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25 novembre – Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Uomini…?

“Il suo nome per favore”
“Cinzia”
“Racconti come si sono svolti i fatti per favore”

“Rientravo dal lavoro
Sono infermiera
Avevo il turno di notte
Ero attenta
Mi guardavo intorno
Glielo giuro appuntato davvero.
Ma da un cespuglio
Ad un tratto
Mi sono sentita afferrare.

Mi hanno trascinata dietro
Erano in tre
Mi hanno tenuta ferma
Uno mi urlava “zitta puttana!”
L’altro ha iniziato a picchiarmi
Il terzo mi ha sfilato i pantaloni
E poi…”

Poi solo paura e terrore
Sofferenza, umiliazione e dolore.

Un incubo infinito lungo un’eternità.

Altra storia
Lei è una bimba ha 12 anni
Lui di anni ne ha il quadruplo
Ma non poteva trattenersi“poverino”
Non poteva fermarsi
Doveva toccarla
Abusare di lei.
Perché lui è malato “poverino”

Dignità e rispetto stanno morendo
E le donne oggi più che mai
Sono oggetto di violenze e abusi
Una rivalsa vigliacca di chi non sa essere Uomo.

E poi c’è Lucia
Ogni sera picchiata dal marito
E costretta ad avere rapporti
Perché frustrato
Perché bevuto
O per entrambe le ragioni.

E poi….
Poi arriva lo Stato
Che le stupra una seconda volta

Processo alle vittime
Pene ridicole ai colpevoli
Patteggiamento
Poca prevenzione
Queste le brillanti ricette per disincentivare lo stupro.

E allora un Appello
A noi uomini
A quelli che davvero possono considerarsi tali

Che parta da noi l’intenzione di fermare tutto questo
Basta con ammicamenti volgari
Con atteggiamenti da bullo sfigato

Isoliamo chi nelle donne vede un oggetto
Chi nelle donne vede solo una possibilità di rivalsa personale
Contro le sue frustrazioni
Ed i suoi fallimenti.

METTIAMOCI IN AZIONE!

DIMOSTRIAMO DAVVERO DI ESSERE UOMINI.

DIMOSTRIAMOLO ADESSO.


Perché si pensa sempre che capiterà in famiglie “a rischio”.
Perché si pensa sempre che capiterà a persone che non conosci.
Perché si pensa sempre che sono cose che si sentono in Tv.
Perché si pensa sempre che  . . . potrebbero andarsene, che diamine, siamo nel 2011, se sei sposata vai dall’Avvocato, se convivi prendi su la tua roba e vai! Perché rimanere con un “uomo” che ti tratta male, che a volte ti mette le mani addosso, che ti impedisce di vivere in modo normale, che vuole decidere lui chi puoi frequentare e con chi devi parlare, quando puoi uscire e dove puoi andare quando sei da sola.
Perché se c’è di mezzo un figlio è ancora più difficile, perchè le minacce e i ricatti riguardano anche il figlio.
Perché ti cancella i numeri di telefono di chi non gli è gradito e i messaggi che ti ha scritto lui e ti dice che non vuole vedere sul tuo telefonino i suoi messaggi , perchè sono troppo brutti. Perché ha due faccie e una lingua biforcuta.
Perchè se vai a chiedere aiuto ti senti rispondere: “Non la prendo la denuncia, perchè so già che tra una settimana verrà a ritirarla . . .” e così ti senti sfiduciata e torni a casa a testa bassa in attesa di chi ti dice bugie per farti sentire sola e abbandonata anche dalla tua famiglia

La tua famiglia, la sola che ti vuole aiutare, che non ti giudica, ha le mani legate. Perchè certe scelte sono solo tue. Decidi! Non Mollare e chiama il 1522 del CentroAntiviolenza 

Oggi, 25 novembre, la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne proclamata dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 febbraio 1999 per invitare governi, organismi internazionali e ONG, a organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema. (leggi altro qui)

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45° Giornata delle Comunicazionei sociali

ANNUNCIARE LA VERITÀ NELL'ERA DIGITALE

«Parole… soltanto parole, parole tra noi», cantava Mina qualche tempo fa. E sembra proprio che abbia ancora ragione, in quanto spesso la comunicazione viene sminuita a chiacchiera banale o a semplice proclama d'intenti che lascia il tempo che trova.

Cadono in questa trappola molti discorsi politici o di circostanza e persino molte prediche fatte in chiesa o ai figli. Dello stesso tenore sono il diffuso gossip di molti giornali, i talkshow, i realityshow, le notizie spettacolarizzate della televisione, le confidenze ostentate in molti blog, su Youtube e nei social network.

da "La Domanica" diel 5 giugno 2011

Da qui nasce l'invito di Benedetto XVI agli operatori della comunicazione a basare ogni loro "annuncio" sulla "verità dei fatti" e a rafforzarlo con la propria "autenticità di vita". Il Papa lo ribadisce da tempo: i media devono essere strumenti di umanizzazione «organizzati e orientati alla luce di un'immagine della persona e del bene comune che ne rispetti le valenze universali» (Caritas in veritate n. 73).
 

