Archivi

Romaria, due post in uno e aggiornamenti

Ho visto che ogni giorno, tutti i giorni, c’è almeno una persona che cerca notizie sulla canzone Romaria . . . secondo me una bellissima canzone, tanto mi piace che le ho dedicato due post.
Tanto mi ha incuriosito che ho cercato e ricercato sul web notizie . . . e ho trovato anche molto aiuto da altri, fuori dal web.  Ringrazio tutti loro, quelli che hanno messo notizie sul web e i miei due amici italo/brasiliani.

Sperando che Google mi aiuti, eccovi un post che li unisce tutti e due . . . che, secondo me, si completano a vicenda e li completa, perché, qui aggiungerò anche notizie nuove che sono state aggiunte da altri che come me amano questa canzone, nei commenti ai post.

Tutto è cominciato con un viaggio a Firenze, per un incontro con altri blogger  e infatti, il primo post iniziava così . . . 

“Da Bivigliano ho riportata: i biscotti della sposa, tanti bei ricordi, e una “fissa” per la canzone “Romarìa”. 

L’avevo sentita già l’altra volta, ma non ci avevo dato troppo peso, questa volta, invece, mi rimbomba continuamente nella testa.
A me, ascoltando col cuore le parole, è venuto alla mente il pubblicano della nota parabola (E da Giorgetto, è stato fatto l’accostamento con un’altra canzone)   

Quando qualcosa mi interessa, quando mi prende, voglio sapere tutto il possibile, e così, oltre la traduzione che avevo già, visti i tempi moderni, mi sono fatta aiutare da Google. 

Tra i primi risultati c’era un blog, “coscienzasporca”, sono andata a curiosare, ho trovato un post, di cui vi copio alcune frasi:
” … una canzone che si intitola “Romarìa” (con l’accento sulla i) ovvero “processione”. La canzone ha in effetti una sua dimensione profonda, (…) certamente spirituale. È stata scritta da Renato Teixeira e portata al successo da Elis Regina.
La canzone è innegabilmente bella (…) con un verso finale fortissimo: “Ma dal momento che non so pregare, sono venuto semplicemente a mostrare il mio sguardo, il mio sguardo, il mio sguardo”. Ci sarebbe da parlare a lungo delle frasi che valgono un’intera canzone…” ” 
E il post “Romarìa. . . una magnifica ossessione” continua qui . . . clicca per leggere il resto

Dopo qualche tempo da questo primo post, ho ricevuto un nuovo aiuto nella traduzione e nell’interpretazione e ho scritto il secondo post:

Tempo fa, ho avuto modo di parlare di questa canzone con una persona che conosce bene il Nordeste del Brasile, (al contrario di AnnaLucia, che è Carioca, cioè di Rio de Janeiro)! E che ha una buona conoscenza delle lingue, sia del brasiliano che dell’italiano, Oltre all’inglese, praticamente non proprio un interprete, ma una persona che ha a che fare per lavoro con le varie lingue! 

Essendo io curiosa e chiacchierona (forse persino un po’ narcisista),  dopo aver parlato di questo e di quello e di questa canzone, essendo impicciata col Corso, gli ho passato l’indirizzo del post che avevo fatto, e gli ho detto di darci un’occhiata, ecco cosa mi ha scritto: “Chi ha fatto quella traduzione che riporti non deve conoscere bene il Nordeste, perché confonde il tropeiro con un contadino e altre cose che ti posso spiegare!

Il personaggio che parla è un tropeiro (mandriano, buttero, cow-boy) e non un contadino; quando dice “sou caipira” in questo caso non vuol dire “sono contadino” ma sono “di campagna”, semplice, rozzo, che non ha studiato. “Caipira” è anche aggettivo che viene impiegato come in italiano si può usare “cafone”. In genere caipira indica qualcosa di rozzo e semplice, a volte anche genuino, come se, per esempio si dice: “essa é pinga caipira!” = questa è pinga (cachaça, distillato di canna da zucchero) genuina.”
Il post “Ancora Romaria . . . nuove notizie, nuova traduzione” continua qui . . . clicca per leggere il resto

Uno dei commenti al secondo post, aiuta a capire ancora di più questa canzone: 
“ciao, mi chiamo Antonio e sono il “bipedeingrato” che hai cortesemente citato nella tua ricerca.
Sono felice di essere stato utile e sono ancora più felice di aver imparato qualcosa di nuovo anche grazie a te. Anche perchè il mio legame con questa canzone è profondo e per certi versi inspiegabile. Tipo una cosa mistica, hai presente?

Dopo tre anni nel Nordeste questa canzone più di altre, con la cultura che rappresenta, con la storia che riesce a condensare, con la musicalità quasi sacra, mi è entrata nel sangue, ha segnato momenti e cementato amicizie che ora mi aiuta a tenere vive…

Dopo aver contribuito alla traduzione sul blog di “coscienza sporca” che pure hai citato, sempre assillato dal dubbio di quel ritornello ricorsivo e indecifrabile decisi di fare la cosa più semplice (e quindi a suo modo geniale): scrivere all’autore di tale capolavoro.
La cosa fantastica fu che qualche giorno dopo Renato Teixeira mi rispose confidenzialemente con il messaggio che segue e che condivido volentieri con te:

“Caro Antonio, circa il verso di Romaria sul quale avevi dei dubbi, chiarisco che tutte le interpretazioni sono valide. Ho creato questa canzone negli anni settanta, in un momento nel quale ero profondamente coinvolto con la poesia concreta. Queste ambiguità nel verso sono, pertanto, intenzionali e possono essere usate in altri modi: come fionda e fondere, come fondo di profondità o semplicemente come fusione. Questo in portoghese funziona ma non so in altre lingue. Ad ogni modo, buona fortuna e grazie per accompagnare il mio poema a passaggio tra altri idiomi!”

