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L’uomo e altri animali (che si porta dentro)

Dio creò l’asino e gli disse: “Sarai ASINO, lavorerai instancabilmente, dall’alba al tramonto, portando pesi sulla groppa. Mangerai cardi spinosi, non avrai l’intelligenza e vivrai fino a cinquant’anni. Sarai ASINO!”

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L’asino gli soggiunse: “Sarò asino, ma vivere fino a cinquant’anni penso sia troppo visto la vita che dovrò fare. Concedimi solo 20 anni”.

Il Signore Iddio glielo concesse.

 

Dio creò il cane e gli disse: “Sarai CANE! Difenderai la casa dell’uomo, sarai il suo migliore amico, mangerai di quello che ti daranno e vivrai venticinque anni. Sarai CANE!”

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E il cane gli disse: “Va bene, Signore, sarò cane e farò quello che devo fare, ma vivere venticinque anni per me è troppo. Concedimi solo 10 anni”.

Il Signore lo accontentò.

 

Dio creò la scimmia e le disse: “Sarai SCIMMIA! Salterai di ramo in ramo tra gli alberi della foresta facendo pagliacciate, divertirai la gente e vivrai vent’anni. Sarai SCIMMIA!”

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La scimmia rispose: “Come posso vivere vent’anni saltando di ramo in ramo? Ti prego, dammene solamente 10”.

Il Signore glielo concesse.

 

Finalmente Dio creò l’uomo e gli disse: “Sarai UOMO! Sarai l’unico essere razionale sulla faccia della terra. Userai la tua intelligenza per dare il nome e per sottomettere gli animali. Dominerai il mondo e vivrai vent’anni.”people-silhouettes-different-ages-holding-letters-word-generations-white-background-46926474

E l’uomo rispose: “Signore, sarò UOMO, però vent’anni sono troppo pochi. Dammi, ti prego, i 30 che ha rifiutato l’asino, i 15 che non ha voluto il cane e i 20 che ha respinto la scimmia”.

Così fece il Signore e da allora l’uomo vive 20 anni da uomo. Poi si sposa e passa 30 anni da asino lavorando come un asino per mantenere tutta la famiglia. Quando i figli se ne vanno, vive 15 anni da cane, badando alla casa e mangiando quello che gli viene dato ed arriva quindi all’età della pensione per vivere 10 anni da scimmia, saltando di casa in casa, di figlio in figlia, facendo… pagliacciate per divertire i nipotini!

 

Autore ignoto

Cosa c’è in frigor??? Verza ripiena

Una mattina di qualche giorno fa, mi frulla nella testa la domanda che assilla (a volte) la mente di ogni mamma italiana: “Che cucino oggi?”.
Butto uno sguardo interessato al contenuto del frigor . . . e trovo: una confezione di pasta brisée, un bel pezzo di p. cotto, una confezione di ricotta, un pacchetto di carne macinata, una ciotola piena di pasta madre che è stata rinfrescata il giorno prima senza sapere di preciso cosa farne, mezza verza che invecchia da due giorni chiusa nella sua pellicola trasparente, la voglia di non sprecare . . .
Per il prosciutto e ricotta, aggiungendo un caprino, e usando la pasta brisée, ho in mente una torta salata di antica memoria (un piatto che in casa, va sempre).
Con la carne macinata, invece delle polpette, aiutandomi con la pasta madre,  ci farò un pasticcio di carne in crosta . . . di solito viene bene e piace.
Poi, improvviso, un ricordo lontano di una ricetta sentita, più che vista, in Tv . . . e anche la verza trova il suo posto nel menù “di recupero” della giornata.

Ho preso la mezza verza, che era già pulita, visto che l’altra metà era stata usata per altre ricette . . .  sbollentata e messa su un piatto, aperta come una rosa spampanata . . . intanto ho preparato la farcia,  con un po’ di  salsiccia sbriciolata, il pane (quello fatto da me settimana scorsa era ancora bello) tagliato e bagnato nel latte, poi strizzato. Sale pepe, uovo, grana grattato (tutti gli ingredienti “a occhio”, in base a quello che c’era in frigor e alla grandezza della verza.

