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Colori d’autunno nel piatto

Come ho detto, prendo spunti per i miei manicaretti (che spesso cucina la FigliaGrande che è più brava e attenta e, incidentalmente,  anche cuoca diplomata) dai giornali dei supermercati, dai siti web, dai food-blog e poi ci sono le ricette che sono linkate su Facebook da uno dei giornali di cucina di cui, negli anni delle “vacche grasse” non mi facevo scappare un numero “Sale & Peppe”.  Ho ancora molti numeri vecchi buttati in cantina, e molte pagine strappate in un raccoglitore. 

Così, settimana scorsa, quando su Facebook ho trovato una ricetta che ben si addice a questa stagione che, anche se di autunnale dalle mie parti ha poco, è la stagione delle zucche, ho voluto provarla subito. 
La ricetta di una zuppa con zucca e porri, formaggi e pane raffermo (tò, ci mettiamo pure che è una ricetta anti spreco del pane che avanza). ho dovuto comprare solo i porri, e il formaggio (che non era solo Emmental, in questi casi uso prendere una parte di Emmental, una di Asiago e una di FontinaValdostana), le zucche, avendole fornite l’orto dietro casa

DSCN2422© Fiordicactus

L’ho fatta un po’ di corsa e l’ho fatta io, mio fratello che è passato di qua, mi ha aiutato tagliandomi a dadini i formaggi (le occasioni in i fratelli cui hanno voglia di aiutare sono rare e io l’ho preso al volo).
Secondo me doveva essere un “primo” un po’ abbondante, invece si è rivelato un piatto unico e sostanzioso

LA ZUPPA GRATINATA CON PORRI E ZUCCA 

Zucca  400 grammi

brodo vegetale  6 decilitri

burro 20 grammi

Emmental  150 grammi

pane di segale 8 fette

porri  3

sale  q.b.
Preparazione

1) Pulisci i porri, elimina la radice, le foglie più esterne e le parti verdi più dure; lavali, asciugali e dividili a rondelle.

2) Taglia la polpa di zucca a scaglie dello spessore di circa 1/2 cm (per facilitare l’operazione puoi usare una grattugia a lama lunga) e mettile, insieme ai porri, in una larga padella antiaderente in cui avrai fatto sciogliere il burro fino a farlo diventare spumeggiante.

3) Rosola le verdure nel burro a fiamma viva per un paio di minuti, aggiungi una presa di sale, bagna con il brodo bollente, copri il recipiente, abbassa la fiamma e cuoci per 15 minuti. Scola zucca e porri con un mestolo forato e tieni il brodo in caldo.

DSCN2400© Fiordicactus

4) Disponi 4 fette di pane sul fondo di 4 pirofiline, cospargile con metà dell’Emmental  grattugiato, fai uno strato di porri e zucca, poi ripeti gli strati terminando con il formaggio. Versa su tutto il brodo tenuto da parte e metti le pirofiline sotto il grill del forno già caldo fino a quando la superficie della zuppa gratinata sarà dorata (occorreranno circa 5 minuti). Servi subito.

DSCN2403© Fiordicactus

Quando è stata pronta, bella calda, avevano tutti fame e non è stata ripassata sotto il grill, e, in base a quello che avevo preparato (abbondante) nessuno avrebbe dovuto chiedere il bis . . . ne ho lasciato una porzione per la FigliaGrande e invece, alla sera, se l’è pappata il Figlio  . . . anche questa è una ricetta da rifare! E visto che è vegetariana, potrei tenerla per il venerdì o per quando arriva qualche amica/o vegetariana/o.

Non di solo carne vive Fiordicactus

A volte arrivo al supermercato in tempo per portare a casa, assieme alla spesa, anche il giornalino  “Bene Insieme,  gratis. Lo trovate anche in rete.
Capita che tra una notizia buffa, un consiglio per la casa e le molte ricette si trovi nascosto qualche “perla” .  . . 