Direi che completa degnamente il tuo (e nostro lavoro).

Ora – mi dirai – c’è il problema della traduzione di questo messaggio… non se ne esce mica!
Antonio”

E l’altro, di “coscienza sporca”,  che, nel mondo dei blog, è stato il primo a parlarne.
“Una bella e finalmente corretta traduzione che fa molto comodo anche a me. Tengo solo a riba-dire che chi ha proposto la prima traduzione (cioè io) non solo non conosce il Nordeste, ma proprio non conosce e non parla il portoghese. Per soddisfare la mia curiosità per la musica popolare brasiliana e le sue canzoni, che nasce da incontri come quello con Romaria, quando non trovo una traduzione già fatta (purtroppo spesso) ci provo da solo. “Vocabolarietto alla mano”, senza alcuna pretesa di competenza e con l’accondiscendenza di chi mi legge.
La bellezza di Romaria mi impose l’urgenza di mettere insieme una traduzione (prendendo spunti di qua e di là) da condividere con altri, pur nella consapevolezza dei limiti e delle inevitabili inesattezze. Con l’obiettivo di far conoscere la canzone, la sua forza, la sua capacità di arrivare a tutti, e non certo la mia traduzione.
In verità alcune interessanti osservazioni sul testo le aveva già fatte Antonio, ad esempio sul significato dei termini gibeira, jiló e sulla parola “trem” usata nel Minas Gerais per denotare qualsiasi cosa di cui si stia parlando. La nuova traduzione, molto bella, ci riporta quindi al giusto contesto e, come detto da altri, ci permette di cogliere nel migliore dei modi le intenzioni del suo autore. Risultando ancor più coinvolgente. Per questo la adotto subito anch’io, aggiornando il blog. “Diabolicamente” continuo nel mio esercizio di ricerca e “traduzione” di testi della MPB riempendo con la sola passione, i buchi della mia inesperienza. D’altra parte non trovo un canzoniere brasiliano tradotto, ne altri progetti editoriali che offrano al lettore italiano la possibilità di avvicinare un repertorio ricchissimo, di grande valore poetico. Questo non dovrebbe essere un lavoro per un caipira come me, ma per chi, in virtù di competenze culturali e linguistiche, ne potrebbe avere la capacità. Del resto la tua esperienza, fiore, parla da sola: fino all’incontro fortunato e mi sembra di capire fortuito con questa nuova traduzione hai dovuto accontentarti (come me) di quella presente sul mio blog: un blog dove si parla anche di calcio e stupidaggini varie, mica un libro tradotto o uno studio di filologia. Non ti sembra strano? Perchè non stiamo parlando di una canzoncina qualunque ma, per noi tutti che l’amiamo in ogni sua parola, anche in quelle che non capivamo, di un vero e proprio inno. Nel senso più alto. Grazie e buona domenica a tutti! PS avrei decine e decine di canzoni brasiliane da tradurre: se qualcuno volesse contribuire a questo sforzo, risparmiandomi fatica e strafalcioni, mi contatti pure sul blog! Ciao (coscienzasporca)”

Se poi arriveranno nuove notizie (una volta avevo scritto anch’io all’autore, ma non mi ha mai risposto, peccato!) condividerò, questa è una canzone e come tutte le espressioni artistiche, di tutti, condivisibile! Ma è diventata anche una preghiera cantata e specialmente in certi casi, mi viene proprio dal cuore la voglia di cantarla!
Tra l’altro, la festa della Madonna dell’Aparecida è proprio appena passata, infatti la si festeggia il 12 ottobre, e viene festeggiata in tutto il Brasile, di cui è la patrona. 

Romarìa . . . una magnifica ossessione!

Da Bivigliano ho riportata: i biscotti della sposa, tanti bei ricordi, e una “fissa” per la canzone “Romarìa”. 

L’avevo sentita già l’altra volta, ma non ci avevo dato troppo peso, questa volta, invece, mi rimbomba continuamente nella testa.
A me, ascoltando col cuore le parole, è venuto alla mente il pubblicano della nota parabola. 

 

Quando qualcosa mi interessa, quando mi prende, voglio sapere tutto il possibile, e così, oltre la traduzione che avevo già, visti i tempi moderni, mi sono fatta aiutare da Google e ho fatto una ricerca.

 

Tra i primi risultati c’era un blog,“coscienzasporca”, sono andata a curiosare, ho trovato un post, di cui vi copio alcune frasi:
 … una canzone che si intitola “Romarìa” (con l’accento sulla i) ovvero “processione”. La canzone ha in effetti una sua dimensione profonda, (…) certamente spirituale. È stata scritta da Renato Teixeira e portata al successo da Elis Regina.
La canzone è innegabilmente bella (…) con 
un verso finale fortissimo: “Ma dal momento che non so pregare, sono venuto semplicemente a mostrare il mio sguardo, il mio sguardo, il mio sguardo”. Ci sarebbe da parlare a lungo delle frasi che valgono un’intera canzone…”

 

E in più, da lui, ho trovato le parole e la traduzione, eccola:

 

ROMARIA
di Renato Teixeira

É de sonho e de pó
È di sogno e di polvere
O destino de um só
il destino di un uomo solo
feito eu perdido em pensamento
come me, perso nei miei pensieri
sobre o meu cavalo.
sul mio cavallo.
É de laço e de nó
È destino di lazzo e nodo,
De gibeira o jiló
della sacca il frutto amaro *
dessa vida comprida a sò.
di questa vita sofferta in solitudine.

