Ayla, una passione che dura da oltre 20 anni

Post dedicato a Beatrice, che da novembre non scrive più sulla sua bacheca Fb e che l’ha comprato e letto in inglese appena uscito, perchè non era sicura di “arrivare” a leggerlo in italiano quest’anno!
Ma anche dedicato a Gabriele, che è in cerca della sua Ayla e ha creato il gruppo, con l’augurio di incontrarla al più presto!
E dedicato agli “Innamorati di Ayla e Giondalar” che conosco e che non conosco.

Ho incontrato Ayla e le sue avventure nel  lontano 1989 aprendo un libro di Selezione della Narrativa Mondiale . . . la storia raccontata nel “La Valle dei Cavalli mi ha subito affascinato e l’ho letto d’un fiato. (Rileggendolo settimana scorsa, mi sono accorta dei poderosi tagli apportati e di quanto la mancanza di queste parti, a torto considerate noiose,  si nota dopo aver letto la versione integrale) . Avevo letto in fondo al volume che quel libro era in vendita anche in Italia, ma non ci ho fatto più di tanto caso . . . morta lì. A quell’epoca dovevo “combattere” tutti i giorni con il problema della casa e di 3 figli di 4, 6, 8 anni.
Dopo qualche tempo entrando in libreria ho visto una copertina, non so se inconsciamente il cervello ha recepito il nome dell’autrice, io sono rimasta colpita dall’illustrazione, un vero colpo al cuore e controllando il risvolto della copertina ho capito che “Le pianure del Passaggio” era collegato a quel libro che mi era piaciuto così tanto.
In quel periodo non compravo le prime edizioni (3 figli piccoli pesavano sul bilancio famigliare) ma, scoperta finalmente la saga, mi misi alla ricerca dei libri precedenti,in edizione tascabile. È finita che li ho letti alla rovescia, partendo da “Gli Eletti di Mut e ogni volta che trovavo qualcosa di cui avevo già letto nei libri successivi dicevo tra me e me “ah, ecco perché poi dice . . .” .
Nel frattempo, su un’antologia delle medie, di uno dei figli, scoprimmo che erano riportati parecchi brani del primo libro della Auel, peccato che la Prof non glielo fece mai leggere.
  Passato un anno, durante il quale ero riuscita recuperare anche i primi due titoli: “La Valle dei Cavalli”, integrale e “Ayla – Figlia della Terra“, era tanta la voglia che mi decisi a comprare quella copia (ancora invenduta) della prima edizione del  4° libro . . . e da lì cominciò la lunga attesa del libro successivo. Aspetta e aspetta, fino a quando mia figlia, la piccola, già alle superiori, una sera, tornando a casa mi disse sorridendo : “Mamma oggi sono andata in libreria con le amiche e ho trovato questo per te!” allungandomi un librino, cucito con due graffette. Uno sguardo all’illustrazione di copertina, al titolo e mi prese una sorta di mancamento (Sindrome di Stendhal?). Mollai tutto e mi misi a leggere quei primi, pochi,  capitoli, come una spersa nel deserto quando trova un’oasi . . . inutile dire che i figli mi presero in giro. Dopo qualche giorno andai a comprare questa nuova uscita: “Focolari di pietra” che lessi, abbandonandomi talmente tanto all’atmosfera, che, ricordo quella volta di pomeriggio, pausa pranzo nel negozio del Centro Commerciale dove lavoravo, sentendomi chiamare alzai gli occhi e mi sembrò strano vedere tutte quelle pareti bianche e regolari, io ero in una grotta fino a un attimo prima!

