Archivi categoria: consigli semiseri

I film dell’inverno 2013

 iCheckMovies è quasi il gemello di Anobii, ma lui si interessa di film . . . ha un difetto che mi impedisce di usarlo . . .  parla solo inglese!
Per cui, se voglio parlare di film, lo posso fare solo qua . . . così, in fase di ristrutturazione di questo “salotto” virtuale ecco che ci aggiungo un angolo (la pagina “ol Cinemì”) dove segnare i film, quelli che mi hanno lasciato un ricordo e che vengono “rispolverati” dalla Tv o quelli che vedo o rivedo con i DVD.
E, da qualche tempo, quelli che vedo al Cinema . . .  dopo anni e anni sono tornata al cinema!

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C’è stato un periodo in questo lungo inverno in cui con PiccoloLord ci siamo guardati (a ripetizione) un paio di film: Cars e La carica dei 101, altro non voleva vedere . . . poi il ventaglio di offerte si è allargato con Gli aristogatti.  Un giorno, abbiamo provato a guardare Monster & Co, io non l’avevo mai visto, lui, diceva sua madre, ne aveva paura . . . eravamo bloccati sul lettone da una malattia stagionale, e così un po’ la febbre, un po’ i commenti miei e i suoi “mimi” che rimarcavano i passaggi più interessanti ce lo siamo visto e ci è piaciuto . . . dopo il finale abbiamo fatto addirittura una sezione di solletico per vedere se anche l’energia di casa reagiva come nel film . . .
Monster & Co
Una conseguenza sgradevole dell’aver visto quel film è che lui, ogni tanto, ti viene vicino, alza le braccia con le mani aperte come artigli e grida “Aahhhgggrrrrrrrrrrr!” per spaventarci facendo “il Mostro”, noi dobbiamo reagire con grandi espressioni di paura e sgomento . . . e il gioco è riuscito.

Un paio di volte abbiamo visto pure Nemo storia di un pesciolino che non obbedisce al papà e si ritrova (nei guai) in un acquario . . . nella classifica dei film che piacciono al PiccoloLord per ultimi metterei Robin Hood e La spada nella Roccia.

In Tv, qualche tempo fa,  ho visto con piacere Il discorso del Re su consiglio delle Figlie, un buon film, ben recitato e soprattutto, ben ambientato, abiti e ambienti molto belli. PalaRiviera-Aldo-Moro

Lo Hobbit – Breaking down – Anna Karenina – Il lato positivo – Il grande Gatsby,  invece, li ho visti sul grande schermo . . . nel nel buio di una sala cinematografica vera! 

Ma di questi ve ne parlo un’altra volta.

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Libri in libertà

Leggo, leggo, leggo. Leggo da quando mi ricordo, anche quando non sapevo leggere cercavo di indovinare la storia interpretando le figure. Leggo soprattutto se sono sotto stress.

In questo periodo, ve lo giuro . . . stress alle stelle.

Ho letto un sacco di libri, qualcuno dei libri che ho letto mi sono piaciuti, ma ho letto anche quei libri che non mi sono piaciuti, che sono stati abbandonati a metà, come ci autorizza a fare il 3° articolo dei ” diritti del lettore” di Pennac.
Se un libro non mi “prende” nelle prime 30 pagine . . . posso andare avanti ancora una 20 di pagine, poi mollo. A volte sono indecisa e incomincio a saltare pagine e leggerne quattro o cinque e poi correre avanti ancora un po’ per leggerne altre, e poi mi accorgo che avrei fatto meglio a lasciarlo perdere subito . . . Certo, ricordo di aver letto da qualche parte che Umberto Eco disse (più o meno) che le prime 100 pagine servono per scremare i lettori, solo chi resiste merita lo sforzo dello scrittore . . . opinioni!

 In giro per i blog ho letto da “Cose da libri” :  “… la narrativa italiana ha un enorme chance adesso, non gliene fotte più un cazzo a nessuno. è terra di rapina e stupro da parte di pornocuoche, giovani precari che se non fossero precari di che cazzo scriverebbero? ed ex terroristi riconvertiti allo yoga trekking.” (non si sa chi è l’anonimo autore, ma trova d’accordo anche me e non solo per quello che riguarda la narrativa italiana)  . . . Ultimamente pensavo fosse colpa mia che non riuscivo a farmi piacere le novità degli ultimi tempi . . . Infatti vado in Biblioteca o frugo nei mie scatoloni e rileggo “cose” di una volta. 

