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Quella volta che avevo fretta e poca roba in frigor

Quella volta, avevo fretta, poca roba in frigor e un “emergenza” del tipo “aggiungi un posto a tavola” .  . . non ricordo né chi né perché.
Ricordo però che quello che sono riuscita a preparare è piaciuto, non ricordo molto di più . . . ma oggi mi è capitato tra le mani l’incarto della pasta brisée  da dove ho copiato la ricetta . . .

La trascrivo e, nel frattempo, cerco di ricordare le mie “variazioni sul tema”!

Quiche di ricotta e pomodorini

Ingredienti: 
1 rotolo di pasta brisée (già pronto)
2 uova
300 gr di ricotta
100 gr di parmigiano reggiano
pomodorini
olio / pangrattato / basilico /sale e pepe qb

Srotola la pasta brisée sopra una teglia rotonda. In una ciotola amalgama i tuorli, con il pangrattato e l’olio, versa sopra la pasta brisée che sta nella teglia.
Mischia ricotta, albumi e parmigiano, poi aggiungi il basilico tritato, sale e pepe.
Versa questa crema sull’altra già nella tortiera, copri il tutto con i pomodorini, aggiungi sale e olio.
Cuoci a 200° per 40 minuti

Come vedete sono tutti ingrediente che si possono trovare in frigor o in dispensa . . . Il basilico, d’estate ne ho sempre un vaso fuori dalla porta della cucina, l’ho messo di sicuro. La pasta brisée, pronta (come quel giorno), ce l’ho quasi sempre sotto mano. Se non c’è il Parmigiano, possiamo usare il Grana, sono cugini. E se non ci sono i pomodorini, qualche pezzo di pomodoro piuttosto maturo, penso andranno bene lo stesso.

L’unica cosa che ricordo bene (in realtà sono due) è che non avendo in casa la ricotta ho usato la mozzarelle . . . e, siccome a me i pomodorini cotti piacciono così così, non ho ricoperto tutto di pomodorini ne ho buttati sopra giusto una decina . . . di quelli piccoli e rotondi, raccolti dalla pianta, lavati e asciugati. Poi messi nella torta un attimo prima di infilare tutto nel forno.

Il risultato è stato ottimo, io avevo promesso di rifarla e, fino a oggi, non ho mantenuto la promessa . . . ecco perché me la sono segnata qua, oggi, è arrivata l’occasione: la preparo per la festa di compleanno del PiccoloLord, questa volta seguendo pedissequamente la ricetta!
Oggi vado di fretta e uso la pasta brisée pronta, ma la prossima volta, la pasta brisée voglio provare a farla in base a questa ricetta

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Caldo, insonnia e altro

Caldo, “Caronte” non ci lascia . . . che faccia caldo in estate non è una novità.

La novità, qui nel nostro piccolo borgo di collina è che, caldo così, fin da giugno, da dover tenere aperte tutte le finestre di notte non si era sentito . . . la notte, come in quella canzone “mi voto e mi rivoto sospirannu”, non trovo pace, non trovo refrigerio, in casa funzionano anche 2 ventilatori e il loro rumore, unito al sempiterno sospiro del motore del frigor non conciliano il sonno. Dalle finestre aperte, ecco arrivare (alla povera casalinga insonne) i latrati dei cani, il rumore del traffico sull’Autostrada lontana, i rumori di qualcuno che torna tardi (o parte presto) . . . rumori che di giorno non danno più di tanto fastidio, ma di notte ti fanno pensare che non riuscirai mai più a dormire!

Poi di giorno hai a che fare con mille e mille altri rumori e suoni che ti fanno rimpiangere i tempi in cui le “Signorine Buonasera” ricordavano a tutti che, arrivando l’estate e con le finestre aperte sarebbe stato opportuno abbassare il volume della Tv . . .  o, nelle torride estati di città, la regola che imponeva il silenzio e la quiete almeno fino alle 16,00, cartelli negli androni dei palazzi ricordavano che l’uso del cortile da parte dei bambini e ragazzi era VIETATO dall’ora di pranzo fino a quella della merenda e tutti noi, piccoli di casa, o si dormiva o si leggeva . . . anche in montagna, al lago o nella pensioncina al mare c’erano le stesse regole, la pausa del dopo pranzo era una abitudine, noiosa, ma necessaria . . . ora, persino qua nella nostra contrada, ragazzini che non hanno più regole, schiamazzi dal mattino alla sera, persone adulte che parlano ad alta voce (o forse la voce è portata dal vento e sembra più alta di quello che è?) comprese quelle che, strano ma vero, mentre una volta, per parlare al telefono si rannicchiavano vicino all’apparecchio, nela cabina o nell’angolo di casa ad esso dedicato adesso per trovare riservatezza, prendono ed escono sul terrazzo . . . facendo sentire a tutti le proprie faccende!

