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Fuori rete . . . per un po’!

Prendo spunto da un ritaglio di giornale che avevo messo da parte qualche tempo fa, il giornalista:  BeppeSevergnini (BSev per gli amici) nel 2012, è stato una settimana senza connettersi alla rete: “no Tw, no blog, no mail, no web”  . . .

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Ho deciso di emularlo . . . o quasi! 🙂

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Da qui a Pasqua, no mail, no messaggi col telefonino, no WhatsApp, no commenti e no visite ai gruppi su Facebook, no al giro dei blog amici per leggere e commentare, no giri oziosi sul web (magari alla ricerca delle ricette tradizionali dell’isola di Pasqua).

 

Incontrare gente o una bella telefonata col telefono di casa!

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Ma qua, sul blog, sì . . . un diario vecchio stile! Tutti i giorni!

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Diario! Pensieri! Parole! Filosofie! Varie & Eventuali!

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Nuove passioni . . . vecchi piatti

M’ha preso, di recente, una passione . . . quella per piatti, ciotole e stoviglie in genere, di origine inglese. 

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Dal web Pinterest

 

Ho “conosciuto” un nuovo blog, tramite una pagina su Fb . . . una conoscenza molto “social” . . . questo blog, o meglio la blogger, parla di stile, di storie e di casa.
Donna Bianca si presenta e tra le altre cose dice che è “una grande appassionata di ceramiche inglesi, in particolare del genere transferware.
In un post ci spiega cos’è il transferware:
“sotto il nome di Transferware va un genere di stoviglie e oggetti per la decorazione della casa caratterizzato dall’uso della stampa a decalcomania, secondo una tecnica sviluppata in Inghilterra intorno alla fine del XVIII secolo che ebbe il suo principale centro principale nella regione dello Staffordshire, in particolare attorno alla cittadina di Stoke-on-Trent. Si tratta di un processo decorativo che può essere applicato a una molteplicità di materiali, dalla terracotta alla porcellana, dal bone china all’Ironstone.”

 

Devo dire che, all’inizio mi hanno incantato i disegni e i colori . . . poi mi sono ricordata di un servizio da macedonia che aveva mia madre (e che, alla sua morte, abbiamo equamente diviso tra noi donne di casa)

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Il regalo del nonno a mia madre © Fiordicactus

E ho cominciato a guardarmi in giro! 
Sono persino andata ad un mercatino dell’antiquariato (ma ho scoperto che, come per le mode o i vini e cibi “doc”, anche questo particolare tipo di piatti ha delle zone dove è più presente e dove lo è meno! In questa zona, va meno! Ho trovato un solo piatto e me lo sono preso. Ma non mollo, terrò d’occhio altre date e vedrò di andare a scuriosare per altre bancarelle! 

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Trovato al mercatino . . .  © Fiordicactus

Son tutti piatti di qualche anno fa, i più giovani si fregiano della definizione “vintage”, ma ci sono anche pezzi che arrivano dagli ultimi anni dell’800! Un viaggio nella storia!

Per ora mi limito a “rifarmi” gli occhi, ammirando le belle foto che trovo in rete o le collezioni che hanno le altre partecipanti al gruppo di fans di queste particolari stoviglie.

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a casa di un’amica . . . © Fiordicactus 2017

 Ho scoperto che, in certe occasioni è anche bello usarle per una tavola o per un tè pomeridiano (ora, che io non beva più il tè non preclude la cosa) . . . 

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© Enjoy Coffee and More

Non è ancora “febbre da collezionista”, ma una tranquilla passione (senile?) per qualcosa di bello! E utile!  

 

 

Per chi volesse approfondire, in inglese, cos’è il “transferware”: http://www.transcollectorsclub.org/faqs/new_collector/whatistransferware.html

In cammino verso la Pasqua

Il cammino verso la Pasqua, si sa comincia oggi: “Mercoledì delle Ceneri” . . .

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Pasqua, per chi è credente (e non solo praticante) è la festa principale. Quel giorno è iniziato tutto! 

Per arrivare a Pasqua, da oggi, ci vogliono approssimativamente 40 giorni . Dico approssimativamente perché, in realtà, nel rito romano, il calcolo esatto arriva a quarantaquattro giorni. Alla fine del IV secolo, e ancora oggi nel rito ambrosiano, la quaresima iniziava di domenica (1º giorno), durava cinque settimane complete (5×7=35 giorni) e si concludeva il giovedì della settimana santa (altri cinque giorni), per un totale di quaranta giorni esatti” (da Wikipedia)  Gli Cristiani Ortodossi, durante “La Grande Quaresima” praticano il digiuno per sette settimane prima di Pasqua. Le confessioni religiose nate dal Protestantesimo, con l’eccezione degli Anglicani, respinsero l’obbligatorietà dei giorni di digiuno. (Cathopedia)

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In questo periodo (lo dice anche Wikipedia) siamo tenuti a fare dei piccoli sacrifici (detti anche “fioretti), a cominciare dal “digiuno” di oggi, Mercoldì delle Ceneri e del Venerdì Santo e dal “magro” di tutti i venerdì della Quaresima . . . qualcuno (ne conosco un paio) si attengono a pratiche più ristrette . . . ma eccovi qua, da una fonte autorevole, come funziona, questo spauracchio precetto della Quaresima:
La Conferenza Episcopale Italiana, secondo il potere conferitole dal decreto conciliare Christus Dominus[3], in data 4 ottobre 1994, ha decretato in materia:

  • La legge del digiuno “obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate”.
  • La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, a un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.
  • Il digiuno e l’astinenza, nel senso ora precisate, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (e il primo venerdì di Quaresima per il Rito Ambrosiano) e il venerdì della passione e morte del Signore nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino alla Veglia Pasquale.
  • L’astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 e il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l’astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.
  • Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni sino al 60° anno iniziato; alla legge dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.
  • Dall’osservanza dell’obbligo della legge del digiuno e dell’astinenza può scusare una ragione giusta, come ad es. la salute.

L’acqua, a differenza della prassi preconciliare, non rompe più il digiuno, ma le bevande diverse (caffè, thè, quelle dolcificate o gasate) sì, come anche quelle alcoliche. (http://it.cathopedia.org/wiki/Digiuno)

Ma soprattutto, ricordatevi che 
16E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 17Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, 18perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.   (Mt 6,16-18 )

Insomma . . . non riducetevi come questi poveretti! 😉


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Buon Cammino verso la Pasqua 

 

 

 

“Nebraska” di Alexander Payne

Ho ritrovato, in questi giorni, un foglietto promemoria. C’era segnato il titolo di un film, con la postilla: “da guardare”, sono andata a cercare lumi su Google e mi sono ricordata di averlo già guardato tempo fa!