Nell’ultimo mese da questa “fonte” ho trovato e provato una ricetta a base di verdura, formaggi e uova . . . e siccome in casa di Fiordicactus si è onnivori (e gourmand) e non si vive di sola carne, é piaciuta mooolto e la rifaremo di sicuro.

Me la segno qua, per averla sempre sottomano e per condividerla con voi. 

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Crepes con Gongorzola, pere, radicchio e noci

Ingredienti per 4 persone
per le crepes : 2 uova, 120 gr di farina, 2 cucchiai di burro fuso, 200 ml di latte circa, un pizzico di sale e il burro per cuocerle (o usate la ricetta di casa, alla quale siete affezionati)
per il ripieno : 1 pera abate, 1/2 radicchio rosso, 50 gr di gherigli di noce, 2 cucchiai di burro, 1 cucchiaio di miele fluido, 1 cucchiaio di succo di limone, 150 gr di Gongorzola. Una macinata di pepe 

Come si procede . . .  Sbatti insieme gli ingredienti delle crepes fino a che si ha un composto liscio e fai riposare almeno 10 minuti.
Nel frattempo, lava la pera, tagliala a metà, togli la parte dei semi, tagliala a fettine sottili. Lava e monda il radicchio e fai a pezzetti le foglie. Trita le noci.
In una padella rosola lentamente tutto insieme nel burro fino a quando il radicchio non diventa di un color bruno dorato. Unisci il miele e il succo di limone.
Togli dal fuoco e fai riposare. Prepara le crepes e mettile sui piatti, metti su ognuna il miscuglio e il gongorzola, spolverale di pepe e servi ben calde.

L’abbiamo fatto diventare il piatto unico, in una domenica in cui eravamo solo noi adulti, non so se il PiccoloLord avrebbe gradito. Cucinato dalla FigliaGrande, cuoca patentata, al suo meglio. 


DSCN2391La nostra versione © Fiordicactus

Per 4 persone (conoscendo i convitati) abbiamo usato doppia dose e, per quello che riguarda il radicchio, ho acquistato sia un radicchio tondo di Chioggia che uno di quelli “lunghi” di Treviso, prendendone metà di uno e metà dell’altro (è un’abitudine che ho, quando devo cucinare col radicchio rosso, perché quello tondo mi da la colorazione ed è più dolce, quello di Treviso, da solo, è troppo amaro). 
Una cosa che mi è stata rimproverata dalla FigliaGrande è stato che ho scelto le pere pensandole come frutta, così ho portato a casa delle pere piuttosto mature, mentre per cucinare sono migliori quelle un po’ acerbe.

In attesa di Gargantua e Pantagruel

Per superare i momenti difficili servono alcune cose, più o meno reperibili, 
sarebbero utili un paio di pentole piene d’oro, di quelle che si trovano in fondo all’arcobaleno . . .  
un numero limitato di veri amici e qualche parente, di quelli che quando chiami mollano tutto e arrivano in aiuto . . .
una bella tavola imbandita, di quelle che invitano a gustare il pranzo in allegria . . .
una casa accogliente e comoda, di quelle molto vissute, il contrario di certe case/museo . . .
un paio di animali domestici, di quelli che non lasciano in pace nessuno, affettuosi fino all’eccesso . . .
un invito a pranzo, a tema, di quelli che si fanno con una frase buttata là con nonchalance: “vi voglio far provare la polenta, come la fanno sù, dalle parti di mia madre!” . . .  

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Tutto questo c’era, domenica a casa di Fiordicactus, l’atmosfera era quella giusta dei giorni di festa . . . anche se la mancanza del PiccoloLord (che come ogni domenica, da giugno, sta da suo padre) si sentiva e un paio di volte è stato evocato il cupo spirito di PE. Ma lo spirito gioioso della festa, dell’amore e dell’affetto, ha prevalso.

