Maggio, andiamo per santuari – Madonna dell’Ambro

E per il secondo giorno di Maggio, non mi allontano molto da Loreto . . . eccoci al Santuario della Madonna dell’Ambro. Una delle prime apparizioni della Madonna intorno all’anno Mille.

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“Nel maggio del mille la Vergine SS., cinta di straordinario splendore, apparve in questa sacra roccia alla umile pastorella Santina, muta fin dalla nascita. La fanciulla ottenne il dono della parola in premio delle preghiere ed offerte di fiori silvestri che ogni giorno faceva ad una immagine della Madonna, posta nella cavità di un faggio.”

Il Santuario è chiamato anche “la piccola Lourdes dei Sibillini” perché assomiglia molto al più grande e famoso Santuario della Francia. (Per saperne di più, clicca qui)

È un santuario caro alla nostra famiglia, per tanti anni era la meta della gita in montagna a ferragosto.  Nella famiglia dell’Udmv c’è questa “idea” che nei giorni di festa non si debba andare in spiaggia, allora, tutti insieme: zii, nonni, nipoti si partiva per una giornata di montagna, passando prima, per una preghiera e un saluto, dalla Madonna dell’Ambro. 

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Eccovi anche il secondo fiore del mese. Questa rosa, che è molto più bella “dal vivo”, è la “rosa della bis nonna” dei miei figli.
Quando in campagna si pensava poco e niente ai fiori, lei aveva piantato questo roseto, spinoso al massimo, ma che ci regala (ancora dopo anni e anni) delle rose bellissime, profumatissime, con i petali vellutati. La curava lei, la innaffiava lei e (racconta la leggenda familiare) dopo qualche mese dalla sua morte, la nuora di notte si sognò di questa suocera che con un secchio pieno d’acqua passava davanti la finestra della cucina, nel sogno la nuora (mia suocera) chiese: “Dove andate mamma?” e la vecchina le rispose: “Vado ad annaffiare la mia rosa, tu la stai facendo seccare!”. Quando si sveglio, mia suocera andò a controllare e visto che, in effetti la rosa era trascurata e “assetata” provvide a innaffiarla e da quel giorno la curò con attenzione, per non farsi più rimproverare dalla suocera di notte (così ci raccontava). Adesso la teniamo d’occhio noi, non vorremmo che la bisnonna ci venisse in sogno per sgridarci!

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