Ecco, con un po’ di presunzione, ho pensato di aggiungere una pagina dedicata ai libri (sì, lo so che c’è anche Anobii dove “impilare” virtualmente i libri che leggo, ma questo è il blog di casa, così, al salotto ho aggiunto la biblioteca, per quelli che non hanno voglia di chiacchierare . . . 

Per primo, metto nella biblioteca di casa l’ultimo libro che ho letto . . . preso dalla Biblioteca del Comune (con questa crisi, voi capite che certi prezzi, a scatola chiusa, non li posso spendere!)

Stille     “La forza delle cose” di Alexander Stille
Di questo scrittore avevo letto un altro libro dove si parla di famiglie “uno su  mille” e anche qui ho notato la minuziosa ricostruzione della vita di una grande famiglia.
 Molto altalenante l’interesse che suscita da un capitolo all’altro. 

Mi è stato utile per capire meglio le mie famiglie (quelle dei miei genitori, la mia d’origine e quella che ho formato con mio marito). 
Mi ha suscitato la voglia di raccontare, anche solo per la famiglia, i ricordi che ho io dei nonni, zii, cugini e sui miei genitori.  Presuntuosa??? Forse! 😉

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Per combinazione, oggi è la “Giornata Mondiale del Libro” !

15 giorni a Natale . . . Consigli (in controtendenza) per i pranzi delle Feste

Eccomi qua, a 15 giorni dal Natale a pensare al menu . . . avrò gente, ma ancora non so quanta, sia alla cena della Vigilia, sia al Pranzo di Natale, sia per una Merenda Sinoira nel pomeriggio di Santo Stefano.

Finché mia Suocera è stata la “Vergara” (*), si cucinava talmente tanta roba che gli avanzi, equamente distribuiti, giravano per casa giorni, facendo bramare alla gente un piatto di riso in bianco, un po’ di insalatina e mezza mozzarella . . . ma da un bel po’ di anni, ormai le cose sono cambiate, tradizioni nuove e vecchie si incrociano, nuove ricette, nuovi sapori.
Addirittura, qualche anno fa ho scoperto  Il manifesto del gusto per le feste di fine anno” scritto da uno che di cibo se ne intende  . . . uno che si occupa, da oltre vent’anni, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. E da allora, cerco di attenermi alle sue regole . . .

Paolo Massobrio scrive:
Oddio le feste, il pranzo di Natale e quello di Capodanno, il sovrappeso, lo stare tanto a tavola, il cerchio alla testa, dove vado poi a dormire quando è finito il pranzo?
Il disagio avanza, incombe, soprattutto quando si è ospiti. E la chiamavano festa…
Diciamola tutta, i festeggiamenti di fine anno sono un cumulo di stress e nel 90% risultano anacronistici, fuori misura e fuori attualità.
Dieci consigli? Eccoli

1- Non sia la quantità a ispirare un pranzo: lo fai solo per ostentazione, ma il dopoguerra è ormai lontano. Allora si doveva esorcizzare la fame; oggi siamo tutti ipernutriti e accanto a noi c’è sempre qualcuno che ha patologie legate all’alimentazione. Perché metterlo a disagio? Già la festa… per chi?

2- La donna di casa non stia più relegata tutto il tempo in cucina. Per celebrare il dio cibo, lui e lei si fanno in quattro, ma chi è venuto a casa nostra vuole stare insieme con noi, non con il bicchiere di vino in mano e la faraona in tavola, mentre chi ci ospita è in ritardo con i contorni o i dolci.

3- Abolire una volta per tutte il menu italiano (così detto “menu alla russa”) con la sequenza di portate: antipasti, primo, secondo, dessert (comprensivo di formaggi e dolci).

4- Mettere in tavola in due sequenze, come fossero due quadri, le pietanze.
Prima scena con antipasti e assaggi vari di cui ognuno possa servirsi a piacimento e in quantità desiderata. E anche i padroni di casa non siano impegnati a cuocere. Secondo scena, con zuppe, insalate varie e piatti di sostanza.

