2021 Avvento – Ieri, oggi e domani

Qua, in questi giorni, per essere a mezza Italia e sulla Costa, stiamo soffrendo per il freddo . . . ma l’Aeronautica Militare prevede che oggi uscirà il sole. Speriamo che ci azzecchino e che la temperatura esterna si alzi un po’, che non tiri troppo vento e, soprattutto, che non piova!
Perché? Vi chiederete voi . . . non certo per andare in spiaggia a fare il bagno (come ha fatto qualche demente coraggioso domenica 28 novembre, l’ha visto con i suoi occhi MyLord), ma semplicemente perché la FigliaGrande vuole addobbare l’esterno della casa!

Questa degli addobbi è una cosa che la intriga molto. Da sempre! Le piace cominciare presto, anche a novembre. Recupera tutte le scatole e scatoloni con scritto “NATALE” che stanno su uno scaffale in garage, le apre tutte ma le lascia in garage, comincia a pensare cosa farne e dove metterle. E poi parte . . . decisa: albero, luci, palline o comunque qualsiasi cosa che si possa appendere, presepio, e luci, luci, luci (sono luci moderne, led e funzionano con le batterie. Molto comodo). Ogni giorno si ritaglia dei momenti in cui è intenta a sistemare, spostare, fare. Si quieta solo verso il 22, quando passa in cucina a preparare “qualcosa” per i pranzi “importanti” e siccome ha il DNA di ben 2 nonne di una volta, quel “qualcosa” è sempre buono, saporito e abbondante!!!

Mentre la vedo così impegnata, ripenso ai Natali della mia infanzia, quando la famiglia, il pomeriggio del 23 o del 24 era tutta presa nel preparare la casa, nel preparare il Pranzo di Natale.
Era una famiglia piuttosto numerosa, 4 figli e i genitori. Una squadra. Anche il più piccolo aveva il suo incarico: Lui doveva riempire “di palle colorate grandi” secondo un’alternanza di giallo, rosso, argento.
Mia sorella, la 3° era incaricata di mettere i “fili dorati”, che in effetti, più che fili sembravano i “boa” della Wanda Osiris . . . e infatti mia sorella mentre aspettava che noi “grandi” finissimo di sistemare le palline, giocava a fare “la vamp” con questi “boa” luccicosi e le scarpe della mamma . . .
Io mi dividevo tra la sala (l’albero, i soprammobili, i lavoretti da appendere) e la cucina (dove mia madre, a volte con mia nonna, aveva sempre bisogno di una mano. Di solito solo per noi, preparava un bel po’ di cose. Se poi avevamo ospiti . . . di più!

In quel periodo, a casa nostra (in quella parte d’Italia tra l’Adda e l’Olio sotto le Orobie) non si cominciava ad addobbare la casa molto presto.
Mio padre aveva imparato da uno zio austriaco ad addobbare l’albero solo il pomeriggio della Vigilia, ascoltando e canticchiando le canzoni di Natale (ne ho ancora un bel po’ di quei LP, alcuni mooolto sciupati, come prova del loro lungo servizio)
Noi ragazzi, cioè i due più grandi progettavano e i fratelli piccoli guardavano o partecipavano obbedendo, potevamo iniziare ad abbellire le finestre, con stelle di neve fatte con lo scotch bianco o azzurro degli elettricisti (quello bello, telato. Che poi per togliere la colla ci voleva il diluente e tanto olio di gomito). Col cartoncino colorato, una volta, abbiamo fatto un albero di Natale fatto di cerchi colorati messi a piramide, bello e allegro. Un’altra volta (ma questo l’avevo copiato da un lavoro fatto nel laboratorio di Ed Artistica) col cartoncino nero e i fogli di carta velina colorati abbiamo fatto una “vetrata” . . . a pensarci ora, mi chiedo come trovavamo il tempo, oltre ai compiti e agli impegni “domestici” che avevamo (ok! Non c’erano molte distrazioni come adesso, la Tv dei ragazzi durava sì e no un’oretta). Tutto veniva disfatto dopo la domenica che seguiva l’Epifania. Riponevamo con attenzione le cose che si potevano rompere,

Intanto che scrivo penso che potrei fare qualcosa con MyLord e, se passano di qua, con MyLady e PiccoloPrincipe . . .
Potremmo recuperare qualche tradizione di una volta, qualche cosa di adesso e inventarne di nuove.
Sì, da pensarci, ma non impossibile!

Vedrò nei prossimi giorni, se nessuno sta male (lo sapete, vero, che i bambini hanno questa pessima abitudine sotto Natale?), se non parte qualche “quarantena” o un nuovo, ennesimo “lockdown”

Vi farò sapere

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