Sou caipira, Pirapora
Sono un contadino, Pirapora
Nossa Senhora de Aparecida
Nostra Signora di Aparecida,
ilumina a mina escura
illumina la miniera oscura
e funda o trem da minha vida.
e profonda, il ‘treno’ della mia vita.

O meu pai foi peão,
Mio padre era un bracciante
minha mãe solidão,
mia madre era la solitudine,
meus irmãos perderam-se na vida
i miei fratelli si sono dispersi
em busca de aventuras.
cercando l’avventura.
Descasei, joguei,
Sono divorziato, ho giocato,
investi, desisti,
ho investito, poi ho abbandonato.
se hà sorte,
se esiste la fortuna,
eu não sei, nunca vi.
non lo so, non l’ho mai vista.

 

Sou caipira, Pirapora
Nossa Senhora de Aparecida
ilumina a mina escura
e funda o trem da minha vida

 
Me disseram, porèm

Mi hanno detto però
que eu viesse aqui
di venire qui,
pra pedir de romaria e prece,
per chiedere in pellegrinaggio e preghiera,
paz nos desaventos.
pace nelle mie disavventure.
Como eu não sei rezar,
Ma dal momento che non so pregare,
só queria mostrar
sono venuto semplicemente a mostrare
meu olhar, meu olhar, meu olhar.
il mio sguardo, il mio sguardo, il mio sguardo

 

Sou caipira, Pirapora
Nossa Senhora de Aparecida
ilumina a mina escura
e funda o trem da minha vida

 

Qui di seguito, copio/incollo il commento di “bipedeingrato” che ha portato alla traduzione di questo verso (*), in modo diverso dalle traduzioni più usuali.

“- De gibeira o jiló* (di poveri calzoni da festa e gilet  traduzione più usuale)
La gibeira è in realtà una borsa di panno e il jiló è un vegetale dal caratteristico gusto amaro (quindi metafora dell’amarezza della vita (…) Quindi un tentativo di traduzione più fedele potrebbe essere: “della sacca il frutto amaro di questa vita”.”

 

Ricomincio le ricerche con la parola Romaria e trovo tanto materiale, parte in italiano, parte in portoghese, tradotto a modo suo da Google.

 

Scopro che: “ In Brasile, la città di Aparecida do Norte si trova nello stato di San Paolo. È conosciuta, soprattutto, come il principale santuario mariano nazionale, al quale convertono i pellegrini provenienti da tutto il paese, per visitare la Basilica della Vergine Immacolata, Nostra Signora  di Aparecida, santa patrona del Brasile. (…) E’ il secondo santuario mariano del mondo” (Da qui)

 

Che tutto è cominciato in un giorno del 1717, quando : “I pescatori, tra cui Domingo Martins, Juan Alves e Felipe Pedroso, presero le loro canoe, andarono verso il fiume Paraíba e cominciarono a pescare. Lanciarono le reti più e più volte ma non riuscirono a prendere niente. (…) Buttarono di nuovo le reti ma l’unica cosa che presero fu una statuetta ricoperta di fango e senza la testa. Quando la ributtarono in acqua apparve la sua testa e scoprirono che era l’immagine di Nostra Signora della Concezione” (Da qui)

Inoltre, ho letto che “La Festa della Nostra Signora Aparecida è realizzata tra i giorni 3 e 12 di ottobre, con una novena festiva nella Nuova Basilica” (da qui)

 

Ho cercato i video su You Tube e ne ho trovati a bizzeffe, e questo e ancora  questo. Poi, ciliegina sulla torta, un pomeriggio di quelli di settimana scorsa, ho incontrato una conoscente che è brasiliana, avevo il testo, stampato su un foglio, in borsa e come gliel’ho fatto vedere ha esclamato: “Ah! Romarìa, è una bellissima canzone!”, poi, gentilmente, mi ha scritto la pronuncia, dove serviva! Canticchiandola! Grazie Ana Lucia.

 

Però c’è una cosa rimasta sospesa, in un’altra parte del commento, bipedeingrato dice: “A parte il geniale susseguirsi di giochi di parole (caipira = contadino / Pirapora = città dove si trova il santuario)”, e mi accende di curiosità nuove, non ho trovato da nessuna parte, un accenno che Aparecida do Northe sia chiamata Pirapora . . . ricomincio la ricerca.

Ho trovato qualcosa di veramente eccezionale, poi confermato anche da Ana Lucia, cioè, questo:
  Pirapora do Bom Jesus, l’ultimo comune della Grande Sao Paulo bagnata dalle acque del fiume Tiete(…) L’origine del suo nome deriva dal nome in lingua Tupi Guarani che significa pesce (Pira), che salti (Pora). (…) Nel 1725, la statua in legno del Buon Signore Gesù, patrono della città è stato trovato in uno scivolo, sostenuto da una pietra. del fiume Tiete, da José Almeida navigante, che ha dato luogo al 1° Centro Cristocêntrico del Brasile.(questo è tradotto liberamente da Google e adattato da me, se qualcuno vuol saperne di più, può andare qua, o, se sa il portoghese, andare direttamente sul sito originale!) 

 

Dopo tutto questo giro del mondo, mi sono ricordata, che  mia Suocera, usava dire: “”Chi va a Loreto non va a Sirolo, vede la Madre ma non vede ‘l Fijolo”. Ecco, cosa ho ritrovato, sempre “pescando” nel web“Il detto e’ riferito ad un crocefisso, che nel XV secolo fu pescato in mare e depositato in una piccola chiesa a Numana . (…) Sirolo ha sempre considerato suo il Crocefisso e molti anziani sirolesi si sentono derubati della Sacra immagine.” (Copiato da qui)

 

Quante cose stanno nascoste dietro una canzone . . . quante cose si scoprono!