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Anche grazie alle sapienti mani (e la testa) della FigliaGrande, che, dalla cuoca sopraffina che è, ha messo in tavola tanta di quella (buona) roba che, se anche fossero arrivati i due mitici mangioni del titolo sarebbero stati soddisfatti. Addirittura è avanzato abbastanza per farci pranzo il giorno dopo, tutto dire, la Suocera sarebbe stata contenta. Diceva sempre: “Se n’ha ‘vvanzate, n’ha vastuto!” (serve la traduzione??? “se non è avanzato, non è bastato”)

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Per gli antipasti, a Km zero,  gli ingredienti principali sono arrivati direttamente dall’orto . . . 6 metri dietro casa! Insalata d’arance e crostoni con Indivia Scarola “alla napoletana”.

Polenta (la scusa, come dice l’Amica N) con Maiale arrosto e al forno, Salsicce rosolate, purea di Mele, Verze, Spinaci e . . . per chi è davvero goloso, già a fette e tocchetti, Gongorzola e Taleggio per farcire la polenta . . .

Vino Verdicchio di Jesi e Montepulciano d’Abruzzo

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E per finire: frutta, pasticcini portati dagli ospiti e un buonissimo strudel fatto in casa dalla FigliaGrande, sorseggiando vino cotto!

E poi . . . tante chiacchiere e per finire, ancora con la tovaglia sul tavolo . . . caffé! 

E abbiamo giocato anche  a carte, prima i classicissimi “Briscola” e “Scala 40” e poi un gioco di quelli “scemini”, da bambini che imparano a riconoscere le carte . . . con sommo divertimento di tutti noi (anzi del “fanciullino” che è in tutti noi).

Davvero una bella giornata in buona compagnia! Grazie a tutti i partecipanti.

Casa mia, un ristorante a 5 stelle

Ieri, domenica impegnatissima, come se avessi vissuto due domeniche. . . ma prima c’era stata anche la cena del sabato sera . . . morale, mi trovo a fare ordine e pulizia in una cucina che avrebbe bisogno di quella formula di Mago Merlino, quando trova Semola in cucina (sì, ho capito, ma la lavatrice è rotta e al momento impossibile sostituirla! ( ore 9,00)

Per farla breve . . . Sabato sera avevo promesso “zuppa di cipolle” e mi sono dannata a pulire e tagliare a fettine più di un chilo di cipolle (mentre quel sant’Uomodellamiavita provvedeva al taglio dei formaggi). È venuta una zuppa buonissima finita in quattro e quattr’otto. Non è proprio la ricetta originale parigina ma le si avvicina (prossimamente la posterò!). Secondo il Figlio questa volta era superlativa, con l’unico difetto che “un piatto non basta, non potevi farne di più?”  . . . Già ho usato la pentola più grossa e fonda che avevo . . .

Domenica mattina, siamo stati invitata all’apertura dell’anno scout del gruppo dove il Figlio presta la sua attività di educatore/caporeparto . . . riordina qualcosa, stendi i panni, lava i capelli e nel frattempo, nel forno, cuoceva la pasta “pasticciata”  (ok anche questa è una ricetta che metterò presto in rete!). Telefonate e messaggi della FigliaGrande che dopo aver portato il PiccoloLord dal padre era lì col fratello ad aiutare.  Dovevamo anche ricordarci di portare la cheescake ai frutti di bosco che ha ricevuto un sacco di complimenti.
Arriviamo e fino alle 16.00 siamo immersi in un mare di azzurro e fazzolettoni. Ve lo dico subito, questo gruppo scout è molto numeroso, ha problemi di spazio, malgrado gli sia stato dato in uso un bel pezzo di terra dalla parrocchia, ha difficoltà nel reperire i soldi per due casette di legno prefabricate . . . se qualcuno che passa di qua sa come averle a poco prezzo, lasci un commento! 🙂

Poco dopo essere tornati a casa,  cercavo di rilassarmi davanti al Pc, quando la FigliaGrande mi ha ricordato che il nonno e la, facente funzione di nonna, Angela sarebbero arrivati a cena (Domenica sera) . . . io dovevo andare a Messa, così, ho aiutato pochissimo, ho più che altro lavato quelle pentole che servivano . . . la FigliaGrande si è messa all’opera e mentre noi eravamo a Messa ha preparato un trancio di maiale arrosto nel forno, patate al forno e una purea di mele . . .  per dolce delle rose fatte di pasta frolla e mele. Tutto buonissimo, tutto apprezzato! Visto che alcune ricette usate sono state “consigliate” dai nostri amici romani, abbiamo fatto una telefonata per ringraziarli e girare a loro un po’ dei complimenti ricevuti.

