiere

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