In viaggio con . . . l’arte del viaggiare lento

Eccomi qua con in mano un libro, l’ultimo di una particolare categoria (nella mia personale divisione dei libri, ci sono “categorie”, non “generi”, per non incorrere negli errori così ben spiegati dall’amico Anonimok), la categoria di questo ultimo libro è quella degli autori che scelgono di parlare di qualcosa che li interessa, si divertono, viaggiano e incontrano persone interessanti, ce le raccontano, spesso guadagnandoci dei soldi. Il massimo del piacere secondo me.
La prossima volta che nasco voglio farlo anch’io, per ora, mi limito ad andare in Biblioteca a scoprirli immergendomi completamente in questi mondi, a volte a me completamente sconosciuti, divertendomi a mia volta . . . il piacere di leggere cose scritte con passione vera. E adesso, ve ne voglio parlare, perché è un libro che vi consiglio vivamente.


Tra l’altro questo libro l’ha scritto un autore che vive dalle mie parti, nella Città sulla Costa (Orientale), vicino al confine tra Marche e Abruzzo . . . incuriosita dal fatto che fosse di quaggiù e forse anche per questa moda che imperversa del vivere “lento”, della ricerca di una vita meno frenetica, più d’altri tempi, ho preso in Biblioteca il libro “L’arte del viaggiare lento” di Paolo Merlini, (i cui proventi, l’Autore ha deciso di destinare alla “lega del filo d’oro”) man mano che lo leggevo mi veniva voglia di chiedergli se mi porta con se, al prossimo viaggio. Poi, però, quando l’ho finito, mi sono accorta di una pecca nel suo libro, non parla mai di un viaggio nella “Città più bella del mondo”, va be’, potrà sempre rimediare nel prossimo libro. Ho fatto un giro su Anobii, con me, siamo in 13 ad avere questo libro . . . non male!
Il libro è diviso in capitoli, ogni capitolo un viaggio, poche pagine per raccontarlo quasi solo attraverso gli orari, la qualità e i prezzi dei mezzi pubblici usati per portarlo a termine, con riferimenti veloci ai posti di ristoro (ristoranti consigliati per la bontà del cibo e la simpatia di chi lo offre) e ai libri che hanno ispirato il viaggio. E nelle note, tutte le informazioni sulle aziende di Trasporti, con i vari indirizzi web, come giusto, per quest’epoca internettiana.
Attraverso questo libro ho riscoperto uno spaccato d’Italia da me dimenticata, un’Italia che vorrei ritrovare, quella ella mia giovinezza, quella dei viaggi sui mezzi pubblici . . . attenzione, non viaggi organizzati dove si parte tutti insieme a un orario, si è schiavi dell’autista che si ferma a sostare per uno spuntino dove vuole lui e che ci dà l’orario di rientro, proprio quei treni e quegli autobus che frequentavo da  giovane, che togliendoti l’ansia della guida e la scelta delle strade ti porta a scoprire (grazie a una differente velocità) panorami e che, con la loro varia umanità ti ridonano la gioia dell’apertura verso gli altri. Non so se riuscirei a fare una scelta così radicale, come quella fatta da Paolo Merlini, di abbandonare del tutto l’auto (che, pare, lui non abbia mai avuto), ma sicuramente, posso tenere in considerazione l’idea di programmarmi il prossimo viaggio col treno e/o con l’autobus (lui, a dir la verità usa anche la bici, ma io, tra l’età e le ginocchia, non potrei) e se ho un po’ di tempo in più, fermarmi anche durante il viaggio, se qualche città o paese attira la mia attenzione, fosse anche solo per il nome.

Di questa particolare “categoria” avevo letto tempo fa, “Un anno vissuto biblicamente”, un libro assurdo, di un giornalista che segue alla lettera le norme dell’Antico Testamento, senza, secondo me, concludere quella ricerca di cui parla all’inizio del libro. Leggendolo  l’ho trovato un libro quasi comico. Anche se non era nelle intenzioni dell’autore.

Un’altro libro che rientra nella categoria citata, è  sicuramente “La geografia della gioia, il cui autore, per scriverlo, ha girato mezzo mondo, per cercare il posto dove la gente è più felice. Ricordo che l’ho letto con piacere, sebbene non abbia capito qual’è, per l’autore, il nuovo Eden.

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2 thoughts on “In viaggio con . . . l’arte del viaggiare lento

  1. Ma è un racconto di viaggi o una guida turistica con itinerari? 😉
    I mezzi di trasporto pubblici, tanto vituperati, hanno molti vantaggi, forse anche per le loro inefficienze, se solo fossimo disposti ad accettare l’imprevisto, a non concentrarci tanto ossessivamente sulla nostra meta del momento, a guardare alle persone intorno a noto come compagni di viaggio invece che concorrenti o, se va bene, ostacoli.
    Che poi è questa l’essenza del muoversi lenti, uscire dall’ossessione egoistica dei nostri scopi individualistici e aprirsi agli altri. Cosa fattibilissima anche nella propria automobile.
    E dalla tua descrizione temo che su questo punto l’autore abbia il fiato un po’ corto. Potrebbe farselo facendo un po di volte su e giù tra Bergamo bassa a Bergamo alta!

    Ciao, Orientali!

  2. Tra Bergamo Bassa e Bergamo Alta c’è una bellissima funicolare . . . sinceramente, da quello che scrive, mi pare che anche lui sia per l’aprirsi agli altri, se mi capita di incontrarlo, glielo chiedo . . . secondo me, con tutto che mi è piaciuto, non è ne una guida turistica ne un racconto di viaggi . . . troppo scarno, calcola che ogni capitolo non supera le 4 pagine. Ma lo dico io, perché mi piace chiacchierare, raccontare ed entrare nei particolari, questo è più un manuale e uno spunto per seguire le sue tracce. 🙂
    Chi lo sa, magari l’autore passa di qua e ce lo spiega . . . ma una volta avevo letto (o sentito dire?) che l’autore non dovrebbe mai spiegare quello che ha scritto, che quello che ha scritto viene poi interpretato in modo diverso da chi lo legge! 🙂

    Ciao, Fior

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