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Ho poi mischiato bene tutti gli ingredienti con le mani e poi (visto che era solo mezza verza), ho iniziato dalle foglie grosse che stavano appoggiate al piatto, ci ho messo parte della farcia, ho sistemato sopra a questa un po’ di altre foglie e ancora della farcia, foglie e farcia a strati fino a che non è rimasto più niente da impilare . . .La ricetta originale, ricordo, richiede che venga stufata in pentola con condimenti e sapori, io l’ho appoggiata sulla carta da forno, unta con poco olio, chiusa e richiusa con la carta d’alluminio, messa in un vecchio stampo da budino di alluminio e infilata nel forno per mezz’ora. Tolta dal suo “cartoccio”, messa sul piatto e lasciata nel forno fino all’ora di pranzo a fuoco spento. Alla fine abbiamo gustato un buon piatto compreso di verdura, gusto e allegria.

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Dipende da Internet???

Tempo d’estate, post da ombrellone (o da prati in montagna, sotto l’ombra di un albero) già l’anno scorso avevo scritto dei post sui “quesiti estivi” domande che forse non servono a niente, ma ci fanno passare quella mezz’ora divertendoci . . . quest’anno, ho pensato ai test . . .  e ne ho trovato uno giusto giusto, per cominciare, un TEST che mi propongo di fare io per prima!

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È la traduzione in italiano del Test sulla dipendenza da Internet (Internet Addiction Test) messo a punto da Kimberley Young (una psicologa statunitense che da molti anni si occupa di dipendenza da Internet)

Il questionario non ha ancora un adattamento italiano e qui è usato solo a scopo ludico

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Dunque, tenendo presente che a tutt’oggi non esiste unanimità sull’esistenza di una patologia indicabile come “dipendenza da Internet”  questo test
• non va utilizzato per fare diagnosi;
• non fornisce alcuna raccomandazione da seguire;
• non ha finalità clinica;
• non sostituisce la consulenza di un professionista.

Chi decide di sottoporsi a questo Test, lo fa sotto la sua responsabilità. Cosa decide di fare dei risultati è una sua scelta personale.

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Prendete carta e penna e scriveteci i numeri da 1 a 20 (che sono le domande), in parte, dopo aver letto la domanda, rispondete con un altro numero che corrisponde alla vostra risposta, cioè:
1 = Mai     –     2 = Raramente     –     3 = Ogni tanto     –     4 = Spesso     –     5 = Sempre

 Eccovi le domande:

  1. Siete rimasti online più a lungo di quanto intendevate?
  2. Trascurate le faccende domestiche per passare più tempo collegati?
  3. Preferite l’eccitazione offerta da Internet all’intimità con il vostro partner?
  4. Stabilire nuovi rapporti con altri utenti online?
  5. Le persone attorno a voi si lamentano per la quantità di tempo che passate online?
  6. I vostri studi risentono negativamente della quantità di tempo che passate online?
  7. Controllate la vostra email prima di fare qualche altra cosa importante?
  8. La vostra resa sul lavoro o la vostra produttività sono influenzate negativamente da internet?
  9. Vi capita di stare sulla difensiva o di minimizzare quando qualcuno vi chiede cosa fate online?
  10. Vi ritrovate a scacciare pensieri negativi sulla vostra vita con il pensiero consolatorio di internet?
  11. Vi capita di scoprirvi a pregustare il momento in cui sarete nuovamente online?
  12. Temete che la vita senza internet sarebbe noiosa, vuota e senza gioia?
  13. Vi capita di scattare, alzare la voce o rispondere male se qualcuno vi disturba mentre siete collegati?
  14. Perdete ore di sonno perché restate alzati fino a tardi davanti al computer?
  15. Pensate a internet quando non siete al computer, o di fantasticare di essere collegati?
  16. Dite “ancora qualche minuto e spengo” quando siete collegati?
  17. Avete già tentato di ridurre la quantità di tempo che passate online senza riuscirvi?
  18. Cercate di nascondere quanto tempo passate online?
  19. Scegliete di passare più tempo online anziché uscire con gli altri?
  20. Vi sentite depressi, irritabili o nervosi quando non siete collegati, mentre state benissimo quando siete nuovamente davanti al computer?_APallottoliere

Una volta che avete risposto a tutte le domande, fate la somma delle cifre di risposta  Il punteggio ottenuto è valutato in base alla fascia in cui cade:

  • punteggio tra 0 e 19 – al di sotto della media;
  • punteggio tra 20 e 49 punti – utilizzatore medio di internet, a cui può a volte capitare di navigare in rete un po’ troppo a lungo, senza però perdere il controllo della situazione;
  • punteggio tra 50 e 79 punti – punteggio al di sopra della media. La persona ha già diversi problemi a causa di internet e dovrebbe riflettere sull’impatto che questi problemi hanno sulla sua vita;
  • punteggio tra 80 e 100 punti – l’uso di internet è intensissimo e sta causando alla persona notevoli problemi. La persona dovrebbe considerare l’impatto di internet sulla sua vita e affrontare i problemi che le causa.

