I mercoledì della Signora F . . .

Oggi è mercoledì e come ogni mercoledì, da anni, nel mio cervello si apre un cassettino, ne esce una bandierina con scritto “Non disturbare la signora F”.
È un ricordo così antico che non vi dirò quanti anni sono trascorsi da allora.

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Ero alle elementari, abitavamo in un grande palazzo, 7 piani, 5 appartamenti per piano.
Ma le persone che ricordo (e che ricordo essere tra quelli con cui parlava mia madre) erano si e no 5 . . . a parte la Portinaia e la sua famiglia, i signori Minutolo, che abitavano nell’appartamento sotto il nostro (e sopportavano noi bambini con i giochi, le corse e i salti sui letti). I signori dell’appartamento a fianco del nostro (una giovane coppia, lei era incinta del primo figlio, una bimba, e io stavo con lei al pomeriggio fino all’arrivo di suo marito, la signora mi aiutava a fare i compiti e, se ci fosse stato bisogno io dovevo correre a chiamare la mamma). Una famiglia del nostro piano, di cui, tutto il mio ricordo si limita al fatto che la signora aveva avuto un bambino nel periodo in cui era nata mia sorella e dopo una grave operazione al sistema digerente del neonato mia madre offrì parte del suo latte per questo bambino che non poteva bere quello artificiale. La signora del piano di sopra, mamma di un bambino che aveva l’età di mio fratello e che, ancora adesso, viene ricordato perché, arrivava all’orario della merenda, con la sua in mano (l’altra mano sotto a raccogliere le briciole) e si presentava dicendo: “Posso stare con voi a mangiare la merenda? Mia mamma sta passando lo straccio/ha passato lo straccio!”

E poi c’erano la Signora F e Guido . . .

La Signora F (dai miei ricordi di bambina) era la moglie di un non meglio identificato “marito” che so di aver visto in quei 5 anni in cui abbiamo vissuto nel palazzo, ma di cui non ricordo proprio niente! 
Guido, invece, me lo ricordo bene: era di poco più grande di me, eravamo gli unici due “ragazzi” del palazzo . . . e io, prima media, quando avevo qualche problema con i compiti facevo un salto a casa sua e lui mi illuminava su quello che non avevo capito. Mi ascoltava ripetere la lezione o le poesie e i brani di epica mandati a memoria. A casa sua e mai di mercoledì . . .
Il mercoledì era un giorno “off limits”, il giorno in cui il marito della Signora F lavorava fino a tardi e poi usciva per una passeggiata col figlio. Guido quel pomeriggio passava da scuola ad altri impegni (a casa di amici? A ripetizione? A imparare musica? Mai saputo) e poi se ne andava a spasso con suo padre fino all’ora di cena . . . 
Insomma, il mercoledì era il giorno “libero” dagli impegni di moglie e madre della signora F . . . e mia madre che lo sapeva, ci ricordava di non suonare il campanello per cercare Guido o più genericamente, di non “disturbare” la signora F . . . nemmeno con gli strilli sul balcone!

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Ho saputo, crescendo, che in questo giorno la signora F si dedicava a se stessa: un bel bagno rilassante. Cucinare solo quello che le piaceva! Un pomeriggio dedicato alla corrispondenza, lettere per i parenti o le amiche. Piccoli piaceri! 

Quando abbiamo cambiato casa mia madre e la signora F sono rimaste in contatto. Anche quando la signora F ha cambiato città, seguendo gli spostamenti del marito (che, mi è stato detto, era un militare) hanno continuato a scriversi un paio di volte l’anno, scambiandosi notizie della salute e della famiglia, ricette e amenità varie . . . mi son sempre immaginata la signora F che, di mercoledì, scriveva a mia madre china sulla sua piccola scrivania a ribaltina, che ricordo di aver visto in sala! 

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Ma questo fatto, che non dovevamo disturbare la signora F, m’è rimasto dentro . . . in tutti questi (tanti) anni e oggi ho voluto condividere con voi un po’ del mio passato. Un passato fatto di tendoni e tende drappeggiati, centrini sui mobili lucidati con olio di lino o cera d’api (e olio di gomito). Chiacchiere da un balcone all’altro, ragazzi che sciamavano sulle scale, la portinaia che ci sgridava, ma poi ci dava anche delle caramelle. Cortile severamente vietato, i giochi in strada o all’oratorio . . . 

 

 

 

Immagini prese dal web 

 

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2 pensieri su “I mercoledì della Signora F . . .

  1. Accidenti! Mi piace come scrivi.Torneró.
    Si può chiedere l’età di una signora in questo caso? Mi piacerebbe sapere la tua, anche se sei nonna ti immagino giovane o giovanile senz’altro.

    1. Ben arrivata dalle mie parti . . . ❤
      Sono nonna, con un bel po' di anni sulle spalle, ma non me li sento tutti sempre, a volte mi sento solo 30 anni, a volte me ne sento 80 . . . ! 😉
      Per essere "giovanile" mi ci impegno ogni giorno! 😀

      Ciao, Fior

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