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La Madre dello Sposo . . . alle prese col dress code

Nota Bene, ricordarsi di leggere con un sorriso come con un sorriso è stato scritto! 

2 mesi e 22 giorni

calendario
ovvero: 82 giorni
ovvero: 11 settimane e 5 giorni

Non è il conto alla rovescia per l’impatto di un asteroide o il conto cervellotico di quanto manca alla fine del mondo in base a calendari svaniti nei secoli . . . è il tempo che scorrerà mentre io scelgo un vestito adeguato al mio ruolo di madre dello sposo e quando finalmente lo sfoggerò i due piccioncini convoleranno a giuste nozze.

wedding Procession

Di questo matrimonio si parla da qualche mese, siamo persino stati al ristorante dove si festeggerà il lieto evento. Abbiamo assaggiato primi e secondi con i consuoceri e la FigliaGrande (come esperta) per dare poi un parere sulla composizione del menù!
Di questo matrimonio ho sempre cercato di far capire che i veri protagonisti sono gli sposi, ma pare che anche la madre dello sposo abbia il suo cameo da recitare (spero non si pretenda da me un’interpretazione da Oscar) e perciò deve essere adeguatamente abbigliata.
Di questo matrimonio mi piacciono molte delle cose che sento raccontare, qualche scelta mi lascia perplessa (probabilmente è colpa dell’età). Ma la cosa che più mi mette in crisi è il dannatissimo benedetto vestito che dovrei portare quel giorno.

liz-taylor-con-spencer-tracy-nel-film-il-padre-della-sposa

So che ci sono molti film dove si parla del nervosismo di cui da segni il Padre della Sposa (so di padri della sposa a cui venivano propinati calmanti nelle ultime settimane prima del fatidico giorno).
Nessuno ha mai preso in considerazione la marea di pensieri che affollano le notti della Madre dello Sposo . . . il vestito, le scarpe, la borsa e (eventualmente) cappello o acconciatura. Questi pensieri non fanno parte degli elenchi dei fattori scatenanti lo stress per una dimenticanza dei relatori.

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Perché non analizzare lo stress da matrimonio di un/a figlio/a. Ai genitori vengono poste le domande più assurde: “devo invitare anche lo zio Casimiro, quello che si vede solo ai funerali e non ricorda mai di chi sono figlio???” (logicamente no). “Vuoi che inviti anche la tua compagna delle elementari, quella di cui parli sempre . . .” (se mi avessi ascoltato davvero, avresti capito che ne parlo solo per raccontarvi episodi di bullismo). “Tu come ti vesti??? (nooooooooooo . . . non me lo chiedere, non lo so! )

angela ariza

Ho letto blog e siti di “wedding planner”, ho visto foto su foto e mi sono chiesta se questi stilisti si rendono conto che la Madre dello Sposo ha, come minimo, 18/20  anni più di lui e non sempre, per colpa dei peccati di gola e di una passione per i piatti ben conditi, ha misure da Miss Mondo . . . e non mi venite a dire che, da gennaio a dicembre, potevo dimagrire di almeno 15 Kg, più facile a dirsi che a farsi.

Insomma, qualche chilo l’ho perso per strada, ma non sufficienti per entrare in una 44 . . . sto ancora sulle taglie dispari, diciamo che sono una “curvy” abbondante. È un bel problema, spero di risolverlo in tempo per quel dì, mica posso andare in chiesa in jeans, giubbotto e scarpe da ginnastica! Anche se mi piacerebbe . . . in fondo, tanti anni fa, la mia canzone preferita era “come un ragazzo”!

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Si cucina per vivere o si vive per cucinare???

Il dubbio amletico del titolo non aleggia tutti i giorni in casa di Fiordicactus, ma durante le feste (a volte prima a volte dopo essersi seduti a tavola) ci si infervora sull’argomento e qui di seguito, vi scrivo alcuni pareri.

10888661_10205604691626845_7538978648653482984_nInsalata russa (nascosta dalle uova sode)  . . .  tradizione del NonnoPapà

Secondo il NonnoPapà, si mangia per campare, per cui si dovrebbe spendere poco tempo per cucinare, piatti semplici e, possibilmente, facili da masticare. La tavola ordinata, ma essenziale. 🙂

Secondo il Nonno, si mangia per lavorare, per cui, per il primo, pastasciutta col sugo rosso e, per il secondo, scegliamo fra una decina di preparazioni a rotazione per i giorni feriali. La domenica tagliatelle col sugo. E alle “feste”, le solite 4 preparazioni che faceva sua mamma. La tavola ordinata, ma essenziale. 🙂

10633625_10205604714827425_6654673823202365439_oPreparazione . . .  Cuoca all’opera! 

Secondo la Nonna, si mangia con tutti i 5 sensi e il suo motto è “meglio poco, ma buono”, ama i piatti tradizionali, qualche “novità”, in dosi minime, viene accettata, ma durante l’anno. La tavola le piace curata e, nelle “feste”, un po’ di più. 🙂
Secondo lo ZioFiglio, si mangia per gustare e per mantenersi in salute, il suo motto è: “Vario! Buono! Abbondante”. La tavola . . . È proprio obbligatorio apparecchiare la tavola per mangiare??? 😉

10887430_10205604694506917_1282308284686709310_oAntipasto tradizionalissimo . . . per accontentare il Nonno

Il peggio che può capitare in una casa (e in questi giorni in questa casa) è una FigliaGrande (cuoca e gourmand, a cui piace sperimentare piatti nuovi come ne sente parlare, a cui è stato insegnato che la “mise en place” è altrettanto importante che il cibo che si porta a tavola) in piena tempesta creativa da “feste” natalizie e di fine anno . . .  

10896448_10205604725547693_2332394465144384273_oCannelloni ripieni di ricotta e spinaci . . . da leccarsi i baffi! 

unita a una FigliaPiccola che  (in questo periodo, fa l’operatrice video in alcune trasmissioni Tv di cucina, pasticceria et similia) ha portato a casa delle ricette (dolci e salate) da provare,

10906218_10205604723107632_7353709388117313223_nPolenta, zampone e lenticchie

sono una catastrofe alimentare . . . un delirio di piatti e piattini, bicchieri e bicchierini, ciotole, ciotoline e ammenicoli vari, in cucina e in tavola.

1399081_10205604703507142_9085081470719407638_oCottege Pie – Adelaide Michelini

E mi è capitato di sentire conversazioni ai limiti dell’assurdo, tipo questa:
FigliaPiccola: “Ho queste ricette, che hanno fatto i cuochi del programma dove lavoro in questo periodo!”
FigliaGrande: “Ma tu, queste ricette le hai viste fare?”
FigliaPiccola: “Certo!”
FigliaGrande: “Ah, bene . . . che “gancio” ha usato?”
FigliaPiccola: ” . . . Boh! Io sono lì a lavorare, non ho fatto caso . . . ”
Ognuno il suo mestiere . . . ecco che questo proverbio trova spiegazione pratica, ognuno, nel suo mestiere SA
 quali sono i particolari di cui tener conto!

10885594_10205604712187359_2200635192672830389_nTorrone Cremoso – Ricetta dello chef Maurizio Santin

In questi giorni, cioè dalla vigilia di Natale a oggi (e, è facile prevederlo, si andrà avanti fino all’Epifania), la loro alleanza ha prodotto “piatti”, che hanno soddisfatto in pieno il Figlio. Che hanno reso perplesso il NonnoPapà. Che hanno fatto scuotere la testa al Nonno . . . e che hanno fatto pensare alla Nonna che ha perso completamente il controllo della SUA cucina (e questo fatto la fa sentire più vecchia che non l’aumentare delle candeline sulla sua torta di compleanno).