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il film: “Nebraska“, non mi piaciuto, non mi è dispiaciuto! Ne ho un ricordo, segno che l’ho guardato con attenzione

C’è raccontata l’illusione di una vincita milionaria, il viaggio nella provincia americana,  viaggio compiuto da generazioni diverse, in conflitto tra loro. Malinconia per il passato, amici e parenti ritrovati e presto persi di nuovo . . . un finale con i giovani che accontentano i loro genitori non so se per vero affetto o perché sono stati testimoni della fragilità dell’età e dei legami con gli altri parenti, zii ormai lontani sia come mentalità che come modo di vivere. 

Bravi gli attori (e non lo dico solo io, ci sono premi e nomination che lo confermeno), tutti molto “reali”.

Sapete cosa faccio, lo vado a cercare e lo rivedo! Giusto per darmi una seconda occasione per capirlo meglio!

 

 

Che palle!

Che palle!
No, non parlerò dell’imprecazione che, a volte, capita di dire in momenti in cui la pazienza se n’è scappata o l’esasperazione ci soffoca . . .
Che palle!
Un’esclamazione di meraviglia che mi viene alle labbra dopo aver visto come tre sole palline da tennis: gialle, spompate e vecchie sanno fare per i mie panni, dalla lavatrice all’asciugatrice . . .

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Tre palle, regalatemi da un vicino tennista per “far correre i cani”, visto che i cani corrono anche da soli, erano state messe da qualche parte nel Caos Primigenio che si ostinano a chiamare Garage e Cantina . . . ma le ho trovate subito e usate!

La “colpa” è della FigliaGrande, è lei che, dopo avermi sentito borbottare contro il distino cinico e baro che mi aveva fatto togliere dalla lavatrice, per l’ennesima volta, lenzuola e tovaglie tutte stropicciate, mi ha detto “Tre palle! Devi trovare tre palle da tennis da mettere in lavatrice e nell’asciugatrice!”
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Dove l’abbia letto, chi gliel’abbia detto, non lo so, ma so che tutta quella roba che dovevo poi tirare e allisciare, ha cominciato a uscire dal ciclo lavaggio, asciugatura (a volte totale a volte parziale) bella liscia, senza pieghe orrende che necessitavano di un minimo di cura del ferro da stiro. E per me, che da anni ho abbracciato la filosofia del “no stiro”, se non in caso di camicie eleganti, è un un bel traguardo!

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Adesso, che mi sono documentata, mi sorge il dubbio sul fatto che le palline da tennis non siano proprio “naturali” e neutre come piacerebbe a me! Devo studiarci su! Sacrificare un paio di gomitoli di lana 100% vergine o fare palline con la carta stagnola che si usa in cucina . . . voi che ne pensate???

Comunque, se le condizioni meteo me lo consentono, cerco di far fare un programma leggero/corto, in modo che posso stendere al sole i panni e la biancheria, sfruttando questa energia gratuita e che, quando li raccolgo, racchiudano in sé un po’ di aria invernale, frizzante e il profumo del sole! pannistesi04

Attenzione! Può creare dipendenza

L’ho vista, per la prima volta, anni fa in casa di una parente, nelle fredde lande lombarde . . .
L’ho vista, ancora, qualche tempo dopo, in casa di un’amica, nell’umida Città sulla Costa . . .
L’ho vista, un giorno, tutta ancora impacchettata e con il nome del negozio da cui è uscita, sulla bacheca di uno di quei gruppi dove si scambia o si vende (di solito a prezzo accessibile) quello che in casa è di troppo e ho deciso che era giunto il momento, per noi, di fare conoscenza.

Mi sono ritrovata, con poco (rispetto ai prezzi che c’erano in quel momento) con questo elettrodomestico, utile e futile. Accoglie una mole considerevole di panni, in un grosso cestello così profondo (o son io che sono piccina?) che a volte, per prendere un calzino dispettoso bloccato contro la parete, devo infilarmi con la testa nel grande oblò, sentendomi molto la Strega di Hansel e Gretel quando infila la testa nel forno . . .

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Utile in una casa con grandi e piccoli, cani e umani. In una zona d’Italia dove le giornate di sole non sono mai “asciutte”, dove la “nebbia agli irti colli piovviginando sale”. Durante le corte giornate invernali quando i panni tolti dalla lavatrice sono ancora troppo carichi di acqua (un giorno parleremo delle caratteristiche della mia lavastoviglie, comprata troppo di corsa).+

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Futile, perché, diciamocelo, siamo in CentroItalia e le giornate di sole sono decisamente superiori a quelle di pioggia o di nebbia. Perché, poco o tanto, si consuma la corrente che si risparmia non stirando. Perché alla fine, non sempre li tolgo del tutto “secchi” e perciò, qualche oretta al sole è meglio che stiano, per cui vanno sempre stesi (e su questo punto c’è una diatriba tra me e la FigliaGrande, con me che “tifo” sempre e comunque per un po’ di sole e aria fresca e lei che non capisce perché non far partire il programma “asciutti nell’armadio” e limitarsi a piegarli e via)

Ma la cosa più grave è che, non ve lo dicono, ma l’asciugatrice crea dipendenza
All’inizio mi ero data delle regole:
Solo in caso di assoluta necessità
Solo se il meteo conferma un periodo di maltempo
Solo asciugature “brevi”,  giusto per “strizzarli” un po’ più della centrifuga

E invece, si è rivelata così comoda che a volte ci si dimentica delle regole . . . tranne quella legata alla tariffa “bio-oraria”, per fortuna al giorno d’oggi tutti questi utili ausili della vita domestica hanno la possibilità di programmare l’accensioni ritardata. Utile perché mi permette di togliere i panni al mattino, pronti per la carezza del sole (o, in alternativa, un ulteriore piccolo programma che li asciughi definitivamente
Ci si abitua alle comodità, ci si abitua all’abbattimento dei “tempi morti”, si può fare a meno di far diventare ogni termosifone un porta panni bagnati, la casa ne acquista in salute e io in meno stress da sindrome della “bella lavanderina” 

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Ci sono dei momenti in cui, un’asciugatrice ti rallegra la vita . . . m’è successo quando qualcuno, inavvertitamente come capita sempre, ha lasciato in tasca un fazzoletto di carta, ed erano logicamente panni neri. Messi nell’asciugatrice, li ha “ripuliti” da ogni traccia di “bianco”. 
L’altro “incidente” che può succedere in questa casa è che a volte, qualche pelo biondo del cagnolone svolazzi qua e là  . . . con l’asciugatrice siamo sicuri che ogni cosa che esce dal suo grande oblò è priva di peli canini. 