5- Durante i festeggiamenti sia uno il piatto importante che segni quella festa, il resto siano assaggi di contorno. Se è una faraona ripiena, si celebri la faraona con i contorni rinfrescanti di almeno tre verdure (una cotta e due fresche), e i vini adeguati. Ma non si ceda a far diventare importante anche il primo, che forse è un piatto in più nell’economia del menu.

6- A Natale e a Capodanno si uccidano i tempi morti a tavola con questo esempio di menu alla francese, già in uso alla corte dei Savoia nell’Ottocento.

7- Si aboliscano le paste ripiene. Anche perché la farcia nasce come recupero – il giorno dopo – del piatto importante della festa, avvolto nella pasta. Quindi rimandiamo questo piatto al suo posto: il giorno dopo.

8- Che in casa quando si fa festa ci sia musica (e anche musicanti), possibilità di giocare insieme, spazi socializzanti per i fumatori (almeno una volta l’anno facciamo loro un regalo), che non condizionino gli altri.

9- Il vino sia dosato al massimo in spumante come apertura, ma lasciando la possibilità a chiunque di concederselo a tutto pasto. Quindi un vino bianco e un vino rosso (importante quanto l’importanza del piatto) e infine si chiuda con un vino dolce leggero, un Asti, un Fior d’Arancio, una Malvasia, un Brachetto. Qualcuno può avere anche il disagio di mettersi in auto; in ogni caso aboliamo i vini passiti a fine pasto (si chiamano infatti – secondo Veronelli – “vini da conversazione” o “vini da meditazione”, non da fine pasto). Questi, alla fine, non fanno altro che appesantire un lauto pranzo.

10- Se con il panettone e i dolci vanno bevuto vini e spumanti dolci (errore e gusto stridente mettere un brut con un dolce), a Capodanno non fate il botto sciocco, ma per augurare ogni bene a chi vi sta accanto aprite la miglior bottiglia della vostra cantina. Non farà il botto, ma almeno sarà memorabile.

Alla fine di tutto questo avremo recuperato:
– il senso della festa e dello stare insieme
– la simpatia dei nostri ospiti che non si saranno sentiti imbrigliati in una forma a cui dire di no
– il tempo dello stare insieme che veniva regalato solo alle mandibole (che palle!)
– e infine avremo anche risparmiato, il che non guasta in questi tempi.

Su tutto si scelga la qualità dei prodotti di stagione, senza far mancare la frutta fresca e le verdure. Si fa festa quando si mangia una cosa memorabile, non quando si segue una forma. Buone feste a tutti! “

 

Così, quest’anno devo trovare qualcosa per una Cena di magro per persone che non amano il pesce con le spine . . . un’idea per il Pranzo di Natale, che sia insolito, gustoso e apprezzato . . . e tante idee per la Merenda Sinoira per il pomeriggio del 26, quando i parenti vengono a trovarci per scambiarsi i regali, per stare insieme, raccontarsi aneddoti di lavoro e scuola, quest’anno abbiamo la NipoteBeatlesManiaca che ha iniziato l’Università, ci sarà chi arriva da vicino e qualcuno che arriva da lontano.
E voi, cosa preparate? O fate parte di quelli che sono invitati da mammà???
Comunque sia, cuochi o invitati, Buon Appetito!

(*) VERGARA: nel mondo contadino, detentrice della verga del comando, dispensatrice di vita, morte, scappellotti, vincisgrassi e vi’.

Approccio agile alla gestione delle email

 Nel tentativo di non far precipitare questo blog nella spirale "casalinga quasi disperata/mamma italiana ansiosa & ansiogena/nonna sbavante davanti a nipotino sbavante/signora agée in attesa di menopausa che non arriva ma rompe/moglie rompi di marito quasi santo e, per questo, quasi odioso", oggi, vi lascio (ma è un modo per appuntarmelo), a meditare su questo post dell'amico (virtuale) Camu. Ve lo copio pari pari, persino nel titolo, così, non sbaglio a riportare!  

