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Come nonna, zero . . .

30 maggio 2013 . . . Sono andata a controllare, l’ultimo post che parla del PiccoloLord è di quasi un anno fa.

Come blogger nonna . . .  zero! Sono davvero una frana!

Quasi un anno senza parlare del PiccoloLord! Sì, va be’ ho la giustificazione che è stato un anno vissuto intensamente come “badante” ai miei simpatici vecchietti, per cui ho visto e vissuto la crescita del nipotino, le sue buffe avventure alla scoperta del mondo, della casa, di se stesso e degli altri . . .

Quanti aneddoti potrei raccontare di quest’anno.  Sono così tanti che li dimenticherò! E pensare che volevo mantenere, in questo mio “diario”,  il ricordo delle piccole cose che a sentirsele raccontare da grandi fanno arrossire figli e nipoti . . . E allora, direte voi, perché non te li sei scritti giorno per giorno, anche solo su un foglio di carta o su un file di Word . . . perché è più facile a dirsi che a farsi . . . quando nel frattempo devi vivere, sopravvivere e pensare al giorno dopo . . .

Vediamo di recuperare qualche cosa:
Lo sviluppo fisico è evidente, il PiccoloLord è alto (è sempre stato più altro della media della sua età), questo è uno dei pregi che gli ha passato suo padre.
È un bambino vivace, ama abbracciare e baciare, ama saltare e arrampicare, ama lavorare col nonno nell’orto o con la mamma tra i fiori (della giungla che chiamano giardino). Gli piace giocare a pallone e andare in bici, correre con le cagnoline di casa e giocare a nascondino (ma mi dice lui dove devo nascondermi) . . .
Gli piace stare con gli amici al parco. Pare che con loro si sia sempre capito anche quando non diceva altro che “no”! Gli piace andare sulla spiaggia, d’inverno, con la sua mamma.

Lo sviluppo intellettuale, non è mai stato messo in discussione (dalla nonna) e anche gli esperti sono d’accordo col dire che è un bimbo sveglio. Anzi c’è persino chi dice (e non sono io) che è anche più sveglio di come dovrebbe essere per la sua età. Per esempio conta i numeri fino a 10 (lo sapete che alla sua età si considera che basta che sappia contare fino a 5?) . . . però, c’è un però, salta il 5, lui si tocca la punta delle dita e dice: “Uo, ue, tè, a’tto, sei, ette, occio, noe, i-ecci!”,  l’altro giorno quando ha detto “sei” l’ho corretto e ho detto: “no, non è il sei, è il cinque, ripeti!” e lui, obbediente: “uo, ue, tè, a’tto, no sei!” e io mi sono messa a ridere così di gusto che si è messo a ridere pure lui.

Una cosa che mi diverte (e diverte tutte le nonne, lo so per esperienza di figlia e nipote) è abbracciare mia figlia e chiamarla “Figlia mia”, lui si arrabbia e protesta: “No, mamma MIA!” . . . è in un’età in cui l’idea che la sua mamma possa avere anche altri legami parentali, oltre che con lui, non lo sfiora nemmeno . . . una volta, non ricordo più cosa ha fatto la FigliaGrande, ho detto: “Che brava la mia ragazza!” e lui, pronto: “Noooo . . . mamma miiiaaaaaa!” 😉
È anche un gran curiosone, il primo a correre alla finestra quando suona il campanello o se i cani abbaiano. A volte io non mi muovo nemmeno e lui, dopo un’attenta osservazione mi riferisce: “gatto!” oppure, sbatte le mani all’altezza delle spalle e vuol dire che era/erano uccelli . . . la quantità viene specificata, oppure dice “tanti” . . .
Se suona il telefono della mamma, chiede subito: “Papa???” (no, non è che il Papa Francesco ci chiami abitualmente, è che gli accenti non li ha ancora scoperti) e il 99 % delle volte, ci azzecca, è il suo papà che vuole parlare con lui.
Una pomeriggio, suona il telefono, parlo mentre lui sta giocando tranquillamente da solo, concentrato sul suo gioco. Come chiudo, senza nemmeno alzare la testa chiede: “Ma’, i eee???”  Io e sua madre ci siamo guardate e ci siamo messe a ridere.

