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L’uomo e altri animali (che si porta dentro)

Dio creò l’asino e gli disse: “Sarai ASINO, lavorerai instancabilmente, dall’alba al tramonto, portando pesi sulla groppa. Mangerai cardi spinosi, non avrai l’intelligenza e vivrai fino a cinquant’anni. Sarai ASINO!”

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L’asino gli soggiunse: “Sarò asino, ma vivere fino a cinquant’anni penso sia troppo visto la vita che dovrò fare. Concedimi solo 20 anni”.

Il Signore Iddio glielo concesse.

 

Dio creò il cane e gli disse: “Sarai CANE! Difenderai la casa dell’uomo, sarai il suo migliore amico, mangerai di quello che ti daranno e vivrai venticinque anni. Sarai CANE!”

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E il cane gli disse: “Va bene, Signore, sarò cane e farò quello che devo fare, ma vivere venticinque anni per me è troppo. Concedimi solo 10 anni”.

Il Signore lo accontentò.

 

Dio creò la scimmia e le disse: “Sarai SCIMMIA! Salterai di ramo in ramo tra gli alberi della foresta facendo pagliacciate, divertirai la gente e vivrai vent’anni. Sarai SCIMMIA!”

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La scimmia rispose: “Come posso vivere vent’anni saltando di ramo in ramo? Ti prego, dammene solamente 10”.

Il Signore glielo concesse.

 

Finalmente Dio creò l’uomo e gli disse: “Sarai UOMO! Sarai l’unico essere razionale sulla faccia della terra. Userai la tua intelligenza per dare il nome e per sottomettere gli animali. Dominerai il mondo e vivrai vent’anni.”people-silhouettes-different-ages-holding-letters-word-generations-white-background-46926474

E l’uomo rispose: “Signore, sarò UOMO, però vent’anni sono troppo pochi. Dammi, ti prego, i 30 che ha rifiutato l’asino, i 15 che non ha voluto il cane e i 20 che ha respinto la scimmia”.

Così fece il Signore e da allora l’uomo vive 20 anni da uomo. Poi si sposa e passa 30 anni da asino lavorando come un asino per mantenere tutta la famiglia. Quando i figli se ne vanno, vive 15 anni da cane, badando alla casa e mangiando quello che gli viene dato ed arriva quindi all’età della pensione per vivere 10 anni da scimmia, saltando di casa in casa, di figlio in figlia, facendo… pagliacciate per divertire i nipotini!

 

Autore ignoto

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Non Abbandonarti . . . e non che non m’abbandono!

Non abbandonarti, tienti stretto, e vincerai. Vedo che la notte se ne va: coraggio, non aver paura. Guarda, sul fronte dell’oriente di tra l’intrico della foresta si è levata la stella del mattino. Coraggio, non aver paura.

Son figli della notte, che del buio battono le strade la disperazione, la pigrizia, il dubbio: sono fuori d’ogni certezza, non son figli dell’aurora. Corri, vieni fuori; guarda, leva lo sguardo in alto, il cielo s’è fatto chiaro. Coraggio, non aver  più paura.

(Rabindranath Tagore)

Alba-Otranto

Mai come in questo periodo ho trovato conforto in una poesia . . . davvero caduta “a fagiolo”, come si dice. Anch’io in certi momenti mi vorrei “abbandonare” . . . abbandonare la lotta, abbandonare allo sconforto, abbandonare ai ricordi e dimenticare gli impegni di ogni giorno e quelli a venire. Abbandonare i sogni che devono (spesso) essere rimandati per vari motivi. Ho trovato, in mezzo a vecchi foglio, queste parole fotocopiate da un libro scolastico (con tutte le spiegazioni delle parole difficili, come: “aurora” = il momento che precede l’alba) e con questa poesia ho inaugurato un quadernone a righe di terza elementare (secondo me le “righe” più belle). Vi sembra strano che una signora “agée” come me si metta a ricopiare poesie in “bella scrittura” come un’amanuense del medioevo? Ultimamente mi sono accorta che la mia firma era diventata simile a uno scarabocchio, tutte quelle lettere, alte, slanciate, con occhielli sotto . . . peggio che stenografata! Così, mi sono decisa e ho preso (con me stessa, una “padrona” piuttosto elastica) l’impegno di una poesia al giorno. Su righe di 3° elementare, per avere ben preciso lo “spazio” di ogni lettera.

Purtroppo, mi sono accorta che, ben prima della fine della pagina ho ripreso la scrittura “adulta” e, appena girata la pagina, le ultime righe sono meno curate . . . farò meglio la prossima poesia. Adesso vi lascio e vado a scrivere, la poesia di oggi si intitola: “L’uomo che spera” e non so nemmeno di chi è . . . ritaglio i giornali e lascio lì le cose . . . devo cominciare a buttare, fare pulizia tra il vecchiume accumulato.

Ottobre, nei vecchi proverbi

Quando la civiltà era a prevalenza contadina, si tramandavano le conoscenze con racconti, leggende e proverbi . . .

Proèrbe del mis de Utùer – Proverbi del mese di Ottobre

A san Brünù, durcc a muntù.
A san Bruno tordi in grande quantità.

A santa Terésa, lódole a distésa.
A santa Teresa, allodole in quantità.

Per san Gal, sómna sènsa fal.
Per san Gallo, semina senza alcun fallo.

Quando a utùer a l’ piöv e l’ truna, l’invernada la sarà buna.
Quando ad ottobre piove e tuona, l’invernata sarà buona.

A san Fransèsch sómna ‘l formét se te ö troàs contét.
A san Francesco semina il frumento, se vuoi essere contento.

De la Madóna del Rosare, castègne e zét per i strade.
Per la Madonna del rosario, castagne e gente per le strade.

A san Simù, la ventaia ‘n d’ü cantù.
A san Simone, si mette in disparte il ventaglio.

Se l’ fa bèl tép ol dé de san Gal, a l’ fa bèl tép fina a Nedàl.
Se fa bel tempo il giorno di san Gallo, fa bel tempo fino a Natale.

11   De san Simù e Giüda la raa l’è marüda; marüda o de marüda la raa l’è de strepà.
A san Simone e Giuda la rapa è matura; matura o no la rapa è da strappare.

A utuèr: rae, castègne e fóns, melgòt, durcc e móst.
A ottobre: rape, castagne e funghi, granoturco, tordi e mosto.

Söcc o bagnàt, per san Löca töt somnàt.
O asciutto o bagnato, per san Luca tutto deve essere seminato.

Adesso, edotti dalla saggezza dei nostri vecchi, non ci resta che cercare sul calendario i santi . . . controllare se piove e tuona . . . e goderci le belle giornate autunnali.

48ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

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clicca sull’immagine e potrai vederla grande

Per il papa Francesco non ci sono dubbi, la comunicazione raggiunge il suo apice quando si mette al servizio di un’autentica cultura dell’incontro, quando cioè il verbo «comunicare » viene coniugato insieme ai verbi «ascoltare, dialogare, incoraggiare e condividere».


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Perché coloro che sono chiamati a guidare la società civile usino con saggezza ed equilibrio i mezzi della comunicazione sociale, mirino al bene di tutti, evitando ogni protagonismo e interesse di parte

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Perché gli scrittori, i giornalisti, i registi e gli operatori della comunicazione nel raccontare il mondo che li circonda siano sempre attenti e rispettosi della verità e della dignità di ogni uomo, incoraggino a cercare ciò che è bello, buono e santo

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 Perché ognuno di noi usi con saggezza ed equilibrio le nuove tecnologie che il progresso scientifico ha messo nelle nostre mani, ci servano a costruire una società dove primeggiano l’amore di Dio, il rispetto reciproco, il dialogo e l’amicizia

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Perché la nostra comunità, illuminata dallo Spirito Santo, non tema
di affrontare le nuove sfide e di testimoniare il Vangelo
anche dove il terreno sembra più arido e impervio

Più o Meno, sono in “pausa”

Mi sono messa a cercare, non so più cosa, su Google e sono “inciampata” in questa “sintesi” nel sito di uno studio di psicologia  . . . me la appunto qua, per me . . . ma anche per qualche amica che trovasse utile qualche suggerimento.