 

Altri post che trattano ancora di questa canzone, con nuove traduzioni e nuove “scoperte” che integrano questo articolo, sono qui qua. 

Fotografie che non ci sono! . . . Bivigliano sequel

E dopo l’ora dei saluti, in attesa che, quelli che le hanno fatte, mi mandino le foto, io vi racconto alcune foto che non ho scattato, ma che ho messo via nei miei ricordi:

Marta e Piergiorgio . . . Marta canta, vicino alle chitarre (Factum e Giorgetto) PG, la raggiunge e le si accosta, Marta canta e lo accarezza sulla guancia!  Tenerissimi!

Berlicche . . . Berlicche che mima le mosse per gli incantesimi! Molto compreso nella parte, il nostro massimo esperto di Harry Potter, si è inventato le mosse giuste per ogni incantesimo, peccato che non siamo riusciti a scriverle!

Diggiu . . . Diggiu che mentre canta "Romaria" dietro a Berlicche, che ha il libretto delle parole, e Factum che suona la chitarra, si muove a tempo con la musica, ed esprime la partecipazione che è in tutti noi!

Vnvvvnn, Profemate   . . . due amiche, una, "un vulcano in attività" , l’altra riservata, quasi silenziosa . . . stessa squadra, mi sembravano proprio l’espressione moderna delle sorelle Marta e Maria!

Politicus . . . La sua prima volta, con noi, chissà cos’avrà pensato, certo che, il sabato sera (notte), nel momento che si è alzato e ci ha salutato perchè doveva tornare a casa (il giorno dopo lavorava), gli si leggeva in faccia che gli dispiaceva lasciarci!

Factum  . . . che se la rideva sotto i baffi, quando ha inventato per ognuno di noi, una "strofetta" simpatica e ci ha coinvolto nel gioco di cantare (in assolo) il ritornello di "Oh when the Saints go marchin’ in "!

Giorgetto
. . .   che durante la serata di festeggiamenti, ha suonato tutto, proprio tutto quello che gli abbiamo chiesto! La foto, soprattutto, per quando ha suonato "Il Piccione Viaggiatore"!

SguardoLeale . . . voi non l’avete vista, ma si sarebbe meritata una foto,  quando si stava giocando al Torneo Tre Maghi, e stenografava tutto, diligentemente, quello che ci inventavamo  . . . con un piglio molto professionale!

Agapetos . . . me lo rivedo, in due foto, una mentre ci canta una canzone di Guccini (è l’unico che sa tutte le parole) e in un’altra, quando con Claudio presenta gli incantesimi del "Corvo Nero", con quel sorrisetto biricchino!

ClaudioLXXXI . . . quando lo leggo e lo incontro, tendo a dimenticare che ha l’età della figlia grande . . . la foto, che non gli ho fatto? Quando, sotto gli imponenti alberi del parco,  parla dei suoi sogni, del suo futuro, del suo presente . . . l’ho visto come un figlio, un ragazzo! Come quella crisalide che sta faticando ad uscire, ma che quando uscirà, sarà farfalla!

L’Udmv .
. . che non c’entra niente con i blog, i blogger, ma mi accompagna sempre, e per farmi contenta ha fatto quasi tutte le riprese . . .  ecco, una bella foto, mentre riprende e sorride . . . perchè, lo so, si è divertito anche lui!

NihilAlieno . . . Oh, qui le foto che non ho fatto si sprecano, ma una su tutte, o forse, una in tutte, lei, in posa rilassata, sia in piedi che quando è seduta, un bel sorriso soddisfatto che ci guarda materna e contenta . . . e se vi chiedete come può una che ha 10 anni meno di me, guardarmi materna, ricordatevi che lei è una Madre . . .  😉

Ora, visto che ogni riferimento a fatti e persone è puramente veritiero, se qualcuno non si vede così, come l’ho visto io, se qualcuno è scocciato dalla mia presunzione, scrivetemi in PVt, cancello o correggo!

Aspettavate una foto mia . . . meglio di no, io non vengo bene in foto! Sono poco fotogenica!

Sperando di non essere stata troppo melensa. Precisando che in quei giorni ho pensato anche a quelli che c’erano a gennaio, ma non sono potuti venire. O a quelli che avrebbero voluto venire questa volta, ma non ci sono riusciti . . . e proprio per  tutti loro, ho scritto di tutto e di più! Scusandomi se mi sono dilungata!


Ciao a tutti e arrivederci a Bivigliano . . . si è lanciata l’ìidea che la prossima volta, ognuno di chi ci va, si porti un amico-blogger! Pensateci!

E' l'ora dei saluti . . . Bivigliano sequel

Eh, lo so che vorreste sapere qualcosa d’attualità, ma tant’è, il blog è il mio, e devo finire di raccontarmi lo splendido fine settimana a Bivigliano!
Se invece siete capitati qui all’improvviso, ecco dove trovate le risposte alla domanda: "Prima, cos’è successo?"