Su queste fondamenta umane noi cristiani siamo poi chiamati a innestare i perni dello specifico "annuncio cristiano" che è la parola perenne e reale di Gesù di Nazaret. Una "parola di verità" che ha il suo cuore in un Dio che incontra gli uomini e con essi parla "come ad amici" (Cfr. Gv 15,13-15) e che oggi ci onoriamo di annunciare con gli ultimi ritrovati tecnologici che l'era digitale mette a disposizione.

Tarcisio Cesarato, massmediologo
 

Perché coloro che sono chiamati a guidare la società civile usino con saggezza ed equilibrio i mezzi della comunicazione sociale, evitando ogni protagonismo e interesse di parte.

Perché gli scrittori, i giornalisti, i registi e gli operatori della comunicazione nel raccontare il mondo che li circonda siano sempre attenti e rispettosi della verità e della dignità di ogni uomo. 

Perché ognuno di noi usi con saggezza ed equilibrio le nuove tecnologie che il progresso scientifico ha messo nelle nostre mani, e affinché primeggino il rispetto reciproco, il dialogo e l'amicizia.
 

Da "La Domenica" – San Paolo Editore

Ascensione del Signore

 

 

 Pietra dell'Ascensione ©diggiu
Gerusalemme, Edicola costruita intorno alla pietra,  in cima al monte degli Ulivi, ora moschea!

 

    

Signore Gesù, quanto è arduo seguire le tue vie, a volte così strette e faticose. Aiutaci ad essere veri testimoni come tu ci hai chiesto: «Andate e fate discepoli tutti i popoli… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Cfr Mt 28,19-20), e a non dimenticare la promessa che continui a ripeterci: «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo», che è speranza e forza per la vita di tutti gli uomini.

Letizia Battaglino
 


 

Da "La Domenica" – San Paolo Editore

Venerdì Santo 2011

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"Ho sete" (Gv 18,1- 19,42)
 

"Il Figlio di Dio è disceso sulla terra per compassione del genere umano. Sì, ha patito le nostre sofferenze ancor prima di aver sofferto la croce, prima di aver preso la nostra carne. Poiché se non avesse patito, non sarebbe venuto a dividere con noi la vita umana. Prima egli ha patito, poi è disceso.
Ma quale è questa passione della quale ha sofferto per noi? È la passione dell'amore. E il Padre stesso, il Dio dell'universo, lento all'ira e grande nell'amore, non soffre forse in qualche modo? O forse tu ignori che quando si occupa delle cose umane, egli soffre una passione umana? Egli soffre una passione d'amore." (Origene)
 

Non lasciarti sfuggire questa occasione.
Se puoi, diGli che lo ami.

 

Copiata da "Il Tesoro nel campo", post pubblicato da Don Mario Aversano, che ringrazio.

Martedì Santo 2011

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"In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà" (Gv 13,21-33.36-3)

 

Giuda, l'amico, tradisce Gesù.
 

Profondamente commosso, il Signore ha forse paura di morire?
Non credo.

Gesù prova sofferenza, è vero!
Gli manca già l'amico, gli manca già il suo amore.

A Gesù oggi "manca" il tuo amore.

 

Copiata da "Il Tesoro nel campo", post pubblicato da Don Mario Aversano, che ringrazio.

Lunedì Santo 2011


 


"Tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo" (Gv 12,3)


L’atteggiamento di Maria è poco ordinario, quasi insensato, tant’è vero che "gente normale" come Giuda non esita a prenderne le distanze.

Ma la logica di Maria, la discepola in ascolto ai piedi del Signore, è diversa, e si chiama AMORE e GRATUITA’. Parole che non hanno più peso nella società odierna (e forse neanche in quelle del passato…), eppure sono i cardini intorno ai quali ruota tutta la vita cristiana.

All’inizio di questa Settimana Santa chiediamo il dono della generosità radicale e gratuita. Allora le case dove abitiamo, le persone che amiamo e quanti incontriamo ogni giorno, si riempiranno di profumo: il profumo della santità.

Copiata da "Il Tesoro nel campo", post pubblicato da i Seminaristi, che ringrazio.

La fede e il lavoro a maglia

Qualche tempo fa, parlando al telefono con una persona che legge il blog, ma non commenta, abbiamo parlato del più e del meno e di questo blog e lei, con un tono scherzoso (ma non troppo) mi ha detto: "Dai, si capisce che sei una che di Chiesa, il tuo blog è pieno di foto di santi e di madonne!". 
 