Un compleanno . . . ben riuscito

Capita una volta sola all’anno e in casa è sempre una grande festa! 
Lui è davvero una persona speciale, malgrado a volte mi faccia innervosire, lo meritava! 
Loro li vediamo abbastanza spesso, ma sempre in momenti “di corsa”: c’è da portare o da prendere qualcosa, c’è da dare o ricevere una mano, ci sono cinque minuti e passiamo sotto casa, andiamo a trovarli . . . sono anni che non riusciamo a stare (come prima, quando era viva la Suocera e ci voleva in casa sua alla Domenica) tutti insieme attorno ad un tavolo e parlare con calma tutti quanti insieme. 

Così, durante le feste di Natale la FigliaGrande ne ha parlato con i fratelli e poi mi ha comunicato che per il compleanno del padre avremmo invitato gli zii (i suo fratelli e i relativi consorti) e cucinato un pranzo “a richiesta” . . . del festeggiato.

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Contattati gli zii, visto che la festa cadeva di domenica, confermata la festa.

Richiesta al padre sulle sue preferenze culinari . . .la cosa principale che l’Uomodellamiavita voleva assaggiare erano “i Maccheroncini di Campofilone, col sugo come li faceva la nonna” . . . semplice da dire ma non da fare (anche secondo la zia/sorella), pare che la carne non sia più quella di una volta e, l’osso di manzo con midollo e nervetti acclusi non è più consigliato per i nostri stomaci del 21° secolo.

Abbiamo risolto il secondo pensando a qualcosa che non fosse da cuocere “al volo” e, ricordando che agli zii piaceva molto mangiare qualcosa della cucina lombarda, abbiamo optato per una piccola porzione di polenta che accompagnasse ossibuchi con funghi e/o con piselli.

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Un antipasto tradizionale e semplice: lonza, olive ripiene e fritte all’ascolana, cremini fritti, pecorino e una fettina di bruschetta semplice, per accompagnare, ma non appesantire. 

FigliaGrande, la chéf di casa, si è messa a spignattare dalla mattina del sabato,  le bottiglie di pomodori dell’estate, carne trita e carne a pezzi per il sugo; ossibuchi, piselli, funghi, pentole e pentoloni . . .

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Alla domenica il pentolone della nonna (la mamma dell’Udmv), che da anni, confidenzialmente, viene chiamato “la pentola delle streghe” è stato riempito di acqua e messo sul fuoco appena tornati da Messa alle 11.00 (si sa, tanta acqua ha bisogno di tempo per scaldarsi). Mentre l’acqua nella “polentina” è stata messa più tardi. L’aggeggio ha fatto il suo lavoro con precisione, anche se abbandonata a se stessa per quasi un’ora.

E poi, alla fine, sono arrivati tutti e quattro gli ospiti: baci e abbracci, “dove appoggio la giacca e la borsa?”, “ecco, questo è il regalo per te!”, “Oh! Ecco il piccolino! Quanto è cresciuto!” (i due nipoti più grandi, PiccoloLord e PiccolaLady, erano a casa dei rispettivi padri)
Ci hanno sistemati, noi “vecchi”, sul tavolo più lontano dalla cucina, i miei giovani (più il PiccoloPrincipe sul seggiolone) dall’altra parte perché avrebbero pensato loro al servizio . . . come regalo per la festa del capofamiglia.

Abbiamo cercato di preparare la tavola un po’ diversa dal solito, semplice, ma nel miglior modo possibile. E per questa volta è stato molto semplice . . . La tavola, anzi le tavole, sono state coperte da due tovaglie gemelle e abbellite con una striscia colorata. Calcolando che poi, la mole delle pentole da appoggiare era ingombrante, non si è voluto creare disagi ai commensali . . . 

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Abbiamo messo in tavola le pentole (e non travasato il cibo su vassoi di portata) per permettere a ognuno di servirsi con libertà, come meglio credeva. E per non far raffreddare del cibo che, caldo rilascia aromi e gusti squisiti.

È stato tutto gradito, qualche bis, qualche brindisi, tanti racconti e ricordi dell’infanzia e filastrocche del tempo che fu, quelle che la zia (la sorella dell’Udmv) custode delle tradizioni di famiglia usava per intrattenere i bambini nelle sere invernali vicino al fuoco a casa della nonna. Gliele hanno richieste e filmate, per non perdere le memorie e poterci giocare con i piccoli di casa . . . ai miei figli piace la cultura vintage! 

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Arrivato il tempo della torta (una grande e bella, oltre che buona, Saint Honoré) e del caffè, sono arrivati anche i consuoceri per festeggiare con noi.
Siamo andati avanti in chiacchiere per un bel po’, poi il NonnoPapà se n’è andato a fare un pisolino, ma il pomeriggio è continuato con due gruppi e due conversazioni distinte, uomini e donne, con i figli e la nuora che ascoltavano e ridacchiavano commentando tra loro. 

Poi, è stato come un turbinio di vento . . . Sono arrivate le tre nipoti grandi (figlie dei miei fratelli). Per un attimo c’è stata un po’ di caos. Tutti che chiacchieravano con tutti.

C’è stato un tempo, anni fa, in cui era più semplice incontrarsi tutti insieme, la mia famiglia di origine e quella di mio marito, figli e nipoti erano ragazzi o bambini e giocavano tutti assieme. Per cui i miei nipoti chiamano “zii” gli zii dei miei figli e i miei cognati considerano quasi dei nipoti i miei . . .

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I cognati e i consuoceri se ne sono andati e i giovani si sono messi a giocare con un gioco da tavolo: Monopoly “Trono di Spade”. . . poi sono arrivati CognataGiovane con mio FratelloGiovane . . . è tornato a casa PiccoloLord, che viste tutte le cugine grandi e gli zii si è emozionato e non sapeva da chi cominciare a salutare . . . FigliaPiccola con le due cugine più grandi sono uscite insieme, la nipote n° 3 che deve prepararsi ad un esame, giudiziosamente, è rimasta con noi . . . e abbiamo riapparecchiato la tavola! E non è rimasto che una ciotola di funghi col sugo . . . giusto per condire la pasta il lunedì.
Gli impegni del lunedì mattina hanno consigliato il coprifuoco verso le 23.00 e quando è tornata anche la FigliaPiccola abbiamo chiuso tutto e persino i cani si sono messi buoni e tranquilli . . . 