Insomma, insonnia di notte, poco riposo di giorno . . . e siamo solo all’inizio di luglio e già sono così brotolona . . . che io sia invecchiata?

Due passi per il Piceno e poi, anguria “alternativa” alla solita fetta!

Ricordate quella bellissima esperienza a cui ha partecipato la FigliaPiccola?
Il Blogger Media Tour del Piceno, eccovi un riassunto di quello che hanno visto . . . così, se lo guardate, scoprite la zona e ve ne innamorate, potete anche venire a trovarmi e ci facciamo una bella serata, fra buon cibo, vini raffinati e un po’ di chiacchiere in allegria!

Certo, in questi giorni fa un sacco di caldo (Hanno nominato l’anticiclone “Scipione”, ma sarei curiosa di sapere quanta gente sa che Scipione Africano, quello storico sconfisse Annibale ai suoi tempi) . . . e ho pensato che a fine serata potrei offrirvi un dessert adatto alla temperatura:  Il frullato di anguria!

Dolce e succosa, la polpa è ricca di alcuni dei più importanti antiossidanti naturali, ottima fonte di vitamina C e di vitamina A, in particolare di beta-carotene. Questi potenti antiossidanti hanno un’azione neutralizzante dei radicali liberi. Alcuni studi scientifici hanno associato un buon consumo di vitamine e beta-carotene alla riduzione dei rischi di malattie cardio…vascolari e di altri disturbi.

Ingredienti per 4 persone:
• polpa di anguria, senza buccia 300g
• zucchero di canna 100 g
• mezzo limone
• foglioline di menta fresca
• cubetti di ghiaccio

Preparazione:

Eliminate tutti i semi dall’anguria, molto attentamente. Spremete la metà del limone e filtratela attraverso un colino, per evitare che i semi possano cadervi, direttamente nel bicchiere del frullatore. Aggiungete la polpa di anguria, il ghiaccio e lo zucchero, quindi frullate fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati.

Versate il frullato nei bicchieri, guarnite con la menta lavata e asciugata e servite.

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, che non si dica che Fb non serve! )

 Gelo di mellone (anguria)

ingredienti:
Mellone (anguria)
stecca di vaniglia
100gr di zucchero ogni litro (se l’anguria e’ dolce, altrimenti aumentate la dose )
80gr di amido per dolci (Maizema)
fiori di gelsomino (per alcuni facoltativo, per me indispensabile per sentire l’odore della Sicilia )
cioccolato fondente
granella di pistacchi

Levare tutta la polpa dal mellone e passarla nel passapomodoro o nella centrifuga. Passarla con un colino.
Tenere un pò di succo da parte, mentre l’altro metterlo in un tegame,aggiungere lo zucchero, il gelsomino e la stecca di vaniglia. In quella tenuta da parte aggiungere la maizema setacciata e mescolare.
Una volta che il succo nel fuoco bolle, aggiungere quello con la maizema, mescolare e farlo cucinare finche si sarà addensato un pò. Spegnere e mettere in una terrina e poi riempire o gli stampini o dei bicchieri.


Mettere in frigo una volta raffreddato e condire con la cioccolata e la granella di pistacchi

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, si ringrazia l’amica Patrizia Bentivoglio)

 

Latitante . . . dal web

Qui è chiuso, ma non del tutto! 😉

Per ferie, ma non le mie! 🙂

Ne ho di cose da raccontare, pensieri da esprimere e commenti da lasciare in giro, ma al momento, mi è difficile avere la postazione libera, quando sono libera anch’io! 😉

Volevo andare a Rimini e non ce l’ho fatta!

Volevo andare al mare e ha minacciato di piovere!

Volevo mettermi a dieta ed è arrivata la FigliaPiccola! 