La cosa mi ha messo in crisi, non perchè io mi vergogni di essere una che va in Chiesa, ma non mi piace essere considerata una che  "troppeggia" . . . in niente, mi hanno educata a tenere un profilo basso . . . Mi sono sentita in crisi per qualche giorno, mi sono chiesta se esagero anche parlando della vita dei Figli e del PiccoloLord . . . insomma, mi sono sentita così condizionata che per un po' sono rimasta indecisa su cosa e come e quanto scrivere. 
Poi, un'illuminazione, su fb, tra gli amici, parecchi blogger . . . chiedo a loro! Ho ricevuto un bel po' di commenti (che mi sono salvata, per leggerli nei momenti giù), alcuni stringati, altri più lunghi e documentati . . . si passava da  Vai tranquilla!"  a ". . . ma me lo mostri l'ultimo post dove hai parlato di fede? Ho fatto un giro rapido e nei recenti non c'è traccia." . . .  infatti io, non parlo di fede, non ho la preparazione per parlarne, al massimo, copio da chi ne sa più di me o posto qualcosa di più mirato, nei giorni più "forti" dell'anno . . . faccio mia un'altra frase dei commenti su Fb: (Siccome tu sei) sono cattolica, e il cattolicesimo è parte della (tua) mia vita, mi pare assolutamente naturale che, fra le mille altre cose che ci sono nel (tuo) blog, ci sia anche il cattolicesimo.
 


Oggi però, parlo in prima persona di fede . . . i mie pensieri sono stati già letti da uno autorevole in materia, che mi ha dato l'Ok! Così ve li lascio da leggere, pare che non siano considerati blasfemi da chi ne sa ben più di me! 
 

Nelle ultimissime settimane ho sferruzzato un po', con magri risultati, ho chiesto delucidazioni a Tzugumi, guardando il suo modello, ho capito i miei errori . . . ho provato e riprovato e alla fine, quel punto è venuto come doveva venire . . . ho lavorato anche a uncinetto, e, estrapolandolo dalla parte finale di un centrino, ho lavorato un pizzo intorno a una tovaglia, proprio un bel pizzo, ma vi assicuro che pur avendo lo schema disegnato e non spiegato come a volte capita (è più difficile quando c'è scritto "1 punto alto, 3 catenelle, 4 punti alti" che non vedere il disegno), ci sono stati dei momenti che confrontando il lavoro con lo schema pensavo di aver sprecato tempo e filo, di dover rifare tutto o di non riuscire mai a farlo come doveva essere . . . allora, mentre lavoravo,  m'è venuto un pensiero . . . ci sono molti punti in comune tra il lavoro a maglia (o a uncinetto) e un atto di fede e ve lo spiego. 

 
Modello del punto, lavorato da Tzugumi
 

Nel lavora a maglia (o all'uncinetto) c'è una promessa di una gioia futura (un bel lavoro finito) . . . c'è una spiegazione da seguire (che puoi aver trovato su un giornale o su un libro o può averti passato qualcuno di cui ti fidi, con più esperienza di te) che, ti assicurano, seguendola passo passo, porterà ad avere questo bel risultato finale. Ci sono dei punti (dritto, rovescio ecc ecc) che sono uguali per tutti, in tutto il mondo . . . a volte lo schema non lo capisci del tutto, durante il lavoro ti vengono i dubbi, tentenni, lasci il lavoro senza lavorarlo per giorni, settimane o mesi . . . ti chiedi se è il caso di continuare seguendo quello schema o se non è meglio seguirne altri. Se sbagli e ti rendi conto dello sbaglio perchè lo vedi anche da sola o te lo fanno notare, devi disfare, rimediare all'errore e continuare a lavorare (a volte devi proprio disfare tutto e ricominciare da capo) . . . e poi, finalmente, quando è finito il lavoro, tutto sta al posto giusto, tutto ben fatto, sistemato e tu (che hai lavorato questo modello) sei contenta!
 



Il pizzo della tovaglia

 

La promessa di una gioia è stata mantenuta, il lavoro fatto seguendo le "regole" è venuto come doveva venire, ci si dimentica dei dubbi e degli sbagli, del mal di spalle e del tempo impiegato e ci si gode la bellezza del lavoro finito, la gioia dell'obbiettivo raggiunto !!!

