Finalmente Giugno . . . Le alici (o le acciughe?)

Sta quasi finendo Giugno  . . . anche se non pare convinto, pare che abbia un problema di personalità. Pensa di essere Marzo, tempo ballerino e temperature che paiono uno jo jo!

Il profumo di fritto si spande nell’aria e io mi ritrovo con la voglia di acciughe impanate e fritte . . . semplici da fare a meno che, non abbiate un marito come il mio che (a volte) riceve degli omaggi dai suoi clienti . . . immaginatevi la mia gioia quella sera che è tornato a casa con 3 kg di acciughe in un sacchetto che iniziava a colare  . . . sistemate velocemente in una ciotola capiente, ho ringraziato e mentalmente maledetto il pescatore che ce le aveva regalate . . . al mattino dopo avevo dei programmi che sono stati cambiati al volo.
Pare che il pesce azzurro non si possa congelare (così mi hanno detto) perciò, la mattina dopo, mi sono armata di santa pazienza e di un vecchio grembiule e mi sono messa a pulire tutto sto ben di Dio . . . mozza la testa, apri l’acciuga, togli la lisca e le interiora, mettila nell’altra ciotola . . . tutto in casa perché se sei all’aperto dopo 5 minuti arrivano le vespe, l’odore è forte e non sanno resistere. 
Una parte le ho preparate per farle fritte, come fossero cotolette di carne: prima le ho passate nell’uovo sbattuto e poi nel pan grattato (*).
Un’altra parte le ho fatte “marinare”, in pratica si fa bollire una miscela di acqua e aceto e ci si immergono le alici, pochissimo(*) (diventano bianche), poi si fanno raffreddare su un canovaccio o su un tagliere di legno o su un foglio di carta forno . . . infine, si mettono in una ciotola (io preferisco quelle di vetro con coperchio) e si coprono di olio extravergine d’oliva (o quello che preferite), prezzemolo e aglio tritati . . . se a voi piacciono, ci si può aggiungere anche dei sottaceti tagliuzzati fini. 
(*) Il “trucco” in tutti e due i casi e usare un qualche sorta di setaccio, io uso la “rete” per cuocere al vapore nella pentola a pressione o il “cacciamaccheroni” oppure quei cestini forati che sono nelle confezioni di ricotta, a volte, uso lo scola pasta . . . con un po’ di fantasia il lavoro viene più semplice e non ci si sporca troppo le mani. 

Vorrei tanto insegnarvi come preparare le acciughe sotto sale e/o sott’olio, ma è una cosa che non ho mai fatto, mi dicono sia una cosa lunga, di molta precisione e pazienza . . . io le compro al bisogno! Una volta me ne hanno regalato un barattolo sott’olio . . . tutte le sere una fetta o due di pane, uno strato sottile di burro e l’alice o due! Ma poi, la bilancia s’è impennata!

Mi son chiesta spesso, specialmente da quando son quaggiù, sulla Costa Orientale, la differenza tra alici e acciughe, visto che sulle cassette del pesce a volte c’è scritto un nome a volte l’altro . . . finalmente ho trovato una rispostaalici e acciughe sono la stessa cosa, e vengono indifferentemente chiamate nell’uno o nell’altro modo.” 

 

 

 

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2 pensieri su “Finalmente Giugno . . . Le alici (o le acciughe?)

  1. E pensare che per pulire le acciughe non si mozza la testa, non si toglie la lisca, e non si tolgono le interiora in tre tappe ma tirando la testa all’ingiù verso la pancia si riesce a togliere anche tutto il resto in un gesto solo😉parola di marinara.

Benvenuti nel mio blog.

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