Pensare . . . sempre meglio che lavorare . . . di domenica

L’altra sera, stavamo guardando Quark, sento che parlano di alcuni studiosi che hanno scoperto, tramite calcoli e ricerche, che la strada più comoda per salire su una montagna non è quella che da giù porta su, con una linea retta, ma quella che sale zizzagando lungo i fianchi della montagna . . . ma guarda, una cosa che mio padre mi aveva detto tanti e tanti anni fa . . . e che da che mondo è mondo sanno le popolazioni di montagna!

Come quel tale al quale, un qualche cittadino, curioso, aveva chiesto: “Come fate a tracciare delle strade, così precise, a sapere esattamente dove svoltare, e la giusta pendenza?”  che rispose: “Facile, noi, si lascia libero un mulo, lo si manda verso la montagna e dove passa lui, facciamo passare la strada!”

Ma adesso, hanno fatto i calcoli con il Computer . . .

Muli sul Monte Bala, Vittorio Veneto.
Muli liberi sulla cima del Monte Bala, Vittorio Veneto.

La sera dopo, stavamo guardando un vecchio western, “L’amante indiana” con James Stewart, in una scena, una piccola carovana di bianchi, a cavallo, viene presa di mira degli Apache, che tirano le frecce contro i minatori, partendo dall’ultimo della colonna. Questi, morti o feriti, cadono silenziosamente . . . finché uno, cadendo nel fiume . . .  splash . . . fa rumore e fa scoprire l’accaduto agli uomini che stanno in testa al convoglio!  L’Uomodmv, dissente: ”Certo, quelli, cascano e davanti non se ne accorge nessuno!”  e io, gli racconto di quella signorina che è venuta a farsi le fototessera perché le hanno rubato i documenti . . . mi ha detto: “ Stavamo al mare, insieme, io e mia sorella, avevo tutto nello zainetto, sono andata in acqua per fare il bagno, mia sorella è rimasta a prendere il sole . . . quando sono tornata lo zainetto non c’era più e lei non s’è accorta di niente!” . . . gli Apache sono tra noi?

 

Locandina L'amante indiana

Stando qui, appoggiata al bancone del negozio, guardo l’umanità che passa, come guarderei le scimmiette alla zoo . . . nonne messe in crisi da nipotini prepotenti . . . la coppia che decide di litigare in galleria, col figlioletto che si guarda intorno, e quelli intorno che guardano da un’altra parte . . . giovani che si guardano negli occhi, e non guardano a chi vanno addosso . . . i “vecchietti” in cerca di qualcuno che li ascolti . . . la TV sempre accesa, mentre gli altoparlanti gridano le ultime offerte del supermercato . . . quella signora, che parla col telefonino, a voce così alta, che tutti noi, riusciamo a seguire la sua storia sentimentale tormentata, meglio che una telenovela!  

C’è un’altra cosa, e non è morale o moralismo, è questione di estetica, di buon gusto . . . ma qualcuno potrebbe dire a quei due signori, abbondantemente sopra i 60, che girare in costume in spiaggia è accettabile, ma in un Centro Commerciale (seppur di una Città sulla Costa) essere vestiti solo di braghini da mare e tatuaggi, specialmente se l’età è avanzata  . . . il fisico non regge. . . è, a voler essere gentili, deprimente per chi guarda? . . . Il massimo l’ha raggiunto una coppia, l’altro giorno . . . lui, occhiali neri e anello a patacca luccicante, in slip azzurrini, pancia floscia, a grembiule, portafoglio e telefonino infilati, nell’elastico degli slip, esattamente uno al fianco destro e uno sul sinistro, infradito di gomma . . . lei, con un improbabile capigliatura giallo grano, raccolta in cima alla testa, in uno chignon disordinato, un “due pezzi” turchese, pelle stracotta dal sole e raggrinzita peggio di quella di un pescatore . . . pancetta strabordante, zoccoli alti e pieni di luccichini!

Non voglio fare l’apoteosi del giovane, culturista palestrato . . . non voglio limitare la libertà di nessuno . . . ma certamente, anche io ho libertà di lamentarmi, e pensare che  questi, francamente se si coprissero . . . sarebbero meno ridicoli!

Deborah Kerr and Burt Lancaster in <i>From Here to Eternity</i>.

Burt Lancaster Deborah Kerr in "From Here to Eternity" 

A noi, va a fuoco l'anima . . .

Quando guardo . . .Canne

 

 

 

 

fico dquesti fiori . . .

