XXIX Domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Marco (10,35-45)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Dici “Vaticano” e la gente pensa “carriera”. Non c’è da stupirsi: dal momento che la chiesa cattolica ha assunto la fisionomia di uno stato, non può sottrarsi alla burocrazia e alle gerarchie che lo caratterizzano. Non sono di quelli che si scandalizzano perché esistono lotte di potere nella chiesa, ma neppure mi rassegno all’idea che le cose non possano cambiare (in meglio, si spera…). Il rapporto col potere è uno dei nodi più complicati non solo per la storia bimillenaria della chiesa, ma anche per la vita del singolo cristiano. Il potere seduce come l’anello di Gollum, se non si sta in guardia rischiamo di venirne divorati.
Forse è inevitabile che l’esercizio del potere corrompa in qualche misura anche gli uomini di chiesa, ma proprio per questo è necessario il discernimento nelle scelte.
Mica per nulla Gesù ha scelto come guida del gregge un uomo che non brillava per qualità umane, ma per disponibilità ad amarlo più di chiunque altro (cfr. Gv 21,15-17)…

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