Disegnare con le mani – Venerdì del libro 3

Una pensata furba . . .

un libro simpatico . . .

un bambino soddisfatto!

disegnare con le mani

Avete presente il vecchio, divertente, gioco delle ombre cinesi . . . lo sapete no come funziona? Si sistemano le mani, le dita e si frappongono tra una luce bella forte e il muro (possibilmente chiaro e tinta unita) ed ecco, la magia delle ombre cinesi . . . Qualcuno l’ha applicata al disegno. (Una pensata furba)

Sono stata al supermercato e, su ordine della FigliaGrande, ho cercato uno zainetto per il nuovo anno d’asilo del PiccoloLord . . . quello che è stato usato l’anno scorso (i primi mesi soltanto, perché non stando lui a pranzo non serviva) da gennaio viene usato come “24 ore” quando il PiccoloLord va dal suo papà al pomeriggio e resta là a dormire, Ci trovano posto, giochi, libri, cambio, pigiama e le varie ed eventuali che sono così importanti per un bimbo a quell’età!


peppa pig

Avendo preso lo zainetto con il personaggio televisivo che va per la maggiore tra le nuovissime generazioni: Peppa Pig. Avendo reperito lo sconto del 20% per il suddetto zainetto. Avendo visto un espositore di libri, ho pensato che potevo spendere un po’ di quegli €uro risparmiati per un libro (un libro che non costasse più di 4 €) . . . cerca e ricerca ho trovato questo . . . “disegnare con le mani”, al momento pensavo si riferisse al pasticciare con la tempera “da dita”, ma come l’ho aperto e sfogliato ho capito che era proprio quello che serviva a noi, un PiccoloLord alle prime armi come disegnatore, una nonna che più di un albero, un po’ di fiori, qualche farfalla (di profilo) e la classica casetta, non sa disegnare. (Un libro simpatico)

spesa_sporta

Quando sono tornata a casa, avevo messo il libro nello zaino e lo zaino in una busta, avvolto nei fogli di un depliant pubblicitario di quel supermercato . . . con fare svagato ho chiesto al PiccoloLord di aiutarmi a portare in casa la spesa e gli ho allungato il pacchetto . . . lui, curioso come una scimmia la nonna, ha aperto subito tutto e si è messo a fare versi e facce di gioiosa meraviglia . . . poi, siccome vuole capire come funzionano le cose, come sono fatte dentro, come uno scienziato  il nonno  ha iniziato ad aprire tutte le cerniere e ha trovato il libro. Siccome si sà “Buon sangue non mente”, come ha visto che era un libro, si è sistemato sul tavolo e l’ha sfogliato continuando a comunicare felicità da tutti i pori . . . e io con lui. (Un bambino soddisfatto)

ape-rosaApe su rosa canina, foto di Fabrizio F. – fonte: flickr.com


Come dice Trilussa ” 
Tutto sommato, la felicità / è una piccola cosa. ” 

Felicità

« C’è un’ape che se posa

su un bottone di rosa:

lo succhia e se ne va…

Tutto sommato, la felicità

è una piccola cosa. »

(Trilussa)

 

Con questo post, Fiordicactus partecipa al “Venerdì del libro” di Homemademamma

È ufficiale . . .

. . . il PiccoloLord è MOLTO intelligente!

Io lo sapevo già, mai avuto dubbi . . . ma io sono la nonna e se lo dico io mi dicono che sono di parte! Che sono la solita nonna che sbrodola dietro ai nipotini. Che “ogni nipote è sveglio a nonna sua” e così via discorrendo, ho deciso di non dire niente in tutti questi mesi, ma adesso . . . adesso l’han detto loro . . .

Adesso l’han detto in quattro, le due logopediste e le sue due maestre.