 

 

 

 

queste piante . . .cuscino di Suocera

 

 

 carciofo fiorito

 

 

 

che Dio, con la natura . . . 

ci ha donate . . .dalia pon pon

 

 

                                                                                  

 

 

Melograno nanonon capisco quelli che

 

le distruggono  . . . Lavanda

 

 

 

Carciofo 2senza motivo . . .

 

 

 

ed ecco perchè . . .Lavanda

 

 

 

 

fiordicactusvi invito a riflettere con me!

 

 

 

 

Vi offro una poesia che l’amico-bloger Daniele Verzetti RockPoeta, ha scritto per  ricordare a tutti la stupidità e il danno che fanno i, così detti, "piromani" , quelli che, non sanno apprezzare la bellezza che c’è in una montagna coperta di alberi, di fiori, casa per animali grandi e piccoli . . . ristoro per tutti noi!

Si avvicina l’Estate e come ogni anno un’altra delle solite nostre "eterne emergenze" si profila tristemente all’orizzonte…

BURN!

A Noi
Va a fuoco l’anima

Piange lacrime vane
Per spegnere quel rogo.

A Noi
Bruciano i sensi
Dal dolore di quell’aria acre
Pungente
Irrespirabile.

Pazzi
O spregevoli guitti di convenienza
Uccidono ettari di sogno
E colori di vita
In un unico grande Forno Crematorio.

A Noi
per il troppo calore
Soffoca la nostra bocca
Desiderosa di acqua e di verde

A loro si è ustionato il cervello.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA

 

 

 

Se passate dal blog di Daniele, che è sempre attento all’attualità, trovate una poesia che festeggia la liberazione della Signora INGRID BETANCOURT

 

Fiori e piante della nostra "giungla", fotografate, come sempre, dall’Uomo della mia vita! Che ringrazio, per la pazienza . . . anche se non mi ha fotografato i girasoli! 😉

Cieli d'estate . . .

Quest’estate anomala, che quando c’è il sole, picchia forte e quando piove, pare autunno inoltrato!
I turisti sono scocciati, gli operatori turistici sono in allarme, i cani sono spaventati . . . oggi, dopo una giornata grigia, verso le 18 e un quarto, si è scatenato il putiferio . . . e dicono che non smetterà presto!
Oggi, un sant’uomo, invece di pensare alla partita ha pensato a me, e al mio blog . . . e ha fatto queste foto :

cielo d

Prima che scoppi il temporale . . .

cielo d. . . nuvoloni minacciosi dappertutto!

cielo d

Inizia a piovere . . .

cielo d . . . e grandina pure!

Sono un’ottimista, ma incomincio a preoccuparmi anch’io, sul letto ho ancora la coperta di lana e una imbottita. . . . . leggera, ma imbottita!
Vuoi vedere che invece dei pomodori, nell’orto era meglio piantare riso?

(foto gentilmente offerte, da quel sant’UomoDellaMiaVita)

Fior di cactus! . . . Perché?

Lo voleva sapere Graciete, me l’ha chiesto Aleike e ora Factum, ci ha scherzato su!

Ecco, sciolgo l’enigma:  “Fior di cactus”, perché così mi chiamava mio padre da piccola! E perchè io, in effetti sono piena di spine!

A mio padre, piacciono i soprannomi, e mentre mio fratello era “il vichingo” per i suoi capelli biondissimi. Mia sorella era “begli occhi”, per ovvi motivi . . . e l’ultimo arrivato era, senza troppa fantasia “il piccolo”!

Io ero “fior di cactus”, per il mio carattere scontroso o come si diceva una volta “rustico”! Che non è migliorato molto, nel tempo . . . anche se ormai molti hanno capito che le spine servono più a proteggere che a ferire!

Poi sì, mi piace anche quel film con la Ingrid Bergman che lavora come segretaria da un dentista!

Infine, anche se non amo le piante grasse e spinose, perché le spine danno fastidio anche a me e per la maggior parte dell’anno, sono lì come morte, quando decidono di fiorire, però, che spettacolo!

Un Buon NonCompleanno

Come sapete, c’è qualcuno che dice, che festeggiare il compleanno prima del tempo, porti sfortuna! Ecco, siccome di sfortuna, non ne vogliamo, io, avendo tutta la famiglia disponibile la domenica e compiendo gli anni il martedì di qualche settimana dopo, cosa ho pensato di fare? Semplice . . . festeggiare il mio NonCompleanno!  Come nel Paese delle Meraviglie!