Stanchi, ma felici, l’Udmv ed io ce ne siamo andati a letto . . . 

 

 

Matite levate per Upi – unapersonaintorno

Oggi se n’è andata un’amica di lunga data, con cui siamo passate dalla conoscenza tramite il monitor e i blog ad alcuni incontri nella vita reale . . . Ciao UPI, che la terra ti sia lieve! ❤

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Sì, credo sia questo il modo migliore per salutarti.

Nel mondo di Harry  Potter levavano le bacchette magiche, e tra le tue mani non ci poteva essere nulla di più legato a te, quanto magico, che non fosse proprio una matita, sufficiente per creare i più mirabolanti ponti di comunicazione tra te e il mondo.

Tu che ci hai insegnato a conoscere la vita segreta delle pallottole di carta;

tu che ti sei avventurata nei meandri della tua personalità per semplificarla fino a mostrarcela una-e-trina in ogni circostanza, e persino sull’altare;

tu che sei riuscita a restituire vigore persino all’antica usanza della maglia della salute infilata fin dentro le mutande quasi a incastro con il resto della biancheria;

sei arrivata in cima alla tua montagna per unirti a ciò che è Oltre, e diventare tutt’uno con l’azzurro che, da sempre, è parte di te.

Insegna agli angeli a disegnare ed…

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Si chiude l’anno . . . in bellezza

Con tutti i “pulcini” nello stesso “pollaio”, mamma chioccia Fior è davvero soddisfatta!

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Non fa niente se non tutti festeggeranno lo scoccare della mezzanotte con lei, lei sa dove saranno e prevede che si divertiranno con persone simpatiche (qualcuno persino con gente che anche lei conosce bene) e che il primo giorno dell’anno saranno tutti intorno al tavolo della sala a gustare cose nuove o della tradizione famigliare insieme . . . se Dio vuole!

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L’anno che sta per finire e andare “in pensione”, tra una cosa e l’altra, è stato un bel anno. Ci sono stati giorni brutti, giorni così e così e giorni belli, il bilancio è positivo (Fiordicactus valuta i giorni belli con punti doppi!). Si è cercato di trovare la gioia anche nei momenti meno piacevoli . . . perché, se come dice il Vangelo, è facile perdonare chi si ama e facile anche trovare la gioia nelle situazioni più piacevoli e soddisfacenti, la sfida sta proprio nel cercare la gioia là dove meno te l’aspetti!

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E l’anno che arriva, fresco fresco, chissà cosa ci porterà . . . saremo all’altezza delle novità? In questi casi Fiordicactus si affida a Lui, come un bambino si affida al padre e alla madre. Fiduciosa che qualunque cosa succeda ci sarà il modo di affrontarla e l’aiuto per non perdersi d’animo.

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Se non fosse così tardi . . . che per me è già molto tardi . . . vi elencherei in ordine alfabetico tutto quello per cui devo rendere grazie
Se non fosse così tardi . . . e i neuroni già tutti in pigiama che cercano di abbassare le palpebre . . . vi elencherei in ordine di importanza tutti i buoni propositi per l’anno prossimo.

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Ma per stasera mi accontento di mandarvi i miei auguri per un Fine/Inizio d’Anno dei migliori . . . passatelo in gioiosa compagnia di quelli che amate e con cui state bene!

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Tra Natale e Capodanno . . . pensieri sparsi

Tra Natale e Capodanno la vita dovrebbe scorrere tranquilla, normale . . . sempre che “normale” sia uno standard fissato da qualche parte, perché, secondo me, di normale i miei giorni hanno solo il nome e la loro sequenza sempre uguale nei secoli dei secoli amen.

Ecco, già la questione dei nomi dei giorni durante queste feste diventa un caos: se la domenica è la Vigilia, il lunedì è Natale e il martedì è Santo Stefano . . . poi arriva un “lunedì” che in effetti è il mercoldì, ma siccome ci sono ancora provviste e avanzi nel forno, non siamo uscite a comprare nemmeno il pane (e così, per me era ancora “domenica”) . . . oggi, che è venerdì, ma è quasi una festa, dopo domani si finisce l’anno . . .  così, siamo ripartiti con i menù, le liste, le spese! 🙂

Quei tre giorni di festa sono stati davvero sotto l’influsso dello “Spirito del Natale” . . .

La Messa del Natale con la “corale” che ci ha aiutato a intonare i soliti canti, ma con un modo molto più “elegante”! E le Omelie, sia quella della Vigilia che quella di Natale, molto belle, di quelle che non annoiano ma, anzi, arrivano in fondo al cuore e ti smuovono qualcosa . . .

I pranzi e le cene dei giorni festivi, sono stati partecipati e graditi. Abbiamo riscoperto la bellezza dell’apparecchiare la tavola con tutto il garbo possibile. Del cucinare qualcosa di nuovo e qualcosa della tradizione.

Già si partiva dalla colazione, con una tovaglietta mooolto natalizia. E la solita colazione, ma arricchita dalla presenza del panettone . . .

A pranzo, in quei tre giorni non si è mangiato “abbondante”, ma molto vario e molto curato . . . ricette nuove, ricette della tradizione famigliare, tanti dolci 

Tutte le sere, in attesa della 12° notte, si è fatto tardi. Si è giocato a tombola, a carte, ai giochi da tavolo dei bambini che entusiasmano oltremodo anche i grandi! 

E così siamo arrivati a Capodanno . . . 

 

 

 

 

Prepariamoci al Natale (più sacro che profano)

Lc 2,1-14

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

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Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 6 gli Auguri

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Buon Natale 

Buon Natale
nel cuore e nelle case
Buon Natale
a chi cresce e chi si accontenta di invecchiare
Buon Natale
a chi arriva e a chi deve andare
Buon Natale
a chi aspetta i regali e a chi ama regalare
Buon Natale
a chi crede e a chi aspetta solo di mangiare
Buon Natale
anche a chi non ha niente da festeggiare
Buon Natale 

c’è un compleanno da festeggiare

da ©Fiordicactus per tutti voi

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Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 5 . . . e i regali?

Prepararsi al Natale è, secondo me, anche prepararsi a condividere la gioia dell’amore!
Ci si prepara a incontrare i soliti amici e parenti, ci si scambiano i regali che questo amore/affetto dimostrano.

