Caldo, insonnia e altro

Caldo, “Caronte” non ci lascia . . . che faccia caldo in estate non è una novità.

La novità, qui nel nostro piccolo borgo di collina è che, caldo così, fin da giugno, da dover tenere aperte tutte le finestre di notte non si era sentito . . . la notte, come in quella canzone “mi voto e mi rivoto sospirannu”, non trovo pace, non trovo refrigerio, in casa funzionano anche 2 ventilatori e il loro rumore, unito al sempiterno sospiro del motore del frigor non conciliano il sonno. Dalle finestre aperte, ecco arrivare (alla povera casalinga insonne) i latrati dei cani, il rumore del traffico sull’Autostrada lontana, i rumori di qualcuno che torna tardi (o parte presto) . . . rumori che di giorno non danno più di tanto fastidio, ma di notte ti fanno pensare che non riuscirai mai più a dormire!

Poi di giorno hai a che fare con mille e mille altri rumori e suoni che ti fanno rimpiangere i tempi in cui le “Signorine Buonasera” ricordavano a tutti che, arrivando l’estate e con le finestre aperte sarebbe stato opportuno abbassare il volume della Tv . . .  o, nelle torride estati di città, la regola che imponeva il silenzio e la quiete almeno fino alle 16,00, cartelli negli androni dei palazzi ricordavano che l’uso del cortile da parte dei bambini e ragazzi era VIETATO dall’ora di pranzo fino a quella della merenda e tutti noi, piccoli di casa, o si dormiva o si leggeva . . . anche in montagna, al lago o nella pensioncina al mare c’erano le stesse regole, la pausa del dopo pranzo era una abitudine, noiosa, ma necessaria . . . ora, persino qua nella nostra contrada, ragazzini che non hanno più regole, schiamazzi dal mattino alla sera, persone adulte che parlano ad alta voce (o forse la voce è portata dal vento e sembra più alta di quello che è?) comprese quelle che, strano ma vero, mentre una volta, per parlare al telefono si rannicchiavano vicino all’apparecchio, nela cabina o nell’angolo di casa ad esso dedicato adesso per trovare riservatezza, prendono ed escono sul terrazzo . . . facendo sentire a tutti le proprie faccende!

Insomma, insonnia di notte, poco riposo di giorno . . . e siamo solo all’inizio di luglio e già sono così brotolona . . . che io sia invecchiata?

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6 thoughts on “Caldo, insonnia e altro

  1. no,invecchiata no, ma diversamente giovane sì, tieni duro tornerà l’iiverno che,come tu ben sai, io preferisco all’estate,perchè per dofendermi dal freddo mi copro, ma per iofendermi dal caldo ,non posso di certo togliermi la prima pelle

    • Grazie, mi serviva una voce amica questa mattina, l’Udmv insensibile alle mie ore di veglia mi ha svegliato alla solita ora! 😀
      Come stagione sono più verso l’autunno, ne troppo ne poco caldo! 😉

      Ciao, Fior

  2. Alle noie del troppo caldo a me dà fastidio la maleducazione imperante. Ognuno si sente libero di fare ciò che vuole calpestando la mia libertà che vorrebbe essere rispettata! Ciao Giagia e buona giornata, nonostante tutto! 🙂

  3. Ti sono vicina nel dolore dovuto alla fragorosa maleducazione dei vicini.
    Io qui ho un problema ancora diverso. Nel condominio di fronte al mio (separati solo da un piccolissimo giardinetto: son proprio vicini), c’è, guarda caso, una concentrazione anomala di famiglie con figli piccoli. Su dodici appartamenti, ci sono cinque famiglie con bambini, per un totale di una dozzina di bambini dai sei mesi a dodic’anni circa.
    Adesso che son finite le scuole, queste famiglie hanno avuto la bella pensata di crearsi una specie di centro estivo condominiale facendo giocare assieme tutti i bambini nel giardinetto.
    Benissimo.
    Sennonché, questi bambini abbandonati a se stessi senza la custoda di un adulto, soli nel giardinetto, fanno UN FRACASSO COLOSSALE. Urlano come dei matti, ed è anche giusto, si divertono: ma a tutto c’è un limite. Non è possibile che io venga svegliata tutti i giorni alle sette e mezza del mattino perché ‘sti bambini si alzano presto e allora i genitori li mandano subito a giocare giù in giardino, fra frizzi e lazzi. Non è possibile che io di sera debba tenere le finestre chiuse se voglio guardar la televisione, perché altrimenti le urla dei bambini SOVRASTANO il volume della mia tv.
    E poi, lamentela personale: io capisco che non posso pretendere di vivere in un eremo e che, vabbeh, non posso chiedere a ‘sti bambini di stare zitti e muti per tutto il pomeriggio. Però fatto sta che io devo preparare degli esami e questi URLANO: se magari sono già un po’ stanca per i fatti miei, con le urla di ‘sti bambini faccio anche fatica a concentrarmi. E non sono neanche l’unica studentessa nei paraggi.
    Ora: io non dico che ‘sti poveri bambini non debbano giocare rumorosamente nel giardinetto; mi sta anche bene che lo facciano, periodicamente. Ma possibile che debbano farlo dalle sette e mezza del mattino alle dieci di sera, tutti i giorni, senza mai fermarsi? I genitori non ci arrivano, che sarebbe bene darsi un limite?
    Peraltro, quello che mi fa rabbia è che, a due isolati di distanza, ci sarebbe un apposito parco giochi, peraltro anche più attrezzato rispetto a un giardinetto condominiale. Pure i bambini si divertirebbero di più al parchetto, voglio dire. E almeno andrebbero di tanto in tanto a urlare da un’altra parte, distribuendo in maniera più equa l’inevitabile disturbo acustico 😀
    Solo che i genitori non ce li portano perché ovviamente così è tutto più comodo, per loro: si mettono a leggere un libro sul balcone in tutta calma, limitandosi a controllare con la coda dell’occhio, di tanto in tanto, che i bambini in cortile non si facciano male. E io capisco che così è più comodo per te, e fai benissimo, e son contenta: ma come fai a non pensare che, alla lunga, la situazione diventa pesante per tutti gli altri? ç_____ç

    I maleducati mi fanno rabbia; ma i genitori che non si prendono la briga di correggere le intemperanze (o le semplici esagerazioni) dei propri figli, pretendendo invece di imporle a tutti gli altri solo perché i figli so’ piezz’ e core, li sopporto ancor di meno.

    • Sono d’accordo con tanto di quello che scrivi . . . a volte sono più maleducati i genitori che non educano i figli! 🙂
      Quando venivamo qui dai nonni (e sul cortile avevamo parcheggiata la nostra roulotte) dopo pranzo ci infilavo i figli e fino alle 16,00 non li facevo andare in giro, o dormire o tranquilli, con libri, fogli, colori o simile . . . per rispetto dei nonni e dei vicini. Spero che loro facciano altrettanto! 😉
      Ciao, Fior

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