Ho iniziato ad organizzare tutto la settimana prima. La parte più interessante è che una festa presuppone un pranzo . . . Sicuramente la torta, era per me, e io avevo voglia dello strudel, detto fatto, chiedo a mia cognata se lo può fare! Fatto! Mia nipote, vuole il tiramisù, a lei lo strudel non piace, e pensiamo di prepararlo a casa mia (ma questo lo sapete già).  Mio figlio, dopo che, durante l’estate, non ha potuto assaggiare i piatti che ritiene i più gustosi (un po’ per mancanza di tempo della mamma, un po’ per il caldo esagerato che consigliava cibi più leggeri) aveva già fatto richiesta di “Lasagne” . . . Mio marito voleva cucinare la carne alla brace e le bruschette con la salsiccia. . ., ci pensa la cognata”junior”, lei ha le conoscenze, dove la carne è più genuina . . . Mia sorella, si propone per il vitello tonnato, che piace a tutti.  Manca solo pane e frutta, incarico per la cognata “senior”! Vino e spumante offerti dalla casa ed è fatta.

 

La domenica mattina, poco dopo che è finita la “vendemmia dei piccoli” arriva per prima la cognata “junior” (mio fratello è uscito in barca con un suo amico) e incomincia ad aiutarmi in cucina. . . “sono in ritardo” le dico, lei ride e scuote la testa, (io sono sempre in ritardo per qualcosa, proprio come il BianConiglio!) incominciamo ad organizzare le tavolate, qui i bambini, qui gli uomini, qui le donne e le 2 ragazze!

Arriva anche l’altra cognata e dopo avere sistemato frutta e pane, dice “cosa posso fare?” Siete avvisati, casa mia è un posto così: ognuno fa qualcosa!

Ci sono le lasagne da “assemblare”, tutto è pronto, e qui incomincia un consulto, tra 3 modi diversi di preparare le lasagne; pur accettando i miei ingredienti, la pasta va cotta o no? “Mia madre, fa così”, “La mia fa cosò”, senza tante storie, e senza bisogno dell’intervento dei caschi blu dell’ONU, iniziamo a cuocere le “pannelle” e a stenderle ad asciugare, il pranzo è per le 13,00  . . . C’è tempo!

 

Nel frattempo, è arrivato anche mio figlio, e col mio fratello grande vanno ad aiutare mio marito, indaffarato fra il mosto da mettere a posto, il riordino del prato dopo la “vendemmia dei piccoli” e l’orto, dove c’è ancora qualche pomodoro, melanzane e peperoni da raccogliere . . . mio fratello vede che un buon numero di giuggiole è maturo, e inizia a raccogliere anche quelle, mentre mio marito, va da suo fratello e raccoglie gli ultimi grappoli d’uva da tavola. (troppo dolce, per loro, buonissima per noi!)

 

Mentre in cucina, noi tre, abbiamo infornato due grandi teglie di lasagne (che io, ingenuamente, immagino troppe) e stiamo apparecchiando, suona un telefonino . . .è il fratello, il “lupo di mare” che chiama la moglie, lei dice “Sì, sì, penso di sì . . . aspetta!” e poi rivolta a me” possiamo andare su Internet, a vedere la spiaggia?” io rispondo di sì e andiamo al computer, rapida trovo la web cam, inizia una conversazione fra lui e lei: “Sono a destra della barca ”;  “ Verso il fiume?”;  “No, adesso vado verso il fiume”;  “Muovi un braccio?”;  “Ecco mi vedi?”; “No, ma passa troppa gente”  . . . le immagini si cambiano ogni 3 secondi, ed essendo ancora una bella giornata, di gente che passeggia in riva al mare, ce n’è ancora tanta!  E le persone si vedono piccole piccole . . . Io intervengo . . . a disturbare ‘sti due piccioncini “Digli di spicciarsi a smontare tutto, che qui è tutto pronto e si fa tardi”, e torniamo in sala, dove intanto sono arrivati mia sorella e il marito, mio padre e la Angela, la sua compagna (quasi una nonna, per i nipotini che la nonna non ce l’ hanno più!).

