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La scuola alla rovescia

Mi pareva di averlo letto qualche giorno fa e mi accorgo che è passato più di un mese . . . è un post dell’amico-blogger Camu, mi piacerebbe se le amiche-blogger insegnanti che passano di qua lasciassero il loro parere . . . mi piacerebbe che servisse a migliorare il modo di sentire la scuola di qualche ragazzo . . . sarà che io, come madre, ho sofferto la mia parte con uno dei figli che, forse, se fosse stato/a seguito/a davvero con quei “percorsi personalizzati” di cui si parla alle riunioni scolastiche, avrebbe avuto un rapporto diverso con la scuola.

Camu, scrive di un’esperienza americana di qualche anno fa e io copio il post, tale e quale:

Le classi scolastiche al contrario
Visto che il nuovo anno scolastico è iniziato da qualche giorno, quale occasione migliore per prendere spunto da un esperimento condotto vari anni fa da due insegnanti di un liceo in Colorado, Aaron Sams e Jonathan Bergmann. L’idea alla base del loro approccio era abbastanza intuitiva: gli studenti hanno maggiormente bisogno dell’aiuto del professore quando fanno i compiti, non quando ascoltano la lezione. Sfruttando le moderne tecnologie a disposizione, crearono dei video delle lezioni che i ragazzi guardavano comodamente a casa propria, con la possibilità tra l’altro di tornare indietro se non capivano un passaggio, senza l’imbarazzo di fermare la lezione in classe, ed annoiare gli altri. Il giorno dopo, i compiti si facevano in classe, sfruttando una positiva interazione di gruppo e dedicando il tempo a forme più attive di apprendimento. Con il tempo, questa tecnica prese il nome diflipped classroom (ovvero classe al contrario).

In questi ultimi anni, inoltre, le classi in cui ogni studente ha un dispositivo elettronico (telefonino intelligente, tablet o computer portatile) sono diventate quasi la norma. Chi ha intuito le potenzialità di quei piccoli rettangolini nelle tasche dei propri alunni, ha già iniziato a rimuovere i cartelli che ne vietano l’uso in classe e che minacciano punizione severe in caso d’infrazione. Il proibizionismo, non è una novità, non ha mai funzionato in nessun contesto, dai liquori venduti sotto banco nell’America d’inizio secolo scorso, alle prostitute che infestano le strade d’Italia e portano criminalità. Fatta la legge, trovato l’inganno, era solita dire una mia professoressa al liceo.

Questo è quantomai vero nel caso della tecnologia. Qui in America a quei cartelli minacciosi stanno sostituendo altri che per converso incoraggiano gli studenti a bring your own device(riprendendo il concetto dei ristoranti che non hanno la licenza per gli alcolici e che quindi applicano la politica del bring your own wine). L’avanzamento della penetrazione delle nuove tecnologie non può essere arrestato: è evidente che telefonini e tablet costano sempre meno, sono sempre più potenti e diffusi, e persino una bimba di 18 mesi è in grado di usarli senza troppa fatica.

Un cambio di passo

Lavorando in un contesto universitario, personalmente credo che ci troviamo di fronte ad una preziosa opportunità di unire le due cose: la forza delle nuove tecnologie “sempre a portata di mano” può dare una forte spinta ai principi del modello della classe invertita. Perché limitarsi a scambiare di posto le lezioni ed i compiti a casa, quando la struttura e l’organizzazione della classe stessa possono essere trasformate?

Guardiamo al modello attualmente in vigore: un programma ben definito associato ad un ritmo ed a scadenze precise, a cui tutti gli studenti devono adeguarsi, a prescindere dalle loro capacità di apprendimento e voglia di approfondire certi aspetti. Finisce così che il ragazzo sveglio si sentirà annoiato perché il ritmo è troppo lento, ed inizierà a perdere interesse nella materia; analogamente il ragazzo lento si troverà presto indietro per il ritmo troppo veloce, ed anche lui perderà interesse non riuscendo a capire quello che gli viene spiegato.

Dando agli studenti la possibilità di guardare la lezione a casa, ognuno sarà libero di fermare il video, tornare indietro, o saltare passaggi ovvi, nella privacy della propria cameretta. E potrà approfondire o chiarire i propri dubbi con l’insegnante durante gli esercizi in classe, sviluppando un dibattito che fa sentire tutti partecipi. Esercizi di approfondimento online, da svolgere subito dopo aver guardato la lezione, consentiranno di mettere in pratica quello che si è appena imparato, e daranno all’insegnante un quadro della situazione, consentendo di tener traccia di lacune o evidenziando argomenti che necessitano di ulteriore approfondimento.