Gli addetti ai lavori già dal titolo avranno capito di cosa sto per parlare oggi, in questa terza ed ultima puntata della mia miniserie su come gestire al meglio un progetto. Nell’ambito dello sviluppo software, da anni, si è affermata una tecnica chiamata agile, che formalizza in maniera rigorosa i vari passi da seguire quando ci si appresta a scrivere un nuovo applicativo. Una tecnica che si contrappone a quelle classiche che ingegneri ed informatici imparano nei noiosi corsi di Ingegneria del Software, passando settimane a litigare con piattaforme come Rational Rose e a sviluppare lunghe e noiose liste dei requisiti e diagrammi vari. L’approccio agile, come la parola stessa lascia intuire, affronta il problema dal fronte opposto, scomponendo il progetto in piccole operazioni (task), creando un ciclo di sviluppo rapido per ognuna di esse, anticipando la prototipazione e ritardando la documentazione.

Questa metodologia si può applicare in tanti contesti diversi, come ad esempio la gestione delle propria casella di posta elettronica. Hai 1853 messaggi non letti nella tua inbox e non sai come venirne a capo? Ogni volta che ricevi una mail, finisci col perdere 30 minuti prima di capire cosa farne? Continui a procrastinare alcune mansioni perché ti manca il tempo materiale per evaderle? Bene, allora la soluzione si chiama Inbox Zero: non è un medicinale, ma curerà il sovraffollamento cronico della tua casella di posta elettronica.

All’ultimo corso di aggiornamento a cui ho partecipato, c’hanno spiegato come funziona, quindi non posso che condividere sul mio blog quella che ritengo una tecnica efficace per minimizzare il tempo perso con le email. Il concetto di base è quello di trasformare ogni email ricevuta in azioni, ovvero di “processare” tutti i nuovi messaggi ogni volta che si controlla la posta, applicando una delle seguenti regole:

  • Cancella la mail se non t’interessa quello che c’è scritto;
  • Archiviala, se si tratta di un avviso che non richiede un’azione diretta;
  • Delega il compito a qualcuno, inoltrando la mail, se l’azione richiesta può essere portata a termine da qualcun’altro;
  • Rispondi, se questo basta a concludere la richiesta;
  • Rimanda il compito, se ti servono più di 5 minuti per completarlo, mettendo la mail in una cartella “Cose da fare”, a cui dedicherai un’oretta al giorno;
  • Fai quello che c’è scritto nel messaggio, se è un tuo compito e ti bastano meno di 5 minuti. Quando hai finito, cancella il messaggio o archivialo in una cartellina delle cose fatte;

Io ho iniziato da qualche mese ad applicare questa tecnica, e devo dire che funziona abbastanza bene, per lo meno al lavoro, dove la mia casella di posta è sempre quasi vuota, con non più di 8 – 10 messaggi che tengo in evidenza. E tu, come gestisci le tue email?

Io, da quando ho letto questo post, ho iniziato a buttare via molte mail che tenevo lì, a non si sa che fare, da un po'! Voi, se volete, potete rispondere qua o da lui!

Adesso, vi saluto e vado da Camu, ad avvisarlo del "plagio" . . . "furto" . . . "condivisione"  . . . Ehmm, troverò la parola adatta! 

Ritmo . . . o del l’ossessione dei giorni che passano

Consigli semiseri per scrivere divertendosi
e senza stress sul vostro blog!
 

 

Questa è la terza puntata di questa "scuola semiseria per blogger", regole che qualche Blogger più esperto di me ha elargito per chi il blogger lo fa "per lavoro" e che io ho cercato di adattare a uso e consumo del mio blog (e se qualcuno ci vuole trovare ispirazione a sua volta, ben venga . . . ) che di lavoro non è, ma, piuttosto di relax estremo.

 


 

Ecco perchè oggi tocco un argomento che, per me, è diventato spinoso! Il "ritmo" con cui pubblico i post. . . mi consola leggere da Ikaro che, "Non è vero che un blog deve essere aggiornato una volta al giorno"
Un blog non deve essere aggiornato per forza ogni giorno.  Certo, sarebbe ideale. Magari potremmo riuscire a farlo . . . ma scrivere un post al giorno o 3 alla settimana non fa molta differenza per i lettori affezionati o di passaggio. La smania di far sembrare il nostro sito migliore degli altri non si soddisfa con la frequenza di aggiornamento ma con la qualità delle informazioni