Cancro: il blog come terapia

Questo blog, momentaneamente e non per mia volontà, è un po' in letargo . . . il tempo per elaborare e scrivere della mia vita, come si confà a un diario, è poco!
Quel poco, tempo lo uso per "far girare" idee, iniziative e richieste che, a mio parere, sono più importanti del raccontarvi la festa di compleanno di mio padre (che finirò sicuramente) o del raccontarvi che il PiccoloLord, come tutti i bambini della sua età, è cresciuto e comincia a camminare tenendosi aggrappato a qualunque cosa, con tutti i problemi e le comiche legate a questo . . . (troverò il tempo di raccontarvi anche di questo)

Comunque, il tempo che passo al Pc, a parte un salto su Fb, qualche canzone che ascolto su you tube, lo passo leggendo i blog degli altri . . .  e ultimamente sto seguendo, 3 blog, di tre donne immerse in una situazione grave . . . AnnaStaccatoLisa, sta lottando con un sacco di complicazioni dovute alla sua malattia e alle cure per guarire . . . Maria, è in camera sterile, per un trapianto di midollo . . . InnoAllaVita, già provata dalla sua malattia, sta vicina alla mamma, che sta morendo . . . tragedie, che mi toccano, come donna, come madre, come figlia di una donna morta di cancro al pancreas, come persona che soffre per l'umanità che soffre. Prego per tutte loro e invito anche chi passa di qua (ognuno come crede) a pregare e/o "pensare" a queste donne. Perchè possano superare al meglio il loro problema e tornare a sorridere.

Intanto, sempre in ambito "Cancer Blog" è nato una nuovo progetto . . . un progetto che ha l'intento di creare un luogo ospitale per le persone che cercano conforto e che vogliono condividere esperienze, paure e speranze. Oltreilcancro.it è un portale che raccoglie una decina di cancer blogger (con l'idea di allargare presto la famiglia),  partorito dalla mente di donne e (per ora) un uomo, malati che hanno fatto della condivisione un'altra forma di terapia.

oltreilcancro.it
Tutti conosciamo (o abbiamo conosciuto) qualcuno che è malato di cancro, tutti sappiamo come è facile per queste persone avvilirsi, lasciarsi andare (basta pensare a come stiamo con un po' di febbre e un influenza e moltiplicare per 10, per 100, per 1000) . . .
A tutti sarà capitato di notare, in questi casi, come è facile che gli amici e i conoscenti si volatilizzino, condannando l'ammalato a quella che possiamo definire una "morte civile" (lo so, l'ho visto succedere con mia madre e con altre persone vicino alla mia famiglia) . . .
E credo che ognuno di noi, almeno un volta, abbia sperimentato come può far paura (paura ingiustificata, ma istintiva) vedere in giro qualcuno con la mascherina sulla bocca (la prima volta per me fu uno choc, poi, pensando che la persona non aveva più anticorpi, ho capito che ero io quella "pericolosa") . . . trovo che leggere queste esperienze di vita, può essere utile per meglio affrontare la situazione nel mondo reale.
Dopo aver letto le storie e i sentimenti di Julia, di ZiaCris e degli altri di "Oltre il Cancro", di sicuro vedremo il mondo dei malati di cancro con altri occhi . . . la prossima volta che incontriamo qualcuno con la mascherina, sorridiamo a questa persona . . . se sentiamo di qualche conoscente ammalata/o, andiamo a trovarlo e parliamo con lei/lui in modo normale, anche delle cose di tutti i giorni, ascoltiamola/o . . . basta poco per fare del bene agli altri, comportarci come ci piacerebbe gli altri facessero con noi!

Salviamo Asia Bibi

L'ho trovato dal mio     "Quasi Gemello",  un  blogger  ben più impegnato di me . . . e lo giro a tutti, perchè lo sapete, non bisogna chiedersi " . . . per chi suona la campana" e ricordarsi quello scritto di Brecht . . . "  Prima di tutto . . .   "  possono cambiare i "gruppi", (quelli delle vittime e quelli dei carnefici), ma quando qualcuno vuol prevaricare qualcun'altro, la fine sarà simile!

Salviamo Asia Bibi.
TV2000 lancia una campagna di solidarietà

 

Da questa sera tutte le edizioni dei telegiornali di TV2000 saranno contrassegnate da un logo con la foto di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte in Pakistan con l’accusa di blasfemia. La donna, com’è noto, aveva respinto le pressioni delle sue colleghe perché si convertisse all’Islam e aveva difeso con forza le ragioni della propria fede. Picchiata e poi rinchiusa in carcere per oltre un anno, recentemente è stata condannata alla pena capitale da un tribunale del Punjab. In vista del passaggio del caso all’Alta Corte è necessaria una grande mobilitazione internazionale in nome della libertà religiosa, con l’obiettivo di salvare la vita e restituire la libertà a questa donna così coraggiosa e di accendere i riflettori dell’opinione pubblica sulle persecuzioni di cui sono vittime in tutto il mondo tanti cristiani a causa della loro fede.

Chi volesse aderire alla campagna può scrivere un messaggio via sms al numero 331 2933554 begin_of_the_skype_highlighting              331 2933554      end_of_the_skype_highlighting o all’indirizzo di posta elettronica salviamoasiabibi@tv2000.it. Ma naturalmente l’auspicio è che la campagna si allarghi e che tanti soggetti si mobilitino utilizzando ogni canale utile.