E come ogni anno, in questi giorni, torna a galla l’annosa questione dei regali, gioia per qualcuno, dolore per altri! 

Per me (e lo dico subito, sono miei idee personali), i regali non hanno bisogno di aspettare le feste “dedicate”. Quelle feste che il marketing delle grandi e piccole aziende hanno talmente dilatato (in anticipo e anche con un lieve “post scriptum”) che ogni anno, il tempo mi pare rattrappirsi a sole 5 occasioni: Natale, Carnevale, san Valentino, Pasqua, Halloween . . . con un’estate che inizia (nei negozi) ad aprile, un periodo pensato per la scuola che (sempre nei negozi) comincia a luglio e una festa nuova nuova, che è quella del Ringraziamento (made in USA). 

Dicevo, non sono di quelle che si fossilizzano e aspettano Compleanni e Onomastici per fare un pensiero, un regalo o una telefonata! Seguo l’estro! 
Poi, arriva il Natale (e le altre feste regalecce) e più che un piacere, diventa un dovere . . . 
Il problema che mi pongo non è quanto spendere, anche se un’occhio al budget c’è sempre, visti i tempi, il problema è cosa piacerà davvero?
FigliaGrande con PiccoloLord si sono incontrati proprio oggi con altre mamme e compagni di scuola, per salutarsi, passarsi gli auguri di buone feste e scambiarsi qualche regalino . . . Come prima idea dei regali per i compagni di PiccoloLord, FigliaGrande si era orientata verso i libri, ma una telefonata con una mamma l’ha bloccata e si è rivolta agli eclettici mattoncini lego. 

Il pensiero che mi assilla da anni e a cui non ho ancora trovato una soluzione è: comprare qualcosa che potrebbe piacere a me . . . 
O comprare qualcosa di neutro che se anche non piace possa essere riciclato (ricordatevi di controllare, a me fu rifilato un libro con dedica per un’altra persona) . . .
O studiare tutto l’anno vizi e passioni dei vari destinatari e tenere segnato tutto (ho saputo che esiste anche chi ha un quaderno apposito) in attesa di acquistare i regali da mettere sotto l’albero.

Esiste anche un’altra diatriba . . .
Ci sono quelli che iniziano appena finito le feste (grazie ai saldi) a pensare ai regali del prossimo inverno.
Ci sono quelli che riescono a programmare un tot di regali da acquistare al mese, così diluiscono stress e spese.
Ci sono quelli che comprano compulsivamente tutto quello che pensano possa piacere a più persone e, verso metà novembre cominciano ad appaiare oggetti e cartellini dei nomi
E poi ci sono quelli che ti chiedono “Cosa ti serve?”  . . . Una volta ho risposto, ma mi è stato detto: “No, qualcosa di meno caro!” allora, mi chiedo, che me lo domandi a fare??? 😉

I regali, che rebus! Perché malgrado ci si pensi e ripensi, verso questa giornata, cioè a due giorni alla Festa (e io non vorrei uscire alla Vigilia a fare spese, anche se i supermercati saranno aperti) ho scoperto scopri con orrore che mancano ancora un po’ di regali . . . per persone a cui tieni! 

Risolverò, improvviserò, qualche idea avrò . . . ora chiudo e vado a letto,magari mentre dormo mi viene un’ispirazione! Potrei cominciare, domattina, rileggendo questo post! 

 

E, in questi ultimi frenetici giorni,  pressi dal tourbillons degli ultimi acquisti, impegnamoci e cerchiamo di essere gentili con commesse/i e cassiere/i, se noi siamo stanchi e stressati, immaginate loro!

 

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 4 . . . la tensione cresce

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Le feste si avvicinano e la tensione cresce . . .

Eppure . . .

Il Presepio è pronto . . . è stato il primo!
L’albero è pronto . . . ha seguito di poco il Presepio!
Le luci fuori, sotto il balcone, sono appese e funzionanti!
Persino in casa, in certi momenti, è tutto un lampeggiare di lucine colorate. Contornano i mobili, ammiccano tra i rami dell’albero, illuminano il presepio a giorno!
Sfere dorate, qualcuna colorata, oggetti di legno di forme e colori diversi ma tutti in tema invernal-natalizio!
Persino un vecchio e grosso vaso (dono di una zia) è stato riempito di luci e sfere, pigne, cuoricini . . . dorati (qualche anno fa ci fu una svendita, mi pare di ricordare)!

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Eppure, la tensione cresce . . .

Ci sono gli ultimi acquisti di cibarie e varie perché qua nessuno ha voglia di uscire per gli ultimi acquisti nelle ultime ore della Vigilia . . .
Ci sono ancora alcuni regali (tra cui due davvero importanti) da trovare, ma sono stati mandati messaggi qua e là per capire cosa è meglio e per chi . . .
Ci sono ben 6 menù, tra pranzi e cene. Ma ho stabilito con la mia chéf che il 27 mattina, prima di tutto, ancora in pigiama, faremo un bel “inventario” di quello che è rimasto e da quello cominciamo a stilare i vari menù dei giorni “neri”, ovviamente, neri sul calendario(*)
Ci sono le solite banalità quotidiane da affrontare, una casa da riordinare, gente e cani da accudire e per non farci mancare niente, abbiamo anche il cane (il più grosso) operato (ma di questo ne riparleremo)
Ci sono persino i pacchetti da fare e io aspetto la mia fida impacchettatrice, FigliaPiccola, che arriverà da Roma non si sa quando e nemmeno a che ora, ma ha promesso di essere qua “al massimo entro il 23” . . . ringraziamo Dio di questi piccoli miracoli! Anni fa (per gli impegni di lavoro), arrivava alle 23.15 del 24!

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Allora, la cosa è andata così: stamattina, all’improvviso, la FigliaGrande (Chéf al  comando di quest’allegra brigata) si è resa conto che ha un potente raffreddore, mal di gola, forse mal di denti, che si trascina da giorni. Ha scoperto che mancano solo 4 giorni alla fatidica data del 24 dicembre. Ha preso in mano carta e penna e ha scritto tutte le azioni (be’, forse non proprio tutte, ma le principali) che ci porteranno attorno alla tavola con la famiglia: buona compagnia, bella apparecchiatura e buon cibo . . . e l’è venuta l’ansia da prestazione, per un dieci minuti. Il tempo di ricordarle che ce l’abbiamo sempre fatta e che non siamo un ristorante, siamo una famiglia.
Poi ha preso la borsa, una teglia mini di “fristingo” e se n’è andata al lavoro. C’era in ballo una gara semi seria fra lei e il suo capo: tutti e due con la stessa ricetta, stessi ingredienti e stesso tempo di cottura. Giudice di gara: la bidella!

