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Santa Lucia & PiccoloLord

Le cose sono andate così: dai NonniBisnonni ci si può andare solo il pomeriggio dopo le 17.  Il giorno di Santa Lucia il PiccoloLord, al pomeriggio, era dal suo papà . . . Pensa che ti ripensa e la soluzione è stata trovata.

Venerdì pomeriggio, PiccoloLord con la ziaFigliaPiccola, la sua mamma e la nonna,  è andato a casa dei NonniBisnonni  portando una cesta di fieno (recuperato dalla Vicinavicina che ha i conigli) per l’asinello e aiutando ad apparecchiare la tavola per l’arrivo della Santa Lucia. Molto convenientemente, la Santa Lucia è arrivata sabato pomeriggio.

DSCN1927© Fiordicactus & family

La mamma del PiccoloLord (FigliaGrande), aveva iniziato a raccontagliela qualche giorno prima: “c’è questa SantaLucia, abita a Siracusa, ma se ne va in giro di notte, porta i regali ai bambini che fanno i bravi . . . fai il bravo tu???”
“Poi, questa SantaLucia passa dal NonnoBisnonno che è un suo grande amico e vede se c’è rimasto qualcosa nel sacco, te lo lascia, se fai il bravo . . . fai il bravo tu???”
“Dobbiamo andare a preparare la cena per SantaLucia, che viaggia tanto e deve riposare e mangiare e dobbiamo andare a cercare il fieno dalla “zia” Vicinavicina per l’asinello della SantaLucia, ti ricordi chi è SantaLucia? Ti ricordi che porta i regali ai bambini che fanno i bravi? . . . Fai il bravo tu???”
E lui, sempre, a fare andare la testa (come l’asinello) per dire: “Sì, io so tutto su SantaLucia, ricordo tutto quello che mi hai detto e sono il più bravo fra i bambini che ci sono in questa casa!”

È arrivata prima la ziaFigliaPiccola che la SantaLucia e così, quel pomeriggio, con la mamma, e la zia, il PiccoloLord è andato dalla Vicinavicina che, dopo le dovute spiegazioni e le consuete meraviglie, gli ha riempito un sacchetto della spesa di fieno che usa per i suoi conigli. 
A casa abbiamo recuperato una cesta e l’abbiamo riempita con questo fieno e siamo uscite tutte noi e lui, salutati i 3 cani, alla volta della casa del NonnoBisnonno. Quest’ultimo aveva già preparato “l’angolino” adatto e si è fatto aiutare dal bis-nipote a sistemare le ultime cose, piatto, posate, tovagliolo e la cesta col fieno . . .  noi tre e la NonnaBisnonna siamo rimaste in sala per dividerci un tea, una fetta di panettone, due chiacchiere e frequenti visite nell’altra stanza su richiesta del PiccoloLord . . . abbiamo fatto i complimenti, abbiamo sciorinato tutte le esclamazioni del repertorio e poi, con la promessa di tornare l’indomani, siamo andati via, di nuovo a casa nostra.
La fregatura, col PiccoloLord è che non parla, così non ci ha rintronato con domande su come, quando e perché, SantaLucia, visto che c’era non arrivava a casa nostra o cose simili, ha fatto cena, ha guardata una ennesima volta il film “Cars” e si è addormentato, al giorno dopo non ci ha assillato con domande del tipo “dove è sparita la ziaFigliaPiccola?” che aveva preso l’autobus di prima mattina per rientrare nella Capitale oppure: “quando andiamo dal NonnoBisnonno?”  . . . niente, come al solito fino ad una certa ora del pomeriggio quando è stato ben bene intabarrato e, accompagnato dalla mamma, dalla nonna e dal nonno, è arrivato a casa dei NonniBisnonni.
Già nell’ascensore si è meravigliato che ci fossero, per terra, delle grandi monete d’oro e d’argento . . . altre sul pianerottolo, le ha raccolte tutte e se le è ficcate in tasca . . . poi, con il sottofondo di musiche natalizie, in quell’angolino, nella camera al buio, si vedeva il chiarore (ballerino) di alcune candele . . . si è avvicinato, per mano al NonnoBisnonno, e ha scoperto che la SantaLucia era davvero passata, aveva fatto la cena, bevuto e lasciato dei regali per lui . . . poi, il NonnoBisnonno gli ha fatto notare che anche l’asinello si era servito e aveva scorpacciato quasi tutto il fieno.

Purtroppo, il nonno (il sant’Udmv) ha fatto solo il filmino, niente foto di quella faccettina sorridente, con gli occhi sgranati di un bambino che, una volta passata la sorpresa, si è interessato molto di più a mangiare caramelle e soldini di cioccolato e a soffiare sulle candele . . .  che a guardare il libro “pop up”  che parla della nascita del Bambin Gesù, a cercare un foglio dove provare i colori a cera e a uno dei suo “disegni” messo in una cornice. Ma ve la potete immaginare, ricordatevi o guardate i bambini che avete intorno quando trovano i regali di BabboNatale, di SantaLucia o della Befana.

E anche per quest’anno la tradizione è stata rispettata . . . chissà, l’anno prossimo magari vi racconto di cosa ha detto . . . 

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Santa Lucia tradizioni e ricordi

Ho iniziato leggendo Pupanna, con la tradizione dei Morti (in Sicilia), ho finito con il post di Cautelosa su Santa Lucia,  eccomi a scrivere qui qualcosa riguardo alle tradizioni di casa mia! Ormai è risaputo che vengo da Bergamo, a Bergamo arriva Santa Lucia, (non proprio in tutta la provincia, ci sono alcuni paesi, dove i regali li portano i Morti!).