Mi piacerebbe tenere un diario giornaliero, ma le giornate, paradossalmente, sono più piene adesso che non lavoro che quando lavoravo . . . quando lavoravo capitavano quei quarti d'ora di "dolce far niente", in un negozio, se non hai i clienti, le cose che puoi fare, sono decisamente ristrette . . . qualche anno fa, tra l'altro, avevo anche qualche anno in meno, ero più "pimpante", mentre adesso, sono più "rilassata "in tutto.
Poi, c'è la faccenda che non tutto quello che mi capita in un giorno merita di salire all'onore della cronaca bloggheresca (cosa di cui dovrebbero tener conto anche alcuni blog che, sì vengono aggiornati quotidianamente, ma in cui si sente che, girala e rigirala è sempre quella minestra riscaldata che ha perso la verve originale.

 


Per cui, abbiate pazienza con me, se ogni tanto riesco a postare ogni giorno e ogni tanto sembra che sia scomparsa . . . non scompaio del tutto, promesso, ma ho un sacco di altre cose che mi impicciano e mi distraggono dal blog.

E pensare che avrei tante cose da raccontarvi, ma dovrei potervele raccontare in un orecchio . . .
Ho molti argomenti di cui vorrei farvi partecipi (seri e meno seri) sulla mia lista sono arrivata a 38 . . .
Ho molti blog interessanti da consigliarvi, se ancora non li conoscete . . .
Ho anche quel nipotino con cui giocare, qualche "lavoretto" ai ferri e all'uncinetto e i miei libri che si accumulano sul comodino . . .
 

 


Ho anche il mio "regno" casalingo da riordinare e pulire e due pasti al giorno da preparare (non  immaginatemi come Cenerentola . . . ma se anche oggi lascio perdere, domani potrei essere finita sui giornali! Quei due (Figlio e l'Udmv minacciano una strage  . . . minacciano di fare un falò con libri, giornali, Pc nonché lana e cotone e me su sopra come Giovanna d'Arco!)

 


 


  

Duplicati . . . o degli argomenti simili

Consigli semiseri per scrivere divertendosi
e senza stress sul vostro blog!
 

 

Ecco qua, di nuovo l'appuntamento con quelle che, rivisitate ad uso e consumo del mio blogghettino, sono alcune delle “regole” che ho trovato in giro per il web    diocno gli espe               
 

 

  Un altro problema nasce dal desiderio di voler parlare di argomenti originali, non trattati in altri blog. E la cosa, tra libri, giornali e il mondo del web, non è così semplice . . . se fate un giretto per il web cercando notizie su qualsiasi  argomento, usciranno migliaia e migliaia di pagine! C'è persino chi ci insegna a essere una casalinga ideale . . . in un mondo che va di corsa, è divertente fermarsi qualche volta a leggere consigli "per ottimizzare" il tempo delle pulizie . . . e vi danno pure il "diploma"!
Scrivere post su un argomento di cui è già stato scritto molto non vuol dire creare un contenuto duplicato. Per quanto simile, di qualsiasi cosa si stia parlando, incide molto  la propria esperienza. Il nostro post conterrà un particolare, una piccolo suggerimento non presente nel post di altre persone.
 

 Duplicati . . . o degli argomenti simili: perchè 100 persone diverse pensano in 100 modi diversi  
 

 

 

perché 100 persone diverse pensano in 100 modi diversi perperché 100 persone diverse pensano in 100 modi diversi  perchpp——————–
 Personalmente cerco di essere quanto più “originale” possibile però è logico che nel mio cervello si sono sedimentate, negli anni, tante letture, informazioni e immagini. Poi, prima di parlare di qualcosa che non siano le “cronache semiserie”, mi documento e uso, in parte, le notizie che trovo. 

Nel dicembre 2008, leggendo i blog di Pupanna e di Cautelosa, decisi di dare anch'io il mio contributo di ricordi sulle tradizioni riguardanti le feste invernali dedicate ai regali per i bambini:
 

venerdì, 12 dicembre 2008

Santa Lucia tradizioni e ricordi

Ho iniziato leggendo Pupanna, con la tradizione dei Morti (in Sicilia), ho finito con il post di Cautelosa su Santa Lucia,  eccomi a scrivere qui qualcosa riguardo alle tradizioni di casa mia! Ormai è risaputo che vengo da Bergamo, a Bergamo arriva Santa Lucia, (non proprio in tutta la provincia, ci sono alcuni paesi, dove i regali li portano i Morti!).