Venerdì sera  –  giornata di sabato  –  serata di sabato  –  mattinata di domenica

Di corsa vi dico che anche degli aspiranti maghi, hanno necessità di mangiare, e dopo il pranzo, (di cui ancora ringrazio le suore dei Bivigliano, sempre gentili e comprensive con questo gruppo di blogger pieni di entusiasmo, rumorosi e confusionari.) Rapidi saluti perchè i più dovevano tornare a casa col treno, e il treno, lo sanno tutti è spesso in ritardo per l’arrivo, ma quando deve partire, non aspetta i ritardatari! E così, come in certe filastrocche per bambini, se prima eravamo in 15, ecco che presto rimaniamo in 8, infatti,  partono per Firenze, e le varie destinazioni: Profemate, Viviana, Agapetos, SguardoLeale, Factum e Berlicche.
Le ultime chiacchiere nel parco, mentre qualcuno ancora riempie il baule dell’auto, e poi, partono anche Diggiu, con ClaudioLXXXI.
Restiamo in 6, butto lì l’idea di salire a vedere il Santuario di Monte Senario, che l’altra volta non sono riuscita a vederlo . . . e così, partiamo, tutti insieme:
A parte la gente, che è tanta, come in ogni posto del genere in una splendida giornata A parte una grossa compagnia di cani, (con relativi padroni) che ci siamo fermati ad ammirare, con la nostra ospite che ci illustrava man mano le varie razze. A parte  tutto, si capisce subito, malgrado la confusione, che certi posti sono proprio per lo spirito!

Abbiamo salito la scalinata, e abbiamo seguito NihilAlieno in questo rapido, ma completo Tour, per conoscere anche i posti meno accessibili di questo Santuario/Monastero abbiamo visto la teca con le reliquie dei sette fondatori, la cappellina del SS .Sacramento, l’affresco di Annigoni che rappresente la salita verso il Monte Senario, come una metafora nella salita verso il cielo, (almeno io l’ho vista così) . . . la bella immagine della Madonna Assunta in Cielo, che è  sulla parete dietro l’altare maggiore . . . il refettorio, con l’immagine dell’Ultima Cena . . . e poi, la splendida terrazza panoramica che serve anche da cisterna per la raccolta dell’acqua piovana!
Siamo usciti e dopo la classica fermata al negozietto, per l’acquisto di qualche souvenir, continuiamo il giro, intorno al cocuzzolo del monte, dando uno sguardo alle grotte dove i primi 7 fondatori, hanno vissuto per buon parte della loro vita,  al romitorio dov’è la vite miracolosa che avrebbe segnalato il posto dove fermarsi a questi mercanti, che si volevano dedicare al servizio della Madonna. Al bosco che ci circondava, che ci avvolgeva col suo silenzio!
Camminando in mezzo al bosco, con i piedi che facevano frusciare le foglie secche
sul sentiero, ci si sentiva davvero fuori dal mondo e si sentiva il peso dei pensieri farsi leggero!
Siamo tornati alla realtà, sulla strada asfaltata, poi, siamo di nuovo scesi alla casa delle suore, e infine il ritorno a casa . . .
Mentre l’auto macinava i kilometri, buon parte dei quali in mezzo ai monti e al buio, mentre ripercorrevo col pensiero queste, quasi, due giornate (in pratica, tra l’arrivo a Terni, verso le 11,30 e  la partenza da Bivigliano, verso le 18,30, non è passato che un giorno e qualche scampolo d’ora) vissute così intensamente, con gli amici così festosi, mi ritornavano in mente tutte le seconde strofe, altre canzoni che si sarebbero potute cantare insieme . . . insomma, avevo già la testa proiettata al prossimo incontro.

Torneo tre maghi! . . . Bivigliano sequel

Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4

st1:*{behavior:url(#ieooui) }

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

Se ve li siete persi, i primi due capitoli del racconto, sono qui per il sabato, fino all’arrivo a Bivigliano e qui, per la serata del sabato. Di seguito parte della domenica.


Il mattino ha l’oro in bocca, si sa, ma quel mattino di domenica scorsa, aveva anche una corsa di Formula 1 dalla Cina e così, l’Udmv, alle 6 era sveglio e pimpante, con la televisioncina accesa . . . e io, mi sono svegliata con lui! (se non è amore questo!) malgrado tutto siamo arrivati per ultimi alla colazione.

Poi tutti insieme, siamo andati a recitare le Lodi, con i canti, provati la sera prima (no, non quelli degli alpini, e nemmeno quelli dell’osteria).

Siamo tornati nel salone, e subito siamo entrati nel vivo del “Torneo Tre Maghi”, forse perché giocare a “Quidditch” era effettivamente un po’ più difficile . . .

Il gioco consisteva nel inventare degli incantesimi per sconfiggere gli ormai noti “diavoletti dei bloger” (li trovate linkati uno a uno, per ogni prova, dalla NihilAlieno). . . nel modo migliore di rendere un innocuo commentatore gentile, un “troll”  . . . nel preparare la ricetta per un buon blog . . . e nel rispondere a delle domande sui blog di noi che eravamo a Bivigliano !

Sento già i vostri commenti, come se foste qui, sì, anch’io per un momento ho pensato che stavamo facendo giochetti come i ragazzini . . . ma, poi, ho pensato che in fondo, io mi sento giovane dentro, che il Pascoli parla del “fanciullino” che è in noi . . . che persino nei vangeli si legge: “se non diventerete come bambini . . .” e di quel tal Baden-Powel che raccomandava ai suoi “ragazzi” “Vivere il gioco, come la vita . . . vivere la vita come un gioco!” e ho continuato, con i mie compagni di squadra, a pensare seriamente a questi quesiti.

Io, che non ero arrivata in tempo per la formazione delle squadre, il giorno prima, sono stata assegnata al “TassoRosso”, con Sguardo Leale e Berlicche !

La squadra “GrifonDoro, era composta da Factum, Profemate e Vnnvvvn.