Quando eravamo piccoli, qualche settimana prima una domenica, si andava in cerca del fieno per l’asinello, di solito da qualche amico o parente dei genitori che ancora lavorava nei campi e/o aveva a che fare con animali come i conigli o le mucche!

Qualche giorno prima di S. Lucia scrivevamo la "letterina" con tutti le nostre richieste, le promesse di essere sempre bravi e buoni, le speranze che la Santa pensasse anche ai bambini bisognosi. La letterina veniva portata nella chiesa di Santa Lucia, in centro al Bergamo, dove c’è "il corpo" della Santa, (anche se poi, quando diventi grande, ti rendi conto che è solo una statua!) davanti alla quale si recitavano le preghiere e la richiesta che la Santa, patrona della vista, ce la preservasse buona!                                                              

    

 

 

 

 

 

 

Inutile dire, che già partendo da novembre, si cercava di "essere più buoni", perchè, ti avvertono i grandi, la Santa, si aggira per il cielo, col suo asinello e osserva i bambini per decidere a chi consegnare i regali e a chi il carbone . . .

La sera del 12 si apparecchiava la tavola per l’ospite attesa, una bella tovaglietta, piatto e bicchieri della festa, taleggio, pane, prosciutto, qualche biscotto, e la frutta!  Dall’altra parte del tavolo, il fieno e una tazzina di zucchero, per l’asinello! Poi si andava a letto, con gli occhi ben chiusi e sperando di addormentarsi presto, perchè, se la Santa Lucia vede un bambino con gli occhi aperti, subito gli butta la cenere negli occhi!

Il mattino dopo, intorno e sopra il tavolo c’erano i regali. Di solito, un gioco per ognuno, e poi, mandarini, carbone dolce, i soldini di cioccolato, quaderni e colori, o altre cose di cancelleria che sarebbero serviti per la scuola!  Se il giorno di Santa Lucia era un giorno feriale, si andava a scuola con i nostri regali (o almeno quelli che si potevano portare) e la maestra ci permetteva di tenerli, a parte il solito tema "parla dei regali di Santa Lucia", per quel giorno tutto ruotava intorno a Santa Lucia, c’erano dei piccoli dono anche a scuola, c’era la festa, nel salone . . .  Poi, nel pomeriggio, si ricevevano altri regali, dai nonni. Di solito, nella nostra scuola, tra s. Lucia e Natale si raccoglievano quei regali che, tra quelli ricevuti, si decideva di donare ai bambini più poveri . . . quando ero piccola io.

Quando sono stata un po’ più grande, andavamo, con le Guide (le ragazze scout) in un collegio in Città Alta, dove erano accolte le figlie di donne in carcere, di donne in difficoltà, di genitori costretti ad emigrare o abbandonate, e provvedevamo a ricreare per loro la magia della Santa Lucia, con una di noi ragazze, possibilmenti alta, bionda e con i capelli lunghi, con l’abito lungo, il velo e in mano una candela, che consegnava alle bambine i regali: frutto dei nostri sforzi o della raccolta tra parenti e amici, del nostro autofinanziamento! Le facevamo cantare, coccolavamo le più piccole, facevamo dei giochi con le più grandi!

Da quando sono qui, sulla Costa marchigiana, i regali di Santa Lucia, vengono portati a casa dei miei genitori, con mia madre, che preparava una scenografia fantastica per i nipotini (fino a 7 anni fa),  adesso che lei non c’è più, si cerca di mantenerla  per i nipoti più  piccoli . . . anche se i nipoti che ancora ci credono sono rimasti solo 2, infatti, uno dei due decenni, non è molto convinto . . . mentre l’altro e quello di 7 anni, sono ancora "bambocci" e a noi grandi va bene così!
Mi ricordo che una volta, quando era piccola, la nipote più grande, meravigliò il padre, (mio fratello non vorrebbe che noi continuassimo "tutte queste stupidaggini" ma si adegua) perchè, pur essendo settembre, vedendo un fienile, in una cascina da alcuni loro amici, chiese al padrone di casa di poter riempire una borsa di fieno, e quando gli fu chiesto a cosa le servisse, spiegò semplicemente che doveva procurare il fieno alla nonna, per l’asinello di Santa Lucia.

Quest’anno, la festa, cade di sabato e per noi sarà anche l’occasione di salutare e anticipare gli auguri di Buon Natale a mio padre e alla sua compagna (facente funzioni di mamma/nonna) Sig.ra Angela . . . perchè poi loro, (e questa è una nuova tradizione) partono e fanno Natale con alcuni amici!

Mi piace pensare che questa tradizione, che si tramanda nei secoli, si armonizzi così bene con i tempi moderni, ho letto, girando su Googgle, di una tizia che ha scritto: "Io sono atea e non voglio che mia figlia festeggi S. Lucia (bambina in età di asilo N.d.A.)"  . . . mi piacerebbe sapere come concilia Hallowee e Babbo Natale, che comunque hanno un significato religioso, anche se non cristiano! O se non la maschera per Carnevale!

Per Santa Lucia, vi regalo due cose:

Dal sito "Santi e Beati" : La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana. Come ricorda il Messale Romano è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all’anno 304).  vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana. Come ricorda il Messale Romano è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all’anno 304).  (continua)

e una filastrocca che cantavamo noi da piccoli:

Santa Lucia,
mamma mia,
con la borsa
del papà,
santa Lucia
arriverà!

Arriverà dalla finestra,
porterà una bella veste,
arriverà dal finestrino,
porterà un grembiulino

(Traduzione a spanne dal bergamasco, della sottoscritta!)