      

      

Segnalo anche che l’Associazione di Diritto  Pontificio Aiuto alla Chiesa che Soffre propone una raccolta  firme per l’abolizione della Legge sulla blasfemia: Aiuto alla Chiesa che soffre

Figli sosia ??? Pazzie moderne!!!

La mia bisnonna avrebbe detto: "Mericanate!" e avrebbe scosso la testa perplessa.
In effetti, certe cose le possono pensare solo in America . . .  non è farina del mio sacco, ho trovato questo articolo su un blog -amico, lo giro a voi . . .  comunque la pensiate sulla fecondazione assistita, converrete con me, che un conto p aiutare una donna a diventare mamma, un altro è permettere a una coppia di rispondere alla domanda: "A chi somiglia il bebé, alla famiglia del papà o a quella della mamma!", con un sorriso e un: "Somiglia a George Clooney!"
Sperando che poi, per quando sarà grande il bebé, di George Clooney interessi ancora qualcuno!
 


La California Cryobank, Inc. è una delle più prestigiose e famose banche del seme a livello mondiale. Opera nel settore da più di trent’anni e si vanta di essere azienda leader del baby design. Ai clienti offre un’incredibile gamma di possibilità. Sono ben nove, ad esempio, le diverse tonalità cromatiche dei capelli in catalogo per i nascituri (neri, biondi, castani, biondi scuri, castani scuri, castani chiari, rossi, rossi scuri, rossi fragola), capelli che possono essere ricci, lisci od ondulati, mentre arrivano a sei i differenti colori degli occhi (nero, azzurro, marrone, verde, grigio, verde scuro).

 
Si possono scegliere fino a dodici tipologie di razze, mentre per la carnagione le opzioni arrivano a cinque, e nove sono i gruppi sanguigni messi a disposizione. Trenta sono le aree di professione dei potenziali donatori (dall’agricoltura al trasporto, in rigoroso ordine alfabetico) e ben sette i differenti livelli di istruzione, mentre centotre sono le nazionalità di provenienza del seme.
 
Colpisce il fatto che tra le varie offerte vi sia pure l’opzione religiosa, come se la fede fosse connessa al Dna. Nel delirio genetico, infatti, la California Cryobank concede l’alternativa di ben dieci religioni, dimenticando che la fede può nascere solo da un’educazione o dalla grazia di un incontro e non ha nulla a che vedere con l’acido desossiribonucleico.
 
Scott Brown, Communications Director della California Cryobank si vanta di precisare che l’azienda «offre un servizio sociale e democratico a donne single e coppie gay, che rappresentano il sessanta per cento della clientela», e «a coniugi sterili che possono coronare il sogno di avere un figlio simile al poster che avevano appeso da ragazzi in camera da letto».
 
Ebbene, proprio la California Cryobank, Inc. è tornata ancora una volta alla ribalta delle cronache per l’iniziativa denominata CCB Donor Look-a-Likes™. Si tratta della possibilità concessa alle mamme che leggono i rotocalchi rosa, che amano il cinema e la televisione, o ai padri appassionati di sport, di poter scegliere il seme da donatori somiglianti a celebrità. La California Cryobank sul punto è chiara: «si può scegliere tra attori, atleti, musicisti, o chiunque altro sia abbastanza famoso da essere finito sul web».
 
La lista è lunghissima (più di 600 nomi che vanno dall’attore canadese Aaron J. Buckley a quello taiwanese Zheng Yuan Chang) e non è ancorata a particolari canoni estetici, visto che vi si possono trovare anche personaggi come Bill Gates. Sebbene si tratti più che altro di un’illusione, priva di fondamento scientifico, l’iniziativa ha avuto un successo insperato e il numero delle mamme che desiderano un figlio sosia di Tom Cruise e George Clooney cresce a livello esponenziale.
C’è, però, qualcosa di patologico in una cultura che tende all’omologazione persino nei tratti somatici. Una società in cui tutti si assomigliano secondo criteri e parametri predeterminati, è qualcosa che fa venire i brividi, e più che ricordare le farneticazioni eugenetiche naziste del Neue Mensch, richiama le profezie distopiche di Aldous Huxley. Sembra l’avveramento del New Brave World, romanzo del 1932, nel quale si preconizzava la produzione in serie applicata anche alla riproduzione umana, attraverso la fecondazione artificiale.
 
Fortunatamente, per ora, la scienza non è ancora giunta al livello delle aberrazioni genetiche huxleyane, e la clonazione ai fini riproduttivi è ancora vietata in tutto il mondo, per cui la CCB Donor Look-a-Likes™ si riduce, in realtà, a poco più che un’esagerazione pubblicitaria.
 
Per una volta tanto possiamo essere d’accordo con il laicissimo, e quindi insospettabile, Los Angeles Times, che, dopo aver bollato l’iniziativa della California Cryobank come «incredibilmente stupida», ha aggiunto: «Se qualcuno desidera un figlio che assomigli a una celebrità, forse non è ancora davvero pronto per essere un genitore». Non si può dargli torto. 