1889032_10205604692826875_5856346443421175180_oOlive ripiene e fritte, all’ascolana – dalla Morosa del Figlio

Ma come si sa, l’Epifania tutte le feste si porta via! Speriamo che per quella data siano finiti anche tutti i dolci natalizi.
Torneremo al solito tram tram culinario . . . cercando di smaltire quei kiletti in più dovuti alla cucina delle feste. 


10869639_10205604726707722_6193545985545678_oCin Cin al nuovo anno

 da voi, si mangia per vivere o si vive per mangiare??? 

Le didascalie sottolineate, l’avrete capito, nascondono un link

Pasticci da PiccoloLord . . . con la nonna

Cosa può fare in casa, un sabato mattina, un PiccoloLord con la sua nonna??? 
A volte è divertente pasticciare insieme, imparando parole nuove, imparando a rispettare i “tempi” e le “regole” dettate dalla ricetta . . . impegnandosi a preparare una torta per il resto della famiglia.

È una torta che in questa famiglia è stata preparata un sacco di volte, fin da quando, era un’estate calda, è stata preparata per una qualche occasione, al Suocero piaceva, perché non era tanto dolce, ai bambini piaceva perché era piena di crema e al resto della truppa, piaceva perché era leggera e fresca . . . vi lascio la ricetta, se mai la voleste fare.

PiccoloLord e io faremo la versione con le pesche sciroppate e senza liquore, ma la riproverò a fare quando le albicocche che stanno sul nostro piccolo albero saranno mature.

Torta di ricotta e pesche sciroppate (o albicocche fresche)

Ingredienti

  • Pan di Spagna
  • 500 gr di Ricotta fresca
  • 200 gr di Zucchero
  • Buccia di limone (non trattato) grattata
  • Succo di limone (finiamo di usare quello di cui sopra)
  • 500 gr di Panna per dolci
  • Pesche sciroppate ( o Albicocche fresce) qb
  • Liquore dolce (solo se la torta è destinata agli adulti)
  • Zucchero a velo

Tagliare il Pan di Spagna e bagnare il pezzo sotto con liquore (o con il succo delle pesche sciroppate o con una bagna fatta con acqua e marmellata di albicocche, se la torta è destinata ai bambini)

Preparare la crema alla ricotta
Passare al setaccio (o schiacciare con lo schiacciapatate) la ricotta e mescolarla col succo di limone, unire la buccia del limone grattata e lo zucchero, facendo amalgamare bene tutto, aggiungere un po’ di sciroppo delle pesche (nel caso di adulti, aggiungere mezzo bicchiere di liquore).
Mentre riposa, montare la panna a neve e incorporarla delicatamente alla crema già pronta. Tenere in frigor, coperta.

Versione con le pesche sciroppate
Tagliare a fettine le pesche sciroppate e disporle sul Pan di Spagna ricoprendolo tutto.

Versione con le albicocche fresche
Lavare le albicocche fresche, dividerle e snocciolarle, metterle a macerare con un po’ di liquore. Adagiarle sul fondo di Pan di Spagna, ben scolate e col dorso verso l’alto.

Rifinire la torta
Versarci sopra la crema alla ricotta e spalmarla bene, dargli la forma di torta e decorare con qualche fettina di pesca sciroppata (o di albicocca fresca) avanzata. 
Lasciare in frigor per almeno 3 ore. 

Poi fateci sapere se vi è piaciuta.

Altre ricette sulla pagina: In Cucina

Hyperversum – Venerdì del Libro 5

Qui si parla dell’eterna discussione Madri vs Figli . . . e di come, più di una volta, a fatica, il Figlio ha detto “avevi ragione tu”, a denti stretti o in modo subdolo e contorto (non per niente è un maschio e, devo confessare con una punta di sconforto, si considera un maschio Alfa).

Qualche anno fa, stavo in fila alla cassa del supermercato, mi scappa l’occhio su uno stand e invece delle solite caramelle e cioccolatino vedo una serie di libri in formato “tascabile” e con un prezzo appetibile . . . un titolo mi fa suonare un campanellino nelle profondità del cervello, talmente profonde che il campanello suona e nessuno risponde . . . comunque, leggo la trama e mi metto a leggere, arriva il mio turno e pago anche il libro, torno a casa e lo leggo in ogni momento libero (qualche momento lo libero apposta per leggere 😉 ).
Conoscendo mio figlio gli consiglio di leggere questa avventura, ma ricevo un diniego . . . passa il tempo, mi informo su Internet, scopro che a breve esce il terzo della serie (e il secondo in edizione tascabile). Mi aggiro curiosa tra gli scaffali dedicati ai libri dell’Ipermercato e adocchio i due volumi . . . mi riprometto di essere brava e risparmiosa e, per il mio compleanno mi regalo il secondo volume della serie ripromettendomi di acquistare il terzo dopo un anno, a prezzo scontato.
Ancora una volta, il racconto mi prende e lo finisco in poco tempo . . . sempre più convinta che è una storia che potrebbe piacere al Figlio torno alla carica chiedendo se lo vorrebbe leggere . . . lui, da quel figlio testone che è, dice che non gli interessa, anzi, dice lui ha già letto anche il terzo. Cerco di saperne di più, ma lui si chiude a riccio . . .
Passa qualche giorno e, presa da una crisi (d’astinenza) vera e propria, investo qualche soldo in più del budget settimanale riservato ai libri e acquisto il terzo volume, cartonato e con la sovracopertina . . . capita così che lascio il libro, aperto, sul cesto dei panni da lavare, in bagno . . . e qualche ora dopo il Figlio arriva in cucina, mezzo infuriato e brandendo il volume che non avevo ancora finito di leggere mi dice: “Come, tu hai un così bel libro e non t’è venuto in mente di farmelo leggere???” e, tempo un paio di giorni ha finito il terzo, poi ha ricominciato dal primo e da allora hanno il suo “ex libris” in bella vista sulle prime pagine, anche se i libri li ha comprati mammà! Per fortuna, quando voglio rileggerli, me li presta!

Primo episodio di una trilogia, il libro, nelle librerie sta negli scaffali dei ragazzi, ma, come ha detto Nick Hornby, in “Shakespeare scriveva per soldi”, chi l’ha detto che io non possa leggere libri per ragazzi, se mi piacciono???
È bellissimo, un fantasy storico . . .  non voglio mettere le trame, le trovate sotto le copertine.
La storia dei personaggi così ben intrecciata con la Storia che mi è venuto voglia di saperne di più su quel periodo storico, che secondo me è il pregio di un libro ben scritto!

II parte della saga . . .

E il finale . . . finale???  


E qui potrete trovare il sito ufficiale di questa saga.

Con questo post, Fiordicactus partecipa al “Venerdì del libro” di Homemademamma

 

La mia prima volta . . .

No, non quella che pensate voi, la mia prima volta alla presentazione di un libro.

Il libero di una nuova amica . . . chiamarla amica mi pare un po’ presuntuoso, ma visto che (mi assicura) è un’amica della FigliaPiccola, posso considerarla un po’ anche amica mia. Simona, scrittrice, attrice e molto altro! 

Tutto è cominciato con un link su Facebook, annunciava l’arrivo nella Città sulla Costa della Nera e della Scépa . . .  la FigliaPiccola le aveva conosciute a Roma e con quel link su Facebook, mi invitata ad andare a conoscerle anch’io . . . prima cosa mi sono dovuta attivare: andare a comprare il libro e  farmi spiegare ben bene  il come, il dove e il quando era l’appuntamento, a tutto questo ha provveduto una delle prime persone conosciuta da quando sono arrivata quaggiù: Mimmo della Bibliofila (non è pubblicità, solo storia) che è tra i promotori di Piceno d’Autore, il Festival che comprendeva anche la presentazione del libro di Simona. 

