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Marzo pazzerello . . . nei vecchi proverbi

Eccoci arrivati a Marzo, per la memoria della gente: “pazzerello”. E i nostri vecchi ci mettevano in guardia e ci consigliavano così:  

01  San Casmìr, ol vènt no l’ dà respìr.
A san Casimiro, il vento non da respiro. (ossia soffia in continuazione).

02  A san Gregòre papa, ü car de fé per aca.
A san Gregorio papa, un carro di fieno per mucca.

04  A san Giósep falegnàm, niv e pagn.
A san Giuseppe falegname, neve e panni.

06  Mars no l’è bèl se non l’ gh’à niv sö ‘l capèl.
Marzo non è bello se non ha neve sul cappello.

07  Niv marzölina, la düra da la sira a la matina.
La neve di marzo dura dalla sera al mattino.

08  Mars söcc, pa per töcc.
Marzo asciuttio, pane per tutti.

09  Mars polverét, póca paia e tant formét.
Marzo polveroso, poca paglia e frumento in abbondanza.

10  San Giösepì, ol bastù l’ fa fiurì.
San Giuseppino fa fiorire il bastone.

13  Se a la Madona de mars a l’vé la brina, dòpo no la fa piö rüina.
Se alla madonna di marzo (Annunciazione) scende la brina, dopo tale data non arreca più danno.

14  Al prim trù de mars, a i vé fò töte i lömaghe.
Al primo tuono di marzo escono tutte le lumache.

15  Se mars a l’gh’à sich gioedé, ghe sarà lì a’ sö per i lòbie.
Se marzo a cinque giovedi ci sarà lino anche sulle logge.

16  Mars söcc, avrìl bagnàt, beàt ol paisà che l’à somnàt.
Marzo asciutto, aprile bagnato, fortunato il contadino che ha seminato.

18  Quando la Quarisma la tóca tri mis, gh’è ròba a sö per i sése.
Quando la Quartesima si distribuisce su tre mesi ci sono frutti anche sulle siepi.

19  Mars acquùs, l’è bu apéna per i spus.
Marzo acquoso porta bene solo agli sposi.

21  Mars marsòt, l’è stèss ol dé e la nòcc.
    Marzo, il giorno è uguale alla notte.


Che tempo che fa . . .

In attesa di riordinare le idee e prepararmi un bel post sugli ultimi sviluppi delle avventure famigliari, in attesa che il sole riesca a farsi largo tra le cortine di nuvole gonfie d’acqua che stazionano ormai da giorni sopra la Città sulla Costa e dintorni e in attesa che la terra fradicia di pioggia e umidità si asciughi e l’aria si intiepidisca, invogliandomi a uscire e camminare, per smaltire i kili di troppo che, in quest’ultimo anno si sono accumulati nel mio, già robusto, corpo . . . insomma, per ricominciare a prendere confidenza col mio diario virtuale, alquanto trascurato negli ultimi mesi, comincio dalla tradizione, dalle radici.

Per cui, vado a cercare quei proverbi in “lingua patria” che riguardano febbraio e il suo tempo meteoreologico . . . 

A la Madóna Candelòra, se l’ piöv o së l’ fiòca, la cavra la bròca; se l’è seré o se l’ tira vènt per quaranta dé la turna dèt.
          Se piove o nevica alla purificazione della Madonna, la capra incomincia a brucare; ma se è sereno o spira vento, per quaranta giorni rientra dentro (nella stalla)

Fevrér l’è fiöl d’öna ferlòca: o che l’piöf o che l’fiòca.
      Febbraio è figlio di una pazza: o piove o nevica.

La nif de fevrér, la ‘ngrassa ‘l granér.
      La neve di febbraio riempie il granaio.

 A san Valentì, la primaéra l’è visì.
    A san Valentino la primavera sta per arrivare.

Fevrér l’è ‘l mìs ch’i parla piö póch i fómne.
       Febbraio è il mese in cui parlano meno le donne.

Quest’ultimo, non riguarda il “meteo”, ma mi ha incuriosito, sessista e politicamente scorretto (anche se all’epoca in cui sono stati coniati questi proverbi, l’andazzo era così), chissà se si riferisce al fatto che le donne hanno molto da fare o al fatto che il mese è corto!