 

Gianfranco Amato da Il Sussidiario
lunedì 8 novembre 2010

Vedere il mondo col cuore

Come diceva Metastasio . . . "Se a ciascun l'interno affanno si portasse in fronte scritto, quanti mai che invidia fanno ci farebbero pietà" . . . Quanto guardiamo davvero gli altri, con vero interesse e non fermandoci solo all'appararenza. 

 


 

E un pensiero a questi occhiali ce lo farei, per tutte quelle persone che mi "vedono" sempre allegra e felice, malgrado i vari pensieri e mi dicono: "certo che tu hai un bel carattere, tu, qualunque cosa ti succeda non perdi mai il buon umore . .  non ti tocca niente!" , come dire che "non sento di niente???" , ma la gente, che ne sa come una sta con se stessa, come si rode dentro??? Se poi, non ci si strappa i capelli e non si lanciano ululati alla luna, non vuol dire che non si soffra!

Aggiornamento del pomeriggio . . . il mio modo di affrontare le cose, col sorriso, l'ho ampiamente spiegato con questo post!  
 

2 Novembre . . . "andiamo a trovari i morti"

Non sarà un post in ricordo dei morti.
Non si parlerà dei morti di casa,  la lista sarebbe troppo lunga.

Sarà un post sui vivi, sui vivi che vanno al Cimitero il giorno dei morti!  O il giorno prima!

 
Il Cimitero, qui, nella Città sulla Costa ha l’entrata in via Conquiste (da qui, la frase simbolo di mia Suocera: “Mi riposerò quando sarò su, in via Conquiste”) e affaccia sul mare, dalla parte opposta all'entrata principale, che non è l’uscita c’è via Gemito . . . che io, per tutti questi anni ho pensato si riferisse al gemito dei parenti dei cari estinti, e invece scopro (grazie Google) essere il cognome di un tale
Vincenzo  scultore e orafo . . . avrei  dovuto pensarci, essendoci lì intorno anche via Canova, via Cellini, via Bernini . . . ma non divaghiamo, lungo il lato più lungo del Cimitero, c’è via dei Fenici (spero si riferisca al popolo antico, non ho mai indagato!), una via in salita, a guardarla da sotto; in forte pendenza a farla partendo da su in cima, per scendere verso l’auto lasciata al parcheggio in fondo, in via Conquiste, specialmente se avete sottobraccio la Suocera, o se, come me, avete le ginocchia di un calciatore con le ginocchia rovinate.
Se lo cercate,
qui,
potete vederne la planimetria. È un Cimitero che, causa mancanza di spazio si sviluppa in altezza . . . è sul fianco di una collina, per cui, presenta almeno 7 dislivelli, più o meno accentuati, tutti collegati tra loro da scale, scalette, scivoli, archi . . . c’è una parte vecchia, una nuova e una moderna . . . in ultimo c’è quella “da finire”. Sulla cartina di Google, è quella parte di terra, grosso modo un triangolo, che costeggia l’Autostrada, la “parte da finire” è un cantiere aperto, al piano terra, è finito solo all’interno, e ci sono sepolti i morti degli ultimissimi anni, compreso lo zio di mio marito, ecco perché l’ho visitato . . .
 
Ma, andiamo per ordine . . . una volta all'anno c'è questo giorno: "Commemorazione dei defunti" e chi per affetto, chi per superstizione, chi per abitudine, si va al Cimitero, si va a trovare i morti . . . è una specie di Pasquetta dell'autunno, invece della gita fuori porta, una gita al Cimitero . . . un salto nella memoria storica della famiglia, della città, un modo per tener vivo il ricordo. Qui, nella Città sulla Costa, la cosa è così sentita che in molte ditte è considerata mezza festa, o non si lavora per niente, o si lavora solo mezza giornata.

fine prima parte

Ognissanti

Ricordandoci, che  Halloween deriva da All Hallows Eve, che vuole dire Vigilia di tutti i Santi festa che ricorre, appunto oggi, 1° novembre

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12.

 

Innalziamo il nostro sguardo ai Santi, a coloro che hanno sofferto e amato Cristo.La festa di oggi ci ricorda che la santità è la vocazione di ogni battezzato. Come afferma Giovanni, il Padre ci chiama a essere suoi figli, e lo siamo realmente!
La verità di questo nome non riposa nelle nostre possibilità o nei nostri sforzi, ma nell’amore di Dio che ci chiama, trasformandoci con la sua grazia.

Le beatitudini sono fondate non su ciò che l’uomo può vivere o fare, ma su ciò che Dio fa per lui. Su quanto Dio opera in favore di poveri, miti, afflitti, misericordiosi…

fr Luca Fallica

Signore,  dona a tutti noi la gioia di celebrare il ricordo dei santi: fa’ che, stimolati dal loro esempio, ci sentiamo incoraggiati a credere nella tua parola e a testimoniarla con la coerenza della vita.