Giunti_EvelinaELeFate (1)Cliccando sul la copertina, leggerete la trama


Ho fatto un po’ di inviti, di telefonate e sono riuscita ad avere con me due delle nipoti . . . Siamo arrivate alla presentazione, nella miglior tradizione della Costa: con un leggero ritardo. Per fortuna la presentazione non era ancora cominciata, ci siamo presentate, abbiamo fatto due chiacchiere con Simona, Mimmo Minutoli e la signora Cinzia Carboni, lui è il Presidente e lei una dei consiglieri dell’associazione “I luoghi della scrittura”, l’associazione che organizza il festival . . . ci siamo sistemate in prima fila (non c’erano molti altri posti liberi, c’era un bel po’ di gente) e abbiamo assistito alla presentazione del libro. 
M’è piaciuto tutto, molto. Il libro (divorato in un fine settimana) e la presentazione, una nuova esperienza, la mia prima volta. 
M’è piaciuto tantissimo il modo di essere della scrittrice e il racconto delle spinte che l’hanno portata a scrivere questo libro . . .  il racconto della sua vita, così interessante . . . e l’esperienza di sua mamma, una mamma con delle doti particolari. Di cui io non dubito, avendo avuto anch’io una mamma con esperienze simili (si vede che le mamme di una volta erano speciali).

Durante la presentazione, Simona ha raccontato che l’ExdellaFigliaPiccola è stato l’ispiratore del personaggio del “Toscano” (io avevo letto che questo partigiano era di Prato, ma non avrei  mai immaginato). Questo particolare ha risvegliato in me un ricordo 

DSCN2659Ecco Simona con la signora Cinzia, scrittrice anche lei . . .
che l’ha “scoperta” al salone del libro di Torino

Dopo la presentazione ci siamo fermate ancora un po’, per salutare e per farci fare la dedica sul libro (che poi è partito con la nipoteBeatlesManiaca verso Urbino), due chiacchiere supplementari dove io raccontavo di quella volta che  l’ExdellaFigliaPiccola nell’agosto 2011 mi aveva chiesto se poteva scaricare un racconto di una sua amica, perché c’era un personaggio che era stato ispirato da lui . . .  pensate, ce l’ho ancora nella memoria del computer, era lì da leggere e io non l’ho mai letto perché non avevo mai chiesto il permesso, l’avevo salvato solo perché non sapevo se potevo buttarlo! E due chiacchiere per parlare con Simona e il suo compagno, Fabio, di cani, dei loro e dei nostri  . . . loro infatti conoscono bene CarrieB, la mamma della nostra Bella.

Che dire del libro: ho amato tutti i personaggi. Incominciando da Evelina, piccola bambina di 5 anni presa tra incombenze domestiche e gli orrori della guerra. È il racconto di quello che vede e i suoi ragionamenti di bambina che creano la magia del racconto. Ci sono poi i fratelli, la mamma, la nonna e il papà che condividono con lei la fatica della vita (non solo di quel periodo di guerra)e la visione delle “fate”, la Nera e la Scépa, presenze ben accette e considerate normali nella casa del podere piantato sulle colline marchigiane, in quella zona di confine tra Marche, EmiliaRomagna e Toscana.
Gli sfollati, povera gente unita momentaneamente dai problemi della guerra, ognuno con la sua storia alle spalle e con modi diversi di affrontare i problemi della vita.

Poi quei personaggi che da soli varrebbero un libro . . . Il Toscano, partigiano venuto da lontano. L’Angela, figlia di un fascista convinto, eppure con altre idee a cui lei rimarra fedele fino in fondo. Peppe, anche lui non è del posto, ma qui trova l’amore.

Davvero consiglio la lettura di questo spaccato di “storia minima” dell’entroterra marchigiano durante i mesi che passarono fra l’attestarsi dei tedeschi sulla “linea gotica” e lo sfondamento della stessa da parte degli “Alleati”!

_ a Woolf

Piccolo Post Scriptum: ieri, alle casse del SuperMercato c’erano gli espositori dei libri a 0,99€, ne ho preso uno al volo: ” Una stanza tutta per sè ” di Virginia Woolf . . . l’ho preso d’impulso solo perché avevo letto questo titolo nei ringraziamenti in fondo al libro! 

Incontri . . .

Mia Figlia, la Grande, dice che dovrei uscire, vedere gente, parlare con le persone . . .  secondo lei stare in casa quasi tutto l’inverno non mi fa bene, mi vede sul “depresso andante”, ma non è colpa mia se un giorno sì e l’altro pure ha piovuto, se ho avuto 2 volte la febbre e più volte il piede dolorante, senza contare i 20 giorni di Ospedale della NonnaBisnonna.

Stamattina sono uscita a piedi,  sono andata dal medico, il piede era leggermente dolorante e la giornata appena un po’ fredda ma non pioveva.
Dopo la visita del medico che, bontà sua, ha decretato ” Lei ha l’artrosi, se la deve tenere finché campa, può solo peggiorare . . . ” dovevo passare in Biblioteca . . . e poi, visto che era un orario intermedio e se fossi tornata a casa a piedi sarei arrivata stanca e in ritardo, mi sono incontrata con la FigliaGrande e abbiamo fatto un giro per le strade del centro della Città sulla Costa, guardando vetrine e incontrando gente.

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Vicino alla Biblioteca, ho incontrato uno che conosco da anni, a cui a febbraio è morto il padre, era insieme al suocero (valente giudice in pensione) che conosco da quando sono qua e che, avendolo io salutato non mi ha risposto e ha continuato a camminare a testa bassa con la figlia. Il genero mi ha spiegato che sta via con la testa . . .
Dalle parti del Comune,  abbiamo incontrato una signora della mia età, il cui marito l’ha lasciata per una più vecchia ,  mi ha raccontato un po’ delle sue peripezie e di come l’ex marito sia diventato insofferente anche con le figlie. Negli occhi le lacrime. Ci siamo promesse di rivederci così mi spiega bene tutto . . .

Siamo passata dalla mia “spacciatrice” di lana, che per tutto inverno non ho visitato (in questo periodo ho tanti lavori iniziati e pochi soldi da spendere) . . .

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Abbiamo visto negozi “storici” chiusi e col cartello AFFITTASI/VENDESI . . . camminando abbiamo incrociato alcune persone che conosco di vista (genitori di compagni dei figli, clienti del negozio dove lavoravo) che non vedevo da un pezzo . . . camminare un po’ curvi, camminare un po’ impacciati, capelli grigi. Insomma, vedendo i miei problemi rispecchiati in loro, mi sono sentita vecchia . . .

Per ultimo, sul lungAlbula, seduta su una panchina, ho notato una delle prime persone che ho conosciuto nella Città sulla Costa . . . al di fuori delle persone con le quali lavoravo o di quelle di famiglia . . . e, con gioia abbiamo fatto a gara nel ricordare i nostri primi discorsi su suocere e mariti della Città sulla Costa (anche lei non è nata qua). Lei spiegava il nostro rapporto a una sua amica, io alla FigliaGrande . . . poi (visto che si avvicinava il mezzogiorno) lei col suo cane, la FigliaGrande e io ci siamo avviate per la stessa strada, visto che lei abita dalle parti dell’asilo del PiccoloLord . . . così ci siamo messe a parlare dei suoi figli, dei miei e abbiamo ricordato alcuni aneddoti su suo marito, morto da due anni . . . alla fine piangevamo tutte e due come due fontane.

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Mentre aspettavamo fuori dall’asilo del PiccoloLord aspettando l’orario giusto per riprenderci lui e tornare a casa, la FigliaGrande mi dice: “vedi, dovresti fare così, ogni tanto, uscire, guardare vetrine e incontrare gente, hai visto che bello oggi, abbiamo passeggiato, guardato le vetrine . . . hai incontrato gente che conosci e avete parlato. Non sei contenta???”

Ci ho pensato un attimo e, ridendo, le ho risposto: “se ogni volta che esco incontro e chiacchiero con le persone, come oggi, quando torno a casa mi taglio le  vene!”

stupito

Avventure in Umbria . . . giochi finiti!