_ AAAAAAAAAAAAAALa candelora

 

 

 

 

 

 

I miei Eroi . . . in attesa della Vigilia di Tutti i Santi

Vado di fretta in questi giorni, non ho molto tempo, ma volevo “stare sul pezzo” . . . perciò, eccomi qua con un “gioco” che ho presentato anche due anni fa . . . tutto parte da un’iniziativa che gira su Facebook (ogni anno di questi giorni).

“dice la Lucy:  “Invece di vestirci da zombie, esponiamo da qualche parte (ad esempio sul profilo di FB) l’immagine di un Santo: invece di festeggiare Halloween, festeggeremo Holy-ween, originale “made in Jesus”. . . e continua: Lodevolissima iniziativa, non posso che approvare, ma non c’era mica bisogno di inventarsi una festa nuova. Bastava festeggiare semplicemente Halloween, cioè All Hallow’s Eve, cioè la vigilia di Ognissanti; niente più.
Personalmente, non ritengo che Halloween vada demonizzata (qui avevo già scritto le mie ragioni); e anche i mostri hanno una loro ragion d’essere, se si va alle origini di questa festa. Quindi… no, io non festeggio Holy-ween: festeggio Halloween.”

E siccome è una ragazza speciale, festeggia Halloween in modo speciale . . .  Pare che in America ci sia un sito (in America, la Lucy trova dei siti ben strani) che vende T-Shirt molto cool con la scritta “Who’s Your Hero?”. Uno si immagina chissà cosa (un calciatore? Un marine? Il Presidente Obama?), e invece la maglietta riporta sulla schiena i nomi dei veri eroi dell’acquirente. “JESUS, Thomas More, Ignatius…”; oppure “MARY, Edith Stein, Maria Goretti…”.  e allora, le è venuta in mente questa cosa della catena  . . . più che di Sant’Antonio, di Santi, tout court

Il “gioco” si chiama Who’s Your Hero?, dice l’inventrice: “invece di elencarmi cinque cose che non so di voi, vi andrebbe di raccontarmi quali sono i cinque Santi a cui siete più vicini, o che comunque ammirate più di tutti”

A questo punto, scegliete cinque amici blogger e aiutateli a santificarsi attraverso un poco di martirio. Ovverosia, smollategli la catena, e pregateli di unirsi al gioco = tradotto: nominateli e avvisateli

Regolamento:  Elencate i cinque Santi che sentite più vicini, che ammirate di più, o per i quali avete una particolare simpatia. Siccome son di manica larga, mi vanno bene anche i Beati, o qualsiasi individuo per cui sia stato avviato, a qualsiasi livello, il processo di canonizzazione. 

A questo punto, scegliete i cinque amici blogger  di cui sopra . . . che, in teoria, dovrebbero continuare il gioco . . . 🙂

Ora, io sono una “ragazza” giudiziosa e prevedibile . . . e vado di fretta, perciò, aprofitto, scoppiazzando  tra i santi e beati di cui parla quasi quotidianamente lei, nella sua rubrica [Ma che sant’uomo!]  dove le vite dei santi sono piacevoli e raccontate spassosamente. Avrei potuto incominciare dalla mia Santa Patrona . . . o da quella dei miei figli. Avrei dovuto scegliere fra i tanti santi “comuni” che ti vengono in mente appena uno dice:”santi” . . . mi sono dovuta limitare a 5 e (quest’anno) ho scelto questi:

Sant’Edoardo il Confessore

Santa Cunegonda

San Cristoforo

Santa Dorotea di Alessandria

San Michele Arcangelo

Ora, non ho proprio tempo di cercare 5 blogger a cui passare il testimone, ma se chi passa di qua vuole giocare, lo può fare o nei commenti o sul suo blog . . . se lo fate nel blog, segnalatemelo che vengo a leggere! 🙂

Se avete bimbi in casa e volete preparare qualcosa di davvero orripilante, prendete dei vurstel, tagliateli a metà (per avere due mezzi wurstel a tutto tondo, ma corti come un dito) e metteteli su una graticola per qualche minuto, quando si sono formate le righine di bruciacchiato, infilzate (sulla parte tonda) un seme di zucca . . . presentate in tavola le “dita di strega” e vedrete se non c’è almeno uno dei piccoli che non si schifa . . . 😉

