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Mercoledì delle Ceneri – 2019

Oggi, mercoledì delle Ceneri,  nella Chiesa cattolica di rito romano e in molte Chiese protestanti, ci si mette in cammino verso la Pasqua. (i fratelli di rito Ambrosiano, iniziano domenica)
È come un nuovo Capodanno, è un nuovo inizio, un cambiamento . . . o almeno, così dovrebbe essere. Oggi, a chi crede e va in chiesa, verrà posto sul capo un pizzico di cenere. Verrà pronunciata una piccola frase: “Convertiti e credi al Vangelo”.
Oggi è un giorno particolare anche in cucina (sempre per chi crede e “pratica”), tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l’astinenza dalle carni.

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Ora, siccome io non sono teologa o nemmeno catechista, vi lascio con alcune riflessioni di una che ne sa più di me!  

Il tema scelto da Papa Francesco per il tempo liturgico che iniziamo a vivere da oggi, è: “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” (Rm 8,19). In Terris, ne ha parlato con Suor Roberta Vinerba, teologa e prima donna a guidare l’Istituto superiore di scienze religiose (Issra) di Assisi, collegato alla Pontificia università lateranense.

Qual è il significato biblico delle Ceneri?
“La teologia biblica rivela un duplice significato dell’uso delle ceneri. Prima di tutto rappresentano la fragilità, la precarietà, dell’uomo: Abramo rivolgendosi a Dio dice: ‘Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere…’ (Gen 18,27). Questo non vuol dire però che Dio ci abbia creati manchevoli in qualcosa. E’ proprio la nostra condizione di creatura a renderci indigenti perché la vita la riceviamo in dono. Noi siamo creature amate che tutto ricevono e che su questa Terra sperimentano la propria condizione di precarietà. Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: ‘I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere’ (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: ‘Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore’ (Gdt 4,11).

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Che cosa rappresentano oggi?
“Oggi più che mai abbiamo bisogno di ‘qualcuno’ che ci ricordi che siamo cenere e cenere torneremo. L’uomo infatti nonostante i progressi della scienza, della tecnologia, resta sempre una creatura precaria, debole. Pertanto le ceneri sono una memoria che parla alla nostra superbia ogni volta che ci sentiamo onnipotenti e pensiamo di essere noi stessi gli autori della nostra vita. Ma anche un invito a rendere il nostro tempo pieno d’amore, proprio perché essendo così effimero, non sappiamo quando finirà”.

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“La cenere ci bruci sul capo, come fosse appena uscita dal cratere di un vulcano. Per spegnerne l’ardore, mettiamoci alla ricerca dell’acqua da versare… sui piedi degli altri”, scriveva don Tonino Bello in una riflessione sulla Quaresima, inquadrando ogni azione di questo tempo nella cornice di due segni, la cenere e l’acqua: due tra le infinite immagini che si accavallano e rincorrono in tanti componimenti poetici dedicati al tempo dei quaranta giorni: il deserto, la strada, il viandante, la croce e la prova, il calvario e la sete, la preghiera e la purificazione.” 

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Fuori rete . . . per un po’!

Prendo spunto da un ritaglio di giornale che avevo messo da parte qualche tempo fa, il giornalista:  BeppeSevergnini (BSev per gli amici) nel 2012, è stato una settimana senza connettersi alla rete: “no Tw, no blog, no mail, no web”  . . .

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Ho deciso di emularlo . . . o quasi! 🙂

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Da qui a Pasqua, no mail, no messaggi col telefonino, no WhatsApp, no commenti e no visite ai gruppi su Facebook, no al giro dei blog amici per leggere e commentare, no giri oziosi sul web (magari alla ricerca delle ricette tradizionali dell’isola di Pasqua).

 

Incontrare gente o una bella telefonata col telefono di casa!

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Ma qua, sul blog, sì . . . un diario vecchio stile! Tutti i giorni!

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Diario! Pensieri! Parole! Filosofie! Varie & Eventuali!

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Il momento favorevole

«Ritornate a me con tutto il cuore..»(Gl 2,12)

«Lasciatevi riconciliare con Dio! … Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (2 Cor.). «Convertitevi e credete al Vangelo!»  (Mc 1,15).