Periodo di “passaggio”. Periodo di malumori, crisi e liti? Periodo importante nella vita di una donna . . .

“La menopausa è un periodo della vita che fisiologicamente corrisponde alla cessazione dell’attività delle ovaie.

menopausaTraduzione dal portoghese in fondo alla pagina (*) 

Ogni donna tra i 45 e i 55 anni circa, in modo più o meno veloce (la menopausa infatti può arrivare nel giro di pochi mesi o impiegare alcuni anni) si trova ad affrontare notevoli cambiamenti che riguardano il corpo e l’immagine di sè.

“Come vivrò da questo momento in avanti? cosa sta accadendo al mio corpo e come reagisce la mia mente? Cosa mi aspetta?” queste sono alcune delle domande che le donne si pongono in questo momento della loro vita.

Tralascio volutamente il lungo elenco di sintomi  fisici legati al calo di estrogeni (che possono essere approfonditi su siti di medicina o libri di auto-aiuto) per focalizzarmi su alcuni aspetti psicologici di questo  periodo della vita.

Il concetto di crisi di transizione sarà la cornice entro cui mi muoverò nell’affrontare l’argomento.

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Il passaggio da una fase all’altra della vita implica sempre una crisi (dal greco krisis = scelta, decisione) e quindi dei vissuti di disagio e dubbio che approdano infine a nuovi livelli di conoscenza, consapevolezza e di significato.

Affrontare questo passaggio può comportare dolore , fatica e senso di vulnerabilità  perché non sempre è facile venire a contatto con il proprio mondo interno.

Quindi è necessario darsi tempo e dedicarsi a sé stesse per scoprire in sé nuove risorse per passare con serenità nel nuovo periodo della vita.

La fretta e le opzioni consumistiche (i lifting,le creme, l’essere iperattive..ecc.) che aiutano a negare la realtà non servono.

In tutto questo delicato processo può avvenire che una donna in menopausa senta delle emozioni di tristezza e di vuoto che ricordano la depressione.

Non sempre si tratta di una depressione clinica, si può trattare semplicemente della tristezza naturale che si associa all’abbandono delle parti di sé alle quali la persona deve rinunciare affrontando la transizione.

Questo è tanto più vero quanto  più la donna può contare su una  solida  e realistica autostima.

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Quando questa non dovesse esserci , vivere questa transizione può essere  più difficile e la tristezza potrebbe prendere allora la forma di vera e propria depressione. In questi casi (e comunque in caso di dubbio) è fondamentale rivolgersi ad uno specialista: psicoterapeuta, psichiatra o medico che aiuterà a chiarire la situazione, a fare una eventuale diagnosi e ad indicare i possibili trattamenti.

Ma oltre alla riscoperta dell’interiorità e agli specialisti, la donna in menopausa può avvalersi di altre risorse:

  • il mantenimento e/o la creazione di una buona rete affettiva
  • l’ assertività
  • la creatività

E’ fondamentale che la donna in menopausa possa contare su una buona rete di relazioni interpersonali a partire dalla famiglia all’interno della quale dovrà rivedere i  propri ruoli (i figli sono cresciuti, c’è meno bisogno di lei, c’è più tempo per il coniuge).

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Spesso in questo periodo possono emergere o ri-emergere problemi di coppia perché tutto il cambiamento di cui abbiamo parlato finora comporta un rivisitazione anche del sistema coppia.

Utile allora è usare il modo giusto di comunicare con il partner e con la famiglia; essere assertivi significa proprio sapersi esprimere in modo diretto evitando la passività o l’aggressività, esprimendo opinioni e desideri, chiedendo e offrendo feedback.Arte

Infine, è importante che la donna in menopausa si sostenga (e si lasci sostenere) nel portare avanti  quei piccoli o grandi progetti tenuti fino ad allora nel fondo di un cassetto.” 

Dott.ssa Paola Mazzaferro 

Me lo studio e me lo ristudierò, perché, sì . . . ragazzi, sono passata per queste forche caudine e mi posso considerare “vecchia”!

Ma con gioia, creatività e assertività! Per non lasciarmi invischiare in qualche “dipendenza” . . .

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(*) “I 7 nani della Menopausa: Prurito, Malumore, Sudore, Gonfiore, Sonnolenza, Distrazione, Irritabilità ” (tradotti da Google)

Prima di Quaresima – 2014

Quaresima, tempo di penitenza, digiuno e astinenza dalle carni. Tempo vissuto dai Cristiani per un cambiamento, Cristiani, Cattolici . . . gente triste, gente bigotta (questo è il pensiero imperante in chi non conosce bene i Cristiani e/o i Cattolici)

Per cui, eccomi qua, a sfatare i luoghi comuni. A ribadire lo spirito di Quaresima : ” E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti;(…) quando digiuni, ungiti il capo e làvati la faccia,  affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; (Matteo 6 :16-18)

Acquaresima

Così,  ho trovato un bel po’ di post simpaticamente quaresimali, li copio per voi . . . Come quello di NihilAlieno, un’amica blogger che, sono sicura, vi piacerebbe conoscere:

“Stendere la lista dei propositi di quaresima è un’operazione che richiede competenze strategiche.

Io di propositi devo averne almeno quindici. Non perchè sia particolarmente santa, ma anzi, perchè sono particolarmente svampita. E fragile, e se manco al mio proposito di quaresima poi mi deprimo.

Quindi nascondo accuratamente il mio proposito di quaresima in un mazzo di finti propositi di quaresima.  Molto prima della Rowlings avevo escogitato lo stratagemma, pur in mancanza di polisucco. Uno e uno solo è il vero proposito di quaresima, ma perchè il Nemico non capisca qual’è, evito di deciderlo chiaramente. Ne faccio tanti. Esattamente come in Harry Potter, però, lo stratagemma non funziona sempre bene. Ci sono i propositi che durano poco, ci sono quelli che durano a prezzo di qualche piccolo autoinganno (comprare un libro a 99 cent non è davvero comprare un libro, e non conta, se non lo leggo che dopo Pasqua*).

Alla fine dei tanti ne rimarranno pochi e uno solo è quello che davvero conta. Potrebbe essere il più vecchio e consolidato, potrà essere l’ultimo arrivato (non aprire FB prima di una certa ora), potrà essere quello alimentare che non manca mai…

Purchè almeno uno arrivi duro e puro fino a Pasqua, avrò vinto la partita. 

* Non faccio il proposito di non comprare libri perchè la Chiesa sia nemica della cultura. Combatto una dipendenza da libro di natura compulsiva. Ho quattro scaffali di libri comprati da leggere!!!”

Io non ho ancora steso la mia lista di “fioretti”, ma appena ne ho trovati 15, ve lo faccio sapere! 🙂

Malinconie di fine estate . . .

Mi capita, in questi giorni, di sentire dentro di me una strana sensazione, quasi una forma subdola di stanchezza mentale, forse una depressione latente?
Non sono triste tutto il giorno, non è che non esca dal letto per affrontare la giornata, anzi, per me ogni giorno è una nuova sfida, una nuova scoperta, un nuovo mondo . . . ma, ogni tanto, mi vengono dei pensieri, difficili da spiegare: voglia di ribellione, subito seguita da una momentanea rassegnazione, pensieri “neri” insomma . . . ma è verso sera che mi prendono quei pensieri più brutti, non una vera tristezza . . . non una vera paura . . . ma un po’ di questo e un po’ di quello . . . insomma, da qualche tempo, il momento di addormentarsi, per me, è il peggiore! 