. . . vi dirò, secondo me,  anche le sue maestre sono di parte. Lui, da quel gentiluomo che è, prodigo di sorrisi e baci, se le compra. E siccome a scuola è bravo (per quel che può essere bravo un bambino al primo anno di scuola dell’infanzia), gli perdonano anche il suo essere un filino testardo. Comunque, all’incontro scuola/famiglia, l’hanno detto alla mamma: ” È sveglio, intelligente, capisce e si fa capire, un po’ troppo indipendente per la sua età! Ma poi, ti guarda e ti viene vicino, finisce tutto in baci e abbracci e ti dimentichi che è un po’ prepotente!” 

Per le logopediste il discorso è diverso, loro sono all’opera (finalmente dirà qualcuno) per capire e aiutare questo bambino che comunica ma non parla. . . usa la mimica, ogni movimento possibile, dei piccoli “fonemi” che lui associa a nomi, azioni, sensazioni . . . da mesi continua a dire (e usare bene) “No”, declinato in vari toni a secondo del concetto che vuole esprimere. Dice chiaramente “Ahi! Ahi!” quando si fa male, anche leggermente, mentre scorrazza per casa o in giardino (be’, ultimamente in giardino non molto, visto il tempo inclemente!).

Insomma le logopediste si sono messe all’opera e hanno “somministrato” i test . . . Mi dicono che lui se l’è cavata benissimo, capisce e riconosce un sacco di parole, molti concetti astratti e un sacco di frasi anche complesse . . . tipo: “trova la bambina che ha in mano il gelato” in un foglio con 10 personaggi intenti a compiere varie azioni.

Malgrado, la prima volta che c’è andato, fosse da solo con la logopedista (la mamma l’hanno lasciata fuori dallo studio) è riuscito a farle capire che doveva andare al bagno e aveva bisogno della mamma . . . e ogni volta che va è sempre meglio.  “Gioca” con attenzione e impegno ogni volta che va al suo incontro con la logopedista di turno.

Ma anche qui a casa ci sorprende con i suoi progressi, ma questa è un’altra storia, ve la racconto un’altra volta! 🙂

 

Santa Lucia & PiccoloLord

Le cose sono andate così: dai NonniBisnonni ci si può andare solo il pomeriggio dopo le 17.  Il giorno di Santa Lucia il PiccoloLord, al pomeriggio, era dal suo papà . . . Pensa che ti ripensa e la soluzione è stata trovata.

Venerdì pomeriggio, PiccoloLord con la ziaFigliaPiccola, la sua mamma e la nonna,  è andato a casa dei NonniBisnonni  portando una cesta di fieno (recuperato dalla Vicinavicina che ha i conigli) per l’asinello e aiutando ad apparecchiare la tavola per l’arrivo della Santa Lucia. Molto convenientemente, la Santa Lucia è arrivata sabato pomeriggio.

DSCN1927© Fiordicactus & family

La mamma del PiccoloLord (FigliaGrande), aveva iniziato a raccontagliela qualche giorno prima: “c’è questa SantaLucia, abita a Siracusa, ma se ne va in giro di notte, porta i regali ai bambini che fanno i bravi . . . fai il bravo tu???”
“Poi, questa SantaLucia passa dal NonnoBisnonno che è un suo grande amico e vede se c’è rimasto qualcosa nel sacco, te lo lascia, se fai il bravo . . . fai il bravo tu???”
“Dobbiamo andare a preparare la cena per SantaLucia, che viaggia tanto e deve riposare e mangiare e dobbiamo andare a cercare il fieno dalla “zia” Vicinavicina per l’asinello della SantaLucia, ti ricordi chi è SantaLucia? Ti ricordi che porta i regali ai bambini che fanno i bravi? . . . Fai il bravo tu???”
E lui, sempre, a fare andare la testa (come l’asinello) per dire: “Sì, io so tutto su SantaLucia, ricordo tutto quello che mi hai detto e sono il più bravo fra i bambini che ci sono in questa casa!”

