Archivi categoria: pace

Preghiamo per la Pace

Partecipo

alla giornata

di preghiera e digiuno

indetta dal Papa per la

Pace nel mondo

Cibo

Digiuno dal cibo e

anche

dal lato tecnologico

della vita

No Pc

Principe della pace, Gesù Risorto,
guarda benigno all’umanità intera.
Essa da te solo aspetta l’aiuto e il conforto alle sue ferite.
Come nei giorni del tuo passaggio terreno,
tu sempre prediligi i piccoli, gli umili, i doloranti;
sempre vai a cercare i peccatori.
Fa’ che tutti ti invochino e ti trovino,
per avere in te la via, la verità, la vita.
Conservaci la tua pace,
o Agnello immolato per la nostra salvezza:
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
dona a noi la pace!
Allontana dal cuore degli uomini
ciò che può mettere in pericolo la pace,
e confermali nella verità, nella giustizia, nell’amore dei fratelli.
Illumina i reggitori dei popoli, affinché,
accanto alle giuste sollecitudini per il benessere dei loro fratelli,
garantiscano e difendano il grande tesoro della pace;
accendi le volontà di tutti a superare le barriere che dividono,
a rinsaldare i vincoli della mutua carità,
a essere pronti a comprendere,
a compatire, a perdonare,
affinché nel tuo nome le genti si uniscano,
e trionfi nei cuori, nelle famiglie, nel mondo la pace,
la tua pace.

(Beato Giovanni XXIII)

 

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Giorno del ricordo

Altro giorno da non dimenticare, anche solo per una preghiera, per tutti questi morti, che si aggiungono a tutti gli altri che durante e dopo la seconda guerra mondiale ci sono stati, per la cattiveria dell’uomo trasformato in bestia da ideologie, da brama di potere, da sete di vendette. Qui di seguito qualcosa trovato spulciando nella rete!

Da un sito che dice: "ricordare x capire" . . ."A Trieste,a differenza delle altre città italiane, la liberazione alla fine della seconda guerra mondiale, è coincisa con l’inizio di un incubo: per quaranta giorni le truppe partigiane e comuniste del maresciallo Tito hanno imperversato a Trieste torturando, uccidendo e deportando migliaia di cittadini innocenti, o talvolta colpevoli solo di essere italiani o anticomunisti.

Anche questa, come quella delle Foibe, è una pagina dimenticata nella storia d’Italia. E’ una pagina spesso dimenticata anche a Trieste: da chi la ha vissuta per il desiderio di cancellare il ricordo di un incubo. E da chi, più giovane, non ha potuto sentirne parlare alla televisione o sui libri di scuola."

La legge n.92 del 30 marzo del 2004, ricorda le vittime delle foibe e gli esuli dell’Istria, Fiume e Dalmazia, io ricordo le persone, che ho conosciuto molto dopo questi fatti, che sono dovute scappare da quei posti e che hanno cercato di dimenticare certi bruttissimi ricordi, e nelle loro terre d’origine ci hanno lasciato un po’ di cuore!

Gli italiani di Pola cercano la salvezza salpando con la nave "Toscana" per sfuggire alla truppe di Tito ormai giunte alle porte della città

 

27 febbraio 1947 – Gli italiani di Pola cercano la salvezza salpando con la nave "Toscana" per sfuggire alla truppe di Tito ormai giunte alle porte della città

Recupero e riconoscimento dei martiri della foiba di Cornuda

Recupero e riconoscimento dei martiri della foiba di Cornuda

E' l'ora dei saluti . . . Bivigliano sequel

Eh, lo so che vorreste sapere qualcosa d’attualità, ma tant’è, il blog è il mio, e devo finire di raccontarmi lo splendido fine settimana a Bivigliano!
Se invece siete capitati qui all’improvviso, ecco dove trovate le risposte alla domanda: "Prima, cos’è successo?"