I giochi sono finiti, la loro avventura non ha vinto, io nemmeno . . . ma le tante cose belle che hanno visto e raccontato, sono sempre lì, da vedere in un fine settimana, in una gita di un giorno . . . Buon Viaggio!   

Il team Patrizio

Il video della FigliaPiccola

Siamo due marchigiane, di cui una trapiantata a Roma, ed un romagnolo: varchiamo le mura millenarie di Amelia di mattina, con un Sole che acceca alto nel cielo e un’aria frizzante che spazza via ogni cosa che trova sul suo cammino . . . “

(Il post del Team Patrizio inizia così, se vuoi leggerlo tutto, clicca qui!)

Poi, ci sono le foto . . . un sacco di foto . . . se solo sapessi come metterle tutte qua!

Occhiolino

Cuffia rasta/scaldacollo, ovvero: “Uncoiled hat” di Annarella

Da queste parti non sono tantissimi i giorni di freddo freddo, il Figlio usa per buona parte dell’anno la moto, io da mamma italiana doc mi preoccupo della sua incolumità (casco a parte che se n’è comprato uno che lo fa sembrare un marziano, ma piace tanto al PiccoloLord), e ho deciso di fargli qualcosa a maglia, ho girato per mari e per monti un po’ nel web e ho trovato questo:

Foto di Annarella  © http://www.annarella.co.uk/index.htm

A lui piace e lo mette in testa, lasciandolo ricadere all’indietro quando va a spasso a piedi, mentre lo lascia cadere “a fisarmonica” sul collo quando va in moto.
Il modello l’ho trovato da Annarella, questo il suo sito http://www.annarella.co.uk/index.htm 
si chiama “Uncoiled Hat” e, in inglese, lo trovate a questo indirizzo http://www.annarella.co.uk/free_patterns/annarella_uncoiled_hat.pdf

Mi ci sono messa d’impegno e, con l’aiuto di Google e di una nipote ho finalmente tradotto tutto, ho chiesto la dovuta autorizzazione e l’ho ricevuta . . . ora lo posso pubblicare.

Sono stata così contenta, mi piace condividere.

Foto di Annarella  © http://www.annarella.co.uk/index.htm

Ecco la spiegazione passo passo:

La misura finale è di ca. 52 cm di circonferenza e 24 cm di altezza (sarà alto 35 se lo tirate) e vestirà un adulto medio. Il cappello potrà essere allargato sia in larghezza che in altezza.

Il filato usato è il Knitpicks Sierra (70% lana, 30% alpaca superfina) in 2 colori, gomitoli da 100 gr per ogni colore. Il filato può essere sostituito da uno tipo Bulky (spesso, circa 12 capi).

I ferri : circolari 6mm da 40 cm oltre a 3 ferri a doppia punta (oppure ferri diritti corti). Cambiate la misura dei ferri per ottenere la tensione desiderata.

Saranno necessari anche : 1 segnapunti e un ago da tappezziere.

Tensione : 13,5 maglie e 20giri = 10 cm a maglia rasata. Il numero di giri della tensione non è estremamente importante.

Guida dei punti

Maglia rasata : lavorare tutti i giri a diritto fino alla fine del giro.

Coste :

Giri 1 – 4 : tutti i giri a rovescio.

Giri 5 – 9 : tutti i giri a diritto.

Il cappello è lavorato dal basso verso l’alto e viene finito con la chiusura con 3 ferri sul diritto del lavoro.

Ma ora basta chiacchere, iniziamo a lavorare!

Con i ferri circolari  e il colore principale avviate 70 maglie. Facendo attenzione a che le maglie non si attorciglino sui ferri, unite per lavorare in tondo. Posizionate il segnapunti per indicare l’inizio del giro.

Lavorate 3 giri a maglia rasata.

Lavorate a coste fino a che il cappello misura 11 cm dall’avvio NON TESO (il bordo iniziale si arriccerà per  circa 1 cm), circa 4 ripetizioni del motivo.

Cambiate al colore di contrasto e proseguite fino a che il lavoro misura 24 cm dall’avvio, circa 5 ripetizioni del motivo.

Passate  metà delle maglie su un ferro a doppia punta e l’altra metà su un altro ferro a doppia punta. Con il diritto del lavoro rivolto verso di voi, chiudete con il metodo dei 3 ferri.

Finiture : Con l’ago da tappezziere nascondete le codine. Bloccate leggermente. Usatelo e …
Ringraziando grandemente chi mi ha aiutato. ♥

Quando le ciambelle escono sempre col buco

Ci sono quelle cose che le vedi, le osservi da lontano e poi, un giorno, ci provi e le fai anche tu . . . Avete presente le classiche “ciambelle” che piacciono tanto al marito pigro, stupido, obeso, inetto, irresponsabile ed incompetente di quella simpatica donna . . . Marjorie (Marge) Simpson, aspettate, si chiama . . . ce l’ho sulla punta della lingua . . . è coso, lui, quello che sta stravaccato sul divano . . . ecco, sì . . . Homer Simpson

quando si parla di ciambelle, si pensa subito al “buco” . . . non tutte le ciambelle escono col buco, lo dice anche il proverbio. Invece, qui da noi, sempre perfette, ricordo che una volta la figlia aveva preparato delle belle ciambelle, ma con un impasto dove erano presenti le patate, ricordo una montagna di impasto, un sacco di tempo a friggerle, una montagna di grosse ciambelle gustose coperte di zucchero al velo e poi, sono sparite in poco tempo . . . 

Comunque, oggi abbiamo provato un apparecchio che elimina l’odore di fritto (e anche gli aspetti negativi del fritto), elimina il rischio di vedere le ciambelle venire male, bruciacchiate, troppo grasse o, appunto, senza buco . . . l’unico suo inconveniente è che va a corrente. È più o meno così:

E c’era anche la ricetta di queste benedette “ciambelle di Homer” o, come le chiamano la negli USA: donut, con le dosi che ci ha dato il libretto d’istruzioni ne abbiamo qualcosina più di 50 di preciso non si sa, le prime sono state “testate” dal Figlio, dalla FigliaGrande e da me! 

Ingredienti

260 gr di farina bianca 00
130 gr di zucchero
1 pacchetto di zucchero vanigliato
150 ml di latte
100 ml di panna
3 uova
3 cucchiai di olio di semi di mais
lievito
(30 gr di zucchero al velo)
E, noi ci abbiamo aggiunto  . . .  codette di zucchero colorato

Lavorare insieme farina, zucchero, zucchero canigliato, latte, panna, uova, olio e il lievito fino a ottenere unimpasto uniforme.
Preparare la macchinetta (che ci ha prestato una parente) e con pazienza, cuocere i donut seguendo le istruzioni . . . quando si gonfiano, la macchinetta si apre da sola . . . si tolgono e si appoggiano su un piatto cospargendoli di zucchero al velo . . . oppure, come abbiamo fatto qui, ghiaccia reale e poi cospargere con le codette di zucchero colorato.

Se invece, non avete una parente gentile che vi presta la macchinetta che non ha quasi mai usato o volete seguire la ricetta originale, metto qua il link a un sito di ricette americane, originali . . . e se volete coprirle con la ghiaccia reale” ecco l’altro link

Ecco, presa dal ricordo dei dolci di Homer, ho fatto un po’ di confusione . . . ma le ricette, provate e approvate, le metto più che altro per me! E il fatto che nel pomeriggio di giovedì, senza il PiccoloLord, io e la FigliaGrande ci siamo fatte compagnia piegando panni e preparando ciambelle, mi sembra una bella cosa nel solco di quel “New Deal” di cui parlavo l’altro giorno! 

La mamma piange, la nonna ride . . . PiccoloLord cresce!