È arrivata prima la ziaFigliaPiccola che la SantaLucia e così, quel pomeriggio, con la mamma, e la zia, il PiccoloLord è andato dalla Vicinavicina che, dopo le dovute spiegazioni e le consuete meraviglie, gli ha riempito un sacchetto della spesa di fieno che usa per i suoi conigli. 
A casa abbiamo recuperato una cesta e l’abbiamo riempita con questo fieno e siamo uscite tutte noi e lui, salutati i 3 cani, alla volta della casa del NonnoBisnonno. Quest’ultimo aveva già preparato “l’angolino” adatto e si è fatto aiutare dal bis-nipote a sistemare le ultime cose, piatto, posate, tovagliolo e la cesta col fieno . . .  noi tre e la NonnaBisnonna siamo rimaste in sala per dividerci un tea, una fetta di panettone, due chiacchiere e frequenti visite nell’altra stanza su richiesta del PiccoloLord . . . abbiamo fatto i complimenti, abbiamo sciorinato tutte le esclamazioni del repertorio e poi, con la promessa di tornare l’indomani, siamo andati via, di nuovo a casa nostra.
La fregatura, col PiccoloLord è che non parla, così non ci ha rintronato con domande su come, quando e perché, SantaLucia, visto che c’era non arrivava a casa nostra o cose simili, ha fatto cena, ha guardata una ennesima volta il film “Cars” e si è addormentato, al giorno dopo non ci ha assillato con domande del tipo “dove è sparita la ziaFigliaPiccola?” che aveva preso l’autobus di prima mattina per rientrare nella Capitale oppure: “quando andiamo dal NonnoBisnonno?”  . . . niente, come al solito fino ad una certa ora del pomeriggio quando è stato ben bene intabarrato e, accompagnato dalla mamma, dalla nonna e dal nonno, è arrivato a casa dei NonniBisnonni.
Già nell’ascensore si è meravigliato che ci fossero, per terra, delle grandi monete d’oro e d’argento . . . altre sul pianerottolo, le ha raccolte tutte e se le è ficcate in tasca . . . poi, con il sottofondo di musiche natalizie, in quell’angolino, nella camera al buio, si vedeva il chiarore (ballerino) di alcune candele . . . si è avvicinato, per mano al NonnoBisnonno, e ha scoperto che la SantaLucia era davvero passata, aveva fatto la cena, bevuto e lasciato dei regali per lui . . . poi, il NonnoBisnonno gli ha fatto notare che anche l’asinello si era servito e aveva scorpacciato quasi tutto il fieno.

Purtroppo, il nonno (il sant’Udmv) ha fatto solo il filmino, niente foto di quella faccettina sorridente, con gli occhi sgranati di un bambino che, una volta passata la sorpresa, si è interessato molto di più a mangiare caramelle e soldini di cioccolato e a soffiare sulle candele . . .  che a guardare il libro “pop up”  che parla della nascita del Bambin Gesù, a cercare un foglio dove provare i colori a cera e a uno dei suo “disegni” messo in una cornice. Ma ve la potete immaginare, ricordatevi o guardate i bambini che avete intorno quando trovano i regali di BabboNatale, di SantaLucia o della Befana.

E anche per quest’anno la tradizione è stata rispettata . . . chissà, l’anno prossimo magari vi racconto di cosa ha detto . . . 

Santa Lucia

Stamattina molti bambini, in alcune parti d’Italia, si sveglieranno presto (se leggete qui, scoprirete che è così da anni). Correranno a vedere cosa ha portato loro la Santa Lucia, una dei “portatore di doni” che in questo periodo sono molto impegnai a fare la gioia di tutti i bambini (e di qualche adulto).