 

Auguri a tutti noi, che siamo "santi" in cammino . . . con l'augurio che cerchiamo di essere sempre un po' più santi e che ci sia concesso un lungo cammino!
Perchè questa vita è dura . . . ma è tanto bella!

Scomparsa, no . . . uccisa dallo zio.


 

Ieri sera, tardi, sento alla Tv, mentre mi preparo al sonno notturno, che hanno ritrovato (o stanno per ritrovare) il corpo della ragazza scomparsa in Puglia, Sarah. Dicono anche che il colpevole, reo confesso, è lo zio. Lo stesso zio che qualche giorno fa ha “ritrovato” il cellulare della ragazza. 

Mi spiace tanto per quella ragazza, donna in boccio, spezzata da una mano brutale.

Una ragazza in un'età in cui ci si sente grandi e si è ancora piccole. Una ragazza la cui vita è stata "messa in piazza", su cui sono state fatte mille congetture, di cui si sono analizzati i link su fb, le frasi sul diario, i sogni, le speranze, le amicizie. Senza mai tener conto che a tutte le età  ci sono pensieri privati, molto privati. 

Il mio pensiero torna a quei primi giorni di questa storia, quando per un momento ho ricordato un caso di scomparsa di ben 3 bambine, nel lontano 1971 a Santa Ninfa, in Sicilia. Anche in quel caso, era stato lo zio che, tra l’altro aveva partecipato alle ricerche.
È uno dei primi casi di “cronaca nera” che ho  seguito con una certa curiosità, io . . . che avevo ben 4 zii che mi volevano (e mi vogliono) bene, più gli amici di famiglia, che io chiamavo zii e che tuttora mi trattano più da nipotina che da donna adulta . . . non capivo come fosse possibile che il mostro, l’orco,  potesse trovarsi proprio in famiglia, tra le persone che ti dovrebbero proteggere prima di ogni altro dai pericoli.

Poi, penso a quel altro caso, quella ragazza scomparsa nella mia regione, dall’inizio di giugno, anche lei quindicenne . . . che fine avrà fatto? La staranno ancora cercando? L’hanno trovata?E penso anche a tante altre, che spariscono dai loro paesi e si ritrovano qui in Italia come “schiave. A tutti i casi di morti violente di ragazzine da parte di familiari o amici di famiglia, mi chiedo: “sono uomini o bestie!”

Ogni anno vengono denunciate un numero elevato di scomparse di minori, che poi (come è detto nel sito a cui ho fatto il link), per fortuna una buona parte di queste scomparse, sono o una fuga adolescenziale o un “rapimento” da parte di genitori in disaccordo fra loro.
Sempre cose che mettono ansia, ma meno gravi di quel 20% che resta irrisolto. Auguro alle Forze dell’Ordine un buon lavoro per fare che anche quel 20% venga azzerato. Si sente spesso, nelle interviste ai famigliari di qualche “scomparso”  più “famoso”, che la voglia di sapere cosa è successo, che fine ha fatto la/il propria/o familiare, non si perde mai, malgrado gli anni che passano.

 

Pensieri di una nonna italiana

Girando stamattina per blog ho trovato questo post, sul blog del figlio di una mia "amica" di fb . . . leggere queste cose, aver ascoltato certe notizie al Tg e averne lette altre sui giornali on line ha scatenato in me dei pensieri . . . pensieri da nonna, forse!  


In Sierra Leone
si contano appena cinque ginecologi e 95 ostetriche
per una popolazione di tre milioni di donne,
e sei dei tredici distretti del paese
non hanno un pronto soccorso ostetrico.

E noi, in Italia, stiamo a discutere sul parto con taglio cesareo, che dovrebbe essere effettuato in caso di pericolo per la mamma e/o il bebé. Ma da quello che si sente dai giornali, quando servono davvero, non li fanno . . . allora quando li fanno??? E perchè??? 
 


Danno il "Nobel" a chi ha fatto in modo che anche le coppie sterili potessero avere figli (e non entro in merito se è etico o meno quello che succede agli embrioni scartati), ma quando qualcuno farà qualcosa per le mamme del terzo mondo??? Purtroppo, credo che anche in queste cose, conti il reddito . . . ma l'uomo è solo il suo lavoro? Il suo status? Il suo collocamento geografico??? Che tristezza!
 


 

Secondo me, ogni bambino è un miracolo, ogni bambino è un tesoro, ogni bambino è una speranza, ogni bambino è una gioia!
Leggo da qualche parte che "Ogni bambino che nasce ci ricorda che Dio non è ancora stanco degli uomini" scritto da Tagore!
Poi, penso a quelle donne che uccidono o torturano i loro bambini, o a quelle che abortiscono per futili motivi (ce ne sono) o a quelle che usano l'aborto come un contraccettivo . . . ma queste donne, non hanno mai pensato davvero a quello che fanno???

