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Quella volta che avevo fretta e poca roba in frigor

Quella volta, avevo fretta, poca roba in frigor e un “emergenza” del tipo “aggiungi un posto a tavola” .  . . non ricordo né chi né perché.
Ricordo però che quello che sono riuscita a preparare è piaciuto, non ricordo molto di più . . . ma oggi mi è capitato tra le mani l’incarto della pasta brisée  da dove ho copiato la ricetta . . .

La trascrivo e, nel frattempo, cerco di ricordare le mie “variazioni sul tema”!

Quiche di ricotta e pomodorini

Ingredienti: 
1 rotolo di pasta brisée (già pronto)
2 uova
300 gr di ricotta
100 gr di parmigiano reggiano
pomodorini
olio / pangrattato / basilico /sale e pepe qb

Srotola la pasta brisée sopra una teglia rotonda. In una ciotola amalgama i tuorli, con il pangrattato e l’olio, versa sopra la pasta brisée che sta nella teglia.
Mischia ricotta, albumi e parmigiano, poi aggiungi il basilico tritato, sale e pepe.
Versa questa crema sull’altra già nella tortiera, copri il tutto con i pomodorini, aggiungi sale e olio.
Cuoci a 200° per 40 minuti

Come vedete sono tutti ingrediente che si possono trovare in frigor o in dispensa . . . Il basilico, d’estate ne ho sempre un vaso fuori dalla porta della cucina, l’ho messo di sicuro. La pasta brisée, pronta (come quel giorno), ce l’ho quasi sempre sotto mano. Se non c’è il Parmigiano, possiamo usare il Grana, sono cugini. E se non ci sono i pomodorini, qualche pezzo di pomodoro piuttosto maturo, penso andranno bene lo stesso.

L’unica cosa che ricordo bene (in realtà sono due) è che non avendo in casa la ricotta ho usato la mozzarelle . . . e, siccome a me i pomodorini cotti piacciono così così, non ho ricoperto tutto di pomodorini ne ho buttati sopra giusto una decina . . . di quelli piccoli e rotondi, raccolti dalla pianta, lavati e asciugati. Poi messi nella torta un attimo prima di infilare tutto nel forno.

Il risultato è stato ottimo, io avevo promesso di rifarla e, fino a oggi, non ho mantenuto la promessa . . . ecco perché me la sono segnata qua, oggi, è arrivata l’occasione: la preparo per la festa di compleanno del PiccoloLord, questa volta seguendo pedissequamente la ricetta!
Oggi vado di fretta e uso la pasta brisée pronta, ma la prossima volta, la pasta brisée voglio provare a farla in base a questa ricetta

Agosto – riassunto per immagini

V. Van Gogh ”Il mare a les Saintes – Maries de la mer” Giugno 1888.

è una Stapelia fiorita

Gioia di bimbi al mare

Sui tetti di Roma

Una nuova ricetta

Monitor a prova di PiccoloLord!

Nascosta e semi abbandonata . . . e fiorisce

“Margherita” porta chiavi

PiccoloLord giardiniere!

Raffa la giraffa . . .

Prove di orto “casalingo” . . .

Primi frutti autunnali

Caldo, insonnia e altro

Caldo, “Caronte” non ci lascia . . . che faccia caldo in estate non è una novità.

La novità, qui nel nostro piccolo borgo di collina è che, caldo così, fin da giugno, da dover tenere aperte tutte le finestre di notte non si era sentito . . . la notte, come in quella canzone “mi voto e mi rivoto sospirannu”, non trovo pace, non trovo refrigerio, in casa funzionano anche 2 ventilatori e il loro rumore, unito al sempiterno sospiro del motore del frigor non conciliano il sonno. Dalle finestre aperte, ecco arrivare (alla povera casalinga insonne) i latrati dei cani, il rumore del traffico sull’Autostrada lontana, i rumori di qualcuno che torna tardi (o parte presto) . . . rumori che di giorno non danno più di tanto fastidio, ma di notte ti fanno pensare che non riuscirai mai più a dormire!

Poi di giorno hai a che fare con mille e mille altri rumori e suoni che ti fanno rimpiangere i tempi in cui le “Signorine Buonasera” ricordavano a tutti che, arrivando l’estate e con le finestre aperte sarebbe stato opportuno abbassare il volume della Tv . . .  o, nelle torride estati di città, la regola che imponeva il silenzio e la quiete almeno fino alle 16,00, cartelli negli androni dei palazzi ricordavano che l’uso del cortile da parte dei bambini e ragazzi era VIETATO dall’ora di pranzo fino a quella della merenda e tutti noi, piccoli di casa, o si dormiva o si leggeva . . . anche in montagna, al lago o nella pensioncina al mare c’erano le stesse regole, la pausa del dopo pranzo era una abitudine, noiosa, ma necessaria . . . ora, persino qua nella nostra contrada, ragazzini che non hanno più regole, schiamazzi dal mattino alla sera, persone adulte che parlano ad alta voce (o forse la voce è portata dal vento e sembra più alta di quello che è?) comprese quelle che, strano ma vero, mentre una volta, per parlare al telefono si rannicchiavano vicino all’apparecchio, nela cabina o nell’angolo di casa ad esso dedicato adesso per trovare riservatezza, prendono ed escono sul terrazzo . . . facendo sentire a tutti le proprie faccende!