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Anche nella città dove sono nata, arriva Santa Lucia, col suo asinello e le gerle piene di regali (qui, per i miei ricordi di bambina), quando ci siamo trasferiti nella Città sulla Costa, mio fratello, l’ultimo, era ancora bambino e così, Santa Lucia ha imparato la strada per arrivare anche quaggiù, . . . poi sono arrivati i miei figli e con l’aiuto del giovane zio, abbiamo ricreato, presso la casa dei nonni, la magia dell’arrivo della Santa e dei doni . . . così con i figli dei miei fratelli e poi, quando anche l’ultimo ha raggiunto l’età “critica” (ormai è in prima media) è arrivata l’ora del PiccoloLord.
L’anno scorso ha portato dei regali, per il PiccoloLord, a casa mia . . . ma quest’anno, visto che il BisNonno,  è rimasto qua per le Feste, ecco che la Santa Lucia (grande amica del BisNonno) arriverà a casa sua . . . già la FigliaGrande sta raccontando le leggende che riguardano questa Santa. Già sul frigor è attaccata una letterina, scritta dalla sua mamma, dove il PiccoloLord ha aggiunto una linea chiusa, di forma imprecisata, di colore arancione, come firma!  

Poi vi racconterò com’è andata! 

                                                                                                             

Calendario dell’Avvento 2012 ><

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“L’Albero di Natale perfetto? Tutti gli alberi di Natale sono perfetti!” (Charles Barnard)

Nonne e inserimenti . . . storie di asilo

Non mi era mai capitato, ma è stato divertente e istruttivo . . . 

Ci sono state 2 mattine che, essendo la mamma in altre faccende affaccendata, ho accompagnato il PiccoloLord a scuola, “scuola dell’infanzia” si chiama adesso quello che nella mia testa resta “l’asilo”.


Sapevo che non avrei potuto fare come con i miei figli, accompagnarlo in aula, controllare che sistemasse al meglio le sue cose: zaino, merenda e giacca, per poi salutare lui e la maestra e tornarmene a farmi i fatti miei fino all’ora dell’uscita. Da un po’ di tempo, negli asili vige la strana, buona abitudine che prende il nome di “inserimento” (cliccando qui si ha un’ idea di quello che potrebbe essere). 
L’inserimento, nella scuola del PiccoloLord, prevede che i bambini arrivino tra le otto e le nove e che l’adulto che accompagna i più piccini resti lì, a disposizione, quasi un “sostegno”.

Non mi è sembrata un’idea così balzana come lavevano illustrata in un blog del Corriere della Sera, in effetti, chi meglio della mamma (e/o il papà o una nonna o una zia) sa “spiegare” il proprio cucciolo ai nuovi adulti (non dimentichiamo che ci sono anche  i maestri, anche se sono solo lo 0,7% .) che dovranno occuparsene per così tante ore al giorno e chi, meglio della mamma(e/o gli altri di cui sopra) al bambino certe nuove pratiche e regole.

Siamo arrivati e, la prima volta, non sapevo nemmeno come muovermi . . . la maestra solerte mi ha indicato l’appendino per lo zaino,  poi ci ha fatto sistemare sulle seggioline intorno a due tavolini, “i tavolini dei piccoli” così li ha definiti, spiegando ai bambini più grandicelli che quest’anno ci saranno in classe due gruppi, i più piccoli (che,  ad oggi, sono 6 bambini che non hanno ancora 3 anni) e i grandi  (che sono al loro secondo anno di scuola). I due gruppi staranno insieme in certi momenti e lavoreranno  in modo diverso in altri.