Quando eravamo piccoli, qualche settimana prima una domenica, si andava in cerca del fieno per l'asinello, di solito da qualche amico o parente dei genitori che ancora lavorava nei campi e/o aveva a che fare con animali come i conigli o le mucche!
(Cliccando sul titolo, potete leggerlo tutto)ando sul titolo, potete leggervelo tutto!CCC           

Chiudo qui, sperando che ci siano altre occasioni per fare un post sullo stesso argomento in più blog, quella volta è stato molto interessante.

Eccovi qua, come promemoria il link alla prima puntata di queste "regole":

1° Regola = Longevità  . . . o del riciclo intelligente  

Longevità . . . o del riciclo intelligente

Consigli semiseri per scrivere divertendosi
e senza stress sul vostro blog!

 

Ecco qua, rivisitate ad uso e consumo del mio blogghettino, alcune delle “regole” che ho trovato in giro per il web . . . ho ristretto la rosa a due blog da cui trarre ispirazioni: uno quello di Ikaro, di cui ho già “parlato” e l’altro “Mestiere di scrivere” che ho scoperto da poco. Credo che tutti e due si riferiscano a blog, per così dire, “di lavoro” o “tematici” ovvero quei blog che trattano un ben specifico settore, dove si va per avere notizie aggiornate su questo e su quello. 
Non è il caso del mio blog di sicuro, in questo spazio, così come nella mia casa, c’è un po’ di tutto . . . cose più importanti, cose più leggere, cose allegre e qualche volte, cose tristi, ognuno sceglie quello che vuole a suo piacere . . . non scordandovi che io scrivo sempre sorridendo, come spero che, sorridendo, voi leggiate.

Longevità (o del riciclo di post): qua non si butta via niente . . . 
 

a volte vi prende "l’ansia da prestazione", non sapete cosa scrivere in un nuovo post. Vorreste che questo fosse simpatico, originale e attuale? Niente problema, in realtà nessun post è troppo vecchio per un blog. Per capirlo dobbiamo pensare che ogni giorno ci sono nuovi “utenti” in internet, con età, curiosità, conoscenze, bagagli culturali ed interessi completamente diversi e differenziati.
 

Notize che noi reputiamo relativamente vecchie o semplicemente datate potrebbero essere di estrema attualità per moltissimi lettori . . . mettiamo il caso dei due post sulla canzone Romaria, io mi meraviglio sempre come dopo anni, ogni tanto salti fuori un commento su uno dei due post, l’ultimo ai primi di agosto!

Per questo, ho deciso, che una tantum, riproporrò l’inizio di qualche post che reputo “evergreen”. Incominciando proprio da Romaria . . . se qualcuno si è già stancato, può semplicemente godersi la canzone, cantata dal suo autore.


domenica, 16 novembre 2008

Romarìa . . . una magnifica ossessione!

Da Bivigliano ho riportata: i biscotti dell a sposa, tanti bei ricordi, e una “fissa” per la canzone “Romarìa”. 
L’avevo sentita già l’altra volta, ma non ci avevo dato troppo peso, questa volta, invece, mi rimbomba continuamente nella testa.
(e se volete saperne di più, cliccate sul titolo di questo vecchio post! O sui vari link sparsi per il post originale!)
 

giovedì, 19 febbraio 2009

Ancora Romaria . . . nuove notizie e nuova traduzione

 

Tempo fa, ho avuto modo di parlare di questa canzone con una persona che conosce bene il Nordeste del Brasile, (al contrario di AnnaLucia, che è Carioca, cioè di Rio de Janeiro)! E che ha una buona conoscenza delle lingue, sia del brasiliano che dell'italiano, Oltre all'inglese, praticamente non proprio un interprete, ma una persona che ha a che fare per lavoro con le varie lingue! 
Essendo io curiosa e chiacchierona (forse persino un po' narcisista),  dopo aver parlato di questo e di quello e di questa canzone, essendo impicciata col Corso, gli ho passato l'indirizzo del post che avevo fatto, e gli ho detto di darci un'occhiata, ecco cosa mi ha scritto . . . (e se volete saperne di più, cliccate sul titolo di questo vecchio post! O sui vari link sparsi per il post originale!)