Tra un saluto e due chiacchiere arriva l’ora di chiamare i bambini e sedersi a tavola. Le lasagne, un successo, ma siccome tutti hanno spazzolato la loro porzione in un amen, al bis, mi preoccupo per l’altro fratello, che non è ancora arrivato . . . messa in salvo una porzione abbondante, ci dedichiamo al bis, per questi poveri affamati . . . finalmente si sente la moto, i cani corrono fuori abbaiando, appena entra il “velista della domenica” tutti ad applaudire!!! Si siede in fretta, e la moglie, sollecita, gli porta il piatto. Arriva in tavola il vitello tonnato, accolto con ovazioni e “ola” da parte del tavolo degli uomini, va a ruba, letteralmente . . . lo zio “piccolo” e il “nipote grande”  si contendono l’onore di “ripulire” la pentola  . . . E ancora, carne arrosto, bruschette, salsicce . . . verdura, frutta! Il caffè, ognuno con una tazza diversa (ma questa ve la spiego un’altra volta). Per i dolci, aspetteremo le cinque del pomeriggio.

Vi state chiedendo : “e fino alle cinque cosa fanno questi qua?” Relax!  . . . I tre pestiferi, sempre di qua e di là, a giocare, con i cani che li seguono dovunque, gioiosi . . . ! Il nonno a schiacciare un pisolino, le cognate indaffarate a riordinare (non mi hanno lasciato fare niente); gli altri, di fuori, a godersi il sole e, con la chitarra, l’armonica e i bonghi, a cantare, tutti insieme, in ogni modo si possa cantare le canzoni: in modo normale, in falsetto, a due voci, alla Cochi e Renato, con le parole inventate . . . e chi più ne ha più ne metta!

Le torte, finalmente, sparite in quattro e quattr’otto, ancora giochi e chiacchiere e quando ormai il sole era tramontato, tutti a casa, che al mattino bisognava andare tutti a scuola!

Ultima battuta della cognata “senior”: “Sicuramente stanotte, dormiranno come sassi!”

Invasioni. . . quasi barbariche !

Sono qui, con i postumi di un’invasione di casa, da parte di esseri con pile autoricaricanti . . . di piccoli mostri sotto sembianze umane . . . di gente che ti guarda con occhi serafici e ti spiazza con ragionamenti mefistofelici . . . 

6 nipoti, di cui sono zia affezionata, che mi vogliono un bene dell’anima, che forse amano più la mia casa e la possibilità di gioco che permette . . . che sono affezionati allo zio, perchè li sopporta e li ascolta con pazienza da Certosino, che hanno fatto scappare il cugino grande a dormire fuori casa . . .

Ci sono le 3 befane, 2 befane maggiori: una, frequenta la II superiore e l’altra la III media . . . siccome hanno tanti segreti da dirsi, dove va l’una, là ci trovi l’altra . . . poi c’è la befanina o befana minore . . . lei frequenta, solo, la V elementare, per cui è lì, in un limbo, né grande, né piccola . . . un po’ con loro, le grandi, . . . un po’ con gli altri, i piccoli, . . .  anche perchè, dopo di lei, ci sono loro:

i tre "mostri", tre piccole pesti, tre pirati, tre fantasmi, tre maghetti . . . tutto quello che vi viene in mente, moltiplicato per tre. Tre maschi, due di 8 e uno di 6 anni . . . sempre insieme, il loro punto di riferimento è il cugino, di 24 anni . . . il quale, (carogna) se appena può, si scansa . . . si defila, diserta insomma, come ha fatto sabato sera . . . lasciando l’ordine di non toccare niente in camera sua . . ., ma loro, i tre, sono entrati comunque, e senza toccare, si sono rifatti gli occhi . . ." oh il suo fazzolettone!" (lui è capo scouts, loro lupettini con la promessa ancora fresca) . . . "guarda, lui con gli "hall blacks!" . . . "sceee,  non vedete che è un fotomontaggio?", intervento della befana di mezzo . . . "guarda là!" . . . calendario di Max . . . "la mamma dice che hanno caldo!", "ih,ih,ih!" risatine di tutti e tre . . . e poi, via, verso altre scoperte, di sopra, dove ci sono ancora i giocattoli di quando "lui" era piccolo: macchinine . . . il secchio grande con la coperta e le costruzioni  . . . il fuoristrada di Big Jim . . . e le freccette . . . proibito, e per questo ancora più appetibile!

