Maggio, andiamo per santuari – Monte Calderaio

Oggi, martedì, andiamo per santuari in Emilia . . . a Castel San Pietro Terme (BO)dove c’è un santuario della Madonna, a seguito di un’apparizione del 1623.

Beata Maria

“Il Santuario della Beata Vergine del Lato di Monte Calderaio sorge sull’Appennino bolognese. A 500 metri di altezza e dista 15 chilometri da Bologna. La sua storia ha inizio nel freddo febbraio del 1623 allorché una pastorella di nome Zenobia, pregando di fronte all’immagine posta su un albero a lato della via, sentì una voce che la invitava ad andare a casa, dove nella maglia avrebbe trovato pane abbondante.

La notizia del prodigio si sparse in un baleno nella comunità di Monte Calderaro e nei paesi vicini. Il Santuario venne costruito solo negli anni 1631-1636 per ringraziare la Madonna dello scampato pericolo della peste. Infatti, la comunità di Castel San Pietro non ebbe né morti né malati, mentre tutto intorno infuriava il morbo. Aumentando il numero dei devoti e dei pellegrinaggi, nei primi anni del 1800 si fece un primo ampliamento del Santuario e nel 1863 un secondo, pervenendo così alla forma attuale.”  (per altre info, clicca qui)

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Siccome qua fuori casa la pianta dell’arancio è piena di boccioli e fiori appena sbocciati, ho pensato che oggi, alla Madonna, offro un bouquet di fiori d’arancio!
“Secondo una leggenda, un giorno un re spagnolo ricevette in dono da una bellissima fanciulla un albero d’arancio che fece piantare nel giardino del castello. Durante una visita, un ambasciatore chiese al re se potesse regalargli un ramoscello ma il sovrano rispose che non voleva dare a nessuno la sua preziosissima pianta. Di fronte a quel rifiuto, l’ambasciatore chiese al giardiniere del palazzo di spezzare un ramo dall’albero e darglielo: l’uomo esaudì la richiesta dell’ambasciatore e fu ricompensato con 50 monete d’oro, con le quali poté, finalmente, dare una dote alla propria figlia permettendole, così, di essere corteggiata e data in sposa. La ragazza trovò finalmente marito e il fatidico giorno decise di adornarsi i capelli con un ramoscello di fiori d’arancio così da rendere omaggio alla pianta che le aveva dato la possibilità di sposarsi ed essere felice. Da quel momento in poi il profumatissimo fiore di zagara fu associato al matrimonio.”

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