Quei due giorni in cui ho svolto il mio incarico, così delicato, di “traghettatrice” fra la realtà domestica e quella pubblica della vita del PiccoloLord  sono stati distanti un paio di settimana  uno dall’altro e ho potuto vedere la differenza , se pur minima, nel comportamento del nipotino. La prima volta, non guardava nessuno, e quando la maestra ci ha indicato dove metterci si è seduto sulla seggiolina e io su quella in parte a lui (ebbene sì, io e un’altra mamma, non proprio filiformi, sulle seggioline dell’asilo) , ha aspettato le maestre che gli hanno messo a disposizione pezzi colorati a incastro e poi il pongo e assieme a me (in un rapporto simbiotico, con intreccio di braccia) ha giocato. Invece, la seconda volta era già molto più spavaldo, è andato da solo ai tavolini dei piccoli,  ma  quando ha visto che le compagne erano già impegnate con i giochi, si è diretto verso i tavolini dei più grandi e, trovata una sedia vuota, si è accomodato a giocare con i mattoncini. Io, per il momento dimenticata, mi sono aggirata curiosa  per l’aula.
Quando tutti sono arrivati le insegnati hanno fatto l’appello, la prima volta non ero preparata, ma la seconda (avevamo fatto le prove a casa) aspettavo con ansia il momento dell’alzata della mano e lui, pur con un po’ di ritardo, ha alzato il braccio al sentire due volte  il suo nome  . . . c’è stato il momento della merenda (e per mangiare, non è un bimbo che bisogna aiutare) e poi il bagno; anche se c’è il “cambio” di scorta e lui di solito fa da solo, le maestre mi hanno chiesto di aiutarlo.

Sia una volta che l’altra dopo il bagno c’è stato il momento dei canti (le canzoni dei bambini, facili e con tanti gesti da fare) . . . ho imparato una canzone su un povero somaro che ha mille dolori, meno male che la sua mamma ha un rimedio per ognuno, ho rispolverato quella dei  nanetti, là sulla montagna e persino quella della balena coi denti gialli , la prima volta il PiccoloLord si alzava dalla sedia e girovagava all’interno del cerchio, fino a quando qualche bambino tra i più grandi gli spiegava, con parole e gesti che doveva stare seduto, lui, prontamente ubbidiva, salvo dopo pochi secondi, ripartire . La seconda volta, invece sorridente mimava le canzoni e si guardava intorno . . . Finito questo momento “collegiale”, mentre  i più grandi erano impegnati a colorare le nuvole grigie e la pioggia che bagnavano delle lumachine, io, l’altra mamma con  i 3 piccoli siamo usciti per andare nell’area giochi, adiacente all’aula, dove, tra animali di peluche,  pentoline e cibo di plastica  hanno cominciato a fare le prove di divisione o scambio dei giochi. . . anche questo aspetto, la seconda volta era molto migliorato  sono stati lì a osservare (nel frattempo la mamma dell’altra bambina piccola era andata via), ma ognuno aveva stabilito una specie di “possesso” su certe pentole, verdura e altro e usavano la “cucina”  senza litigare, ognuno il suo sportello, ognuno il suo “fuoco”.
Finita la sessione di “gioco libero”, li hanno rimessi seduti a fare un’attività e le maestre mi hanno invitato tutte e due le volte a uscire  e sostare all’ingresso, la prima volta dopo pochi minuti è arrivata la maestra col PiccoloLord al traino, piangente e gemente . . . la seconda volta, mi ha fatto ciao e io sono rimasta fuori in corridoio, spiando da un pertugio della porta a soffietto lui che disegnava sui fogli con i pennarelli . . . lo vedevo che ogni tanto si guardava intorno come per cercarmi, ma senza pianti . . . Tutte e due le volte, verso le 10.30 ci hanno  fatto uscire, fine dell’esperienza.

Adesso, sta a scuola, con la mamma . . . il distacco da lei è più difficile, con il fatto che poi ancora non parla anche  se capisce e si fa capire . . . la mamma dovrò star lì più giorni, però, mi racconta che è sereno, che appena arriva abbraccia le due bambine del suo gruppetto, e fa ciao con la manina ai maschietti che lo salutano, che  alza prontamente la mano nel sentire il suo nome e cognome, “canta” (o meglio segue le canzoni col mimo) stando seduto tranquillo nel cerchio di seggioline, che colora anche le fotocopie che gli danno le maestre e che quando vanno via  le saluta con la manina mentre si alza dal banco e poi le va a baciare . . . chissà quando finirà questo inserimento???

Vi svelo un segreto, vedere le maestre all’opera e i bambini di quest’età che “socializzano” fra loro mi ha fatto venir voglia di poterci andare ancora, è interessante e buffo vedere come agiscono questi uomini e donne in miniatura, così piccoli e già così determinati, così uguali e così diversi fra di loro.