E stamattina, tutto da sistemare! FigliaGrande e PiccoloLord sono andati all’asilo e a me tocca la parte di Cenerentola! Povera me! 🙂

Due passi per il Piceno e poi, anguria “alternativa” alla solita fetta!

Ricordate quella bellissima esperienza a cui ha partecipato la FigliaPiccola?
Il Blogger Media Tour del Piceno, eccovi un riassunto di quello che hanno visto . . . così, se lo guardate, scoprite la zona e ve ne innamorate, potete anche venire a trovarmi e ci facciamo una bella serata, fra buon cibo, vini raffinati e un po’ di chiacchiere in allegria!

Certo, in questi giorni fa un sacco di caldo (Hanno nominato l’anticiclone “Scipione”, ma sarei curiosa di sapere quanta gente sa che Scipione Africano, quello storico sconfisse Annibale ai suoi tempi) . . . e ho pensato che a fine serata potrei offrirvi un dessert adatto alla temperatura:  Il frullato di anguria!

Dolce e succosa, la polpa è ricca di alcuni dei più importanti antiossidanti naturali, ottima fonte di vitamina C e di vitamina A, in particolare di beta-carotene. Questi potenti antiossidanti hanno un’azione neutralizzante dei radicali liberi. Alcuni studi scientifici hanno associato un buon consumo di vitamine e beta-carotene alla riduzione dei rischi di malattie cardio…vascolari e di altri disturbi.

Ingredienti per 4 persone:
• polpa di anguria, senza buccia 300g
• zucchero di canna 100 g
• mezzo limone
• foglioline di menta fresca
• cubetti di ghiaccio

Preparazione:

Eliminate tutti i semi dall’anguria, molto attentamente. Spremete la metà del limone e filtratela attraverso un colino, per evitare che i semi possano cadervi, direttamente nel bicchiere del frullatore. Aggiungete la polpa di anguria, il ghiaccio e lo zucchero, quindi frullate fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati.

Versate il frullato nei bicchieri, guarnite con la menta lavata e asciugata e servite.

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, che non si dica che Fb non serve! )

 Gelo di mellone (anguria)

ingredienti:
Mellone (anguria)
stecca di vaniglia
100gr di zucchero ogni litro (se l’anguria e’ dolce, altrimenti aumentate la dose )
80gr di amido per dolci (Maizema)
fiori di gelsomino (per alcuni facoltativo, per me indispensabile per sentire l’odore della Sicilia )
cioccolato fondente
granella di pistacchi

Levare tutta la polpa dal mellone e passarla nel passapomodoro o nella centrifuga. Passarla con un colino.
Tenere un pò di succo da parte, mentre l’altro metterlo in un tegame,aggiungere lo zucchero, il gelsomino e la stecca di vaniglia. In quella tenuta da parte aggiungere la maizema setacciata e mescolare.
Una volta che il succo nel fuoco bolle, aggiungere quello con la maizema, mescolare e farlo cucinare finche si sarà addensato un pò. Spegnere e mettere in una terrina e poi riempire o gli stampini o dei bicchieri.


Mettere in frigo una volta raffreddato e condire con la cioccolata e la granella di pistacchi

(Ricetta trovata e copiata su Facebook, si ringrazia l’amica Patrizia Bentivoglio)

 

Cannella . . . non solo Vin brulè

C come Cannella.
Quando sento la parola “cannella”, subito penso al cono di “latte e miele” che mia mamma ci comprava in via XX Settembre d’inverno (che poi era un cono diverso da quelli del gelato, e una bella dose di panna montata, con una spruzzata di cannella in polvere), da piccoli, se stavamo tranquilli mentre lei e la nonna guardavano le vetrine, ci provavamo senza capricci i vestiti da comprare e, in generale, se eravamo stati dei “bravi bambini”.