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Non ho gravissimi problemi, una serie di piccoli “fastidi” che da un paio d’anni mi sono d’inciampo nella quotidianità, quel tipo di “rodimento” che è sempre presente in fondo ai pensieri e ronza come una mosca in un barattolo o (siamo qua, davanti a un monitor) come la ventola del Pc, noioso.
Ho tanti piccoli pesi, in fondo al cuore, che mi appesantiscono e non mi permettono di alzarmi (anche solo ogni tanto) in volo come vorrei, con la fantasia, con i sogni, con lo spirito, che anche questo rende una persona completa. (E, per quelli che stanno già sbuffando su queste signore così noiosamente cattoliche, di una certa età, rassicuro, non ho intenzione di riempire il blog di “santini” e agiografie dei santi, nemmeno di ogni frase che pronuncia il Papa . . . mi pare che questo sia un diario on line e non un “messalino”, quello è molto privato)

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Poi, ieri sera, mi è capitato di rileggere vecchi post sul mio blog e mi sono sentita davvero malinconica . . . mi pare che siano scritti da un’altra persona! Da una persona che riusciva a reagire con più forza alla vita e alle sue sfide/delusioni.

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Non so perché mi capita di sentirmi così suscettibile al “lato oscuro” che di solito non mi infastidisce, forse perché manca un mese al compleanno? Forse perché le giornate si sono fortemente accorciate? Forse perché anche il caldo (quello vero) non è più così caldo e si incomincia a fare i conti col freddo di mattina e sera e alle piogge, già autunnali?. 

Mi sa che ho bisogno di parlare con “qualcuno” che non mi conosce. Dicono che, visto dal di fuori, il problema viene capito meglio.
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Per ora, malgrado la bilancia mi dica che, 
in quest’estate, sono aumentata di qualche etto . . . combatto la malinconia con il fornitore di endorfine che mi sta sottomano . . . cioccolato! 

“Vapore” – Venerdì del libro 2

Eccomi qua, al mio secondo appuntamento col “venerdì del libro”, consigli e suggerimenti, condivisioni di letture e di sensazioni che le letture danno.
L’ho detto, molti dei libri che leggo provengono dalla Biblioteca del Comune (della Città sulla Costa).Spesso vado con il “biglietto della spesa”, con un elenco di titoli o anche (quando ho tempo e faccio un giro sul sito della Biblioteca) con i numeri di scaffali e posizioni dei libri che mi interessano, a volte sono libri che ho trovato consigliati sui blog o in Fb.


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Altre volte, invece, ci sono dei libri “novità”, che stanno sugli scaffali e mi “chiamano”, basta una copertina accattivante; un autore di cui ho sentito parlare tra giornali, web e Tv; un titolo inusuale e/o stuzzicante. . . è quello che è successo con “Vapore”, ho letto la trama sul risvolto di copertina e diceva più o meno così:

“Mi chiamo Maria Salvia ti, ho settantadue anni, insegnavo scienze e un po’ di biologia alla scuola media, ho un figlio, forse un marito, anche se è sparito nel nulla da trent’anni”. Maria Salviati è “la professoressa”, e cosi la salutano ancora i ragazzi che la incontrano per strada. Adesso però è una donna anziana, sola, che fa fatica a tenere a mente le cose e per questo le ripete. E quando anche la casa di campagna diventa troppo complicata da gestire si rivolge a Gabriele, un giovane agente immobiliare, con l’intenzione di venderla. È a lui, giorno dopo giorno, in attesa dei clienti, che Maria racconta la propria vita: i tanti episodi che quei muri hanno visto, ma soprattutto la storia del conflitto tra i due uomini della sua vita: il marito Augusto – il giocoso e inconcludente mago Vapore – e il figlio Pietro comunista e sognatore. Marco Lodoli ci regala una figura femminile memorabile, e l’affresco strampalato di una famiglia non convenzionale, poetica e scalcinata”  (in effetti, questa è la trama che compare su Anobii)

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Ma io, non so perché, continuavo a pensare a una storia somigliante alla canzone di Guccini: “La locomotiva” . . . è stata una delusione, ma una delusione simpatica, ho scoperto un racconto che, se il cervello avesse lavorato come si deve, non so se avrei letto (privandomi così di un libro che rileggerò) . . . una scoperta lenta della storia di questa “Professoressa”, un po’ svanita, la scoperta che anche un uomo, l’autore, può raccontare dei sentimenti che ho provato anch’io da madre e da moglie. 

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. . . non è proprio un libro da ombrellone, ci vuole pazienza, leggere anche se non si capisce dove si arriverà (a volte si ha l’impressione che, non solo la Prof, ma anche l’agente immobiliare sia preda all’Alzheimer), solo così si avrà il piacere di capire tutta la storia. che poi, magari voi siete più bravi di me e capite tutto fin da pag 31 . . . ma fatemi sapere, se decidete di leggerlo e se vi è piaciuto.

Con questo post Fiordicactus partecipa al venerdì del libro di Homemademamma.

Mi s-cateno . . . e vado avanti

E dopo che col Test di ieri ho scoperto di “dover riflettere” . . . ho deciso di cercare di metterci rimedio . . . girando un po’ per il web (sì, certo, è come uno che decide di iniziare la dieta finendo le salsicce che ha in casa così non le ha più sotto gli occhi) ho trovato una serie di  20 consigli per la “gestione della propria identità – multipla – sui social network” durante le vacanze . . . incuriosita me li sono letti tutti e ho pensato che cadevano a fagiolo (o “come il cacio sui maccheroni”, se preferite).

Siamo sinceri:  dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, ormai giusto il PiccoloLord e quelli della sua età non hanno ancora un “profilo” e una mail, giusto perché non sanno scrivere!
Se l’uomo (inteso come “Umanità”) è un animale socievole, cosa c’è di più socievole di un social network???

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Premesso che non so quanti “profili” avete voi, io scrivo qui su questo blog (e anche poco ultimamente) e poi ho un profilo su Fb che mi serve per lasciare (come fosse davvero la bacheca della cucina o la porta del frigor piena di calamite e biglietti di appunti) i miei pensieri, i miei messaggi alle figlie o ai parenti e amici più o meno lontani e poi ho la mail, trascurata.
Ma quello che mi frega . . . è che, se sento in Tv qualche cosa che non so, se leggo su un libro di qualcosa di cui non ho mai saputo nemmeno l’esistenza, se mi vien voglia di cucinare qualcosa di diverso . . . mi fiondo al Pc e  mi faccio fagocitare da Google . . . come la bambina di quel vecchio  film.
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Bando alle ciance, altrimenti non inizierà mai la mia “liberazione” dal giogo di Internet . . . Ecco qua un po’ di consigli che ho buttato giù dopo aver rimurginato quelli che trovate cliccando sul link che vi ho messo. Sono un promemoria per me, un mio elenco . . . così, ho deciso, comincio la dieta alimentare e quella digitale. (voi potete anche fare di più o di meno, mica sono il vostro medico, mica è una ricetta:

  1. Comunicare che sarete meno presente in rete . . .   Onde non spaventare chi vi legge,  l’amica o la cugina, con conseguente telefonata della zia per sapere se “va tutto bene?”. (Seguivo il sito di un ragazzo che era partito dal nord del Giappone con l’idea di arrivare . . . non ricordo più dove . . . dopo un anno che il sito non viene aggiornato, presumo che sia tornato a casa o sia morto!)
  2. Non indurti in tentazione . . . Così come per le diete alimentari c’è il consiglio di non tenere in casa cibo iper calorico (devo ricordarmi di finire il barattolo di crema alle nocciole), evitare di tenere acceso il Pc tutto il giorno. Ne risentirà positivamente anche la bolletta dell’Enel 
  3.  Un giorno di “magro e digiuno”  . . .  Non possiamo fare solo “magro” ? Cioè, facciamo che io leggo e non scrivo, non clicco nemmeno “mi piace”  . . .  No? Proprio astenersidall’accendere il Pc .
  4. Rifate sentire la vostra voce . . . Non vi ricordate quando è stata l’ultima volta che avete parlato con la zia Genoveffa . . . Anche se la zia Genoveffa “sta su Fb e gli posso fare gli auguri con un click!”, ebbene, oggi lasciate perdere il Pc e telefonate . . . l’avete voi un “calendario” delle feste della famiglia???  Compleanni O, perché no, alla vecchia zia Anastasia, che non ha nemmeno il Pc, mandate una bella lettera, scritta come usava una volta . . .
  5. Il Circolo apre “dalle. . . alle . . .”  . . . Specialmente se si è in vacanza o in viaggio, ma  anche tutti i giorni, perché anche quello della casalinga (nonna e mamma italiana) è un lavoro, stabilire dei momenti, degli orari! E seguirli, senza barare, sarà difficile all’inizio . . . ma poi, si spera . . . 
  6. Meno foto . . . mi sono accorta che metto troppe foto . . . tra l’altro, sono sempre foto di fiori, di cibo, del PiccoloLord di spalle e dei cani  . . . che noia! Come per il cibo, “nouvelle cousine” . . . poco, ma buono e ben presentato! 
  7. Tenere a freno la curiosità . . . se è una ricetta che serve, devo imparare a cercare solo quella. Non anche la storia e chi l’ha cucinata per prima . . . Se voglio sapere dove si trova un paese di cui hanno parlato in Tv, per quanto bello sia, non è che mollo tutto per cercare un B& B, non si sa mai che nel 2020 ci possa andare . . . scriverò il nome del paese su un’agenda e andrò a cercare notizie con l’Udmv, così, magari, ci possiamo fare un giro prima del 2020. Se non so tutto sul “Bosone di Higgs”, me ne farò una ragione, tanto capisco la metà di quello che c’è scritto su Wikipedia! 
  8. Stop ai commenti selvaggi . . . come mi è stato fatto notare, tendo a dire la mia su ogni argomento . . . sindrome della 1° della classe, la chiamo io . . . da oggi meglio attenersi alle regole di un vecchio amico di blog: “Se sono d’accordo, inutile il commento. Se non sono d’accordo, non cambieranno idea per un commento. Niente commenti “uggiolanti” . . . Commenti solo se possono portare qualcosa di nuovo o importante alla conversazione!”
  9. Contenuto o contenitore? . . . Cercare la foto più belle, originale e simpatica che illustri un post o che, su Fb, accompagnino una frase.  Cambiare copertina, foto del profilo o la foto di testata e il colore di sfondo . . . perdo tempo e non sono sempre soddisfatta . . . Tante pagine, qua sul blog, servono davvero? So pensando sempre più se non sono sotto l’effetto dei 7 demoni del blog . . . di cui parlò tempo fa Berlicche (un blogger amico).
  10. Parliamo di numeri . . . dicono che 150 sia “il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili, ossia relazioni nelle quali un individuo conosce l’identità di ciascuna persona e come queste persone si relazionano con ognuna delle altre.” . . . il resto della spiegazione lo trovate qua . . . comunque sia, vero o no, devo tener d’occhio il numero delle amicizie di Fb.
  11. Utopia e realtà . . . non pensare di poter tornare indietro negli anni, usare Internet per le cose comode e buone che offre . . . Internet è un mezzo, quello che ci si trova è quello che c’è nel mondo, solo che qui non puoi vedere le persone negli occhi (come mi disse un amico mentre muovevo i primi passi nel mondo dei blog). Per cui, ricordiamoci di non accettare caramelle dagli sconosciuti.
  12. Quando è troppo è troppo . . . Lo so, perdo tempo nel cercare di vedere e leggere tutto quello che i miei amici feisbucchiani e blogger scrivono . . . mi sembra una mancanza di educazione non leggere quello che mettono in rete, ma (non sarebbero amici miei) una buona parte di loro scrive, linka e commenta molto, da oggi, non offendetevi se non vedete un mio commento o un “mi piace” dappertutto, come il prezzemolo . . . ci sono da fare delle scelte . . . c’è da recuperare il tempo per la famiglia, la casa, il giardino, gli hobby.

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Internet, nel suo insieme, sta diventando (con la nota crema di nocciole) la mia “droga”: quello che è il bicchierino di liquore bevuto di nascosto, senza nemmeno gustarne il sapore, per l’alcolizzato. La sigaretta accesa con quella vecchia per il tabagista. La prossima schedina al bingo o la prossima partita a carte: “Me lo sento che stavolta vinco!”, per il “giocatore compulsivo”. Il ferro da maglia e il filo per le “Laniste quasi Anonime” . . .

Nel Test, c’è alla domanda n° 16, una frase che mi ha ricordato quella che sentivo spesso dire da mia madre: “Arrivo, faccio l’ultimo ferro e smetto!” . . . o quella che diceva mio padre, quando aveva in mano un libro nuovo: “Arrivo, finisco la pagina e smetto!”.

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Nota Bene . . . stanotte ho fatto le ore piccole . . . ma è l’ultima volta! 

Dipende da Internet???

Tempo d’estate, post da ombrellone (o da prati in montagna, sotto l’ombra di un albero) già l’anno scorso avevo scritto dei post sui “quesiti estivi” domande che forse non servono a niente, ma ci fanno passare quella mezz’ora divertendoci . . . quest’anno, ho pensato ai test . . .  e ne ho trovato uno giusto giusto, per cominciare, un TEST che mi propongo di fare io per prima!

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È la traduzione in italiano del Test sulla dipendenza da Internet (Internet Addiction Test) messo a punto da Kimberley Young (una psicologa statunitense che da molti anni si occupa di dipendenza da Internet)

Il questionario non ha ancora un adattamento italiano e qui è usato solo a scopo ludico

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Dunque, tenendo presente che a tutt’oggi non esiste unanimità sull’esistenza di una patologia indicabile come “dipendenza da Internet”  questo test
• non va utilizzato per fare diagnosi;
• non fornisce alcuna raccomandazione da seguire;
• non ha finalità clinica;
• non sostituisce la consulenza di un professionista.

Chi decide di sottoporsi a questo Test, lo fa sotto la sua responsabilità. Cosa decide di fare dei risultati è una sua scelta personale.

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Prendete carta e penna e scriveteci i numeri da 1 a 20 (che sono le domande), in parte, dopo aver letto la domanda, rispondete con un altro numero che corrisponde alla vostra risposta, cioè:
1 = Mai     –     2 = Raramente     –     3 = Ogni tanto     –     4 = Spesso     –     5 = Sempre

 Eccovi le domande:

  1. Siete rimasti online più a lungo di quanto intendevate?
  2. Trascurate le faccende domestiche per passare più tempo collegati?
  3. Preferite l’eccitazione offerta da Internet all’intimità con il vostro partner?
  4. Stabilire nuovi rapporti con altri utenti online?
  5. Le persone attorno a voi si lamentano per la quantità di tempo che passate online?
  6. I vostri studi risentono negativamente della quantità di tempo che passate online?
  7. Controllate la vostra email prima di fare qualche altra cosa importante?
  8. La vostra resa sul lavoro o la vostra produttività sono influenzate negativamente da internet?
  9. Vi capita di stare sulla difensiva o di minimizzare quando qualcuno vi chiede cosa fate online?
  10. Vi ritrovate a scacciare pensieri negativi sulla vostra vita con il pensiero consolatorio di internet?
  11. Vi capita di scoprirvi a pregustare il momento in cui sarete nuovamente online?
  12. Temete che la vita senza internet sarebbe noiosa, vuota e senza gioia?
  13. Vi capita di scattare, alzare la voce o rispondere male se qualcuno vi disturba mentre siete collegati?
  14. Perdete ore di sonno perché restate alzati fino a tardi davanti al computer?
  15. Pensate a internet quando non siete al computer, o di fantasticare di essere collegati?
  16. Dite “ancora qualche minuto e spengo” quando siete collegati?
  17. Avete già tentato di ridurre la quantità di tempo che passate online senza riuscirvi?
  18. Cercate di nascondere quanto tempo passate online?
  19. Scegliete di passare più tempo online anziché uscire con gli altri?
  20. Vi sentite depressi, irritabili o nervosi quando non siete collegati, mentre state benissimo quando siete nuovamente davanti al computer?_APallottoliere