E dopo tutto un correre di qua e di là, dopo una Messa, con loro sistemati "strategicamente", dopo una cena, che in confronto i sette fratelli delle sette spose, erano tranquilli . . . dopo giochi di carte, e disegni . . . dopo che verso mezzanotte sono riusciti a trovare una sistemazione ottimale nelle camere . . . all’1 di notte, erano ancora svegli a chiacchierare . . . lo zio si chiedeva: "Ma si addormentano primo o poi?" Io mi sono addornentata, per cui, non so!  E alle 5 e 45 mi hanno svegliato i cani, per uscire . . . li ho fatti uscire, piano piano, sperando che le altre "bestioline" in casa, dormissero ancora un po’ . . . Le befane maggiori, erano di sopra, dove c’è una camera grande, un posto dove vanno i figli per le feste con gli amici, e dove ospitano gli amici! Loro, poverine sono state disturbate alle 6,30 da un gallo. . . i piccoli, si sono svegliati verso le 7,00 ! ! !

Ma questa è un’altra storia . . .     

(continua)

Finalmente piove . . . ?

Ieri, verso mezzogiorno, il cielo si è scurito, il vento, impetuoso, ha ribaltato 2 o 3 vasi, e ha scompigliato le fronde dei fichi, prima tutte verso mare, poi tutte verso i monti . . . di sopra, e qui in casa, le finestre, si sono chiuse di botto, con grande fracasso . . . I cani, spaventatissimi, sono scappati sotto il letto del padroncino . . . uggiolando (i fifoni) dopo due tuoni rombanti, di quelli che accompagnano un bel temporale estivo . . . e finalmente ha iniziato a piovere, prima qualche gocciolone qua e là, poi pioggia a scroscio, ho pensato: è arrivata la pioggia . . ., ma è durata solo un paio d’ore, le mi povere piante, ne hanno bevuta gran poca . . . nel corso dell’estate, per i vasi ho riciclato l’acqua della pulizia delle verdure, per le piante in terra piena ho usato l’acqua del pozzo, poca, dividendola con l’orto . . . che l’Uomodellamiavita, giustamente ritiene più meritevole di acqua, in quanto ci fornisce buonissimi pomodori, bellisime e buonissime melanzane e peperoni e rucola  e l’insalata e . . . ecc. ecc. !

La temperatura è scesa, di un bel po’ e io, che sono momentaneamente sola, ho messo sul letto una bella copertina di lana . . . il figlio, beato lui, non ha freddo!

Stamattina, cielo azzurro e sole splendente . . . e la pioggia?  Speriamo che torni, non per me, ma per le mie povere piante.

Non è che dovremo tutti unirci e fare una “danza della pioggia”?

Lavorare, lavorare, lavorare . . . preferisco il rumore del mare

Per tutti quelli che stanno in ferie, per chi ci deve andare e per chi c’è già stato, ma sopratutto, per chi non riesce a staccare dal lavoro . . .

nespolo

Nella Città sulla Costa, c’è questo “coso” . . . non so, . . . chi dice “opera d’arte”, chi “monumento”, chi “schifezza”. Comunque sia, ha diviso la popolazione (e comuni limitrofi) tra favorevoli e contrari . .  ormai è lì da tanti anni e fa parte del paesaggio, e gli animi si sono messi tranquilli!

A me personalmente non è piaciuto, quando l’hanno messo. Ma ormai anch’io mi ci sono abituata, come ad un albero che è cresciuto storto; poi, un giorno ho visto la riproduzione dello schizzo, che l’artista Nespolo aveva  fatto per questa sua opera.

Si sa, tra il dire e il fare . . . evidentemente qui, tra il pensiero, lo schizzo e la realizzazione, si è perso qualcosa . . . Inoltre, sulla cartolina c’è la spiegazione di quest’opera, (si rifà ad una poesia, ma non mi ricordo di chi) ve la scrivo, i concetti sono giusti, peccato che quasi tutti quelli che vedono la poesia visiva (ho scoperto che si chiama così) pensino che è  “Il monumento al fannullone”.

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Nespolo cartolina del Comune“Il lavoro nobilita l’uomo, ma quando il lavoro diventa lavoro & lavoro & lavoro, l’uomo viene schiacciato. E non sempre dal bisogno, ma spesso dall’avidità, dall’invidia, dal desiderio, da finte necessità che ci fanno trascurare i doni più belli che gratuitamente ci circondano. Il mare, così, vuole significare tutto ciò  che di grande e generoso ci circonda ed è un invito per tutti a non dimenticare i doni di Dio che a ogni istante ci vengono offerti.  Nespolo 97”

. . . e i pipistrelli (parte seconda)

Come mi ha ricordato la n° 1, oltre a quelli di cui vi ho parlato nella 1° parte (se clicchi puoi leggerla), abbiamo anche. fuori, dentro casa e in garage, animaletti che tendo a dimenticare, per ovvi motivi . . . scarafaggi, scorpioncini, porcellini di S. Antonio e topolini.

