Di qua e di là dell’Atlantico, un’unica famiglia

Come ho raccontato in alcuni post . . . una parte della famiglia paterna, dopo la Seconda Guerra Mondiale ha lasciato l’Italia per cercar fortuna in altri lidi ed è approdata in Argentina. Dopo un lungo periodo in cui si corrispondeva e, quando loro arrivavano in visita ci si incontrava, ci sono stati decenni in cui non abbiamo avuto più notizie . . . ci siamo ritrovati grazie a Fb.
E,  anche se il cugino di mio padre non è più con noi, si è sviluppato un senso di famiglia, affetto e una simpatia tra noi (parte italiana della famiglia) e loro (parte argentina della famiglia), supportata da mail, Fb, foto, telofonate . . . fino alla decisione di una delle ragazze dell’ultima generazione di venire in Italia a ritrovare i luoghi dell’infanzia di suo nonno e la famiglia . . .

Lei, A**** e il suo amore: J*** (anche lui di origine italiana) hanno scelto, purtroppo, la peggiore estate . . . e metà del loro viaggio è stato sotto la pioggia e tra le nuvolaglie mentre visitavano: Roma, Firenze, Pisa, Siena, Milano, Bergamo, Venezia . . .  poi, finalmente sono arrivati da noi e hanno visto il sole . . .
Ma soprattutto, hanno visto noi . . . la famiglia a ranghi serrati, tranne gli assenti giustificati (qualcuno alla Route nazionale di Rover, qualcuno nelle terre dell’estremo Nord in visita a un’amica), li ha abbracciati, accolti, coccolati, riempiti di chiacchiere e domande.
Ci sono state le foto (che non sono state “pensate” per la rete e, perciò, restano private), la pizza, i regali, le lasagne, le risate, le foto “antiche”, i racconti del tempo che fu, l’albero genealogico, le telefonate oltreoceano.

Poi, qualche passeggiata da soli o in compagnia . . . per godersi il panorama e la gioia del passeggiare senza problemi per le vie dalla Città sulla Costa
Poi, qualche momento in spiaggia . . . a rilassarsi
Poi, qualche bagno nell’Adriatico . . . un Mare così diverso dal loro Oceano

Come posso spiegarvi il fatto che, pur non avendoli mai incontrati prima, li sentivamo davvero “nostri”.
Come faccio a farvi sentire le risate, le battute e le domande che si rincorrevano intorno al tavolo (prontamente tradotti dal castigliano all’italiano e dall’italiano al castigliano dalla FigliaGrande)
Come faccio a raccontarvi . . . no, sono sicura che questo lo capite da soli . . . la voglia prepotente di conoscere presto anche il resto della famiglia argentina

Accidenti alla “Crisi”, ci toccherà aspettare, ma sappiamo che, benché distanti tanti chilometri, grazie ai moderni mezzi tecnologici, staremo sempre in contatto e quando ci incontreremo ci sembrerà di esserci appena salutati

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