Una volta che avete risposto a tutte le domande, fate la somma delle cifre di risposta  Il punteggio ottenuto è valutato in base alla fascia in cui cade:

  • punteggio tra 0 e 19 – al di sotto della media;
  • punteggio tra 20 e 49 punti – utilizzatore medio di internet, a cui può a volte capitare di navigare in rete un po’ troppo a lungo, senza però perdere il controllo della situazione;
  • punteggio tra 50 e 79 punti – punteggio al di sopra della media. La persona ha già diversi problemi a causa di internet e dovrebbe riflettere sull’impatto che questi problemi hanno sulla sua vita;
  • punteggio tra 80 e 100 punti – l’uso di internet è intensissimo e sta causando alla persona notevoli problemi. La persona dovrebbe considerare l’impatto di internet sulla sua vita e affrontare i problemi che le causa.

 Inoltre, per la persona può essere utile rivedere le domande a cui ha risposto 4 oppure 5.

Liberamente tratto (quasi copiato, direi)  da questo sito . . . lì, per chi vuole fare le cose più precise, c’è pure la versione stampabile!  

E adesso, lo vado a fare io, per me . . . poi vi dico! 

Occhiolino

Prossimo . . .

Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». 

Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». 
Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». 
E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». 
Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 
Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 
Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. 
Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 

Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. 
Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 
Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. 
Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». 
Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: « Va’ e anche tu fa’ lo stesso ». 

(dal Vangelo secondo Luca 10,25-37)

_ A Samaritano

Il Buon Samaritano  – Vincent Van Gogh (1853-1890)

“Cristo non disse che un giudeo soccorse un samaritano, ma che un samaritano fu generoso verso un giudeo. Da questo impariamo che dobbiamo preoccuparci di tutti e non solo dei nostri familiari nella fede… Se vedi uno che soffre, non indagare oltre: anche lui ha diritto di essere aiutato, per il semplice motivo che soffre.”

Giovanni Crisostomo, Sulla Lettera agli Ebrei 10, 4.

A cura di L. Gambero. (copiato da “La Domenica“) 

_ gente

San Pietro . . . tra leggende e tradizioni

Una volta, quando abitavamo ancora nella Città sotto le Orobie, giugno era il mese del mare . . . partivano prima mia madre e mia sorella, qualche volta con me, qualche volta con mio fratello.
Di solito, per chi restava a casa, c’erano gli esami o altri impegni scolastici.


_Bergamo Alta
Comunque, ci godevamo le attenzioni della nonna e il viaggio col papà . . . infatti, li raggiungevamo più tardi, per il “ponte” che si creava con la festa di San Pietro e Paolo. Che, all’epoca, era in rosso sui calendari italiani.

Ho il ricordo di un paio di viaggi lui e io, da soli sulla 500 decapottabile, rossa, si partiva il 28 giugno, tardi, dovevo aspettare che mio padre tornasse dal lavoro. Non ricordo se si mangiava prima di partire, probabile che si mangiasse anche qualche panino in auto (mio padre non è mai stato un maniaco, le cose sporche si possono pulire).

_fiat_500
Quello che ricordo bene è che ogni volta ci trovavamo in mezzo a un temporale, con la notte che arrivava prima, con quella massa di nuvole che ti segue o ti precede chilometro dopo chilometro . . . insomma, immaginatevi una povera Fiordicactus, tra i 9 e i 12 anni (perché non ricordo proprio che anno fosse) in una scatolina di auto, col tetto di “stoffa” e le gocce che cadono forti e fanno un rumore d’inferno, lampi, tuoni e sferzate di vento . . . hai voglia a cantare, a raccontare storie di tempi andati a controllare i nomi dei paesi, man mano che li sorpassavamo, sulla cartina stradale . . . e allora arrivò la spiegazione per quella notte di tregenda.

Ogni anno tra Cielo e Terra, le forze del bene e del male si combattono . . . Angeli e Demoni (ben prima di Dan Brown), litigano fra di loro per la mamma di san Pietro. Il risultato a noi più evidente è quello che viene comunemente chiamato “temporalone” . . .

temporale

Secondo mio padre la faccenda andò (più o meno) così:

San Pietro aveva una mamma (sì lo so, tutti abbiamo una mamma, fatemi finire), una mamma cattiva, antipatica e peccatrice. Così cattiva, antipatica e peccatrice che quando morì fu mandata all’Inferno senza tanti complimenti e nessun riguardo per la parentela con il primo Papa.

Passa un po’ di tempo e al nostro “portinaio” celeste gli prende la voglia di vedere sua mamma, per quanto cattiva, antipatica e peccatrice era pur sempre quella che da piccolo l’aveva coccolata, non tanto, è vero . . . l’aveva allattato, anche se, appena possibile l’aveva svezzato . . . l’aveva . . . be’, l’aveva affidato alla nonna ed era andata a farsi gli affari suoi . . . ma, lui era ormai vecchio, si sa, quando si invecchia si torna bambini . . .

_ s pietro
Pensando alla sua mamma all’Inferno e alla mamma del suo “capo” che era lì: Assunta in Cielo . . . partì e andò da Gesù:  “Sai, avevo pensato . . . sai, mia mamma laggiù all’Inferno, è da un po’ che non la vedo . . . tu, qui, hai la tua mamma e io . . . Dai, tu puoi tutto . . . ” 
E Gesù . . . “Simon Pietro, lo sai perché è stata mandata laggiù, ci sono le regole, non le ho fatte io: i buoni qua, i cattivi là. Lei è sempre stata cattiva, antipatica e peccatrice. E sta giù! Non fare il bambino!” 
San Pietro testardo, insiste: ” Eh, però anche al Ladrone, e quell’altro e quella: l’ adultera, hai perdonato un po’ tutti, proprio la mia mamma no???”
Al che Gesù, si inquieta e gli dice: “Non possiamo mica fare e disfare tutte le regole, se le cose sono così dalla notte dei tempi, ci sarà un perché . . . lasciala lì e facciamola finita.” 
“Eh, però . . . !” disse san Pietro ” . . . tra poco è la mia festa, almeno per la mia festa, potresti farmela vedere, come regalo”
Il buon Gesù, si commosse, in fondo era un figlio anche lui: “Ok! È giusto. Per la tua festa, ogni anno, avrai qua tua mamma! Dobbiamo solo prendere accordi! ” 
Furono presi accordi. In linea di massima tutti i diavoli erano d’accordo (ogni diavolo è buono a mamma sua), ma poi qualcuno cominciò a brontolare che erano favoritismi, nepotismi, amicizie altolocate . . .  che quel Lucifero lì, ha il cuore tenero . . .  che tutti i dannati devono essere uguali . . . e ci fu un po’ di trambusto anche all’Inferno. Ma in Paradiso tutti tranquilli, non arrivarono notizie . . .
Al tramonto del 28 giugno, San Pietro si presenta al portone dell’Inferno col permesso di rilascio temporaneo della mamma . . . la mamma viene accompagnata al portone e subito madre e figlio iniziano a elevarsi al Cielo . . . dal portone sbucano i diavoli dissidenti e, dai cancelli del Paradiso sciamano angeli e arcangeli che erano là di vedetta . . .


angeli e demoni

mentre qualcuno dei diavoli prende la mamma di san Pietro per i piedi per riportarla giù all’Inferno, alcuni degli angeli aiutano il vecchio san Pietro a tirarla per le braccia e portarla in Paradiso, intorno a loro si scatena una rissa che presto si trasforma in una battaglia .  . . finalmente le forze celesti riescono a portare a termine brillantemente la missione, San Pietro si gode la vicinanza della sua mamma per tutto il giorno della sua festa e poi la riaccompagna all’Inferno . . . si rivedranno l’anno dopo. E l’anno dopo tutti di nuovo a litigare . . .