Ci sono dei “passaggi” che segnano la vita di ognuno di noi, ci spiegano che stiamo cambiando e stiamo crescendo . . .  eccomi qua a parlarvi di quello che ho visto in questi mesi e di come, ieri una mamma piangeva e una nonna rideva (tutte due per lo stesso motivo).

ATTENZIONE . . . post ad alto grado di ironia, leggerlo sorridendo come io sorridendo lo scrivo. 

Sappiamo tutti (e chi non lo sapesse, lo scopre ora) che il PiccoloLord si avvia al traguardo dei suoi primi 3 anni, tra qualche settimana comincia l’asilo. Non ho parlato molto di lui in questi ultimi mesi, anzi, se uso le “categorie” trovo poche notizie sul nipotino in questo 2012. Cose che capitano quando le nonne fanno ancora le mogli e le mamme, quando le nonne si considerano ancora persone; ci sono tanti pensieri, tante cose da fare per i figli per il marito e si cerca di non trascurare se stesse e il nipote cresce senza una cronaca giornaliera (d’altra parte, questo blog è il blog di una persona, prima che nonna e mamma non è un blog “dedicato”).

Il PiccoloLord non sembra risentire di questa mancanza di attenzione bloggeresca, è cresciuto bene in altezza: arriva oltre il limite minimo delle finestre, così non corre molti pericoli di andare a sbatterci. È cresciuto bene anche come peso, tanto che il Pediatra pensa che dovrebbe perdere quei due o tre chili che pesano sulle sue giovani ginocchia. È cresciuto in biricchinate . . . ha un sacco di giochi “alternativi” che non rientrano nelle cose che  sono consentite, ma per ora pare proprio che lui si disinteressi di cose così noiose come le “regole e divieti”  tra i giochi che lo divertono c’è il buttare a terra le sedie e usare lo schienale come dondolo stando in piedi con le gambe ben aperte sui due lati della spalliera o come chiedere l’acqua e, dopo averne bevuto una parte, guardarti con occhi “luccicanti” di malizia, buttare repentinamente a terra il resto del contenuto (e meno male che è estate), o quello di divertirsi come un matto nel salire di corsa la scala e ridiscenderla saltando un gradino alla volta, mentre il nonno tiene il conto: “uno . . . due . . . tre . . . . 
L’estate . . . stagione votata allo spannolinamento l’ha iniziata qui (in questa casa che da pochi mesi è diventata anche casa sua), c’è da dire che (secondo me) la parte che ama di più di tutto l’ambaradam creato dal fare pipì dove capita è il veder correre le donne di casa a cercare spazzetone, stracci e disinfettante . . .  come secondo classificato nella categoria “perché fare pipì senza pannolino” c’è la possibilità di tirare l’acqua del water, operazione che esegue con gioia, mettendosi in piedi sull’asse del water con i piedi ben piantati di qua e di là, come un piccolo “colosso di Rodi” . Educatemante saluta sempre con la manina la pi e l’acqua che vanno via. In questi ultimi giorni (finalmente), non aspetta che la mamma gli chieda o lo inviti a “far pipì” e nemmeno la fa più dove si trova, essendo molto impegnato a giocare, spostandosi solo di poco da dove sta giocando. Da una settimana capita che lo si veda mollare quello che fa, partire di corsa e, seguendolo, lo si trovi appollaiato sul “trono” intento all’espletamento delle sue funzioni basilari.
La situazione “popò” è più difficile da gestire . . . non si sa perché, la cosa lo mette in apprensione, come lo si vede correre semiaccovacciato, bisogna essere pronti a beccare il momento giusto e portarlo di corsa in bagno . . . ieri ci è andato da solo e alla fine, tra applausi e grida di giubilo abbiamo salutato la produzione di cotanto sforzo che veniva trascinata via dalla cascata d’acqua.

Sul fronte “chiacchiere” la cosa si “trascina” da prima che si stabilissero qua, si può dire che non ha preso dalla nonna Fiordicactus (forse dal nonno, Uomodellamiavita e uomo di poche parole?), ancora non dice una parola, fa delle prove . . . “Uuua Uuuaaa”, “Ba ba ba”, “Ma ma ma”  e usa la mimica unita ai suoni per farsi capire: se indica qualcuno e fa: “Ehhhh” lo interpretiamo come una richiesta di attenzione da parte della persona indicata che magari non lo sta osservando.
Se vuole sapere qualcosa, “dov’è, cos’è, chi è o perché” la domanda omnicomprensiva sarà: “Eh È?” .
Se qualcosa non gli va, si abbraccia la pancia, gira la testa e dice “Oh!” con un tono che non ammette repliche e che noi, in casa, interpretiamo come un no. Se vuole qualcosa indica o se lo prende da solo, se ci sono più cose tra quelle indicate, i grandi iniziano a elencare: “Vuoi questo? Vuoi quello?” . . . se la cosa non lo interessa scuoterà la testa con infinita pazienza, se pronunciate la parola giusta verrete ricompensati da un largo sorriso.

(Non ditemi che “gli prestate la voce” oppure: “non dategli l’acqua finché non dice la parola” o ancora: “parlate troppo voi e lui non trova spazio per pronunciare le parole”  . . . abbiamo provato, la sua bocca resta chiusa, ma stiamo facendo le indagini del caso. Sentirci, ci sente e bene . . . Capire, capisce e bene! Per il resto, ci sono gli specialisti e vi dirò cosa diranno).

Quando vede che si sta apparecchiando la tavola, sa che deve lavarsi le mani, anche se non sempre glielo ricordiamo, bisogna intervenire a volte per chiudere l’acqua, essendo una delle sue passioni quella di giocarci e allagare bagno e cucina se è lasciato libero di fare . . . poi aiuta, dove può aiutare, ad apparecchiare e si sistema seduto al suo posto, in attesa. 
Ama correre con le cagnoline che lo inseguono o si fanno inseguire sia in casa che in cortile/giungla giardino . . . ama tirare la palla coi piedi o con le mani . . . ama guardare cosa succede fuori casa, specialmente se sente i cani abbaiare si affaccia alla finestra verso il cancello . . . se sparisce qualche gioco sotto il gas o sotto la cassapanca (ma anche sotto il frigor) non chiede aiuto, va a cercare una scopa o altro “attrezzo” simile e via, alla ricerca del bene perduto . . . ama vedere rotolare ogni cosa che rotola (portatovaglioli, barattoli, pomodori appena raccolti o una semplice palla), ma ama rotolarsi anche lui, ridendo . . .

Un pomeriggio di settimana scorsa è andato a letto, nella camera che divide con sua madre, e mentre lei è tornata un attimo in sala . . . lui si è sistemato sul suo lettino con un pupazzo tra le braccia e si è addormentato (senza coccole o ninna nanna)  prima del suo ritorno.
Ieri sera, mentre la sua mamma si preparava per la notte, lui si è sistemato sul suo letto e poi ha fatto capire alla mamma che non voleva essere abbracciato, come capita tutte le sere, le ha indicato il suo letto (suo della mamma),  come a dire: “tu vai lì!”, si è sistemato la Jeep rossa sulla pancia(*), tenendola con una mano e ha chiuso gli occhi . . . la mamma è corsa dalla sua mamma piangendo di gioia e mormorando “il mio bambino si è addormentare da solo, il mio bambino sta diventando grande!” . . . al che, la nonna (in parte commossa) si è messa a ridere . . . ce n’è ancora di strada da fare per diventare grandi, ma questi sono i primi passi.

(*) Lui va a letto con i suoi pupazzi, orsacchiotto, cucciolo di pluto e winniepooh, ma anche con una jeep rossa, una ruspa snodata o un trenino formato da locomotiva e 3 vagoni che si sparpagliano nel letto dopo pochi minuti . . . 

Due passi per il Piceno e poi, anguria “alternativa” alla solita fetta!