Venerdì sera  –  giornata di sabato  –  serata di sabato  –  mattinata di domenica

Di corsa vi dico che anche degli aspiranti maghi, hanno necessità di mangiare, e dopo il pranzo, (di cui ancora ringrazio le suore dei Bivigliano, sempre gentili e comprensive con questo gruppo di blogger pieni di entusiasmo, rumorosi e confusionari.) Rapidi saluti perchè i più dovevano tornare a casa col treno, e il treno, lo sanno tutti è spesso in ritardo per l’arrivo, ma quando deve partire, non aspetta i ritardatari! E così, come in certe filastrocche per bambini, se prima eravamo in 15, ecco che presto rimaniamo in 8, infatti,  partono per Firenze, e le varie destinazioni: Profemate, Viviana, Agapetos, SguardoLeale, Factum e Berlicche.
Le ultime chiacchiere nel parco, mentre qualcuno ancora riempie il baule dell’auto, e poi, partono anche Diggiu, con ClaudioLXXXI.
Restiamo in 6, butto lì l’idea di salire a vedere il Santuario di Monte Senario, che l’altra volta non sono riuscita a vederlo . . . e così, partiamo, tutti insieme:
A parte la gente, che è tanta, come in ogni posto del genere in una splendida giornata A parte una grossa compagnia di cani, (con relativi padroni) che ci siamo fermati ad ammirare, con la nostra ospite che ci illustrava man mano le varie razze. A parte  tutto, si capisce subito, malgrado la confusione, che certi posti sono proprio per lo spirito!

Abbiamo salito la scalinata, e abbiamo seguito NihilAlieno in questo rapido, ma completo Tour, per conoscere anche i posti meno accessibili di questo Santuario/Monastero abbiamo visto la teca con le reliquie dei sette fondatori, la cappellina del SS .Sacramento, l’affresco di Annigoni che rappresente la salita verso il Monte Senario, come una metafora nella salita verso il cielo, (almeno io l’ho vista così) . . . la bella immagine della Madonna Assunta in Cielo, che è  sulla parete dietro l’altare maggiore . . . il refettorio, con l’immagine dell’Ultima Cena . . . e poi, la splendida terrazza panoramica che serve anche da cisterna per la raccolta dell’acqua piovana!
Siamo usciti e dopo la classica fermata al negozietto, per l’acquisto di qualche souvenir, continuiamo il giro, intorno al cocuzzolo del monte, dando uno sguardo alle grotte dove i primi 7 fondatori, hanno vissuto per buon parte della loro vita,  al romitorio dov’è la vite miracolosa che avrebbe segnalato il posto dove fermarsi a questi mercanti, che si volevano dedicare al servizio della Madonna. Al bosco che ci circondava, che ci avvolgeva col suo silenzio!
Camminando in mezzo al bosco, con i piedi che facevano frusciare le foglie secche
sul sentiero, ci si sentiva davvero fuori dal mondo e si sentiva il peso dei pensieri farsi leggero!
Siamo tornati alla realtà, sulla strada asfaltata, poi, siamo di nuovo scesi alla casa delle suore, e infine il ritorno a casa . . .
Mentre l’auto macinava i kilometri, buon parte dei quali in mezzo ai monti e al buio, mentre ripercorrevo col pensiero queste, quasi, due giornate (in pratica, tra l’arrivo a Terni, verso le 11,30 e  la partenza da Bivigliano, verso le 18,30, non è passato che un giorno e qualche scampolo d’ora) vissute così intensamente, con gli amici così festosi, mi ritornavano in mente tutte le seconde strofe, altre canzoni che si sarebbero potute cantare insieme . . . insomma, avevo già la testa proiettata al prossimo incontro.

Come usanza, è domenica, e copio, da un’amica

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Preghiera per quando si è tristi e stanchi

Le due grazie che il Signore dona sono:
la tristezza e la stanchezza.
La tristezza
perché obbliga alla memoria
e la stanchezza
perché mi obbliga alle ragioni per cui faccio le cose.

Fa o Dio, che una positività totale guidi il mio animo,
in qualsiasi condizione mi trovi,
qualunque rimorso abbia,
qualunque ingiustizia senta pesare su di me,
qualunque oscurità mi circondi,
qualunque inimicizia, qualunque morte mi assalga,
perché Tu,
che hai fatto tutti gli esseri sei per il bene.
Tu sei l’ipotesi positiva su tutto ciò che io vivo.