Poi c’erano quelli della squadra “CorvoNero”, Agapetos, ClaudioLXXXI, e la Marta col suo Signor Yensid.

Giorgetto e la Diggiu, formavano la squadra del “SerpeVerde”.

Ci siamo sparpagliati tra il salone e il parco, per non farci copiare le idee . . . con l’Udmv, che girava a fare un po’ di riprese.

Noi tre (gli altri, possono aggiungere il loro metodo) abbiamo pensato molto seriamente, alle caratteristiche dei vari diavoletti, e all’incantesimo migliore, e sono sicura che siano i migliori incantesimi, avevamo con noi, un espertissimo sia di diavoli, diavoletti che di Harry Potter, il nostro Berlicche,

Per rendere innocuo il Troll, abbiamo pensato e ripensato! Ma il risultato è sempre quello un Troll è un Troll, difficile che si possa trasformare, meglio farlo fuori!

La ricetta è stata uno sforzo collettivo, con la Vilma che stenografava tutto, e poi ricopiava . . . ma,  mentre eravamo lì, a cercare di rendere più gustosa la ricetta, passa Nihil a ricordarci che il tempo sta per scadere . . . e allora di corsa ci siamo messi a rispondere alle domande sui vari blog  dei blogger presenti all’incontro. . . parafrasando quello che ha detto da qualche parte NihilAlieno, posso dire, “Noi siamo troppo abituati ai blog. Bisogna guardare i blog”, con questo voglio dire che malgrado la frequentazione dei blog sia quasi giornaliera, diamo per scontato di saper tutto dei nostri amici e della loro casa virtuale . . . e invece no!!! (Ma di più non dico. . . perché poi, rovino la sorpresa per chi va a votare da NihilAlieno e anche perché non ricordo tutto!)

Al richiamo della Preside, siamo rientrati nel salone, con qualche ritardatario (come in tutte le scuole che si rispettino) . . .e quando, finalmente, ci siamo stati tutti, ci è stato chiesto di intonare la Marcia Nuziale . . sono apparsi i Signori Yensid, nei loro abiti da sposi . . .che bella sorpresa, che bello poter uscire, nel sole di quella bella mattinata e fare un piccolo “falso storico” le foto con gli sposi, dopo una settimana dal matrimonio . . . ma con un entusiasmo, come se fosse stato proprio quel giorno! Mancava giusto il riso!!! Quello vero, perché di risate tra di noi, ne abbiamo fatte tante! Sguardo Leale ed io, abbiamo sentito la necessità di sistemare lo strascico e il pizzo dell’abito della sposa, proprio come due “zie”, come in ogni matrimonio che si rispetti!

Mentre gli sposi si ricambiavano, noi abbiamo iniziato ad esporre il nostro lavoro, gli incantesimi, i rimedi per il Troll, la ricetta e le nostre conoscenze dei vari blog . . . tra matte risate e accuse di scoppiazzamenti . . . e devo dire che, durante il gioco, c’è stato qualcuno che ha . . .“circuito” l’Udmv, per estorcergli notizie, che lui ha fornito tranquillamente . . . l’Udmv, si è difeso dicendo “che ne sapevo io, delle domande . . facevo il filmino!”

Il filmino che poi, nel momento più spassoso, quello delle risposte alle domande sui blog, non ha ripreso niente!!! (fatemi sapere a che punizione posso sottoporlo, per questa dimenticanza!!!)

 

E già allora, la signorina “codice fiscale” Vnnvvvn, ha decretato (motu prorpio) che hanno vinto loro. . . GrifondOro


Per cui, per favore, votate, votate, votate,  come volete, ma votate!!!


Se non vi interessa per niente o vi pare che sia puro narcisismo, pazienza . . . non leggete più, tanto io scrivo per me, per  ricordarmi di questi giorni di sole nei giorni grigi. Per le persone che non sono potute esserci, ma avrebbero voluto! Per chi c’era, e che delle mie cronachette, sorride!

 