 Inoltre, per la persona può essere utile rivedere le domande a cui ha risposto 4 oppure 5.

Liberamente tratto (quasi copiato, direi)  da questo sito . . . lì, per chi vuole fare le cose più precise, c’è pure la versione stampabile!  

E adesso, lo vado a fare io, per me . . . poi vi dico! 

Occhiolino

Curiosità sul periodo natalizio

Da notizie trovate qua e là su Internet . . . Fiordicactus declina ogni responsabilità, se sarete presi da attacchi di risate, non è colpa mia


Perchè si addobba l’albero di Natale?

Dicono che nell’antico Egitto, durante il culto del sole, si addobbasse una piramide (mi sarebbe piaciuto vedere una piramide con festoni, lucine e palle colorate). Tradizione poi ripresa anche da altri popoli, tra i quali anche quelli del nord dell’Europa (forse i “Celti”??? Boh!), che ovviamente non avendo sottomano una bella piramide, cercarono qualcosa che le somigliasse e scelsero di addobbare un’abete. Le luci sull’albero (una volta erano candeline accese), come nel culto del sole, rappresentano la luce della vita. (notizie sul perché delle palle e dei festoni . . . non pervenute )

Perché si fanno le vacanze di Natale e i regali?

Nella seconda metà del mese di dicembre nell’antica Roma vi erano i “saturnali!, ossia le feste in onore di Saturno, che celebravano la fine dei giorni piu’ bui in onore dell’allungamento delle giornate. Tra le caratteristiche di queste feste si cessavano le attività pubbliche per qualche giorno (le famose vacanze dei Saturnali)  Alla fine dei saturnali i cittadini si scambiavano miele, fichi e ramoscelli sacri, in onore di un’antica tradizione portata avanti da Romolo, il fondatore di Roma. L’usanza dello scambio dei regali è rimasta, fino ai giorni nostri,  favorita dal clima natalizio. (e rinforzata dal marketing pubblicitario)

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Perché ci regalano la “stella di Natale”?

Sicuramente sapete che la Stella di Natale,  la piantina più famosa delle feste, è velenosa. Infatti, il succo bianco che esce dai rami rotti è tossico sia per gli umani che per gli animali. Ma  quanti di voi sanno che il suo viaggio per arrivare nelle nostre piazze e nelle nostre case parte da molto lontano. La Stella di Natale, o Euphorbia pulcherrima, arriva dal Messico, mi dicono che là arrivi anche a due o tre metri di altezza. La sua storia comincia migliaia di anni fa. Gli Aztechi, infatti, ritenevano che le sue foglie rosso scarlatto fossero in realtà macchiate dal sangue di una dea che soffriva per amore. (Cosa c’entri questa dea e il suo sangue col Natale, mi sfugge! . . . ma sarà un mio limite!) 

Volevo mettere anche una foto di una piramide addobbata, ma non l’ho trovata . . . così come non ho trovato foto di Romolo con i regali dei saturnali . . . dovete accontentarvi della stella di Natale! 

                                                                                                                                                                                        

Calendario dell’Avvento 2012 ><

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O per favore, c’è solo un tipo grasso che ci porta i regali, e il suo nome è Babbo Natale” (Bart Simpson)  

2 domeniche, 2 piatti insoliti

Eccomi qua a tener fede a una promessa :
Il 6 marzo, sul blog di Lucy ho trovato questo post, si parlava di San Colombano e delle sue abitudini alimentari in Quaresima.
Pare che il Santo, in Quaresima, si limitasse a mangiare solo un piatto di minestra d’ortiche al giorno, tutti i santi giorni!!! E malgrado ciò, ingrassasse . . . c’era il trucco . . . il suo confratello, frate cuoco, preoccupato della salute del sant’Uomo, gli allungava la minesta con del latte (di quell’epoca, bello grasso, appena munto) . . . immaginate quando se ne è accorto San Colombano.
Ho deciso che avrei provato questa ricetta, ma poi ho lasciato passare del tempo . . . invece oggi l’ho preparata . . . ma l’ho leggermente modificata. Adesso vi spiego come!