Negli anni (10?) tra “Focolari di pietra” e quest’ultimo libro, ho cercato sui giornali di categoria, sul web e dai librai notizie dell’uscita del nuovo libro della Auel, niente, nessuno sapeva niente, ho persino cominciato a pensare che fosse morta . . . poi, all’improvviso, un giorno scopro da Google che su Fb c’è un gruppo: Innamoràti di Ayla e Giondalar e delle Nebbie di Avalon creato da Gabriele, un altro appassionato . . . ho sorriso e sono andata a vedere quante persone, come me avevano questa passione, mi pare che all’epoca fossimo meno di 90 . . . passa parola e qualcuno in più si unì al gruppo, ma la svolta ci fu l’anno scorso a marzo, quando in tutto il mondo, tranne che nelle zone a lingua italiana (non dimentico quel commento che arrivò dalla Svizzera Italiana, chissà se finalmente quell’amica ha trovato la sua copia) venne pubblicato l’ultimo libro della serie. Ne parlai anche sul blog di Splinder, mettendo il link al gruppo di fb e acquisendo, sono sicura, almeno una persona in più, Ornella . . . Ricordo che sulla bacheca del nostro gruppo apparve la notizia che qualcuno (scusate, ma è passato tanto tempo) aveva scritto una mail alla casa editrice. Io, curiosa, cercai “Longanesi” sul solito motore di ricerca e, trovai anche la casa editrice su Fb, mi ci fiondai e manifestai la mia delusione . . . poi, la serie dei post e dei commenti sulla bacheca della Longanesi . . . le loro risposte, evasive, seccate . . . e alla fine, qualche promessa di accorciare i tempi. Nel frattempo gli amici nel gruppo aumentavano. Certo detto così, sembro un po’ esaltata, ma come si esaltano i fan di un cantante, di un motociclista . . . un’esaltazione positiva.
E infine, ecco, il fatidico giorno, (dopo 11 mesi dall’uscita in contemporanea mondiale.
Avevo prenotato il libro, era da due mesi che ne parlavo con la commessa e il padrone della libreria “di fiducia” e io non potevo uscire perché l’influenza mi aveva messa KO . . . una telefonata all’UomodellaMiaVita e lui, gentile come sempre, finito il lavoro, è andato al Centro Commerciale e mi ha portato a casa il libro, tanto atteso . . . “La Terra delle Caverne Dipinte, letto in 4 giorni, colpa dell’influenza, non potevo stare troppo in piedi, dormicchiavo giorno e notte e tra un dormitina e l’altra, leggevo! Volevo sapere come l’autrice aveva pensato di finire la storia di Ayla e Giondalar  . . . confermate in parte le mie previsioni, un po’ di delusione per certe cose lasciate in sospeso, per alcune situazioni totalmente trascurate, però . . . a giorni, lo riprendo in mano e lo rileggo, per gustarmi di nuovo la magia di ritrovarmi in una preistoria così ben descritta.
Purtroppo questa “malattia” è contagiosa, negli anni, a forza di parlarne, ho contagiato parte della famiglia che adesso sta aspettando di leggere l’ultimo libro.
Tra gli altri, la FigliaPiccola, che ha studiato Montaggio e Regia che mi ha promesso di girare, prima o poi, un film (o una serie di film) tratti da questi libri. Anche se, sappiatelo, lei questi libri non li ha mai letti.
A volte, durante la giornata, prendendo in mano un cesto, raccogliendo le giuggiole, facendo seccare nocciole o in altre occasioni guardando documentari da paesi lontani, mi succede di pensare che in pratica, dall’epoca di Ayla non è cambiato molto in un certo rapporto con la natura . . . in altre, pensando alle corse che facciamo, alle ore che sprechiamo lavorando oltre il tramonto del sole, all’inquinamento o ai rapporti di amicizia e di parentela trascurati per mancanza di tempo, mi capita di pensare che, forse, dovremmo recuperare qualcosa del vivere preistorico!

Le trame le trovate ai link che ho messo ai vari titoli . . . non scrivo più di tanto sull’ultimo libro perché c’è chi lo sta leggendo e chi non l’ha ancora iniziato . . . non voglio togliere la sorpresa! 🙂

E grazie a Vittoria, di Diario di Pensieri Persi, che mi ha sollecitatoVorrei mi raccontaste come avete conosciuto la serie, se ci sono aneddoti divertenti a cui la legate, cosa vi ha spinto a creare un gruppo, come avete passato il tempo dell’attesa tra un libro e l’altro, quali libri vi hanno emozionato di più e quali meno. Potete parlare di una o di tutte queste cose.” . . . e io ho raccontato! Sperando di non essere stata noiosa! 


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14 pensieri su “Ayla, una passione che dura da oltre 20 anni

  1. Ehie io che non conosco questa serie? Strano perchè malata dilibri passavo molti intervalli di pranzo dentro Feltrinelli e simili. Si vede chennon era giusto l’incontro con questi personaggi…

  2. Puoi farmi un riassunto di quanti libri sono? Io che vorrei iniziare a leggerli me li puoi dire in ordine cronologico?
    Hai trasmesso la passione così bene che mi sento di iniziare, non lo conoscevo per niente se non in quell’altro post su Splinder, ma non aveva attirato così la mia attenzione.
    Saluti
    Tea

    1. I libri sono, in ordine:
      Ayla – figlia della Terra
      La valle dei cavalli
      Gli eletti di Mut
      Le pianure del passaggio
      Focolari di pietra
      La terra delle caverne dipinte . . . di Jean M. Auel

      Sono tutti volumi “poderosi”, ma davvero belli 🙂

      Ciao, Fior

  3. Ho letto, anni fa, un paio di libri di Ayla, probabilmente i primi due e ricordo che mi erano piaciuti molto.
    Forse, però, dovrei rileggerli (e poi fare la cosiddetta ‘scheda-libro’).
    Per non dimenticare la vicenda… 😐

    1. Solo se ti piace il genere, non è un obbligo di scuola! 🙂
      A me, forse, risveglia echi di vita a contatto con la natura, specialmente di questo periodo sento il bisogno di pasticciare con la terra, semi e company. 😉

      Ciao, FIor

  4. eccomi approdata tra i fan di Ayla e Giondalar, ho appena letto i primi due libri e ora ho cominciato il terzo,molto molto interessanti anche dal punto di vista antropologico, come sono arrivata qui?……ho digitato su you tube ayla film e così mi sono trovata davanti al film in inglese, come al solito non è da paragonare al libro ma non è male, provate anche voi a guardarlo,
    ciao Cristina

    1. Quel film è stato addirittura “rifiutato” dalla Auel, che, purtroppo, dopo non ha più dato il benestare per girarne altri . . . certo il primo libro non è il migliore per la trasposizione cinematografica! 🙂

      Benvenuta! Ciao, Fior

  5. cIAO! VOGLIADICHIACCHERE! Una domanda!!!!!!Non c’è piu’ il gruppo di Fb di Gabriele : Innamorati di Ayla e Giondalar? Non lo trovo piu’! Aiuto! Grazie

    1. Per via di certi “allarmi”, il gruppo è diventato “chiuso” e non si accettano nuovi “soci”, a meno che non li si conosca di persona! 🙂
      Se vuoi, scrivimi! Fior-di-cactus,@alice.i 😉
      Ciao, Fior

Benvenuti nel mio blog.

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