Ricordate quella bellissima esperienza a cui ha partecipato la FigliaPiccola?
Il Blogger Media Tour del Piceno, eccovi un riassunto di quello che hanno visto . . . così, se lo guardate, scoprite la zona e ve ne innamorate, potete anche venire a trovarmi e ci facciamo una bella serata, fra buon cibo, vini raffinati e un po’ di chiacchiere in allegria!

Certo, in questi giorni fa un sacco di caldo (Hanno nominato l’anticiclone “Scipione”, ma sarei curiosa di sapere quanta gente sa che Scipione Africano, quello storico sconfisse Annibale ai suoi tempi) . . . e ho pensato che a fine serata potrei offrirvi un dessert adatto alla temperatura:  Il frullato di anguria!

Dolce e succosa, la polpa è ricca di alcuni dei più importanti antiossidanti naturali, ottima fonte di vitamina C e di vitamina A, in particolare di beta-carotene. Questi potenti antiossidanti hanno un’azione neutralizzante dei radicali liberi. Alcuni studi scientifici hanno associato un buon consumo di vitamine e beta-carotene alla riduzione dei rischi di malattie cardio…vascolari e di altri disturbi.

Ingredienti per 4 persone:
• polpa di anguria, senza buccia 300g
• zucchero di canna 100 g
• mezzo limone
• foglioline di menta fresca
• cubetti di ghiaccio

Preparazione:

Eliminate tutti i semi dall’anguria, molto attentamente. Spremete la metà del limone e filtratela attraverso un colino, per evitare che i semi possano cadervi, direttamente nel bicchiere del frullatore. Aggiungete la polpa di anguria, il ghiaccio e lo zucchero, quindi frullate fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati.

Versate il frullato nei bicchieri, guarnite con la menta lavata e asciugata e servite.

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, che non si dica che Fb non serve! )

 Gelo di mellone (anguria)

ingredienti:
Mellone (anguria)
stecca di vaniglia
100gr di zucchero ogni litro (se l’anguria e’ dolce, altrimenti aumentate la dose )
80gr di amido per dolci (Maizema)
fiori di gelsomino (per alcuni facoltativo, per me indispensabile per sentire l’odore della Sicilia )
cioccolato fondente
granella di pistacchi

Levare tutta la polpa dal mellone e passarla nel passapomodoro o nella centrifuga. Passarla con un colino.
Tenere un pò di succo da parte, mentre l’altro metterlo in un tegame,aggiungere lo zucchero, il gelsomino e la stecca di vaniglia. In quella tenuta da parte aggiungere la maizema setacciata e mescolare.
Una volta che il succo nel fuoco bolle, aggiungere quello con la maizema, mescolare e farlo cucinare finche si sarà addensato un pò. Spegnere e mettere in una terrina e poi riempire o gli stampini o dei bicchieri.


Mettere in frigo una volta raffreddato e condire con la cioccolata e la granella di pistacchi

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, si ringrazia l’amica Patrizia Bentivoglio)

 

Buon . . . quella cosa lì!

Per quanto buono, Santo Subito, paziente, ecc ecc (mettete voi le doti di un marito perfetto, ma anche qualche difetto, perché ce li ha) l’Uomodellamiavita si ricorda ogni anno che oggi è un GIORNO SPECIALE, ma regolarmente non si ricorda la parolina magica . . . ANNIVERSARIO  (di Matrimonio) e così, dopo che un anno mi ha svegliato con un “Buon Onomastico”, non ci prova più, oggi è “quella cosa lì”!

È una COSA, “quella lì” che va avanti da 33 anni, mica da ieri.
33 anni! Anni Belli! Anni Così Così! Anni Brutti e persino alcuni Anni, che è meglio dimenticare, Bruttissimi!
33 Anni: 3 figli, 1 nipote!

E visto che non ci sono ancora arrivata, vorrei che, come nella canzone che vi propongo, tutto sia così anche quando avrò 64 anni e oltre!


A volte incontro quelle coppie di anziani (anche molto anziani), dove uno dei due è chiaramente “meno presente a sè” e l’altro lo accudisce, lo coccola, lo guarda con un amore negli occhi che né un genitore né un figlio potranno mai avere . . . vorrei che, se il Signore ci da la grazia, invecchiando insieme non si perda mai nei nostri cuori e nei nostri occhi quell’amore, iniziato prima di “quella cosa lì” e che ci ha aiutato a combattere mostri e mulini a vento, ci ha aiutato ad affrontare le tempeste della vita, ci tiene uniti (assieme ai nostri figli) ancora adesso, pronti per vivere le nuove sfide che la vita ci presenterà!

Anche questo momento passerà!

Si sta
come d’autunno
sugli alberi
le foglie.

 
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore (…)
 
Scusate la mia latitanza . . . ho un paio di post carini nell’erboristeria casalinga, avrei tante cose da raccontarvi, ma in questo periodo non ho molta voglia di scrivere, la mia famiglia sta attraversando un brutto periodo che mi fa pensare al temporale, vento, lampi e tuoni, pioggia scrosciante . . . da farti dubitare che il sereno tornerà mai! Solo un’altra volta sono stata così male, quando mi hanno detto che per mia mamma non c’era più niente da fare.
Se dovessi spiegarvi come sto, vi reciterei i versi che ho copiato sopra, mi rappresentano . . . stanotte prima di addormentarmi, me n’ero ricordata una terza, ma nella notte s’è persa nei sogni!
Ringrazio tutti quelli che mi (ci) stanno vicino, con affetto e discrezione . . . sono loro che mi ricordano che sopra le nuvole c’è sempre il sole che splende!
Io, lo sapete, sono credente, prego la Madonna dello Schiavo e mi affido a Lei, la mamma del cielo.
 
Non vado via, non chiudo il blog! Il blog è il mio salotto, dove mi incontro con amici e parenti . . . e appena posso, vi innonderò di post! Lo sapete che mi piace fare “una bella chiacchierata fra amici!

Anche questo momento passerà!

Mamma blogger & Figlia video maker sui passi del Dreaming Piceno Social Media Tour –

Sul progetto di Luca, il Dreaming Terre del Piceno, trovate da leggere qua . . . poi qua . . . qui e infine qui

E ora un rapido racconto della settimana vista dalla mamma di un’artista video maker.

La mattina del 25 accompagno la FigliaPiccola al punto di ritrovo e di partenza, Grand Hotel Excelsior della Città sulla Costa. Il lungomare era chiuso per una qualche manifestazione e perciò parcheggiamo sul retro dell’Hotel, entriamo nell’ampio parcheggio e giriamo intorno al furgone, col quale si sono spostati la sera prima,  per cercare un’ingreso secondario. Vediamo due uomini, che  si girano a guardarci curiosi (anche perché la FigliaPiccola gira con un troley rosa shocking), al mio saluto, uno dei due, in divisa da maitre di sala, esclama: “Questa signora, io la conosco!” e io, “Certo sono la moglie dell’Uomodellamiavita . . . ” e lui, “Ma certo, il parente, sai – dice rivolto all’altro signore – io e il padre di questa ragazza, siamo parenti – e poi rivolto alla FigliaPiccola – sono una specie di zio, chiamami zio, va’!  . . . cosa fate da queste parti?” e lì ci siamo dovute fermare per spiegare a grandi linee la partecipazione della FigliaPiccola al “dreaming Terre del Piceno”. Entriamo nell’albergo e incontro un’altra persona che conosco … (va be’, abitiamo in questa città). Lascio l’artista, saluto i travel blogger, dispiaciutissima di non poter fermarmi un po’ di più ma, causa virus intestinale, sono debolissima e non vedo l’ora di arrivare a casa (e pensare che, almeno per questa giornata di festa, senza nemmeno l’Udmv a casa, pensavo proprio di poterli seguire.

