Più dimagrisco, più invecchio, più divento adolescente

Mi è capitato di sentirmi dire: “Ti trovo dimagrita!”, era da qualche tempo che me lo diceva anche la mia faccia allo specchio (e la mia pancia, quando si tratta di chiudere certi bottoni), così sono salita su una bilancia, una mattina di settembre e ho scoperto di aver “smarrito” ben 7 Kili di quelli che avevo a Pasqua.
Sì, decisamente non sono una che si mette l’ansia per il peso. A dir la verità, la bilancia è trasmigrata più volte: dal bagno alla camera da letto, dalla camera da letto alla lavanderia … là, così non capita di inciamparcisi ogni tre per due e andare in paranoia.
Mi è stato chiesto come ho fatto a dimagrire . . . ci sono varie ipotesi, una è che per vari motivi ho mangiato meno nutella e ho mangiato meno in generale. Un’altra è che ho dei pensieri, da Maggio (ve lo scrissi qui), e non  sono ancora passati, ci si convive, sempre con questo peso in sottofondo  come i ronzii del frigor, ma certe cose scombussolano le priorità. Quest’estate, causa il prezzo della benzina e il cronico problema parcheggi nella Città della Costa abbiamo preferito lasciare l’auto in una zona decentrata e girare per la città a piedi . . . insomma tutte queste cose insieme e ciao ai 7 Kili.
Però il risvolto antipatico è che la mia faccia prima era più pacioccona, più da nonna ed era la faccia che mi portavo dietro da anni. Adesso, si è un po’ affilata, comincia a somigliare a quella di una qualche vecchia zia zitella (un filino acida), sarà anche perché quando mi guardo lo faccio con un certo pensiero in testa e,  si sa, la psiche influisce sul soma. Allora, per rimediare, sorrido.
Sorrido e penso a quando, nell’adolescenza facevo lo stesso dopo essermi chiusa in camera o in bagno a piangere per delle sciocchezze . . . poi, mi lavavo la faccia e sorridevo, pronta ad affrontare il mondo che mi aspettava di là della porta del bagno.

Adesso, come nell’adolescenza, mi viene da piangere per un nonnulla, bello o brutto, per una frase che i figli si palleggiano per divertirsi e prendermi in giro (o, in certi giorni, per rendere più lieve l’aria “che tira”), piango nel vedere il PiccoloLord che mi viene a salutare prima di andare dal suo papà e piango quando torna e sorridente corre ad abbracciarmi.
Come nell’adolescenza, mi sono ritrovata a provare cose smesse da altri (per altro, cose di marche importanti, che io non mi potrei mai comprare) scartate solo perché non più di moda e mi stanno bene, perché rifiutarle, con la crisi che c’è?
Come nell’adolescenza, non riuscendo più a camminare con i tacchi e tacchetti, vado in giro sempre con scarpe da ginnastica. E dopo una camminata, sono stanca come mia nonna!
Come nell’adolescenza, faccio la baby sitter a un piccolo, vivace e curioso. Là era l’ultimo dei miei fratelli, qua il PiccoloLord. Lo devo guardare da sola, quando la sua mamma è impegnata fra pratiche in Uffici,  Dottori che scrutano al microscopio la sua vita e Avvocati con cui concordare “cose” che poi verranno disattese o stravolte dall’altra parte in causa.
Ho ripreso a scrivere lettere a mia cugina, anche se sono mail elettroniche e non più su carta, perché certe cose, certi pensieri sono più per le lettere che per il blog (nell’adolescenza avevo un diario, che come il blog veniva trascurato nei momenti peggiori, perché non riesco a mettere nero su bianco le cose brutte che mi capitano, mi sembrano ancora più brutte).
Come all’epoca della mia adolescenza c’era la “Crisi” e si spegneva la Tv presto, si andava a piedi la domenica e la benzina aumentava . . . Adesso c’è la “Crisi”, si spegne la Tv presto (perché i programmi lasciano a desiderare) e si andrà a piedi la domenica (l’hanno già detto) la benzina aumenta e anche l’inquinamento.

E poi, penso che l’adolescenza e la menopausa  sono tutti momenti “forti”, momenti di passaggio, momenti in cui bisogna riprogrammarsi anche come mente, allora, mi sciacquo (metaforicamente) la faccia, mi sorrido allo specchio e torno nella vita quotidiana, se sono “sopravvissuta” all’adolescenza, cosa vuoi che mi preoccupi della menopausa???

Però, nell’adolescenza pesavo 52 kili, oggi . . . molti di più! Per essere davvero come allora, ne ho ancora di strada da fare.

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10 pensieri su “Più dimagrisco, più invecchio, più divento adolescente

  1. Concordo nei tre motivi che riconosci responsabili del tuo “alleggerimento”. Uno, in modo particolare, è la causa primaria, poi il maggior movimento, e meno la menopausa. A me personalmente ha fatto aumentare kili, senza mangiare nutella o similari. La causa, su me, è certamente il minor movimento a causa della schiena e il non aver da correre dietro ad un nipotino. Non dispero che possa accadere ma non vedo all’orizzonte nulla che mi faccia pensare a questo “bellissimo” passo. Grazie per aver aggiornato il blog. Domani pensami, al mattino, che devo sottopormi ad un piccolo intervento. Un abbraccione! 🙂

  2. Che carina quest’idea di un ritorno all’adolescenza! Hai proprio ragione: in fondo, questi due momenti della nostra vita di donne, davvero, hanno grandi affinità. Personalmente, però, è ‘QUELLO CHE VIENE DOPO’ che trovo UN PO’ PIU’ PREOCCUPANTE adesso che nell’adolescenza …

  3. Siamo quasi sorelle, i kili a me non diminuiscono ma per tutto il resto …. sono un’adolescente in menopausa come te! Ti abbraccio forte

  4. Patrizia, anche a me vengono i brufoli! 🙂
    Giudg, :-*
    Annaggg, be’, a questo punto, non so, non si può tornare indietro! 😉
    MArgherita, quasi gemelle . . . 🙂
    Rita, meno male, l’importante è che torni la serenità e che si trovi questo nuovo equilibrio prima che io dia forfait! 🙂

    Ciao a tutte! Fior

  5. Fiore, ma certo che si è ritornate all’adolescenza: dovremmo tornare ad essere bambini, ricordi o no i nostri genitori? si facevano fare tutto e bisognava seguirli come bimbi di 2 o 3 anni, ebbene dopo i 60, all’incirca, si cammina a ritroso….. quello che bisogna stare attente è non comportarci proprio come adolescenti, nel senso che hai mai visto certe donne che all’improvviso si sentono giovincelle, adolescenti appunto, e si vestono e comportano proprio come se fosse vero? qui ce ne sono certe….
    L’equilibrio si ritroverà certamente, anzi passato questo momento di subbuglio ormanale, diciamo che a parte la sudorazione, si vive da papi…
    Auguri
    Tea

  6. Momenti di transizione, difficili, è vero che occorre riprogrammarsi e non è per niente facile. La tua fortuna? Che hai tante risorse dentro a cui attingere. Un grande abbraccio.

  7. Tante risorse, tanti esempi (sia nel reale che nel virtuale) e tanta voglia di fare ancora cose nuove . . . e in mente una zia che è arrivata a quasi 102 anni bella tranquilla e presente a se stessa! 🙂

    Ciao, Fior

Benvenuti nel mio blog.

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