E' qui la festa? . . . Bivigliano sequel

Se volete sapere le cose per bene, dovete incominciare da qui

Eravamo lì, nel corridoio, della casa di Nihil in quel di Bivigliano, e la notizia era che la cena sarebbe stata servita nel giro di mnezz’ora! Chi va avanti a chiacchierare, chi scende sotto e tra cucina e refettorio, si preparano i crostini, alla toscana, quelli di Diggiu; con varie farcie, quelli di Viviana, io, recupero le "olive all’ascolana" dal frigor, e le porto alla suor S*****a per friggerle. . . si chiacchiera, si fanno andare le mani e presto è tutto pronto!
Gli altri arrivano, si incomincia a mangiare . . . tutto molto buono e gradito  e accompaganto dal buon pane di Ferrara, e dal buon vino della Toscana e delle Marche e da un sacco di chiacchiere . . . volete sapere di che si parla in un incontro di blogger? Ma logicamente dei nostri post, dei nostri commenti, della nostra vita (cosidetta reale) di altri blogger che non ci sono e dell’incontro dell’altra volta . . . i "ti ricordi" a beneficio di chi non c’era, si sprecano!
Ma, visto che l’incontro è stato fatto principalmente per festeggiare il matrimonio di Marta e Piergiorgio . . . via ai festeggiamenti, Viviana, ofre dei dolcetti deliziosi, Factum, ha portato il Moscato, che appreziamo molto, e in ultimo, ma proprio in ultimo, un goccetto di "Goccia d’abete"
(era da gennaio che aspettavo d’assaggiarlo e merita, credetemi). Tra i primi dolcetti e l’ultimo sorso di "goccia d’abete" abbiamo avuto il piacere di ricevere la bomboniera degli sposi, che consisteva in un sacchetto di biscotti particolari, uno diverso dall’altro come gusto e forma, che sono una tradizione nel paese dei nostri sposini e sono chiamati proprio "i biscotti della sposa"!
Abbiamo festeggiato il compleanno della nostra squisista padrona di casa, con quello che lei ritiene (a ragione) il miglior regalo, un buono acquisto presso la sua libreria preferita.
Poi, è arrivata Diggiu, con un bel pacco, confezionato con un fiocco e alcune spighe, che portano fecondità, si dice, alla copia . . . eccolo il nostro regalo agli sposini . . . un regalo che nessuno di noi aveva visto, tranne la Diggiu . . . bellissimo, indicatissimo per i due ragazzi! Tutti noi, accalcati al tavolo, loro, emozionati, nonse l’aspettavano . . . aprire piano piano il pacco, senza rovesciarlo, il regalo, è un icona, (potete vederla qui) ed e stata finita da pochi giorni, per cui delicata!  E’ piaciuta a tutti! (inutile dirlo).
Poi, dopo che abbiamo dato una mano alle suore
nel lavoro di sparecchiatura, siamo passati al recupero di borse e giacche, giacconi e ci siamo trasferiti nell’altra casa, quella dove avremmo dormito, nel salone, dove, nel pomeriggio, durante la nostra assenza da ritardo, gli altri avevano partecipato ai primi due giochi: "Cerimonia dello Smistamento",  con il Cappello Muto  e  "Il Calice di fuoco", ci si accomoda intorno a un grande tavolo, si parla, si inizia ad accordare le chitarre, e si inizia la serata di festeggiamenti per il matrimonio di Marta e Piergiorgio, e ci siamo davvero divertiti.
Iniziamo per rompere il ghiaccio, con Factum, che con una canzone notissima ci prende un po’ in giro, e ci fa presentare, agli altri . . . proseguiamo con canzoni miste, adesso, non mi ricordo la scaletta, (mi spiace per quelli che vogliono la preisione, ma qui non stra di casa) So che alcune canzoni, erano più profonde di altre, e mi sono commossa, quando i due ragazzi ci hanno cantato una canzone tratta dal Cantico dei Cantici, insieme . . . lei, suonando la chitarra (dice di non esser brava, ma non credetele). Abbiamo avuto il piacere di sentire "Il Piccione viaggiatore", una delle canzoni del disco di cui vi ho parlato qui , cantata da Giorgetto, e abbiamo visto un pezzetto della presentazione al Meeting di Rimini . . . Ci siamo gustati le foto del matrimonio, con la Marta che commentava e raccontava i retroscena, e Piergiorgio che interveniva per ampliare le spiegazioni . . . Vi devo dire che Marta, in certe foto, sembrava proprio un’attrice, in certe, sembrava proprio Marta . . . abbiamo proseguito la serata, cantando e ridendo . . . passando dai cantautori a quelle di montagna, da quelle degli alpini, a quelle tradizionali, da quelle regionali a quelle estere, con tanto di traduzioni. C’è stato solo un problema, di tutte le canzoni ci si ricordava bene la prima strofa, sulla seconda, c’era un calo, non ci si ricordava le parole . . . l’abbiamo chiamata la "Sindrome della 2° strofa" perchè poi, della terza, magari ci si ricordava, ma quella in mezzo, no!!! (inspiegabilmente c’era un solo canzoniere, e con poche delle canzoni in questione!)
E un altra cosa buffa, che non tutti sapevano le parole allo stesso modo, abbiamo cantato la stessa canzone, insieme, con piccole variazioni, ma con tanta partecipazione e in compagnia . . . una bella compagnia, che, malgrado qualche defezione dovuta al sonno (l’Udmv e Sguardo Leale) o agli impegni del giorno dopo (Politicus), ha "tirato" le 4,00 del mattino, cantando, parlando e sgranocchiando giuggiole!

Attenzione, pubblicato Salvo Errori & Omissioni, non sono un robot, e quella sera è stata lunga . . . per cui, chi c’era, si senta libero di intervenire con le dovute correzioni, dove necessario!

Per gli altri vale quello scritto in calce al primo post della serie "Bivigliano sequel"