Oggi, visto che l’uomodellamiavita si lamentava di dover strappare l’ortica, sono andata nell’orto e ho raccolto un tazzone di “punte” di ortica e qualche fiorelino di campo, per fare colore!

Poi, al momento di preparare la cena, ho lavato le ortiche e ho tolto solo le cimette, mi sono pizzicata ben bene  . . . ho messo nella casseruola un po’ di olio, una piccola cipolla (avendo deciso solo oggi pomeriggio di cucinarla, non avevo il porro) e tutte le ortiche. Mescolando ho fatto insaporire il tutto. Ho aggiunto una patata tagliata a fette sottili, una noce di burro, acqua calda, sale e pepe qb (la foto è stata fatta lontano dal fuoco perchè il vapore mi dava fastidio).

Dopo una ventina di minuti, ho aggiunto un paio di cucchiai di panna, regolato di sale, pepe e noce moscata (chissà se nei conventi irlandesi usavano la noce moscata nel Medioevo?), ho frullato tutto col frullatore a immersione e ho messo nei piatti, spargendoci sopra il prezzemolo tritato!

Pare che sia stata apprezzata . . . l’Uomodellamiavita ha detto che la prossima volta ci pensa lui, raccoglie solo le cimette delle piantine novelle e poi, ha guastato la zuppa di ortiche che era diventata una vellutata e il verdetto è stato: ” “Buona, delicata e gustosa!” . . . Quasi come “Est! Est! Est!”

Nota Bene: la ricetta originale, del cuoco del convento di San Colombano (o almeno quello che ci suggerisce Google) è nel post segnalato sopra

 

Domenica scorsa!

Qui da noi, sulle colline che circondano la Città sulla Costa, c’è una regola non scritta, d’inveno si cerca di fare (per la “par condicio”) una domenica cucina sambenedettese, una domenica cucina bergamasca . . . domenica scorsa toccava alla polenta, e avevo disponibile un cosciotto spezzato in due (o erano due sopracoscia) di tacchino . . . in cerca di ispirazioni, clicco “coscio di tacchino” sul solito riquadro di Google (noi casalinghe tecnologiche e pure un po’ disperate alla ricerca di fantasia in cucina abbiamo sostituito i giornali e enciclopedie di cucina con Internet)  e mi appare, tra i primi, questa ricetta . . .

Tritare cipolle, sedano, carote e gli odori per il soffritto in piccoli pezzi; far soffriggere con 4 cucchiai d’olio.
Quando il soffritto si è dorato aggiungere la coscia di tacchino (intera o a pezzi) e farla rosolare. Quando si sarà dorata irrorarla con il vino e farlo evaporare. Aggiungere sale e pepe ed il succo di una arancia.
Far cuocere a fuoco medio e con il coperchio per circa un’ora girando di tanto in tanto. Aggiungere il succo di un’altra arancia e le fette della terza arancia al tutto e lasciare cuocere per altri 15 minuti, quindi servire.

La carne c’era, le erbe “profumate” sono appena fuori dalla porta della cucina, olio e vino, sale e pepe sono sempre presenti in ogni casa. Preparo e metto in pentola la carne a far rosolare . . . e poi il vino.
Sono corsa nell’orto e ho raccolte le arance mentre la carne si insaporiva, un attimo e la prima spremuta era pronta da mettere in pentola . . . insomma, detto e fatto e tutto cuoceva in allegria e il profumo si spandeva per l’aria, tanto da stanare il Figlio dalla sua camera . . .
Nel frattempo si cuoceva la polenta, senza troppo sforzo da parte mia, con la comodità della polentiera  e quando finalmente l’Uomodellamiavita ha finito di potare, tutti a tavola . . . nella mia polenta avevo nascosto una fetta di taleggio (un tesoro che si scioglie col calore della polenta e che all’improvviso si gusta)

5 Super Eroi – Who’s Your Hero?,

Raccolgo l'invito dell'amica (virtuale) Lucyette,  praticamente, mi ha "incatenata", per curiosità, dice lei . . .