Come sento il profumo di cannella, spandersi all’apertura del vasetto dove stanno i “bastoncini”, penso al Vin brulé. Alle sere in montagna, rifugio o campeggio, estate e inverno. Ma anche a quelle sere di quel periodo che si ruppe la caldaia all’inizio dell’inverno, una quindicina di giorni senza riscaldamento, in un fine ottobre piovoso e nebbioso ai piedi delle Orobie.


Quando uso la cannella per impastare qualche torta, per preparare il vin brulè o per rifinire “l’uovo al tegamino” (finto e dolce) . . . sapete come si fa???
No??? Semplice, io ho imparato da ragazzina, ad un “campo invernale” della Guide (le ragazze scout) e adesso ve la spiego:
Montate a neve la panna (quanta, dipende da quanti siete e da quanto siete golosi) e aggiungete lo zucchero secondo il vostro gusto, mettetela su un piatto o nel tegamino, come nella foto . . . appoggiate (artisticamente) una mezza pesca sciroppata (sgocciolata) e una spruzzata di cannella sulla panna . . .  se poi volete la ricetta della foto cliccateci sopra, è un po’ più elaborata.

Poi, mi capita di sfogliare un giornale di qualche tempo fa e scopro che con la cannella si può fare anche molto altro . . . ma cominciamo a parlare di Storia . . .  La cannella vanta una storia millenaria, era già usata dagli antichi Egizi nel 3000 a.C. per le imbalsamazioni. Viene pure citata nella Bibbia, nel libro dell’Esodo, quando Dio ordina a Mosè di consacrare il Tempio con un misto di sostanze aromatiche. Pur provenendo dall’Oriente, Greci e Romani credeva che arrivasse dall’Arabia o dall’Etiopia. Nell’antichità era una pianta consacrata al Sole. Era considerata preziosa e divina al pari della mirra e dell’incenso.

Se dopo un pasto troppo pesante non riuscite a digerire . . . fate bollire 10 minut l’acqua di una tazza con un pezzetto di corteccia, berlo caldo e senza zucchero. In un attimo vi sentirete meglio!

Volete fare un scrub utile per il corpo? Sfruttiamo l’azione brucia-grassi della cannella . . . si mescola 1 cucchiaio di cacao amaro, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 1 pizzico di cannella in polvere e 3 gocce di oloi essenziale di cannella fino a creare un impasto omogeneo e compatto.
Si spalma il composto sulla pelle bagnata e si sfrega delicatamente su tutto il corpo. Si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga tamponando con un asciugamano pulito.

Per una serata speciale, volete labbra carnose e morbide? Eccovi un cosmetico fai da te . . . Bisogna esfoliare le labbra con uno spazzolino, mescolare poi 1 cucchiaino di cannella in polvere a un cucchianio di un gloss a tua scelta. Applica la miscela sulle labbra e attendi dai 5 ai 7 minuti. Sciacqua via la miscela e truccati a piacere. Attenzione, però,nonè da utilizzare con le labbra “ferite” o screpolate!

E per gli adolescenti (e non solo gli adolescenti) in lotta contro i brufoli, ecco un alleato sicuro . . . Si mescola 1/2cucchiaino di miele e 1/4 di cucchiaino di cannella in polvere. Si applica con un batuffolo dicotone il composto e si lascia agire la maschera per più tempo possibili (fino a quando si riesce a sopportare). Si risciacqua con acqua tiepida.

Rimedi “naturali”, ma ricordatevi di non avere allergie o intolleranze ai prodotti usati! 🙂

Partenza ufficiosa – Dreaming Terre del Piceno

Eccomi, finalmente, a raccontarvi, dal mio punto di vista, il Tour del Piceno da parte dei Travel Blogger di Travel Different. it accompagnati in questa avventura, come già detto, da 4 fotografi e 4 video maker, dal “sognatore” e ideatore Luca Marcelli di Terre del Piceno e dalla espertissima guida Lella Palumbi, più varie e svariate figure. A vario titolo “esperte” nei loro campi, di cui ignoro il nome.