Il viaggio comincia , mettendosi gli occhiali! . . .Bivigliano sequel

Penso che nemmeno i Re Magi, in previsione di quel viaggio a Nazaret, siano stati così indaffarati come l’Uomodmv per questo viaggio a Bivigliano. L’ultima settimana, ascolto attento di tutte le previsioni meteo esistenti in TV, consultazione dell’Atlante stradale della De Agostini, delle mappe di Google, controllo della macchina, olio, fari, pieno di gas e di benzina . . . manco volessimo bissare il viaggio del figlio della Diggiu!
Da parte mia, vista la mia totale ignoranza del settore meccanico, mi sono interessata del lato umano del viaggio, e da un paio di settimane, avevo sempre con me
un bel foglio grande, dove scrivere tutto quello che non dovevo dimenticare, scritto, cancellato, riscritto!
E finalmente, malgrado il trauma della morte di Armando,
il mattino alle 6,00 suona la sveglia, l’Udmv si alza e si dedica a quelle cose, con cui chiunque incomincia la giornata . . . Dopo un po’, mi alzo anch’io (il bagno è uno solo!) e lui mi dice conciliante: "Dai, partiremo alle 8,00 invece che alle 7,00".
Colazione, e veloce riordino . . . e comincio a recuperare la valigia, le mie cose, (farà freddo, farà caldo?), scarpe e ciabatte, lui arriva con le sue cose. Poi, borsa frigor, macchina fotografica, telecamera e relative cassette . . . lui arriva col navigatore (aggeggio inutile, ma, per lui fascinoso)
!
Brontola, perchè io non sono ancora pronta, e la strada è lunga, sono già le 8,00 e siamo ancora in alto mare! Io ho un problema, un DVD che dovevo recuperare la sera prima, presso una pizzeria entro le 21,00 e che nel trambusto causato dalla morte del cane, è rimasto là! Chiamo al cellulare il tecnico che me l’ha preparato, gli chiedo se riesce a farsi aprire, mi dice che questi fino alle 15,00 manco si vedono! Mi dò della scema e proseguo nei preparativi, le olive, i ciaiuscoli dal frigor, alle borse frigor, il "boccione" di vino, in uno scatolone. Chiudo la valigia,  la borsa delle robe per il bagno, borse e borsette varie, qualcosa da bere e sgranocchiare durante il viaggio . . . al volo, la borsetta di carta con le giuggiole . . . l’Udmv, si improvvisa facchino e sistema tutto nell’auto, brontolando:" Spicciatiiiiii!" Poi, scende sotto i fichi e con una pala, strapianta le violette per Ortensia, le sistema in una  mezza scatola e infila in macchina anche questo insolito bagaglio.
Insomma, verso le 8,30 siamo pronti . . . saluti al figlio, saluti al cane, attaccare le cinture e siamo finalmente in viaggio . . . ci illudiamo!
Sulla strada che ci porta fuori città, suona il cellulare, è mio padre, che, dice, avrebbe bisogno della chiave del garage, così, durante la nostra assenza, può passare a prendere alcune cose che gli servono! Da bravi figli, ubbidienti (l’Udmv, mugugna, ma esegue)
cambiamo strada e gli portiamo la chiave . . . si riparte, e lui, l’amato bene, mi guarda con uno sguardo truce e sibila "Non hai cambiato gli occhiali" . . .  (machissenefrega . . . penso io)  lui, la pensa diversamente, per cui, si torna all’ovile, per un paio di occhiali . . . nel frattempo, mi chiama il tecnico del video: "Guarda, è passata la ragazza della pizzeria, se sei ancora nei paraggi, puoi passare, ho qui il DVD!" (qui, tra chiavi e occhiali, ci vedo la mano di Qualcuno lassù! Quelli che io chiamo "piccoli miracoli quotidiani")
Velocemente, a casa, poi in mezzo al traffico dell’orario delle scuole, per il DVD . . . poi, senza neanche parlare, per paura di nuovi inghippi, verso i Sibillini, dicendo una preghiera a San Cristoforo, che in strada ci protegga. Sono le 9,30!
Tra navigatore e cartina litigano . . . ma ce la facciamo ad arrivare a Terni, che sono le 11 e 30. Noi si pensava: una rapida consegna delle violette, un sorso di caffè, due baci e viaaaa! Ma lOrtensia ha già pensato alla spesa, l’ora è propizia, come dirle di no??? Ci fermiamo poco, penso io! Ma . . . . più della fretta potè la chiacchiera! Tra me e l’Ortensia . . .
Ci fa assaggiare le specialità di Terni e dintorni, ci fa l’elenco delle cose che dovremmo vedere, le promettiamo che torneremo con più tempo, e poi, si fanno due foto, con lei, sua sorella e la nipotina! Ci accompagna per un pezzo di strada, finchè siamo nella direzione giusta per Orte, ma è l’orario che ormai è fuori controllo! E’ tardi!
Arriva la telefonata da Bivigliano "Dove siete?" . . . noi siamo appena entrati in Autostrada, l’auto macina i kilometri, ma sono tanti . . . e poi, la allunghiamo, perchè, non fidandoci del navigatore, (o di me che non ho ancora capito bene come impostarlo), facciamo tutto il giro intorno a Firenze e prendiamo la panoramica da Colonnata, ci troviamo sulla via Bolognese ed eccoci arrivati, ecco il cancello, la villa, il parco, l’atmosfera da "via dalla pazza folla" , pur essendo in mezzo a un nugolo di case!
Ma non si può indugiare, io, saluto un po’ alla volta tutti,  gioia di incontrare i vecchi amici, presentazioni d’obbligo con i nuovi, e un bacione al marito di Marta!  Poi, l’Udmv, assieme allo sposo novello, a sistemare meglio l’auto! E subito è tempo della Messa (aspettavano solo noi per incominciare)..
Di solito la gente  pensa ai cristiani, specialmete se cattolici, come qualcosa di noioso, bigotto e  poco aperto alle innovazioni, ma, noi che ascoltiamo la Messa,  siamo tutti bloger e il frate che celebra, ci dice che anche noi, con i nostri blog, siamo strumento di Dio (io, devo ancora capire come, con le mie chiacchiere di casa, marito, figli, nipoti ecc, posso essere utile a Dio, ma sicuramente Lui, sa che io sono qui e non metto limiti alla Divina Provvidenza, se mi manda un’illuminazione . . . io ci sono!).

Se non vi siete stancati fin qui, vi prometto che continuo . . . ne ho ancora da raccontare!
Se vi siete stancati per questo viaggio avventuroso, non perdete la voglia di continuare . . . noi, dopo siamo stati svegli fino alle 4 del mattino, se volete sapere cosa abbiamo fatto, dovete leggere il resto, domani!
Se non vi interessa per niente, pazienza . . . io scrivo per me, ricordarmi di questi giorni di sole  nei giorni grigi. Per le persone che non sono potute esserci, ma avrebbero voluto! P
er chi c’era, e che delle mie cronachette, sorride!