La mamma piange, la nonna ride . . . PiccoloLord cresce!

Ci sono dei “passaggi” che segnano la vita di ognuno di noi, ci spiegano che stiamo cambiando e stiamo crescendo . . .  eccomi qua a parlarvi di quello che ho visto in questi mesi e di come, ieri una mamma piangeva e una nonna rideva (tutte due per lo stesso motivo).

ATTENZIONE . . . post ad alto grado di ironia, leggerlo sorridendo come io sorridendo lo scrivo. 

Sappiamo tutti (e chi non lo sapesse, lo scopre ora) che il PiccoloLord si avvia al traguardo dei suoi primi 3 anni, tra qualche settimana comincia l’asilo. Non ho parlato molto di lui in questi ultimi mesi, anzi, se uso le “categorie” trovo poche notizie sul nipotino in questo 2012. Cose che capitano quando le nonne fanno ancora le mogli e le mamme, quando le nonne si considerano ancora persone; ci sono tanti pensieri, tante cose da fare per i figli per il marito e si cerca di non trascurare se stesse e il nipote cresce senza una cronaca giornaliera (d’altra parte, questo blog è il blog di una persona, prima che nonna e mamma non è un blog “dedicato”).

Il PiccoloLord non sembra risentire di questa mancanza di attenzione bloggeresca, è cresciuto bene in altezza: arriva oltre il limite minimo delle finestre, così non corre molti pericoli di andare a sbatterci. È cresciuto bene anche come peso, tanto che il Pediatra pensa che dovrebbe perdere quei due o tre chili che pesano sulle sue giovani ginocchia. È cresciuto in biricchinate . . . ha un sacco di giochi “alternativi” che non rientrano nelle cose che  sono consentite, ma per ora pare proprio che lui si disinteressi di cose così noiose come le “regole e divieti”  tra i giochi che lo divertono c’è il buttare a terra le sedie e usare lo schienale come dondolo stando in piedi con le gambe ben aperte sui due lati della spalliera o come chiedere l’acqua e, dopo averne bevuto una parte, guardarti con occhi “luccicanti” di malizia, buttare repentinamente a terra il resto del contenuto (e meno male che è estate), o quello di divertirsi come un matto nel salire di corsa la scala e ridiscenderla saltando un gradino alla volta, mentre il nonno tiene il conto: “uno . . . due . . . tre . . . . 
L’estate . . . stagione votata allo spannolinamento l’ha iniziata qui (in questa casa che da pochi mesi è diventata anche casa sua), c’è da dire che (secondo me) la parte che ama di più di tutto l’ambaradam creato dal fare pipì dove capita è il veder correre le donne di casa a cercare spazzetone, stracci e disinfettante . . .  come secondo classificato nella categoria “perché fare pipì senza pannolino” c’è la possibilità di tirare l’acqua del water, operazione che esegue con gioia, mettendosi in piedi sull’asse del water con i piedi ben piantati di qua e di là, come un piccolo “colosso di Rodi” . Educatemante saluta sempre con la manina la pi e l’acqua che vanno via. In questi ultimi giorni (finalmente), non aspetta che la mamma gli chieda o lo inviti a “far pipì” e nemmeno la fa più dove si trova, essendo molto impegnato a giocare, spostandosi solo di poco da dove sta giocando. Da una settimana capita che lo si veda mollare quello che fa, partire di corsa e, seguendolo, lo si trovi appollaiato sul “trono” intento all’espletamento delle sue funzioni basilari.
La situazione “popò” è più difficile da gestire . . . non si sa perché, la cosa lo mette in apprensione, come lo si vede correre semiaccovacciato, bisogna essere pronti a beccare il momento giusto e portarlo di corsa in bagno . . . ieri ci è andato da solo e alla fine, tra applausi e grida di giubilo abbiamo salutato la produzione di cotanto sforzo che veniva trascinata via dalla cascata d’acqua.