Insomma, insonnia di notte, poco riposo di giorno . . . e siamo solo all’inizio di luglio e già sono così brotolona . . . che io sia invecchiata?

Due passi per il Piceno e poi, anguria “alternativa” alla solita fetta!

Ricordate quella bellissima esperienza a cui ha partecipato la FigliaPiccola?
Il Blogger Media Tour del Piceno, eccovi un riassunto di quello che hanno visto . . . così, se lo guardate, scoprite la zona e ve ne innamorate, potete anche venire a trovarmi e ci facciamo una bella serata, fra buon cibo, vini raffinati e un po’ di chiacchiere in allegria!

Certo, in questi giorni fa un sacco di caldo (Hanno nominato l’anticiclone “Scipione”, ma sarei curiosa di sapere quanta gente sa che Scipione Africano, quello storico sconfisse Annibale ai suoi tempi) . . . e ho pensato che a fine serata potrei offrirvi un dessert adatto alla temperatura:  Il frullato di anguria!

Dolce e succosa, la polpa è ricca di alcuni dei più importanti antiossidanti naturali, ottima fonte di vitamina C e di vitamina A, in particolare di beta-carotene. Questi potenti antiossidanti hanno un’azione neutralizzante dei radicali liberi. Alcuni studi scientifici hanno associato un buon consumo di vitamine e beta-carotene alla riduzione dei rischi di malattie cardio…vascolari e di altri disturbi.

Ingredienti per 4 persone:
• polpa di anguria, senza buccia 300g
• zucchero di canna 100 g
• mezzo limone
• foglioline di menta fresca
• cubetti di ghiaccio

Preparazione:

Eliminate tutti i semi dall’anguria, molto attentamente. Spremete la metà del limone e filtratela attraverso un colino, per evitare che i semi possano cadervi, direttamente nel bicchiere del frullatore. Aggiungete la polpa di anguria, il ghiaccio e lo zucchero, quindi frullate fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati.

Versate il frullato nei bicchieri, guarnite con la menta lavata e asciugata e servite.

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, che non si dica che Fb non serve! )

 Gelo di mellone (anguria)

ingredienti:
Mellone (anguria)
stecca di vaniglia
100gr di zucchero ogni litro (se l’anguria e’ dolce, altrimenti aumentate la dose )
80gr di amido per dolci (Maizema)
fiori di gelsomino (per alcuni facoltativo, per me indispensabile per sentire l’odore della Sicilia )
cioccolato fondente
granella di pistacchi

Levare tutta la polpa dal mellone e passarla nel passapomodoro o nella centrifuga. Passarla con un colino.
Tenere un pò di succo da parte, mentre l’altro metterlo in un tegame,aggiungere lo zucchero, il gelsomino e la stecca di vaniglia. In quella tenuta da parte aggiungere la maizema setacciata e mescolare.
Una volta che il succo nel fuoco bolle, aggiungere quello con la maizema, mescolare e farlo cucinare finche si sarà addensato un pò. Spegnere e mettere in una terrina e poi riempire o gli stampini o dei bicchieri.


Mettere in frigo una volta raffreddato e condire con la cioccolata e la granella di pistacchi

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, si ringrazia l’amica Patrizia Bentivoglio)

 

Latitante . . . dal web

Qui è chiuso, ma non del tutto! 😉

Per ferie, ma non le mie! 🙂

Ne ho di cose da raccontare, pensieri da esprimere e commenti da lasciare in giro, ma al momento, mi è difficile avere la postazione libera, quando sono libera anch’io! 😉

Volevo andare a Rimini e non ce l’ho fatta!

Volevo andare al mare e ha minacciato di piovere!

Volevo mettermi a dieta ed è arrivata la FigliaPiccola! 

Pensare . . . sempre meglio che lavorare . . . di domenica

L’altra sera, stavamo guardando Quark, sento che parlano di alcuni studiosi che hanno scoperto, tramite calcoli e ricerche, che la strada più comoda per salire su una montagna non è quella che da giù porta su, con una linea retta, ma quella che sale zizzagando lungo i fianchi della montagna . . . ma guarda, una cosa che mio padre mi aveva detto tanti e tanti anni fa . . . e che da che mondo è mondo sanno le popolazioni di montagna!

Come quel tale al quale, un qualche cittadino, curioso, aveva chiesto: “Come fate a tracciare delle strade, così precise, a sapere esattamente dove svoltare, e la giusta pendenza?”  che rispose: “Facile, noi, si lascia libero un mulo, lo si manda verso la montagna e dove passa lui, facciamo passare la strada!”

Ma adesso, hanno fatto i calcoli con il Computer . . .

Muli sul Monte Bala, Vittorio Veneto.
Muli liberi sulla cima del Monte Bala, Vittorio Veneto.