Pare che tutto parta da un'iniziativa che gira su Facebook, dice la Lucy:  "Invece di vestirci da zombie, esponiamo da qualche parte (ad esempio sul profilo di FB) l’immagine di un Santo: invece di festeggiare Halloween, festeggeremo Holy-ween, originale “made in Jesus”. . . e continua: Lodevolissima iniziativa, non posso che approvare, ma non c’era mica bisogno di inventarsi una festa nuova. Bastava festeggiare semplicemente Halloween, cioè All Hallow’s Eve, cioè la vigilia di Ognissanti; niente più.
Personalmente, non ritengo che Halloween vada demonizzata (qui avevo già scritto le mie ragioni); e anche i mostri hanno una loro ragion d’essere, se si va alle origini di questa festa. Quindi… no, io non festeggio Holy-ween: festeggio Halloween.

E siccome è una ragazza speciale, festeggia Halloween in modo speciale . . .  Pare che in America ci sia  un sito (in America, la Lucy trova dei siti ben strani) che vende T-Shirti molto cool con la scritta “Who’s Your Hero?”. Uno si immagina chissà cosa (un calciatore? Un marine? Il Presidente Obama?), e invece la maglietta riporta sulla schiena i nomi dei veri eroi dell’acquirente. “JESUS, Thomas More, Ignatius…”; oppure “MARY, Edith Stein, Maria Goretti…”.  e allora, le è venuta in mente questa cosa della catena  . . . più che di Sant'Antonio, di Santi, tout court
 T-Shirti molto cool con la scritta “Who’s Your Hero?”. Uno si immagina chissà cosa (un calciatore? Un marine? Il Presidente Obama?), e invece la maglietta riporta sulla schiena i nomi dei veri eroi dell’acquirente. “JESUS, Thomas More, Ignatius…”; oppure “MARY, Edith Stein, Maria Goretti…”.

    

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Il "gioco" si chiama Who’s Your Hero?, dice l'inventrice: "invece di elencarmi cinque cose che non so di voi, vi andrebbe di raccontarmi quali sono i cinque Santi a cui siete più vicini, o che comunque ammirate più di tutti "que Santi che sentite più vicini, che ammirate di più, o per i quali avete una particolare simpatia. Siccome son di manica larga, mi vanno bene anche i Beati, o qualsiasi individuo per cui sia stato avviato, a qualsiasi livello, il processo di canonizzazione.

A questo punto, scegliete cinque amici blogger e aiutateli a santificarsi attraverso un poco di martirio. Ovverosia, smollategli la catena, e pregateli di unirsi al giorno.
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Regolamento   Elencate i cinque Santi che sentite più vicini, che ammirate di più, o per i quali avete una particolare simpatia. Siccome son di manica larga, mi vanno bene anche i Beati, o qualsiasi individuo per cui sia stato avviato, a qualsiasi livello, il processo di canonizzazione.

A questo punto, scegliete cinque amici blogger e aiutateli a santificarsi attraverso un poco di martirio. Ovverosia, smollategli la catena, e pregateli di unirsi al gioco. (tradotto: nominateli e avvisateli)) )). )    o  

 Ora, io sono una "ragazza" giudiziosa e prevedibile . . . avrei potuto stupirla scoppiazzando  tra i santi di cui parla quasi quotidianamente lei, nella sua rubrica [Ma che sant'uomo!]   dove le vite dei santi sono piacevoli e raccontate spassosamente. Avrei potuto incominciare dalla mia Santa Patrona . . . o da quella dei miei figli. Avrei dovuto scegliere fra i tanti santi "comuni" che ti vengono in mente appena uno dice:"santi" . . . mi sono dovuta limitare a 5 e ho scelto questi:

  •  
  • S. Alessandro – patrono della città dove sono nata
  •  
  • S. Benedetto Martire – patrono della città dove ho trovato l'amore
  •  
  • S. Giorgio – patrono degli Scout e siccome Semel Scout Semper Scout (in italiano Scout una volta, Scout per sempre, in inglese Once Scout, Forever Scout) 
  •  

  • S. Geltrude – fondatrice delle Suore Sacramentine di Bergamo di cui faceva parte una mia zia
  •  
  •  S. Lucia  – ve lo devo spiegare??? Be', leggetevi questo post, facciamo prima
  •  
  •  
  • E ora passo a incatenare a questo gioco e ad avvisarmi quando l'hanno fatto . . .
  •  
  •  
  • ll Sup, perchè voglio vedere come se la sbriga . . . e perché è da un pezzo che non scrive sul blog! 
  •  
  • Diggiu, perchè è un'amica anche di un'amica e voglio arrivarci prima che la nomini Nihil!!!
  •  
  • Paluca – perchè . . . perchè serve sempre un perché? Diciamo che anche io sono curiosa!
  • E ancora Cuore di Pizza, come regalo del suo Anniversario di Battesimo!  