Un cambio alla guida

Invertire la classe significa anche cambiare gli equilibri tra insegnante e studenti: l’approccio tradizionale investe il professore del ruolo di comandante e stabilisce un flusso generalmente unidirezionale d’informazione. Svolgendo gli esercizi in classe, il controllo passa ai ragazzi, alle loro domande e curiosità: la scaletta della giornata da statica e prestabilita, diventa dinamica ed adattabile a seconda di errori d’interpretazione della lezione. La scuola in questo nuovo modello sembra finalmente svolgere uno dei ruoli che la definiscono: soddisfare le esigenze di conoscenza degli studenti.

Mi pare sia stato Winston Churchill ad aver pronunciato la famosa frase Anyone who has information – owns the world. Riflettendoci, per gli insegnanti di oggi, l’unica informazione tangibile sul livello di apprendimento viene dalle interrogazioni e dai compiti in classe. Tutti dati che però non sono rielaborati e presentati sotto vari punti di vista. La tecnologia potrebbe portare tutto questo a nuovi livelli: facendo i compiti al computer, il sistema può tener traccia di errori, calcolare statistiche, evidenziare criticità e dare un quadro accurato della storia del singolo studente. Avendo la possibilità di aggregare questa massa di informazioni a livello regionale e nazionale, si potrebbero correggere i programmi e calcolare chissà quante altre cose.

Un cambio nei contenuti

La forza delle reti sociali, Facebook in testa, è nell’immediatezza della condivisione. Sto passeggiando per i vicoli di New York e scopro un simpatico ristorantino italiano? Mi basta tirar fuori l’iPhone per condividere una foto su Flickr, leggerne le recensioni della comunità, scrivere le mie impressioni a fine cena. Pensa a cosa vorrebbe dire applicare tutto questo all’ambito scolastico: significherebbe poter chiedere al mio compagno di classe un chiarimento su un dato passaggio, oppure postare la mia soluzione a quella complicata equazione di secondo grado, o andare su Wikipedia e leggere un punto di vista diverso. In tempo reale. Questa è la scuola che vorrei.”

Che ne pensate???

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Aiutare la ricerca

Questa volta non è stato chiesto di fare un versamento, un’offerta . . . questa volta, per aiutare la ricerca, basta qualche click . . . e un po’ del vostro tempo!
È una richiesta che parte dall’Italia, rimbalza sulla Costa Orientale degli USA e torna qua da noi . . . Camu, un blogger che ho conosciuto tempo fa e che poi ho preso a seguire, per la sua simpatia nel trattare i vari argomenti, è stato contattato da Jacopo, un giovane studente universitario della Facoltà di Economia di Genova, che ha bisongo del nostro aiuto per completare la sua tesi sul Data Mining.
Non ci vuole molto, un piccolo tour del sito, una decina di click per rispondere alle domande ed è fatto! 
Un modo semplice per aiutare la ricerca!

Ah, non sapete da dove cominciare??? Iniziate da qui che è il post sull’argomento.
O da qui, che è il questionario da compilare!

Aspetto di vedere i vostri commenti di conferma! È inutile parlare di bamboccioni e precariato se poi non li aiutiamo ‘sti ragazzi!!! 🙂

La saga continua . . . Non è mai troppo tardi 2.2

Eccomi, ad aggiornare sulle mie avventure semiserie, tutti gli amici curiosi che passano di qua ( e pure quelli che ci capitano per caso e non gliene importa niente)  e tutti quegli amici che passano, pensando di trovare post di attualità, di polemiche o,finalmente, le poesie della Signora Wislawa Szymborska, che mancano all’appello
A questi ultimi,  chiedo ancora un po’ di pazienza, prima o poi riuscirò a ritrovare i fogli con le poesie in quel "Mare Magnum" che è  la casa, senza la sua vestale!

La vestale della casa, quella che secondo il figlio è la MAMMA (tout court) . . . si è trasformata ancora, per un mese e mezzo, in una "corsista" e, per 8 ore al giorno se ne sta, seduta ad ascoltare dotti docenti che le spiegano tutto, ma davvero tutto, per fare che acquisisca una professionalità di "esperto in metodi e tecniche della ricerca ****"!

