Seconda di Quaresima – 2014

Per molti miei amici  parlare di Quaresima è parlare di “vernerdì” o di “vigilia”, cioè: rinuncia alle carni e digiuno il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo . . . e dicono che siamo un paese retogrado e asservito al Vaticano!
Io direi che c’è chi fa di peggio . . . E chi, in questo periodo in cui tanti nel mondo praticano qualche sacrificio alimentare, ha trovato un modo nuovo per superare la crisi della sua azienda! 

Pizzeria-Patron-Quaresima
Vi copio e vi linko un simpatico post dell’amica Lucyetta: 

“Ormai sono poche, le persone per cui “Quaresima” diventa automaticamente sinonimo di “rinunce alimentari”?
Manno, non direi. Anzi.
Per quanto mi riguarda, sono esattamente due anni che sorrido come una rincretinita tutte le volte che penso a un’iniziativa della Pizza Patrón, una popolarissima catena di pizzerie diffusa in molte zone degli States, con “quartier generale” a Dallas, in Texas.
Se andate a curiosare su Wikipedia, scoprite che la Pizza Patrón è stata nel 1986 dal signor Antonio Sward, un italo-americano che vanta nel suo albero genealogico anche degli antenati di origine libanese. La compagnia, come leggiamo su Wikipedia, è attiva in Arizona, California, Colorado, Florida, Nevada, Georgia e Texas. Dovendo scegliere un target su cui puntare, la Patrón ha deciso di rivolgersi a una clientela composta perlopiù da americani di origine ispanica – addirittura il menù è stato rimaneggiato in tal senso, con l’invenzione di pizze che hanno ben poco a che vedere non solo con quelle che mangereste a Napoli, mapersino con quelle che mangereste a Little Italy.
Gli ispanici hanno mostrato di gradire questa scelta commerciale, e infatti la Pizza Patrón è un businnes in forte espansione.
Sennonché…

Sennonché, c’era un problema grave. Un problema grave per davvero – di quelli che rischiano di farti finire in bancarotta o quasi.
Gli affari della Patrón registravano successi continuativi per circa undici mesi all’anno… sennonché, il volume d’affari cominciava a calare drasticamente, radicalmente, irrimediabilmente, nei quaranta giorni di Quaresima.
La Patrón – l’abbiamo già detto – ha un menù abbastanza particolare, in cui probabilmente la nostra “Margherita” non è neanche inclusa. La maggior parte dei piatti proposti dalla catena ha una fortissima presenza di carni d’ogni tipo: salsicce, salame, prosciutto, pancetta… chi più ne ha più ne metta.
E l’affezionata clientela, incomprensibilmente, smetteva di andare al ristorante a partire dal Martedì Grasso. Ma in massa, eh!
Per poi riapparire, in massa, e altrettanto incomprensibilmente, a partire dal lunedì dell’Angelo.

Oh cielo: “incomprensibilmente” è una parola grossa.
La stragrande maggioranza degli ispanici, negli U.S.A., professa fede cattolica; e per i cattolici, negli Stati Uniti, l’astinenza dalle carni durante la Quaresima è una cosa molto seria.
Certo, certo: una cosa molto seria ma non obbligatoria – l’astinenza dalle carni è richiesta solo nei venerdì di Quaresima e nei giorni di digiuno; se poi vuoi dire addio agli hamburgeranche per tutto il resto della Quaresima, si tratta chiaramente di un “di più”.
Un “di più” che secondo me produce infiniti benefici spirituali, e a quanto pare non sono l’unica a pensarlo – perché negli U.S.A. è davvero molto comune astenersi dalle carni dal mercoledì delle Ceneri fino alla notte di Pasqua.” (Continua . . .)

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