Noi, nel tragitto dalla Città sotto le Orobie al mare della Romagna, eravamo capitati nel bel mezzo di quella rissa fra i diavoli e gli angeli . . .

_temporale

Quando, dopo qualche anno, siamo andati ad abitare fuori città era tutta un’altra vita, potevamo stare all’aria aperta, correre nei campi, arrampicarci sugli alberi e, la notte tra il 28 e il 29 giugno, sotto quegli alberi mettevamo un fiasco . . . per fare in modo, il giorno dopo, di poter vedere la “barca di san Pietro”.

Sapete come si fa???
La sera del 28 giugno, si prende un fiasco (o un altro contenitore di vetro) senza la paglia intorno . . . ci si mette l’acqua e poi ci si butta dentro l’albume di un uovo . . . lo si mette sotto un albero, un cespuglio e si aspetta la mattina per vedere, come d’incanto, tra l’acqua delle forme, come una barca con le vele. . . si dice che da come si presentano le vele si possono trarre auspici per il futuro . . . DSCN3712 Quest’anno l’ho voluto rifare, per riprendere una tradizione antica . . . ma devo aver sbagliato qualche passaggio, e la “nave” è venuta senza vele! Mah, ci riproveremo l’anno prossimo.

Lucyette, ne sa un’altra di leggenda sulla Madre di san Pietro, se volete, cliccate qui

E sono 34

Ecco, mi manca un anno alle nozze di zaffiro . . . ma anche 34 mi sembrano un buon numero . . . e stanotte, come allora, mi sono svegliata con lo stomaco contratto e tanta ansia . . . La chiamano “sindrome da Anniversario” . . .

È da un po’ di tempo che vorrei fare un elenco con almeno un ricordo significativo per ogni “anno” . . . ma, a parte la nascita dei figli e del PiccoloLord, operazioni e qualche viaggio in giro per l’Italia durante le vacanze non riesco a riempire l’elenco . . . non sono mai riuscita a mettere nero su bianco questi avvenimenti, le cose accadute in un anno sono sempre tante e, malgrado da qualche anno abbia questo blog, non sono mai stata molto precisa e attenta a tener segnato in un diario ogni minima cosa . . . così rimangono, confusi come in un vortice, i ricordi di attese al ProntoSoccorso per questo o quel piccolo incidente a uno dei tre figli. I momenti di festa: compleanni, Natale, Pasqua e le varie cerimonie di 1° Comunione e Cresima . . . a parte quel compleanno della FigliaPiccola (penalizzata, quell’anno, dalla concomitanza tra feste di Pasqua e chiusura per le elezioni) a cui partecipò solo G. di tutte le amiche invitate.
Fine settimana dai nonni in campagna, fine settimana in roulotte sulla neve o, d’estate, in giro con altre famiglie di capeggiatori . . . gite con zii (fratelli e cognati) e cugini (nipoti) e tanto mare, stagioni intere di spiaggia!
E alla fine, da tutto questo caos che sono i ricordi spuntano anche quelli che vorresti dimenticare, le paure, le arrabbiature, le discussioni, le notti col patema d’animo . . . e allora penso che sia meglio che i ricordi, belli e brutti, restino dove sono, nella scatola dei ricordi . . . cerchiamo di guardare avanti, verso il futuro . . . tutto ancora da scoprire!

Pensieri Profani in un giorno di festa

Oggi è la festa del Corpus Domini, vado in Chiesa e mi appresto a seguire la Messa.

cd_04

Ma presto, mi distraggo, già quando inizio ad ascoltare la 1° Lettura (Gen 14,18-20) : In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem … “ la pronuncia di “Melchisedek” mi disturba (l’hanno pronunciata in un modo diverso da quello a cui sono abituata da anni)  . . . ma ancora più prepotente si affaccia il ricordo di tanti anni fa, un bambino che ho conosciuto allora, a cui avevano affibbiato questo nome: Melchisedek, così importante e strano e che tutti avevano prontamente abbreviato in Melchi . . . mentre suo cugino era stato battezzato: Nabucodonosor. Chissà a chi era venuta l’idea di chiamare questi due bambini con dei nomi biblici?

Prophet Melchisedek

Alla lettura della “Sequenza” pronuncio le frasi riportate sul foglietto:
“(…) Ecco il pane degli angeli, 
pane dei pellegrini, 
vero pane dei figli: 
non dev’essere gettato. (…)”
E mentre continuo a leggere e a recitare, prima mi passa per la mente l’immagine del lievito per le torte e poi ricordo come una volta ci insegnavano che non dovevamo far cadere il pane, ti sgridavano. C’era persino una leggenda che ci raccontavano a proposito di Gesù Bambino che scese dall’asinello, dove stava in braccio alla Madonna, per recuperare del pane gettato . . . altri tempi. . .

cap10

Poi arriva il Vangelo (Lc 9,11-17) e mentre sento raccontare della divisione (e conseguente moltiplicazione) di quei cinque pani e due pesci, ecco che mi ricordo di quella volta che stavamo cercando di stilare la lista di canti per la Messa del Matrimonio di mio fratello, all’offertorio mi sarebbe piaciuto metterci quella ispirata da questo brano (qui il testo) . . . mia madre, non volle per paura che qualcuno fra gli ospiti potesse pensare che era uno sforzo per noi “sfamarli” . . .

_pani e pesci
C’erano dei Battesimi, tutte bimbe, una è stata battezzata “Gioia”, una piccola africana (o una piccola nuova italiana?), con tutta la sua famiglia, tutti abbigliati con abiti colorati. E la bambina che piangeva, frastornata forse da quella confusione, la mamma che non sapeva più come calmarla, le signore nei banchi che sorridevano e ricordavano . . . lo so che ricordavano, perché durante il Battesimo vedevi tante teste avvicinarsi, anch’io ho ricordato il Battesimo della FigliaGrande, che ha pianto per quasi tutta la cerimonia e non si calmava e io avrei voluto sprofondare . . .

Insomma, tanti Pensieri Profani, ma così belli che, sono sicura, lassù qualcuno mi perdonerà, l’Omelia l’ho ascoltata senza lasciarmi distrarre, nemmeno da quella bambina che ha parlato per tutta la Messa, malgrado la sua mamma le facesse le facce brutte!

Mi sa che dovrò fare come S. Francesco Borgia che prima di entrare in chiesa per la Messa chiedeva allo Spirito Santo di scacciare le distrazioni . . . 

L’Amore, con la A maiuscola

Mi è sembrato bello il racconto che ho trovato in giro per il web . . .  e ve lo giro:

Era andato al matrimonio di una giovane collega, il sacerdote fece l’omelia insistendo molto sull’ “Amore con la A maiuscola”. Al termine un suo collega più anziano volle scambiare due parole con l’illustre predicatore. Più o meno gli disse così:

“Molto bello questo Amore con la maiuscola ma, vede, nella mia esperienza personale e professionale, ho dovuto imparare che con il tempo quella A ritorna minuscola, e allora diventa maiuscola la M: Monotonia. La cosa diventa insopportabile e allora anche la M cede il passo e diventa maiuscola la O: Odio.

Ma non finisce lì. Se si resiste, se si rimane insieme, anche quella O si ridimensiona e si scopre la R: Rispetto. Quando poi si diventa vecchi e si inizia a guardare a quello che ci attende dopo, se si è arrivati fin qui, si scopre di aver costruito qualcosa che può anche affrontare la prova della morte e si attiva l’ultima lettera, la E di Eternità.

Amore
Monotonia
Odio
Rispetto
Eternità

Mica male, no?