Buon cammino quaresimale a tutti!

Si ringrazia Diggiu, perchè il post è suo, io sono solo una copiona! Ma mi è piaciuto tanto che era un peccato non riproporlo! 🙂

S. Pasqua 2011

Il Signore è veramente risorto!
Buona Pasqua 
      

Burnand – I discepoli Pietro e Giovanni corrono al sepolcro la mattina della Risurrezione
 

Per il mattino di Pasqua

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siedi pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
( . . . )
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: pace!
e poi cospargerò la terra
d'acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco

Davide Maria Turoldo

 

Per leggerla tutta, clicca qui!

Venerdì Santo 2011

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"Ho sete" (Gv 18,1- 19,42)
 

"Il Figlio di Dio è disceso sulla terra per compassione del genere umano. Sì, ha patito le nostre sofferenze ancor prima di aver sofferto la croce, prima di aver preso la nostra carne. Poiché se non avesse patito, non sarebbe venuto a dividere con noi la vita umana. Prima egli ha patito, poi è disceso.
Ma quale è questa passione della quale ha sofferto per noi? È la passione dell'amore. E il Padre stesso, il Dio dell'universo, lento all'ira e grande nell'amore, non soffre forse in qualche modo? O forse tu ignori che quando si occupa delle cose umane, egli soffre una passione umana? Egli soffre una passione d'amore." (Origene)
 

Non lasciarti sfuggire questa occasione.
Se puoi, diGli che lo ami.

 

Copiata da "Il Tesoro nel campo", post pubblicato da Don Mario Aversano, che ringrazio.

Martedì Santo 2011

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"In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà" (Gv 13,21-33.36-3)

 

Giuda, l'amico, tradisce Gesù.
 

Profondamente commosso, il Signore ha forse paura di morire?
Non credo.

Gesù prova sofferenza, è vero!
Gli manca già l'amico, gli manca già il suo amore.

A Gesù oggi "manca" il tuo amore.

 

Copiata da "Il Tesoro nel campo", post pubblicato da Don Mario Aversano, che ringrazio.

Lunedì Santo 2011


 


"Tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo" (Gv 12,3)


L’atteggiamento di Maria è poco ordinario, quasi insensato, tant’è vero che "gente normale" come Giuda non esita a prenderne le distanze.

Ma la logica di Maria, la discepola in ascolto ai piedi del Signore, è diversa, e si chiama AMORE e GRATUITA’. Parole che non hanno più peso nella società odierna (e forse neanche in quelle del passato…), eppure sono i cardini intorno ai quali ruota tutta la vita cristiana.

All’inizio di questa Settimana Santa chiediamo il dono della generosità radicale e gratuita. Allora le case dove abitiamo, le persone che amiamo e quanti incontriamo ogni giorno, si riempiranno di profumo: il profumo della santità.

Copiata da "Il Tesoro nel campo", post pubblicato da i Seminaristi, che ringrazio.

Venerdì Santo

E' compiuto.
Consummatum est.

La vita di Cristo.
Consummatum est.

Il disegno del Padre.
Consummatum est.

La misericordia che salva.
Consummatum est.

La remissione dei peccati.
Consummatum est

.
Dal blog: "Il Tesoro nel campo"

E tutto si compie   
in quell'ultimo respiro.

La follia dell'Amore   
ritorna   
tra le braccia    
del Padre.

 
Tratto da "Quando il Rosario diventa Poesia – di Cecilia Ronchetti – Ed. dell'Immacolata

Giovedì Santo

"Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo :

"Prendete e mangiate; questo è il mio corpo".

Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "
 

Bevetene tutti, perché questo é il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati". 

(Mt 26,26-28)

 

Sanno di cielo  
le parole  
in quell'ultima sera   
sulla terra. 

E il mistero   
si schiude  
per rivelarsi  
nel quotidiano memoriale   
dell'umanità.

Tratto da "Quando il Rosario diventa Poesia" di Cecilia Ronchetti
Ed. dell'Immacolata