E guardando il bambino che mi gira per casa, il PiccoloLord, sorridendogli, abbracciandolo e coccolandolo, vorrei sorridere, abbracciare. coccolare anche tutti quelli abbandonati, sofferenti, rifiutati!

Impressioni di una ragazza di provincia

Da povera provinciale, quale solo, confesso di aver messo piede nell'aeroporto Leonardo da Vinci, solo 3 volte . . . la prima, avevo 12 anni, era estate, ero in visita a Roma e la suora alla quale ero affidata, durante uno dei giri turistici, mi portò a vedere l'aeroporto . . . ricordo che siamo andate in un gran salone, siamo uscite in una grande terrazza e abbiamo visto la gente avvicinarsi a piedi agli aerei, e salire le scalette . . .
 


La seconda volta, qualche anno fa, quando siamo andati a riprendere il Figlio, che tornava da un "Jamboree" dall'altra parte del mondo . . . siamo arrivati alle 7,30 nel salone degli "Arrivi Internazionali" e siamo usciti alle 13.00, ma ogni mezz'ora, ci dicevano: "Adesso arrivano . . . adesso arrivano!" . . . In quell'occasione ho scoperto che anche gli aerei accumulano ritardo come i treni.

Questa volta sono andata ad accompagnare Gloria alla partenza, salone sempre più grande, coda per il "check in", coda per pagare i 4 Kili in più nella valigia, coda al bagno  . . . previsione di coda per andare all'aereo . . . eccovi alcune impressioni che ricorderò di questa mia ultima (per il momento) visita a Fiumicino.

La cosa più sorprendente: che la piccola Carito abbia dormito, senza problemi da quando siamo partiti (ore 1,15 di notte) fino al momenti di passare i controlli (che ha passato continuando a dormire), calcolando poi, che in auto, abbiamo parlato per quasi tutto il viaggio.

La cosa più piacevole: un addetto alla sicurezza che vista la situazione: mamma, passeggino, bimba dormiente, coperta, zaino e borsa per i documenti e i generi di conforto della piccola . . . compreso il leprotto di peluche che le ha regalato il suo papà; le ha fatte entrare dalla parte dove entrano i passeggeri di prima classe, senza dover fare file o essere spintonate.

La cosa più emozionante: il distacco definitivo, i saluti lei di là e noi di qua di questa benedetta "porta" dei controlli . . . e poi, il suo "Orsacchiotto"  che ha voluto aspettare a partire per tornare verso casa, finchè non abbiamo visto anche l'aereo (l'orario e la compagnia erano quelli giusti) alzarsi in volo.


La cosa più spiritosa: l'Udmv che, seguendo l'Orsachiotto che esce a fumare, dice: "Sì, veniamo anche noi a respirare un po' di aria pura! " salvo poi (dopo un minuto che siamo usciti) commentare: "Certo che è molto inquinata l'aria qua fuori, con tutti questi pulman, macchine e taxi!"

La cosa più scioccante: il numero di "barboni" che dormivano in aeroporto, chi negli angoli, chi sulle panchine, chi sopra i davanzali delle vetrate . . . qualcuno, già di primo mattino, girava per i grandi spazi borbottando o gridando. Altri, malgrado la gente, il sole e le luci, continuava a dormire, nell'indifferenza generale. Indifferenti a loro volta (sia dormienti che da svegli) al resto della gente!

La cosa più scocciante: il conto da pagare al parcheggio, ben 20 €uro per 4 ore . . . è vero che abbiamo parcheggiato di fronte ai Terminal . . . ma, accidenti a Firenze, col camper, dalle 20,00 di sera alle 18.30 del giorno dopo, solo 11,50 €uro.

 

Sogni e sognatrici

Dedicata dall'autrice (SabinaNenè) alle donne che non smettono mai di sognare . . .

Dedicata da me alle donne che pur sognando vivono la vita, così com'è . . .

Dedicata a quelle che vivono i loro piccoli sogni, perché non è necessario sognare in grande . . .  Il mondo è pieno di meraviglie da scoprire, non far trascorre un solo giorno, senza esserti stupito.

Sogni che corrono
come cavalli liberi dalle reni forti
nella notte.
Scale lucenti agganciate
alla punta delle stelle.
Fiabe colorate che guizzano
portate da trenini
dipinti di rosso allegro, di giallo sbarazzino.
Sogni rinchiusi in cassetti
logorati dal tempo.
Sogni impossibili che
fanno gola agli acchiappasogni.
Sogni che vogliono vivere,
a volte, d'improvviso fuggono
nascendo come d'incanto.
Frammentano la logica,
sbeffeggiano la fisica.
Sogni che, nell'armonia dell'infinito
si fanno vita.

S*