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L’Annuncio a Maria – Venerdí del Libro 10

L’ho ordinato in Biblioteca, col prestito interbibliotecario . . . ma siccome l’ho già letto e ne ho già parlato, vi copio qua il post di allora (24 agosto 2008 . . . eh sì, era ora di rileggerlo ). . . e se vi incuriosisce, potete sempre cercarlo anche voi! 

Claudel

Ho letto, in questi giorni, un libro che ho scoperto tramite questo  blog . . . (anzi, sapete, ho scoperto che un sacco di nickname e di blog, sono ispirati da un libro) .
Questo libro, si intitola “L’annuncio a Maria” di Paul Claudel . . . più che un racconto, è un testo teatrale, ma si legge bene, il giusto patos . . . bellissime parole, molto sentite . . . personaggi disegnati forse un po’ con l’accetta . . .  per quello che servono all’autore . . . autore che, da un nome a ciascuno, ma alla madre, no, la madre, la chiama “la madre”, sarà riduttivo o sarà perché una madre, è MADRE e tanto basta?

Comunque, leggendo di questo padre di famiglia, in un periodo medioevale, che sistema gli affari, gli affetti e parte per la Terra Santa! Quando torna, trova la famiglia e il suo mondo, stravolti . . . Così mi sono ricordata di questo post, che avevo letto da Factum:

“I percorsi del labirinto delle cattedrali, chiamati anche Chemins à Jérusalem, erano sostituti del pellegrinaggio in Terra Santa; bisognava percorrerli in ginocchio, con un rosario al collo, pregando per la salvezza della propria anima.

Labirinto Chartres

Il labirinto come il percorso della nostra vita, a Chartes al centro della navata c’è lo schema di un labirinto, il cui tracciato è lungo 262 metri, simbolo del tortuoso cammino che intraprende il fedele che intende raggiungere la conoscenza.

Labirinto di Chartres

E mi sono chiesta se quel pover’uomo, (il protagonista dell” Annuncio a Maria”, non Factum) non faceva meglio a inventarsi un labirinto in giardino, e rimanere a casa!

Credo, e forse sbaglio, che spesso si cerca qualcosa lontano, si va in cerca di esperienze nuove, o lontane dalla nostra cultura . . . quando basterebbe guardare vicino a noi, o dentro di noi, e potremmo trovare tanto . . . !

P.S. Ho copiato anche lo schema animato, nel caso qualcuno decida di partire pe Chartres, così, quando è lì, non sbaglia strada . . .

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L’abbraccio benedicente – Venerdì del libro 9

Inizio di Quaresima, cambio di prospettive, invito a pensare, astinenza e fioretti . . .  anche nelle letture. 
Io faccio così, gli altri, liberi di fare quello che vogliono. Così non rinuncio del tutto alla vita del web e non rinuncio del tutto alle letture, cerco di leggere qualche titolo adatto al periodo . . . Inoltre, ci tengo a mantenere un minimo di vita “sociale” a questo blog che nel 2013 è stato assai trascurato. (È anche una scusa per tenere sveglio il cervello!)

L'abbraccio benedicenteClicca sulla copertina, per altre notizie sul libro


Parlando del libro che vi propongo, vi confesso che l’ho già letto, nel 2010, su consiglio di un amico blogger, l’avevo preso in Biblioteca, poi, a ottobre dell’anno scorso, ne ho comprata una copia per regalarlo. Ma il giorno prima della festa, parlandone con la festeggiata, mi sono sentita dire che: “a me i libri proprio non mi interessano. Se mi regali un libro, lo metterei lì, senza farne niente.”  . . . Ho optato per una pianta in vaso.
E il libro è rimasto lì nella mia libreria, ma almeno, io sapevo cosa farci. 

FiglioProdigoIl ritorno del figlio prodigo – Rembrandt
Museo dell’Ermitage – San Pietroburgo

La frase che mi ha più colpito è stata questa: “Poichè, in realtà, io sono il figlio minore, sono il figlio maggiore e sto per diventare il padre. (…) spero e prego che possiate scoprire dentro voi stessi non solo il figlio perduto di Dio, ma anche il padre e la madre compassionevole qual’è Dio”  (pag 39)

Lo rileggo a partire da oggi, ma ne ho già parlato in un post . . . Questo . . . 