Quando è tornata a casa, il male alla guancia era aumentato (e fortunatamente il paese è piccolo e c’è sempre un’amica al posto giusto,  andrà dal dentista domani o dopo). Il mal di gola e il “raffreddore”, secondo il medico, hanno raggiunto livelli da antibiotico. Il cane operato voleva uscire e non può uscire (come al solito) da solo, ma solo al guinzaglio. PiccoloLord doveva finire i compiti e studiare la poesia di Natale . . . e l’ansia è sparita!

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Fatemi un piacere . . . pensatemi!

Che tutto vada come deve andare e che noi tutti si riesca a festeggiare il Compleanno di questo Bambino Gesù!
Che il raffreddore/mal di gola/mal di denti della FigliaGrande passi velocemente!
Che i punti dell’operazione del cane reggano malgrado lui salga e scenda dal divano!
Che il Figlio mi abbia dato la “dritta” giusta per il regalo alla Nuora, altrimenti  . . .
Che nessuno degli partecipanti abbia la malaugurata idea di beccarsi virus di passaggio!
Che la FigliaPiccola arrivi in tempo per cucinare quel piatto che ha visto fare e si è impegnata a fare lei!
Che io (ma il lavoro più grosso lo farà “lei” la Figliagrande) possa portare a tavola quel piatto che m’ha colpito la fantasia

Che noi tutti si possa festeggiare le Feste in famiglia con serenità, amore e allegria!

 

 

 

(*)  Quando ho tempo vi spiego la “Teoria dei cuochi”, sui giorni “rossi” e sui giorni “neri” sul calendario! 😉

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 3 Tradizioni che viaggiano

Come ogni anno, anche nella Città sulla Costa dove di solito arriva tranquilla la Befana, è arrivata santa Lucia.
Che io sappia arriva in poche famiglie, anzi, ormai arriva solo a casa di Fiordicactus. E solo perché da lei abita il NonnoPapà, suo grande amico!

 

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Durante i preparativi di Natale (altra cosa rispetto all’Avvento), teniamo sempre conto di questa tappa intermedia.
Il problema è che se a Bergamo (almeno all’epoca in cui ero piccola io) i bambini trovavano i regali alla mattina del 13 dicembre, appunto il giorno dedicato alla santa. Qua nella Città sulla Costa bisogna lambiccarsi il cervello per trovare la giornata giusta che permetta a un papà e qualche mamma di portare i bambini che girano intorno a Fiordicactus a casa, dove, appunto, santa Lucia, nel ritornare a Siracusa da Bergamo, si ferma per due chiacchiere con il NonnoPapà e a lasciare quel poco di giocattoli restati nel suo sacco. Certo, anche l’asinello si ferma, regolarmente, a raccontare le sue avventure ai cani di casa!

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Anche quest’anno siamo giunti ad un compromesso . . . quest’anno, come un altro paio di volte, la santa è arrivata di pomeriggio, di sabato pomeriggio.

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PiccoloLord, l’unico che abita in pianta stabile qua da noi ha provveduto, con l’aiuto della mamma e del nonno a preparare una bella tavola accogliente e apparecchiata di tutto punto per la santa Lucia e il suo fido accompagnatore quadrupede. E poi è uscito, lo aspettavano per una tombolata.

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I bambini sono stati impegnati in altre attività fino verso le 18.00 e sono arrivati quasi tutti assieme . . . appena entrati, con la luce soffusa hanno notato subito che il tavolo che aveva loro descritto PiccoloLord era pieno di pacchi, sono rimasti tutti a bocca aperta . . . PiccoloLord faceva gli onori di casa, mentre PiccolaLady, Masha(senz’Orso) e Lele titubanti si muovevano con circospezione.

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Abbiamo acceso le luci e, finalmente hanno visto i pacchetti, i quaderni, i colori e i mucchietti di soldini di cioccolata, mandarini, torroncini e cioccolatini. C’è stato un po’ di confusione quando PiccoloLord ha aperto il suo pacco (o, quello che all’apparenza era il suo pacco), e ci ha trovato un pigiama grandissimo; a lui sarebbe anche andato bene il pigiama, ma il NonnoPapà ha protestato che il pigiama era stato promesso a lui e che nel suo pacco c’erano cose che a lui non interessavano . . .
Insomma, ripristinato l’ordine dei regali, abbiamo scoperto che santaLucia quest’anno ha privilegiato il lato glamour delle bimbe e ha regalato cerchietti, mentre all’unico maschietto della compagnia ha portato un bracciale e un calendario legati a una squadra di calcio da lui molto amata. (per il momento sospendo il pensiero femminista che mi è nato, solo perché conosco questi bambini e so che se sono stati “condizionati” non è stata una cosa voluta). Persino al PiccoloPrincipe è arrivata una piccola strenna.

Mentre loro si divertivano giocando, gli uomini di casa sono andati ad approvvigionarsi di scatole e scatole di pizza . . . . che non si sa come, è uno dei cibi preferiti da molti, in questa allegra compagnia.

 

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Risate, chiacchiere, racconti, ricordi e Tv spenta . . . e la cena è finita. Anche il PiccoloPrincipe ha avuto la sua razione di pizza, attraverso il latte della mamma.
E poi, siamo passati alla tombola . . . 20 centesimi a cartella.
Il cartellone della tombola napoletana in mano a PiccoloLord . . . vi lascio immaginare!
Il cartellone è passato di mano, tocca alla giovane Masha(senz’Orso), con più o meno gli stessi risultati

Lo dico con il rispetto dovuto ad un gioco antico, ma a me la tombola non mi piace . . .  mi fa dormire!

Alla fine i bambini se ne sono andati a giocare nella cameretta del PiccoloLord e il gioco ha preso un altro ritmo e siamo arrivati alle 10.30 . . .

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Bing Beng ha detto “Stop!” Chi doveva andare, si è messo la giacca, sciarpa, guanti e cappello e buona notte a tutti!

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 2 Decorare

Sono giorni di incontri/scontri, di accordi e di liste, di pensieri su cosa è meglio e su cosa non si farà assolutamente . . . decisioni da prendere

Tra tante cose da organizzare e da decidere, abbiamo anche deciso come saranno le tovaglie di quei giorni festivi . . .
Avendo deciso l’anno scorso, senza troppi rimpianti, che le tovaglie natalizie che giravano da anni per casa potevano venir pensionate senza troppi problemi, quest’anno ci saranno novità!