Sul fronte “chiacchiere” la cosa si “trascina” da prima che si stabilissero qua, si può dire che non ha preso dalla nonna Fiordicactus (forse dal nonno, Uomodellamiavita e uomo di poche parole?), ancora non dice una parola, fa delle prove . . . “Uuua Uuuaaa”, “Ba ba ba”, “Ma ma ma”  e usa la mimica unita ai suoni per farsi capire: se indica qualcuno e fa: “Ehhhh” lo interpretiamo come una richiesta di attenzione da parte della persona indicata che magari non lo sta osservando.
Se vuole sapere qualcosa, “dov’è, cos’è, chi è o perché” la domanda omnicomprensiva sarà: “Eh È?” .
Se qualcosa non gli va, si abbraccia la pancia, gira la testa e dice “Oh!” con un tono che non ammette repliche e che noi, in casa, interpretiamo come un no. Se vuole qualcosa indica o se lo prende da solo, se ci sono più cose tra quelle indicate, i grandi iniziano a elencare: “Vuoi questo? Vuoi quello?” . . . se la cosa non lo interessa scuoterà la testa con infinita pazienza, se pronunciate la parola giusta verrete ricompensati da un largo sorriso.

(Non ditemi che “gli prestate la voce” oppure: “non dategli l’acqua finché non dice la parola” o ancora: “parlate troppo voi e lui non trova spazio per pronunciare le parole”  . . . abbiamo provato, la sua bocca resta chiusa, ma stiamo facendo le indagini del caso. Sentirci, ci sente e bene . . . Capire, capisce e bene! Per il resto, ci sono gli specialisti e vi dirò cosa diranno).

Quando vede che si sta apparecchiando la tavola, sa che deve lavarsi le mani, anche se non sempre glielo ricordiamo, bisogna intervenire a volte per chiudere l’acqua, essendo una delle sue passioni quella di giocarci e allagare bagno e cucina se è lasciato libero di fare . . . poi aiuta, dove può aiutare, ad apparecchiare e si sistema seduto al suo posto, in attesa. 
Ama correre con le cagnoline che lo inseguono o si fanno inseguire sia in casa che in cortile/giungla giardino . . . ama tirare la palla coi piedi o con le mani . . . ama guardare cosa succede fuori casa, specialmente se sente i cani abbaiare si affaccia alla finestra verso il cancello . . . se sparisce qualche gioco sotto il gas o sotto la cassapanca (ma anche sotto il frigor) non chiede aiuto, va a cercare una scopa o altro “attrezzo” simile e via, alla ricerca del bene perduto . . . ama vedere rotolare ogni cosa che rotola (portatovaglioli, barattoli, pomodori appena raccolti o una semplice palla), ma ama rotolarsi anche lui, ridendo . . .

Un pomeriggio di settimana scorsa è andato a letto, nella camera che divide con sua madre, e mentre lei è tornata un attimo in sala . . . lui si è sistemato sul suo lettino con un pupazzo tra le braccia e si è addormentato (senza coccole o ninna nanna)  prima del suo ritorno.
Ieri sera, mentre la sua mamma si preparava per la notte, lui si è sistemato sul suo letto e poi ha fatto capire alla mamma che non voleva essere abbracciato, come capita tutte le sere, le ha indicato il suo letto (suo della mamma),  come a dire: “tu vai lì!”, si è sistemato la Jeep rossa sulla pancia(*), tenendola con una mano e ha chiuso gli occhi . . . la mamma è corsa dalla sua mamma piangendo di gioia e mormorando “il mio bambino si è addormentare da solo, il mio bambino sta diventando grande!” . . . al che, la nonna (in parte commossa) si è messa a ridere . . . ce n’è ancora di strada da fare per diventare grandi, ma questi sono i primi passi.

(*) Lui va a letto con i suoi pupazzi, orsacchiotto, cucciolo di pluto e winniepooh, ma anche con una jeep rossa, una ruspa snodata o un trenino formato da locomotiva e 3 vagoni che si sparpagliano nel letto dopo pochi minuti . . .