In questo primo giorno sono usciti in mare con una barca a vela, dal Circolo Nautico della Città sulla Costa, la FigliaPiccola (mi ha raccontato dopo) si informa se c’è in giro uno dei suoi vecchi professori delle superiori e con sua grande gioia scopre che sarà il loro skipper, baci e abbracci . . . sono d’obbligo!
Quando sono stati sul molo peschereccio,  la FigliaPiccola vede da lontano un anziano signore, si avvicina e le semba di riconoscere la postura, la sagoma, la voce . . . è uno dei parenti alla lontana,  che verrà prontamente intervistato.
A pranzo sonoospiti presso uno dei migliori (qualcuno dice il migliore) ristorante della Città sulla Costa, all’Osteria Caserma Guelfa, ospitato presso quella che era la Caserma del Dazio dello Stato Pontificio,  dal 1700 fino a 150 anni fa. Quando sono stati tutti a tavola, il proprietario, saputo che nella compagnia c’era una ragazza della Città sulla Costa, immagino abbia pronunciato una delle domande tipo di queste terre: “Di chi sei figlia?”, saputo che era la figlia dell’Uomodellamiavita, si scopre che lo conosce anche lui!

Poi, si sono spostati al Paese Alto, la parte più antica di San Benedetto del Tronto (ultimamente sono stati fatti scavi per manutenzione delle strade che hanno portato ad affascinanti scoperte) per visitare il “Torrione” come viene chiamata la Torre del Gualtieri dagli abitanti di “su dentre” il quartiere “Castello”, che in epoca antica era cinto da mura con le classiche porte. Qui, manco a farlo apposta ha incontranto uno degli zii con moglie e figlio al seguito . . . e ha scoperto che il papà conosce anche il proprietario di un locale che ha offerto a tutta la compagnia una merenda.
Dopo, l’ho persa . . . ho saputo che sono stati al Museo della civiltà Marinara, che hanno fatto cena all’Associazione pescatori, col vero e verace “Brodetto alla Sambenedettese” cucinato come veniva (e viene) cucinato sulle barche da pesca. E poi, è tornata al volo a casa a riprendersi quelle due o tre cose che aveva dimenticato a casa.

Mi ha salutato e da allora in poi l’ho sentita un paio di volte al giorno, al mattino:  “Ciao ma’, devo andare/sono in ritardo/devo fare colazione, ciao ci sentiamo appena posso!” e alla sera: ” Ciao ma’, devo andare/dobbiamo andare, ci aspettano a cena/dobbiamo incontrare … /siamo ancora in giro, ci sentiamo domani e ti racconto!”
Per fortuna c’erano i travel blogger a tenermi aggiornata sui vari spostamenti e sulle località visitate, sui punti di ristoro e di assaggio . . . se volete, potete saperne di più leggendo qua
Poi, quando ormai già pregustavo un paio di giorni in cui la FigliaPiccola avrebbe finalmente vuotato il sacco, avrebbe fatto vedere la sua abilità di video maker turistica, quando cioè, ieri pomeriggio la aspettavo di ritorno dal Tour, visto che era finito, ecco che mi telefona e mi dice: “Sai mamma, torno a Roma oggi, problemi di lavoro, ho trovato un passaggio . . . ” e così, è tornata, lei e chi le dava un passaggio, si sono fermati il tempo di raccogliere le quattro cose che aveva qua, bere chi un bicchier d’acqua e chi un caffè  . . . un bacio al volo e . . . “ti telefono!” mi ha detto . . . e io sono rimasta con la curiosità di vedere e sentire la sua versione di questa settimana, così ricca di cose, luoghi, gente nuovi!

Dura la vita di una mamma blogger, se la figlia video maker non collabora!

Partenza ufficiosa – Dreaming Terre del Piceno

Eccomi, finalmente, a raccontarvi, dal mio punto di vista, il Tour del Piceno da parte dei Travel Blogger di Travel Different. it accompagnati in questa avventura, come già detto, da 4 fotografi e 4 video maker, dal “sognatore” e ideatore Luca Marcelli di Terre del Piceno e dalla espertissima guida Lella Palumbi, più varie e svariate figure. A vario titolo “esperte” nei loro campi, di cui ignoro il nome.

Il giorno 24 (aprile) è stato un giorno “di corsa”. Per la FigliaPiccola le ultime spese da fare in vista della partenza per il Tour. Per me, oltre a seguire la FigliaPiccola nelle sue spese, una volta lasciata con i suoi nuovi amici, dalla FigliaGrande e PiccoloLord con virus intestinale! Spese, spostamenti vari.

Verso le 18.00 presso l’Hotel Excelsior, la FigliaPiccola ed io, abbiamo avuto l’occasione di conoscere gli altri “artisti”, e io quando hanno iniziato la loro riunione me ne sono andata per le mie commissioni.

Ci siamo rivisti per cena, una cena, o meglio un banchetto offerto (credo di aver capito) dal Comune della Città sulla Costa e preparato e servito presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Filippo Buscemi” (per gli amici della Città sulla Costa, famigliarmente: “l’Alberghiero”).
La cosa che mi ha emozionato (come solo una vecchia signora par mio, si può emozionare) è che in quel Istituto la FigliaGrande ha studiato. Vedere questi ragazzi in “divisa” (1° 2° e 3° classi tra servizio di sala, ricevimento e cuochi), mi ha riportato indietro di anni, ritrovare anche alcuni tra i professori che conoscevo, come il Prof Bani a capo dello staff di cucina, uno dei “miti” della FigliaGrande (e di altri compagni che da grandi volevano fare i cuochi), quando frequentava questa scuola e i professori Iezzi e Guardato che coordinavano i ragazzi di sala. La Prof che seguiva le ragazze del “ricevimento” non la conoscevo. Così come non conoscevo il Preside, dalla mie epoca ne sono cambiati almeno 2!
Ho salutato chi conoscevo, sono stata presentata a chi non avevo ancora conosciuto e tra questi Nicola, uno dei Travel Blogger, che mi ha detto di aver letto il mio blogghettino, mi ha consigliato di scrivere con più frequenza e sistematicità e magari di parlare anche di più di questa nostra zona (e sarebbe una bella scusa per qualche escursione domenicale!
Mi sono messa nella parte della tavolata (bellissima la “mise en place” di cui purtroppo non ho fatto la foto!) degli artisti, vicino alla persona che per prima ha creduto (e finanziato) in questo “sogno” . . . un progetto per promuovere il territorio della Provincia di Ascoli Piceno, il Sig Contisciani Luigi, Presidente del BIM Tronto (Bacino Imbrifero Montano del Tronto) .
Abbiamo gustato, prima di sederci a tavola, delle tartine a buffet e poi, una volta a tavola: Insalata di farro con molluschi e crostacei, Gamberoni con zucchine e lardo di Colonnata, Trippa di mare con borlotti e pecorino di fossa, Campofilone in salsa di cicale, Pescatrice in brodetto e per finire una composta di frutta in un “cestino” di cialda. Vini: Passerina Brut, Marche Chardonnay I.G.P. e Offida asserina D.O.C.G. (ci sono le foto, ma non da me, le dovrebbe avere Mauro, prima o poi, le trovo!)

Alla fine del banchetto, abbaimo potuto applaudire tutti i ragazzi e i professori che hanno lavorato per la riuscita di questo convivio, due parole da parte delle autorità e pure da parte di Nicola, quale rappresentante dei travel blogger e poi tutti a casa, che tra l’altro si era fatto pure tardi.

Non abbastanza tardi per i giovani artisti, per Nicola e Luca, dovevano ancora raccontarsi un sacco di cose, dovevano “recuperare” quei blogger che ormai dovevano essere arrivati, dovevano “progettare” le cose da fare nei giorni a venire e poi . . . verso una certa ora, dovevano essere sistemati negli alberghi.
Tutti in albergo, tranne la FigliaPiccola, lei è tornata a casa dalla mamma! E per fortuna! La mamma,  nel mezzo della notte ha scoperto di ospitare un malefico virus intestinale! Che brutta compagnia!