Non è da sola in questa impresa che ormai è agli sgoccioli, ma è circondata da altri compagni di avventura, questa volta, al contrario dell’altro corso, c’è un solo compagno che arriva dall’estero, un simpatico ragazzo di colore, che parla un buonissimo italiano, essendo qui da 12 anni. E’ davvero un simpatico ragazzo, ma sappiate, non vi conviene farlo arrabiare, lui, nel tempo libero si dedica alla nobile arte del pugilato!
Gli altri colleghi, si dividono fra quelli che sono della città della Costa o che arrivano dai paesi limitrofi e alcuni che arrivano da fuori provincia, da fuori regione! Abbiamo F****, un simpatico romano, fresco di studi di statistica . . . D****, un lucano, che ha finito da poco gli studi di Sociologia . . . A**** da Civitanova . . . M****** (il più giovane, del corso), dalle parti di Civitanova . . . S****, che abita appena "di là di Tronto", ma è nato in Sicilia.

Per stare in tema con il corso, vi dirò che la presenza femminile e di un terzo del totale, mentre i maschi, sono i restanti due terzi!

Adesso si è fatto tardi, appuntamento a domani o dopodomani!
So che ho aspettato un po’ troppo,  a parlarvi di questa nuova esperienza, ma vi assicuro, che ero molto presa, tra una pausa e l’altra ad imparare un sacco di cose nuove!

Non è mai troppo tardi . . 2

Ed eccomi di nuovo qui a raccontarvi i fatti miei!

Passeggiando per il lungomare della Città sulla Costa, capita a noi comuni mortali di trovare dei manifesti interessanti, uno di questi, ha attirato l’occhio della sottoscritta una domenica mattina, publicizzava un corso per diventare "Esperto di metodi e tecniche della ricerca sociale statistica e indagine di mercato" . . . il corso, a dire il vero, è iniziato senza di me . . . che sono stata "ripescata" dopo qualche giorno per abbandono di qualcun’altro!

I docenti sono tutti diversi dall’altro corso, ma li conosco sia per il periodo del primo corso che ho fatto, sia  dall’esperienza del "placement" di quest’estate!
I compagni di classe, sono tanti, e ancora non li ho conosciuti bene tutti . . . perchè essendo arrivata a corso iniziato, mi sono persa le presentazioni e le motivazioni! Ma sto recuperando!

La cosa buffa è che durante il mio primo giorno di corso, Daniela, ci ha spiegato la ricerca "qualitativa", che spesso viene fatta da persone che agiscono "facendo finta di essere quello che non sono, per poter studiare da vicino certe dinamiche"(*) e tutti, per un attimo mi hanno guardato con sospetto!

Per ora vi posso dire che c’è una preponderanza di maschi,  infatti sono 11, quasi tutti giovani e quasi tutti laureati, uno arriva perfino da Roma. Un altro, ci raggiunge da Bologna. Credo che il più giovane abbia 20 anni, la decana (ça va sans dire)  sono io! Ma c’è anche uno dei ragazzi che si avvicina ai 40 anni, pur senza dimostrarli! Abbiamo anche uno psicologo, che ha una certa età (indefinita, per ora, ma sulla quale indagherò!)-
Tra le "ragazze" di ragazze propriamente dette, ne abbiamo 3, le altre 3 sono  mamme, una, addirittura di due gemelli!

Quelli che c’erano quando con Daniela abbiamo parlato del mio blog, sono un po’ curiosi e un po’ preoccupati . . . di cosa e come scriverò su di loro! Questa è la mia prima preoccupazione! Non nominarne nessuno, così, non c’è problema! 

Vi ho raccontato un po’ di fatti miei, sempre che passiate di qua a leggere, per giustificare la mia assenza, momentanea, da qui e dai vostri blog, che a volte leggo, ma non commento!!!
Ci si sente quando riesco, perchè il corso, dura mattina e pomeriggio! La casa aspetta sempre un po’ di cure! E anche tutto il resto della mia vita è lì che mi aspetta! Per non parlare del figlio e dell’Udmv!

(*) questo è quello che ho capito io, non le sue parole esatte!

Le vite degli altri / 2

Quando nel 3000 d. C. si trovò il modo di recuperare le telefonate del periodo dei primi anni del XXI secolo, non ci si immaginava che solo qualche anno dopo, si sarebbe scoperto il sistema XooYeeeZas che permetteva addirittura di captare le conversazioni fra gli umani, con una  sorta di “macchina del tempo”, solo in audio!

 

Ecco cos ’hanno recuperato i nostri ricercatori, di una conversazione all’aperto, svoltasi in una sera d’estate, fra una rappresentate della specie “mater italica”, una della specie “mater juvanili”(*) e una giovane rappresentante della specie “filiis internettianensis”

Intercettazione ambientale reperto N° 001107002008

 

“A settembre inizia la scuola superiore, un sacco di cose da pensare, da organizzare . . . e poi, i libri . . . m’hanno detto che arriveranno a costare sui 1.000 €uro . . . !”