Scritta da un grande amico per molti amici

Confesso, l’ho copiata, ispirata dal commento di g2r all’altro post . . .

Sono triste

Si sa, sono una ottimista, per scelta . . . non di quelle beote, cui va bene tutto quello che capita, ma una che crede, fermamente, che nel cuore di ognuno ci sia un pezzettino di buono, quella piccola luce che riscatta anche la vita più bieca . . . eppure in questi giorni mi accorgo che forse c’è gente che è totalmente asservita al male . . . non faccio qui un discoro di politica, o di politica estera, parlo come mamma. parlo di figli . . . di quei due soldati israeliani, che sono stati fatti prigionieri da tempo, e sono stati scambiati l’altro ieri, con miliziani Hizboullah libanesi!
Due figli, che le madri hanno aspettato e pensato prigionieri, ma vivi, per ritrovarseli, morti . . . in questi giorni sono triste, per l’umanità intera!

Vi offro questa bella favola, che ho conosciuto tramite un’amica blogger, che vive in Israele, che vive i problemi di Israele, che vive le ansie di una mamma e di una nonna, come, sono sicura, tante mamme e nonne arabe . . .

Il primo incontro tra il pesciolino ed il pescecane

Nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico nuotava un piccolo e delicato pesciolino. All’improvviso il pesciolino ha visto un pescecane che voleva divorarlo. Si è dato alla fuga nuotando in fretta e così ha fatto anche il pescecane. Improvvisamente il pesciolino si è fermato ed ha detto al pescecane “ Perchè vuoi divorarmi? Possiamo giocare insieme!” Il pescecane si è messo a pensare ed ha pensato e pensato. Poi ha risposto “Va bene, giochiamo a nasconderello”. Il pescecane ed il pesciolino hanno giocato tutto il giorno fino al tramonto del sole. La sera il pescecane è tornato a casa, sua madre gli ha domandato “Come hai passato la giornata caro pescecane? Quanti animali hai divorato?”  “Oggi non ho divorato animali ma ho giocato con un animale che si chiama pesce”  “Il pesce è l’animale che noi mangiamo, non giocarci insieme!” Ha detto la mamma del pescecane. Nella casa del pesciolino è successo la stessa cosa “Come stai pesciolino caro, come hai trascorso la giornata nel mare?” Ha chiesto la mamma del pesciolino e lui ha risposto “ Oggi ho giocato con un animale che si chiama pescecane”. “ Il pescecane è l’animale che ha divorato tuo padre ed i tuoi fratelli. Non giocare più con quell’animale!” Ha esclamato la mamma del pesciolino.

L’indomani nel bel mezzo del mare non c’era ne’ il pescecane ne’ il pesciolino. Per molti giorni, settimane, mesi non si sono incontrati, dopo un anno intero il pescecane è uscito per una piacevole nuotata ed il pesciolino anche. Si sono incontrati ed il pescecane ha detto “Tu sei il mio nemico, ma che ne dici di fare la pace?”  Il pesciolino ha risposto “Va bene”. Hanno giocato di nascosto per giorni, settimane, mesi finchè un giorno sono andati, il pescecane ed il pesciolino, dalla mamma del pesciolino ed hanno parlato insieme. La stessa cosa hanno fatto con la mamma del pescecane. E da quel giorno i pescicane ed i pesciolini vivono d’accordo in pace.

 

Questa favola è stata scritta da Gilad Shalit quand’era in 5° elementare.

Ringrazio Ariela, che mi ha lasciato copiare la favola dal suo blog!

Aggiornamento . . . 18/07/2008 

Sono triste, ma mai senza speranza !

Sono triste, ma non senza speranza !

 

 Mi ero dimenticata di dirvi che questo racconto, è stato pubblicato, in un bel libro illustrato, e presentato alla fiera del libro di Torino . . . per adesso lo potete comprare solo qui, su Internet!