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Pedalando in bicicletta . . .

Se c’è una categoria che odio con tutto il cuore (e non abbiatevene a male se ci rientrate) sono i genitori in bicicletta con figliolanza al seguito, come le papere con le paperelle . . . che girano inconsapevoli di tutti gli altri: automobilisti, ciclisti e pedoni, specialmente in estate!
Se c’è un luogo che ritengo pericoloso e prima o poi lo dico al Sindaco, sono le piste ciclabili della Città sulla Costa (specialmente quella del LungoMare) . . . uno spazio unico per due sensi di marcia. Che se si incrociano due in bici è facile che i ciclisti si tocchino con i gomiti. Che viene usato come corsia preferenziale da alcuni dei “runner” che si allenano quotidianamente sul lungomare (anche perché, molti ciclisti preferiscono usare il (largo) marciapiede dribblando i pedoni). Che, quando devi attraversare il lungomare, è più pericoloso quel pezzo colorato di verde dal marciapiede alla strada che la strada stessa . . . e ho detto tutto!

Ieri, tardo pomeriggio, lungomare (pista ciclabile), per non andare addosso a una piccoletta che (davanti a lui) decide all’improvviso che non vuole più stare dietro alla bici di papà, ma lo vuole affiancare, Figlio ha frenato bruscamente ed è finito prima contro una bici che marciava in senso contrario a lui e poi a terra . . . un’ abrasione estesa, una ferita lacero contusa (7 punti) un’altro taglio sulla fronte, trauma cranico (lieve), mano sinistra gonfia e dolorante, altri graffi dappertutto.
Sulla strada, qualcuno l’ha aiutato, qualcuno l’ha medicato, qualcuno ha chiamato l’ambulanza . . . ringrazio tutti nel mio cuore!

Sul certificato di dimissioni hanno scritto “7 giorni salvo complicazioni”, ecco, sono le complicazioni che non vorrei, mi basta il mal di stomaco che ho da ieri sera, appena rientrata dalla spesa, mi è corso incontro PiccoloLord: “Nonna, mio zio Ale’anno, bua testa, due bua (alzando bene in vista indice e medio) . . . mmmuu mmmuu (suono simile alla sirena dell’ambulanza) . . . io. . . (faccia triste)!!!”

E allora ho capito che era più grave di quello che mi ero immaginata dalla telefonata scherzosa in cui Figlio mi chiedeva un caschetto per la bici, spiegandomi, subito dopo, che era caduto . . .  ero appena arrivata al supermercato, lui aveva una voce tranquilla, l’ho preso in giro e ho iniziato la spesa settimanale . . . nel supermercato il mio telefono “non prende”, quando sono stata alle casse, una nuova telefonata della FigliaPiccola che mi dice che il papà e il fratello sono al Pronto Soccorso, ma non molto di più, finisco, metto in macchina le borse, faccio congetture con mio padre che mi accompagnava e torno a casa. Dopo la prima concitata relazione del PiccoloLord, le ragazze mi raccontano come è andata e come mai PiccoloLord è così preoccupato . . . lui, la mamma, la zia e il nonno che stavano tornando a casa dopo un pomeriggio di mare tutti insieme con lo zio, sono stati richiamati indietro dallo zio  e, non sapendo il reale stato dell’infortunato, sono arrivati sul posto, hanno visto un capannello (dicono consistente) di gente, hanno sentito commenti poco rassicuranti  mentre ci si avvicinavano e poi hanno sentito arrivare l’ambulanza (e ancora pensavano che NON fosse per lui) . . . quando si sono avvicinati c’era il Figlio seduto a terra, con la testa coperta di fazzoletti di carta e garze sporchi di sangue, poi i paramedici l’hanno sistemato e fatto sdraiare sulla barella l’hanno infilato nell’ambulanza e via, destinazione Ospedale . . . la zia ha recuperato la bici (che nelle priorità del Figlio veniva quasi prima della sua testa rotta) ed è tornata a casa pedalando, bimbo, mamma e nonno, sono tornati a casa con l’auto e col nonno che borbottava contro l’insipienza dei figli grandi con manie salutiste, poi il nonno se n’è andato al ProntoSoccorso.

Dopo essermi fatta un quadro del prima, ero in dubbio se fermarmi lì e mangiare o partire (lancia in resta) per stare vicina al mio “bambino” da brava “mamma italiana” . . .  ma, lo confesso, dopo una telefonata all’Udmv, ho deciso per la pizza calda. Su al Pronto Soccorso c’erano medici, paramedici, oss, padre e morosa . . . io sarei stata di troppo. C’era un PiccoloLord da rassicurare, due figlie (lievemente) sotto schok e il NonnoPapà preoccupato . . .
Quando, tramite le moderne tecnologie, è arrivata una foto con un “selfie” della parte frontale e superiore del testone di mio figlio, abbiamo appurato che le “bue” dello zio erano 3, non 2 . . . e sono andata ad aprire il cancello, perché i miei “uomini” stavano tornando a casa . . .

Dice che stanotte non ha dormito, gli “tirano” i punti. Ma tutto il resto va bene!