“ Ma è normale, in prima superiore . . . devi prendere anche quelli che durano più anni!”

“Sì, ma  sono un sacco di soldi . . . a proposito, tu, tu che stai sempre a “chattare”, vedi se su Internet c’è qualcuno che ci vende i libri usati!”

“ . . . Uffa . . . uffa! Io non sto ”sempre a chattare”, ci faccio le ricerche,  guardo i forum dei libri e dei film che mi piacciono e poi, chatto con le amiche, con le cugine e qualche volta, pure con la zia!”

“Scee, come quella volta che poi hai telefonato a non si sa chi, a Roma!”

“. . . Ma dopo, quando tu hai detto che non si deve fare, non l’ho fatto più!”

“Prova ad andare su Studenti.it, so che ci andava anche la cugina F, quando doveva partire per l’Università, c’è un po’ di tutto!”

“E’ arrivata la grande esperta di Internet, chissà cosa ci sarà su questo “Studenti.it”, chissà chi ci può incontrare!”

“Allora, vacci tu, insieme a lei . . . “

“IO? Su Internet, ma che, mica sono una ragazzina . . . che ci vada lei, è lei che va a scuola, è lei che deve trovare i libri!”

“Guarda che è importante che si stia vicino ai figli, specialmente su Internet . . .!”

“Io, ho un sacco di cose da fare, casa, lavoro, figli . . . non ho tempo da perdere . . .!”

 

(*) La “mater juvanili”, è l’anello di s-congiunzione, fra le “mater italica” e le nuove madri che verranno dopo: “mater egoista”, mater menefreghista”, “mater bambocciona” , “mater estetica”, " mamma Sex & the City" le quali hanno impoverito sempre più di significati la parola “mamma”! (per fortuna, in alcune nicchie del pianeta Terra, si erano mantenute le abitudini di queste mitiche “mamme chioccia”, cui poi ci si rivolse per salvare il salvabile)

 

L’esimio Prof WERT POLKJEVICH , dopo la lettura di questa registrazione si è chiesto? Ma a quell’epoca nessuno aveva pensato a un codice, come quello che attualmente regola l’uso di GALAXYNET, da parte dei piccoli delle varie etnie della Galassia? La sua assistente, FLEUR DE LUNE, sempre bene informata, ha ritrovato, quello che può essere considerato il tris nonno, del codice attuale . . . pare che anche altri esimi terrestri ne abbiano scritti di simili, non sempre ascoltati . . . portando alle conseguenze ben note!

Lo trascriviamo, tradotto, qui, per i nostri giovani studenti :

 

Per non essere «irretiti dalla rete»

Autore: Leonardi, Enrico  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele

martedì 4 marzo 2008

Bussola per i navigatori

Consigli ai genitori
1. “Cammina l’uomo quando sa bene dove andare”. Internet è uno strumento al servizio di uomini coscienti dello scopo, che usano tutto senza paura.
2. Non lasciare soli i ragazzi davanti a Internet: condividere un cammino educativo aiutandoli con criteri chiari.
3. Educare lo sguardo: sfidare i ragazzi a non accontentarsi di sciattezza o banalità, ma a cercare una bellezza più vera.
4. Non demonizzare Internet, ma mostrare un modo più umano, più avvincente, più affascinante di usarlo.
5. Scoprire i volti che stanno dietro un sito, un blog, ricordando che il virtuale è al servizio del reale e non viceversa.

Consigli ai ragazzi
1. Non fare di Internet l’orizzonte della propria vita, ma conoscerlo per metterlo al proprio servizio.
2. Evitare le chat inutili e generiche, le perdite di tempo sciocche e insulse: comunicare è mettere in gioco la propria umanità.
3. Non usare Internet per fuggire la realtà, ma per entrare sempre di più in essa.
4. Non nascondersi dietro l’illusione dell’anonimato per vivere una vita virtuale fittizia.
5. Fare la fatica di verificare ciò che la rete comunica: non essere creduloni solo perché “è su Internet”

 

 

Dall’Università di  Terbilecchi , spazio siderale OVEST

OOYYZET 21° giorno dalla luna nuova 3009

Onde evitare ritorsioni e per la privacy, sono stati omessi i nomi, si comunica che ogni rifreimento a fatti realmente accaduti, a persone, vive, morte o morte viventi . . . è puramente casuale, e, se qualcuno si offende . . . che, forse, c’ha la coda di paglia?