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Felicemente#sconnessi – Venerdì del libro 8

Oggi, vado di fretta . . . domani non ci sono . . . e non sono sicura di cosa faccio domenica . . . per cui, sarò breve:

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sul cosa . . . il  contenuto

“Internet, e-mail, social network, smartphone, tablet sono diventati il metronomo della nostra vita. La connettività plasma il cervello, ne altera le funzioni, i circuiti. Ci fa credere di andare più veloci e invece buttiamo via un sacco di tempo. Ci fa credere di poter fare più cose ma in realtà siamo distratti di continuo e spinti a galla verso un pensiero debole e superficiale. Perdiamo la concentrazione, la memoria, il sonno, il silenzio, la pace della solitudine, la capacità di ascolto. La distrazione degli altri ci irrita; la nostra ci consuma, ci impoverisce. Come difendersi e reagire? Questo libro ci offre tutti gli strumenti per usare il digitale senza farsi schiacciare. ” (*)

sul chi . . . l’autore 

“Frances Booth si è laureata a Cambridge in Scienze Politiche e ha conseguito una specializzazione in Giornalismo. Ha lavorato per il Daily Telegraph e il Guardian. Attualmente tiene corsi di scrittura creativa e offre consulenze d’impresa e private a persone che hanno problemi di concentrazione.” (*)

sul perché

Mi sono accorta che passo troppo tempo su Internet, e poco al Pc.
Penso troppo a cosa mi piacerebbe che vedessero i miei “amici” su Fb o sul blog. 
Ho paura di essermi creata una dipendenza e se sono riuscita a smettere di mangiare le unghie, non posso permettere che il mio tempo venga “ingoiato” dalle nuove tecnologie

sul come

Tra un po’ è Quaresima, quale miglior momento per affrontare gli eccessi in Internet??? 
Leggendo con attenzione questo libro e mettendo in pratica i suoi insegnamenti
Passarlo ai Figli, non può fargli che bene leggerselo e mettere in pratica (anche se io non ho ancora finito di leggerlo

sul dove

L’ho trovato in un’articolo su un giornale, cartaceo . . .  perché io ancora leggo molto su carta

sul quando

Appena ne ho letto sul giornale, ho chiamato la mia Libreria di fiducia, e il pomeriggio era la padrona di questo utile manuale

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(*) questi due brani sono copiati dalla pagina di presentazione dell’editore del libro, in pratica: “Non sono farina del mio sacco”! 😉

Le lacrime della giraffa – Venerdì del libro 7

Questo libro, è stato il primo che ho letto, su consiglio di un’amica blogger, di questo autore. L’ho trovato in Biblioteca, anzi in una delle Biblioteche del Polo Interbibliotecario del Piceno

le_lacrime_della_giraffaCliccando sulla copertina, trovate la trama

e poi, ho continuato a leggere quelli che trovavo sugli scaffali della libreria, spesso riconoscendo, da lontano, la copertina.

L’ultimo che ho comprato, è il primo della serie . . . e, secondo me che non sono un’esperta critica letteraria, si nota.

precious_ramotswe_detectiveCliccando sulla copertina, trovate la trama

Sto col budget risicato, ma vorrei “raccoglierli” tutti, in ordine cronologico (della cronologia del racconto).

Dello stesso autore ho letto anche un paio di quelli della serie del “club dei filosofi”, ma non mi sono piaciuti così tanto come questi, sarà che io e lei siamo accomunate da un fisico “tradizionale”, dal piacere delle chiacchiere mentre si sorseggia una tazza di te o dalla curiosità non tanto di come è successa una cosa, ma di come mai le persone fanno e pensano certe cose.

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Mongo – Venerdì del libro 6

Il libro di cui parlo oggi è un libro che ho letto tempo fa, l’avevo regalato a mio fratello (che è uno di quelli che da un pezzo di fil di ferro, crea altro), ma lui non l’ha apprezzato fino in fondo. 🙂

L’ho letto io e mi sono divertita, ma ho anche pensato che non si riflette mai abbastanza quando si definisce “immondizia” lo scarto di quello che non serve più. 

mongoPer la “trama” clicca sulla copertina

Un libro che è stato scritto ben prima che cominciasse a girare l’idea del riutilizzo “selvaggio” o della “decrescita felice”. 

Un’aneddoto: proprio nei giorni in cui leggevo questo libro, è tornato a casa dalla Germania dove era a fare un anno di Università, uno degli amici del Figlio, parlando raccontava che stava in una casa ammobiliata, molto spartana, ma che aveva trovato (vicino alla pattumiera) una vecchia poltrona antica, l’aveva messa un paio di giorni sul terrazzo, e poi, pulita con i prodotti adeguati, l’aveva portati in casa . . . comodissima! Ricordo che disse: “Quando devo lasciare casa, la rimetto vicino ai bidoni, se serve a qualcuno la può riprendere!” 

Bisogna che lo richieda a mio fratello, un libro da rileggere.

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Hyperversum – Venerdì del Libro 5

Qui si parla dell’eterna discussione Madri vs Figli . . . e di come, più di una volta, a fatica, il Figlio ha detto “avevi ragione tu”, a denti stretti o in modo subdolo e contorto (non per niente è un maschio e, devo confessare con una punta di sconforto, si considera un maschio Alfa).