Topolini, tipo quelli di Cenerentola, ma decisamente meno simpatici, rosicchiano tutto, se appena possono, entrano in casa, uno, ha usato come “cavallo diTroia”, il “Folletto”, con relativo spavento di tutte le donne della famiglia . . . una coppietta, pensava di mettere su casa in camera mia, sotto l’armadio . . . Non vi dico che fine hanno fatto tutti e tre, . . . gli stupidi, non capiscono che è meglio uscire di casa con le buone . . .!

Le formiche, sono di ben 5 tipi diversi, le ha censite la figlia piccola, tanti anni fa, quando cercava di vedere se le formiche sapevano nuotare, quando prima riempiva il nido di acqua e poi correva dalla nonna a farsi dare il pane, che spezzettava piccolo piccolo, per aiutare le formiche; intorno all’entrata del nido allagato . . . (ma i bambini non sono buoni per contratto?) le formiche, saranno dappertutto, ma siccome ” che io sono cecata”, vivono indisturbate . . .!

In garage, sono  entrati, in tempi diversi, un grosso, placido, rospo, scaricato nel fosso con la solita pala, e uno stupido gatto . . .  ditemi voi, se non è stupido, entrare in un garage, con due cani, è un suicidio . . .!

E poi ci sono le zanzare, grosse, piccole, chiare, scure; forse tigre? giuro, che a strisce non le ho viste, ma io ho gli occhiali! pizzicano di giorno e di notte, mattina e sera, in casa e fuori . . . credo che siano immuni allo spray, ce ne sono troppe, puoi mettere zampironi, candele puzzolenti, lavanda, gerani, basilico, quello che vuoi, zanzariere alle finestre; . . . sono fuori, a stormi, dalla porta della cucina, aspettano solo che un incauto apra . . . e io, forse sono anche diventata sorda, o loro hanno messo il silenziatore . . . non sento più il “ZZZZ ZZZZZ ZZZZZZZ!  Solo dopo, mi prude da morire. devo mettere creme su creme. . . . . Qualcuno faccia qualcosa, un programma per il controllo delle nascite, . . .  tutto ‘sto sangue alle povere zanzarine, le farà diventare obese . . diteglielo. E poi, perchè io sì e l’uomo della mia vita no?, che democrazia è? dov’è la “par condicio”? . . .

Allora, appena il comune l’ha pubblicizzato, sono andata a prendere una “BAT BOX”, cos’è la bat box,? ma la casetta dei pipistrelli, loro, ognuno di loro, quando è adulto, (o maggiorenne?) si pappa 2.000.000 di zanzare a notte.  Se è vero, ho pensato, ho risolto il mio problema, detto fatto . . . dopo un mese,  a furia di insistere, l’Uomodellamiavita, l’ha appesa al un muro della casa esposto a OVEST, come era scritto sulle istruzioni . . .  e io sono in attesa dell’arrivo di una famigliola felice di pipistrelli, padre pipistrello, la signora pipistrella e i loro pipistrellini! . . . Le zanzare mi continuano a pizzicare, la casetta è là a 3 metri e mezzo da terra, io continuo a spruzzare spray, . . . e i pipistrelli? mi piacerebbe sapere se sono arrivati o se devo inviare un invito . . . . . . Qui c’è un sacco di pappa per voi, venite, vi aspettiamo! 

Come si farà a sapere se si sono accasati? Forse la signora pipistrella si metterà a stendere i panni, e i pipistrellini a giocare al pallone? E il papà? Questo sulle istruzioni della Bat Box, non era spiegato! . . .  e ormai a casa, ci si chiede : ” E i pipistrelli?”  e si cerca di spiaccicare quella zanzara che vedi: . . . è lì . . . è là, . . . no di là !

Per saper qualcosa sugli animali, quadrupedi amici dell’uomo, o per i bipedi abitanti chi più chi meno la casa, appuntamento un po’ più avanti . . . Arrivederci