Io l’ho copiato da questo blog

Confusione – pensieri in libertà in un tardo pomeriggio autunnale

Che confusione . . .

da un giorno all’altro mi sono trovata dal portare pantaloni a mezza gamba e T-shirt  a dovermi mettere maglia, gilet, pantaloni lunghi e calzettoni! E a cercare di corsa una coperta per il letto dove dormivo, fino a ieri scoperta, colpa di “Medea”, dicono (che pessima scelta di nomi per gli eventi meteo di quest’estate, il Colonnello Bernacca, di antica memoria, si sarà rivoltato nella tomba, sicuro!).

Dopo 2 giorni di “asilo” (che adesso si chiama Scuola dell’Infanzia), PiccoloLord domani è a casa, maestre in sciopero!  Ieri, il primo giorno, ha fatto un putiferio, oggi, tranquillo e socievole.  Ieri è stato sulle sue, oggi baci e abbracci a tutti i bambini e alle maestre. Ancora non parla, ma sta inventandosi, giorno per giorno un linguaggio dei segni tutto suo per comunicare e secondo me è convinto di avere a che fare con adulti leggermente carenti d’intelletto.

Figlio, alle 8.30 del mattino: “Stasera arriva la Morosa!” (programmo in testa cosa fare e preparare) .  . . Figlio, alle 8.40 del mattino: “Sì, arriva, ma non staremo a cena!” (elimino parte del programma) . . . Figlio, alle 14.30 del pomeriggio: “No, non sono sicuro se la Morosa viene qua stasera, forse vado io da lei!”  . . . Figlio, alle 14.35 del pomeriggio: “Non so, forse mangio qui, forse no!” . . . Figlio, alle 18.04 del pomeriggio: (Ops, si attendono aggiornamenti).

Su Facebook, qualcuno ha avuto l’ idea di creare un gruppo, di ex “Splinderiani”, idea sagace in sé, purtroppo non ho trovato quasi nessuno di quelli che mi interessavano e che non so che fine abbiano fatto, in compenso ci sono un sacco di blogger che non ho mai sentito nominare. . . credo proprio che me ne tirerò fuori.

Riuscire a parlare alla FigliaPiccola è un rebus, aspetto di vedere che sta su Fb, sperando di non disturbarla,  sta lavorando a un docu-film, felice di questo nuovo lavoro, entusiasta dell’attore protagonista, dal nome impossibile da ricordare che ho visto in uno dei film che i figli vedevano ogni volta che passava in Tv . . . a me basta poco, sapere che sta bene ed è felice!

Mi chiedo spesso perché c’è gente che ti viene a spiegare a fare la “O” col bicchiere senza nemmeno chiederti se lo sai fare, dando per scontato che sei demente  o che pretende di insegnarti a vivere la tua vita solo per quello che vede, sente, capisce dal di fuori, senza essersi mai messo nei tuoi panni.  Perché ci sono persone che si impicciano di quello che non si devono impicciare e non si impicciano quando serve? E quelle che hanno sempre bisogno di due foglie di prezzemolo, un paio di pomodori, della cipolla fresca del tuo orto e non sai come fare a dire: “no” perché, come diceva la Suocera “anche la regina ha bisogno della vicina”!

Poi ci sono le altre domande senza risposta: perché quello che più mi piacerebbe mangiare necessita di lunghe preparazioni o è troppo grasso, troppo dolce, troppo saporito??? Oppure, se la vita è già così complicata di suo, perché devono esserci persone che la complicano mettendoci tutto il loro impegno e la loro cattiveria??? O ancora, perché Eva si fece convincere dal serpente e Adamo si fece convincere da Eva, non si stava bene là, in quel giardino???

Non mi faccio mai la domanda: “Perché Dio permette tutto questo???” Avrà le sue ragioni, io mi adatto e mi affido, ogni tanto mi innervosisco e glielo dico, tra me e lui, in confidenza, non risponde mai a parole, ma con i fatti . . . io ve lo posso garantire, la risposta arriva, a volte in fretta a volte devi aspettare un po’! Inutile innervosirsi, meglio un sorriso!

La lotta giornaliera tra dovere e piacere mi sfinisce, così come decidere se una cosa è importate o urgente.  Scappo, devo stendere . . . una “dovere” necessario e “urgente”!

Festeggio i 5 anni di blog con un premio

Oggi, è il Compleanno del Blog . . .  sono ben 5 anni che ho incominciato a scrivere e raccontare le mie cronache semiserie, a ragionare sulle mie filosofie e pazzie, a invitarvi a provare le mie ricette, provate e approvate e tutto questo con affetto e con gioia.

Oggi ho deciso che era ora di cambiare qualcosa in questo blog, mi sono fatta un regalo, una “veste” nuova . . . spero vi piaccia.  L’immagine di “testata” (in inglese ha di sicuro un nome più accattivante, ma non lo so) è stata scelta senza un perché specifico, poi ho scoperto essere (una parte di) un dipinto di Van Gogh:   “Il mare a les Saintes – Maries de la mer” Giugno 1888.

Oggi, ho ricevuto un premio . . . me l’ha “donato” l’amica Diggiu, che col suo blog: Hope and Love is life è una delle prime amiche-blogger. Inoltre è anche un’ amica nella vita reale, perché, a volte, quando il virtuale si fa reale certe cose si confermano . . .

Il premio Simplicity, creato da Sheryl  dice: Questo premio va assegnato ai/alle blogger che nei loro post parlano di se stessi, ci raccontano le loro giornate, ci fanno vedere le cose dal loro punto di vista. Insomma, alle persone che fanno post in cui parlano di sé. Queste le regole:

1) Rispondere a questa domanda (che rimarrà invariata): ” Che cos’è la semplicità? “
2) Dedicare un’immagine a chi ti ha donato il premio.
3) Donare il premio a 12 blogger che rispondono ai requisiti citati prima.

Rispondo alla domanda (anche se a quest’ora il cervello è in “stand by”). . .
La semplicità, secondo me, è accontentarsi di quello che si ha, senza invidie se altri hanno di più, senza fare sogni che si sa potranno rivelarsi irrealizzabili.
Semplicità è fare le cose col cuore, allora anche una cena “spartana” diventerà “luculliana” . . . Semplicità è divertirsi con poco, una chiacchierata con gli amici, un gelato in buona compagnia . . .
Semplicità è gustare ogni attimo e ogni cosa che si ha . . .

La semplicità non va confusa con la stupidità!

Lele Luzzati – Il Giardino dell’Eden (la semplicità perduta, secondo me) dedicata a Diggiu

E adesso, dovrei donare questo Premio ad altre 12 blogger che rispondano ai criteri detti all’inizio . . . ma sono stanca e si avvicina la mezzanotte . . . chiudo qui, ci “vediamo” domani, ci dormo su e ci penso!

Aggiornamento :  Dopo averci pensato bene sono giunta alla conclusione che i blog-amici, ogni blog personale che ho linkato è quel famoso “diario che risponde”, ovvero blog di blogger che parlano di se stessi e della loro vita, dei loro pensieri.
Perciò, dono questo premio Simplicity a 
Nando, Julia, Paolo, Cristina, Francesca, Camu, ziaCris, Mariella, Dany, Fefo, Marina, Lucietta, Marta, Emily, Marzia, Antonella, Tea, Viviana, Alessandra, Wonder, e a tutti gli altri che trovate nella lista dei link.  

Visite . . .