Nel frattempo vi devo confessare che ho scoperto un blog che mi affascina e mi ha dato nuove idee per la mia casalinghitudine(*) è il blog di Bianca, date un’occhiata, nel post che vi ho linkato ci sono altri link di tavole pronte per Natale, un sacco di suggerimenti.

 

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La tavola di Natale di Donna Bianca 

 

Abbiamo recuperato (che qua tra declutter e spaceclearing si va a rilento, ma si fà) una vecchio tessuto, pesante e damascato, bianco avorio, arrivato non ricordo da dove, grande abbastanza per due tavoli. Abbiamo deciso di comprate dei “runner”, anzi abbiamo comprato la stoffa, lunga e stretta, in varie fantasie natalizie . . . poi abbiamo fatto un orlo (alla meglio, tra me e la FigliaGrande) et voilà, ogni pranzo una tavola nuova!

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Per il resto delle decorazioni della tavola, abbiamo pensato ai vari oggettini che sono stati raccolti negli anni, porta candele e cose così e poi basta, perché deve restare lo spazio per mettere i piatti di portata, con le prelibatezze preparate con professionalità e amore dalla FigliaGrande.

Abbiamo addobbato il cancello che da sulla strada. 
Abbiamo applicato le luci sotto il balcone.
Abbiamo preparato l’albero e il presepe.

Tutto senza nuovi acquisti, perché ci siamo accorte che le cose che abbiamo negli scatoloni sono molte e anche simpatiche (qualcuna è lì ad aspettare da anni, perché 3 figli e quasi 40 anni di matrimonio, sono tanti ricordi) . . . l’unica pazzia l’ha fatta la FigliaGrande, ma è una sorpresa! A dir la verità, piacerebbe fare una pazzia anche a me . . . vediamo come posso fare! cena
Insomma, abbiamo preparato tutto per accogliere le persone che ci vogliono bene e a cui noi vogliamo bene. Ci prepariamo a festeggiare un compleanno speciale. Siamo pronti a vivere al meglio la festa, tra sacro e profano!

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(*) Il termine è usato da Fiordicactus nell’accezione più ironica possibile o, come viene riportato anche sulla Treccani on line, “che evoca il piacere di vivere nelle mura domestiche” e, aggiungerei, col piacere di creare per se e per la propria famiglia un ambiente gradevole da vivere dove stare con la famiglia, parenti ed amici in armonia. 

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 1 Cucina e dintorni

Per l’Immacolata sarà già tutto pronto per fare l’albero, controllare le lucine, addobbi, ghirlande, sfere colorate e luccicanti . . .
Lo “spirito” del Natale lo chiamano e pare che quest’anno, a casa di Fiordicactus ne sia arrivato a vagonate!
Ci sono scatoloni pieni di roba, un tavolo intero di scatoloni con scritte che specificano il contenuto, spesso bugiarde . . . in cui la FigliaGrande si tuffa tutta felice. Ha convinto suo padre ad aiutarla per addobbare certi punti difficili da raggiungere, per gli impianti (volanti) elettrici e per tutte le altre mille emergenze che dovessero saltare fuori all’ultimo minuto . . .  Io lascio fare, poi vedo quello che secondo me manca e me lo andrò a cercare!


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Per ora mi concentro in quello che, assieme alla messa e al festeggiamento di una nascita che cambiò il mondo e la vita di molti, è una parte importante (anche se un po’ “profana”) del Natale: la condivisione della gioia, lo stare insieme, l’accoglienza . . . in poche parole, quello che da che mondo è mondo è la preoccupazione principale di ogni mamma . . . cosa metto in tavola???

Perché se un pranzo della festa è da pensare e organizzare almeno dal giovedì, il Pranzo di Natale è una cosa di cui, qua da noi, si comincia a pensare e a parlarne almeno il mese prima . . .

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Certo, lo so che non viviamo per mangiare, ma mangiamo per vivere, però è anche vero che c’è soddisfazione nel vedere la gente che mangia con gusto e vorrebbe il bis.

Per non arrivare stressata, mi affido alle liste . . . che poi modifico strada facendo.
Per non sbagliare, cerco di non dimenticarmi delle cose principali. Ma spesso, affidarsi alla tradizione mi aiuta a non diventare matta.

FigliaGrande odia le liste. Proprio perché non sono definitive, vengono scritte e riscritte. Invece a me piacciono, sono come il canovaccio su cui basare questa “commedia dell’arte” che è un pranzo in famiglia . . . liste, scalette, elenchi da spuntare.  Già mettere nero su bianco le cose che ho in testa, mi fa sentire più sicura, mi sembra il primo passo per fare tutto bene, in tempo.

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Uso un sacco di fogli grandi, gli A4 sono perfetti, si possono piegare o riempire di righe che dividono le colonne . . . Uso pennarelli, molti e colorati (ogni colore dovrebbe servire a individuare l’ambito di ogni parola scritta) . . . se non uso subito i pennarelli e scrivo monocromatico, eccoli pronti per cerchiare con lo stesso colore quello che mi interessa mi salti all’occhio!

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Ho scritto i menù, anche quest’anno si sta a casa nostra, per cui i menù sono 6, dal pranzo della Vigilia alla cena del 26.
Di ogni portata, nella colonna dopo, ho scritto i vari ingredienti. Ho cerchiato le cose da comprare (un colore diverso a secondo del negozio, perché sono fissata, in certi negozi la qualità, in altri il prezzo. Il pesce, al porto)
Con la FigliaGrande abbiamo già individuato qualcosa da poter preparare prima (la chiamano “cucina furba”) senza stravolgere sapori e qualità

Siamo già state alla pescheria giù al porto . . . e abbiamo ficcato tutto nel Freezer (non mangeremo niente crudo, ma se sta in freezer non si rovina niente).

Abbiamo già parlato col macellaio, siamo d’accordo che anticiperemo gli acquisti, anche la carne è migliore se sta un po’ al fresco.

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Certe cose saranno comprate gli ultimi giorni, ma tutto quello che si può comprare prima è già stato individuato, in dispensa abbiamo scorte di quei prodotti “jolly”, tipo: sale, zucchero, scatolame, pasta, panna, latte a lunga conservazione . . . giusto per non ammattirci da qui a Natale (anche per via delle previsioni meteo) cercando di non dover fare la spesa la Vigilia . . . ci sarebbero cose più importanti da fare, quel giorno!