Maria Madre di Dio

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Dal Vangelo secondo Luca (2,16-21)

00000 AAA Maria madre di Dio

Tutti parlano della magia del Natale e forse è vero che il clima di questi giorni di festa serve a svelenire l’astio quotidiano e interrompe i malumori della crisi. Ma abbacinati da questo ambiente surreale rischiamo di ridurre gli eventi di Betlemme ad una fiaba. Per fortuna gli evangelisti ci riportano con i piedi per terra e compensano l’importanza della visione con quella dell’ascolto.
La nascita di Gesù è spettacolo per pochi, ma diventa presto notizia da divulgare. Suscita curiosità e dibattiti, come ancora oggi ogni affermazione su Gesù si presta al cicaleccio dei nostri discorsi più o meno sensati.
Chi avrebbe qualcosa da dire, tace.
Il silenzio di Maria a questo proposito è assai eloquente. I pastori ritornano carichi di entusiasmo come i giovani che rientrano da una Giornata Mondiale della Gioventù, con tanta voglia di raccontare. C’è da scommetterci che se avessero avuto uno smartphone avrebbero ripreso la scena e poco dopo sarebbe comparsa su Youtube con migliaia di commenti. Ma ci sono eventi che hanno bisogno di tempo per essere “digeriti”, devono essere masticati con calma per venire assimilati. Maria ci offre l’esempio interiorizzando l’accaduto: non rilascia interviste, non commenta a caldo e non offre la sua versione. Quando tutti se ne saranno andati, lei resterà lì con quel figlio per rientrare nella quotidianità.

Se anche noi conservassimo il messaggio teologico del Natale dopo aver sbaraccato il presepe e smontato l’albero, sarebbe già una gran cosa.

Si  ringrazia don Gianluca Carrega che è l’autore di questo post, Fiordicactus si è limitata a fare copia/incolla e a cercare una foto in Internet

La cena della Vigilia . . . con 14 €uro

Quest’anno, anno di crisi . . . siamo state, la FigliaGrande (cuoca patentata) ed io (casalinga quasi sull’orlo di una crisi di nervi) a s-cervellarci per far quadrare bilancio, voglie e cena, della Vigilia, di pesce . . . giochiamo a Tetris con le ricette, cercando di far incastrare tutto . . . e poi,  sabato arriva a casa l’Uomodellamiavita, con una busta della spesa.
Una borsa che puzza . . . di pesce. E allora, la spesa viene più facile. Per la cena della Vigilia abbiamo speso solo 14 €uro e ci siamo pure tolti uno sfizio.

C’è la Provvidenza, questa volta è stato un amico dell’Uomodellamiavita che, invece di un panettone e spumante,  ci ha mandato un bel merluccette (*), un paio di manciate di panocchie (**) e una decina tra mazzoline e risciole(***).
A essere sinceri a me il pesce non piace . . . cioè non mi piace “il pesce a forma di pesce”, ma quelle due o tre volte all’anno e, soprattutto se me lo regalano, faccio questo sforzo.

Armata di santa pazienza (e di un buon paio di forbici) ho pulito quello che andava pulito.
Ho affettato patate, tritato, con la fida mezzaluna, prezzemolo e aglio, versato parcamente olio e sparso sale sulle pietanze e il risultato è stato un menù gustoso

8 Ostriche . . . (10€)
Salmone affumicato  . . . (3,80€)
Misto di finocchi (dell’orto) e mele  . . .

Merlucc su letto di patate . . .  tutto al forno
Panocchie quasi al vapore . . . 
mazzoline e risciole in brodetto . . .

Fristingo ( per dolce tradizionale della Vigilia)
regalo della Cognata 

Per le Ostriche, la parte più difficile, l’apertura della conchiglia, è stato delegato l’Uomodellamiavita, poi le ha sistemata su un piatto e ce le siamo mangiate con un po’ di succo di limone.

DSCN1975“Figlia, Udmv, ma siete matti???” – “Non ti preoccupare, solo 10 €uro!” Una volta all’anno si può! 