    Poi CrazyUncinetto, perché è una nuova "amichetta" e voglio conoscerla meglio!  

    Purtroppo, c'era da scegliere solo 5 fra i molti "amici" che ho in rete  . . . se qualcuno volesse partecipare, lo può fare, mica sioamo all'Università che c'è il numero chiuso . . . più siamo e più ci si diverte! Anche i santi, ne avrei messi di più, ma le regole sono regole! Se qualcuno mi ri nomina, ne metto altri 5!

    E adesso, di corsa da Lucy, a dirle che il lavoro è fatto! 'Notte

    Aggiornamento: Visto che la Diggiu mi ha "incatenata", e per non intasare di troppi santi questo blog, ho scritto un nuovo post nel blog "dependance", quello che mi sono ritrovata dopo l'iscrizione, fatta perchè qualche blog non accetta caramelle dagli sconosciuti one, perncinetto . . . Un
     

    Coming soon

    Eccomi qua, per quelle due o tre amiche che si preoccupano se non scrivo, ci sono e sto pensando ai post, ma ho l'Udmv in ferie un'altra settimana e per quanto io gli voglia bene, tra gli orari che si sballano e i giri  "extra", oltre il mare e la spesa, siamo di corveé dal Ferramenta. Fabbro. Vivaio. Questura  e altro, mi resta difficile concentrarmi!

    Però, siccome quei famosi  "quattro post" che volevo postare fra Ferragosto e fine agosto sono veri, e li avevo abbozzati, vi lascio qui un "prossimamente" o come si dice adesso un "trailer" . . . insomma "coming soon", come scrivono sulle vetrine dei negozi in allestimento!
     

     
     

    Allora, un post per raccontarvi in fretta, come era passata la settimana di ferie di Ferragosto:
    Eccomi qua, sopravvissuta a quella che è la settimana del “Capodanno estivo”. Come ormai viene percepito Ferragosto da molta gente.
    In questa settimana, tra sagre e fuochi d’artificio, tra concerti in piazza e notti bianche ce n’era per tutti i gusti, ma noi, l’Udmv ed io, siamo rimasti a casa, come due bravi vecchietti, almeno riposavamo qualche ora, in una settimana di ferie che di riposo ne ha visto ben poco.
     (Continua Qui)

     

     
     

    Un altro, per commentare con voi, l'amicizia che mi hanno chiesto alcune giovani blogger e la voglia di dieta che scorazza per il web, da cui io non sono rimasta immune:
    Dove mi giro c'è qualcuno a dieta . . .. . . non sono sicura di rientrare nei panni dell'inverno . . . già in alcune cose che mettevo l'anno scorso ci sto stretta . . . tra un po' non vedrò più i miei piedi . . . mi lamentavo quando mi chiedevano se ero incinta, adesso con i kili in più, penseranno che sono una vecchia cicciona . . . (e continua qui) 

     

    Il terzo, era una raccolta di dialoghi, semiseri e surreali:
    Guardando fuori dalla finestra il cielo all'imbrunire:
    La Madre: "Si sono accorciate le giornate, è finita l'estate!"
    Il Padre: "Sì, vedi, ci sono già i boccioli dei fiori gialli (
    topinambur), quando sbocciano siamo quasi in autunno!"
    La FigliaPiccola, distogliendo un attimo lo sguardo dalla TV: "Invece io capisco che si avvicina l'autunno perchè in Tv fanno le pubblicità dell'
    Hachette o della Hobby & Work!" 

     (e il resto, qui)

     

      
     

    L'ultimo post che dovrei finire tratta del "corredo" nell'epoca moderna :
    Giusto in questi giorni, il figlio della Vicinavicina (un giovane nel "mezzo del cammin di sua vita") dovrebbe andare a convivere con la sua ragazza. La madre dice che le viene da ridere . . .  io dico che è come quando l'altro figlio si è sposato, lei dice di no, le viene da ridere . . . 
    Le ho chiesto se, anche a questo figlio, ha preparato il "corredo" dello sposo,come all'altro; mi ha detto che non ci pensa neanche, il corredo, è per quando si sposerà . . .