Come ogni anno cucineremo noi, anche quando avremo ospiti. Se questi vorranno portare qualcosa ne sarò contenta. Ma tengo sempre pronto e sottomano qualche piatto che può andar bene come alternativa . . . ho avuto anche di queste esperienze e mi tengo pronta.
C’è da ricordarsi delle varie allergie, delle “simpatie” verso i vari ingredienti, delle intolleranze e dei bambini (magari mangiano per mesi qualcosa, ma se è festa, hai la tavola piena di ospiti e hai cucinato solo quello, sicuro sicuro che il bambino pianterà una grana a non finire perché vuole qualcosa d’altro che implica tempo e cottura di qualcosa di imprevisto)

E poi, bisognerebbe pensare ai dolci e ai vini.
Ma questo, è un argomento di cui parlerò un altro giorno . . .

La signora Cristina, un’amica in visita . . .

L’altro giorno è venuta a trovarci un’amica del NonnoPapà: La signora Cristina.

Sapevamo che sarebbe arrivata alle ore xxx col treno, per cui mi sono preparata in tempo e sono arrivata in stazione, parcheggiato l’auto e pagato il ticket del parcheggio. Svelta sono andata alla ricerca del tabellone degli arrivi e ho scoperto (con grande sorpresa) che il treno che aspettavo non aveva ritardo . . . mi sono lanciata (più col pensiero che con le gambe . . . e qui vorrei che qualcuno delle Ferrovie Statali Italiane leggesse l’appello di dotare anche la stazione della Città sulla Costa di un ascensore per chi, come o peggio di me, ha difficoltà a fare le scale) giù dalle scale e mi sono bloccata!
Lungo la galleria che permette di attraversare i binari e arrivare alle varie pensiline c’erano alcuni uomini e una donna (in divisa, credo da GdF) più un cane di quelli che mi fanno sempre pensare a CappuccettoRosso sono addestrati per trovare la droga e roba simile. Stavano controllando la borsa di una signora che più o meno aveva la mia età . . . io so di non avere questo tipo di sostanze nello zaino, ma è stato il cane, in quanto cane a spaventarmi (sì, ho in casa tre bestie, ma sono le mie e le conosco bene. Invece, un cane lupo, anni fa, mi ha morso la mamo che avevo alzato a riparare il viso). Così, ferma lì finché uno di questi militari mi guarda, chiedo se il cane è ben tenuto dal guinzaglio, spiegando che io ho paura, mi rassicurano, passo . . . il tipo che tiene il cane molla il guinzaglio e il cane mi arriva vicinissimo, mi blocco, ma il cane torna subito ad interessarsi della borsa dell’altra signora . . . e io proseguo veloce! .

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Dopo poche pagine di lettura, qualche treno di passaggio e un sacco di messaggi pre-registrati su come noi “viaggiatori” dobbiamo comportarci in stazione e sui treni, ecco arriva il treno e io e la Cristina ci abbracciamo. l’ho vista solo poche volte, durante gli ultimi 10 anni, ma è una signora simpatica, con un sorriso sincero e contagioso  . . . direi “solare” se non fosse che da un po’ in casa questo aggettivo è stato messo al bando.

Vista la splendida giornata, ne ho approfittato per farle fare un giro su una parte del  lungomare della Città sulla Costa, passando davanti ai pezzi di lungomare rinnovati e a quelli in lavorazione. Intravedendo il mare tra la palme e gli “chalet” (come vengono chiamati gli stabilim

 

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Pranzo, come da sua richiesta, “semplice e normale” . . . ma la FigliaGrande ha una sua idea di “semplice e normale” . . . Pasta pasticciata, con pancetta, funghi e mozzarella, al forno. Siccome è uno dei piatti preferiti da quando l’ha imparato a scuola, qualche anno fa, l’ha preparato in quattro e quattr’otto prima di andare a lavorare. 

Ha portato anche due bei libri, in regalo per il NonnoPapà (qualche giorno fa è stato il suo compleanno) e anche per me! Dirle “grazie” è ancora poco. 

Si parla delle sue e nostre passioni, si parla di figli, grandi e piccoli, si parla del futuro e anche del passato! E presto arriva il momento di salutarsi. E si risale in auto, si ritrova la stazione del treno e di nuovo baci e abbracci . . . ma questa volta, con un po’ di malinconia. Son solo due le visite che ci ha fatto, ma mi pare una zia che conosco da tempo! 

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Speriamo di poterle far visita noi, uno di questi mesi! 

Chi è chi . . . ovvero, Fiordicactus e chi le gira intorno

Fiordicactus
una simpatica xxentenne, ottimista e realista che ne ha passata tante e tante ne ha viste.
Figlia, moglie, mamma, zia, nonna e suocera . . . in attesa di nuove occupazioni.
Una frase che la definisce? “. . . raramente si accontentava di una sola parola quando poteva dirne qualcuna in più.” (Cit da . . . non ricordo)

Uomodella(sua)miavita
stanco e invecchiato da quando l’ha conosciuto anni fa, l’Udmv, resta sempre un buon marito e un ottimo compagno per ogni “pazzia” Fiordicactus decida di compiere ( mugugna un po’, ma alla fine partecipa).
Il suo motto è: “mò vediamo!”

FigliaGrande
la primogenita, dedita alla visione di fiction, non dimentica il suo primo amore: eccelle nella preparazione di primi, secondi, contorni e dolci, abbondanti e gustosi. nonché madre del PiccoloLord

Figlio
il secondogenito, dedito prevalentemente a gustare i piatti preparati dalla sorella, a volte cucina lui. Amante delle escursioni tra mare e monti. Nel tempo libero, ha messo su famiglia che, al momento, è composta da Nuora, PiccolaLady e PiccoloPrincipe 

FigliaPiccola
la terza e l’ultima, anche lei ama la buona tavola, sia come cuoca che come gourmet. essendo appassionata di cinema, ha unito le due passioni . . .
attualmente ha un Moroso col quale divide vita e passioni

NonnoPapà
personaggio ibrido, un po’ papà (a cui si deve il soprannome della protagonista dalla di lei infanzia)  e un po’ nonno . . . è un’uomo di altri tempi, degli anni ’30 del secolo scorso, per l’esattezza. Per cui, ha idee politicamente scorrette (e se ne vanta). Ha “subito la guerra”, intesa come la II guerra Mondiale. Per cui ha un sacco di storie da raccontare . . .

Pik(kolo), Carrie Bradshow,  Bella Swan . . . sono i cani di casa!