Qualche anno fa, stavo in fila alla cassa del supermercato, mi scappa l’occhio su uno stand e invece delle solite caramelle e cioccolatino vedo una serie di libri in formato “tascabile” e con un prezzo appetibile . . . un titolo mi fa suonare un campanellino nelle profondità del cervello, talmente profonde che il campanello suona e nessuno risponde . . . comunque, leggo la trama e mi metto a leggere, arriva il mio turno e pago anche il libro, torno a casa e lo leggo in ogni momento libero (qualche momento lo libero apposta per leggere 😉 ).
Conoscendo mio figlio gli consiglio di leggere questa avventura, ma ricevo un diniego . . . passa il tempo, mi informo su Internet, scopro che a breve esce il terzo della serie (e il secondo in edizione tascabile). Mi aggiro curiosa tra gli scaffali dedicati ai libri dell’Ipermercato e adocchio i due volumi . . . mi riprometto di essere brava e risparmiosa e, per il mio compleanno mi regalo il secondo volume della serie ripromettendomi di acquistare il terzo dopo un anno, a prezzo scontato.
Ancora una volta, il racconto mi prende e lo finisco in poco tempo . . . sempre più convinta che è una storia che potrebbe piacere al Figlio torno alla carica chiedendo se lo vorrebbe leggere . . . lui, da quel figlio testone che è, dice che non gli interessa, anzi, dice lui ha già letto anche il terzo. Cerco di saperne di più, ma lui si chiude a riccio . . .
Passa qualche giorno e, presa da una crisi (d’astinenza) vera e propria, investo qualche soldo in più del budget settimanale riservato ai libri e acquisto il terzo volume, cartonato e con la sovracopertina . . . capita così che lascio il libro, aperto, sul cesto dei panni da lavare, in bagno . . . e qualche ora dopo il Figlio arriva in cucina, mezzo infuriato e brandendo il volume che non avevo ancora finito di leggere mi dice: “Come, tu hai un così bel libro e non t’è venuto in mente di farmelo leggere???” e, tempo un paio di giorni ha finito il terzo, poi ha ricominciato dal primo e da allora hanno il suo “ex libris” in bella vista sulle prime pagine, anche se i libri li ha comprati mammà! Per fortuna, quando voglio rileggerli, me li presta!

Primo episodio di una trilogia, il libro, nelle librerie sta negli scaffali dei ragazzi, ma, come ha detto Nick Hornby, in “Shakespeare scriveva per soldi”, chi l’ha detto che io non possa leggere libri per ragazzi, se mi piacciono???
È bellissimo, un fantasy storico . . .  non voglio mettere le trame, le trovate sotto le copertine.
La storia dei personaggi così ben intrecciata con la Storia che mi è venuto voglia di saperne di più su quel periodo storico, che secondo me è il pregio di un libro ben scritto!

II parte della saga . . .

E il finale . . . finale???  


E qui potrete trovare il sito ufficiale di questa saga.

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Vado a fare due passi – Venerdì del libro 4

Un libro che ho letto un po’ di tempo fa, preso in biblioteca con il solo motivo che parlava del “Camino di Santiago”, uno di quei sogni che ognuno ha nel cassetto e spera, prima di morire di poter far avverare! 
Uno scrittore, Hape Kerkeling, che ho scoperto con questo libro e che mi ha incuriosito, dichiaratamente gay, dichiaratamente pantofolai, dichiaratamente in crisi “esistenziale”,  si dimentica di dire (di se stesso) che è attore, comico e molto altro . . . cose che ho scoperto dopo aver letto il libro, facendo un giretto fra i link di Google.

downloadLa trama (se volete)  la trovate cliccando sulla foto

Di tutte queste caratteristiche, ci racconta, quella che lo spinge a partire per il santuario galiziano è la crisi esistenziale, la ricerca di se stesso e di valori . . .  per il fatto di essere “pantofolaio” trova un po’ di difficoltà nell’adattarsi a quella che si pensa essere la “vera” vita del pellegrino, ma trova i suoi metodi per avere momenti di comodità e momenti di forte impatto a quello che è da secoli un cammino di ricerca interiore.
Se qualcuno l’ha riconosciuto come personaggio pubblico, ha prontamente smentito e, sul suo essere gay, ricordo che in una occasione ha declinato certi approcci da parte di un ragazzo dicendo chiaro e tondo che non era in cerca di avventure e in un’altra occasione l’ha usato come rassicurazione per poter percorrere in compagnia di altre due “pellegrine” il tratto di strada giornaliero senza che queste fossero preoccupate di altre attenzioni non gradite . . .
Il racconto procede tra pensieri personali, cronaca di incontri e di aneddoti interessanti, descrivendoci panorami, città e personaggi in modo così vivido che pare di esserci. Non è un libro religioso (mi pare che lui non sia nemmeno credente) eppure c’è una certa spiritualità.

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Con questo post, Fiordicactus partecipa al “Venerdì del libro” di Homemademamma