Una delle novità di questa piattaforma che più mi piace è che si ha la possibilità di controllare le statistiche, i refferres e i blog che ti vengono a “trovare” . . . in più c’è il sommario (riferito agli ultimi 7 gg) dei paesi da cui arrivano i visitatori . . . oggi ho guardato questo “sommario delle visite” e ho scoperto che ho “lettori” che vengono da lontano . . . anche se è l’Italia che fa sempre la parte del leone . . . infatti le visite sono state:

Country

Views
Italy FlagItaly 519
United States FlagUnited States 6
Germany FlagGermany 4
Finland FlagFinland 3
United Kingdom FlagUnited Kingdom 2
Sweden FlagSweden 2
Russian Federation FlagRussian Federation 2
Switzerland FlagSwitzerland 1
Spain FlagSpain 1
France FlagFrance 1
Luxembourg FlagLuxembourg 1

La cosa mi incuriosisce e vorrei poter collegare i paesi di provenienza con le parole chiave con le quali arrivano fin qua . . . chissà cosa pensano questi visitatori internazionali di quello che scrivo . . . non mi lasciano mai un commento!
Lancio un appello a tutti i miei “graditi ospiti”, dall’Italia e dal Mondo, lasciate almeno un saluto, con la zona provenienza!

Domenica è sempre domenica?

Ma la domenica, quella di cui tutti parlano come una giornata speciale: la festa della famiglia, il riposo settimanale, il giorno che unisce le persone che si amano,  esiste???
O esiste solo nei libri di una volta? Con le donne “angeli del focolare”, con i bambini con i riccioli da puttino, con la Primavera dal cielo azzurro e dai fiori rosa (fiori di pesco . . .  e penso a te), con i papà che sono affettuosi con le mamme e premurosi verso i figli.
O, al giorno d’oggi, dovremmo dire:  domenica maledetta domenica.
Con la scusa del lavoro fuori casa di tutti e due i genitori durante la settimana, in molte famiglie ci si ritrova con qualcosa da fare specialmente nel fine settimana, spesa “grossa” il sabato, riordino casa la domenica . . . i compiti per il lunedì dei bambini (quando va bene).
Poi ci sono quelle famiglie dove a questa domenica si aggiungono: le uscite scout o la partita, la gara di nuoto o quella di ciclismo, feste di compleanno o campionati di qualsiasi specialità i figli seguono oltre la scuola.
I genitori/suoceri/nonni, finchè riescono, preparano spesso e volentieri (o anche mal volentieri, ma col sorriso) il pranzo della Domenica, con le portate più gustose, cercando di accontentare una volta uno una volta l’altro dei loro figli/figlie/generi/nuore e loro . . . i nipoti (ricordo che la Suocera ogni domenica preparava “petti di pollo impanati” perchè era sicura di fare contenti i nipoti) .
Le famiglie dove c’è un malato, un anziano (o un anzinao malato) spesso vengono lasciate sole a occuparsene (con la scusa che i bambini potrebbero esserne impressionati o per i mille impegni di cui sopra), magari i figli (o spesso le nuore) passano durante la settimana, ma non è la stessa cosa!
Le famiglie dove i figli sono lontani per scelta o meno, impegnati per lavoro o studio. O perché, magari, una famiglia pretende la presenza obbligatoria al rito settimanale e l’altra, per non creare problemi ai coniugi, si ritira con discrezione.
I negozi ormai non hanno più chiusura, molti lavori hanno i turni e la domenica è un giorno come un’altro, ci si riposa quando capita (il turno di riposo, logicamente), sempre di corsa, sempre in ritardo, sempre nervosi (scusate, stressati . . . è più moderno).
Allora, mi chiedo di nuovo : “Domenica è sempre Domenica???” o è uno di quei sogni che abbiamo coltivato con i “sarebbe bello se”  fino a credere che fossero veri?

Poi, basta una telefonata, un saluto fuori dalla chiesa, uno sguardo tra due ragazzi . . . una pizza fatta in casa, mangiata in due, vicini vicini e tutti i pensieri  fuggono via

Gioia – un passo indietro per fare una corsa in avanti

Vi ripropongo un post che a me è piaciuto, sia scrivere che leggere, un post che è stato una sfida, per me, all’inizio del mio cammino di blogger . . . siccome, dopo questa pausa di riflessione ho deciso di rimettermi in moto e stamattina, dopo una settimana di influenza mi sento decisamente meglio, fuori c’è il sole, mi sento piena di gioia . . . ho pensato di ricominciare da qua!

La Gioia, non su Wikipedia, ma sul Dizionario Garzanti, che hanno usato i miei figli a scuola, è definita: sentimento di piena e viva letizia; sinonimi : allegrezza, gaudio, esultanza; contrario tristezza. Mi piace questa definizione, più di quella che ho trovato su uno di quei dizionari che vendevano con i giornali : senso di contentezza, di piacere; sinonimi: felicità, allegria.
Per me la gioia, subito dopo l’amore, è la molla che dovrebbe muovere il mondo.


Già, io la penso come Pollyanna, qualcuno se la ricorda? Nel film che ne fece la Disney, è una bambina che in ogni occasione cerca di trovare un motivo di gioia. Pollyanna, dice, che nella Bibbia la parola “gioia” ripetuta ben 800 volte, io non le ho contate, ma in fondo alla Bibbia che ho, ci sono un sacco di numeri di versetti, per chi ha pazienza di contarli . . . si incomincia con “gioia per i beni della terra, espressa nelle preghiere, per la salvezza, per i tempi nuovi, nelle tribolazioni, celeste, presente e futura, gioia presente in vista del futuro”, appena ho tempo, li conto tutti! Certo qualcuno mi può obbiettare che è un po’ da ebeti, trovare la gioia anche nei momenti brutti? Ma se vi sforzate, anche i momenti più bui verranno illuminati dalla gioia . . . qualche tempo fa, leggevo, mentre facevo fotocopie per una cliente, (perciò riporto a braccio e non so di che libro si trattasse), che il dolore, serve in quanto ci fa apprezzare di più la gioia nel vivere. Ho avuto la suocera con l’Alzheimer, e trovare la gioia lì, è stata ardua, ma poteva andarci peggio . . . e poi, volete mettere la gioia di aiutare una persona cara, che ha fatto tanto per noi?, Accudirla, col muso o sgarbatamente, mi sarebbe costato (in termini di tempo) come accudirla con gioia, con un sorriso, ma mi sarebbe pesato di più . . . ridere di qualche situazione paradossale, anche con lei, o con le cognate . . . ci ha aiutate, non solo a sentirci più vicine, più unite, ma a non farci deprimere (la situazione, non è idilliaca ed è durata più di 4 anni e l’ultimo mese in Ospedale).


Io vivo a stretto contatto con la gioia fin da piccola, mia madre, e anche mia nonna, che per un bambino sono fondamentali, erano sempre allegre, gioiose! Quelle donne di una volta, che cantavano facendo le faccende di casa! Mia nonna, me lo ricordo, mi faceva ballare con lei . . ., e non è che non avessero dei problemi, solo non si lasciavano travolgere dalla tristezza! Sia i miei genitori che i miei nonni, trovavano tanti modi per farci vivere con gioia, a me e ai miei fratelli. Crescendo ho conosciuto le mie maestre, delle suore veramente fantastiche . . . e anche per loro la gioia era importante . . . E più grande, ho imparato una canzone, che guarda caso, nel ritornello, dice così: “Vivi la vita con gioia e con amor, vivi cantando la tua felicità!”

Poi, c’è la perfetta letizia, di San Francesco . . . L’inno alla gioia . . . la gioia di un bambino tra le braccia dei suoi genitori . . . la gioia di veder crescer i propri figli . . . la gioia del ritrovarsi con le persone care. . . . la gioia degli sposi . . . la gioia di stare con gli amici . . . gioia, gioia, gioia, A questo ho cercato di ispirarmi, anche se la vita ti mette alla prova. . . e spero di aver aiutato qualcun altro a ritrovare la gioia, nelle piccole cose, e anche nel dolore!

Spero di non avere annoiato nessuno, ma oggi è una così bella giornata, che mi viene da cantare: “ Grazie, di questo buon mattino, grazie di questo nuovo giorno, grazie perché quest’oggi posso ringraziare Te!”

La prima versione  è del 9 settembre 2007