Il salmone affumicato, (già pre-tagliato a fettine), sistemato su un piatto e accompagnato dal Misto di finocchio e mela . . . ascoltata in Tv e rifatta al volo, facile da fare, gusto inusuale, ma buono: si prendono un finocchio o due e una mela, quattro o cinque capperi. Olio, sale e pepe (qb). Puliti i finocchi e la mela, sciacquati i capperi (i nostri erano col sale), tritati alla julienne sia i finocchi che la mela, tritati a coltello grossolanamente i capperi, si condisce con olio, sale e pepe e si “gira”, come un’insalata).
Il Merluzzo su letto di patate, è una delle poche ricette che so fare e che vengono sempre bene . . . prendo il merluzzo (o nasello) pulito, prendo le patate sbucciate, lavate e tagliate a fettine (se c’è tempo, poco o tanto, si lasciano in acqua fresca), prendo il limone tagliato e spremuto, e del  prezzemolo e aglio, puliti e tritati fini fini. Olio, sale, pepe (qb, ma anche un po’ di più, volendo). Metto le patate sulla teglia da forno, le condisco e le muovo con un mestolo per fare che siano tutte ben unte e condite. ci appoggio il pesce, a cui ho riempito il vuoto delle interiora di prezzemolo e aglio e un po’ di limone sia in succo sia a pezzi. sopra al pesce metto ancora prezzemolo e aglio e qualche pezzo (o fetta) di limone . . . se si “sporcano” le patate di prezzemolo e aglio, poco male.

DSCN1971
Messo in forno a 180°/200° per circa 15 o 20 minuti, dipende dalla grossezza del pesce. Sicuramente tenete d’occhio che non si brucino tutte le patate.DSCN1973 Invece, per fare le Panocchie quasi al vapore, si prendono le “panocchie”, prezzemolo e aglio, vino bianco, olio, sale e pepe (qb). Si mette l’olio, in una padella larga abbastanza per contenerle tutte in un solo strato, col prezzemolo e aglio, poi mentre si scalda, velocemente, si mettono le panocchie, dopo un attimo, un po’ di vino e si fa sfumare. . . si copre col coperchio e nel giro di 5 minuti si spegne, lasciando coperto fino al momento di mangiare.

DSCN1974

Per le Mazzoline e le Risciole, ho pensato al Brodetto alla Sambenedettesecosì, ho sistemato i pesci in una padella dove c’era già il solito olio col trito di aglio e prezzemolo a soffriggere lentamente, li ho fatti insaporire e poi ci ho adagiato sopra dei pezzi di pomodoro mezzo acerbo (ci sarebbe andato anche del peperone, ma in casa mia, non a tutti piace), li ho fatti insaporire (di corsa, perché altrimenti i pesci si rompono) e poi li ho bagnati con poco aceto, a seguire un bicchiere di acqua e vino bianco (e qui, ho esagerato, visto che l’abbiamo ricevuto tra i cesti di Natale, ho usato il verdicchio di Jesi) . . . si lascia cuocere per il tempo necessario, a secondo della grossezza dei pesci, ma mai più di un quarto d’ora.

DSCN1972

Il “fristingo”, è il regalo di Natale (dolce) della Cognata, quest’anno diceva che era un po’ troppo unto (essendo l’olio, non solo per ungere la teglia, ma parte degli ingredienti), io l’ho trovato buonissimo!

Una Vigilia tranquilla, in famiglia, in attesa, per qualcuno, dell’arrivo di Babbo Natale e per qualcun’altro dell’arrivo della FigliaPiccola col diLeiAmatoBene.

(*) Merluzzo o forse era un Nasello 😉
(**) Cicale di mare
😉
(
***) Gallinelle  e  Triglie
  🙂

Gli auguri di Natale

auguri_buon_natale

!!!

Ed ora

Auguri a tutti 

agli amici che passano

a quelli che hanno perso la strada . . .

a coloro che mi pensano con un sorriso

a quelli che arrivano per caso

Auguri a tutti

Buon Natale 

00000La speranza

Si ringrazia Lucyette, per l’idea di un “Calendario dell’Avvento” virtuale. 🙂
Si ringrazia il laboratorio Demetz-Patrick, che, senza saperlo, ha fornito le foto di tutte le statuette del presepio. 
Si ringrazia Google per tutte le altre foto che abbelliscono  i post del Calendario dell’Avvento. ( a parte quelle di famiglia)