LA SCELTA . . .

Mettete una ventina di persone, diverse per età, sesso, origine ed esperienze di vita  . . . in una stanza, comodi, sulle sedie messe in cerchio . . . e poi, raccontate loro che :

 

"Un enorme asteroide si sta abbattendo sulla Terra (. . .) distruggendo ogni forma di vita, oscurerà il sole per circa un anno.

Nei bunker le persone troveranno rifugio, viveri, strumenti di soppravvivenza, medicinali sufficienti per quell’anno; ma ci saranno anche sementi e coppie di animali che serviranno (. . .) alla ricostruzione della vita.

Il vostro gruppo è stato selezionato per occupare uno di questi bunker (. . .) avrete una lista di persone da cui dovrete sceglierne 2, che si salveranno nel bunker con voi e che contribuiranno ala vita comune per un anno e fuori quando sarà il momento di uscire.

Ecco la lista, ma attenzione, l’asteroide cadrà tra 40 minuti:

 1       Bambino di 12 anni di colore

 2      Cuoco 40 anni calabrese

 3      Scienziato e inventore 35 anni omosessuale

 4      Laureanda in medicina 30enne fuoricorso

 5      Vecchio invalido che ha fatto varie campagne militari

 6      Impiegato di banca milanese 50enne

 7      Meccanico polacco immigrato clandestinamente

 8      Miliardario Americano con valigia piena di soldi

 9      Falegname Rumeno con permesso di soggiorno

10      Evaso dal carcere 30enne di cui non si conoscono i motivi dell’arresto

11       Zoologa in pensione

12      Casalinga incinta in attesa di 2 gemelli

13      Top model Svedese

14      Culturista Tedesco

15      Carabiniere 25 anni collezionista di farfalle

16      Generale dell’esercito svizzero pluridecorato 60enne

17      Campione di calcio Italiano

18      Psicologa 40 anni scarsa presenza

 

Buon Lavoro, io torno tra mezz’ora! "

 

Se vi sembra che 40 minuti siano tanti, provate a mettere d’accordo questo gruppo . . . alla fine, con la nostra "prof" che ci scandiva gli ultimi 10 minuti, abbiamo trovato i due da salvare, ma non è stato facile!

Abbiamo cercato di essere "democratici" nel vero senso della parola, abbiamo fatto delle votazioni (o forse erano referendum?) e abbiamo deciso a maggioranza . . .

Subito c’è stato Marco che ha deciso: " io salvo la Top Model . . . pensate alla continuazione della specie!" Potete ben immaginare le nostre "ragazze" come hanno reagito!

Yulys Maritza, voleva salvare il ragazzo di 15 anni e la mamma incinta . . . anch’io, mi sarei tirata indietro, lasciando il posto alla mamma incinta, ma mi è stato detto, che così facendo, perdevo il diritto di scegliere, e non era detto che al posto mio entrasse la mamma incinta . . . avrebbero potuto scegliere il calciatore . . . un vero problema!

Abbiamo ragionato se era meglio un meccanico o un falegname! E lo scienziato, è anche un’inventore, ma di che cosa? Di cose pratiche o di "stranezze" che in una nuova "preistoria" non serviranno a niente?

La top model è stata presto sacrificata . . . Io ho consigliato una Psicologa. . . un anno in un bunker, poi, ritornare fuori e non trovare più niente . . . sì, secondo me, in questi casi, la Psicologa è la persona adatta!  Qualcuno ha detto che con gli animali, avremmo avuto bisogno di una zoologa . . . ma non sapevamo se era anche veterinaria, o se, magari si dilettava di studiare la vita sociale del bradipo . . .

In certi momenti, mi veniva da ridere, persone razionali, in una tranquilla mattina di primavera che stavano a discutere di una cosa così assurda, per gioco . . . che si volevano convincere a vicenda della validità delle rispettive opinioni . . . In certi momenti, specialmente dopo che è tornata la prof. Giulia e ci ha detto "Mancano 10 minuti all’impatto!" sentivo, la paura, serpeggiare nelle vene! . . . E a 2 minuti dalla catastrofe, ho detto: "Ragazzi, tiriamoli dentro e chiudiamo i portelli, perchè altrimenti, qui muoriamo tutti!" Abbiamo acchiappato al volo la Laureanda in medicina e il Falegname rumeno!

Siamo riusciti a salvarci . . . ma che fatica! E soprattutto, avremo fatto la scelta giusta?

 

Secondo voi?