(Seguitemi che vi racconto ancora qualcosa)

Vigilia . . . del Tour

Eccoli qua, i due rappresentati degli artisti marchigiani: Mauro Corinti e Francesca Spinozzi, lui fotografo e lei “videomaker” con le autorità, fra le altre è riconoscibile l’Assessore Margherita Sorge, la preziossima guida Lella Palumbi e l’ideatore del “Dreaming Piceno”, Luca Marcelli. Ieri alla conferenza stampa di presentazione del progetto.

Oggi, vigilia della partenza dell’evento, i travel blogger e gli artisti si incontreranno, si conosceranno e si organizzeranno per fare in modo che questo sia un bellissimo modo di raccontare in rete questa provincia, che, parafrasando una pubblicità di qualche anno fa, “l’Italia in una provincia . . . infatti, come da programma che ho letto, avranno una esperienza bellissima (anche se forse un po’ faticosa) tra natura e arte, artigianato ed eccellenze enogastronomiche.
Ah, poterci essere . . .

Ma, udite, popolo dei blog e specialmente voi, amiche e amici a cui piace viaggiare e conoscere nuove realtà, Marcello di Terre del Piceno, sta studiando la possibilità di fare un altro Tour, dedicato a voi! Appena so qualcosa, vi avviso!

Per ora chiudo qui e anche i link che non ho messo, li agiungerò più tardi . . . scappo presa dalle mie incombenze di casalinga. a presto! 🙂

Il sogno del Piceno . . . una nuova avventura della FigliaPiccola

Sono stata combattuta un po’ di giorni se scrivere o meno questo post . . .
Non voglio passare per la Mamma Italiota che “sbava” per la recita del figlio . . .
Non sono mai stata di quelle mamme che lodano e sbrodano i figli . . .

Però!

Però alla fine ho deciso che sì, c’è implicata anche la FigliaPiccola, ma soprattutto la Terra che mi ospita da più di trent’anni, il territorio che ha dato i natali a quel sant’Uomodellamiavita e ai miei figli: il Piceno, secondo Sempronio Gracco (Charles Laughton, nel film “Spartaco” di Stanley Kubrick), la provincia più squallida dell’Impero, ma che io ho sempre trovato un bel mix tra arte e natura e anche un posto dove ancora si vive a misura d’uomo. Allora, visto che ne vale la pena . . . eccovi la storia di questo evento!

La storia è breve (spero per voi e per me) è stato deciso che il Piceno sarà analizzato e studiato da ben 8 blogger (e la sottoscritta non è stata nemmeno contattata . . . da deprimersi) che solitamente parlano di viaggi e scrivono su Travel Different  che saranno accompagnati da 8 “artisti” marchigiani: 4 fotografi e 4 video operatori . . .
Secondo voi chi ha presentato la sua candidatura all’insaputa della mamma? Ma la FigliaPiccola . . . e l’hanno pure presa!

Così, tra un viaggio a Roma e l’altro alla ricerca del film della strada che la porti all’Oscar (no, non un moroso nuovo, ma la statuetta che consegnano in California nel famoso Kodak Theatre), la FigliaPiccola sarà impegnata in una settimana massacrante interessante, vicina ad altri artisti come lei. Accompagnando  gli 8 blogger che vengono da altre parti d’Italia, curiosi di scoprire le bellezze di questa terra di confine (una volta tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie, ora fra Marche e Abruzzo, tra il Centro e il Sud), scopriranno o riscopriranno posti nuovi e/o conosciuti, quei posti che sono la meta delle giornate di Pasquetta o delle calde domeniche d’estate e del giorno di Ferragosto quando i “nativi” della Città della Costa non vanno al mare. Quei posti, che sono lo sfondo per le feste dei “100 giorni” o delle “uscite” scout, ma vivrà anche esperienze nuove, come salire su un peschereccio . . . non so come saranno accoppiati questi ragazzi  “artisti” marchigiani con questi blogger, ma spero di poter vedere qualcosa in esclusiva, ehm  . . . anteprima e di potervelo girare!

Il Programma è ricco, non ve lo scrivo, vi indirizzo qua, dove è tutto spiegato e anche qua, dove tutto è iniziato, con un “sogno”.

Non ci crederete, ma ci sono posti che loro vedranno e che io, dopo 30 e più anni che sono qua, non ho MAI visto!

Anche quest’anno: Vigilia di Natale

 

Antipasti

Alla fine ce l’abbiamo fatta . . . anche per quest’anno siamo sopravvissuti al trittico delle feste di Natale!

In questi giorni abbiamo incontrato un cliente dell’Uomodellamiavita e nel parlare del Natale in arrivo ci ha chiesto: “Voi siete di quelli che festeggiano la Vigilia o Natale?”, ridendo abbiamo risposto: “Noi siamo di quelli che . . . Vigilia, Natale e anche Santo Stefano!”, che ridere la faccia che ha fatto quando ci ha augurato Buone Feste!

Non ci sono molte foto, ma qualcosa vi farò vedere . . . il menù per la Vigilia, alla fine era:

Crostini con Anciove al verd

Cocktail di Scampi

Insalata di Arance e Finocchi

 Crepes con Ricotta e Radicchio rosso 

Crepes con Ricotta  e Bietoline

Crepes ripiene

 Polenta taragna e Indivia belga

con mousse di formaggi

Polenta taragna - indivia belga - mousse di formaggi

 Frutta

Dolci di Natale

 Rosso Piceno Superiore

Rosso Piceno Superiore Novello

Spumante Italiano

Arrivata col fiatone all’appuntamento con la cucina sabato, dopo che giovedì mattina: PiccoloLord; al pomeriggio: vari impegni e spesa; venerdì mattina: Piccololord; al pomeriggio : ancora spese. Ma anche sabato mattina, la FigliaPiccola e il Figlio, sono fuori, per gli ultimi acquisti. L’Udmv e io, impegnati a sbarazzare la sala/entrata/cucina delle cose che non servono, riordino, pulizia e organizzazione (senza dimenticarsi che, sabato e festivi si fanno le lavatrici, per via della tariffa bioraria . . . caos ovunque, in pratica!
Insomma, preparate nelle loro belle vaschettine le acciughe con bagnetto verde “Anciove al verd , impacchettate e recapitate come regalo alle cognate (dai Figli e dall’Udmv), era ora di pranzo . . . e qui non si sgarra, in ritardo, ma abbiamo avuto, pasta al sugo e carne con verdura, frutta e poi . . . aspettare il rientro dei figli!
Insomma siamo arrivati alle 18.30 quando è arrivata in stazione la Morosa del Figlio che eravamo ancora in alto mare, con l’Udmv che stava approntando l’albero e la FigliaPiccola tirava fuori le statuine del Presepe . . . quando è arrivato il Figlio con la Morosa, abbiamo messo al lavoro anche loro . . . alla fine, siamo riusciti a metterci a tavola un po’ più tardi del solito e ci siamo gustati tutto, sebbene il Figlio si sia lamentato delle porzioni troppo misere (secondo lui) e del fatto che, sempre secondo lui, nell’imbottitura delle crepes, oltre alla ricotta e le verdure, ci sarebbe stata bene un po’ di pancetta rosolata . . . È piaciuta molto la polenta taragna con l’indivia belga e la mousse di formaggi (per la sua preparazione mi sono ispirata a questa ricetta) .
Abbiamo rimandato i dolci al giorno dopo, visto che eravamo già sazi!

Ci siamo scambiati i regali intorno alla mezzanottee per fortuna il regalo che ho fatto alla Morosa del Figlio è piaciuto! E a me, è piaciuto il suo!