Il giorno 24 (aprile) è stato un giorno “di corsa”. Per la FigliaPiccola le ultime spese da fare in vista della partenza per il Tour. Per me, oltre a seguire la FigliaPiccola nelle sue spese, una volta lasciata con i suoi nuovi amici, dalla FigliaGrande e PiccoloLord con virus intestinale! Spese, spostamenti vari.

Verso le 18.00 presso l’Hotel Excelsior, la FigliaPiccola ed io, abbiamo avuto l’occasione di conoscere gli altri “artisti”, e io quando hanno iniziato la loro riunione me ne sono andata per le mie commissioni.

Ci siamo rivisti per cena, una cena, o meglio un banchetto offerto (credo di aver capito) dal Comune della Città sulla Costa e preparato e servito presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Filippo Buscemi” (per gli amici della Città sulla Costa, famigliarmente: “l’Alberghiero”).
La cosa che mi ha emozionato (come solo una vecchia signora par mio, si può emozionare) è che in quel Istituto la FigliaGrande ha studiato. Vedere questi ragazzi in “divisa” (1° 2° e 3° classi tra servizio di sala, ricevimento e cuochi), mi ha riportato indietro di anni, ritrovare anche alcuni tra i professori che conoscevo, come il Prof Bani a capo dello staff di cucina, uno dei “miti” della FigliaGrande (e di altri compagni che da grandi volevano fare i cuochi), quando frequentava questa scuola e i professori Iezzi e Guardato che coordinavano i ragazzi di sala. La Prof che seguiva le ragazze del “ricevimento” non la conoscevo. Così come non conoscevo il Preside, dalla mie epoca ne sono cambiati almeno 2!
Ho salutato chi conoscevo, sono stata presentata a chi non avevo ancora conosciuto e tra questi Nicola, uno dei Travel Blogger, che mi ha detto di aver letto il mio blogghettino, mi ha consigliato di scrivere con più frequenza e sistematicità e magari di parlare anche di più di questa nostra zona (e sarebbe una bella scusa per qualche escursione domenicale!
Mi sono messa nella parte della tavolata (bellissima la “mise en place” di cui purtroppo non ho fatto la foto!) degli artisti, vicino alla persona che per prima ha creduto (e finanziato) in questo “sogno” . . . un progetto per promuovere il territorio della Provincia di Ascoli Piceno, il Sig Contisciani Luigi, Presidente del BIM Tronto (Bacino Imbrifero Montano del Tronto) .
Abbiamo gustato, prima di sederci a tavola, delle tartine a buffet e poi, una volta a tavola: Insalata di farro con molluschi e crostacei, Gamberoni con zucchine e lardo di Colonnata, Trippa di mare con borlotti e pecorino di fossa, Campofilone in salsa di cicale, Pescatrice in brodetto e per finire una composta di frutta in un “cestino” di cialda. Vini: Passerina Brut, Marche Chardonnay I.G.P. e Offida asserina D.O.C.G. (ci sono le foto, ma non da me, le dovrebbe avere Mauro, prima o poi, le trovo!)

Alla fine del banchetto, abbaimo potuto applaudire tutti i ragazzi e i professori che hanno lavorato per la riuscita di questo convivio, due parole da parte delle autorità e pure da parte di Nicola, quale rappresentante dei travel blogger e poi tutti a casa, che tra l’altro si era fatto pure tardi.

Non abbastanza tardi per i giovani artisti, per Nicola e Luca, dovevano ancora raccontarsi un sacco di cose, dovevano “recuperare” quei blogger che ormai dovevano essere arrivati, dovevano “progettare” le cose da fare nei giorni a venire e poi . . . verso una certa ora, dovevano essere sistemati negli alberghi.
Tutti in albergo, tranne la FigliaPiccola, lei è tornata a casa dalla mamma! E per fortuna! La mamma,  nel mezzo della notte ha scoperto di ospitare un malefico virus intestinale! Che brutta compagnia!

(Seguitemi che vi racconto ancora qualcosa)