Se ho violato qualche privacy (il Figlio è molto geloso della sua privacy), francamente, me ne infischio . . . il Figlio è mio, lo spavento l’ho preso io. E un dolore condiviso è già ridotto della metà!

Che domenica speciale . . .

Dopo più di un anno, ecco, finalmente una domenica “speciale”, una domenica che è stata di respiro . . . una pausa dal solito tram tram della quotidianità! 🙂

Mi sa che vi metto qualche foto e poi ve lo spiego “a voce” (il tempo è tiranno, vi basta come giustificazione???)

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Natale 2012

La Notte Santa

Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

00000000 23280A-6La Sacra Famiglia in viaggio verso Betlemme

– Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
– Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

– Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
– Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

– O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
– S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
– Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
– Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
Maria già trascolora, divinamente affranta…

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

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È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d’un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.

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Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!

Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

di Guido Gozzano

Avvento 2012 – 1° Domenica

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo»

Dal Vangelo secondo Luca (21,25-28.34-36)


Candela Avvento

Signore Gesù spesso e volentieri siamo alla ricerca delle strade giuste da percorrere, delle parole da pronunciare, del gesto da compiere. Vogliamo fare bene il bene, ma non è sempre facile; gli ostacoli e il male sono una tentazione e una confusione per il nostro spirito per cui donaci la forza di seguire il tuo comando: «Vegliate e pregate in ogni momento».

Letizia Battaglino  (da “La Domenica”)

hovogliadichiacchiere . . .

Volevo fare un dotto post sulla festa di Halloween, come era e com’è diventata, e perchè non dovrebbe essere quello spauracchio che qualcuno pensa . . . ma non ho fatto in tempo, però girando e seguendo tracce, fra i blog amici, ho trovato questo post già bello pronto, di una giovane studentessa di Medioevo (che è un periodo che piace anche a me) un periodo in cui molte delle cose che facciamo adesso hanno avuto inizio . . . ve lo lascio qui, così, se volete lo leggete, se vi piace come scrive, andate a trovarla :

“Se un morto entra nel mondo dei vivi, se ne accorgono tutti. Gli zombie non fanno mai un bell’effetto: sono bruttini, verdognoli, putrefatti, e puzzano pure. Se i vivi non sono proprio degli idioti, se ne accorgono benissimo, se in mezzo a loro c’è un cadavere stantio.

Ma se viceversa un vivo entra nel…

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PiccoloLord al traguardo dei 3 anni

Sapete. Oggi è il 3° Compleanno del PiccoloLord . . . ma io, che sono la sua nonna, non riesco a decidere come scriverlo in questo blog … 
Ho iniziato già 3 volte, in modi diversi, e ogni volta mi sembrava troppo melenso, troppo insipido, troppo banale …
Tra l’altro, oggi pomeriggio è dedicato al suo papà . . . per cui, mattina all’asilo, pranzo presto, pomeriggio dal papà . . . poco spazio per i festeggiamenti! 🙂

Eppure, sono la nonna, gli voglio bene e lui mi vuole bene e me lo dimostra con grandi sorrisi, siamo tutti e due restii ai troppi abbracci e anche quando passeggiamo insieme nel prato o in cortile e sulla stradella che porta del cortile alla strada non ci diamo mai la mano, ma ci basta una parola, mia, e un sorriso, suo, per capirci. 


Certo, lui con gli attrezzi di Manny Tuttofare, che si porta a spasso per casa nella loro cassetta, sta cercando di smontare questa traballante scrivania (che poi, chiamarla scrivania è addirittura troppo), ci prova con il cacciavite a croce e con quello piatto, poi prende la chiave inglese e addirittura cerca di segarne i pezzi con Dente, la sega . . . ci si mette d’impegno, ma non conclude niente, per ora. 

È vero, mi obbliga a guardare un sacco di volte “la carica dei 101″, ma, alla fine, l’ho vista quasi altrettante volte da quando il film è uscito, con i mie genitori, con i fratelli e i cugini e poi ancora con i figli e i figli dei mie fratelli e ancora e ancora, posso ben vederla ancora qualche volta. Con lui ho conosciuto anche nuovi cartoni animati: la Peppa Pig, che ha messo in crisi le mie convinzioni sulla superiorità delle sorelle maggiori, i Tenerotti, la Pimpa e i Pirati dell’isola che non c’è . . . e poi, Timmy e molti altri che non mi ricordo.

Si sveglia ridendo e gioiosamente vive la giornata, vivace e attivo, curioso e sperimentatore . . . un po’ di “teatrino” quando è ora della nanna, ma casca presto fra le braccia di Morfeo e tira dritto tutta la notte (sono passati i numerosi risvegli, sono finiti i pianti senza motivo). Ricarica le batterie per il nuovo giorno.

Insomma, 3 anni di bambino, un bambino come tanti, in una città come tante . . . per me è un bambino speciale e appena arriva, un bacione per guancia e poi gli tirerò le orecchie . . . e poi lo affiderò al suo Angelo Custode, che è uno di quelli che ha un bel daffare.

Poi, penserò a cosa scrivere per questo Compleanno.