La sera dopo, stavamo guardando un vecchio western, “L’amante indiana” con James Stewart, in una scena, una piccola carovana di bianchi, a cavallo, viene presa di mira degli Apache, che tirano le frecce contro i minatori, partendo dall’ultimo della colonna. Questi, morti o feriti, cadono silenziosamente . . . finché uno, cadendo nel fiume . . .  splash . . . fa rumore e fa scoprire l’accaduto agli uomini che stanno in testa al convoglio!  L’Uomodmv, dissente: ”Certo, quelli, cascano e davanti non se ne accorge nessuno!”  e io, gli racconto di quella signorina che è venuta a farsi le fototessera perché le hanno rubato i documenti . . . mi ha detto: “ Stavamo al mare, insieme, io e mia sorella, avevo tutto nello zainetto, sono andata in acqua per fare il bagno, mia sorella è rimasta a prendere il sole . . . quando sono tornata lo zainetto non c’era più e lei non s’è accorta di niente!” . . . gli Apache sono tra noi?

 

Locandina L'amante indiana

Stando qui, appoggiata al bancone del negozio, guardo l’umanità che passa, come guarderei le scimmiette alla zoo . . . nonne messe in crisi da nipotini prepotenti . . . la coppia che decide di litigare in galleria, col figlioletto che si guarda intorno, e quelli intorno che guardano da un’altra parte . . . giovani che si guardano negli occhi, e non guardano a chi vanno addosso . . . i “vecchietti” in cerca di qualcuno che li ascolti . . . la TV sempre accesa, mentre gli altoparlanti gridano le ultime offerte del supermercato . . . quella signora, che parla col telefonino, a voce così alta, che tutti noi, riusciamo a seguire la sua storia sentimentale tormentata, meglio che una telenovela!  

C’è un’altra cosa, e non è morale o moralismo, è questione di estetica, di buon gusto . . . ma qualcuno potrebbe dire a quei due signori, abbondantemente sopra i 60, che girare in costume in spiaggia è accettabile, ma in un Centro Commerciale (seppur di una Città sulla Costa) essere vestiti solo di braghini da mare e tatuaggi, specialmente se l’età è avanzata  . . . il fisico non regge. . . è, a voler essere gentili, deprimente per chi guarda? . . . Il massimo l’ha raggiunto una coppia, l’altro giorno . . . lui, occhiali neri e anello a patacca luccicante, in slip azzurrini, pancia floscia, a grembiule, portafoglio e telefonino infilati, nell’elastico degli slip, esattamente uno al fianco destro e uno sul sinistro, infradito di gomma . . . lei, con un improbabile capigliatura giallo grano, raccolta in cima alla testa, in uno chignon disordinato, un “due pezzi” turchese, pelle stracotta dal sole e raggrinzita peggio di quella di un pescatore . . . pancetta strabordante, zoccoli alti e pieni di luccichini!

Non voglio fare l’apoteosi del giovane, culturista palestrato . . . non voglio limitare la libertà di nessuno . . . ma certamente, anche io ho libertà di lamentarmi, e pensare che  questi, francamente se si coprissero . . . sarebbero meno ridicoli!

Deborah Kerr and Burt Lancaster in <i>From Here to Eternity</i>.

Burt Lancaster Deborah Kerr in "From Here to Eternity" 

A noi, va a fuoco l'anima . . .

Quando guardo . . .Canne

 

 

 

 

fico dquesti fiori . . .

 

 

 

 

queste piante . . .cuscino di Suocera

 

 

 carciofo fiorito

 

 

 

che Dio, con la natura . . . 

ci ha donate . . .dalia pon pon

 

 

                                                                                  

 

 

Melograno nanonon capisco quelli che

 

le distruggono  . . . Lavanda

 

 

 

Carciofo 2senza motivo . . .

 

 

 

ed ecco perchè . . .Lavanda

 

 

 

 

fiordicactusvi invito a riflettere con me!

 

 

 

 

Vi offro una poesia che l’amico-bloger Daniele Verzetti RockPoeta, ha scritto per  ricordare a tutti la stupidità e il danno che fanno i, così detti, "piromani" , quelli che, non sanno apprezzare la bellezza che c’è in una montagna coperta di alberi, di fiori, casa per animali grandi e piccoli . . . ristoro per tutti noi!

Si avvicina l’Estate e come ogni anno un’altra delle solite nostre "eterne emergenze" si profila tristemente all’orizzonte…

BURN!

A Noi
Va a fuoco l’anima

Piange lacrime vane
Per spegnere quel rogo.

A Noi
Bruciano i sensi
Dal dolore di quell’aria acre
Pungente
Irrespirabile.

Pazzi
O spregevoli guitti di convenienza
Uccidono ettari di sogno
E colori di vita
In un unico grande Forno Crematorio.

A Noi
per il troppo calore
Soffoca la nostra bocca
Desiderosa di acqua e di verde

A loro si è ustionato il cervello.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA

 

 

 

Se passate dal blog di Daniele, che è sempre attento all’attualità, trovate una poesia che festeggia la liberazione della Signora INGRID BETANCOURT

 

Fiori e piante della nostra "giungla", fotografate, come sempre, dall’Uomo della mia vita! Che ringrazio, per la pazienza . . . anche se non mi ha fotografato i girasoli! 😉